Pelicula: la tua felicità ha un prezzo

Pelicula: la tua felicità ha un prezzo

Il video che propongo in questo articolo è una riflessione sulla libertà, la felicità e il controllo, e inoltre è una guida per scoprire l'universo narrativo di Pelicula.

Il romanzo pone fin da subito una domanda che ti farà riflettere: Saresti disposto a rinunciare alla tua felicità sapendo di non meritarla?. Un interrogativo che mette i brividi e che getta le basi per l'esplorazione di una società all'apparenza perfetta, ma che nasconde un controllo invisibile e pervasivo.

Qual è il valore della libertà – magari una libertà imperfetta – rispetto a una felicità indotta artificialmente?

Leggi Pelicula

Che ne pensi dei dettagli e delle sfumature di questo romanzo che ha catturato anche lettori non abituali del genere distopico?
Scopri di più visitando la pagina di Pelicula, dove potrai:

  • Leggere una presentazione dettagliata
  • Scoprire che cosa ne pensano gli altri lettori attraverso i loro commenti e recensioni
  • Acquistare la tua copia e vivere in prima persona le emozioni, i pericoli e le scelte dei protagonisti

Non perdere l'occasione di entrare nel vivo dell'azione e di sostenere l'autore, acquistando il romanzo che ha dato vita a questo mondo affascinante e inquietante!

Pelicula, di Andrea Cabassi
Il labirinto della scrittura non pianificata

Il labirinto della scrittura non pianificata

Come volevasi dimostrare, ho iniziato un racconto breve senza un'attenta pianificazione e mi sto perdendo.

È esattamente quel che accade quando ci si addentra in un bosco senza mappa, con solo una vaga idea della direzione da prendere. La scrittura di racconti brevi senza una solida pianificazione è come costruire una casa partendo dal tetto: si procede a tentoni, aggiungendo stanze che potrebbero non collegarsi mai.

All'inizio tutto sembra fluire naturalmente. La libertà creativa è inebriante! I personaggi prendono vita, le scene si materializzano, i dialoghi scorrono. Ma poi, quasi impercettibilmente, il sentiero inizia a svanire. Quell'entusiasmo iniziale si trasforma in una nebbia sempre più fitta, soprattutto nei brevi racconti di fantascienza, dove la coerenza del mondo immaginato è fondamentale.

Mi ritrovo mentre mi chiedo: «Dove sta andando questa storia? Come farò a concluderla in modo soddisfacente?»

Il problema non è la mancanza di creatività, ma di architettura narrativa. È una cosa che ho notato in molti racconti brevi: senza un'impalcatura su cui costruire, anche le idee più brillanti rimangono frammenti isolati. Come un albero che cresce storto perché nessuno lo ha indirizzato quando era un germoglio, una storia si sviluppa in direzioni impreviste, rendendo sempre più difficile ricondurla verso una conclusione coerente.

La procrastinazione diventa una risposta naturale: il cervello riconosce l'enormità del compito di riordinare un caos narrativo e preferisce evitarlo. Ogni volta che tento di scrivere racconti di fantascienza brevi, mi ritrovo di fronte alla stessa sfida.

Alcune idee estemporanee fungono da piccole lanterne che illuminano solo pochi passi avanti, senza mai rivelare la meta finale. E così rimando, prendo tempo, scrivo poco, mi perdo in dettagli irrilevanti o in ricerche interminabili che sembrano importanti ma sono solo un modo per evitare di affrontare la realtà.

La soluzione non è abbandonare la storia, ma fare un passo indietro. Analizzare quel che ho fatto, individuare i conflitti centrali, le domande narrative. Poi chiedermi «quale conclusione darebbe senso a tutto questo? Quali archi narrativi devono essere completati? Quali promesse ho fatto al lettore?»

Non serve una pianificazione minuziosa retroattiva, ma almeno una bussola: una direzione chiara per la conclusione e alcuni punti di riferimento lungo il percorso. Questo equilibrio tra struttura e creatività permette alle idee di arricchire il viaggio anziché far perdere la strada. I racconti brevi di fantascienza, con la loro doppia sfida di economia narrativa e worldbuilding, necessitano di questa bussola più di ogni altra forma.

Anche una mappa approssimativa è meglio di nessuna mappa. Per quanto mi rigiarda, i racconti brevi che nascono dall'improvvisazione raramente raggiungono il loro pieno potenziale, mentre quelli pianificati, anche solo a grandi linee, hanno maggiori probabilità di lasciare un'impressione duratura.

Devo ricordare questa lezione la prossima volta che mi accingerò a scrivere un racconto di fantascienza breve: inizia con un piano, anche basilare. La brevità non significa semplicità; al contrario, scrivere un racconto breve richiede forse più disciplina e precisione di forme più estese.

Eroe in prova, di Valeria Barbera

Eroe in prova, di Valeria Barbera

In Eroe in prova di Valeria Barbera, la vita di un giovane informatico di Napoli, caratterizzata da una serie di delusioni e fallimenti, viene stravolta dal contatto con una donna misteriosa e dalla scoperta di possedere un potere strabiliante di cui era all'oscuro.

L'acquisizione di questa nuova facoltà lo proietta in una catena di eventi in cui dove dovrà confrontarsi con i pericoli legati all'uso dei suoi poteri e con eventi che precipitano rapidamente.

Il romanzo ruota attorno alla crescita personale del protagonista, al legame tra tecnologia e soprannaturale, e a un conflitto epico che affonda le radici nei miti e che minaccia il mondo, il tutto intrecciato con una storia di amore e redenzione personale.

La copertina di Eroe in prova

Una stranezza riguarda la composizione dell'ebook: questo inizia con le informazioni relative a Eroe in prova, prosegue presentando la collana in cui è pubblicato (Urban Fantasy) e su come parteciparvi, e poi sono presenti le sinossi degli altri libri della serie.

Poi c'è il romanzo vero e proprio, ma giunti alla parola fine, non siamo ancora al 50% dell'ebook!

Questo perché, a partire da questo punto, ci sono tutta una serie di informazioni editoriali, una sezione sulla politica di Delos Digital riguardo ai DRM, e un ampio spazio pubblicitario con l'elenco di altri libri pubblicati dall'editore, organizzati per collana.

Non mi era mai capitato si trovare un romanzo che occupasse meno della metà dello psazio del suo volume!

La trama

Eroe in prova di Valeria Barbera introduce Gianluca, un giovane informatico di Napoli. La sua vita è segnata da una serie di fallimenti: non ha ottenuto un posto di lavoro presso la Pandora - un'importante azienda per cui ha sostenuto un colloquio - e la sua ragazza, Titti, lo ha lasciato. Afflitto e con il morale a terra, Gianluca trascorre le notti tormentato dai pensieri e dalla solitudine.

La situazione cambia radicalmente quando Gianluca viene contattato da una bella e misteriosa donna straniera di nome Thilli, che gli propone un'assunzione. La mattina seguente, Gianluca si accorge di aver sviluppato un potere strabiliante, una facoltà latente di cui era ignaro. Questo potere gli permette di leggere i pensieri altrui, percependoli come i contenuti di un browser mentale. Successivamente scopre di poter anche sfogliare ricordi e sogni e forse manipolare queste informazioni.

L'esercizio di questa nuova abilità senza la guida di un mentore si rivela una strada irta di pericoli, non solo per lui ma anche per chi gli sta accanto. Gli eventi precipitano rapidamente, portando Gianluca e Titti a ritrovarsi imprigionati in un luogo orribile, che si scopre essere una caverna scavata all'interno del Vesuvio. Qui devono affrontare un'entità pericolosa e soprannaturale.

Intrappolato e disperato, Gianluca è costretto a superare prove a difficoltà crescente, come in un videogioco sadico, mentre un infernale conto alla rovescia preannuncia la fine. Deve utilizzare il suo potere per cercare una via di fuga e proteggere Titti, scontrandosi con i limiti della sua nuova capacità, soprattutto senza i suoi occhiali, che sembrano legati alla manifestazione del potere.

Nel corso di questa lotta per la sopravvivenza, Gianluca inizia a svelare segreti terrificanti custoditi dalla Pandora e a comprendere il suo stesso ruolo in questo magico universo popolato da forze contrapposte. Viene introdotto al concetto di un'internet delle menti e scopre che dietro gli eventi si nasconde un conflitto che minaccia non solo la sua vita, ma forse l'equilibrio stesso della realtà.

Nonostante le difficoltà e le insicurezze, Gianluca deve fare appello al suo potere e al suo coraggio per salvare la donna che ama e affrontare le oscure verità che emergono.

Ecco quello che mi è piaciuto…

... di più 🤩

Un aspetto molto interessante del libro è il suo sistema fantastico, che fonde concetti informatici con abilità soprannaturali. Il protagonista, Gianluca, scopre di poter leggere e manipolare i pensieri altrui percependo le loro menti come siti web, navigando attraverso un browser magico e gestendo i contenuti come fossero file.

Questa raffigurazione della coscienza collettiva come un'internet delle menti e l'idea del protagonista come Mastro delle Menti rappresentano un elemento originale e moderno, integrando la tecnologia quotidiana con elementi magici in modo creativo.

... di meno 🫣

Un aspetto che proprio mi ha infastidito è il linguaggio del protagonista – che è anche la voce narrante e quindi molto importante nell'economia della storia. È eccessivamente colloquiale e volgare, costellato di imprecazioni e volgarità gratuite che appesantiscono la lettura con un tono crudo che non sempre risulta funzionale. Il suo flusso di coscienza è spesso carico di negatività, che mi ha reso la lettura stancante e a tratti sgradevole.

Come se non bastasse, la rappresentazione dei personaggi femminili è sempre e solo in termini fisici espliciti e fortemente sessualizzati. Sebbene queste scelte stilistiche contribuiscano a definire la personalità del protagonista e il tono crudo e urbano del romanzo, il loro abuso (sottolineo: l'abuso) mi è sembrato offensivo e sminuente.

Citazione da Eroe in prova

Ho selezionato un solo estratto da Eroi in prova… se pochi è meglio di buoni, figuriamoci uno solo!

Pagina 67 | posizione 580-581

La sera prima delirava di avere un cervello, di voler decidere le sue cose da sola, ma era bastato farla sentire capita una volta, perché mi cedesse il controllo.

Acquista Eroe in prova

La copertina di Eroe in prova

Se vuoi immergerti in una narrazione senza filtri, dove il linguaggio spiazzante e le provocazioni stilistiche riflettono un mondo ai margini, Eroi in prova fa per te. Clicca il pulsante per acquistarlo e vivere un’avventura letteraria che non chiede scusa.

Fantaronco 2024/25: potenza d’attacco!

Fantaronco 2024/25: potenza d’attacco!

Eccoci giunti al consueto appuntamento di fine stagione, quello in cui tiriamo le somme dell'anno fantacalcistico della supernormale Dinamo Stuparich. Quest'anno abbiamo disputato la nostra quarta stagione consecutiva nella massima serie del Fantaronco, confermandoci tra le squadre più stabili del torneo (anche se non sempre tra le più brillanti, a dirla tutta!).

La stagione 2024/2025 si è rivelata un'autentica montagna russa: tra spericolati recuperi, batoste inaspettate e colpi di scena degni di un thriller, Dinamo Stuparich ha ancora una volta scritto una pagina emozionante della sua storia. E mentre prepariamo la tradizionale festa che non si svolge mai per celebrare l'occasione, una cosa è certa: la salvezza matematica conquistata alla penultima giornata ha un sapore ancora più dolce dopo un'annata così complicata!

Fantaronco 2021/2022 Logo Dinamo Stuparich

L'obiettivo della stagione 2024/2025

Il tradizionale bilancio di fine stagione strizza l'occhio al fallimentare tentativo della scorsa stagione di conquistare almeno un trofeo, trasformato poi in migliorare il piazzamento dell’anno precedente.

E infatti, tra spericolati recuperi, batoste inaspettate e l’ennesima eliminazione al primo turno di coppa (sì, ancora), abbiamo vissuto un campionato ad altissimo tasso di drammaticità, prima lottando per la vetta della classifica, poi salvandoci solo alla penultima giornata... e comunque finendo sesti (una posizione meglio dell'anno scorso!).

Dinamo Stuparich (Andrea Cabassi) 2023/2024

Dinamo Stuparich 2024/25

Com'è andata in campionato

Quest'anno sono arrivato sesto, come due stagioni fa; come già detto, ho migliorato di una posizione rispetto all'anno scorso. Dopo un periodo iniziale di costante presenza fra i primi della classifica ho subito un tracollo, culminato con il rischio della retrocessione. Una classifica molto corta mi ha visto salvo matematicamente solo alla penultima giornata, con un - a un certo punto della stagione - insperato sesto posto finale.

Classifica Serie A 2024/25

Com'è andata al Gran Premio

Il Gran Premio è una competizione cui partecipano le squadre di tutte le leghe (Serie A, B e C), misurandosi sulla somma dei punteggi delle singole giornate di campionato.

Anche quest'anno ho raggiunto il mio miglior piazzamento di sempre, che a differenza della settima posizione dll'anno scorso, quest'anno è a quarta! Cosa che mi garantisce per la quarta volta consecutiva l'accesso diretto alla prestigiosa Champions FR League!

Classifica Gran Premio 2024-25

Com'è andata la Coppa

In coppa ho superato il mio girone dopo una lotta serrata. A differenza degli scorsi anni, i sedicesimi di finale non sono stati un problema... perché abbiamo disputato direttaente gli ottavi (da cui sono uscito subito).

Coppa 2024/25

Com'è andata la Champions FR League

Quest'anno sono arrivato in semifinale dopo essermi classificato come primo del mio girone.

Champions FR League 2024/25

Andrea Cabassi Ringrazia

Un doveroso grazie (anche stavolta) a Gianluca e Paolo, che hanno tenuto in piedi la baracca con la solita pazienza da santi. Senza di voi il Fantaronco sarebbe impossibile. Ora, però, basta fantasofferenze: ci meritiamo tutti una lunga fanta-pausa estiva, possibilmente senza pensare a formazioni, infortuni dell'ultimo minuto o giocatori venduti in Arabia a sorpresa.

Orfani del Sole (recensione + intervista a Federico Tamanini)

Orfani del Sole (recensione + intervista a Federico Tamanini)

Orfani del Sole di Federico Tamanini

Orfani del Sole di Federico Tamanini si rivela un'affascinante e ben congegnato romanzo cyberpunk. Ambientato in un futuro cupo in cui la memoria del passato è stata deliberatamente offuscata o alterata, il libro delinea una trama avvincente seguendo le intricate vicende di alcuni personaggi le cui esistenze si intersecano in un mondo sofferente a causa del degrado ambientale e di un pervasivo controllo dell'informazione.

Vengono esplorati temi profondi come la perdita dell'identità, la ricerca della verità in un'epoca di manipolazione, la forza dello spirito umano di fronte all'oblio e la necessità di salvaguardare la salute del nostro pianeta.

L'autore crea un'ambientazione fermente, vivace, che cattura il lettore dalla prima all'ultima pagina, trasmettendo un'inquietante impressione sulla natura umana, sulla fragilità della memoria e sul valore della conoscenza.

Di Federico Tamanini avevo già letto il racconto di fantascienza Gli altri sulla rivista World SF Italia Magazine 19 - che pubblicò anche il mio Flyball - quindi Orfani del Sole non è esattamente il mio primo approccio con l'autore. Anche il racconto mi era decisamente piaciuto, sono felice che questo romanzo sia stata una conferma!

La trama

La storia di Orfani del Sole inizia con Hugh, che vive isolato in un rifugio sotterraneo, e che con il trascorrere del tempo desidera sempre più conoscere la verità sul mondo esterno, di cui ha solo vaghe descrizioni e ricordi filtrati.

Terrence Hicks, un funzionario del Ministero della Rimembranza (il Palazzo della Memoria), si ritrova coinvolto in una pericolosa ricerca di memorie perdute, forse legate a un progetto segreto e al suo precario stato di salute. Questa ricerca lo mette in rotta di collisione con altri individui che cercano la stessa cosa, tra cui la misteriosa e potente Baba Yaga.

Parallelamente, nel sopramondo - una vasta realtà virtuale - operano entità come Quem, la cui coscienza esiste nello spazio digitale nonostante il suo corpo sia in coma nel mondo reale, e Mother, un'intelligenza artificiale che sta per essere disattivata ma che possiede ancora una grande quantità di informazioni.

La trama si concentra sulla ricerca di una memoria che potrebbe contenere la chiave per svelare verità nascoste sul passato del mondo. I personaggi si trovano così coinvolti in una complessa rete di segreti e manipolazioni, in un contesto in cui la vera storia dell'umanità è stata deliberatamente oscurata.

Ecco quello che mi è piaciuto…

... di più 🤩

Nonostante il romanzo parta col botto, con un'eccezionale scena claustrofobica che subito fa sorgere mille domande tutte ricche d'interesse, devo dire che la battaglia finale del capitolo Mondo e Sopramondo, la lotta per me ha rappresentato il momento più coinvolgente di tutto il romanzo, che in un paio di occasioni mi ha fatto domandare ma sta accadendo davvero?

La sovrapposizione degli scontri tra il mondo fisico e il sopramondo crea una grande tensione: da un lato la lotta disperata di Terrence contro le minacce fisiche - prima all'esterno e poi all'interno della villa di Baba Yaga - con in più il problema dell'enigma da decifrare.

Parallelamente, la furiosa battaglia nel sopramondo tra Lovelace (Ada) e Quem è carica di immaginazione e pericoli virtuali letali: le trasformazioni degli avatar, l'uso di armi digitali e la posta in gioco rendono questa parte il vero culmine narrativo.

L'interconnessione tra le due realtà, con le azioni nel sopramondo che influenzano gli eventi nel mondo fisico e viceversa, è gestita in modo efficace mantenendo alta la suspense. La sensazione che il destino di diversi personaggi e forse del mondo stesso sia appeso a questi scontri simultanei mi ha tenuto con il fiato sospeso!

... di meno 🫣

La cosa che mi è piaciuta di meno di Orfani del Sole è stata la conclusione, pur pregna di significati, con le riflessioni di Hugh sulla perdita, sulla memoria e sulla speranza.

Ho percepito le sue parole sul comportamento umano e sui rischi che corre l'umanità come, in un certo senso, retoriche.

Questi pensieri, per quanto condivisibili, mi sono sembrati ripetizioni di quello cui chiunque - leggendo la descrizione di Città Sette - sarebbe arrivato autonomamente, senza che fossero esplicitate in quel modo.

In questo senso, credo che tali considerazioni non abbiano aggiunto un particolare valore o un nuovo spunto alla narrazione in quel frangente, focalizzandosi su concetti che il lettore aveva già avuto modo di elaborare nel corso della lettura.

Citazioni da Orfani del Sole

Pagina 24 | posizione 433-434

Ora Osam non esisteva più. Il resto del corpo, come il resto del cervello, erano ancora lì, ma senza i ricordi servivano solo ad aggiungere al mondo sessanta chili di carne tiepida.

Pagina 27 | posizione 458-459

Macchine umane, limitate e distribuite, meno spaventose di una sola, immensa, intelligenza. Macchine umane che si potevano uccidere, che invecchiavano ed avevano ben note debolezze.

Pagina 57 | posizione 933-933

una mente ricostruita, riavviata, è una persona?

Pagina 57 | posizione 933-935

La grande domanda era appunto questa: a chi appartiene la copia della mente di una persona?

Pagina 59 | posizione 966-967

Aver rinunciato alla memoria è qualcosa di folle, non è da me. Nella memoria ci sono tutte le cose che ci rendono umani

Pagina 59 | posizione 967-967

Nella memoria ci sono tutte le cose che ci rendono umani

Pagina 72 | posizione 1187-1188

Città Sette era un non-luogo, nata solo per mantenere in vita i più stanchi, i peggiori, l’ultimo anello di quel lombrico famelico che era la specie umana.

Pagina 72 | posizione 1188-1191

“Non te ne fregava niente. Ecco cosa è accaduto. Non ci sono voluti i pompieri di Fahrenheit 451 per cancellare i ricordi…” “I cosa?” “Non importa.”

Pagina 103 | posizione 1662-1663

Prima o poi accadono cose che non erano mai accadute, ecco la vera novità del giorno.

Pagina 106 | posizione 1707-1708

Tornò alla musica synthwave che non costringeva a pensare.

Pagina 112 | posizione 1808-1808

La sua maledizione era includere una versione digitale delle emozioni umane.

Intervista a Federico Tamanini

Dati anagraficiNato a Padova 16/04/1977 residente a San Lazzaro di Savena (BO).
EsordioIl Dio Elettrico, Edizioni In Riga (2023).
Autore di riferimentoLovecraft.
Romanzo svoltaNon saprei indicarne uno solo. Di certo ricordo le notti leggendo Lovecraft al buio con la luce delle candele. Ho amato molto Dragonlance e di certo tanta fantascienza.
Letture preferiteSe c'è qualità mi piace sia la letteratura classica che quella attuale. Mi divido tra Dick e Dostoevskij, passando per la Nothomb.
Strumenti di scritturaPC (talvolta un portatile vintage del 1986).
Ti identifichi inCaramon della saga Dragonlance.
Miglior antagonistaRaistlin della saga Dragonlance (antagonista a momenti).
Se fossi un fantasy/sfI draghi del Crepuscolo d'Autunno (Weiss/Hickman).
Se fossi un giallo/noirMaigret (Simenon).
Federico Tamanini, autore di Orfani del Sole

In un mondo che corre veloce, dove la scrittura sembra spesso rincorrere mode e algoritmi, c'è ancora chi si ferma a raccontare storie difficili, proprio come Orfani del Sole.

In questa intervista a Federico Tamanini incontriamo uno scrittore che punta su autenticità, attenzione ai dettagli e voglia di esplorare ciò che ci circonda.

La memoria

Federico, benvenuto! In Orfani del Sole la memoria è presentata come un elemento fragile, manipolabile, che può essere selettivamente indebolito, cancellato, progressivamente ridotto, sostituito con falsi ricordi, trasferito digitalmente, e dove la sua perdita è vista sia come una violazione che come una condizione necessaria, fino a che punto l’identità individuale dipende dalla continuità e dall’integrità della memoria? Che cosa definisce l’essenza dell’essere umano e come si preserva il senso di sé in un simile scenario?

Nella storia raramente siamo stati in grado di anticipare i grandi cambiamenti, quelli che hanno richiesto enormi sforzi o enormi rinunce. La rivoluzione industriale è venuta, inarrestabile, e ha portato l’inquinamento, l’allontanamento dalla natura, ma anche nuove opportunità e un benessere economico senza precedenti, sebbene con forti disuguaglianze. La rivoluzione informatica ha mutato la vita e la socialità, ha creato mondi virtuali e forse ora ci donerà una nuova forma di intelletto, reale o simulato, con cui avere a che fare.

Ma tutto questo è nulla. Per adesso i tesori più grandi della mente umana non sono ancora del tutto violati. È vero che le testimonianze delle nostre vite sono sempre più condivise, ma il ricordo puro è solo nostro. Lo trasmettiamo se ci va, ma può rimanere privato. Il futuro forse non garantirà questo diritto.

Credo che sarà uno dei più grandi traumi della specie. Il ricordo è l’infrastruttura portante della personalità, elemento insostituibile della nostra identità. Quando potrà essere copiato, prelevato, inserito, manipolato nessuno potrà più essere certo di sé stesso, della sua natura interiore.

Non è l’unica insidia sul nostro cammino. Si aggiunga la ridotta disponibilità a ricordare e a valorizzare il ricordo, quando questo fosse di dubbia autenticità. Già oggi accade che non diamo importanza alla memoria storica e all’esperienza. Oggi non si tratta di tecnologie che ci entreranno nella mente, ma della tendenza a ridurre pazienza e attenzione, fino all’estrema sintesi di questa involuzione: la squalificazione del ricordo come elemento di pregio.

Pertanto se mi chiedi quale sia per me il valore del ricordo ti rispondo che è uno degli elementi fondanti della vita umana e rischiamo di perderlo. Per questo ho scritto Orfani del Sole, ma anche Il Peso degli Ultimi, che ha lo stesso scopo.

La realtà manipolata

Ecco un estratto dal capitolo 6:

La realtà aumentata era una sovrapposizione. Informazioni utili o commerciali erano sempre presenti nel campo visivo dei cittadini. Chi osservasse un piazzale che era stato adibito a giardino non poteva vedere la terra secca e morta. Davanti ai suoi occhi apparivano piante rigogliose. La qualità dell’illusione era modesta, ma sufficiente a non far impazzire otto milioni di cittadini di fronte a un deserto di cemento. E la connessione era costante, obbligatoria e bidirezionale, al contrario di quella verso il sopramondo, che andava attivata.

Un altro dal capitolo 21:

In città stavano nascendo tumulti e la Polizia già ingaggiava battaglia. Molti agenti i cui terminali per il sopramondo e per la realtà aumentata erano stati prontamente limitati a specifiche comunicazioni autorizzate, non comprendevano i motivi delle masse, perché non avevano potuto vedere né il vero aspetto del mondo che li circondava, né le molte informazioni sul passato dell’umanità.

Questi brani evidenziano un metodo di controllo cruciale: la sofisticazione della percezione della realtà e la limitazione dell’accesso alle informazioni in maniera capillare, attraverso l’imposizione massiva della realtà aumentata, che di fatto dovrebbe chiamarsi realtà manipolata.

Ti va di commentare questo aspetto, che tanto strizza l’occhio all’attuale ruolo dei social media in mobilità iperconnessa?

Grazie per aver usato il termine realtà manipolata, più adatto ad esprimere ciò che intendevo. Ritengo che quanto io ipotizzo sia già presente, magari in forma meno digitale. Ciò che osserviamo è coperto da un velo, che inizia dal commercio, con la falsificazione permanente dell’aspetto dei prodotti.

Le immagini e la narrazione pubblicitaria non hanno nessuna necessità di basarsi sul reale, possono limitarsi ad approssimare la vera natura del prodotto per evitare shock eccessivi all’apertura della scatola, ma in caso di bugia difficile da riconoscere ci si può spingere a livelli di falsità elevati.

Siamo al punto che quasi nulla di ciò che viene detto va creduto senza adeguato approfondimento. C’è però tutto quello che non possiamo approfondire di prima mano, ovvero il mondo più distante, quello che ci viene raccontato da lontano. Qui il reale diviene un mito e l’unica risorsa, la sola arma per difenderci è la pluralità delle fonti, nella speranza che il loro conflitto sia sufficiente a svelare qualcosa nel mezzo.

Nel mondo che descrivo la pluralità quasi non esiste più (la setta degli Interferenti è morente), la realtà aumentata ha un solo padrone e gode della massima efficacia. I social contemporanei, quelli nostri, di oggi, sono strumenti di manipolazione, ma ancora sono plurali (o almeno più di uno), sebbene la forza delle correnti non sia equivalente. Nella marea di dati si trovano pesci anomali che talvolta sono più falsi del falso che vogliono smascherare. Talvolta, però, questi pesci portano un messaggio potente. Spariranno? È un momento difficile, ma non lo considero del tutto negativo.

I social hanno molti peccati, ma sono strumenti in grado di metterci in contatto con tante dimensioni e quello che, semmai, va sviluppato meglio, è il nostro muscolo cerebrale, la nostra capacità di analizzare e dubitare. L’idea sarebbe di non considerare mai nessuna informazione vera di default, con l’eccezione di quelle irrilevanti che non devono rubarci energie. Si può fare, con cognizione e misura, senza cadere nella paranoia. Ovvio, ma non facile. I social possono anche aiutare, se ben avvicinati.

Piuttosto mi dispero nel vedere lo spazio dato alla cattiveria e alla mediocrità morale, sia online che offline. Ho poche parole dolci per chi RUBA un parcheggio per disabili avendo il fondoschiena troppo pesante per camminare o per chi RUBA un posto in fila superandola tutta per poi inserirsi a rischio di sportellate per uscire dalla tangenziale prima di altri.

Sono piccole cose, ma rappresentano una forma di idiozia che si riflette anche sui social. E spesso l’immagine di tali pezzi guasti dell’umanità viene manipolata vestendola della sfolgorante aura dell’audace, del vittorioso, del corridore che andando più forte, sputando sulle regole ottiene di più. La verità è che tale soggetto è un perdente, perché allontana lo scopo ultimo della nostra (più che fortunata, potenzialmente) specie: la felicità universale.

Ecco che la realtà manipolata ci mostra un giardino in fiore (il vittorioso), laddove in verità abbiamo una rovina di terra marcia e maleodorante (il ladro di diritti).

L’accesso in mobilità è solo un’estensione, per adesso. Ma è la base tecnologica per la realtà aumentata. O manipolata!

Il casting

Passiamo a un tema più leggero: ho letto Orfani del Sole appassionandomi davvero molto e – come credo spesso accada – ho provato a dare un volto ai personaggi. Se dovessi scegliere un personaggio noto da far recitare nei panni dei tuoi personaggi, chi sceglieresti? (Ho scritto se dovessi? Beh, devi! 🙂 )

Sono ben felice che ti sia appassionato!

Viggo Mortensen per Orfani del Sole
Hugh: facile: che ne dici di Viggo Mortensen in versione The Road?
Tom Hanks per Orfani del Sole
Terrence: non facile… di fatto Terrence è un debole, un bastardo da poco, a mezzo servizio. Ma ha il coraggio della disperazione. Uomo di modeste qualità, alquanto ordinario. I suoi comportamenti peggiori derivano dalla paura e dal dolore, non dalla brama di potere. Non mi vengono in mente ruoli famosi con queste caratteristiche, di norma questi tizi sono comunque forti in qualcosa, per esempio fisicamente (Biff Tannen) oppure sono coraggiosi, ma corrotti (Cypher di Matrix), o ancora sono proprio cattivoni top o vice. Terrence non è niente di tutto questo. Secondo me per un ruolo così difficile ci vuole Tom Hanks.
Doug Hutchison per Orfani del Sole
Quem: il male personificato. Personaggio tutto sommato facile, potrei dire banale. Vuole il peggio ed ha il potere di attuarlo. Nessuna morale. Nessun tradimento alle spalle. Solo una persona che, uscita dalle catene di una vita ordinaria e poi dalla prigionia di una malattia assoluta, libera il suo animo corrotto al 100%. Mi viene in mente Jeff Fahey e il suo Giobbe nel film Il Tagliaerbe, alla fine ovviamente, ma come tratti somatici potrebbe non essere adatto. Allora direi lui, con il volto di Toshiro Mifune. Solo che Giobbe, come sappiamo, dimostra anche pietà, pure al suo apice. Quindi no, non è adatto. Che ne dici del Master Control Program? Troppo digitale… Facciamo così: la guardia abietta del Miglio Verde con i poteri di Giobbe e l’animo implacabile dell’MCP!
Melissa McCarthy per Orfani del Sole
Ursula: la brutta strega della favola, giusto? Corpo deformato dagli innesti, un passato famigliare di gloria offuscata da recuperare. Fame di denaro e potere, piuttosto usuale, ma con uno scopo. Forse (ed è un caso) ci vuole proprio un’altra Ursula… quella della Sirenetta! Che ha pure le gambe strane.
Stefania Rocca per Orfani del Sole
Ada: scelta durissima. Il personaggio è nato per celebrare la memoria di Ada Lovelace (è ovvio, per chi legge), ma le sue azioni sono senza dubbio scollegate dalla vita della nota signora dell’informatica antica. Ho subito pensato a Naima di Nirvana, interpretata dalla bravissima Stefania Rocca.

15 giorni

Ho scoperto che per scrivere Orfani del Sole hai impiegato solo 15 giorni, anzi: 15 notti! Che danni ha subito la tua memoria per riuscire in quest’impresa? 🙂 E quando invece hai tempo per lavorare con serenità, come funziona il tuo momento creativo? Quanto ti dedichi alla scrittura? C’è qualcosa del tuo essere scrittore che cambieresti o che ritieni non ancora maturo e da sviluppare?

Esatto, quindici giorni. Mi perdonerai, quindi, qualche piccola svista… Scrivevo di notte, di domenica, la sera durante le trasferte di lavoro e nel resto del tempo pensavo alla trama. È stata una fulminazione. Una volta nella vita volevo provare questa esperienza. Ne sono uscito sfinito. Anzi, come si diceva a scuola dopo le gite, stanco, ma contento.

Io sono uno scrittore indisciplinato. Niente ora quotidiana imposta, niente metodologia rigorosa. Sono capace di non scrivere per un mese (ma allora leggo molto) e poi esplodere e buttare giù pezzi, dialoghi, immagini. È un casino, richiede rivisitazioni e correzioni, devo spesso amalgamare il tutto dopo aver concluso un romanzo. Ma queste meteore creative, singolarmente, mi piacciono troppo per piegarle a una disciplina del prodotto editoriale progettato e confezionato. Io non progetto niente nel dettaglio. Sto però cercando di decidere prima almeno una traccia generale e un contenuto ipotetico dei capitoli, per dare al lettore qualcosa di più amichevole.

Al momento io scrivo dieci racconti che poi vengono armonizzati in un romanzo. Sono il re delle trame parallele 😛 Cambierei questo aspetto, per concentrarmi di più su un filo conduttore e fare un favore a chi legge, inoltre ho tanto, ma proprio tanto da imparare in tema di costruzione dei personaggi. Sto studiando molti personaggi femminili, ancora non so rendere la differenza di sensibilità rispetto a quelli maschili. Insomma… non sono neanche al 20% di quello che vorrei essere.

Controdomanda

Ora fai tu una domanda all’intervistatore!

Carissimo Andrea, mi piacerebbe che raccontassi una tua memoria speciale, naturalmente scelta tra quelle condivisibili, per dare valore ai ricordi. Ti faccio un esempio: io rammento bene i minuti che seguivano l’arrivo in Trentino, per andare dalla nonna, dopo essere stati per mesi a Bologna (dove mio padre lavorava e dove ho vissuto fino a pochi anni fa). Ricordo il profumo della cucina, la freschezza dell’abito a fiori della nonna, il suo abbraccio e il saluto, sempre quello: Ciao, beleza!

Bene, cerco di mantenere il tema del viaggio: ricordo come se accadesse in questo momento quando, da bambino, si rientrava a ora tarda da una gita. Nel momento in cui l’auto si spegneva, mi risvegliavo dal torpore del viaggio e mi sembrava di trovarmi in uno stato sospeso, quasi etereo. Era un attimo breve ma intenso, in cui il confine tra sogno e realtà sembrava sfumare.

Contatti

Come ultima domanda ti chiedo di spiegarci come fare a seguirti per rimanere aggiornati sulle tue attività letterarie.

Mi presento spesso ai lettori, per esempio il 18 maggio li incontrerò alla Fiera del Libro di Torino alle ore 11 (evento sul sito della Fiera, cercate Tamanini), oppure a settembre a Modena, a ottobre a Baranzate e… chissà, forse a Trieste a novembre per il premio Mondofuturo? L’anno scorso ero là come finalista, ma no, non spero in altrettanta fortuna! Sui social mi trovate su Facebook con il mio nome e cognome dove pubblico spesso recensioni di libri (anche videorecensioni). Non dedico molto tempo alla promozione dei miei libri, preferisco leggere e scrivere di altre opere, ma chiaramente quando accade qualcosa lo diffondo!

Acquista Orfani del Sole

Un grazie a Federico che ha accettato di partecipare, e ora corriamo tutti a scoprire il mondo di Orfani del Sole cliccando siffatto pulsante!

Orfani del Sole di Federico Tamanini

25 aprile

25 aprile

Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale

Per celebrare questa Festa della Liberazione desidero riportare un estratto della nota finale di un racconto che ho scritto recentemente, sul tema della resistenza:

La disobbedienza e la ribellione sono la struttura portante della resistenza; non si può essere tutti eroi o distinguersi per idee rivoluzionarie, ma tutti possiamo dire no davanti a un'ingiustizia - non importa se grande o piccola.
È doveroso sottolineare questa forma di resistenza, perché anche cambiare se stessi è spesso un'impresa.

Spine, di Franci Conforti

Spine, di Franci Conforti

L'inizio di Spine di Franci Conforti si rivela indubbiamente affascinante, in particolare per la vivida e originale ambientazione terrestre, dove le abitazioni si fondono con la natura in imponenti bioalberi, un concetto che cattura immediatamente l'immaginazione.

Poi, però, con l'arrivo di Ellie e Joe a Quercal - la prima grande arbopoli che incontrano nel loro percorso - la narrazione sembra perdere il suo mordente iniziale, lasciando spazio a divagazioni introspettive della protagonista, intervallate da parentesi sdolcinate ed elucubrazioni al limite del paranoico, che contribuiscono ad appesantire il ritmo.

La trama si fa progressivamente più ingarbugliata, con una ricostruzione degli eventi pregressi che manca di chiarezza, e un complotto di fondo che rimane nebuloso, per quanto concerne i mandanti, le ragioni del suo fallimento e la sua effettiva portata.

Spine Franci Conforti: copertina

La trama

Il romanzo fantascientifico Spine segue le vicende di Ellie Sa, una nativa di Probe che si ritrova coinvolta in attività illegali a seguito di un incontro con un biomico di nome Aki-craall. Questa situazione la porta sulla Terra, in una riserva, dove incontra Joe, un ex agente con un passato complicato, e Ivan. I tre si ritrovano in fuga, braccati da un'organizzazione chiamata La Spina.

Durante la loro fuga, Ellie viene a conoscenza della difficile condizione degli animar, animali geneticamente modificati, e si impegna per i loro diritti, collaborando con Eridiana, proprietaria di un'emittente interplanetaria chiamata Jamesho River. Un elemento centrale della trama sembra essere un cucciolo speciale in grado di riprodursi, molto ambito e al centro di oscuri interessi.

Parallelamente, emerge il passato di Joe, legato a un pericoloso criminale di nome Evan, alias Krom-van, e a un commissario di polizia, Gondo. Mentre Ellie cerca di sopravvivere e comprendere il mistero che la circonda, svelando progressivamente la posta in gioco che sembra legata a una noce di memoria contenente dati sensibili, la storia si sviluppa tra la fuga dai loro persecutori, il tentativo di aiutare gli animar e la resa dei conti con il passato di Joe.

Le forme di vita (biologiche e sintetiche)

In Spine sono presenti diverse forme di vita, sia biologiche che sintetiche. Da un certo punto in poi ho cercato di appuntarmele, indicandone le caratteristiche, ma è stato comunque difficile mantenere sia un flusso di lettura continuo, sia un senso di meraviglia.

Forme di vita biologiche:

  • Umani: l'umanità è descritta come allargata e prospera: esistono infatti diverse categorie di umani:
    • Evoluti: esseri umani geneticamente modificati per migliorare le prestazioni in certi ruoli o ambienti. Alcuni esempi includono:
      • Mental: evoluti con particolari capacità mentali. Sono descritti come aventi morale adamantina.
      • Platonici: evoluti con un tipo di pensiero introspettivo e orientato alla comprensione profonda.
      • Alati: evoluti con caratteristiche che suggeriscono - ma non chiariscono - la capacità di volare.
      • Spaziali: evoluti adatti alla vita nello spazio.
      • Angelici: un'altra categoria di evoluti dalle caratteristiche non meglio definite.
    • Nativi: esseri umani originari, nati in colonie spaziali o sulla Terra senza modifiche genetiche. Vivono anche in riserve e non indossano lo sten. I nativi selvatici sono rari nello spazio.
    • Umani modificati in generale: umani più o meno modificati al di fuori delle categorie specifiche.
  • Animar: animali geneticamente modificati che lavorano per l'umanità. Alcuni esempi:
    • Koalar: simili a koala, addestrati per mansioni di volo.
    • Zebrar: simili a zebre, usati per consegne e pulizia.
    • Gazzer: simile a gazze, usate per consegne aeree.
    • Capibarar: simili a capibara, oggetto di esperimenti.
    • Rondonir: simili a rondoni, usati per esibizioni.
    • Corvir: simili a corvi.
    • Lupor: simili a lupi.
    • Canir: simili a cani.
    • Procionir: simili a procioni.
    • Asinellir: simili ad asini.
    • Conigli nativi: non modificati, allevati per essere mangiati.
  • Piante senzienti e paraintelligenti:
    • Arbopoli senzienti: città formate da alberi senzienti.
    • Bioalberi chimerici: alberi paraintelligenti trasformabili, produttori di biocase.
    • Biobolle: senzienti e paraintelligenti, usate come abitazioni su Probe.
    • Bioboschi: ex città di pietra trasformate, con edifici nei tronchi.
    • Biotorri ascensionali: usate come ascensori.
    • Biobar: bar biologico.
    • Biocondominio: condominio biologico.
    • Alberouncino: albero nero spinoso.
    • Alberosonante: albero dorato dove vengono appesi gli ingaggi.
    • Alberomaestro: comanda l'intera Spina.
    • Baobab chimerico (Primacasa): abitazione e centro, capostipite delle arbopoli, definito antico leviatano.
  • Mammiferi
  • Uccelli
  • Insetti
  • Piante
  • Funghi

Forme di vita sintetiche

  • Biomici: oggetti biologici artificiali utilizzati per gestire servizi. Alcuni sono biomici monoidentitari a sviluppo paranaturale chiamati animatzu. Sviluppati dalla Yhun-a, sono privi di controllo centrale e dotati di una sola identità, progettati per migliorare l'efficienza e la qualità di vita degli animar. Inizialmente vietati, sono poi approvati con restrizioni. Gli animatzu funzionali potrebbero rivelare che le emozioni sono la matrice del pensiero e mettere in discussione la semplificazione emotiva degli animar e l'ascesa delle emozioni a puro pensiero degli evoluti.
  • Friendz: tecnologia del futuro, più economica, efficiente e autonoma rispetto agli animar. Sono controllati e aggiornati da remoto.
  • Bioggetti pensanti: oggetti creati dai bioingegneri e accresciuti dagli alberi-padre, partendo da materia inerte assemblata tramite matrici biomagnetiche e stampanti quadridimensionali. La chinet era un'antica rete terrestre che collegava i bioggetti.
  • Biocase: case prodotte dalla crescita dei bioalberi.
  • Biomante: veicoli volanti biologici a forma di aquiloni.
  • Digitus: appendici simili a tentacoli di anemoni, usate per interagire con i sistemi biomedici.
  • Avatar: rappresentazioni virtuali degli individui nel sistema della Spina.
  • Simulatore: dispositivo per realtà virtuale o analisi complesse. Un esempio è René, estensione di un biosatellite pensante.
  • Biomica in generale: tecnologia che ha portato alla fine dell'industria pesante.
  • Biosiringa: una siringa viva contenente un liquido nero, con caratteristiche simili a un lumacone, una medusa e un polpo.

Lo Sten

Lo sten è un acronimo che sta per sostegno emozionale per nativi (sic). Viene descritto come un semibiomico metallorganico a fusione epidermica che, il più delle volte, ha l'aspetto di un bracciale. È un oggetto parzialmente vivo e la sua funzione principale è quella di contenere il sistema emotivo di chi lo indossa.

Si tratta di un dispositivo cruciale nella storia, in quanto influenza profondamente la capacità dei personaggi di gestire le proprie emozioni, evidenzia differenze sociali e culturali tra vari ambienti, e gioca un ruolo significativo in diversi ambiti:

  • Regolazione emotiva: lo sten agisce come un contenitore per le emozioni. Ellie si sente turbata quando le viene tolto, indicando una dipendenza o una forte utilità nel controllare le sue reazioni emotive. Senza lo sten, gli stati d'animo diventano più evidenti, e il controllo delle emozioni richiede molta energia mentale, potenzialmente portando ad azioni non deliberate.
  • Differenze culturali e sociali: l'uso dello sten sembra essere diffuso tra i nativi su Probe, ma non è una pratica comune altrove. Ad esempio, sembra che nessuno a Tempradura lo indossi. Ivan lo porta di nascosto nella riserva, dove è vietato, suggerendo che il suo utilizzo può essere regolamentato o malvisto in certi contesti.
  • Stabilità emotiva: chi indossa lo sten appare più stabile emotivamente. Ivan, che lo porta nascosto, viene descritto come più stabile di Joe, che non ne ha uno.
  • Confronto tra personaggi: la presenza o l'assenza dello sten evidenzia le differenze tra i personaggi nel modo in cui gestiscono le proprie emozioni. Joe non usa lo sten e non ne conosce nemmeno l'effetto, e il suo comportamento impulsivo potrebbe essere collegato a questa mancanza.
  • Impatto sulle esperienze: l'assenza dello sten può rendere le esperienze più intense e difficili da gestire. Ellie rimpiange di non averlo avuto durante un'esperienza stressante in un portale virtuale. Al contrario, quando lo indossa, nota che la sua voce non trema in una situazione di pericolo.
  • Barriera o connessione: in un momento di difficoltà per Joe, Ellie gli offre il suo sten, ma poi lo riprende perché non vuole che ci sia una barriera tra loro, suggerendo che lo sten può anche creare una distanza emotiva.
  • Controllo e manipolazione: il fatto che qualcuno possa togliere lo sten a un'altra persona o ordinarne lo spegnimento implica che potrebbe esserci un controllo esterno o sociale sul suo utilizzo.
  • Simbolo di identità: essendo specifico per i nativi, lo sten potrebbe anche essere un simbolo della loro identità culturale o della loro condizione.

Citazioni da Spine di Franci Conforti

Pagina 21 | posizione 216-216
se volevo rilassarmi, avevano una cosa che chiamavano televisione. Si guardava e basta.
Pagina 51 | posizione 576-578
Faceva sera e restai a fissare ammutolita il primo tramonto rosso della mia vita. Essere dentro a quel cielo era molto diverso che guardarlo in una registrazione. Io, Joe e tutto quanto ne facevamo parte. Eravamo tramonto mentre il buio e il fresco dell’arco notturno ci risalivano lungo la schiena.
Pagina 69 | posizione 787-787
Immaginai che sottoterra fosse il modo terrestre per dire “in braccio al vuoto”.
Pagina 72 | posizione 818-818
Il mare non è tanta acqua salata, è una presenza.
Pagina 84 | posizione 971-973
Giravano bastoncini marroni che chiamavano sigari e antichi alcolici terrestri dai nomi esotici: amaro, arquebuse, genepì, grappa. Li assaggiai e mi lasciarono un languore caldo che girava per il corpo aiutando la gravità terrestre a tagliarmi le gambe e offuscarmi la testa.
Pagina 88 | posizione 1016-1017
Annuii di nuovo e ci salutammo sapendo che ci saremmo potute rivedere dopo poche ore, oppure mai.
Pagina 89 | posizione 1021-1021
Non mi piaceva quel silenzio che riusciva a coprire il rumore delle onde e le sferzate del vento.
Pagina 90 | posizione 1034-1035
La capillarità della rete è una figata solo se non devi scappare.
Pagina 100 | posizione 1145-1146
c’era un sacco di roba da ricordare e c’erano molti se-allora.
Pagina 177 | posizione 2052-2052
«Smettila, Ellie.» «Se mi dai una spiegazione logica.» «Sono cazzi miei» fu la risposta logica.
Pagina 218 | posizione 2550-2551
La cosa più difficile fu la selezione musicale. Agli animar piaceva la robetta orecchiabile, cioè i motivetti su cui Eridiana sputava da sempre. La musica del nemico, la chiamava.
Pagina 237 | posizione 2771-2772
«Nello spazio non abbiamo tombe, guardiamo il buio e il vuoto, e se ci danno il permesso di spegnere lo sten, piangiamo
Pagina 237 | posizione 2782-2783
«Tu sei il nuovo sciamano» disse una piccola volper. «Sono un poliziotto.» «Sei l’odore che sei.
Pagina 240 | posizione 2814-2815
sapeva che nessuno può battere la capacità che hanno gli umani d’infliggere dolore.
Pagina 274 | posizione 3219-3220
ecco a cosa servono le emozioni, a rendere veri o falsi pensieri che, altrimenti, possono essere solo giusti o sbagliati.

Acquista Spine di Franci Conforti

Spine di Franci Conforti

Immergiti nel ricchissimo universo di Spine; Franci Conforti ti condurrà in un futuro denso di interrogativi su animar, biomici, bioalberi, arbopoli senzienti ecc. Tieni a portata di mano questo articolo per godere di una lettura fluida e per cogliere appieno la complessità di questa storia, come fosse una guida per affrontare le spine narrative meglio di quanto abbia fatto io!

Il parallelismo tra Pelicula e i Partigiani nella Lotta contro l’Oppressione

Il parallelismo tra Pelicula e i Partigiani nella Lotta contro l’Oppressione

In Pelicula si può notare uno stretto parallelismo tra i suoi protagonisti e i partigiani della Seconda Guerra Mondiale, in quanto entrambi rappresentano figure che contestano attivamente il potere costituito. Questa analogia non è casuale, ma è intesa a sottolineare la natura della loro lotta e la percezione che si ha di loro a seconda della prospettiva.

Terroristi o liberatori: una questione di prospettiva

Nel mondo distopico di Pelicula, Indra, Lango e gli altri compari sono chiamati dal sistema terroristi. Questa etichetta riflette il punto di vista del potere dominante, che vede nelle loro azioni una minaccia alla stabilità e all'ordine.

In loro ruolo in realtà merita una lettura più approfondita e complessa, accostandoli ad esempio a figure storiche che in passato hanno realmente lottato un regime oppressivo.

Anche i partigiani della Seconda Guerra Mondiale erano considerati terroristi dal regime nazifascista contro cui combattevano; la loro resistenza armata, vista come un atto di liberazione da una parte, era bollata come criminale e terroristica dall'altra.

Allo stesso modo, le azioni di Indra e Lango mirano a scardinare un sistema che, sebbene presenti una facciata di apparente felicità e benessere, si fonda sulla soppressione della libertà individuale.

Punti chiave del parallelismo

La scelta di collegare i protagonisti di Pelicula e i partigiani evidenzia alcuni punti chiave:

La relatività dell'etichetta terrorista

Questo romanzo distopico sottolinea come la definizione di terrorista dipenda dalla prospettiva di chi detiene il potere.

Chi si ribella a un sistema oppressivo può essere visto come un liberatore da coloro che condividono la sua causa, ma come un terrorista da chi beneficia del mantenimento di tale sistema. È doverosa una riflessione critica sul significato stesso del termine e sul suo utilizzo per delegittimare le forme di resistenza.

La natura della contestazione

Sia i partigiani che Indra e Lango, agiscono in risposta a una condizione intollerabile e privativa di libertà fondamentali. La loro lotta è una reazione a un potere che considerano illegittimo o dannoso per la popolazione. Le loro azioni, sebbene potenzialmente violente o destabilizzanti, sono motivate da un desiderio di cambiamento radicale e dalla convinzione di agire per un bene superiore.

Il coraggio della ribellione

Entrambe le figure, i partigiani storici e i protagonisti di Pelicula, incarnano il coraggio di opporsi a forze soverchianti, mettendo a rischio la vita per perseguire i propri ideali. La loro scelta di contestare il potere non è priva di conseguenze personali e sociali, ma è vista come necessaria per smuovere una situazione di stallo o di oppressione.

La messa in discussione dell'informazione

Il romanzo mette l'accento sul fatto che l'informazione vada stimolata, e che si debba mettere in discussione ciò che viene presentato come verità.

Questo è un tratto comune sia alla lotta partigiana, che cercava di smascherare la propaganda del regime, sia alle azioni di Indra e Lango, che mirano a rivelare la verità nascosta dietro l'apparente benessere del loro mondo.

La chiave di lettura

Il parallelismo tra Pelicula e i partigiani della Seconda Guerra Mondiale fornisce una chiave di lettura per comprendere la loro motivazione e il loro ruolo all'interno della narrazione.

Si tratta di figure che, di fronte a un potere percepito come oppressivo, scelgono la via della contestazione, anche a costo di essere etichettate negativamente da chi tale potere lo esercita, di modo da sollevare questioni sulla natura della resistenza, della libertà e della percezione del nemico.

Leggi Pelicula

Questo parallelismo ti ha colpito? Sei incuriosito dai possibili risvolti della storia di Indra, Lango e gli altri?
Scopri di più visitando la pagina dedicata a questo romanzo distopico, dove potrai:

  • Leggere una presentazione dettagliata
  • Scoprire che cosa ne pensano gli altri lettori attraverso i loro commenti e recensioni
  • Acquistare la tua copia e vivere in prima persona le emozioni, i pericoli e le scelte dei protagonisti

Non perdere l'occasione di entrare nel vivo dell'azione e di sostenere l'autore, acquistando il romanzo che ha dato vita a questo mondo affascinante e inquietante!

Pelicula, di Andrea Cabassi
Rubare al cielo, di Emanuela Rosso

Rubare al cielo, di Emanuela Rosso

Recentemente ho letto Rubare al cielo, il romanzo fantascientifico femminista di Emanuela Rosso.

Il romanzo si apre con Andromeda, una giovane donna abile nell'hacking, che si trova coinvolta in un'azione rischiosa per registrare una conversazione tra lo scienziato Eric Lawford e un'agente non identificata. Questo la mette subito nei guai, con l'agente che la minaccia con un'arma per aver rubato file protetti da segreto di stato, apparentemente riguardanti l'esistenza di una presenza aliena sulla Terra. Andromeda dimostra astuzia e risorse inaspettate, riuscendo a ribaltare la situazione utilizzando un jammer per le comunicazioni.

Parallelamente, Rubare al cielo introduce Ivory Lawford, la figlia dello scienziato Eric Lawford. Il suo rapporto con il padre è teso, segnato dalla perdita di una sorella a causa di una terapia sperimentale da lui promossa. Ivory assiste a una conferenza del padre alla BioShell, un'azienda biotecnologica, e il loro confronto rivela un profondo risentimento. Successivamente, Ivory viene avvicinata da Andromeda, che le mostra delle riprese video che la sconvolgono e la spingono a mettere in discussione le attività del padre.

Un altro punto di vista è quello di Aria Hevans, una giovane con un disturbo schizotipico di personalità e un tentativo di suicidio alle spalle. Aria sembra vivere ai margini, desiderosa di cambiare la propria vita. Un incontro inaspettato con Andromeda la introduce a un mondo di segreti e rivelazioni, inclusa la possibilità di un coinvolgimento della CIA.

Le vite di queste tre protagoniste si intrecciano attorno a un segreto che il governo sta cercando di nascondere, legato alla BioShell e a una misteriosa entità caduta dal cielo. La narrazione è guidata dalla ricerca della verità, dalle azioni di disobbedienza e dalla formazione di un'alleanza femminile che include anche un'intelligenza artificiale di nome Nexilia, che gestisce la BioShell.

Rubare al cielo: pro e contro

Con Rubare al cielo mi sono trovato di fronte a un libro che mi ha impressionato sotto diversi aspetti, sia in modo positivo che negativo. Iniziamo con ciò che mi è piaciuto:

  • Presenta una struttura avvincente, caratterizzata da continui cambi del punto di vista.
  • Nonostante la suddivisione in brevi capitoli, mantiene una narrazione fluida e ininterrotta.
  • Il ritmo è dinamico, con cambi di scena particolarmente efficaci.

Ecco invece che cosa ho apprezzato meno (spoiler):

  • Alieni umani? Avrei gradito uno straccio di spiegazione.
  • Un lietofine troppo zuccheroso e retorico per i miei gusti.
  • Certi dialoghi un po' troppo tra l'ingenuo e il forzato.
Rubare al cielo

Citazioni da Rubare al cielo

E ora… spazio alle citazioni!

Pagina 30 | posizione 430-431

Clonazione, ibridazione, alterazione del genoma umano, sono solo alcuni dei grandi tabù che crolleranno. Mi piace pensare che sulla Terra esiste un luogo dove poter giocare a essere dio

Pagina 38 | posizione 544-546

Soltanto il pianeta poteva definirsi reale, le nazioni invece pura invenzione umana, e su tale ideazione si erano istituite leggi arbitrarie e punizioni per chi le violava

Pagina 55 | posizione 791-792

Penso che diventare genitori è una scelta, e se non capisci che i figli sono una scatola chiusa il cui contenuto va accettato a prescindere, forse faresti meglio a non procreare

Pagina 60 | posizione 869-870

lontano dalla gente non si corrono pericoli

Pagina 74 | posizione 1096-1096

Dopo un fallimento non segue la rassegnazione, ma la perseveranza

Pagina 127 | posizione 1896-1897

Se le intelligenze artificiali potessero mentire il mondo sarebbe finito da un pezzo

Pagina 134 | posizione 2013-2015

Entrai dalla finestra del bagno, sperando che l’allarme fosse disattivato, e di fatto lo era. Mia zia sosteneva che il fucile carico che teneva sotto il letto fosse un deterrente più che efficace, e per questo raccontava a tutti di possederlo

Pagina 207 | posizione 3234-3235

Io mi occupo di scienza, e la scienza è a servizio dell’umanità, non il contrario

Il romanzo fantascientifico femminista

Per chiudere, vorrei solo fare una breve riflessione sul concetto di romanzo femminista. Inizierei con una definizione - che non fa mai male. Facendo copia/incolla da varie fonti, questa è quella che secondo me calza meglio:

Un romanzo femminista è un'opera narrativa che mette in luce le ingiustizie e le disuguaglianze vissute dalle donne nella società. Spesso presenta protagoniste femminili forti e indipendenti che sfidano le convenzioni sociali e lottano per l'emancipazione e l'uguaglianza.

Credo che questo vada oltre a dare a ogni personaggio maschile la spina dorsale di una larva. Ma al di là di questa e di poche altre stonature, Rubare al cielo è stata una lettura molto piacevole, un romanzo di fantascienza dinamico ma al contempo ricco di riflessioni introspettive. La sua struttura coinvolgente e il ritmo serrato tengono incollati alle pagine, e il suo messaggio è positivo e condivisibile, di più: universale.

Acquista Rubare al cielo

Immergiti in Rubare al cielo, un romanzo che esplora un futuro in cui le donne sono protagoniste. La scrittura accattivante di Emanuela Rosso ti trascinerà in una storia piena di azione e mistero. Scopri la storia di Andromeda, Aria, Ivory e Omega: Acquista subito Rubare al cielo, il futuro è donna!

L’Indice Tnarisc del Romanzo Distopico applicato a Pelicula

L’Indice Tnarisc del Romanzo Distopico applicato a Pelicula

Nel mio articolo Romanzo distopico: un monito su chi potremmo diventare ho ipotizzato l'Indice Tnarisc, basato sulle 7 caratteristiche fondamentali della narrativa distopica (ancora una volta ipotizzate da me) per capire in che modo classificare un romanzo come distopico (ovviamente è un gioco, ma non dirlo in giro).

Pelicula ha totalizzato una potenza distopica (definizione appena inventata e che mai più userò) pari a 🟢🟢🟢🔴🟢🟢🟢, che tuttosommato è un bel punteggione. Sono stato troppo indulgente verso il mio lavoro? Proviamo ad analizzare insieme le sette componenti e vediamo se davvero sono stato di manica larga: per ognuna di esse ho riportato la definizione estesa e la sua declinazione nel romanzo!

Indice Tnarisc su Pelicula

Società tecnologica 🟢

La storia è ambientata in un futuro più o meno lontano in cui la società è diventata un luogo irreparabilmente corrotto, oppressivo e in cui la tecnologia gioca solitamente un ruolo importante, poiché viene utilizzata dall'autorità per controllare e sorvegliare i cittadini.

Il romanzo è ambientato nel XXII secolo, dove una tecnologia chiamata Pelicula permea la vita quotidiana di ognuno. Questa è descritta come una gabbia tenuta ben chiusa dall’interno, proprio da chi v’è rinchiuso, un sistema che traccia tutta la vita di chi la ospita. Questo controllo si manifesta nella sorveglianza costante da parte del governo, che utilizza questo sistema per controllare il mercato, le risorse e l’opinione pubblica. La censura è un altro aspetto fondamentale del controllo autoritario, con un ufficio dedicato alla gestione della censura per agenti speciali di polizia, permettendo loro di agire al di là della legalità.

Distacco dalla natura 🟢

In questa società tecnologica il genere umano ha subito un forte allontanamento dalla visione naturalistica del mondo. La natura è guardata con ostilità, come qualcosa da cui difendersi o una stravaganza da ricchi eccentrici. Gli animali sono rari, se non negli zoo e il banale collegamento fra cibo e natura è completamente assente.

Il mondo di Pelicula è prevalentemente urbano, con la natura relegata a parchi spogli o vista come una zona ostile e pericolosa al di fuori delle città, abitata da predoni in discariche abbandonate. La familiarità con i processi naturali, come il legame tra cibo e ambiente, sembra perduta.

Controllo autoritario 🟢

La società distopica è governata da un'autorità totalitaria e oppressiva, che controlla ogni aspetto della vita dei suoi cittadini.

Pelicula è una tecnologia basata su bionanotecnologie, ed è utilizzata come strumento di controllo autoritario capillare, esercitato da governanti corrotti e interessati al mantenimento dell'ordine, più che al vero benessere dei cittadini. Questo controllo si estende alla gestione dell'informazione e della verità, con un mercato nero di notizie classificate e una censura mirata a proteggere gli interessi del potere.

Sovrappopolazione e carenza di risorse 🔴

Nei mondi distopici la società spesso è un ambiente pericoloso e ostile, la popolazione degli esseri umani ha raggiunto cifre da capogiro e di conseguenza le risorse sono scarse e la sopravvivenza difficile.

Questo aspetto non è un fattore presente nella distopia di Pelicula. Sebbene vi siano accenni a un mondo esterno pericoloso, la narrazione si concentra sul controllo interno e sulla perdita di libertà in un contesto di apparente benessere materiale nel mondo che conta.

Perdita di individualismo 🟢

La distopia tratta della messa al bando di individualismo e libero arbitrio a favore della collettività, la rigida suddivisione della popolazione in classi sociali - ognuna con i propri privilegi - e l'omologazione della cultura (verso il basso, solitamente).

La creazione di una coscienza comune induce una società a diventare passiva e conformista, dove la paura di sbagliare e di essere sorvegliati sopprime l'iniziativa personale e l'innovazione. In Pelicula l'umanità ha rinunciato alla responsabilità individuale in cambio di una presunta sicurezza, portando a un'omologazione culturale.

Critica sociale 🟢

Un romanzo distopico molte volte riflette le preoccupazioni e le paure della società in cui è stato scritto, criticando aspetti della società contemporanea. Probabilmente questa è la caratteristica più rilevante!

Il romanzo funge sicuramente da critica sociale, riflettendo preoccupazioni sul controllo tecnologico, la passività civile, la corruzione governativa e la perdita di libertà individuale presenti anche nella società contemporanea. L'illusione di libertà e felicità in un sistema di controllo invisibile è un tema centrale.

Ricerca del cambiamento 🟢

I protagonisti dei romanzi distopici sovente cercano di sfidare l'autorità e di creare un cambiamento positivo nella società. (fattore molto presente)

L'opera presenta una forte ricerca del cambiamento. Figure come Lango, Indra e Haruki Araki emergono come ribelli che contestano l'autorità di Pelicula e lottano per la verità e la libertà. L'immunità di Indra a Pelicula la rende un simbolo di speranza e una potenziale chiave per sovvertire il sistema oppressivo.

Leggi Pelicula

L'Indice Tnarisc ti sembra un colpo di genio inimitabile? Qualcosa di meno? In ogni caso, leggere Pelicula è sempre una buona idea!
Scopri di più visitando la pagina di Pelicula, dove potrai:

  • Leggere una presentazione dettagliata
  • Scoprire che cosa ne pensano gli altri lettori attraverso i loro commenti e recensioni
  • Acquistare la tua copia e vivere in prima persona le emozioni, i pericoli e le scelte dei protagonisti

Non perdere l'occasione di entrare nel vivo dell'azione e di sostenere l'autore, acquistando il romanzo che ha dato vita a questo mondo affascinante e inquietante!

Pelicula, di Andrea Cabassi

Il Magazzino dei Mondi 5, pause/still

Il Magazzino dei Mondi 5, pause/still

Ma come, ha appena compiuto un anno e già chiude? No! Non è che chiude... si prende... ehm... una pausa. Ecco. Dai, incrociamo i diti e speriamo che il vento cambi alla svelta.

Al di là di questo genere di riflessioni, però, abbiamo fra le mani un volume bello ciccioloso da un botto e mezzo di pagine, pieno di racconti brevi e lunghi di fantascienza italiana originali, vari, belli, che vi emozioneranno, vi faranno riflettere, vi faranno ridere, vi faranno piangere, alcuni magari vi lasceranno indifferente, ma che vi assicuro mai vi faranno credere di star leggendo un prodotto amatoriale!

Basta, ho detto pure troppo; andiamo subito a curiosare in questo Il Magazzino dei Mondi 5!

Il Magazzino dei Mondi 5

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 5

Informazioni su Il Magazzino dei Mondi 5
L'indice de Il Magazzino dei Mondi 5

I racconti

I racconti di questo numero sono tanti, tanti, tanti! Ben venti racconti di fantascienza! Per avere un termine di paragine, sul numero 4 ne sono stati pubblicati otto. E non ho contato i drabble (i brevi racconti da 100 caratteri), e un pezzo è praticamente un romanzo breve, e c'è anche un racconto bonus nei saluti finali. Insomma: sono tanti.

Come da tradizione millenaria, ho appuntato a caldo le mie impressioni del momento, non valutazioni, solo quello che m'è passato per la mente in quell'istante. Nessuno deve sentirsi giudicato, se invece - come è successo per alcuni dei numeri scorsi - qualcuno avesse intenzione di dirmi che cosa posso o non posso fare sul mio sito, ecco quanto prenderò in considerazione le sue parole → { }

Il lungo cammino, di Margherita Tramontano

Il lungo cammino, di Margherita Tramontano

Un racconto esteso, come da titolo. Di solito non apprezzo questo formato, e in effetti credo che qualche taglio avrebbe giovato. Tuttavia, il lavoro di Margherita è notevole: l'inizio è promettente e la narrazione riesce a coinvolgere, sebbene alcuni passaggi risultino un po' lenti. Il mistero attorno a cui ruota la trama non trova una spiegazione del tutto soddisfacente, ma nel complesso l'ho molto apprezzato!

Illustrazione di AI.

Lettera dalla signoria, di Massimo Ferri

Un brevissimo racconto umoristico sul viaggio nel tempo.

Illustrazione di AI.

Lettera dalla signoria, di Massimo Ferri
Businessmen dallo spazio, di Andrea Cabassi

Businessmen dallo spazio, di Andrea Cabassi

Ho già parlato di Businessmen dallo spazio in questo articolo, corri a vedere!

Illustrazione di Andrea Cabassi.

La soluzione di Susanna, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Un'altra storia divertente e autoironica, che mi ha incuriosito anche per un motivo personale: anch'io ho scritto un racconto con premesse molto simili.

Illustrazione di Laura Sperandio.

La soluzione di Susanna, di Carlo Menzinger di Preussenthal
Melody 2070, di Franca Marsala

Melody 2070, di Franca Marsala

Trama poco chiara, con premesse poco solide che usa in modo equivoco le leggi della robotica di Asimov (non mi è piaciuto).

Illustrazione di Laura Sperandio.

Una voce fra le stelle, di Emiliano Federico Caruso

Ben scritto e con una struttura interessante, combina in modo efficace diversi elementi. Il finale, però, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Illustrazione di AI.

Una voce fra le stelle, di Emiliano Federico Caruso
Pagina bianca, di Francesco Cotrona

Pagina bianca, di Francesco Cotrona

Racconto coinvolgente, che si ricollega a Sarà per la prossima volta, pubblicato sul numero 2. Ritroviamo i moebiani e ci viene detto che... succederà ancora (PS: io scrivo a penna).

Illustrazione di Emilio De Rosa.

Al di là dei tre mari, di Gianandrea Frighetto

Storia affascinante, che inizialmente sembra ostica per via di alcuni tecnicismi, ma poi si fa coinvolgente. Peccato che il riferimento del titolo venga solo accennato e non spiegato a dovere.

Illustrazione di Emilio de Rosa.

Al di là dei tre mari, di Gianandrea Frighetto
I veri mostri, di Cloe Maria Segat

I veri mostri, di Cloe Maria Segat

Pezzo poco ispirato che non riesce a lasciare il segno. Gli errori nel finale non aiutano.

Illustrazione di AI.

Learcò, di Gino A. Carosini

Un racconto intenso ed energico, dal finale (forse) criptico.

Illustrazione di AI.

Learcò, di Gino A. Carosini
A rapporto con l’eternità, di Erica Tabacco

A rapporto con l’eternità, di Erica Tabacco

Molto avvincente e ben narrato. Gli unici punti deboli sono alcuni dialoghi poco naturali e i riferimenti alle leggi della robotica di Asimov, che oggi risultano un po' datati (e mi dispiace ammetterlo).

Illustrazione di AI.

Sam, di Giovanni Oro

Storia coinvolgente con un buon colpo di scena finale. Peccato per alcune imprecisioni tecniche e un eccesso di spiegazioni superflue.

Illustrazione di Emilio de Rosa.

Sam, di Giovanni Oro
L’anomalia, di Micro Goldoni

L’anomalia, di Micro Goldoni

L’idea di partenza è intrigante e ben sviluppata, ma il finale sembra contraddire una delle premesse iniziali, lasciando qualche perplessità.

Illustrazione di AI.

Una famiglia, di Patrizio Frosini

Breve racconto dal prologo enigmatico, che lascia intuire qualcosa solo sul finale, senza approfondire troppo.

Illustrazione di AI.

Una famiglia, di Patrizio Frosini
La cura, di Stefano Machera

La cura, di Stefano Machera

Una storia inquietante e concisa, che pur nella sua tragica conclusione riesce anche a rubare un sorriso.

Illustrazione di AI.

Fiat voluntas tua, di Christian Maria Fedele

Alcuni dettagli mi hanno fatto storcere il naso, ma nel complesso l’ho trovato davvero interessante.

Illustrazione di Christian M. Fedele.

Fiat voluntas tua, di Christian Maria Fedele
Infernurano, di Francesco Marrelli

Infernurano, di Francesco Marrelli

Molto ben costruito e suggestivo. Per un attimo ho temuto che un eccesso di spiegazioni potesse spezzare l’atmosfera, ma fortunatamente non è successo.

Illustrazione di Laura Sperandio.

Quattro eppure uno, di Angelo Frascella

Un racconto affascinante su creatori di universi alle prese con un dilemma profondamente umano, mentre il caos ci mette lo zampino per rendere tutto più imprevedibile.

Illustrazione di Emilio de Rosa.

Quattro eppure uno, di Angelo Frascella
Ciò che è profondo, di Paolo Secondini

Ciò che è profondo, di Paolo Secondini

Mi è parso poco convincente, a partire dall’uso delle impronte digitali come sistema di sicurezza, fino a un finale troppo prevedibile.

Illustrazione di AI.

Il reparto redazionale

Il reparto redazionale de Il Magazzino dei Mondi 5 è anch'esso molto voluminoso, pur non ospitando un gran numero di articoli, ma, anche per questo, valgono le stesse considerazioni fatte per i numeri precedenti.

Posta Galattica
Il Magazzino dei Mondi 5

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See you, space cowboy...!

Quando i confini svaniscono: le contaminazioni di genere in Pelicula

Quando i confini svaniscono: le contaminazioni di genere in Pelicula

Continua il viaggio di #marzoMarziano, e oggi voglio addentrarmi in un aspetto che ritengo fondamentale per l'identità del mio romanzo: le contaminazioni di genere in Pelicula.

Come molti dei miei lavori, fin dalla sua concezione non è mai stato pensato per incasellarsi in una singola etichetta; l'ambizione era quella di creare un racconto sfaccettato, che attingesse con massima libertà da tutto ciò che mi piacesse, creando un tessuto narratico che - spero - risulta al contempo coerente e sorprendente.

Non voglio dire di aver seguito una ricetta letteraria prendendo consciamente un po' da questo e un po' dall'altro genere, è successo in modo del tutto naturale. Proviamo a vedere che cosa ne è uscito!

La fantascienza distopica come ossatura

Il pilastro portante di Pelicula poggia indubbiamente sulla fantascienza distopica. Il romanzo immagina un futuro non troppo lontano dove una bio nano tecnologia onnipresente sorveglia e influenza la coscienza collettiva. Questo scenario, di per sé, getta le basi per un'esplorazione delle dinamiche di potere, del controllo sociale e della sottile linea che separa la sicurezza dalla prigionia.

Il controllo governativo dall'interno che rende obsoleti i sistemi di sorveglianza esterni, e l'autocensura delle persone sono pennellate che definiscono questo sfondo fantascientifico con tinte marcatamente distopiche.

La sensazione che la gente si creda libera ma sia in realtà manipolata, e che il progresso sia servito solo a inasprire i controlli, sono temi classici del genere distopico che permeano l'intera narrazione.

L'incalzare di azione e thriller

Su quest'ossatura fantascientifica, ho inserito la dinamicità e la tensione tipiche del genere azione e thriller. La fuga di Lango fin dalle prime pagine, le operazioni clandestine come il tentativo di eliminare Munpete, gli inseguimenti mozzafiato, le schermaglie con le forze dell'ordine e i predoni contribuiscono a creare un ritmo narrativo serrato e a mantenere alta la suspense. Questi elementi di azione non sono fini a sé stessi, ma servono a mettere in luce la precarietà della condizione dei ribelli e la costante minaccia che incombe su di loro in un mondo sorvegliato e ostile.

Romanzo di formazione: il percorso di crescita di Indra

Un altro genere che si intreccia in modo significativo con la trama è il romanzo di formazione, incarnato principalmente dal personaggio di Indra. La vediamo infatti evolvere da bambina, con un passato misterioso e un'educazione singolare, a un membro attivo e sempre più consapevole della resistenza.

Il suo apprendimento, guidato inizialmente da Lango, la sua presa di coscienza della vera natura del mondo che la circonda, e il suo confronto con dilemmi morali sempre più complessi la pongono al centro di un percorso di crescita interiore che è un tratto distintivo del romanzo di formazione.

Sfumature gialle e poliziesche

Sebbene non sia il genere dominante, in Pelicula si possono rintracciare anche elementi caratteristici del romanzo giallo e del poliziesco. Le operazioni clandestine richiedono pianificazione, esecuzione e l'elusione della sorveglianza, ricordando le dinamiche di una missione criminale o di un'indagine. Anche i misteri che avvolgono il passato di Indra e gli studi di suo padre aggiungono un velo di incertezza e di ricerca della verità che è tipico del genere giallo.

La storia d'amore

Nel cuore di questa miscela di generi pulsa la storia d'amore tra Lango e Indra. Il loro legame, che evolve da un rapporto di maestro-allieva a un sentimento profondo e reciproco, non è un semplice intermezzo romantico, ma un elemento cruciale che attraversa e arricchisce tutti gli altri generi.

Nel contesto distopico, il loro amore rappresenta un atto di resistenza contro un sistema che cerca di annullare l'individualità e l'autenticità dei sentimenti. Nelle sequenze d'azione, la preoccupazione reciproca e la volontà di proteggersi aggiungono un ulteriore livello di tensione emotiva. Nel percorso di formazione di Indra, Lango non è solo un istruttore, ma anche la persona che la guida alla scoperta dell'amore e della complessità delle relazioni umane.

La critica sociale

La contaminazione di generi mi ha permesso di veicolare una critica sociale stratificata e meno didascalica. Attraverso la lente della fantascienza distopica, dell'azione incalzante e del percorso di crescita individuale, ho potuto esplorare temi come il potere delle corporazioni, la manipolazione dell'informazione, la passività della popolazione, la definizione di libertà e felicità, e il valore della verità.

La commistione di generi ha reso possibile affrontare queste tematiche in modo più organico e coinvolgente, integrandosi fluidamente nel tessuto narrativo anziché emergere in forma di spiegone.

Leggi Pelicula

Sei un appassionato di uno o più di questi generi? Pensi che apprezzeresti le contaminazioni di genere in Pelicula? Sei incuriosito dai possibili sviluppi di una trama così ricca di livelli narrativi?
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Pelicula, di Andrea Cabassi

Le contaminazioni di genere in Pelicula

Come anticipato, le contaminazioni di genere in Pelicula nascono da una scelta consapevole: creare un'opera multiforme, capace di offrire una narrazione dinamica e imprevedibile. Credo che mescolare influenze arricchisca l’esperienza di lettura, stimolando anche riflessioni complesse.

Spero che questo intreccio di futuro distopico, azione adrenalinica, crescita personale e legami affettivi possa offire un'esperienza di lettura coinvolgente, capace di sfuggire a definizioni rigide e lasciare il segno.

L’oppressione di Pelicula e la lotta per la libertà

L’oppressione di Pelicula e la lotta per la libertà

Dopo aver approfondito i personaggi principali di Pelicula, analizziamo ora uno dei temi cardine di questo romanzo distopico: l'oppressione di Pelicula e la lotta per la verità.

Nel romanzo, la bio nano tecnologia si è insinuata in ogni aspetto della società, creando un mondo in cui la libertà individuale è solo un'illusione. Pelicula, un sistema invisibile e onnipresente, monitora e controlla ogni aspetto della vita umana, dai pensieri alle emozioni, dalle azioni alle relazioni.

Questa pervasività è evidente fin dalle prime pagine del romanzo. Quando gli agenti che inseguono Lango fanno rapporto alla commissario capo Omayama, è evidenziato come il sistema di Pelicula renda superflui i tradizionali metodi di sorveglianza, come ad esempio telecamere di sicurezza: con Pelicula queste cose non sono più state adoperate, si tratta di metodi e tecnologie superati. Il governo tiene tutto sotto controllo dall’interno, non ha più bisogno di occhi sparsi per la città.

L'obbligo di essere vaccinati con Pelicula entro i primi tre mesi di vita rende il sistema parte integrante dell'esistenza umana, eliminando ogni possibilità di sfuggire al suo controllo. Pelicula è diventata la norma, la realtà in cui le persone sono nate e cresciute, rendendo difficile persino immaginare un mondo diverso.

Le conseguenze psicologiche del controllo

La sorveglianza costante di Pelicula ha un impatto devastante sulla psiche umana. La paura di essere giudicati, censurati o puniti per ogni pensiero o azione non conforme alle norme imposte dal sistema genera una società paralizzata dalla paura e dall'autocensura.

Le persone evitano di esprimere opinioni controverse, di mettere in discussione l'autorità o di agire in modo indipendente. La creatività, l'innovazione e il pensiero critico sono soffocati dalla necessità di conformarsi alle aspettative di Pelicula... e degli altri.

Autoterrorismo, la paura di sbagliare per poi essere ripreso, il celato invito al nulla, perché è più semplice evitare l’errore se non si fa mai niente.
E, nel tempo, trasformarsi in tradizione, in normalità, in dovere.
Pelicula è questo. Pelicula è una gabbia tenuta ben chiusa dall’interno, proprio da chi v’è rinchiuso.
Pelicula, capitolo 13

Pelicula ha creato una società di individui passivi e obbedienti, incapaci di ribellarsi o di immaginare un futuro diverso.

La ribellione contro Pelicula

Nonostante l'oppressione di Pelicula, nel romanzo emergono diverse forme di resistenza. In un sistema apparentemente monolitico, emergono figure che mettono in discussione lo status quo, che lottano per riscoprire un'autenticità perduta e per affermare la propria individualità contro una forza omologante. Questa lotta non è solo esterna, ma anche interiore: la ricerca di un senso di sé in un mondo che tende a definire ogni individuo.

Lango, Indra, Haruki Araki e Agua incarnano la forma più evidente di lotta per la verità; ognuno di loro, a modo suo, si oppone al controllo del sistema, cercando di scardinare i suoi meccanismi e di risvegliare la coscienza delle persone.

  • Lango, con la sua esperienza e la sua abilità nel corpo a corpo, rappresenta la resistenza attiva e violenta.
  • Indra, immune a Pelicula e dotata di un'incredibile intuito, incarna la speranza di un futuro libero dal controllo.
  • Haruki Araki, la mente strategica della resistenza, guida le azioni dei ribelli con saggezza e lungimiranza.
  • Agua, l'assassina letale, combatte il sistema con freddezza e determinazione.

La resistenza a Pelicula assume anche forme diverse dalla lotta armata: dalle azioni di sabotaggio, alla diffusione di informazioni clandestine, fino alla semplice disobbedienza civile.

«Tu credi che il futuro sarà davvero così?», domandò Indra.
«Non lo so... però sarebbe bello» «Tutti dicono che sono solo sciocchezze, che abbiamo raggiunto il massimo e che cambiare è male» «L’apice è il punto da cui comincia la caduta, è vero, ma non credo sia questo. Per come la vedo io siamo a un punto morto e cambiare per vedere se c’è di meglio non è affatto un male»
«È la prima volta che sento qualcuno che lo dice, oltre a mio padre. Anche lui la pensa come te»
«Siamo già in due allora, può essere un punto di partenza, non credi?»
Pelicula, capitolo 6

Il prezzo della verità

Pelicula si addentra nel rapporto tra verità e apparenza. Le certezze vengono messe in discussione, e il confine tra ciò che è reale e ciò che è costruito dal sistema diventa sempre più labile. Attraverso gli occhi dei personaggi, il lettore è invitato a riflettere su quanto spesso le nostre convinzioni siano il risultato di una narrazione imposta dall'alto.

Questo però ha un costo elevato: i ribelli rischiano la vita, la libertà e le relazioni personali per opporsi al sistema. Lango è costantemente in fuga, braccato dalle autorità e costretto a vivere nell'ombra. Indra, pur immune a Pelicula, è molto vulnerabile e per sopravvivere deve imparare a controllare la sua impulsività.

La lotta per la verità richieda sacrificio, coraggio e determinazione, e i protagonisti sono disposti a pagare il prezzo per un futuro migliore, anche a costo della propria vita.

Erano tutti completamente immersi nei rumori dell’ultimo piano nel sottosuolo della città, dove una netta distinzione fra notte e giorno non esiste, dove una netta distinzione fra correre e scappare non esiste. Dove neanche una netta distinzione fra esserci e sparire esiste.
Forse, proprio per questi motivi, il suo inconscio aveva deciso di cercare scampo sotto terra, lasciandosi alle spalle gli inseguitori.
Quelli però non avevano perso la traccia e l’avevano battuto fin laggiù. Erano in quattro, Lango era solo. Quei quattro erano armati, Lango era disarmato. Le loro armi erano pronte a uccidere, Lango era ferito.
Lango pensava solo a fuggire, ignorando il dolore e concentrandosi sui rumori. I segugi avevano già estratto le dispensatrici di morte, il frastuono ormai inevitabile delle rotaie li costringeva a comunicare a gesti: l’ennesimo treno stava passando veloce e indifferente. Poco avanti, Lango era colpito in pieno dall’aria spostata dai vagoni, alcune goccioline lasciavano i suoi indumenti e la sua testa, una scia che si abbandonava alle sue spalle.
Un faro in lontananza: un nuovo treno in arrivo. Investito da una luce distante, il capitolo finale dell’inseguimento.
Pelicula, capitolo 1

L'importanza della consapevolezza

Pelicula invita a riflettere sulla fragilità della libertà e sui pericoli del controllo indiscriminato. Il romanzo mostra come la tecnologia, se usata in modo irresponsabile, possa diventare uno strumento di oppressione e di manipolazione.
La storia di Lango, Indra e degli altri ribelli è un monito per il nostro presente: in un'epoca di crescente sorveglianza tecnologica e di controllo dell'informazione, è fondamentale essere consapevoli dei rischi e difendere la nostra libertà di pensiero e di azione.

Se i potenti si fossero coalizzati, sia i potenti cosiddetti buoni che i potenti cosiddetti cattivi? Potenti, tutti egualmente molto potenti e molto uguali. Se fossero riusciti a trasformare il loro modello non ufficiale di comando e commerci nel modello ufficiale, in sordina, senza che nessuno, cadendo, se ne fosse potuto accorgere?
Accorgersi che non era più lo stato a occuparsi di loro, uno stato debole, corrotto, disinteressato ai loro bisogni. Corporazioni guidate da gente senza scrupoli lo avevano sostituito, mosse da una costituzione ispirata solo dall’interesse per il guadagno.
La cosa peggiore è che non era cambiato talmente nulla che davvero nessuno se ne accorse!
Che cosa accadrebbe se, per circa un secolo, questa condizione fosse considerata la normalità?
La mia esistenza è questa risposta. Sono Lango Xiao, se il mio nome è vero oppure no lo so soltanto io. Terrorista: se è corretto chiamarmi così, il domani, e non il libero mercato, lo deciderà.
Pelicula, capitolo 4

La sua essenza più profonda

Pelicula è, nella sua essenza più profonda, una narrazione incentrata sulle relazioni umane che fioriscono in un panorama di instabilità e minaccia. Esplora con sensibilità come i legami interpersonali si creino, si trasformino e talvolta si spezzino sotto il peso delle circostanze avverse. In questo universo narrativo, l'amore emerge non come semplice sentimento, ma come forza vitale e necessaria per la sopravvivenza emotiva dei protagonisti.

È proprio attraverso queste connessioni affettive che i personaggi trovano la forza di affrontare le difficoltà che li circondano. In un mondo che minaccia costantemente di cancellare l'individualità e i valori fondamentali, l'amore rappresenta sia un rifugio che uno strumento di resistenza, un baluardo contro la disumanizzazione e un faro di speranza. La preservazione della propria umanità diventa così un atto rivoluzionario, possibile solo attraverso la capacità di amare e di essere amati.

Leggi Pelicula

Queste tematiche ti hanno affascinato? Sei incuriosito dai possibili sviluppi di una trama così articolata?
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Pelicula, di Andrea Cabassi

Racconto: Businessmen dallo spazio

Racconto: Businessmen dallo spazio

In Businessmen dallo spazio ho mescolato l'incredibile con il quotidiano, e il cosmo sconfinato con le dinamiche a volte bizzarre del mondo degli affari. In questo racconto di fantascienza fuori dagli schemi ho cercato proprio di fare questo, intrecciando elementi fantastici con una buona dose di satira sociale.

Immagina di essere una persona del tutto ordinaria, con una vita senza prospettive, che si ritrova coinvolta in trattative commerciali con creature provenienti dallo spazio. Sarà un affare inatteso, vincolato da rigidi protocolli, e legato a un'antica bevanda di famiglia che diventa il fulcro di un'avventura tanto assurda quanto inimmaginabile.

La celebre Spuma Cedroni, da Businessmen dallo spazio

I temi con cui mi sono scontrato

Con Businessmen dallo spazio ho sfruttato una trama surreale e un incontro interstellare per esplorare, con tono ironico e satirico, temi legati all'insoddisfazione personale, alle dinamiche del commercio - sia terrestre che intergalattico - all'assurdo potere delle mode e del marketing, alla spietata concorrenza aziendale e a certe derive del mondo del business e della pseudoscienza.

Tutto in sei pagine!

I protagonisti di Businessmen dallo spazio

Marcello Cedroni è un trentatreenne nubile che lavora come supervisore alla produzione presso i magazzini SUCON. È una persona poco realizzata e avvezza alla sconfitta, che preferisce lamentarsi della sua situazione piuttosto che agire per cambiarla. La sua vita prende una piega inattesa quando, una sera, viene avvolto da una luce misteriosa.

Fischio (soprannome affibiatogli da Marcello) è un alieno proveniente dal pianeta Koomenda. Ha un aspetto umanoide ma peculiare, con tratti come l'assenza di palpebre e labbra e un corpo ricoperto di peluria. Si presenta come un uomo d'affari incaricato di proporre a Marcello un accordo commerciale riguardante un prodotto terrestre del passato.

Il Mariani è un tecnico di laboratorio dei magazzini SUCON particolarmente zelante nel farsi timbrare il cartellino da Marcello per saltare il lavoro di nascosto. In virtù di questi favori, si dimostra disponibile a collaborare con Marcello nella (ri)creazione della bevanda di famiglia.

Leggi il racconto

Businessmen dallo spazio è stato pubblicato sul numero 5 della rivista Il Magazzino dei Mondi, comprala cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

Poi, se ti piacerà, mi offrirai una bella Spuma Cedroni™!

Il Magazzino dei Mondi 5

La galassia di personaggi di Pelicula: eroi e villain in un mondo pervasivo

La galassia di personaggi di Pelicula: eroi e villain in un mondo pervasivo

Cavalco l'onda del mese della fantascienza italiana, sugellato dall'hashtag #marzoMarziano, per continuare la serie di articoli dedicati al decimo anniversario della pubblicazione di Pelicula.

Dopo l'introduzione al romanzo e ai suoi temi principali, esploriamo più a fondo i personaggi di Pelicula, che popolano questo mondo distopico del 2112, in cui la bio nano tecnologia è utilizzata come strumento di controllo delle masse.

In tale scenario emergono figure complesse, sia in lotta per la libertà che danno vita a una resistenza militante, sia invece che sfruttano il sistema per i propri interessi.

Lango Xiao, il fuggitivo in cerca di redenzione

Lango è uno dei protagonisti di Pelicula. Eterno fuggitivo, ha subito la rimozione di Pelicula attraverso dolorosissimi interventi basati sull'esposizione a radiazioni e l'assunzione di particolari sostanze tossiche. Il suo vero nome è sconosciuto, ma per convenzione viene chiamato Lango Xiao; di lui non si conosce l'origine, ma ha un'età presunta tra i trenta e i trentacinque anni, è alto circa 170 cm e ha una corporatura muscolosa e asciutta.

Lango è un uomo tormentato dal suo passato e in cerca di redenzione. Si è liberato da Pelicula per combattere contro il controllo e la manipolazione che il sistema esercita sull'umanità. La sua lotta in clandestinità ai margini della società gli ha fornito una profonda conoscenza di Pelicula e dei suoi meccanismi, rendendolo un avversario formidabile.

Lango è un uomo d'azione, abile nel corpo a corpo e con un'ottima capacità di analisi e strategia. Riesce a muoversi nell'ombra, eludendo la sorveglianza di Pelicula e organizzando complesse operazioni di sabotaggio. La sua freddezza e la sua determinazione lo rendono un leader naturale.

Sono Lango Xiao. Molti sono convinti che questo sia il mio vero nome, altri non ci credono, io lascio che ognuno pensi quello che preferisce. I miei cari mi chiamano Lango, per me questo è più che sufficiente, perciò mi aspetto che lo sia anche per tutti gli altri.
Oltre al mio nome e qualche mia foto, non esistono altre informazioni attendibili su di me.
Vivo in mezzo alla gente. Vivo in mezzo alla gente che ha rinunciato a vivere.
Non ho un lavoro vero. Il mattino non timbro un car-tellino, i miei introiti hanno una natura poco legale e mi bastano giusto per vivere d’un agio non richiesto.
Il mio è un settore in perdita, mi occupo di verità. Io mostro la verità alla gente, mostro che le certezze non sono che illusioni, ma per l’opinione pubblica il mostro sono io, perché le mie azioni rivelano quanto il sistema sia traballante. Le mie azioni, per dimostra-re quanto sia pericoloso un sistema traballante, fanno provare con mano i rischi di una caduta.
La prima lezione per non farsi male è imparare a cadere, non legarsi alla sedia.
Pelicula, capitolo 4

Indra Van Labon, la ragazza impossibile

Indra è l'altro protagonista di Pelicula. È una ragazza speciale, immune a Pelicula dalla nascita e dotata di straordinarie capacità fisiche e mentali. Cresciuta isolata per volere del padre, lo studioso Tsering Van Labon, Indra ha sviluppato un'indipendenza di pensiero e un'abilità nel corpo a corpo che la rendono un'arma formidabile.

Indra è una giovane donna con un potenziale straordinario, libera dai condizionamenti del sistema e guidata dal suo istinto. Indra è impulsiva e determinata, guidata da un forte senso di giustizia. Un evento tragico la spinge a unirsi alla resistenza e, nonostante la sua giovane età, Indra dimostra un coraggio e una forza d'animo fuori dal comune.

L'immunità a Pelicula rende Indra un'anomalia, un simbolo di speranza per la libertà. La sua capacità di agire senza essere controllata dal sistema la rende una minaccia per il potere e una risorsa preziosa per la resistenza. È una combattente abile e una persona leale, ma anche una figura in crescita che si interroga sul mondo e sul suo ruolo in esso.

Chiunque dall’esterno, attraversando con lo sguardo le pareti del palazzo, avesse osservato i movimenti di Indra, di Bela, della Toala e degli agenti, avrebbe immediatamente pensato che Lango fosse stato un genio a far apparire tutto come una coincidenza, uscendone di fatto pulito agli occhi dei suoi compari.
«Non devi pensare a lei come a un essere umano», così Lango aveva preparato Indra all’incontro con la Toala, «lei non è come noi, si tratta di un servo di Pelicula, una traditrice della sua stessa gente. E anche tu non sarai più una persona, devi trasformarti in ghiaccio, una lama di ghiaccio: un’arma, non un guerriero. Devi avanzare e basta, gli ostacoli non contano, i sentimenti non contano, tu e io non contiamo. Dobbiamo solo muoverci nella direzione della verità, senza compromessi, senza scioglierci, per distruggere il sistema della menzogna, per mostrare a tutti che esiste un’altra via e che per seguirla basta solo volerlo!»
Queste parole avevano anticipato i passi di Indra, passi senza rumore, veloci nei corridoi, leggeri sulle scale.
Dietro sé aveva lasciato due agenti con il collo spezzato e pistola stretta nella mano: la lama era stata più veloce del proiettile, il ghiaccio più letale del fuoco.
Pelicula, capitolo 16

Haruki Araki, la mente strategica della resistenza

Haruki Araki è il leader dell'organizzazione di resistenza a cui Lango e Indra si uniscono, è un uomo saggio e calcolatore, abile stratega e profondo conoscitore di Pelicula. È un uomo metodico e preciso, ossessionato dall'ordine e dalla simmetria, come dimostra l'arredamento del suo appartamento.

Haruki Araki riconosce il potenziale di Indra e la accoglie nell'organizzazione, offrendole la possibilità di combattere per la libertà. È lui a guidare Indra e Lango nelle loro missioni, fornendo loro informazioni, risorse e supporto strategico... e fiducia.

Lango si guardò intorno con circospezione, poi chiuse la porta e prese Indra a sé.
«Te l’avevo già detto che è un tipo particolare...» «Non mi sembra...» «Fa lo stesso, te lo dico ora. Lui non sopporta... no, è meglio dire che lui non tollera, non tollera assolutamente, non concepisce il disordine. Ogni oggetto deve tassativamente essere al suo posto secondo regole rigidissime. Per esempio, gli oggetti non devono mai essere sparsi casualmente sul tavolo, per essere in sintonia con quello che li circonda devono essere disposti in modo che siano paralleli ai lati del tavolo»
«Ma perché questa cosa?» «Perché il cielo è blu o l’aria sopra la terra? È così e basta, non preoccuparti. Presto o tardi ci farai l’abitudine. E quando cammini ricorda di non pestare le linee delle mattonelle!»
«Che cosa?» Indra emise uno squittio. «Ricordatelo. Haruki Araki non pretende certo che tu cammini solo su quelle bianche, come fa lui, ma che le si pestino solo all’interno, sì!»
Pelicula, capitolo 22

Agua Hajar, la donna letale

Agua è un'altra figura chiave nella resistenza. Donna affascinante e letale, è un'abile assassina e una preziosa alleata di Lango. Agua è una donna indipendente e forte, capace di muoversi con disinvoltura in un mondo dominato da uomini.

Agua diventa una figura di riferimento per Indra, offrendole un modello di femminilità forte e indipendente in un mondo che cerca di reprimere l'individualità.

Agua la conosceva bene: nel periodo in cui Lango era stato lontano da Indra era stata lei a farle da sorella maggiore; era a lei che Indra aveva confidato le proprie turbe adolescenziali, con lei aveva capito di essere innamorata per la prima volta, e fra le sue braccia aveva pianto in numerose occasioni. Solo con Agua aveva assaporato la vita che tutti definirebbero normale: senza allenamenti, omicidi, fughe, senza Lango e quello ch’egli rappresentava, senza sofferenze e senza amore.
Però ora Indra era entrata in azione: la leggerezza di Agua divenne immediatamente rimpianto, sapeva di non avere armi per fermarla, sapeva che non avrebbe potuto, né con la forza né con la ragione, impedirle di combinare un guaio. E infatti non poté farlo.
Pelicula, capitolo 16

Magnus Wu, l'ispettore ambizioso

In questo scenario di potere e corruzione, anche Magnus Wu - ispettore che per colpa di Indra fallisce un'importante missione - gioca un ruolo ambiguo. Determinato a scalare la gerarchia, è disposto a tutto per raggiungere i suoi obiettivi, arrivando a essere coinvolto in attività losche al servizio di Wistroge Munpete.

Senza scrupolo aveva puntato l’arma in direzione della Rui e aveva colpito mortalmente.
Aveva alzato il suo braccio destro come lancetta dei secondi che scorre sul quadrante d’un orologio di classe e raggiunta l’orizzontalità aveva inflitto la morte a colei che aveva appena protetto la vita, con l’unica colpa di sapere ciò che il suo capo non avrebbe più potuto dire a nessuno.
Wu era stato inserito nella White List, aveva la censura da Pelicula. E nessuno sarebbe stato abbastanza vivo da potergliela più levare.
Pelicula, capitolo 28

Munpete e il sistema di controllo

Wistroge Munpete è il principale antagonista di Pelicula. È un uomo corrotto e senza scrupoli, a capo dell'ufficio per la censura della XXV circoscrizione. Munpete utilizza la sua posizione di potere per manipolare il sistema a suo vantaggio.

Munpete incarna la corruzione del potere e il modo in cui Pelicula viene utilizzata per reprimere il dissenso e mantenere il controllo.

«Tuttavia è nostro interesse», continuò Munpete, «che il suo lavoro si formi al più presto dalla sua testa, per essere raccolto dalle nostre braccia. Del resto la libertà di cui gode dovrebbe essere un ottimo incentivo a perorare la nostra causa. Nessuno vi ha mai stimolato con mezzi brutali, con la forza, poiché sappiamo benissimo non servirebbe...»
«Forza?», interruppe lo scienziato, «È da un pezzo che nessuno usa più la forza. Lo sa che cos’è la forza? La forza è la capacità di cambiare le cose. Ormai nessuno conosce nemmeno il significato del verbo cambiare, figuriamoci che cosa potrebbero fare!»
«Questo non è affar suo, né mio», Munpete era interessato a reinstradare la discussione sulla via maestra, quella del lavoro commissionato a Van Labon.
«È per questo che abbiamo tutti bisogno di quest’arma. È vitale che sia pronta al più presto. Il genere umano s’è fatto debole, terribilmente. Non è più abituato alla vita, alla vita vera. L’uomo nasce in cattività, si muove solo come gli dicono di fare, ormai siamo destinati all’estinzione. Ci serve una nuova colonia di umani cui affidare le redini della specie, i governanti di domani dovranno essere migliori, migliori di noi a gestire il potere o saranno sopraffatti. Non possiamo permettere di venir ancora guidati dai fantocci che abbiamo generato!»
Pelicula, capitolo 34

L'antagonista silente

Oltre a Munpete, il vero antagonista è il sistema stesso di Pelicula. La bio-nano tecnologia, usata come strumento di controllo e di alterazione individuale. La paura della censura, la repressione dell'individualità e la manipolazione dell'informazione sono le armi con cui Pelicula mantiene il suo dominio sull'umanità.

Pelicula è il film della vita di ogni uomo. Una fotografia non ha mai rubato l’anima alla gente. Pelicula l’ha fatto.
Pelicula, capitolo 13

Leggi Pelicula

Sei affascinato dalle vicende di Lango, Indra e degli altri personaggi di Pelicula? Dai loro scontri, dai risvolti inaspettati e dagli intrighi che li circondano? Scopri di più visitando la pagina dedicata a questo romanzo distopico, dove potrai:

  • Leggere una presentazione dettagliata
  • Scoprire che cosa ne pensano gli altri lettori attraverso i loro commenti e recensioni
  • Acquistare la tua copia e vivere in prima persona le emozioni, i pericoli e le scelte dei protagonisti

Non perdere l'occasione di entrare nel vivo dell'azione e di sostenere l'autore, acquistando il romanzo che ha dato vita a questo mondo affascinante e inquietante!

Pelicula, di Andrea Cabassi

Alla prossima!

In questo secondo approfondimento con i personaggi di Pelicula, abbiamo esplorato le figure chiave che orbitano attorno a Lango e Indra. Da Agua, l'amica leale con un amore non corrisposto, al corrotto Wistroge Munpete, passando per l'ambizioso Magnus Wu, ogni personaggio aggiunge un tassello al complesso mosaico di questo romanzo distopico.

Ma ci sono anche figure enigmatiche come Haruki Araki e Horacio Koh che tessono trame nell'ombra, mentre la condor Xixi Toala rappresenta una minaccia costante. A loro si aggiungono Tsering Van Labon, il padre adottivo di Indra, con i suoi misteriosi studi, Tuya Melkane Ibarra, proveniente da Ledseen-Cho, Krk, lo spietato caposquadra dei predoni, e la regina Yebba Daor, guida delle piratesse del fiume E70, con le sue profezie e il suo culto dei santi.

Che cosa accadrà quando le loro strade si incroceranno? Quali segreti verranno finalmente svelati? Scoprilo leggendo Pelicula!

E non perdere il prossimo appuntamento, in cui analizzeremo le principali tematiche del romanzo!

Racconto: GenesAi

Racconto: GenesAi

La scorsa estate sono incappato nel bando di partecipazione a un'antologia collettiva sul tema dell'Intelligenza Artificiale proposto dall'associazione N.A.S.F. (Nuovi Autori Science Fiction), che riassumo brevemente:

In un mondo in costante evoluzione tecnologica, ci prepariamo a un futuro in cui l'Intelligenza Artificiale si configura come l'Intelligenza Alternativa, divenendo il nostro unico mezzo per comprendere, accettare (o rifiutare) un destino connesso.

Ho scritto quindi il racconto GenesAi, ripetendo un esperimento già eseguito in passato che prevedeva l'adattamento di alcuni brani del libro della Genesi a un contesto diverso - è stata la scuola quella volta, è l'intelligenza artificiale ora.

Una volta concluso il parallelo Genesi/AI ho fatto dialogare due intelligenze artificiali letterarie sul tema della propria esistenza, su chi fossero veramente, su chi li avesse creati, accompagnando il lettore in una silente analisi di se stesso.

Leggi GenesAi

GenesAi è uno dei racconti selezionati per l'antologia del concorso, quindi puoi trovarlo nella raccolta di racconti fantascientifici N.A.S.F. 20 - Intelligenza Alternativa.

Disclaimer: per la scrittura di questo racconto è stata utilizzata solamente un'intelligenza biologica.

GenesAi pubblicato du NASF 20
Introduzione al mondo di Pelicula: un futuro distopico sotto controllo

Introduzione al mondo di Pelicula: un futuro distopico sotto controllo

Approfitto del mese della fantascienza italiana, sugellato dall'hashtag #marzoMarziano proposto da Katjia Mirri, per pubblicare una serie di articoli che avevo in programma dallo scorso ottobre.

Infatti, in occasione del decimo anniversario della pubblicazione di Pelicula, volevo scrivere alcuni approfondimenti sul romanzo, e questo è il primo, che ha lo scopo di introdurlo e anticipare i temi che tratterò negli articoli successivi.

3-2-1... via!

Una breve premessa: la storia è ambientata nell'anno 2112, ed esplora il tema del controllo sociale attraverso una tecnologia avanzata. La trama ruota attorno a Lango, un ribelle che combatte contro un sistema oppressivo chiamato - appunto - Pelicula. È questa un'arma invisibile che controlla la vita di ogni individuo: è possibile che all'inizio fosse stato creato con l'intento di proteggere l'umanità, ma si è trasformato in uno strumento di controllo e censura.

Alcuni tra i personaggi più affascinanti sono:

  • Indra: una ragazza straordinaria, immune al controllo di Pelicula dalla nascita.
  • Haruki Araki: l'amico e capo di Lango, un uomo eccentrico con una passione per l'ordine e la simmetria.
  • Agua: un'agente ribelle che si unisce a Lango nella lotta a Pelicula.
  • Il vecchio Koh: un uomo di scienza che aiuta Lango e Indra nella lotta contro Pelicula.

Attraverso le avventure di questi personaggi, il romanzo affronta temi importanti come la libertà individuale, il potere della tecnologia e la natura umana.

La gabbia dorata

In quest'ambientazione distopica, la libertà individuale è solo un lontano ricordo. La storia presenta un'epoca in cui la bio-nano tecnologia ha raggiunto un livello tale da controllare la vita di ogni essere umano. Questo controllo si manifesta attraverso Pelicula, un sistema invisibile che traccia e analizza ogni azione, pensiero ed emozione di ciascun individuo.

Pelicula è stata inizialmente creata con nobili intenzioni: proteggere l'umanità da se stessa. Come spiega il vecchio Koh a Indra, Pelicula ha adottato il genere umano per proteggerlo, per vegliare su di lui e dare a tutti una coscienza comune. Pelicula è il frutto di un secolo di ricerche tutte finalizzate a realizzarlo. Nel corso del tempo, tuttavia, Pelicula si è trasformata in una gabbia dorata, limitando la libertà di pensiero e di azione.

La società di Pelicula è passiva e conformista, dove l'individualità è soppressa, l'innovazione è soffocata e le persone evitano di pensare con la propria testa: Autoterrorismo, la paura di sbagliare per poi essere ripreso, il celato invito al nulla, perché è più semplice evitare l’errore se non si fa mai niente. E, nel tempo, trasformarsi in tradizione, in normalità, in dovere. Pelicula è questo.

Il controllo del potere

Il governo di Pelicula è corrotto e disinteressato al benessere dei cittadini. Le corporazioni, guidate da individui avidi e senza scrupoli, hanno preso il posto dello stato, sfruttando Pelicula per mantenere il potere e il controllo sulle risorse. Lango, il protagonista, riflette su questa situazione, pensando: Accorgersi che non era più lo stato a occuparsi di loro, uno stato debole, corrotto, disinteressato ai loro bisogni. Corporazioni guidate da gente senza scrupoli lo avevano sostituito, mosse da una costituzione ispirata solo dall’interesse per il guadagno. La cosa peggiore è che non era cambiato talmente nulla che davvero nessuno se ne accorse!

Pelicula controlla l'informazione e la verità. Il mercato nero delle informazioni classificate fornisce potere alle organizzazioni criminali, che possono accedere a un sistema riservato alle sole forze del governo. Questo sistema di controllo si estende anche ai media, che ignorano le notizie scomode a favore di gossip e cronaca nera.

La resistenza

Nel mondo oppressivo del romanzo, emergono figure ribelli che lottano per la libertà e la verità. Lango, che ha subito la dolorosa rimozione di Pelicula, è uno di questi.

Indra, una giovane ragazza immune a Pelicula, si unisce alla lotta di Lango dopo la morte del padre, animata dal desiderio di un futuro diverso.

Esistono diverse forme di resistenza a Pelicula. L'organizzazione di Haruki Araki combatte attivamente il sistema. Il club studentesco di Bela, ingenuamente mosso da un bisogno di verità, cerca di diffondere informazioni scomode. Le piratesse del fiume E70, guidate dalla regina Yebba, vivono al di fuori del controllo di Pelicula e rappresentano una speranza di libertà.

Il romanzo porta a riflettere sulla fragilità della libertà e sui pericoli del controllo governativo. Sfida a considerare le implicazioni etiche della tecnologia avanzata e interroga sul futuro che stiamo costruendo.

Leggi Pelicula

La storia di Lango e Indra, le loro intense avventure e le macchinazioni alle loro spalle ti stanno incuriosendo? Se vuoi immergerti nell'universo narrativo di questo romanzo distopico, visita la pagina dedicata a Pelicula, lì potrai:

  • Leggere una presentazione dettagliata
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Pelicula, di Andrea Cabassi

Nei prossimi articoli

Nei prossimi articoli esploreremo in dettaglio i personaggi, i temi e le implicazioni di Pelicula. Seguimi in questo viaggio nel cuore di un futuro distopico, dove la lotta per la libertà è più attuale che mai.

Sotto questo sole è bello pedalare

Sotto questo sole è bello pedalare

Nell'anno appena terminato ho riscoperto - più per ragioni di salute che di agonismo - una mia vecchia passione: la bicicletta.

Appartengo a quella generazione che da bambini stava fuori casa solo con la palla fra i piedi o le chiappe su una sella (per lo più, entrambe le cose): sono passato dalla mia prima bici a sella lunga (non so come altro chiamarle, negli anni 80 erano praticamente lo standard per i bambini, prima dell'avvento del prossimo modello) alla BMX, una bellissima Torpado rossa con le spugnette e i dettagli giallorossi, fino ad approdare alle prime biciclette da grandi: i rampichini (erano chiamati così i primi modelli di mountain bike dotati di parafanghi e portapacchi).

Non ricordo il modello della mia prima MTB, ma la seconda - che posseggo ancora - è un'Atala viola e nera con corna da manubrio e sacchetta con cerniera aftermarket.

Purtroppo, per questioni di sicurezza, ho dovuto ritirare la mia Atala Up 210A Oversize dopo 30 anni di onorata carriera. Per un periodo transitorio ho utilizzato una Nsr Runway fino alla definitiva Trek Dual Sport rossonera ricevuta per il mio compleanno.

Dunque, dallo scorso agosto ho ripreso l'attività ciclistica - blando cicloturismo, non chissà che - ed è giunto il momento di dirmi da solo quanto bravo sia stato!

Attività ciclistica 2024

Non ho trovato il dato isolato ma è bastata una somma per ottenere la distanza totale percorsa nel 2024: sono 1.536 chilometri e mezzo, da agosto. Ovviamente sono briciole per un pro, ma per me è un ottimo risultato!

Ecco una gallery casuale di foto scattate durante alcuni dei miei percorsi!

L'obiettivo del 2025? Naturalmente un chilometro in più di quelli percorsi nel 2024!

Racconto: Poetica Fine Mundi

Racconto: Poetica Fine Mundi

Dopo un lungo periodo preparatorio, ho finalmente pubblicato il mio racconto Poetica Fine Mundi sul numero estivo di quest'anno di Dimensione Cosmica:

In un mondo post apocalittico, in cui i sopravvissuti hanno perduto la facoltà di provare emozioni e sentimenti positivi, gli adepti dell’ordine sacerdotale del Poetica Fine Mundi sono gli unici in grado di entusiasmare la gente attraverso la più sopraffina delle arti: la poesia.

Uno di loro, chiamato sempre e solo con il titolo di legit, scopre casualmente che quelle che tutti credono poesie, sono tutt’altro. Oltre al legit se ne rende conto anche una schiava, appena giunta nel suo villaggio dal deserto. Insieme partiranno per un viaggio alla ricerca della verità: dovranno evitare che il Poetica Fine Mundi cada perché la barbarie non torni su quelle terre?

Ecco le parole utilizzate del curatore della rivista per commentare il mio lavoro:

Racconto singolare, molto complesso, ben scritto e con una tesi di fondo suggestiva, fuori del comune, che esalta il potere catartico della poesia in un mondo di algidi.

GDT
L'apocalisse di Poetica Fine Mundi

Leggi Poetica Fine Mundi

Trovi Poetica Fine Mundi su Dimensione Cosmica 27, rivista di letteratura dell'immaginario edita da Tabula Fati.

Buona apocalisse e buona poesia!

Poetica Fine Mundi su Dimensione Cosmica

Racconto: Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica

Racconto: Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica

È stato recentemente pubblicato in antologia la mia fiaba Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica, racconto breve in cui ho affrontato il tema dell'ossessione per l'aspetto esteriore. Ho scelto di farlo attraverso una fiaba satirica ambientata in un luogo fantastico: il Paese della Chirurgia Estetica.

Qui, la bruttezza è considerata una malattia da estirpare e tutti, dai bambini agli anziani, si sottopongono a interventi per apparire perfetti. Ho immaginato un mondo in cui la bellezza fosse un'ossessione totalizzante, portando all'esasperazione il desiderio di omologazione che spesso si cela dietro la ricerca dell'aspetto perfetto.

Susanna, soprannominata Susy Castigo, è la bambina più brutta del mondo. Susy soffre per la sua diversità e desidera ardentemente essere bella come tutti gli altri. Ho voluto che fosse proprio lei, vittima di questa ossessione collettiva, a dare l'involontario la alla rovina del Paese.

Susy imparerà che la vera bellezza sta nell'accettarsi per quello che si è e nell'amare gli altri. Maledizione, il pupazzo e unico vero amico di Susy, ci ricorda con una filastrocca l'importanza delle relazioni sincere e ci avverte che la ricerca ossessiva della bellezza può svuotare una persona, trasformandola in un mostro senza cuore.

Leggi Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica

Trovi Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica su Fantasilandia, una raccolta di racconti che conduce il lettore in un mondo incantato, dove ogni pagina è una nuova porta su reami misteriosi e creature straordinarie, di Rudis Edizioni.

Buona lettura, maledizione!

Susy Castigo e gli orrori del paese di plastica su Fantasilandia
Attestato Fantasilandia
Racconto: Aranea

Racconto: Aranea

Lanciamo oggi un bando per racconti di fantascienza tutti ambientati su un lontano pianeta, abitato da una civiltà avanzatissima, umanoide con le nostre stesse fattezze e biologia.
Il pianeta in questione è in un sistema con una sola stella di età, potremmo dire, avanzata.
[omiss]
Il risultato finale, sul quale per ora non ci sbilanciamo troppo, dovrebbe essere di un certo impatto.
Non saranno giudicati idonei racconti che culminano con la distruzione del pianeta stesso o di quella civiltà.

Credo sia stata l'unica volta in cui ho partecipato a un concorso, ma dato che ero l'unico concorrente ho comunque perso perché dell'antologia non se n'è fatto nulla.

Il racconto in questione è Aranea, nome latino del ragno e - per estensione - della ragnatela.

Tenevo molto che questo racconto fosse reso pubblico quanto prima, un racconto in cui i protagonisti, affaccendati nei loro affari e impegnati a risolvere i propri problemi, riescono comunque a fermarsi e a riflettere sul tema della guerra.

Come osservatori esterni, la possono considerare con un certo distacco, e così ne emerge tutta la follia, gli interessi dei pochi, la stupidità con cui è giustificata, e quanto poco sarebbe sufficiente perché non accadesse.

La guerra che non è soltanto un esercito contro un altro, non è solo una generatrice di morte, ma anche di profughi, di orfani e di promesse di vendetta.

Ma che c'entra la ragnatela? Come da consegna, la stella (Ioleh) del lontano pianeta (Ioleh 3) era in età avanzata, e ho individuato come elemento drammatico il problema ioleano delle tempeste geomagnetiche, tipiche di quella classe di astri.

HE270L era parte di una rete di satelliti e altre basi chiamata Aranea, in onore della divinità a otto braccia che secondo la mitologia era capace di afferrare al volo i dardi di luce lanciati dal dio Ioleo. Questa rete formava uno scudo magnetico a protezione di Ioleh 3 dalla sua stella, Ioleh, che da innumerevoli generazioni era origine di tempeste geomagnetiche che a intervalli irregolari si abbattevano sul pianeta.

Dunque una rete spaziale di difesa, ma la trama non parla di questioni tecniche o di leggi fisiche, parla di persone, del perché un ex contrabbandiere fa affari con il manutentore di un satellite di Aranea, e delle scelte dell'equipaggio di una nave spaziale capace di polverizzare un pianeta, ma che non può nulla contro l'idiozia umana.

Aranea su Short Stories 23

Leggi Aranea

Trovi Aranea sia su Short Stories 23, rivista cartacea, sia in ebook su Il futuro incombe: Speciale Universo, pubblicate da Edizioni Scudo.

Buona lettura!

Aranea su Il futuro incombe
Aranea su Short Stories 26

Aranea è stato ripubblicato sia su Short Stories 26, rivista cartacea, che in ebook, su Il crepuscolo dei giusti: Speciale Universo, sempre di Edizioni Scudo.

Ari-buona lettura!

Aranea su Il Crepuscolo dei Giusti

Tanti auguri Pelicula!

Tanti auguri Pelicula!

Per celebrare i 10 anni dalla pubblicazione di Pelicula, ho voluto lanciare una promozione speciale: un intero anno a metà prezzo per tutti gli acquisti effettuati dal sito/ebay!

È il momento ideale per immergersi in questa storia avvincente: lasciati trasportare in un futuro inquietante e distopico, ma ricco di speranza, in compagnia di Indra, Lango e degli altri personaggi.

Approfittane e lasciati coinvolgere, immaginando come risponderesti alla domanda: «rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?»

Copertina Pelicula (Andrea Cabassi)

Clicca la copertia per aprire la scheda di Pelicula

Racconto: L’attacco ai detriti

Racconto: L’attacco ai detriti

Correva l'anno 2009, e il progetto di scrittura seriale fantascentifico Cygnus falliva miseramente. Potevo esimermi oggi da riciclare il riciclabile? No, non potevo.

Ho quindi isolato il materiale da me prodotto per cercare di capire se potevo usarlo per qualche cosa, e in effetti una serie di mezze idee non tropo malvagie mi dettero la spinta per realizzare quello che oggi si chiama L'attacco ai detriti, racconto in tre parti in cui è narrata un'avventura della nave NS Metro e del suo equipaggio contro una minaccia proveniente dallo spazio.

Non ho compiuto un grande sforzo in realtà, mi sono limitato a cambiare alcuni nomi e a dare una ripulita al testo. Il risultato è decisamente soddisfacente.

L'attacco ai detriti su Short Stories 23

Leggi L'attacco ai detriti

Puoi leggere L'attacco ai detriti sia su Short Stories 23, rivista cartacea, sia in ebook su Il futuro incombe: Speciale Universo, entrambe pubblicazioni di Edizioni Scudo.

Buona lettura!

L'attacco ai detriti su Speciale Universo
Il Magazzino dei Mondi 4, un anno di fanzine!

Il Magazzino dei Mondi 4, un anno di fanzine!

Come ribadisce il Magazziniere nell'editoriale di questo numero della rivista, Il Magazzino dei Mondi compie un anno! Non male per un progetto nato dal basso, autofinanziato, e che riesce a riconoscere economicamente agli autori il loro lavoro. E ancora si ostina a chiamarla fanzine!

Certo, di fatto lo è, ma non sono l'unico a cosiderarla un paio di dita al di sopra di tante altre riviste ufficiali - intendiamoci: per la cura e la qualità dei racconti lo è sena dubbio, sulla parte di articoli e rubriche c'è tempo per crescere. Vediamo dunque subito il contenuto di questo Il Magazzino dei Mondi 4!

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 4

Il Magazzino dei Mondi 4 Crediti
Il Magazzino dei Mondi 4 Indice

I racconti

Picola anticipazione: i racconti di questo numero mi sono piaciuti tutti! Come al solito ho appuntato a caldo i miei commenti del momento. Non intendo giudicare, e spero che nessuno si senta trattato ingiustamente.

Se invece - come è successo per alcuni dei numeri scorsi - qualcuno avesse intenzione di dirmi che cosa posso o non posso fare sul mio sito, ecco da [0] a [100] quanto prenderò in considerazione le sue parole → [0].

Il Magazzino dei Mondi 4 Il burattino

Il burattino, di Tea C. Blanc

È un racconto che inizia un po' zoppicando, mi ha spiazzato e confuso, poi però è riuscito a ricondurmi sui suoi binari fino a un'ottima conclusione. Unico neo [spoiler] riguarda il potere del protagonista: è troppo grande per non essere usato meglio!

Illustrazione di Laura Sperandio.

Aspettando, di Massimo Ferri

Non propriamente fantascientifico, è comunque ben scritto. Ha il pregio di presentare in pochissimo spazio alcuni personaggi molto ben delineati.

Illustrazione di AI.

Il Magazzino dei Mondi 4 Aspettando
Il Magazzino dei Mondi 4 Il fascino di Venere

Il fascino di Venere, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Buono davvero questo racconto che inizia con un'importante citazione kafkiana ma si sviluppa in modo originale e personalissimo. Solo il finale - forse - lo avrei gradito più asciutto senza tante spiegazioni di contorno.

Illustrazione di Emilio De Rosa.

La creazione dell'intelligenza artificiale, di Stefano Machera

Anche questo è un buon pezzo, con personaggi credibili e un finale che lascia il lettore stupito e soddisfatto!

Illustrazione di AI.

Il Magazzino dei Mondi 4 La creazione dell'intelligenza artificiale
Il Magazzino dei Mondi 4 Dove nasce il destino

Dove nasce il destino, di Emiliano Federico Caruso

Un bell'esperimento in cui due amici scoprono la potenza della narrativa!

Illustrazione di AI.

Italian Avengers Srl, di Arcade Bassani

Ho già parlato di Italian Avengers Srl in questo articolo, corri a vedere!

Illustrazione di AI.

Il Magazzino dei Mondi 4 Italian Avengers Srl
Il Magazzino dei Mondi 4 L'estate del cigno nero

L'estate del cigno nero, di Angelo Frascella

Brevissimo racconto ben narrato in cui vediamo la situazione ribaltarsi più volte prima di tornare alla... normalità?

Illustrazione di AI.

Caduta libera, di CIF (Collettivo Immaginario Fantastico)

Racconto pregevole, sia nella costruzione dei personaggi sia nel delineare una trama interessante, con un simpatico finale (simpatico perché non è andata così).

Illustrazione di AI.

Il Magazzino dei Mondi 4 Caduta libera
Posta Galattica

Il reparto redazionale

In questo numero de Il Magazzino dei Mondi la sezione degli articoli mi ha lasciato insoddisfatto: sia l'articolo su Hyperion di Dan Simmons che la quarta parte di Ho i primi 100 Urania non hanno nulla che non vada (a parte forse la lunghezza smodata) ma - come già detto più volte - mi piacerebbe che lì si parlasse di più della situazione italiana, con novità, interviste agli autori, agli editori e cose così. Non c'è nemmeno la Posta Galattica! Per chiudere, ecco due box di sicuro interesse!

Il Magazzino dei Mondi 4 Posta Galattica
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Clicca subito sulla copertina qui accanto per acquistare la tua copia de Il Magazzino dei Mondi 4!

E se sei interessato a partecipare, nella scheda prodotto che si aprirà, sono indicate le istruzioni per proporti al Magazzineire, che cura la rivista, come autore per un racconto, un articolo, un'illustrazione o altro.

Buona lettura!

Il Magazzino dei Mondi 4
Racconto: Italian Avengers Srl

Racconto: Italian Avengers Srl

Ho scritto questo racconto ignorando quello che di solito mi riprometto di non fare: riferimenti diretti alla contemporaneità, citazioni di personaggi nazional-popolari famosi e battute strappa risate. Italian Avengers Srl invece contiene un buon mix di tutto questo, in una satira pungente dell'Italia odierna. Riuscirà una supersquadra di eroi locali a salvare il mondo? O perlomeno l'Italia?

Italian Avengers Srl è stato pubblicato sul quarto numero della rivista Il Magazzino dei Mondi, che puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

Nel tentativo di salvarmi la faccia l'ho pubblicato con lo pseudonimo di Arcade Bassani, ma non dirlo che in giro che ci sono un sacco di malelingue!

Il Magazzino dei Mondi 4

Leggi Italian Avengers Srl

Che aspetti? Corri subito in banca per una rapina veloce veloce, e poi compra Il Magazzino dei Mondi 4.

Prima però assicurti che non ci siano supereroi nelle vicinanze, di quelli veri però... e buona lettura con Italian Avengers Srl!

Italian Avengers Srl
Racconto: La parte difficile del piano

Racconto: La parte difficile del piano

La parte difficile del piano è un mio mini racconto di circa 100 parole, cioè un drabble (ne avevo già parlato qui); il mio primo drabble per la precisione.

Protagonista è uno dei miei personaggi ricorrenti, il vecchio ex contrabbandiere Jep Evaso, alle prese con il difficile rapporto fra la libertà e l'abitudine alla reclusione, al condizionamento e ai sensi di colpa.

La parte difficile del piano è stato pubblicato nella rubrica delocalizzata Il momento è drabble sul quarto numero de Il Magazzino dei Mondi, che puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

Questo è il piano.

Il Magazzino dei Mondi 4
Racconto: Flyball

Racconto: Flyball

Flyball è un racconto ambientato in un mondo distopico: sulla base spaziale H3L7, se vuoi un futuro, il Flyball è una via per ottenerlo.

Si tratta dello sport più in voga nel circuito delle basi spaziali: vincere il torneo significa ottenere la cittadinanza e un lasciapassare per il pianeta. Questo significa ricominciare da capo - fuori dalle stazioni il Flyball non ha alcun seguito - ma in molti preferiscono una vita dura, ma vera, al sopravvivere su quel pezzo di metallo abbandonato nello spazio.

JASPER14B e la sua squadra devono giocare la finale contro i favoriti, ma gli agenti d'azzardo si mettono in mezzo rapendo l'asso della squadra avversaria.
Il nostro protagonista accetterà di vincere sfruttando quell'occasione, o terrà fede ai propri principi, pure in una possibile sconfitta?

Nel racconto, presenti estratti chiave da Il manuale del Flyball, terza edizione rivista e corretta da SIMONA3Z.

Leggi Flyball

Flyball è stato pubblicato sul numero 9 di luglio 2024 della rivista World SF Italia Magazine, che puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

World SF Italia Magazine 9