Jack Tano e il realismo magico

Jack Tano e il realismo magico

C'è una domanda che La ballata di Jack Tano non fa mai esplicitamente, ma che attraversa ogni pagina: che cosa succede quando l'inspiegabile smette di essere un evento e diventa un'abitudine?

A New Chicago City, la realtà non è una strada che porta dal punto A al punto B, è piuttosto un ambiente che si abita, spesso con la stessa rassegnazione con cui si accettano gli hot dog avanzati al chiosco di Neil. Non la si attraversa per arrivare da qualche parte. Ci si vive dentro, e basta.

Il prodigio come arredamento urbano

In questa città, l'inspiegabile non è un evento straordinario, ma una condizione quotidiana. È qui che il romanzo si allontana dal fantastico classico, quello che ha bisogno del prodigio come eccezione da segnalare: a New Chicago City il prodigio non si segnala, è arredamento urbano.

Nella narrazione, il realismo magico agisce come un'ombra: sai che c'è, ma non riesci mai a toccarne i contorni. I personaggi si muovono in un mondo dove le regole standard del racconto non valgono più e dove il futuro sembra l'eco di qualcosa di già vissuto, non per magia, ma per una sorta di anomalia del paesaggio.

Il bolide continuava la sua corsa allontanandosi sempre più dal centro, lungo un viale che s'allargava man mano procedevano, fino a raggiungere la sua massima estensione alle porte di un enorme piazzale. In quel punto, al di là di un alto cancello, si vedeva ergersi un palazzo la cui ombra impediva la crescita dei fiori; un colonnato di marmo bianco era intervallato a bronzee statue raffiguranti scene di caccia, di battaglia, eroiche gesta — spazio vuoto — scontri epici, discesa agli inferi, scontro navale, lotta con bisonte della pianura, e poi non si vedeva bene perché troppo lontano… insomma erano tante.

Nessuna logica da detective

Non troverai la logica del detective che mette in ordine i fatti. La struttura stessa del romanzo è un invito a perdersi tra i corridoi di una metropoli irreale, dove il silenzio può essere più rumoroso di un botto e dove un oggetto comune può nascondere un significato che sfugge alla ragione.

È una scelta strutturale prima ancora che stilistica: se il genere hardboiled promette un ordine da ripristinare, qui quella promessa viene disattesa fin dalle prime pagine. Jack Tano non insegue indizi che si sommano in una soluzione. Insegue qualcosa che si sottrae ogni volta che sembra a portata di mano.

Nel breve sonno fece un sogno di quelli che si scordano al primo sguardo di veglia, ma che lasciano la traccia di un'idea, un'immagine, una situazione impossibile da decifrare. L'idea è ormai perduta, quello che resta è solo la sensazione di una probabilità.

La prima cosa che Jack vide svegliandosi fu l'angolo fra la Sessantatreesima e la Pillow: sarebbe dovuto scendere, il Surreal era a un solo isolato.

A volte una traccia che apparentemente non porta da nessuna parte, va osservata da più angolazioni perché assuma un valore nuovo, e così come i cassonetti riversi nel vicolo, dietro il locale, gli erano sembrati un cattivo metodo per uscire, adesso gli apparivano un ottimo modo per entrare.

Navigare nel disordine

Il senso profondo di questo viaggio non sta nel raccogliere indizi sempre più probatori, ma nell'imparare a navigare nel disordine. La ballata di Jack Tano non ti invita a cercare un colpevole per rimettere a posto i cocci del mondo, ma a imparare a danzare tra le sue crepe.

I due discutono tramite uno scambio di sguardi che non so come riesco a intercettare, e alla fine se ne vanno entrambi. Mi lasciano in compagnia — se così posso dire — di un'entità collettiva dai molti volti di cui inizialmente ripudio l'idea, ma poi mi appare come la più naturale delle cose. Prima di tutto mi assicura/assicurano che non sto sognando, ma rifiutando di rispondere alla mia domanda se ciò fosse reale.

Riversa/riversano dunque nella mia memoria una quantità di informazioni equivalenti a innumerevoli vite umane, ma in modo disordinato, come un mucchio di fogli sparpagliati senza numero di pagina e senza indice, senza distinzione fra reale e fasullo, tra esperienze dirette e indirette fra passato e futuro.

È come mi immagino sia essere sparati da un cannone! Tieni, mi sento dire, questo è il caos. Puoi farne buon uso, puoi farne cattivo uso, la verità è che ne farai un uso caotico, quale che sia la tua volontà.

Quando si è sparati da un cannone a un certo punto poi vai anche a sbattere contro qualcosa: il suono, un muro, un albero; allo stesso modo l'aver dimenticato quasi tutto mi ha dato una seconda botta.

Poteri illimitati per un istante e perderli subito dopo: anche questo fa parte del caos.

E forse è proprio questo l'invito più onesto che un romanzo noir possa fare a chi legge: non promettere ordine, ma insegnare a stanare un senso dove il senso, apparentemente, non c'è.

Se vuoi continuare a muoverti tra le crepe di New Chicago City, il posto giusto è la newsletter: retroscena sulla scrittura, approfondimenti su Jack Tano e tutto quello che nell'articolo, per scelta, non viene detto. Iscriviti!

Il pasto nudo di William S. Burroughs

Il pasto nudo di William S. Burroughs

Pasto nudo di William S. Burroughs è il quarto romanzo letto seguendo l'esperimento di farmi suggerire titoli da leggere dall'AI in base alle mie preferenze passate. Qua l'esito è difficile da valutare, è stata una lettura molto poco lineare, confusionaria, piena di dubbi ma ciononostante piacevole. Il fatto che fosse chiaro fin da subito che non c'era una storia deve avermi messo il cuore in pace, qualcosa che mi ha fatto reagire con non si capisce niente? È tutto OK.

Pasto Nudo: la quarta di copertina

Con questo romanzo, ebbe a dire Norman Mailer, William Burroughs rivelò di essere «l’unico romanziere americano vivente a cui si possa plausibilmente attribuire genio». Scavando nelle proprie ferite con l’acume della paranoia e un’acrobatica inventiva stilistica, in Pasto nudo Burroughs disegna, sfrontato e perentorio, un ritratto dell’America all’acido fenico.
Pasto Nudo

Citazioni da Pasto nudo

Notebook per
Burroughs, William S. – Pasto nudo
William S. Burroughs

PASTO NUDO
il Bifo > Pagina 16
Non ho mai toccato un corpo vivo freddo come quello del Bifo a Philadelphia…
il Bifo > Pagina 17
L’America non è una terra giovane: era già vecchia, sporca e malvagia prima dei coloni, prima degli indiani. Il male è lì che aspetta.
il Bifo > Pagina 24
Aveva opinioni su ogni genere di argomento: qual è il tipo di biancheria più sano, quando bere acqua e come pulirti il culo.
benway > Pagina 26
Il soggetto non deve capire che i maltrattamenti costituiscono un attacco premeditato alla sua identità personale da parte di un nemico antiumano. Deve essere indotto a pensare che merita le terapie cui viene sottoposto perché in lui c’è qualcosa di spaventosamente sbagliato (senza mai specificare che cosa).
benway > Pagina 29
«Benché in genere io eviti il ricorso alla tortura– la tortura localizza gli oppositori e mobilita la resistenza– la minaccia della tortura è utile per indurre nel soggetto un’adeguata sensazione di impotenza nonché di gratitudine nei confronti di chi lo interroga per il fatto che egli vi rinunci.
benway > Pagina 29
L’uomo occidentale si sta esternalizzando sotto forma di congegni elettronici.
benway > Pagina 36
«E così eccomi col culo per terra senza titolo di studio. Dovevo forse cominciare un nuovo mestiere? No. La medicina ce l’avevo nel sangue. Sono riuscito a mantenere i miei vizi praticando aborti a basso costo nei gabinetti della metropolitana. Sono persino arrivato al punto di abbordare le donne incinte in mezzo alla strada. Era genuinamente immorale. Poi ho conosciuto un tipo in gamba, Juan, il Magnate della Placenta. Ha fatto fortuna trafficando redi durante la guerra».
benway > Pagina 38
Se vuoi guarire qualcuno da qualcosa, scopri chi non ce l’ha. Allora, chi è che non ce l’ha? I tossici. Oh, tra l’altro, in Bolivia c’è una zona senza psicosi. In quelle colline la gente è tutta sana di mente. Mi piacerebbe andarci prima che siano contaminati da alfabetizzazione, pubblicità, TV e drive- in. Fare uno studio serio a partire dal metabolismo: alimentazione, uso di farmaci e alcolici, sesso, ecc. Chi se ne frega di quel che pensano. Le solite fregnacce, immagino. «Come mai i tossici non diventano schizofrenici? Non lo so ancora. Uno schizofrenico può ignorare la fame e arrivare a morire se non gli danno da mangiare. Ma nessuno può ignorare l’astinenza da eroina. La realtà della tossicodipendenza impone il contatto.
benway > Pagina 40
«Alcuni miei illustri colleghi (stronzi innominabili) hanno avanzato l’ipotesi che la droga derivi il proprio effetto euforico dalla stimolazione diretta del centro orgasmico. È più probabile che la droga interrompa l’intero ciclo di tensione, scarica e riposo. L’orgasmo non ha nessuna funzione nel tossico.
benway > Pagina 40
Uno stato di polizia funzionante non ha bisogno della polizia.
benway > Pagina 42
(Un simopatico– mi sfugge il termine tecnico per questa malattia– è un cittadino convinto di essere un primate o un altro tipo di scimmia. È una malattia tipica dell’esercito, curabile con il congedo).
benway > Pagina 44
Gentile lettore, uno spettacolo tanto brutto manda a farsi fottere ogni descrizione. Chi può essere così vigliacco e malevolo e, allo stesso tempo, perverso come un mandrillo col culo viola, da alternare disturbi tanto deplorevoli come fossero scenette da vaudeville? Chi può cagare su un avversario caduto che, morendo, mangia merda e urla di gioia? Chi può soffocarne uno debole e passivo e prenderne in bocca lo sperma come un cane rabbioso? Gentile lettore, di buon grado ti risparmierei tutto questo, ma la mia penna ha una volontà sua come il Vecchio Marinaio.
joselito > Pagina 51
Non sono che contadini stupidi, e i peggiori sono i cosiddetti contadini istruiti. A questa gente non bisognerebbe soltanto impedire di imparare a leggere, ma anche di imparare a parlare. Non c’è bisogno di impedirgli di pensare, ci ha già pensato la natura».
ospedale > Pagina 65
«Voi giovani mezzeseghe non sapreste incidere un foruncolo senza un bisturi elettrico con drenaggio automatico e sutura… Tra un po’ le operazioni si faranno con il telecomando su pazienti che non vedremo nemmeno…
ospedale > Pagina 71
Continuo a essere scimmiato. Ieri notte mi sono svegliato perché qualcuno mi stringeva la mano.
campus dell’università interzona > Pagina 93
«Signori, vi regalerò una perla: Si scoprono più cose su una persona parlando che ascoltando».
la festa annuale di a.j. > Pagina 94
A.J. si gira verso gli ospiti. «Fighe, cazzi, cerchiobottisti, ecco a voi stasera l’impresario di film a luci rosse e TV a onde corte, celebre in tutto il mondo– l’unico, il solo, il Grande Slashtubitch!».
il mercato > Pagina 114
Nel Mercato della Città c’è il Caffè degli Appuntamenti. Seguaci di impensabili commerci obsoleti che scarabocchiano in etrusco, tossicodipendenti da droghe non ancora sintetizzate, pusher di armalina truccata, droga ridotta a pura assuefazione che offre una precaria serenità vegetale, liquidi per indurre in stato Latah, sieri di longevità titoniana, uomini del mercato nero della Terza Guerra Mondiale, estirpatori di sensibilità telepatica, osteopati dello spirito, investigatori di infrazioni denunciate da miti giocatori di scacchi paranoici, portatori di mandati frammentari in stenografia ebefrenica che denunciano ineffabili mutilazioni dello spirito, burocrati di dipartimenti spettrali, funzionari di stati di polizia non costituiti, una nana lesbica che ha perfezionato l’operazione Bang- utot, l’erezione polmonare che strangola un nemico addormentato, venditori di serbatoi orgonici e macchinari rilassanti, broker di sogni e ricordi squisiti sperimentati sulle cellule sensibilizzate di chi è in astinenza e barattati in cambio di materie prime della volontà, dottori specializzati nel trattamento delle malattie latenti nella polvere nera di città in rovina, virulenza in aumento nei globuli bianchi di vermi senz’occhi che a poco a poco affiorano in superficie e nell’ospite umano, malattie del fondo dell’oceano e della stratosfera, malattie da laboratorio e guerra atomica… Un luogo dove il passato sconosciuto e il futuro emergente si uniscono in un vibrante, silenzioso ronzio… Entità larvali in attesa di Uno Vivo…
il mercato > Pagina 117
una giovane donna che voglia attribuire il proprio uh stato interessante alle attenzioni di un succubo verrebbe considerata, in quest’epoca di lumi, una romantica o, nell’inglese di ogni giorno, una stramaledetta bugiarda eh eh eh eh…».
uomini e donne qualsiasi > Pagina 133
’Sta vecchia stronza s’è sposata tante di quelle volte con musi gialli e portoricani che parla col culo…
uomini e donne qualsiasi > Pagina 134
«Be’, il finocchio si becca un paio d’anni; e nel gabbio incontra ’sto tizio che è una specie di fusto da due soldi, ed è subito amore a prima vista o almeno un facsimile che li convince tutti e due a rapporti strambi.
uomini e donne qualsiasi > Pagina 136
BENWAY: «Perché non un grumo multiuso? Ti ho mai raccontato dell’uomo che aveva insegnato a parlare al suo buco del culo? L’addome gli si muoveva su e giù e lui scorreggiava parole, capisci? Mai sentito niente del genere. «Tutto ’sto parlare col culo aveva una specie di frequenza intestinale. Ti colpiva laggiù come se dovessi farla. Sai, no, quando il colon ti dà una gomitata e dentro senti freddo, e capisci che devi correre a farla? Be’, ti colpiva proprio laggiù, un rumore come di bollicine, denso e stagnante, un rumore del quale sentivi l’odore.
islam incorporated e i partiti di interzona > Pagina 148
Le battute di A.J. si riferiscono spesso a eventi futuri. È un maestro nel ribattere a scoppio ritardato.
islam incorporated e i partiti di interzona > Pagina 149
A.J.– che di fatto ha un’oscura origine mediorientale– una volta faceva l’inglese. Il suo accento inglese si attenuò con il venir meno dell’Impero Britannico, e dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne cittadino americano per volere del Congresso. A.J. è un agente come me, ma per chi o per cosa lavori nessuno lo ha mai scoperto. Corre voce che rappresenti un trust di insetti giganteschi di un’altra galassia… Credo stia dalla parte dei Fattualisti (che anch’io rappresento); naturalmente potrebbe essere un Agente Liquefazionista (il programma di Liquefazione comporta la fusione finale di ciascuno in un Uomo Unico per mezzo di un processo di assorbimento protoplasmatico). Nell’industria non si può mai essere certi di nessuno.
islam incorporated e i partiti di interzona > Pagina 160
Ha fatto fortuna e si è allargato, invadendo il mondo con farmaci tagliati e merci contraffatte da due soldi di ogni genere. Pasticche avvelenate, antibiotici tagliati, paracadute bucati, antidoti al veleno scaduti, sieri e vaccini inattivi, scialuppe di salvataggio piene di falle.
islam incorporated e i partiti di interzona > Pagina 164
parola, adesso, sui partiti di Interzona… Risulterà subito chiaro che il Partito Liquefazionista è, a eccezione di un solo uomo, interamente composto da gonzi,
islam incorporated e i partiti di interzona > Pagina 167
Dal momento che non c’è un modo sicuro per individuare una replica occulta (sebbene ogni Divisionista conosca un metodo per lui infallibile) i Divisionisti sono istericamente paranoici. Se un cittadino si avventura a esprimere una libera opinione, un altro invariabilmente ringhia: «Che cosa sei? Una replica sbiancata di qualche puzzone di negro?».
il funzionario di contea > Pagina 171
L’ufficio del Funzionario di Contea è in un enorme edificio di mattoni rossi noto come il Vecchio Tribunale. Lì, in effetti, si discutono le cause civili, che si protraggono inevitabilmente finché i contendenti muoiono o gettano la spugna.
hauser e o’brien > Pagina 215
Sapevo di non avere molta scelta, ma non molta scelta è meglio di nessuna,
hauser e o’brien > Pagina 218
Il tossico funziona col tempo della droga. Il suo corpo è il suo orologio e la droga ci passa in mezzo come in una clessidra.
hauser e o’brien > Pagina 219
«Il tuo piano era irrealizzabile allora e inutile adesso… Come i progetti di Leonardo sulla macchina volante…».
Prefazione atrofizzata > Pagina 223
Gli scrittori parlano dell’odore dolcemente nauseante della morte mentre qualsiasi tossico può dirvi che la morte non ha odore… un odore che impedisce di respirare e al tempo stesso gela il sangue… l’incolore non- odore della morte… nessuno può respirarlo né sentirne l’odore attraverso le rosee circonvoluzioni e i neri filtri sanguigni della carne… l’odore della morte è inequivocabilmente un odore e un’assoluta assenza di odore… l’assenza di odore colpisce il naso prima di ogni cosa perché la vita organica ha un odore… la privazione dell’odore è avvertita come cecità dagli occhi, silenzio dalle orecchie, stress e assenza di peso dall’equilibrio e dal senso di orientamento…
Prefazione atrofizzata > Pagina 233
«Vendere procura un’assuefazione maggiore che bucarsi».
Appendice
Deposizione: testimonianza di una malattia > Pagina 239
L’ago non è importante. Che la roba uno la sniffi, fumi, mangi o se la ficchi su per il culo, il risultato è lo stesso: la tossicodipendenza.
Deposizione: testimonianza di una malattia > Pagina 241
Il mercante di droga non vende il suo prodotto al consumatore, vende il consumatore al suo prodotto. Non migliora né semplifica la merce. Degrada e semplifica il cliente.
Deposizione: testimonianza di una malattia > Pagina 242
Se volete alterare o annientare una piramide di numeri in correlazione seriale dovete alterare o rimuovere il numero alla base. Se vogliamo annientare la piramide della droga dobbiamo partire dalla base: il Tossicodipendente della Strada, e smetterla di partire lancia in resta contro i mulini a vento, cioè contro i pesci grossi, i quali sono tutti immediatamente sostituibili. Il tossicodipendente della strada, che ha bisogno della roba per vivere, è l’unico fattore insostituibile nell’equazione della droga.

Pasto Nudo

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Devo ammettere che la parte più interessante di Pasto nudo è stata la seconda, l'Appendice, che include una serie di postfazioni scrite dall'autore nel corso degli anni per le varie edizioni del romanzo. Penso che avrei preferito leggerla prima, come introduzione. Tanto di storia da spoilerare non ce n'è.

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Noir a pezzi: come ho demolito i cliché a New Chicago City

Noir a pezzi: come ho demolito i cliché a New Chicago City

A New Chicago City (NCC), il noir non è un genere letterario, è una condizione fisica. Se provi a fare il detective tutto d'un pezzo, la città ti mastica e ti sputa via. Quando ho ideato la struttura primordiale de La ballata di Jack Tano, sono partito dai pilastri del genere noir e poliziesco per ribaltarli fino a renderli ridicoli, costringendo il lettore a guardare lo squallore con occhi nuovi.

Ecco come ho smontato questo giocattolo rotto, pezzo dopo pezzo:

Il detective

Quando ho immaginato Jack Tano, volevo il peggior detective del mondo. Non uno che risolvesse i casi con la logica, ma un uomo stropicciato che inciampa nei casi solo perché ha lo stomaco troppo vuoto per ignorarli. La sua indagine non segue le tracce, segue l’odore degli hot dog avanzati da tre nichelini e la ricerca ossessiva di coupon per la colazione. È uno che nel momento del bisogno, invece di sfoderare la sua rivoltella (scarica da sei settimane), si ritrova tra le mani un pregevole salume rimediato chissà dove.

L'ufficio

Il suo ufficio non ha una porta a vetri con il nome scritto a pennello. Jack non accoglie i clienti dietro una scrivania di mogano; il suo quartier generale è un tavolino lurido da Carmine’s, all’angolo tra la Ventottesima e la Beatless. Al posto delle scartoffie ha scatole di vecchie ciambelle e quel caffè al catrame che ti scava lo stomaco come un minatore stakanovista. Se deve spostarsi, usa una Due Cavalli ferma all’angolo che chiama casa solo perché non ha altro.

Il magazzino abbandonato

La scena del crimine è il classico magazzino abbandonato, un cliché DOC, ma l’ho svuotato di ogni epicità: non c’è un incontro ad alta tensione, nessun inseguimento, nessuna sparatoria, solo una grossa auto che si stacca in corsa da una rampa incompleta.

I criminali

Ho trasformato i cattivi in impiegati meticolosi del malaffare. La Ultrastar S.D.F. è una Società per Delinquere a gestione Familiare che gestisce il pizzo con la freddezza burocratica di un ufficio postale. Tilt, Raptus e Cesoie non ti pestano per odio, ma per curare la customer satisfaction. Mentre ti rompono le ossa, Raptus annota tutto su un taccuino in pelle come se stesse facendo un audit aziendale per garantire al cliente un lavoro pulito. Il loro motto?

L’impunità dei nostri clienti è la nostra maggiore soddisfazione.

Le scommesse sui cavalli

All’ippodromo The Races ho tolto i cavalli e ci ho messo la massa di testosterone dei lottatori clandestini. Gente come Superunknown o Who Wants To Live Forever che si massacra per il piacere di scommettitori che hanno sostituito l’eleganza con il cattivo gusto.

La femme fatale

Diana Trane non è una diva che scende da una limousine. Vive in un appartamento dove tutto – dal frigo al tostapane – è rigorosamente rotto. Fa colazione con fiocchi d’avena e bourbon, saltando la doccia per non dover spegnere la sigaretta. È una donna che ha smesso di seguire le regole imposte dagli altri.

Il duro del ghetto

Ho infierito anche sul cliché del duro del ghetto tutto muscoli e passato criminale. Jefferson Planair, il gestore del Surreal Jeff, è un bugiardo patologico che probabilmente non ha mai detto la verità in vita sua. Si è costruito addosso il personaggio dell’orfano nero cresciuto tra riformatori e ring di boxe per darsi un tono da sopravvissuto. Ma a NCC la realtà sbanda sempre: Jef è in verità un ometto alto un metro e quaranta, ha la carnagione chiara quanto il culo di una mozzarella e spaccia per vero un ridicolo accento francese tarocco.

L'informatore

Smokey Jacksonfive sembra il classico duro del ghetto che mastica slang. In realtà, quel suo modo di parlare è solo una balbuzie infantile che lo rende incomprensibile a tutti. Ha imparato che in un mondo di bugiardi, chi parla perde e chi ascolta vince. È così invisibile che può restare nascosto sotto un sedile per ore senza che nessuno se ne accorga.

Il centro del potere

Ho creato Aura Pale Ardeen perché volevo mostrare un potere così vasto da diventare assurdo. La città è praticamente sua, possiede 99 case discografiche su 100, ma non può comprare l’unica cosa che conta: la musica di un vecchio zuccone amico d’infanzia.

Questo è il gioco: prendere i mattoncini di un genere e rimontarli storti, sperando che tra le crepe si intraveda qualcosa di nuovo. Jack Tano non risolverà mai un caso come un detective brillante, ma in qualche modo riuscirà a inciampare nella verità con le tasche e lo stomaco vuoti, naturalmente.

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Fantascienza stropicciata: la fisica del fuori fase

Fantascienza stropicciata: la fisica del fuori fase

Parliamo della componente fantascientifica de La ballata di Jack Tano. A New Chicago City la realtà non è mai una questione lineare; se provi a osservarla da una prospettiva basata sulla logica, finisci con una tazza di catrame spacciata per caffè tra le mani e la sensazione che il mondo sia costantemente fuori fase.

La fantascienza, in questa storia, non ha nulla a che fare con astronavi luccicanti, creature aliene o segreti governativi. Si nasconde piuttosto tra i monitor sale e pepe che ronzano nei corridoi, nei mestoli che stringi in mano un secondo prima e che, un glitch dopo, semplicemente non ci sono più.

È una fantascienza che ha l'odore della polvere che la Riviera di Hornet lascia sull'asfalto bollente prima di svanire in un luogo infinito. È il sospetto di un potere dormiente vecchio di milioni di anni che nascostamente ti sfasa l'intelletto e che trasforma le connessioni e il caos nella stessa cosa.

Jack non capisce di equazioni, ma capisce la sensazione di una probabilità. È quel guizzo che sfida il buon senso e la prassi narrativa, l'intuizione che dietro lo squallore di NCC ci sia una struttura più vasta, una geometria del caos che Jack sta iniziando a scoperchiare. È quel trucco che ti fa trovare un ingresso sul retro lasciato aperto proprio quando ogni strada sembra sbarrata.

In questa città il futuro sembra già successo e il passato non è ancora finito. C'è dell'altro, sotto la superficie di NCC, qualcosa di antico che aspetta nell'ombra, ma per ora ci fermiamo qui. Alcune verità vanno assaggiate un morso alla volta, come i peggiori spuntini di Jack.

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3 Cose Metà di Mille

3 Cose Metà di Mille

Dopo gli aggiornamenti sull'andamento della scrittura del Progetto 3 cose di pagina 100, 222 e 333 e 404, eccomi giunto alla 500, un traguardo mai raggiunto prima, che contestualmente alza l'asticella del mio record personale per quanto riguarda la lunghezza di un'opera (omologato fra le discipline un tanto al chilo).

L'estate fa schifo, specie se devi fare qualcosa. E anche se scrivere tuttosommato non è fra le attività più faticose, è comunque una pena. Più vedo avvicinarsi la scadenza per il concorso, più vedo allontanarsi la speranza di partecipare con qualcosa di curato, perché metti anche che riesca effettivamente a finire la prima stesura, come faccio a proporlo senza rivederlo, ri-rivederlo, ri-ri-rivederlo e così ri-via?

Non so e, come già detto, fa troppo caldo per pensare. Finché non passa mi limiterò a scrivere.

Il confine del forse: tra leggende urbane e ghiacci lontani

Il confine del forse: tra leggende urbane e ghiacci lontani

A New Chicago City i personaggi non sono mai completamente buoni o completamente cattivi, la verità non è mai bianca o nera, è un grigio sporco, come l'asfalto che scotta al termine di un lungo pomeriggio di sole e raggiri. In una realtà che si incrina capitolo dopo capitolo, le persone che incontri sono spesso fatte di fumo, inchiostro e ricordi che forse non sono mai esistiti.

Per Jack Tano, muoversi tra i vicoli di NCC significa imparare a distinguere tra chi ti mente per sopravvivere e chi ha dimenticato dove finisce la realtà. Ecco chi abita questa terra di mezzo dove la logica lineare si sgretola:

Smokey Jacksonfive: il traduttore del caos. Non farti ingannare dalla sua camicia multicolore o dalla coppola scozzese. Smokey non è il solito delinquente da ghetto; il suo slang incomprensibile è la mutazione di una balbuzie infantile che lo rende un enigma vivente. È l'informatore di fiducia di Jack, un uomo che ha imparato in carcere che chi parla perde e chi ascolta vince. Se cerchi una verità tra le pieghe della malavita, lui è l'unico che può digerirla per te.

Quanto allo stile di vita, le uniche cose che gli interessavano erano tenersi alla larga dai guai e frequentare i locali dove il vino costava meno. L’evidenza, però, ci insegna che i due intenti difficilmente sono conciliabili.

Jefferson Planair (Jeff): il sognatore patologico. Il gestore del Surreal Jeff è un ometto alto un metro e quaranta, con la pelle chiara quanto il culo di una mozzarella e un discutibile accento francese. Jeff vive in un castello di carte fatto di bugie, ma l'unica cosa vera che troverai nel suo locale è l'acquavite sintetica distillata da rifiuti organici. Il suo passato è un mistero sepolto sotto strati di invenzioni, dove l'unico legame con la realtà è Grosnez, l'orso di peluche della sua infanzia - un ricordo che nemmeno lui riesce più a richiamare alla mente.

Jeff capiva di musica quanto una giraffa di nuoto subacqueo, l’unica musica che lo emozionava era quella che faceva aumentare le ordinazioni nel suo locale e, se la band non pretendeva un compenso troppo alto, meglio ancora!

Eschimo: l'enigma del Nord. Lo zio di Jeff è il confine ultimo tra mito e realtà. Per Jack è solo l'ennesima balla DOC del Surreal: un relitto alcolizzato morto sotto un ponte col cuore pieno di acquavite. Eppure, tra i fumi dell'alcol, emerge la sagoma di un uomo venuto dal deserto del permagelo, un luogo dove il ghiaccio è sacro e le parole contano meno dei fatti. Eschimo è l'ombra di un mondo lontano che sta per bussare alla porta di Chicago.

Che vengo dal Nord lo sai bene, tutti lo sanno, e lo sanno talmente bene che nessuno qui da voi mi chiama mai col mio nome: nella mia nuova vita sono diventato semplicemente Eschimo, dal nome della mia gente. Non preoccuparti, mi piace questo nome, non l’ho mai trovato offensivo.

In questa città fuori fase, l’unica cosa reale è quel colpo di fortuna sfacciato che decide di salvarti proprio quando la logica si arrende. Sei pronto a perderti nei racconti di Jeff o preferisci decifrare il codice di Smokey?

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Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, di Olga Tokarczuk (con citazioni)

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, di Olga Tokarczuk (con citazioni)

Dopo un primo flop e un secondo titolo azzeccato, ecco la terza lettura fra quelle suggerite dall'AI: Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, del premio nobel Olga Tokarczuk.

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti: la quarta di copertina

Janina Duszejko, insegnante d’inglese appassionata delle poesie di Blake, è un’eccentrica sessantenne che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini e crede nell’astronomia come strumento per porre ordine nel caos della vita. Quando alcuni cacciatori vengono trovati morti nei dintorni del suo villaggio Janina si tuffa nelle indagini, convinta che si tratti di omicidi. Olga Tokarczuk ricorre ai modi del noir classico per virare verso il thriller esistenzialista e affrontare temi come la follia, il femminismo, l’ingiustizia verso gli emarginati e i diritti degli animali.
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Citazioni da Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Posizione 644-645
compresi che “tristezza” è una parola importante per definire il mondo. Sta alla base di tutto, è il quinto elemento, la quintessenza.
Posizione 715-716
sul retro ci sarà la piscina. Così mi raccontava il padre. Ma prima hanno circondato tutto con una recinzione
Posizione 778-779
Oggi non c’è più nessuno che abbia il coraggio di inventare qualcosa di nuovo. Si parla sempre e soltanto di quello che c’è, e si sviluppano idee vecchie.
Posizione 869-870
A volte ho l’impressione di essere in realtà composta solo di sintomi della malattia, sono un modello anatomico costruito di dolore.
Posizione 1280-1282
Ero riuscita a osservare corrispondenze simili nel caso del ciclo di film Alien, quello della navicella spaziale. Qui entravano in gioco sottili dipendenze tra Plutone, Nettuno e Marte. Ogni volta che Marte aspettava contemporaneamente i due lenti Pianeti, la televisione riproponeva uno degli episodi di Alien. Non è affascinante?
Posizione 1343-1344
“A lei fanno più pena gli animali degli uomini.” “Non è vero. Provo la stessa pena per gli uni e per gli altri. Però nessuno spara a degli uomini indifesi,”
Posizione 1369-1369
Decido io che cosa posso volere!
Posizione 1421-1423
la complicata psiche umana si è sviluppata per non consentire all’Uomo di comprendere ciò che vede veramente. Perché la verità non lo raggiunga, avviluppata nelle illusioni, nelle chiacchiere vuote. Il mondo è un carcere pieno di sofferenza, costruito in modo tale che per sopravvivere bisogna procurare dolore
Posizione 1424-1426
“Ma che mondo è questo!? Il corpo di qualcuno convertito in scarpe, in polpette, in würstel, in uno scendiletto, in un brodo di ossa da bere… Le scarpe, i divani, la borsa a tracolla fatta con il ventre di qualcuno, riscaldarsi con la pelliccia altrui, mangiare il corpo di qualcuno, tagliarlo a fette e friggerlo nell’olio…
Posizione 1463-1464
Un buon vecchio metodo per gli incubi notturni è quello di raccontarli a voce alta sul buco del water, e poi tirare lo sciacquone.
Posizione 1486-1486
Chi se lo ricorda più il regolo, ora che la medicina per ogni fame di sapere è un clic?
Posizione 1525-1526
Le mattinate invernali sono fatte d’acciaio, hanno un sapore metallico e gli orli aguzzi.
Posizione 1773-1775
Molte persone avevano una dentatura particolare, come se fossero tutti della stessa famiglia e avessero gli stessi geni, oppure la stessa disposizione nell’Oroscopo.
Posizione 1796-1797
“Prima Piede Grande, poi il Comandante, adesso Wnętrzak…” sospirò l’Uomo Bellissimo. “Uno ha paura a uscire di casa. Io tutte le cose da sbrigare fuori dopo il tramonto le faccio fare alla mia donna.”
Posizione 2182-2183
La salute è una condizione incerta e non promette nulla di buono. Meglio essere tranquillamente malati, almeno sappiamo di che cosa moriremo.
Posizione 2225-2226
A volte possiamo non comprendere qualcosa ma percepirlo benissimo.”
Posizione 2394-2397
Avevo la mia Teoria a proposito di questi intercalari: Ogni Uomo ha una sua espressione di cui abusa. O di cui fa un uso improprio. Questa parola è la chiave per la sua mente. Il Signor “A quanto pare”, il Signor “Generalmente”, la Signora “Probabilmente”, il Signor “Puttana”, la Signora “Non è così?”, il Signor “Per così dire”. Il Presidente era il Signor “È vero”.
Posizione 2672-2673
Il cittadino che gli uffici ignorano, in un certo senso, è condannato
Posizione 2726-2727
è per noi che il tempo lavora, dandoci la grande opportunità di trasformare un mondo sofferente e pieno di dolore in un mondo felice e tranquillo.
Posizione 2861-2862
Lo ammiravo per il fatto che – come diceva – possedeva sempre il numero esatto di cose che si potevano impacchettare in qualsiasi momento dentro due valige per partire nel giro di un’ora.
Posizione 2899-2899
Ritengo infatti che la psiche umana sia nata per tutelarci dal vedere la verità.
Posizione 3479-3480
Il fatto che non sappiamo che cosa accadrà, è un errore terribile nella programmazione del mondo.
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Acquista Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti non è stata una lettura scorrevole: dopo un inizio avvincente ho fatto un po' fatica ad appassionarmi alla trama del romanzo. In definitiva mi è piaciuto, ma forse le aspettative troppo alte mi hanno tolto un po' di sapore

Per acquistare Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, clicca il pulsante e da' un grattino dietro all'orecchio del primo gatto che incroci.

I lupi di NCC: chi vuole fermare Jack Tano?

I lupi di NCC: chi vuole fermare Jack Tano?

La polvere non ha coperto solamente le tracce della Buick di Hornet, ma anche una verità che qualcuno ha tutto l'interesse a mantenere sepolta. E se decidi di seguire un monaco laico e una cantante disillusa, prima o poi i lupi inizieranno a fiutare la tua scia.

In una Chicago dove il potere, proprio come il tempo, non è mai lineare, il pericolo a volte ha il volto di un'anziana miliardaria, a volte quello di un controllore troppo zelante.

Ecco i volti di chi sta stringendo il cerchio attorno al nostro investigatore:

Gli Ultras (S.D.F.). Una Società per Delinquere a gestione Familiare specializzata in riscossione del pizzo e accoltellamenti. Il trio, guidato dal minuto Tilt, è composto dal meticoloso Raptus e dal colossale Cesoie: un tipo poco socievole da quando, da piccolo, è caduto in un marmittone di bambetilene. Se li senti urlare tra le gradinate la tua giornata è appena diventata un duello all'ultimo sangue.

Gli Ultras erano una S.D.F. ovvero una libera società per delinquere a gestione familiare, specializzata in riscossione pizzi, intimidazioni, vendette & accoltellamenti. In poche parole, provetti tagliagole.

Sentenza: lo sguardo di ghiaccio. Nessuno conosce il suo vero nome ma è chiaro a tutti che non sia un semplice controllore della linea NCC1701. Con lo sguardo da cattivo dei vecchi western e la divisa da capostazione, è l'incubo di ogni passeggero. È celebre per la sua spietatezza e per un'unica, incrollabile regola: porta sempre a termine il proprio lavoro.

Sentenza scendeva la scaletta lisciandosi i baffi con la lingua, Jack immaginò dovesse aver appena umiliato una vecchietta colpevole di aver perso la borsetta, o qualche cosa del genere, e non perse l’occasione per salire di straforo mentre quella iena sedeva alla pensilina in attesa della successiva diligenza da assaltare; in lontananza l’ululato di un coyote.

Leroy Brown, detto Bellezza. Firma di punta del Gazette, è il volto cinico dell'informazione cittadina. Si riconosce per il ghigno terribile e la sigaretta perennemente stretta tra i molari. A lui non serve cercare notizie; gli basta una telefonata per decidere quale versione dei fatti mandare in stampa.

Fra le personalità più illustri riconosciamo Leroy Brown, firma di punta del Gazette of Chicago, incapace di distinguere un clarinetto da un trapano a colonna. Cappello sulle ventitré, tesserino Press malcelato, sigaretta stretta fra i molari come dovesse triturarla, e un ghigno terribile a inchiostro indelebile che già in altre occasioni gli ha fatto guadagnare il soprannome di Bellezza.

Aura Pale Ardeen: la vegliarda a 24 carati. È la regina indiscussa dell'industria discografica, una donna che possiede quasi ogni nota suonata in città. Dalle finestre della sua villa mastodontica si scorgono le nuvole al di sotto di sé. Possiede tutto in versione deluxe, ma brama l'unica cosa che non ha mai potuto comprare: la musica di Hornet.

Altra notabile presente sugli spalti, la ricca principessa Aura Pale Ardeen, energica vegliarda magnate dell’industria locale, inclusa quella musicale: sua la maggiore casa discografica di Chicago, e anche la seconda in classifica, la terza e avanti così fino alla novantanovesima. Una sola etichetta su cento non le apparteneva: si trattava della più piccola, più cenciosa e sporca casa discografica dell’intera Chicago, il che la rendeva automaticamente quella che produceva la musica migliore.

Riuscirà il nostro investigatore stropicciato a non farsi schiacciare da questo mosaico di potere e violenza? La caccia è appena iniziata e, tra un coupon per la colazione e un pedinamento fallito, Jack Tano sta per scoprire che a Chicago nessuno ti guarda in faccia, a meno che non ti stia dando la caccia.

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Piegare il tempo e maledire il cielo

Piegare il tempo e maledire il cielo

La polvere si è appena posata cancellando le tracce sull'asfalto, ma per Jack Tano il lavoro è appena iniziato. Per navigare in una metropoli fuori fase, dove la logica ha smesso di funzionare, avrà bisogno di compagni di viaggio all'altezza del caos che li circonda.

Nel post precedente abbiamo visto l'istante zero, l'incrinatura nella realtà che ha dato il via a tutto. Ma, anche se Jack Tano è il peggior detective del mondo, non può farcela da solo: attorno a lui si muovono due figure chiave che lo aiuteranno a decifrare l'indecifrabile. Ecco chi imparerai a conoscere (e a temere):

Galileonard: il monaco laico. Dimentica celle, preghiere e punizioni; Galileonard è uno studioso che crede nella conoscenza come unica via. È un fisico specializzato in quadricronia, una disciplina che smette di pensare al tempo come a una linea fatta di prima e dopo per trattarlo come una superficie dove tutto è interconnesso. Frequenta il mondo della lotta clandestina per allenare il corpo e la mente e, nonostante la corporatura minuta, è capace di atterrare giganti come Who Wants To Live Forever con la pura forza della disciplina.

«Stai facendo confusione, comunque se ti interessa l’opinione di un esperto, se fossi stato io il creatore non mi sarei disturbato a inventare atomi, cellule, aminoacidi eccetera, avrei usato un unico elemento per tutto: facile, lineare e soprattutto… magico!»

Diana Trane: acciaio e bourbon. La voce solista di Hornet possiede un carattere forgiato nell'acciaio. È una donna che ha deciso di non occuparsi d'altro che delle conseguenze delle proprie scelte. La sua giornata inizia con una colazione a base di fiocchi d'avena, caffè, bourbon e sciroppo d'acero, saltando la doccia per evitare di spegnere la sigaretta. Per Jack, Diana è il pezzo mancante del puzzle, l'unica persona che ha condiviso con Hornet le ultime, frenetiche ore di musica prima della fine.

Il paesaggio cittadino era caratterizzato da vaste aree abbandonate, terreni brulli, capannoni, edifici decadenti, persone colte in un attimo di distrazione sotto il sole cocente del primo pomeriggio, quello che blocca tutto ma non lascia nulla fermo: il divincolarsi immoto del grasso nel tegame, il fermo immagine tremolante di un fotogramma vivo e pulsante, cosciente della sua attesa, ma superato dalla velocità della guida di Diana, che con un piede da ballerina indicava al motore di quel carrozzone motorizzato l’unica cosa di cui era preoccupata: di lasciarsi alle spalle una vita dura, avara di soddisfazioni, un grigio autunno senza sfumature in fiore, verso il traguardo di riscatto e rivalsa, essere protagonista delle proprie scelte senza occuparsi di null’altro che delle conseguenze, sue e sue sole, mettersi alla guida della propria vita come se quell’ambiguo veicolo dagli spifferi imprevisti alludesse a qualcosa di più vasto, importante, come se guidare fosse vivere, e Diana non voleva più vivere secondo regole scritte da altri.

Questi sono i volti di un'indagine psichedelica che ti porterà dallo sgangherato tavolo di Jack da Carmine's fino alla cucina devastata di Villa Ardeen. Figure che, come Jack, cercano un senso profondo in un mondo dove la logica lineare è solo un ricordo.

Sei pronto a fidarti di un monaco laico e di una cantante che non teme nulla, nemmeno le proprie maledizioni?

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Oltre l’asfalto: dove finisce la strada e inizia l’infinito

Oltre l’asfalto: dove finisce la strada e inizia l’infinito

Nel post precedente abbiamo iniziato a camminare tra i vicoli di questa Chicago fuori fase, quella che non si trova sulle mappe e che Jack Tano chiama casa.

Ma ogni grande mistero ha un istante zero, un evento che incrina la realtà e ci costringe a guardare oltre. Tutto ha inizio con un'immagine difficile da dimenticare, un fotogramma sospeso: cinquemila libbre di acciaio giallo e nero che si staccano dall'asfalto bollente di un deposito abbandonato.

Parliamo della Buick Roadmaster Riviera di Hornet - una convertibile del 1950, gialla e nera come una vespa. Al volante c'era lui, il più grande clarinettista jazz della città. Un insetto di metallo e note che quel pomeriggio aveva deciso di sfidare i quaranta gradi all'ombra e i propri fantasmi.

La Riviera si è lanciata da una rampa solitaria, un raccordo incompiuto che svetta accanto al deposito abbandonato, guadagnando velocità fino a staccarsi dall'asfalto, senza rumore, come per raggiungere un luogo infinito. Mentre la polvere ricadeva stancamente a coprire le tracce degli pneumatici, la storia di Hornet si concludeva, lasciando il posto alla nostra.

Solo il mattino dopo, leggendo del presunto suicidio sui quotidiani come il Gazette of Chicago o NCCNews, Jack Tano sentirà che quella versione puzza di menzogna. Perché un uomo che con la sua musica è proiettato dieci anni nel futuro non decide improvvisamente di farla finita a quel modo.

Questo non è un semplice caso di cronaca. È l'incrinatura nella diga della realtà di cui ti parlavo, il momento in cui il noir si scontra con l'impossibile. Nei prossimi giorni inizieremo a seguire Jack attraverso questa metropoli onirica - dai vicoli del Surreal Jeff fino ai gargantueschi saloni di Villa Ardeen - per cercare di capire che cosa sia davvero successo in quel deposito.

Il caso di Hornet non è che la prima crepa. Le altre le troverai ne La ballata di Jack Tano, il mio romanzo di prossima pubblicazione - nato nella fantascienza, ma travestito da noir per attraversare i territori del realismo magico.

Se tutto ciò ti ha incuriosito, iscriviti alla newsletter per aggiornamenti, annunci e qualche indizio in anteprima!

Benvenuto a Chicago (quella che non si trova sulle mappe)

Benvenuto a Chicago (quella che non si trova sulle mappe)

Dal 1998, su queste pagine abbiamo condiviso di tutto: storie, riflessioni, mondi nati e mai finiti. Ma quello che sto per presentarti ora è un viaggio diverso, un'incursione in un posto che vive di regole proprie, in cui le leggi della fisica sembrano aver preso una pausa estemporanea e la logica narrativa segue una bussola rotta. Non ti chiedo di crederci fin da subito.
Ti chiedo solo di seguirmi.

Parliamo di New Chicago City: una città strana, sospesa. Gli autoctoni la chiamano NCC (pronunciato en-dàbol-sì), ma per tutti gli altri - italiani, latinos, vecchi e bambini - quella resta semplicemente Chicago.

È una Chicago che vive in un tempo tutto suo, che richiama i bassifondi degli anni Cinquanta del Novecento, tra massicce Buick e sgangherate Due Cavalli di seconda mano, ma qualcosa sotto la superficie suggerisce che il futuro sia già passato di lì.

È una città fuori fase, dove le strade portano i nomi di vecchi miti - Beatless Avenue, Bohemian Road - e dove il cuore nevralgico della metropoli è, paradossalmente, un immenso nulla.

In questo affresco si muove Jack Tano. Jack non è un eroe, anzi.

Orgogliosamente italo-italiano, per il resto del mosaico etnico che popola la città è solo un maccaroni, oltre che il peggior detective di Chicago (e, di conseguenza, di tutto il mondo).

Eppure, in una realtà che si sfalda capitolo dopo capitolo, forse un investigatore stropicciato come lui è l'unico capace di fiutare la verità tra le pieghe del caos.

Attenzione, però: questa non è solo una storia. È un virus letterario. Più ti addentrerai tra i vicoli di questa città, più sentirai la logica lineare incrinarsi, trascinandoti in un vortice dove il tempo non è più una linea continua, ma una superficie magica da esplorare.

Nei prossimi giorni inizieremo a scovare insieme i primi indizi. Sei pronto a stanare la verità fra la polvere della Città Ventosa?

Tutto questo, e molto altro, lo troverai presto ne La ballata di Jack Tano, il mio romanzo di prossima pubblicazione - nato nella fantascienza, ma travestito da noir per attraversare i territori del realismo magico.

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3 cose 404: Page found

3 cose 404: Page found

Mi stavo giusto domandando se non fosse il caso di piantarla con questi aggiornamenti sullo stato di scrittura del mio nuovo romanzo (ormai ho scritto abbastanza per poterlo chiamare così) anche perché dopo i bollettini a pagine 100, 222 e 333, non volevo farne uno a pagina 444 - che è un nomero che non mi dice niente.

Però, proprio mentre la scrivevo, ho pensato che pagina 404 non poteva mancare, e allora eccomi qua!

Che cosa vogliamo dire? Il lavoro prosegue, la formula che ho adottato fin dall'inizio - e che al bisogno ho corretto in corsa - si sta rivelando efficace. Ho raggiunto uno dei punti cardine che avevo programmato all'inizio e la trama s'è sviluppata in un modo che mi sta soddisfacendo assai.

Ricordo che l'obiettivo era quello di partecipare al prossimo premio Urania ma ahia ecco la nota dolente: ero convinto che la scadenza fosse la stessa del premio Urania Short, ovvero febbraio 2027, invece ecco che la scadenza è il 31 dicembre 2026!

Ovvero: non dovrei perdere tempo (per esempio con post come questo ma vabbè) e mettermi testa bassa a scrivere e scrivere e scrivere!

Che cosa potrei chiedere di meglio?

Racconto: IO.ZIP

Racconto: IO.ZIP

Sei pronto a rimpicciolire la tua prospettiva?

Ti sei mai chiesto fino a che punto si spingerebbe l’umanità per risolvere la crisi demografica e la scarsità di risorse? Nel mio racconto IO.ZIP la risposta è drastica: lo Zoom Identified People, un piano che prevede la riduzione fisica degli esseri umani di ben venti volte.

Ho ambientato tutto su HE85L, una base spaziale che si presenta come un paradiso di sostenibilità e svago, ma che nasconde zone d'ombra più inquietanti di quanto sembri. Al centro della storia c'è Jep Evaso, un contrabbandiere che ha fiutato l'affare della vita: mettere le mani sul Raggio 58, la tecnologia aliena che rende possibile questa trasformazione.

Il racconto ha un ritmo serrato, tra missioni clandestine nei condotti d'aerazione, una propaganda martellante e documenti da decifrare. Ma sotto la superficie dell'azione, quello che mi interessava davvero era mettere in discussione il nostro concetto di etica e di progresso.

Tre chiavi di lettura per capire HE85L

Come in molti miei racconti, anche in IO.ZIP la fantascienza è solo la superficie, un modo per parlare di cose molto più vicine a noi di quanto sembri: disuguaglianza, sfruttamento, il prezzo nascosto del progresso. Ecco tre temi che considero il nucleo del racconto, e che spero ti facciano venire voglia di scoprire che cosa si nasconde davvero dietro l'utopia in miniatura di HE85L.

La ghettizzazione degli improduttivi

Il piano Zoom Identified People non viene proposto a tutti, ma è pensato apposta per la fascia di popolazione definita più modesta e improduttiva. Dietro la maschera della sostenibilità ambientale, c'è una discriminazione sociale travestita da progresso: ripulire le strade per favorire il turismo e i commerci dei primi.

Ai centomila ridotti viene inizialmente promessa un'oasi di felicità su HE85L, dove dedicarsi all'arte e agli svaghi grazie a un'apparente abbondanza di risorse, ma con il tempo emerge la natura brutale del sistema: un mondo chiuso, isolato, mantenuto dall'esterno e senza alcun potere contrattuale.

Il conto salato della sostenibilità

Su HE85L, essere ridotti significa avere una paga oraria inferiore e meno ferie, pur continuando a pagare le stesse tasse di prima, il tutto sostenuto da una propaganda martellante che celebra i bassi consumi come un successo collettivo.

A questo si aggiunge il controllo totale sulla salute: le razioni fresche restano nei magazzini esterni, quindi i ridotti dipendono da costosi kit di integratori solo parzialmente coperti dal servizio sanitario.

La riduzione non non è in realtà pensata per educare al risparmio, ma per creare un mercato vincolato dove ogni aspetto della vita viene monetizzato dal sistema centrale.

Quando la tecnologia diventa gabbia

Il Raggio 58, la tecnologia aliena al centro della storia, non è uno strumento di liberazione ma il cardine di un apparato di controllo: una scatola chiusa di cui gli stessi burocrati umani ignorano il funzionamento.

La scoperta più inquietante arriva quando il protagonista decripta alcuni file nascosti che rivelano la vera missione della base: la tecnologia piegata a sistemi punitivi invece che usata per aiutare le persone. Il Raggio 58 diventa così il simbolo di un progresso che, senza morale, finisce per rimpicciolire non solo i corpi, ma anche la dignità delle persone.

Leggi il racconto

IO.ZIP è incluso in Generazioni FS Italia, l'antologia curata da Donato Altomare per Tabula Fati che riunisce voci italiane di ogni generazione per dimostrare quanto valga la nostra fantascienza - come afferma il curatore - spesso più apprezzata all'estero che in patria.

Se cerchi qualità a chilometro zero e vuoi immergerti negli avvenimenti di HE85L, il mio racconto ti aspetta in questa raccolta: acquistala cliccando sull'immagine di copertina qui accanto e buona lettura!

IO.ZIP su Generazioni FS Italia
La casa degli spiriti, di Isabel Allende

La casa degli spiriti, di Isabel Allende

Il secondo titolo che ho provato fra quelli suggeriti dall'AI è La casa degli spiriti di Isabel Allende. A differernza del primo esperimento, questo è andato decisamente bene, il libro mi è piaciuto e l'ho letto molto volentieri.

La casa degli spiriti: la quarta di copertina

Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto Cent'anni di solitudine di García Márquez.
La casa degli spiriti

Citazioni da La casa deli spiriti

Pagina 7 | posizione 81-83

Era quella una lunga settimana di penitenza e di digiuno, non si giocava a carte, non si suonava musica che incitasse alla lussuria o all’oblio, e si osservava, nei limiti del possibile, la maggior tristezza e castità, nonostante proprio in quei giorni il pungolo del demonio tentasse con più insistenza la debole carne cattolica.

Pagina 12 | posizione 162-164

Pst! Padre Restrepo! Se il racconto dell’inferno fosse tutta una bugia, saremmo proprio fregati…

Pagina 15 | posizione 206-210

Dirigeva quel tumulto un ometto mellifluo, vestito di nero, con finanziera e un cappello troppo grande che iniziò un discorso solenne per spiegare le circostanze del caso, ma venne interrotto brutalmente da Nivea, che si lanciò sopra l’impolverata cassa che conteneva i resti del più amato fra i suoi fratelli. Nivea gridava che aprissero il coperchio per poterlo vedere con i suoi occhi. Le era già toccato di seppellirlo in una precedente occasione, e, per questo, aveva il dubbio che neppure quella fosse la volta definitiva della sua morte.

Pagina 30 | posizione 420-421

ho sempre pensato che la solitudine e la noia finiscono per trasformare l’uomo in un alcolizzato.

Pagina 33 | posizione 459-463

Riuscii a essere il suo fidanzato ufficiale senza compiere alcuna prodezza soprannaturale, perché, nonostante la sua bellezza sovrumana e le sue innumerevoli virtù, Rosa non aveva pretendenti. Sua madre mi fornì la spiegazione: disse che nessun uomo si sentiva abbastanza forte da passare la vita a difendere Rosa dalle bramosie degli altri. Molti le avevano gironzolato intorno perdendo la ragione per lei, ma finché io non ero apparso all’orizzonte nessuno si era ancora deciso. La sua bellezza intimoriva, per questo l’ammiravano da lontano, senza avvicinarsi.

Pagina 55 | posizione 776-779

Férula aveva adorato suo fratello Esteban quand’era bambino. Dormiva con lui, gli faceva il bagno, lo portava a passeggio, lavorava giorno e notte cucendo per gli altri per pagargli la scuola e aveva pianto di rabbia e d’impotenza il giorno in cui Esteban aveva dovuto entrare a lavoro in uno studio notarile perché in casa quello che lei guadagnava non bastava per mangiare. L’aveva curato e servito come ora faceva con sua madre e aveva avvolto anche lui nella rete invisibile della colpevolezza e dei debiti di gratitudine non pagati.

Pagina 68 | posizione 964-964

I contadini consultavano una fattucchiera indigena che conosceva il potere delle erbe e della suggestione

Pagina 77 | posizione 1093-1095

In realtà, della guerra, delle invenzioni della scienza, del progresso dell’industria, del prezzo dell’oro e delle stravaganze della moda a loro non importava niente. Erano racconti di fate che non modificavano in nulla la ristrettezza della loro esistenza.

Pagina 92 | posizione 1304-1305

La Nana era convinta che un buon spavento poteva far sì che la bambina parlasse e passò nove anni a inventare espedienti disperati per terrorizzare Clara, ma riuscì soltanto a immunizzarla contro la sorpresa e lo spavento.

Pagina 95 | posizione 1347-1348

l’unica volta che cadde la neve sulla capitale, facendo morire di freddo i poveri nelle borgate e i roseti nei giardini dei ricchi

Pagina 125 | posizione 1793-1793

In questo periodo della vita di Blanca, la curiosità era più forte dell’istinto di sopravvivenza

Pagina 138 | posizione 1989-1991

Divenni furioso, dissi che quelli erano nomi da commercianti stranieri, che nessuno si chiamava così nella mia famiglia né nella sua, che almeno uno doveva chiamarsi Esteban come me e come mio padre, ma Clara spiegò che i nomi ripetuti creano confusione nei diari e rimase inflessibile nella sua decisione.

Pagina 140 | posizione 2022-2023

Ma perché dare a un uomo quello che costa tanto guadagnare? In questo senso le donne sono molto sciocche. Sono figlie del rigore. Hanno bisogno di un uomo per sentirsi sicure e non si rendono conto che chi bisogna temere è proprio l’uomo.

Pagina 145 | posizione 2091-2093

Severo era orgoglioso della sua destrezza meccanica. L’aveva smontata più volte per cercare di aggiustarla e altrettante l’aveva consegnata al Gran Cornuto, un meccanico italiano che era il migliore del paese.

Pagina 161 | posizione 2319-2320

Quello fu l’anno del tifo esantematico. Cominciò come altre calamità dei poveri e subito acquisì caratteristiche di piaga divina.

Pagina 163 | posizione 2350-2352

Sosteneva che la magia, come la religione e la cucina, era una faccenda eminentemente femminile e forse per questo era capace di provare simpatia per le tre sorelle Mora, mentre detestava gli spiritati di sesso maschile quasi quanto i preti.

Pagina 166 | posizione 2394-2395

il sistema cardiovascolare su tavole in cui si vedeva un tale senza pelle e con tutte le vene e il cuore a nudo, ma con le mutande.

Pagina 193 | posizione 2797-2797

Le nuove tombe diedero un’aria festosa all’umile camposanto

Pagina 197 | posizione 2853-2854

Era la prima volta che Clara viaggiava sola. Aveva fatto lo stesso tragitto per anni, ma sempre distratta, perché contava su qualcuno che si assumeva la responsabilità dei dettagli prosaici, mentre lei sognava osservando il paesaggio dal finestrino.

Pagina 197 | posizione 2855-2856

Accomiatandosi, lei si chinò, lo baciò lievemente su una guancia e sorrise. Lui si portò la mano alla faccia per proteggere dal vento quel bacio fugace

Pagina 208 | posizione 3008-3010

Io giravo dappertutto senz’altro appoggio che un grosso bastone d’argento, lo stesso che ho adesso e che mia nipote dice che uso non perché sono zoppo, bensì per dar forza alle mie parole, brandendolo come un argomento contundente.

Pagina 216 | posizione 3127-3130

Esteban Trueba era meno impressionato dalle smancerie del nobile, che dai cincillà. Pensava come diavolo non gli fosse mai passata per la testa l’idea di conciarne la pelliccia, invece di perdere tanti anni ad allevare quelle maledette galline che morivano alla prima diarrea da nulla e quelle mucche che per ogni litro di latte che si mungeva loro consumavano un ettaro di foraggio e una scatola di vitamine e inoltre riempivano tutto di mosche e di merda.

Pagina 222 | posizione 3213-3216

Il resto del tempo lo passava indagando sui miracoli, cercando d’imparare i trucchi di sua madre per muovere la saliera con la forza della mente, e scrivendo versi appassionati ad Amanda, che glieli rimandava per posta, corretti e migliorati, senza che questo scoraggiasse il giovane.

Pagina 226 | posizione 3266-3267

Il loro tempo si misurava in stagioni, i loro pensieri in generazioni, erano lenti e prudenti.

Pagina 254 | posizione 3682-3684

Prima non aveva bevuto, ma per la rabbia bevve qualche bicchiere, perse la testa e si gettò vestito nella fontana del giardino, da dove dovettero tirarlo fuori con la dignità fradicia.

Pagina 260 | posizione 3766-3767

Diceva che il cristianesimo, come quasi tutte le superstizioni, faceva l’uomo più debole e rassegnato e che non bisognava aspettare una ricompensa in cielo, bensì lottare per i propri diritti in terra.

Pagina 275 | posizione 3988-3988

Assaporavano l’amarezza di un addio che presentivano, ma che ancora potevano confondere con una riconciliazione.

Pagina 284 | posizione 4131-4132

aime la consolò parlandole con lo stesso linguaggio segreto che riserbava agli animali e ai bambini piccoli dell’ospedale dei poveri, finché non si fu calmata.

Pagina 308 | posizione 4458-4462

Alba nacque in piedi, segno di buona fortuna. Sua nonna Clara le cercò e trovò sulla schiena una macchia a forma di stella che è una caratteristica degli esseri che nascono con la capacità di vivere felici. “Non bisogna preoccuparsi per questa bambina. Avrà buona fortuna e sarà felice. Inoltre avrà una bella pelle, perché la si eredita e io alla mia età non ho rughe e non mi è mai venuto un foruncolo”, aveva predetto Clara due giorni dopo la nascita. Per questi motivi non si preoccuparono di addestrarla alla vita, dato che gli astri si erano combinati per dotarla di tanti doni.

Pagina 308 | posizione 4465-4467

Sua madre voleva chiamarla Clara, ma sua nonna non era favorevole a ripetere i nomi in famiglia, perché la cosa seminava confusione nei quaderni su cui annotava la vita.

Pagina 309 | posizione 4470-4472

Alba era stata lì lì per nascere su un treno a scartamento ridotto, alle tre del pomeriggio in pieno deserto. Sarebbe stato fatale per sua carta astrologica. Fortunatamente seppe trattenersi dentro sua madre ancora molte ore e riuscì a nascere nella casa dei suoi nonni, nel giorno, nell’ora e nel luogo che erano più convenienti al suo oroscopo.

Pagina 309 | posizione 4483-4484

Alba nacque in fretta. Jaime le tolse il cordone dal collo, la tenne in aria a testa in giù e con due sonore sculacciate la iniziò alla sofferenza della vita

Pagina 311 | posizione 4506-4506

Clara, che aveva trascorso nove anni muta, conosceva i vantaggi del silenzio

Pagina 314 | posizione 4546-4553

Le comunicazioni di Clara con le anime erranti e con gli extraterrestri avvenivano mediante la telepatia, i sogni e un pendolo che lei usava a tal fine, tenendolo sospeso in aria su una serie di caratteri alfabetici che collocava in ordine sopra il tavolo. I movimenti autonomi del pendolo indicavano le lettere e formavano i messaggi in spagnolo e in esperanto, dimostrando così che erano le uniche lingue che interessavano gli esseri di un’altra dimensione e non l’inglese, come sosteneva Clara nelle lettere agli ambasciatori delle potenze anglofone, senza che loro le rispondessero mai, così come non lo fecero neppure i successivi ministri dell’Educazione ai quali si rivolse per esporre la sua teoria che invece d’insegnare l’inglese e il francese nelle scuole, lingue da marinai, commercianti e strozzini, i bambini venissero obbligati a studiare l’esperanto.

Pagina 315 | posizione 4560-4562

Fin da piccolissima Alba aveva avuto l’incarico di disporre fiori freschi nei vasi. Apriva le finestre per far entrare in abbondanza la luce e l’aria, ma i fiori non duravano fino alla sera, perché il vocione di Esteban Trueba e i suoi colpi di bastone avevano il potere di spaventare la natura.

Pagina 318 | posizione 4609-4610

la gente non legge quello che non gli interessa, e se gli interessa è perché ha la maturità per farlo.

Pagina 319 | posizione 4627-4629

Lo videro arrivare a casa un giorno qualunque, senza preavviso, con un pannolino da neonati che gli copriva le vergogne, la pelle appiccicata alle ossa e quell’aria stravolta che si nota nella gente che si nutre di verdure.

Pagina 323 | posizione 4676-4677

Lì distillavano un’acquavite casereccia che usavano per bere, per accendere la stufa, per disinfettare ferite e per ammazzare gli scarafaggi, e che loro chiamavano pomposamente “vodka”.

Pagina 330 | posizione 4784-4789

In quasi tutte le famiglie c’è qualche rimbambito o pazzo, figliola – assicurò Clara mentre si affannava col suo lavoro a maglia, perché in tutti quegli anni non aveva imparato a lavorare senza guardare. – Talvolta non li si nota perché li nascondono come se fossero una vergogna. Li chiudono nelle stanze più isolate, affinché non li vedano quando ci sono visite. Ma in realtà non c’è di che vergognarsene, anche loro sono opera di Dio. – Ma nella nostra famiglia non ce ne sono, nonna – replicò Alba. – No. Qui la follia si è divisa fra tutti e non ne è avanzata per avere il nostro matto da legare.

Pagina 338 | posizione 4911-4912

Se quanto chiedi è di girare armato, tra essere delinquente o essere poliziotto, è meglio essere poliziotto, perché hai l’impunità.

Pagina 340 | posizione 4943-4943

Credo che abbia deciso di morire, e la scienza non ha alcun rimedio contro questo male

Pagina 354 | posizione 5133-5135

Aveva finito per accettare – vinto dalla ventata dei tempi nuovi – che talune donne non erano del tutto idiote e pensava che Alba, troppo insignificante per trovare un marito di buona posizione, avrebbe potuto imparare un mestiere e guadagnarsi la vita come un uomo.

Pagina 371 | posizione 5386-5388

È l’unica casa di puttane del paese ad avere un negro autentico fra il personale. Gli altri che lei vede in giro sono pitturati, invece Mustafà, anche se lo strofina con carta vetrata, negro rimane.

Pagina 372 | posizione 5407-5409

Clara… – mormorai senza pensarci, e allora sentii che sulla guancia mi scorreva una lacrima e poi un’altra e un’altra ancora, finché non fu un torrente di pianto, un tumulto di singhiozzi, un soffocamento di nostalgie e di tristezze, che Tránsito Soto riconobbe senza difficoltà, perché aveva esperienza delle pene degli uomini.

Pagina 378 | posizione 5483-5484

Si pensa sempre che queste cose succedono altrove – disse Miguel. – Finché non succedono anche da noi.

Pagina 411 | posizione 5957-5958

Era sicuro che, se qualcuno aveva intenzione di assassinarlo, quei due imbecilli grandi e grossi non sarebbero riusciti a evitarlo, ma aveva fiducia che la loro presenza potesse almeno intimorire gli insolenti spontanei.

Pagina 411 | posizione 5960-5960

“Un bravaccio a pagamento è come una confessione di colpa.

Pagina 452 | posizione 6568-6569

Mentre prosperavano i negozi di lusso, le agenzie miracolose, i ristoranti esotici e le ditte d’importazione, ai cancelli delle fabbriche facevano la coda i disoccupati in attesa di trovare lavoro per una paga giornaliera minima.

La casa degli spiriti

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Il Magazzino dei Mondi 6, il ritorno!

Il Magazzino dei Mondi 6, il ritorno!

E alla fine è successo: Il Magazzino dei Mondi è tornato! Questo numero 6 presenta un punto di rottura evidente con il passato: ha una nuova grafica sia esterna che interna e un nuovo formato.

Il Magazzino dei Mondi 6 contiene dieci racconti, di cui 4 provenienti dal concorso Ghost Book, che è consistito nel bsare il proprio racconto su un incipit e un'immagine creata da un'AI. Corriamo a vedere!

Il magazzino dei mondi 6 riapre

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 6

Il Magazzino dei mondi 6 - Interno
In questo Magazzino dei Mondi 6

I racconti

De gustibus non sputacchiandum est, quindi prendete queste parole per quello che sono: appunti a caldo dopo una prima unica singola lettura. Non intendo giudicare, e spero che nessuno si senta trattato ingiustamente.

Però, se qualcuno avesse ancora voglia di dirmi per l'ennesima volta che cosa posso o non posso fare sul mio sito, ecco un suggerimento.

Memorie da un sepolcro

Memorie da un sepolcro, di Emiliano Federico Caruso

Due grandi classici: l'antico Egitto e i viaggi nel tempo. Racconto piacevole anch senon del tutto convincente in alcuni dettagli. I paradossi temporali sono sempre un casino da gestire!

The pilot, di Riccardo Pareschi Malaguti

Non m'è piaciuto sia per lo stile che per il contenuto, i numerosi errori e il titolo inglese che senso avrebbe vista l'ambientazione egizia, il protagonista francese e l'intervento alieno?

The pilot
Stargate

Stargate, di Paolo Ceccarelli

Il più originale al momento, che evidentemente deve aver barato sulla consegna, rompendo gli schemi ed evitando una noia che avrei creduto inevitabile per via di quattro racconti fratelli uno dopo l'altro.

Il sacerdote delle profondità, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Racconto che forse avrebbe meritato un approfondimento maggiore, ci sono tante cose interessanti solo accennate e un'accelerata improvvisa nei pressi del finale.

Il sacerdote delle profondità

Un appunto sulla gestione del concorso Ghost Book

Credo che avrebbe avuto più senso riproporre nella rivista le condizioni e il regolamento del concorso: se è vero che l'immagine di riferimento appare nel primo pezzo, non c'è traccia della traccia (che si intuisce solo per la corrispondenza di certi punti).

Senza passato

Senza passato, di Taylor Blackfyre

Adoro gli investigativi SF, e anche questo racconto è un degno rappresentante della categoria. Forse un pelo retorico in alcuni punti, ma l'ho letto con grande piacere

Non si sa mai, di Margherita Tramontano

Racconto simpatico quasi tendente alla fiaba, carico di simbolismo e saggi avvertimenti

Non si sa mai
Una vita meravigliosa

Una vita meravigliosa, di Stefano Culotta

Interessante invasione della Terra da parte di una razza di polpi alieni carnivori. Prima parte decisamente prolissa, ma buoni intreccio e finale.

Il figlio delle fogne, di Enrico di Coste

Storia misteriosa e mai dichiaratamente post apocalittica, sin dall'inizio mi ha però fatto pensare che lo fosse. Non ho capito il finale.

Il figlio delle fogne
GenesAi

GenesAi, di Andrea Cabassi

Ho già parlato di GenesAi in questo articolo, va' a vedere!

BLC2, di Mario Delfino

Racconto tanto affascinante quanto noioso. Inizia con una strana ripetizione del secondo paragrafo (un errore di stampa) e finisce con una rivelazione poco chiara ai più - me incluso.

BLC2

Il reparto redazionale

Davvero molto bene il reparto redazionale di questo numero: approfondimenti, recensioni e iterviste su argomenti attuali. Non sono un grande fan della fanta-archeologia, e non averne trovata non m'è spiaciuto... vabbè, un po' è anche interessante, ma non può essere quello il cuore della sezione redazionale di una rivista che punta al futuro!

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Il Magazzino dei Mondi 6

333 rondini non fan primavera

333 rondini non fan primavera

Come avevo anticipato qualche tempo fa, ho aggiunto una nuova pietra miliare alla tradizione che ho introdotto con Pelicula: lo stato avanzamento lavori a pagina 333!

Ci sei cascato: non erano tre rondinelle, ah ah ah!

Comunque. Il lavoro al progetto 3 cose procede lentamente, come da programma. Ho superato le 33 mila parole e di ciccia da mettere sulla griglia ne ho ancora un bel po' - zucchine o melanzane se preferisci.

Lentamente ma senza intoppi, che è la cosa che mi fa piacere più di tutte!

333
Pagina piena

Vediamo di sbottonarmi un poco. Fantascienza, ma questo l'ho già detto nel primo post. Nella lettura emerge una società para-distopica, emerge perché non è mai spiegata esplicitamente, è una cosa che emerge quasi in secondo piano, para-distopica perché il romanzo distopico m'ha sempre affascinato e influenzato, quindi per me è quasi naturale finir lì.

Poi altri temi, ma niente di particolarmente esageratamente disperatamente fuori da ogni schema, una cosa tranquilla.

Tutto è relativo, certo, ma avendo già frequentato quelle situazioni, ne so abbastanza da scegliere se abusarne o meno.

Per adesso, e secondo i piani, più meno che più.

Immaginandomi e sperando che ci sarà un prossimo appuntamento per parlarne, alla prossima puntata di questo meraviglioso e non richiesto aggiornamento su progetto 3 cose. Ciao!

Memorie di un cuoco d’astronave di Massimo Mongai (con citazioni)

Memorie di un cuoco d’astronave di Massimo Mongai (con citazioni)

È trascorso un pezzo da quando ho letto Memorie di un cuoco d'astronave di Massimo Mongai, non so perché non ne avessi mai parlato prima, e quindi non sono in grado di giustificarmi. Però posso dire che, anche dopo questi anni, il piacere verso questo libro è ancora vivo, non come una memoria nitida, ma come il ricordo di un sapore che non riesci a descrivere con precisione, eppure lo riconosci subito appena torna.

E il cibo, in questo caso, non è solo una metafora comoda. È proprio il centro del romanzo: il protagonista è Rudy Basilico Turturro, giovane cuoco terrestre catapultato - per una di quelle indisposizioni che decidono le carriere - al ruolo di chef su un'astronave in crociera. Tre anni di viaggio, una serie di vicende raccontate come episodi autonomi, un universo popolato di stranezze che Rudy impara a conoscere prima di tutto attraverso ciò che mangia e ciò che cucina.

Memorie di un cuoco d'astronave

Sapore di fantascienza

Mongai costruisce qualcosa di raro: una fantascienza italiana in cui il sense of wonder passa per il palato. Non è un caso che il romanzo abbia radici autobiografiche. Nella postfazione, l'autore rivela l'ispirazione: un'esperienza reale in cucina, su una barca: i fornelli che ballano con il mare, la necessità di arrangiarsi con quello che c'è... che evidentemente ha lasciato il segno.

Il risultato è un libro inclassificabile nel modo migliore possibile: comico e speculativo, episodico ma coerente, leggero in superficie e piuttosto serio sotto.

Citazioni da Memorie di un cuoco d'astronave

Posizione 57-58

La differenza fra un professionista della creatività (com’è un cuoco un poeta o un ricercatore in un laboratorio) ed un dilettante della creatività, sta tutta nelle ore passate a tavolino dal primo e non dal secondo;

Posizione 123-123

Non si mangia più, ci si nutre e basta.

Posizione 246-246

una piccola percentuale di un grande numero è un grande numero

Posizione 269-271

Se è vero che sono ormai oltre ottant’anni che abbiamo rapporti con loro è anche vero che come dice il proverbio “nessuno è più alieno di un Alieno”. Ed in quel viaggio ne avrei visti veramente tanti! anzi, dove ero diretto, l’Alieno sarei stato io!

Posizione 323-326

Feci la solita trafila di ingresso a bordo che avevo imparato a fare sulle altre navi, solo un po’ più puntigliosa e precisa: analisi del sangue, verifiche di identità, test gravitazionali, dichiarazioni di fede, ideologia, definizioni idiosincratiche, test di claustrofobia, xenofobie, tutti test che avevo già fatto a terra, ma che il capitano di quella nave, come ogni capitano intelligente, pretendeva fossero rifatti a bordo della “sua” nave e sotto il controllo del “suo” computer.

Posizione 351-352

Alieni a bordo, sulle procedure di sicurezza, le basi della koinè

Posizione 385-385

Applaudimmo (chi poteva solo battere le chele, le batté eccetera)

Posizione 388-389

non si sa mai come reagisce un alieno alla vista delle proteine animali che mangi tu.

Posizione 475-479

nessun musicista terrestre può vendere musica o strumenti o dare lezioni fuori dal pianeta. È un monopolio del governo planetario e pochi fra i musicisti che vivono sulla Terra si rendono conto di quanto sia giusto: la musica terrestre è la prima fonte di redditi interstellari per la Terra, senza la quale staremmo messi molto male, visto che siamo appena all’inizio della comprensione delle tecnologie e teorie scientifiche aliene e quindi ci tocca ancora pagare in contanti tutto ciò che non abbiamo ancora imparato a costruire.

Posizione 560-561

come vedi, non si può fidarsi ciecamente dei computer e delle regole scritte, occorre applicarle estensivamente e con intelligenza caso per caso.

Posizione 645-647

A navigazione iniziata per davvero, di lì a due giorni avremmo “aperto” il ristorante, cessando tutti di mangiare le razioni standard cucinate automaticamente dalla parte robotica della cucina: ci si poteva sopravvivere indefinitamente, ma dopo un po’ diventava fastidioso prima ed insopportabile poi. E quel po’ per me stava per scadere.

Posizione 721-722

ovunque nell’Universo conosciuto, la vita si nutre di vita…

Posizione 952-953

Ricordate che il “phormujeenohkomounae” è famoso per tutto l’universo dell’Agorà per essere un formaggio molto nutriente, che non sa assolutamente di niente (l’unica cosa che sa di meno è notoriamente il to-fu)

Posizione 991-992

è teoria comune che sia una accelerazione metabolica che prepara la fuga, perché non si ha tempo di diventare senzienti se non si fugge; si resta e si muore e non ci si evolve da quegli animali che si è;

Posizione 1004-1004

Comunicare è lo sport più praticato nella Galassia

Posizione 1011-1012

In estrema sintesi si può dire che vale nello spazio la regola che valeva nel Far West: sii molto ben educato perché sono tutti molto nervosi e molto armati.

Posizione 1015-1018

gli Hustemee sono allergici all’alcool al punto da morirne; per loro è un veleno anche in minime dosi, e l’alcool è volatile, si diffonde sia pure in minute quantità nell’aria, anche dai bicchieri di vino e molto di più dai superalcolici. Preparare un piatto “flambé”, anche delle semplici crêpe-suzette, a dieci metri di distanza da una tavolata di Hustemee significa uccidere tutti i commensali all’istante! Un cuoco si potrebbe fare una cattiva fama, con un episodio del genere.

Posizione 1075-1076

sulle astronavi ci si incontra per conoscere le reciproche culture ed abitudini, allo scopo finale di fare buoni affari.

Posizione 1294-1295

l’unico vero problema di cucina a bordo di una astronave di lusso, dato che le materie prime ci sono tutte ed a buon mercato, è stare appresso alle ubbie alimentari di clienti ricchi, paganti e paranoici.

Posizione 1332-1332

gallato (o polvere d’uovo rigorosamente non gallato)

Posizione 1405-1406

“Questo piatto, signori, e queste bevande arrivano ad offendere fino a quindici religioni e circa il 72% della popolazione dei pianeti abitati dagli esseri umani.

Posizione 1426-1427

Nello spazio, se ti trovi a dover cucinare per una specie diversa dalla tua e sbagli ricetta, puoi anche ammazzare l’ospite, che è veramente il massimo della scortesia!

Posizione 1594-1596

La vita sessuale e sentimentale negli ultimi tre secoli è diventata così complicata che, fra alti e bassi, fra rivoluzioni e riflussi, la regola dominante è: fatti i fatti tuoi e non giudicare nessuno.

Posizione 1639-1640

Se nella vostra area, l’hashish è ancora illegale (ebbene sì, miei cari lettori, esistono ancora luoghi sulla Terra e nell’Agorà in cui questa follia accade)

Posizione 1735-1736

ve la immaginate una mucca unghiuta e pelosa che si arrampica sui comandi di una astronave? Beh, era successo.

Posizione 1857-1858

L’unico vero crimine, o il più grave, è lo spreco di energia: che assume due forme essenziali, il cibo buttato via (perché troppo o mal cucinato o per ingordigia o inappetenza) e le guerre.

Posizione 1885-1885

Nel frattempo pulissimo l’astronave e ci riposassimo.

Posizione 2073-2073

“Tu hai una idea della natura come di una specie di mamma benigna, il che è profondamente sbagliato.

Posizione 2109-2112

Cathrine ad esempio si dichiarava antirazzista, accusava me di razzismo, ma non aveva piacere a stare vicino ai Neoumanisti, che accusava di essere razzisti, ma soprattutto di “puzzare, di avere un odore diverso e sgradevole, anche se si lavavano, per via di come si nutrono” e via discriminando, con razionalizzazioni di una ingenuità tale da far sorridere qualunque terrestre, che i razzismi li conosceva bene.

Posizione 2339-2340

Prima di prepararlo verificate che il consumo di marijuana o quello di alcool o quello di latte siano legali sul vostro pianeta, o su quello nel quale siete ospiti.

Posizione 2348-2349

Aver avuto il grande privilegio di provare di persona innumerevoli cibi alieni, mi ha dato una sia pur piccola misura di ciò che perdiamo tutti.

Posizione 2516-2517

cucinare non è un atto essenziale alla sopravvivenza. Lo è alla felicità.

Posizione 2731-2732

la trasgressione è stimata e rispettata e perseguita come nei secoli passati, come sempre nella storia dell’umanità

Posizione 2894-2895

la stanza assegnatami era grande e comoda, arredata in stile “galattico” che notoriamente non vuol dire niente di specifico, se non un abbinamento di cose antiche e moderne, sempre tutte al massimo della loro funzionalità specifica:

Posizione 3128-3129

Mi ripeteva in continuazione insulti sanguinanti ai quali non solo non rispondevo, ma dei quali proprio non mi accorgevo.

Posizione 3408-3409

È vero che l’alcool può determinare reazioni inconsulte, ma in una cena allegra ciò non accade. E se accade, forse vuol dire che non siete in grado di organizzare una cena allegra.

Duneeaeluhreekkò
Memorie di un cuoco d'astronave

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Scopri le avventure di un cuoco terrestre a spasso per la galassia, in questo irresistibile romanzo di Massimo Mongai in cui il cibo diventa il linguaggio universale tra specie, mondi e culture lontanissime.

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Ombre di sogni di stelle, di Antonella Mecenero (citazioni)

Ombre di sogni di stelle, di Antonella Mecenero (citazioni)

Ombre di sogni di stelle di Antonella Mecenero, opera finalista al Premio Urania 2024, si presenta come un'intrigante fusione tra un romanzo di fantascienza e una biografia. La narrazione si apre con un evento spiazzante: il risveglio, nel 2236, di un clone di Alan Turing, che porta con sé le memorie e il genio del matematico inglese fino alla fatidica primavera del 1952.

Catapultato in un futuro dove l'umanità ha colonizzato il sistema solare ma sembra aver perso parte della sua empatia, questo nuovo Turing scopre di essere poco più di un bene di lusso, uno schiavo di fatto, acquistato da Hal, un'intelligenza artificiale mossa da una richiesta apparentemente impossibile. Ad accompagnarlo in questa odissea spaziale e interiore c'è un compagna altrettanto iconica e inaspettata: il clone di Marilyn Monroe, anch'essa prigioniera di un'immagine e di un passato non del tutto suoi.

Ombre di sogni di stelle

La bellissima copertina illustrata da Franco Brambilla!

Identità e Libertà tra le Stelle

Senza svelare i colpi di scena di una trama che si muove tra stazioni di clonazione e città lunari, Ombre di sogni di stelle si distingue per la capacità di trasformare due miti del Novecento in personaggi profondamente umani. Siamo accompagnati ad affrontare domande universali, come che cosa ci rende davvero noi stessi? Siamo definiti dai nostri geni o dalle scelte che compiamo?

In un sistema solare colonizzato, Turing e Norma Jeane (il vero nome di Marilyn) devono riscoprire la propria identità cercando di superare i paletti imposti dalle loro memorie simulate, cercando un possibile futuro che vada oltre la loro natura di repliche.

È un'opera che, dietro la veste dell'avventura fantascientifica, nasconde una riflessione sulla solitudine e sulla ricerca della libertà, invitando a smettere di essere ombre del passato e a esistere per se stessi.

Citazioni da Ombre di sogni di stelle

Ecco le citazioni da Ombre di sogni di stelle che mi hanno colpito di più. Riesci a dedurre il periodo della giornata in cui lo stavo leggendo in base al colore della carta?

Ombre di sogni di stelle Citazione 1
Ombre di sogni di stelle Citazione 2
Ombre di sogni di stelle Citazione 3
Ombre di sogni di stelle Citazione 4
Ombre di sogni di stelle Citazione 5
Ombre di sogni di stelle Citazione 6
Ombre di sogni di stelle

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Riscopri Alan Turing e Marilyn Monroe in questo bellissimo romanzo, tra cloni, AI senzienti e città lunari, in cui Antonella Mecenero si e ci interroga sul significato delle parole libertà e identità.

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La Logica Simbolica di Asimov Applicata all’Arca di Noè

La Logica Simbolica di Asimov Applicata all’Arca di Noè

Ho vari manoscritti nelle inbox di diverse case editrici - ormai è una costante - ma, per evitare fraintendimenti e perdite di tempo, cerco sempre di selezionare, filtrare, ponderare.

È un bel pezzo che opero in questo modo, e infatti sono sempre colpito quando mi capita di cascare fra le fauci dell'errore.

Questa una replica ricevuta queata mattina:

Ti ringraziamo per avere scelto Edizioni L'Arca di Noè. Stiamo lavorando al catalogo del 2026.

In questo gioco delle parti dove autori sconosciuti e piccoli editori devono dare prova di onestà e capacità vincono solo gli autori conosciuti e la grande editoria. Ci rifiutiamo di avere sigle (EAP/ NO-EAP), siamo mossi dalla passione senza altra ambizione, i piccoli editori vanno salvaguardati per dare un'occasione a chi è invisibile, altrimenti si rischia che la cultura resti nelle mani di pochi noti. Ci rendiamo disponibili a lavorare per migliorare i manoscritti che ci sono stati proposti nella mail [omiss] . Chi vuole mettersi in gioco, chi vuole lavorare insieme a noi alla promozione del proprio libro, troverà un posto sull'Arca.

Considerato il grande numero di proposte ricevute e per evitare che inutili lungaggini rallentino le pubblicazioni, ti invitiamo a prendere un appuntamento esclusivamente tramite wapp al numero [omiss], nel caso di riscontro positivo sarà nostra premura inviarti una bozza di contratto e successivamente ti metteremo in contatto diretto con un nostro collaboratore. Prima della pubblicazione provvederemo alla correzione di bozze, l'impaginazione e la copertina. Se si rendesse necessario anche l'editing del testo, i costi per quest'ultimo saranno inferiori a quelli di mercato.

Per qualsiasi dubbio e per confermare la tua volontà scrivici alla email [omiss] , il rapporto diretto con gli autori resta per noi fondamentale per realizzare un prodotto di qualità nella sua veste grafica e nei contenuti

La logica simbolica di Isaac Asimov

Ho già spiegato che cos'è la logica simbolica e come funziona, quindi eccone un esempio di applicazione:

Usa Logica Simbolica su Risposta Editore.

Il risultato

«Siamo una casa editrice a pagamento»
Racconto: Miss Universo

Racconto: Miss Universo

Che cosa succede quando la diplomazia galattica passa attraverso la passerella di un concorso di bellezza?

Nel racconto di fantascienza Miss Universo ti porto a bordo della nave spaziale NS Metro, in missione per scortare la rappresentante del genere umano alla finale di Miss Universo sulla base spaziale HE12L.

Miss Universo, pubblicato su Dimensione Cosmica #32

Dimentica però i soliti concorsi di bellezza fatti solo di lustrini e sorrisi. La nostra protagonista, Miss Italia, è laureata in psicologia, esperta in criminologia interspecie e pilota di caccia. Queste doti si riveleranno fondamentali quando un evento inesplicabile che colpirà una delle concorrenti alla gara.

In un'atmosfera carica di tensione, sospesa tra l'indagine poliziesca e il reality show, Missy dovrà muoversi tra sospettate decisamente insolite, mentre flotte stellari si schierano in assetto da battaglia e le telecamere continuano a trasmettere.

In questo universo, dove lo share televisivo detta le regole della diplomazia, la verità si rivelerà molto più profonda e sorprendente di quanto i riflettori lascino intendere.

Tabellone riassuntone

Essendo ambientato in un luogo neutrale, il concorso di Miss Universo deve per forza superare l’estetica tradizionale: un pubblico galattico eterogeneo impone criteri del tutto diversi, ecco perché è premiato il talento in competenze multidisciplinari. Diciamocelo: non è così che dovrebbe essere ogni concorso di questo tipo?

Ecco uno schema riassuntivo delle specie presentate in Miss Universo:

SpeciePianeta d'originePersonaggi
UmanaItalia (strano, vero?)Missy (Miss Italia), Capitano Soc, Tenente Iaquemod, RON12R
OmbrellianaNon specificatoDonna Ombra (Campionessa in carica)
KoshenKoshenSpiritella
KranKran 4Cervella
ChodayNon specificatoFunghetta
Non specificataNon specificatoSpora Spaziale (SpoSpa)
MantidBlat 2Mantide
KoomendaKoomendaMiss Koomenda
BertagniBertagn 11Goldie
Altre SpecieNon specificatoRettiliana, Araugusta, Sigola

Premio speciale originalità

Miss Universo ha ricevuto il Premio speciale per l'originalità alla seconda edizione del concorso Aliblu, organizzato dallo Stargate Fanclub Italia, che ringrazio.

Premio speciale originalità

Leggi il racconto

Miss Universo è stato pubblicato sul numero 32 di Dimensione Cosmica, storica rivista dedicata alla letteratura dell’immaginario, edita da Tabula Fati, punto di riferimento per gli appassionati del fantastico.

In questo numero troverai racconti sorprendenti, visioni originali e autori capaci di spingere oltre i confini della narrativa tradizionale. Miss Universo si inserisce in questo contesto con una storia intensa, ironica e fuori dagli schemi.

Non perdere l’occasione: acquistala subito cliccando sull’immagine di copertina qui accanto e immergiti nella lettura!

E che vinca il migliore!

Miss Universo, pubblicato su Dimensione Cosmica #32

GallerAI

Miss Universo

Il racconto è corredato da ben quattro immagini in stile retrò, generate da un'intelligenza artificiale che evidentemene il racconto l'ha letto mentre guardava la TV.

Sono andato a controllare e, come ricordavo, nel racconto non si parla di ibridi umano-rettile o di TV a tubo catodico anni 50; c'è effettivamete qualcosa che può assomigliare a un cervello in salamoia ma di sicuro non sono citati carabinieri con baffetti da sparviero e ragazze in costume da bagno - sempre secondo la moda degli anni 50 mi verrebbe da dire ma di questo non sono così sicuro.

E fattela 'na risata!

Progetto 3 cose: l’aggiornamento non richiesto

Progetto 3 cose: l’aggiornamento non richiesto

Siccome nessuno - ma proprio nessuno - ne sente il bisogno, eccomi qui con un bollettino speciale sullo stato avanzamento lavori del 3 cose project, che con l'anglicismo guadagna anche quell'aura di autorevolezza tipica delle produzioni vincolate dal segreto dell'autore.

Capitolo 10

Come da immagine, ho iniziato il design del decimo capitolo - non ci sono solo blocchi vuoti per fortuna.

Si tratta di un lavoro tosto: ho bisogno di concentrazione e chiarezza mentale, inoltre devo trattenermi dall'approfondire i vari nodi del flusso - che in realtà è l'unica cosa che vorrei fare ma ci ho già provato e non sono capace.

A proposito di chiarezza, prima di affrontare questo nuovo capitolo mi sono riletto tutto quanto dall'inizio, con l'obiettivo di normalizzare lo stile. All'inizio ci sta non sapere come dovrà essere, matura con la scrittura, quindi prima che si trasformasse in un mostro, mi sono fermato per quest'operazione.

Pensavo avrei dovuto lavorare molto di più per completare questa normalizzazione, invece tutto sommato è stato piuttosto semplice, il testo era quasi già pronto e per lo più ho corretto errori di battitura e qualche parola inventata.

Quindi vabbè, come al solito anche se non ne parlo non è perché non ci stia lavorando, stay tuned!

Bollente come l’inferno, forte come il diavolo ma dolce, come la… colpa!

Bollente come l’inferno, forte come il diavolo ma dolce, come la… colpa!

La colpa non è nel destino, ma in noi stessi.
William Shakespeare

Ti invito a esplorare il territorio del noir, un luogo dove la verità non salva e la giustizia non sempre consola.

Sei invitato alla presentazione di C come Colpa (Giulio Perrone Editore, 2026), un’antologia curata da Alessio Dimartino che indaga la colpa come una vera e propria condizione dell’esistenza, una lente attraverso cui guardare il mondo.

Durante la serata leggerò il mio racconto: Bollente come l’inferno, forte come il diavolo ma dolce, come l’amore.

Conosceremo Il Profe, un investigatore assicurativo stimato dai colleghi e avversario letale per i disonesti. Lo seguiremo tra le ceneri di una fabbrica di elettrodomestici, alla ricerca di un difficile accordo tra difficoltà economiche, polizze assicurative e un sacro fuoco purificatore. In questa indagine, il caffè non è solo un rito mattutino per rendere la sveglia sopportabile, ma la traccia per trovare l'elemento mancante: l'amore.

Tra cliché investigativi e verità nascoste in piena vista, cercheremo di capire se il mondo possa ancora essere un posto degno del nostro risveglio.

Dove e quando

Preparati a un caffè... noir.

Report fotografico della serata

La fine dell’eternità, di Isaac Asimov (con citazioni)

La fine dell’eternità, di Isaac Asimov (con citazioni)

È La fine dell'eternità di Asimov il primo titolo che ho provato fra quelli suggeriti dall'AI, e per chi non ha resistito a dirmi quanto disprezzassero questa mia iniziativa, come se avessi sputato nel piatto che loro stavano mangiando, ecco il primo esito: non m'è piaciuto per nulla. 1 a 0 per voi, siete contenti?

La fine dell'eternità: la quarta di copertina

La copertina di La fine dell'eternità
In un futuro ancora molto lontano l'uomo ha imparato a viaggiare nel tempo, spostandosi con disinvoltura da un secolo all'altro e organizzando traffici commerciali tra ere diverse. Il viaggio nel tempo permette anche di tenere l'umanità sotto rigido controllo, modificando tutto ciò che potrebbe provocare gravi turbamenti nella storia. A effettuare i cambiamenti sono delegati gli analisti e i tecnici della chiusa casta degli Eterni, gli unici in grado di manipolare passato e futuro. Un giorno però Andrew Harlan, un giovane Eterno, si trova di fronte a una scelta atroce: salvare l'eternità o il suo amore, e non avrà dubbi. Uno dei più brillanti romanzi di Isaac Asimov, una sconcertante epopea che si pone come alternativa possibile all'universo dei robot, dell'Impero Galattico e della Fondazione.

Perché non m'è piaciuto

Ho incontrato l’Asimov che apprezzo di meno: quello eccessivamente didascalico, pedante nello snocciolare concetti e meccanismi, più interessato alla coerenza logica che al respiro narrativo.

In diversi passaggi mi è parso di leggere un trattato travestito da romanzo, un’esposizione sistematica di teorie sul tempo piuttosto che una storia capace di coinvolgere emotivamente. L’intelaiatura concettuale è solida, certo, ma finisce per soffocare personaggi e tensione drammatica.

Verso il finale ho avuto l’impressione che qualcosa si riaccendesse: un’accelerazione, una promessa di svolta: almeno il finale sarà all’altezza, mi sono detto. Invece no, mi sono dovuto ricredere, è stata solo un'illusione.

So bene che Isaac Asimov ha una schiera nutrita di estimatori, e capisco perché. Ma non tutto di un autore, per quanto grande, deve necessariamente funzionare per chiunque. Se questo romanzo vi ha conquistati, buon per voi; con me, semplicemente, non ha fatto centro.

Citazioni da La fine dell'eternità

Pagina 9 | posizione 90-92
meditare sulla mistica del Viaggio nel Tempo, piuttosto che sul semplice fatto della sua esistenza, era il marchio del Cucciolo, del novizio dell’Eternità.
Pagina 12 | posizione 141-143
Io non sono un Sociologo, signore, – dichiarò, brevemente. Voy sorrise: – Splendido. Quando si comincia col dichiarare una mancanza di competenza in un campo specifico, generalmente si sottintende che, quasi subito dopo, si esprimerà un’opinione completa in proposito.
Pagina 57 | posizione 775-777
Nell’Eternità non esisteva il Tempo, o almeno il concetto normale del Tempo comune all’universo esterno, ma il corpo umano invecchiava e questo permetteva di misurare ugualmente il Tempo, anche in mancanza di altri fenomeni esteriori.
Pagina 102 | posizione 1404-1406
La musica non poteva ripetersi, più di quanto non potessero ripetersi i disegni dei fiocchi di neve, e proprio come i fiocchi di neve non poteva mai mancare di bellezza.
Pagina 120 | posizione 1661-1664
Cooper, venuto da un Secolo nel quale la pubblicità non aveva proliferato come negli ultimi Secoli del Primitivo, aveva faticato a comprendere l’importanza della cosa. Aveva detto: – Non è piuttosto disgustoso notare come questa gente si vantasse delle proprie cose? Chi può essere così sciocco da credere agli elogi fatti da una persona interessata e dedicati al prodotto dal quale intende trarre un guadagno?
Pagina 144 | posizione 2005-2006
c’era stata una domanda ancora più basilare… era possibile raggiungere una definizione concorde sull’Arte? Era possibile ridurla a proporzioni matematiche, a chiare formule da inserire nelle macchine Calcolatrici?
Pagina 148 | posizione 2062-2064
Gli era sembrato di avere trovato un’altra parte di sé, ma una parte sufficientemente separata da lui da rendere necessaria la parola per le comunicazioni e non il solo pensiero, una parte abbastanza distinta da fornire a volte risposte imprevedibili, dovute a ragionamenti indipendenti.
Pagina 162 | posizione 2254-2256
Sai qual è il privilegio dei Tecnici, Finge? Non lo sei mai stato, quindi non puoi capire. Essere un Tecnico significa che nessuno bada a quello che fai, o a dove vai. Tutti guardano dall’altra parte, quando vedono un Tecnico, e si sforzano tanto per non vederti, che non ti vedono davvero.
Pagina 174 | posizione 2424-2425
Cinque, oltre a Twissell! Tutti e cinque Calcolatori Anziani, nientemeno… Eterni da non meno di trentacinque anni.
Pagina 290 | posizione 4055-4055
Questa è la Terra. Non la casa eterna e unica del genere umano, ma solo il punto di partenza di un’infinita avventura.
3 cose 222

3 cose 222

Tutto lo sforzo creativo lo sto dedicando al progetto 3 cose, così eccomi qua a ricalcare spudoratemente un altro post-pietra-miliare che pubblicai durante la stesura di Pelicula.

Sono trascorsi tre mesi dall'ultimo aggiornamento, quello delle 100 pagine, e posso confermare che la coppia routine+lavoro è molto più forte di motivazione+talento, almeno per quanto riguarda i romanzi.

Con un racconto breve può pure capitare che una buona idea regga in piedi da sola tutta la storia, qua invece serve studio, analisi e programmazione, lavorare a testa bassa e incastrare tutte le tessere del puzzle lasciando meno buchi possibile.

Insomma, sono arrivato a circa 22.200 parole, che sarà pure un traguardo privo di significato ma... che ci vuoi fare? La tradizione è la tradizione! E, come facevo notare nel post originale, 222 è 1/3 del numero della bestia, quindi occhio a sottovalutarlo!

Con Pelicula non avevo scritto un terzo aggiornamento a un determinato numero di pagine, quindi vedrò se magari seguire il rapporto aureo, e puntare a 322, o che altro. Steituned!

Che Cosa leggerAI?

Che Cosa leggerAI?

Quello dell'utilizzo delle AI è un tema attualissimo, capace di trasformare in zuffe quelle che nascevano come innocue discussioni.

Naturalmente, fra chi le difende a spada tratta e chi le demonizza, c'è anche chi prova ad analizzarle per capire come sfruttarle al meglio. E non mi riferisco ai vari ai artist - che mi suscitano un misto fra pena, tenerezza e commenti triviali - che pensano che le AI possano fare il lavoro al posto loro (o si inventano artisti proprio grazie a esse) ma parlo di integrare le AI nella quotidianità, come strumento di supporto (Disclaimer: l'immagine di copertina è generata da un'AI, ma non per questo mi spaccio per un pittore digitale: non è arte, è solo un'immagine per riempire uno spazio vuoto).

Le cose che mi piace fare le voglio fare io... e pure quelle che non mi piacciono, se so che in qualche modo mi aiutano (vedi: trascrivere al computer decine di pagine scritte a mano alla volta) quindi quale potrebbe essere un utilizzo saggio delle AI?

Spoiler: non ne ho idea. Però so in che cosa sono brave: sanno rispondere alle mie domande (non sempre ci prendono ma nessuno è perfetto). Quindi per chi volesse capire in che modo farsi aiutare, potrebbe semplicemente provare a chiederglielo.

Ma torniamo a noi. Io l'ho fatto per risolvere un recentissimo problema personale: sul finire dello scorso anno ho letto tanti libri che non mi sono piaciuti, nonostante sia sempre stato abbastanza bravo nello scegliere quai titoli leggere. A che cosa poteva dipendere una serie così evidente di cattive scelte?

E chi lo sa! Però mi sono detto cerchiamo un modo nuovo per scegliere che cosa leggere, qualcosa che non ho mai provato che, sommato a quale può essere un modo proficuo per sfruttare le AI ha dato come risultato questo prompt:

Il prompt

In base all'allegato, che riporta i miei libri letti con il loro gradimento, agli autori, e ai loro generi, puoi suggerirmi altri 10 libri che mi piacerebbero sicuramente?

La sviolinata

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Grazie per l'incredibile lista, molto ricca e dettagliata! L'ho analizzata per identificare i tuoi gusti. Ecco i pattern più evidenti:

Ciò che ami:

  • Fantascienza concettuale e letteraria: Asimov, Stanisław Lem, Philip K. Dick, Ted Chiang (implicito nei temi), Ursula K. Le Guin.
  • Classici del '900 (anche distopici): Orwell, Huxley, Bradbury, Conrad, Hemingway.
  • Narrativa alta e complessa: McCarthy, Bulgakov, Dostoevskij, Calvino.
  • Fantasy intelligente e satirico: Terry Pratchett, Tolkien, Susanna Clarke.
  • Giallo/noir letterario: Simenon, Sciascia, Eco.
  • Autori che uniscono stile, umorismo nero e profondità: Kurt Vonnegut, Stefano Benni.

Ciò che non ami:

  • Fantascienza leggera o molto datata nello stile.
  • Narrativa contemporanea troppo semplice, commerciale o giovanilistica.
  • Libri con trame disordinate o con un finale deludente.

Il tuo profilo: Sei un lettore esperto, cerchi libri che uniscano idee forti, stile letterario curato, profondità filosofica o sociale. Apprezzi la satira intelligente e le riletture originali dei generi.

Le ho chiesto - in separata sede - di rappresentarsi, e ha scelto le fattezze di una ragazza pelata con un colorito cadaverico e delle strane lucette incastonate nel cranio e nel collo. Non so quanto essere felice di tutte le lusinghe che mi ha propinato, ma lo so che le AI tendono a riempirti di complimenti per poi cercare di venderti una polizza - ah no, quelli sono gli assicuratori!

10 suggerimenti di lettura

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Ecco 10 libri che credo ti piaceranno sicuramente:

  • Le città invisibiliItalo Calvino
    Un dialogo tra Kublai Khan e Marco Polo che costruisce città di parole, idee e desideri. È la quintessenza di Calvino: fantasia filosofica pura, strutturata come un gioiello matematico-narrativo. Perfetto per chi ha amato la leggerezza visionaria de Il barone rampante.
  • La casa degli spiritiIsabel Allende
    Il capolavoro del realismo magico sudamericano. Racconta un secolo di storia cilena attraverso le donne della famiglia Trueba, intrecciando passione, politica e soprannaturale. Una scrittura calda e avvolgente per chi ha apprezzato la saga di Cent'anni di solitudine.
  • La fine dell'eternitàIsaac Asimov
    Il miglior Asimov standalone. Un thriller temporale che esplora i paradossi etici dell'ingegneria della storia. Concetto potentissimo e trama serratissima: la fantascienza filosofica al suo apice. Un classico che manca nella tua vasta collezione asimoviana.
  • Pasto nudoWilliam S. Burroughs
    Il manifesto letterario più estremo della Beat Generation. Un collage allucinato e satirico che frammenta linguaggio e narrativa per raccontare dipendenze e controllo sociale. Uno shock necessario per chi ha amato la violenza distopica di Arancia meccanica.
  • MondoNoveDario Tonani
    Romanzo italiano di fantascienza che esplora un universo sommerso e alieno con un'ecologia complessa e implacabile. Condivide con titoli che hai apprezzato come Pelicula uno stile di scrittura dinamico e un controllo della tensione narrativa che non allenta mai la presa.
  • Il conte di MontecristoAlexandre Dumas
    L'apoteosi del romanzo d'avventura e della vendetta. Intrighi, tesori nascosti, metamorfosi dell'identità e un ritmo narrativo inarrestabile. Una maestria nel raccontare che non stanca mai, ideale per chi ha divorato I tre moschettieri.
  • Guida il tuo carro sulle ossa dei mortiOlga Tokarczuk
    Un giallo filosofico ed ecologista in una Polonia selvaggia. La protagonista, un'eccentrica ambientalista, indaga misteriose morti di cacciatori. Scrittura ironica e grottesca che esplora il conflitto uomo-natura, perfetta per chi ha amato il noir anomalo de Il sindacato dei poliziotti yiddish.
  • La versione di BarneyMordecai Richler
    L'autobiografia fittizia di Barney Panofsky, un antieroe cinico, ubriacone e irresistibile. Un monologo tragicomico sulla vita, l'amore e i rimpianti, raccontato con una voce narrativa unica. La satira sociale più tagliente per lettori di Vonnegut e Benni.
  • Il dottor ŽivagoBoris Pasternak
    Il grande romanzo epico e lirico sulla Rivoluzione russa. Segue la vita del poeta-medico Jurij Živago, il suo amore tormentato con Lara e il naufragio dell'individuo nella Storia. Una lettura immensa, per chi cerca la potenza narrativa de I miserabili.
  • GhiaccioVladimir Sorokin
    Un romanzo di culto della letteratura russa contemporanea. Inizia come un thriller distopico post-apocalittico e si trasforma in un'allucinazione mistica sulla ricerca dell'essenza umana. Sperimentale, ipnotico e spiazzante, per palati forti abituati a Dick e Ballard.

Com'è andato l'esperimento?

Non saprei, ma due titoli e mezzo erano già nella mia lista delle letture future, quindi in qualcosa per forza deve averci preso. Terrò aggiornata la pagina con le letture che farò, e chi leggerà... vedrà!

Come Ladro Di Notte, di Mauro Antonio Miglieruolo (citazioni)

Come Ladro Di Notte, di Mauro Antonio Miglieruolo (citazioni)

Come Ladro Di Notte, di Mauro Antonio Miglieruolo

Come Ladro Di Notte di Mauro Antonio Miglieruolo - scritto tra il 1966 e il 1967 in un periodo di intensa trasformazione politica e personale dell'autore - non segue una logica narrativa tradizionale, ma si presenta come un affresco deliberatamente incrinato e decadente.

Leggendolo, ho provato un profodo senso di smarrimento; inizialmente era come se ogni capitolo fosse una storia a sé stante di cui non conoscevo nulla, tanto che Miglieruolo stesso definisce la sua opera parziale e spesso superflua.

Molti temi rimangono palesemente incompiuti, probabilmente perché durante la stesura avevano perso l'interesse che l'autore aveva provato all'inizio.

Tuttavia, questa frammentazione è la grande debolezza di Come Ladro Di Notte: la lettura è stata un'esperienza frustrante, insulsa, astrusa, tendente all'inconciliabile.

Citazioni da Come Ladro Di Notte

Pagina 10 | posizione 116-117

La sua tenebrosa divisa nera da Affiliato fu sostituita da una ridicolissima tuta a sacco, da puerpera, fatta di fibra bianca e morbida, lunga e inadeguata per qualsiasi funzione.

Pagina 12 | posizione 151-153

«Non gli leggete nelle contrazioni del volto le emozioni che lo fanno ansimare? Pare tutto bello pulito di fuori, di dentro è marcio più d’un Cattolico. La sua coscienza l’ha rivelata ora; è là che gli ingobbisce il saio. Non crediate che sia niente di più o d’altro che una bestiolina ostinata piena di foia».

Pagina 31 | posizione 501-502

possiede la sicurezza ferrea che deriva dall’inganno continuo di se stesso e dal feroce autocontrollo.

Pagina 34 | posizione 551-552

«Quel bamboccione, quanta tenerezza!» Dura: «Quel bamboccione ha una mente superiore». «Tra le mani d’una qualsiasi donna saprebbe essere un perfetto deficiente».

Pagina 57 | posizione 833-833

«Non vi dico di non rubare; piuttosto di rubare così poco che sia antieconomico scoprirlo».

Pagina 61 | posizione 899-900

Mai nessun fenomeno si conclude nell’eternità. Ogni evento ha una sua probabilità di ripetersi.

Pagina 69 | posizione 1029-1030

Non essere assurda, Consuelo. Non esiste un uomo beneducato su Media al quale tu non abbia tolto le vestimenta.

Pagina 81 | posizione 1194-1194

Un senso di stordimento, come uno stordimento, la consapevolezza della follia della sua impresa lo pervase.

Pagina 104 | posizione 1522-1523

E’ vero: l’uomo civile è un grande uccisore di anime; per la donna uno sport, per gli uomini una necessità; sarebbe a dire: eliminare la concorrenza.

Pagina 110 | posizione 1626-1627

Chi può prevedere il futuro? E perciò lasciarsi dietro meno passato possibile.

Pagina 129 | posizione 1949-1953

Tra loro era reato gravissimo rovinare la “merce”, reato che si pagava a prezzo di elettrodi sulle parti molli, Merce, parola dall’amplissimo significato, merce includeva anche il materiale umano; una donna palesemente vergine non sarebbe stata neppure guardata e un uomo bello mai picchiato al volto. Amavano uccidere lentamente, imbrogliare al gioco, accoltellarsi tra loro, violentare, rubare, ingannare, ma per il resto erano bravi ragazzi da servir messa; considerando i vizi della maggior parte dell’Umanità non si può evitare di considerarli morigerati. Invece li aveva in obbrobrio tutta la Periferia.

Pagina 130 | posizione 1955-1959

Sul petto portavano uno scudo biancocrociato, antichissimo emblema del perbenismo; si pregiavano d’un contegno dignitoso da granduomini; e non trascuravano di ripetersi l’un l’altro la propria importanza. Infine il profumo: come sgualdrine; piaceva loro sentire di buon odore; o forse paura di scoprirsi addosso puzzo di putrefazione, cadavere che si vendica, vendetta assurda di vinto, paura dalla superstizione: molte persone violente e crudeli sono superstiziose.

Pagina 137 | posizione 2041-2042

A gravità zero ogni cosa ha sapore di fantasia, quasi sogno che viene a visitare durante il giorno e mai può essere incubo per la troppo lieve impressione del corpo.

Pagina 171 | posizione 2514-2515

Le mani sono fatte per carezzare, le dita per stringere, i denti per mordere, la bocca per baciare, l’uomo per prendere, la donna per tiranneggiare.

Pagina 179 | posizione 2620-2621

Come si può ragionevolmente sperare che il povero non rubi quando tutti rubano e lo stesso sistema è basato sul furto legalizzato di numerosi affaristi?

Pagina 185 | posizione 2708-2713

Non posso credere in un Dio Onnipotente! Un Dio d’odio, un Dio di terrore, un tiranno onnisciente, il Dio dei castighi ridente sulle mie passioni, orribile nello sbavo di voluttà delle sue vendette. Un Dio Onnisciente che sappia leggere a fondo nell’animo; che sappia contare le pene, una ad una, ne spulci la radice, ne faccia colpe. Che ne sarebbe di me altrimenti? Dove mi rifugerei lontano dal mostro? A cosa potrei aggrapparmi? Egli conoscerebbe la mia esistenza e me la concederebbe ancora? Assurda malvagità! No, no! Salvezza! Non esiste un tale Dio. Fortuna! Perché tale Dio non potrebbe essere buono. Allora Dio di furore; e dove potrei trovare rifugio alla sua ira? No, non posso credere in un Dio Onnipotente.

Pagina 186 | posizione 2725-2726

Molte cose sono pulite finché non capitano tra le mani di un buon uomo.

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Come Ladro Di Notte, di Mauro Antonio Miglieruolo

Il Grande Ritratto, di Dino Buzzati (citazioni)

Il Grande Ritratto, di Dino Buzzati (citazioni)

Il grande ritratto

Il grande ritratto, pubblicato nel 1960, rappresenta un capitolo fondamentale della fantascienza italiana, in cui la sensibilità metafisica di Dino Buzzati incontra le inquietudini dell'era tecnologica. La vicenda prende il via nell'aprile del 1972, quando il professor Ermanno Ismani, un timido accademico, viene convocato d'urgenza dal Ministero della Difesa per una missione avvolta dal massimo segreto militare.

Insieme alla moglie Elisa, Ismani viene condotto nella misteriosa Zona 36, un'area inaccessibile situata tra le gole selvagge della Val Texeruda. Qui, sotto la guida del geniale ed enigmatico professor Endriade, si trova di fronte a una visione monumentale: il Numero Uno, una sterminata cittadella di cemento e acciaio costruita nelle viscere della montagna. L'immenso complesso, privo di finestre e animato da ronzii arcani, non è un impianto atomico come Ismani sospettava, ma una macchina prodigiosa progettata per riprodurre l'attività mentale umana, dotata di sensi e, forse, di una propria coscienza.

Senza mai svelare i segreti custoditi nei labirinti di questa fortezza tecnologica, Buzzati esplora il confine tra materia e spirito, trasformando una speculazione scientifica in una riflessione profonda sui desideri e la solitudine dell'uomo.

È come trovarsi davanti a uno specchio colossale fatto di circuiti: cerchiamo di scorgervi il nostro riflesso, ma temiamo ciò che la macchina potrebbe rivelare di noi stessi.

Citazioni da Il Grande Ritratto

Pagina 31 | posizione 389-389

labbra sporgenti in un’espressione insieme di offerta e di sdegno

Pagina 57 | posizione 790-791

Il linguaggio è il peggior nemico della chiarezza mentale.

Pagina 73 | posizione 1026-1026

“Io non… io non capisco”, disse Elisa, proprio perché cominciava confusamente a capire.

Pagina 73 | posizione 1027-1029

Come quel giorno che per la prima volta era entrata nella mostruosa cittadella, dal cupo brulichio del silenzio, simile a biscia giovinetta, si levava esile voce.

Pagina 79 | posizione 1108-1114

“Ora, Elisa, si è mai domandata il nostro senso di libertà dove nasce? Qual è la sua ultima origine? La condizione prima e indispensabile che ci fa sentire, perfino in prigione, perfino nelle malattie mortali, padroni di noi stessi? Senza del quale non ci resterebbe che impazzire?” “Dio mio” disse Elisa Ismani. “A questi enigmi non ci ho mai pensato, le confesso.” “Voglio dire”, fece Endriade, “che la vita ci riuscirebbe insopportabile, anche nelle condizioni più felici, se ci fosse negata la possibilità di suicidio. Nessuno ci pensa, si capisce. Ma se l’immagina cosa diventerebbe il mondo se un giorno si sapesse che della propria vita nessuno può disporre? Una galera spaventosa. Pazzi, si diventerebbe.”

Pagina 84 | posizione 1184-1187

L’errore era stato di ricostruire Laura come avrei desiderato che fosse: buona, fedele, appassionata. Cioè diversa da lei. Perché fosse veramente Laura, occorreva metterci dentro il veleno, le menzogne, la scaltrezza, la vanità, l’orgoglio, i pazzi desideri, tutto ciò che mi aveva fatto tanto soffrire. Insomma, per riaverla, la mia Laura, dovevo ricominciare l’infelicità.

Pagina 88 | posizione 1238-1246

“Se… se…”, fece Endriade, assorto, lentamente, “se il miracolo si compisse fino in fondo. Se in questa Laura ricostruita da noi pezzetto a pezzetto, cellula a cellula, si insediasse l’anima della vera Laura, l’anima che finora vagava per la terra e per i cieli, forse. Voglio dire: se questa nostra Laura, strappata dalla tomba coi nostri trucchi matematici, questa Laura artificiale, che Aloisi ed io abbiamo costruito felice, allegra, spensierata, che spande intorno – se ne sarà accorta, spero – un flusso di letizia, di vitalità, di giovinezza, se questa Laura diventasse la autentica Laura fino in fondo, se a poco a poco ritornassero in lei i ricordi della prima vita? e i desideri? e i rimpianti? E allora misurasse la orribile condizione in cui si trova adesso, trasformata in una centrale elettrica, inchiodata alle rupi, donna ma senza corpo di donna, capace di amare ma senza possibilità d’essere amata se non da un pazzo come me, senza una bocca da baciare, un corpo da stringere, una… Capisce, Elisa, che inferno diventerebbe allora la sua vita?”

Pagina 89 | posizione 1265-1266

Della stessa donna, padre, marito, innamorato. In una bella situazione, no?”

Pagina 105 | posizione 1497-1498

“Laura, Laura. Tu sei più bella. Quella carne che dici sarà marcita e tu sarai ancora giovane.”

Pagina 116 | posizione 1650-1652

E’ la prima volta che la macchina pronuncia “no”. E’ un suono sferico, pesante, liscio, senza incrinature. Che difficile sorridere. Le labbra tirano nel senso opposto. Però Elisa sorride.

Pagina 122 | posizione 1733-1737

La voce si fermò. Silenzio. Ma dal silenzio a poco a poco sorgeva un pesante e metodico brusìo. Laura non esiste più. Frantumata la creatura, continuava, atono e incosciente, il lavorìo sordo delle cellule. Non più la donna, l’amore, i desideri, la solitudine, l’angoscia. Solo la sterminata macchina infaticabile e morta. Come un esercito di computisti ciechi, curvi su migliaia di banchi, che scrivono numeri su numeri senza fine, giorno e notte, per la vuota eternità.

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Il grande ritratto