
Tredici mesi, dal 29 settembre 2025 al 29 ottobree 2026. E così ecco la risposta alla domanda che mi fanno sempre quando finisco un romanzo, ovvero quanto ho impiegato a scriverlo - domanda che intrinsecamente ha una componente di inconsapevole sadismo, dati i miei tempi abituali, ma che stavolta ha una risposta che piace soprattutto a me (e già che ci sono, rispondo anche alla seconda domanda: fantascienza, credo).
Perché non mi è mai capitato di produrre così tanto in così poco tempo... non che abbia scritto cinquanta romanzi, ma per me 13 mesi sono un tempo da pole position!
Se guardiamo lo schema a blocchi con la struttura del romanzo, è possibile capire anche visivamente come ho lavorato: la prima riga include il prologo e i primi tre capitoli, poi a seguire è sempre un capitolo per riga, per un totale di:
- 1 prologo
- 1 epilogo
- 3 intermezzi
- 15 capitoli
Righe con più blocchi non corrispondono sempre a capitoli più lunghi, ma come indicazione spannometrica può essere accettabile.
Ho finito di scrivere il romanzo del progetto 3 cose, quello che avevo intenzione di candidare la Premio Urania (avevo? Ho!) e quindi non so come gestire questa emozione se non con un post di cose inutili.
Sono stupito, prima di tutto, e confuso, forse perché in questi giorni sta anche uscendo in libreria La ballata di Jack Tano e non m'è mai capitato di avere in ballo due cose importanti allo stesso tempo... tre, forse, se considero anche il mio nuovo progetto letterario che s'è affacciato nelle ultime settimane, giusto per alzare di qualche punto l'asticella dello stress.
Ma procedo con calma, facendo solo tre cose alla volta, di cui quella inerente a questo post è l'editing di quanto appena terminato. Ho due mesi belli belli per fare un lavoro come si deve, e, a questo proposito, corro subito a farlo, solo il tempo di trovare il machete!


