Racconto: L’anima della guerra

Racconto: L’anima della guerra

Ho colto l'invito di Tea C. Blanc di comporre un drabble per la rubrica Cento parole della webzine Cose da Altri Mondi.

Un drabble è una breve storia composta da 100 parole (può variare di poco a seconda dei contesti). Questa forma narrativa rappresenta una sfida a creare un racconto completo e significativo con una lunghezza estremamente limitata. L'obiettivo del drabble è quello di condensare una trama e trasmettere emozioni e idee in un formato conciso.

Con L’anima della guerra ho fatto muovere alcuni miei personaggi ricorrenti in un racconto dal finale a sorpresa. Se vuoi leggerlo, clicca il pulsante, e se ti va fammi sapere che ne pensi. Buona lettura!

Macchine IA e robot

Macchine IA e robot

Macchine IA e robot è la nuova raccolta estiva Urania di racconti inediti fantascientifici italiani, che quest'anno offre un formato più grande, con 512 pagine al costo di 9,90 euro. Questa edizione annuale, giunta al sesto anno, presenta una novita: il cambio di collana: non più Millemondi ma Urania Speciale, scelta che permetterà una maggiore permanenza sugli scaffali e un formato diverso.

Dopo il Millemondi a tema viaggi spaziali, colonizzazione e primo contatto, questa volta protagoniste sono le macchine pensanti. Macchine, intelligenze artificiali e robot: alleati per migliorare la vita umana o minacce inquietanti per il nostro futuro?

A cura di Franco Forte, la copertina è di Franco Brambilla, con una postfazione di Mauro Gaffo.

Sono riuscito a recuperare il volume a luglio inoltrato, e oggi l'ho terminato. Ecco le mie impressioni a caldo sui racconti, introdotte dalla presentazione del curatore. Lungi da me l'idea di dare un voto, ma con il supporto grafico dell'inquietante pollice-robot, esprimo un giudizio di massima, soggettivo e discutibile.

So che sembra superfluo specificarlo ma, se pensi che la cosa possa offenderti, sei nel posto sbagliato: magari puoi andare a leggere un mio racconto.

Oro alieno, di Cyberscrivens

Cyberscrivens
Oro alieno di Cyberscrivens purtroppo è un elaborato mix di numerose cose che non mi piacciono. Si parte subito con un inciampo alla terza riga, in cui vengono presentati due uomini - scienziati e coloni. Per carità, nessun errore, ma non capivo se fossero due scienziati e due coloni, uno e uno o che altro. Alla fine ho capito che erano entrambe le cose, ma già partire così non mi è piaciuto. Altre cose che di solito non apprezzo: tanti personaggi presentati insieme - che poi tendo a confondere fra loro. Un vasto e rilevante background che viene dato come per scontato ma mai introdotto a dovere, lunghi spiegoni derivati dal punto precedente e un sacco di azione in cui... alla fine credo di aver capito, ma non ci metterei la mano sul laser. Rispecchia insomma quello che è il mio pensiero sul cyberpunk, che però magari per chi apprezza il genere sono tutte cose positive.
Macchine, IA e robot KO

Barben Heimer, di Lorenzo Davia

Lorenzo Davia
Barben Heimer di Lorenzo Davia mi ha convinto in pieno: ben narrato, temi trattati con acume e una buona dose di originalità.
Macchine, IA e robot OK

La lunga notte di Domina, di Davide Del Popolo Riolo

Davide Del Popolo Riolo
La lunga notte di Domina di Davide Del Popolo Riolo si sviluppa in modo interessante e in certi punti inaspettato. Unica pecca: certi dialoghi non molto convincenti, ma nel completto il giudizio è decisamente positivo.
Macchine, IA e robot OK

Subway star, di Paolo Di Orazio

Paolo Di Orazio
Subway star di Paolo Di Orazio è una scrittura molto curata per una storia articolata e ben costruita. Forse l'avrei gradita ancora di più se non si fosse dilungato su aspetti marginali, in ogni caso anche questo è un racconto che val la pena leggere!
Macchine, IA e robot OK

"Un giorno buono per morire", di Irene Drago

Irene Drago
"Un giorno buono per morire" di Irene Drago, che ha le virgolette nel titolo, mi è sembrato molto confuso, credo proprio di non averlo capito. In generale non mi è piaciuto e non ho trovato nessuno stimolo per provare a rileggerlo. Passo!
Macchine, IA e robot KO

Sete, di Simone Loconte

Simone Loconte
Sete di Simone Loconte è l'altro lunghissimo racconto del volume. Alcuni dialoghi - anche qui - non mi hanno del tutto convinto, troppo poco naturali. Per il resto mi sono goduto assai la narrazione dalla prima all'ultima riga. Simone è stato bravo a spargere indizi qui e là, e al momento delle rivelazioni ho avuto l'impressione di esserci quasi arrivato ma di non averci creduto fino in fondo, che poi è il bello del quasi capire come andrà, ma venire comunque sorpreso!
Macchine, IA e robot OK

Hapi, di Ester Manzini

Ester Manzini
Hapi di Ester Manzini è il più scorrevole dei racconti letti fino a questo punto. Ben scritto, ambientazione urbana e contemporanea, ci sbatte in faccia la grande verità che l'imbroglio alla fine non paga.
Macchine, IA e robot OK

Il migliore amico, di Antonella Mecenero

Antonella Mecenero
Il migliore amico di Antonella Mecenero mi è piaciuto tantissimo, a partire dai presupposti che sarebbero gli stessi - o comunque dello stesso stile - che avrei scelto io! Ottima e credibile l'ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi, anche se l'abbondanza di nomi è per me sempre un ostacolo!
Macchine, IA e robot OK

Il grande salto, di Erica Tabacco

Erica Tabacco
Il grande salto di Erica Tabacco è uno fra i racconti migliori, ottima narrazione e una lettura che mantiene alta la tensione. Purtroppo il finale mi ha deluso molto.
Macchine, IA e robot OK

Madre dei vermi, di Flavio Torba

Flavio Torba
Madre dei vermi di Flavio Torba è sata una lettura con tanti punti interrogativi. Mi sono sentito sballottato fin dall'inizio e lungo le sue pagine ho provato emozioni contrastanti di amore/odio. Verso il finale ho creduto di aver trovato il bandolo della matassa, ma mi ero illuso. Concludo avendo compreso quasi nulla di questo racconto.
Macchine, IA e robot KO

Un po' più umani, di Selene Verri

Selene Verri
Un po' più umani di Selene Verri è il pezzo che chiude la raccolta, e purtroppo non lo fa nel migliore dei modi. Un paio di volte ho avuto l'impressione che le pagine fossero state stampate in ordine casuale da tanto ho faticato a seguire la storia!
Macchine, IA e robot KO

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Alcuni racconti non mi sono proprio piaciuti, ma la stragrande maggioranza ha ricevuto invece un bel pollice in su. Solo una considerazione sulla lunghezza dei pezzi: sono tutti molto lunghi... 70 pagine sono una dimensione strana per un racconto. È qualcosa di molto lontano dalla mia idea di racconto, che fa della brevità la sua forza. In ogni caso clicca l'immagine in copertina per acquistare la copia digitale di Macchine IA e robot, mentre il cartaceo lo puoi trovare in edicola!
Macchine IA e robot
Racconti a manovella

Racconti a manovella

Il piano di marcia che prevede la scrittura di un racconto al mese procede a gonfie vele, sono anzi a credito di un racconto per un mese in cui ne ho scritti addirittura due - lo so, non è da me, ma è andata così.

Gli ultimi tre racconti però hanno avuto una genesi diversa dagli altri: li ho pensati e scritti per partecipare a una selezione (una per ognuno di essi) e questo mi ha scombussolato!

Qual è il problema? Ecco il primo: se il tema è troppo restrittivo, ci sono troppi paletti da rispettare per rimanere in topic, e si rischia di cadere nel banale e pensare: Questa cosa l'avranno fatta tutti, non va bene.

Ecco il secondo: se il tema è troppo permissivo e non ci sono limiti ben delineati, si incappa in un problema ancora peggiore: andare off topic di default, perché il topic è impalpabile! Oh, autori di bandi! Non ci pensate a queste cose?

Insomma, sia in un caso che nell'altro mi sono scontrato con il fatto di lavorare a un'idea non mia e non capire bene come fare per ottenere un risultato di qualità. Ammetto che la faccenda dell'uscire dal tema mi preoccupava solo in parte, la vera questione riguardava la progettazione della trama.

Normalmente mi sarei mosso per vie conosciute, e non avrei avuto grosse difficoltà a trovare la strada: in fondo quando lavoro a un'idea mia ho già le idee chiare sui macro avvenimenti.

Qua invece si trattava dell'intersezione fa il tema proposto e una mia idea: in tutti e tre le cose sembravano filare, fino a quando mi domandavo Ma perché questa cosa è così? oppure Questo personaggio può fare questa cosa? e mi faceva impazzire non aver previsto quello sviluppo. Sono tornato tante volte sui miei passi per correggere, tagliare, riscrivere, riprogettare... dico senza vergogna che in uno dei tre casi ho trovato il modo per uscirne solo grazie a una botta di Coulomb (quello delle forze elettrostatiche).

Vabbè, vabbè, anche se con un pizzico di fatica in più, i risultati mi soddisfano parecchio, anche se ho notato che sono tutti più corti degli altri... sarà stato per lo sforzo del concepimento? In ogni caso ecco i titoli dei racconti in questione:

  • Aranea
  • Leonessa Exp
  • IO.ZIP
  • GenesAi
Aranea
Leonessa Exp
IO.ZIP
GenesAi

Noto solo adesso che i racconti sono 4, non 3 come ricordavo... l'avevo detto che 'sta cosa mi aveva scombussolato, no?

Sono candidato al Premio Italia 2024!

Sono candidato al Premio Italia 2024!

Il Premio Italia 2024 è un riconoscimento letterario dedicato al genere fantascientifico, assegnato a opere di narrativa, saggistica, illustrazione e a personalità che si sono distinte nel campo della fantascienza in Italia.

La selezione e la votazione dei candidati coinvolge i membri della comunità fantascientifica italiana, che nominano e votano i lavori e gli autori meritevoli di riconoscimento.

Il premio ha l'obiettivo di promuovere e sostenere la produzione di fantascienza in Italia, dando visibilità agli autori e alle opere che contribuiscono alla crescita e alla diffusione di questo genere.

Rullo di tamburi al plasma, anch'io sono stato candidato in due categorie: Rivista o sito web non professionale per il quipresente sito Anonima Andrea Cabassi e Articolo su pubblicazione amatoriale per La Fattoria degli Animali di George Orwell e le corrispondenze storiche.

Ecco l'elenco completo delle candidature per queste categorie:

Premio Italia 2024 - Rivista o sito web non professionale
Premio Italia 2024 - Articolo su pubblicazione amatoriale

Ora mi piacerebbe lanciare un bel VOTATE! VOTATE! VOTATE! ma non è così che funziona: per votare devi aver partecipato alla convention Italcon o una delle sue affiliate ed esserti fatto accreditare, quindi... aspettiamo e vediamo che cosa succede.

Una cosa però la posso suggerire: le due liste sono piene di link interessanti, e vale di sicuro la pena scoprire dove ci portano!

Racconto: Rapsodia d’autunno con fenicotteri neri

Racconto: Rapsodia d’autunno con fenicotteri neri

Rapsodia d'autunno con fenicotteri neri è un monologo introspettivo sul tema della fine, del cambiamento e dei volatili acquatici.

Il racconto è stato pubblicato nell'antologia Ultime Letture, a cura di Giorgio Sangiorgi per le Edizioni Scudo. Puoi acquistare il volume cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

La prima stesura del racconto risale alla fine del 2018, l'ho distribuita in ebook a pochi intimi e ora il racconto è entrato a far parte di questo singolare volume.

Singolare perché non è una semplice raccolta, i racconti infatti sono racchiusi in una cornice, rappresentata dai protagnisti Giovanni e Fausto, i cui destini li hanno portati a leggere, il primo, e ascoltare, l'altro, un racconto al giorno, un po' come succede per i personaggi di Boccaccio nel Decameron o per Sherazade nel Mille e una notte.

Ultime Letture

Quale miglior modo di presentare il racconto se non lasciar parlare i due protagonisti dopo la lettura, ecco quindi pagina 60 di Ultime Letture:

Ultime Letture, pag. 60

«Ecco... Non ci ho capito un bel niente,» ammisi senza pudore.

Fausto mi fece cenno che doveva bere e lo aiutai, poi mi disse: «Non tutto deve necessariamente essere capito. Almeno razionalmente. Questi sono racconti che usano gli espedienti stessi della poesia. Ti parlano di qualcosa, ti lanciano immagini, per farti comprendere un messaggio che la logica razionale non riuscirebbe ad afferrare. Come un’emozione per esempio. La logica razionale può anche spiegarti da quale ormone è stata influenzata quell’emozione, ma l’emozione stessa non è in grado di capirla veramente; come un fungo non può percepire un quadro di Van Gogh.»

«Mi sa che io sono quel fungo, allora.»

«Non ti è piaciuto?»

«No, non dico questo. Anzi, ciò che mi disturba è proprio che mi è piaciuto anche se non l’ho capito. ... Per te cosa significava? Se si può esprimere a parole...»

«Ti dirò,» fece lui dopo una breve pausa. «Ma è una questione meramente soggettiva... A me ha dato l’impressione di parlare di creature del mondo mentale. Allo stesso tempo pacifiche e malevole. Come idee, luoghi comuni o pregiudizi che si annidano nel nostro cervello impedendoci di vedere le cose come sono realmente.»

«Ma si parlava anche del mondo umano,» dissi come preso da un’illuminazione. «Gli strani rapporti che intercorrono tra noi. Con gli amici, i parenti. Quel sofisticato balletto tra amore vero e desiderio di controllo. Tra sincerità e ipocrisia.»

«E c’era anche un sottile riferimento alla malattia mentale. Un disagio che cova un po’ in tutti noi. Quasi che fossimo sempre su un crinale, quasi ogni santo giorno dovessimo decidere se rimanere “sani” e restare nel consesso umano, o se abbandonarlo e precipitare nel caos dei mondi interiori senza paracadute, senza le conoscenze e le capacità necessarie.»

«Anche tu parli in poesia, ora...»

«Sì, a volte lo faccio... Quando si parla di cose che vanno oltre la razionalità, appunto.»

«Ora mi sa che si è fatto tardi.»

«Hai ragione.»

Leggi Rapsodia d'autunno con fenicotteri neri

Mentre ammiri la vecchia copertina usata per illustrare questo racconto, mi sembra giunto il momento ideale per ricordarti ancora di comprare Ultime Letture e leggere finalmente Rapsodia d'autunno con fenicotteri neri.

Ah, dovevano esserci i fenicotteri, tuttavia puoi iniziare anche in loro assenza.

Rapsodia d'autuno con fenicotteri neri
Racconto: Un pesce non sa cosa vuol dire la sete

Racconto: Un pesce non sa cosa vuol dire la sete

Un pesce non sa cosa vuol dire la sete è una fiaba sognante e allegorica, che narra le vicende nel pesciolino Camillo alle prese con il senso dell'esistenza e le grandi domande fondamentali dei pesci.

Il racconto è stato pubblicato sul sesto numero di Articoli Liberi con il titolo Camillo il pesciolino curioso (ragioni tecniche alla base della modifica). La rivista è uscita proprio oggi, e la puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

La prima stesura del racconto risale al 2010, ma solo recentemente l'ho ripreso in mano per finalizzarlo (puoi leggere qua com'è andata).

So che cosa stai pensando: Trattandosi di una fiaba, siffatto scritto è materia per infanti! E invece no! Si tratta di una fiaba per adulti: si parla di libertà, si parla di disubbedienza, di diversità, e di pesci, naturalmente.

Articoli Liberi #6
Logo Articoli Liberi

Ecco un estratto dell'editoriale:

Articoli Liberi Liberalia

Leggi Un pesce non sa cosa vuol dire la sete

Che cosa aspetti? Compra Articoli Liberi #6 e leggi Camillo il pesciolino curioso, alias Un pesce non sa cosa vuol dire la sete.

E non dimenticare il costume da bagno!

Acqua chiese Camillo
Fantaronco 2023/24: la grande salvezza!

Fantaronco 2023/24: la grande salvezza!

Eccoci puntuali come un orologio - anzi, pure in anticipo - con il riepilogo della stagione fantacalcistica appena conclusa. Anche quest'anno la mia fantasquadra Dinamo Stuparich ha partecipato alla lega si Serie A del Fantaronco, ed è la terza stagione consecutiva nella massima serie!

Anche quest'anno la situazione è stata a lungo compromessa, con moltissime giornate sul filo del rasoio della retrocessione, che però un entusiasmante finale di stagione è riuscito a scongiurare, guadagnando la salvezza con due giornate di anticipo.

Fantaronco 2021/2022 Logo Dinamo Stuparich

L'obiettivo della stagione 2023/2024

Facendo tesoro del fallimentare tentativo della stagione precedente di vincere un trofeo, quest'anno l'obiettivo è stato un cauto migliorare il piazzamento precedente, sempre con un occhio di riguardo alla coppa, i cui passaggi di turno garantiscono un aumento dei proprio posti stadio e, di conseguenza, degli introiti da investire nel mercato.

Dinamo Stuparich (Andrea Cabassi) 2023/2024

Dinamo Stuparich 2023/2024

Com'è andata in campionato

Quest'anno sono arrivato settimo, peggiorando di una posizione il piazzamento dell'anno scorso. Comunque, visto il rischio costante per quasi tutto il campionato di finire nella zona più bassa della classifica, posso dimostrarmi mediamente soddisfatto, soprattutto perché arrivato prima di Mack United. Tiè!

Serie A 2023/2024

Com'è andata al Gran Premio

Il Gran Premio è una competizione cui partecipano le squadre di tutte le leghe (Serie A, B e C), misurandosi sulla somma dei punteggi delle singole giornate di campionato.

Quest'anno ho raggiunto il mio miglior piazzamento di sempre, una gloriosa settima posizione che mi garantisce l'accesso diretto alla prestigiosa Champions FR League per la terza volta consecutiva!

Gran Premio 2023/2024

Com'è andata la Coppa

In coppa ho superato il mio girone senza troppa fatica, ma anche quest'anno, come lo scorso, i sedicesimi di finale sono stati un ostacolo invalicabile.

Coppa 2023/2024

Com'è andata la Champions FR League

Un vero e proprio disastro! Ultimo del girone con un misero punto acquisito nell'ultima giornata, quando l'eliminazione dalla competizione era già matematicamente certa.

Champions FR League 2023/2024

Andrea Cabassi Ringrazia

Anche quest'anno ecco il dovuto ringraziamento a Gianluca e Paolo che si sono impegnati al massimo per portare avanti la baracca, cioè questa qua! Buona fanta-pausa-estiva a tutti!

Il Magazzino dei Mondi 3, con un mio racconto!

Il Magazzino dei Mondi 3, con un mio racconto!

La mia copia personale de Il Magazzino dei Mondi 3
Per Il Magazzino dei Mondi 3, in uscita lo scorso 10 maggio, sono stato selezionato come autore con il mio racconto Radio Trams, ecco infatti il mio nome in quasi prima fila sulla bella copertina realizzata da Dino Marsan, e il timbro in prima pagina nella mia copia per la collaborazione - ne ho ricevuta una sola, non 10... che evidentemente ha un altro significato.
Il Magazzino dei Mondi 3 Copia Collaboratore

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 3

Il Magazzino dei Mondi 3
Il Magazzino dei Mondi 3

I racconti

Questo numero per me è davvero speciale, non solo per la presenza del mio racconto: condividere le pagine di una rivista con tre amici non è cosa di tutti i giorni, e per questo ringrazio e saluto Francesco, Laura e Margherita. Horaaa!

Ho letto con grande interesse tutti i racconti - di cui uno a fumetti - e, come per i primi numeri, ho appuntato a caldo le mie sensazioni. Sono commenti del momento, non intendo giudicare, e spero che nessuno si senta trattato ingiustamente.

Un'altra novità per questo terzo numero è la presenza della rubrica delocalizzata Il momento è drabble, composta da brevi racconti da 100 parole, da cui però ho preferito esimermi dal commentare; forse si tratta di una forma troppo lontana dalla mia idea di narrativa, che comunque nel loro ruolo di riempi pagina rappresentano una buona soluzione.

L'illustrazione per Radio Trams di Emilio de Rosa

Radio Trams, di Andrea Cabassi

Ho recentemente parlato di Radio Trams in questo articolo, mica te lo sarai perso!

Illustrazione di Emilio de Rosa.

Ambra, di Mirco Goldoni

Claustrofobico e inquietante, ha un finale che è una ciliegina sulla torta! Scoprilo, leggendo questo bel racconto ambientato sul lontano pianeta Ambra (o Geliahk?)

Illustrazione di Gino Andrea Carosini.

Ambra
Ireni e rane

Ireni e rane, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Il racconto parte lento e con un tono pesante, prosegue virando al cervellotico, e si conclude in modo... non ho capito se davvero s'è concluso (ancora una volta leggendo CMDP ho l'impressione che mi manchi qualche pezzo, qualche passaggio).

Illustrazione di Laura Pezzoli.

Buio, di Margherita Tramontano

Questo ottimo racconto intriso di filosofia è davvero ben scritto, tiene letteralmente incollati al foglio e in conclusione regala un finale superbo. È la prima volta che leggo un racconto di Margherita, che conoscevo per le sue sillogi poetiche. Davvero una bella sorpresa!

Illustrazione di Nibiru.

Buio
La resa

La resa, di Luigi Valerio

Per un istante ho sospettato potesse svilupparsi in una maniera geniale, ma non è successo. Resta comunque un pezzo interessante, pur nelle sue due sole facciate di lunghezza.

Illustrazione di Diego Salucci.

Click, di Patrizio Frosini

Un altro racconto breve che si lascia leggere con partecipazione.

Illustrazione di Gino Andrea Carosini.

Click
Estrazioni del lutto

Estrazioni del lutto, di Gino Carosini e Marco Mastroianni

Si tratta del primo esperimento di un racconto a fumetti nella rivista. Sintetico nello svolgimento e molto statico nello sviluppo.

Del perché suonano gli antifurto, di Francesco Cotrona

Racconto divertentissimo in cui continua la tradizione dell'autore di far proferire improperi a personaggi maestosi. Un po' Douglas Adams, un po' Terry Pratchett (mica cotics)!

Illustrazione di Emilio De Rosa.

Del perché suonano gli antifurto
Quanto vale un secondo?

Quanto vale un secondo? di Massimo Ferri

Questo racconto ci mette tutti in guardia in maniera divertente da moderni alchimisti e affini!

Illustrazione di Nibiru.

Dottore, per favore, potrebbe uccidermi? di Emiliano Federico Caruso

Per tutto il suo svolgimento, questo scritto si porta appresso la promessa di un finale rivelatore, che alla fine non delude le aspettative!

Illustrazione di Nibiru.

Dottore, per favore, potrebbe uccidermi?
Posta Galattica

Gli articoli

Il reparto redazionale de Il Magazzino dei Mondi 3 ospita una lunghissima intervista a Dino Marsan, autore delle prime tre copertine della rivista, l'analisi del bel film Arrival e la terza parte di Ho i primi 100 Urania. Per chiudere in bellezza, è tornata la Posta Galattica!

Compra il Magazzino!

Clicca sulla copertina qui accanto per acquistare la tua copia de Il Magazzino dei Mondi 3. Nella scheda che si aprirà sono indicate anche le istruzioni per proporre al curatore della rivista un racconto, un articolo, un'illustrazione o altro.

Buona lettura!

Il Magazzino dei Mondi 3
Racconto: Radio Trams

Racconto: Radio Trams

Il racconto Radio Trams parla di un adolescente alle prese con una tecnologia... intelligente. Opportunità o minaccia?

Radio Trams è stato pubblicato sul terzo numero della rivista Il Magazzino dei Mondi, in uscita proprio ieri, che puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

Scritto fra ottobre e novembre 2023, l'ho pensato appositamente per proporlo alla rivista, ecco quindi un'ambientazione nostrana, espliciti riferimenti alla società e alla cultura di massa italiana e richiami all'immaginario collettivo dei giovini della Generazione X.

Questa la facciata; il tema di fondo è la critica alla nostra dipendenza da una tecnologia di cui quasi mai capiamo la vera sostanza.

Il Magazzino dei Mondi Numero 3
Radio Trams di Andrea Cabassi

Ecco l'estratto dell'editoriale che parla del mio racconto:

Estratto dell'editoriale de Il Magazzino dei Mondi # 3

Leggi Radio Trams

Che aspetti? Compra Il Magazzino dei Mondi #3 e leggi Radio Trams! Prima, se vuoi, puoi sbirciare la galleria che segue, con alcuni cimeli, la bellissima illustrazione di Emilio De Rosa, eccetera eccetera ancora. Buona lettura!

Radio Trams di Andrea Cabassi
Mi presento, il mio nome è G. Hand & 774

Mi presento, il mio nome è G. Hand & 774

Può anche capitare che un racconto nasca quasi 20 anni prima di essere ideato. Può essere per via di una nota, uno schizzo, un'idea che resta nascosta quasi fino alla fine e poi... zac! Ecco che esce e il racconto si sviluppa sotto forma di parole scritte.

È quello che è successo a Verit Olulus 5, racconto di fantascienza scritto a febbraio in cui il personaggio che dà il la alla storia proviene da un disegnino risalente al 2007 (ho stimato questa data perché sul retro del foglio era stampato un racconto di Matilde danza sulla riva). Eccone la presentazione e il disegno in questione:

Fu questione di un paio di secondi, e dalla capsula apparve quello che doveva essere l’ologramma di un volto umano. O quasi. La pelle di quel viso era rugosa, di un colore innaturale tendente all’arancione scuro, come la corteccia di ciliegio, su cui un ciuffo impomatato, da nero, assumeva i riflessi del blu. Il suo sorriso era ampio e bianchissimo, circondato da labbra sottili e sovrastato da un naso a dir poco sfuggente, come fosse stato appiccicato lì alla bell’e meglio. Lo sguardo era celato da due piccole lenti scure, rettangolari, mentre del vestito era visibile solo il collo della camicia, che doveva essere ben abbondante, ma l’ologramma era tagliato e fuoriusciva dallo spazio visivo.
Verit Oculus 5, estratto

(Ammazza se disegno male!)

Il Gands

Chissà a che cosa pensavo mentre disegnavo il prototipo di G. Hand & 774, chissà come ha fatto quel foglietto a tornare da me dopo tanti anni, chissà se ho fatto altri disegnini che vale la pena recuperare, e chissà dove sono. Si tratta di un mucchio di quesiti che probabilmente rimarranno irrisolti, mentre l'unica certezza al momento è che i Verit Oculus 5 sono il 25% più accurati dei Verit Oculus 4!

Avevo bisogno di un’idea esplosiva

Avevo bisogno di un’idea esplosiva

Stavo concludendo il racconto Businessmen dallo spazio e, trovandomi al culmine di una scena d'azione, avevo bisogno di un'idea esplosiva, per chiudere con un degno finale e lasciare tutti soddisfatti.

Non sono il tipo che aspetta l'ispirazione sospirando al tramonto (anche perché l'orario non era adatto) o che si strizza le meningi finché non ne esce spremuta di idea.
Il mio pragmatismo ha avuto la meglio, e quale metodo migliore per un'idea esplosiva se non una miccia?

Idea Esplosiva per BDS

Avrei potuto stupirvi con effetti speciali, ma tutto quel che avevo era un mini cicciolo.

Un racconto al mese leva il medico di… tornese!

Un racconto al mese leva il medico di… tornese!

Avrei potuto stupirvi con una rima prodigiosa, ma ho scelto di restare umile. Anche perché sarebbe stato di cattivo gusto latitare dalla blogosfera come ho fatto nell'ultimo periodo, e poi rifarmi vivo con un titolo sagace e galvanizzante.

Voliamo basso, e spieghiamo tosto il motivo di questa scarsezza nella produzione di articoli: sono piuttosto concentrato nella scrittura di nuovi racconti. Nuovi perché prima che li scrivessi non esistevano, ma anche perché è nuovo l'approccio alla scrittura che sto adottando.

Innanzitutto sto mantenendo un ritmo, cosa che non avevo mai sperimentato prima. Fino a poco tempo fa, un racconto nasceva da un pensiero che elaboravo prima nella mia mente, e che buttavo su carta quando avevo abbastanza buone idee per svilupparlo a dovere. Insomma, un modo un po' estemporaneo per lavorare!

Ora, quando elaboro uno di questi pensieri, non mi ci butto a capofitto, ma lo metto da parte, assieme ad altri che ho avuto prima, così ho una specie di serbatoio da cui attingere quando voglio iniziare un racconto nuovo.

Bacheca

In secondo luogo, nonostante abbia sempre detto che prediligo il racconto breve, questi racconti non sono così brevi... o meglio, non sono nemmeno lunghi, solo che non sono brevi come quelli che scrivevo prima. Ho fatto due calcoli, e ho appurato che i nuovi racconti sono mediamente lunghi il triplo dei vecchi! Come è stato possibile? Ecco che entra in gioco il terzo elemento cruciale di questa nuova fase di scrittura: la pianificazione!

Storyboard

Prima ancora di iniziare a scrivere la prima riga, disegno un diagramma di flusso con l'intera descrizione della trama. Questa operazione per me è utilissima: separare la fase di macro scrittura da quella di micro scrittura mi ha rivoluzionato completamente la fase creativa. Portarle avanti in parallelo non è mai stato semplice per me, per quelle che sono le mie caratteristiche, invece lavorarci a una per volta mi permette di focalizzarmi meglio su ognuna di esse.

Altra nota: sono tutti racconti di fantascienza (soft per lo più)! Ho pensato che fosse strano non avere una degna produzione di racconti del mio genere preferito, e visto che ho pure avuto la possibilità di pubblicarli in riviste del settore, ho puntato alle stelle (è una metafora fantascientifica).

Questo mese sono partito un po' in ritardo - ho dovuto mettere mano ad alcuni racconti bisognosi di revisione per presentarli a riviste e concorsi - e al posto del diagramma di flusso ho scritto due colonne di appunti fitti fitti, ma dovrei comunque farcela a mantenere il ritmo di un racconto al mese... più o meno. Scommettiamo?

Un racconto al mese: Businessmen
Il Magazzino dei Mondi 2, continua la fanzine fantascientifica italiana!

Il Magazzino dei Mondi 2, continua la fanzine fantascientifica italiana!

Il Magazzino dei Mondi 2

Che cos’è Il Magazzino dei Mondi 2 e come fare per partecipare l'ho già spiegato qua, quindi passiamo a bomba su questo fantastico secondo numero della rivista, la cui immagine di copertina vintage è più un omaggio agli anni d'oro della fantascienza che altro, perché in realtà i racconti inclusi hanno un sapore molto moderno.

Il Magazzino dei Mondi 2 e 1

La qualità globale si conferma ottima, segnalo solo un disallineamento degli elementi della costa (già corretto nei nuovi numeri 1, che renderà la mia copia di inestimabile valore!) e un pugnetto di veniali errori di battitura.

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 2

Il Magazzino dei Mondi 2
Il Magazzino dei Mondi 2

I racconti

Anche questo numero è stato molto soddisfacente: racchiude per 7/9 racconti di alta qualità, che mi sembra una media del tutto ragguardevole! Come mio solito, riporto le annotazioni che ho preso a caldo alla fine della lettura di ogni brano, sperando di non urtare la sensibilità di nessuno: non è un giudizio agli autori o alla redazione de Il Magazzino dei Mondi 2, ma solo un commento istintivo preso in diretta.

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 1

La vita continua, di Massimo Ferri

Si parte con un bel racconto di Massimo Ferri: La vita continua. Narrazione pulita, un crescendo ben strutturato fino al colpo di scena finale, per nulla scontato. Mi ha ricordato l'episodio Torna da me della prima stagione di Black Mirror.

Il telespettatore, di Giorgio Sangiorgi

Il telespettatore di Giorgio Sangiorgi è un delizioso omaggio all'universo di Star Trek, che ho apprezzato paricolarmente. Teletrasporto!

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 2
Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 3

La casa abbandonata, di Alberto Cecon

Ne La casa abbandonata di Alberto Cecon troviamo un inizio e uno svolgimento generale molto interessante, ma a mio modo di vedere il finale è un po' deludente.

Sarà per la prossima volta, di Francesco Cotrona

Notevole Sarà per la prossima volta di Francesco Cotrona, un racconto lungo e ben strutturato in cui - fra le altre cose - ci spiega [SPOILER ALERT] com'è accaduta veramente l'estinzione dei dinosauri e l'ascesa dei mammiferi sulla Terra [FINE SPOILER].

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Piroghe, di Stefano Culotta

Leggendo Piroghe scopriamo come Stefano Culotta abbia realizzato un bell'esempio di racconto con POV diversi e paralleli, che alla fine... no spoiler! Bene la divisione in capitoli e l'indicazione di quando si passa da un POV all'altro (per nulla scontato).

Vincere il male, di Debora Donadel

Questo Vincere il male di Debora Donadel è un racconto che di fantascientifico ha decisamente poco, in ogni caso non m'è piaciuto, e il finale era telefonato fin dalle prime righe. Se posso essere infinitamente cattivo, direi che almeno dura poco!

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L'ascensione dei macroliti, di Sergio Mastrillo

Mi sono goduto L'ascensione dei macroliti di Sergio Mastrillo dalla prima all'ultima battuta! Un racconto divertente e ben scritto in cui trovano spazio creature dai nomi fecali, dinosauri e Aztechi.

Il misterioso caso del Qoort'ex bianco, di Stefano Machera

Con Il misterioso caso del Qoort'ex bianco di Stefano Machera troviamo un altro racconto breve molto divertente, per di più intriso di italianità, come d originali intenti del sommo Magazziniere, oserei dire. Si capisce subito dove intanda andare a parare, ma si lascia leggere comunque con gusto!

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Le manticore del lago Yoshimoto, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Le manticore ecc. chiude male la sezione narrativa della rivista. Sostanzialmente si tratta di un racconto noioso, con approfondite descrizioni di dettagli irrilevanti, spiegoni, elenchi di termini inventati e un finale che forse avrebbe dovuto lasciare il lettore in uno stato di profonda riflessione.

Gli articoli

Anche ne Il Magazzino dei Mondi 2 ho trovato articoli molto curati (devo rileggere il primo sulla Luna, mi sa che mi sono distratto l prima volta!) incluso lo speciale, tutto interessante; peccato non sia stato riproposto l'angolo della posta galattica, ci contavo!

Varie & eventuali

Clicca sulla copertina qui accanto per acquistare una copia del secondo numero de Il Magazzino dei Mondi. Nella scheda di acquisto trovi anche le istruzioni per contribuire alla fanzine con un racconto, un articolo, un'illustrazione o altro.

La rivista ha una cadenza trimestrale, ma per il numero tre dovremo aspettare fino a maggio 2024. Leggilo lentamente!

Il Magazzino dei Mondi 2 copertina
Il Magazzino dei Mondi 2 il prossimo numero

Penna Sferografica: Ecco le Migliori!

Penna Sferografica: Ecco le Migliori!

Le penne sferografiche ci hanno fatto sentire veri scrittori, per noi che a cavallo degli anni 80 e 90 pensavamo che la zampa di gallina fosse un piatto regionale abruzzese!

La mia storia personale con la penna sferografica: un tuffo nel passato

La mia storia personale con la penna sferografica parte da lontano: alle elementari, dopo matita, penna cancellabile e penna a sfera, ero andato in fissa totale con le penne stilografiche. Uno strumento perfetto per una persona ordinata e precisa, un'arma di distruzione di massa in mano mia.

I miei ostacolarono in ogni modo questa mia fissazione: invece del tratto medio che ci si poteva aspettare dalla punta media del mio pennino, il risultato era invariabilmente un graffio lancinante alternato a macchie sulla pagina, anche perché ho sempre prediletto il nero all'inchiostro blu, di cui non esisteva il cancellino!

Ma come spesso capita, il modo migliore per abbandonare un vizio è sostituirlo con un altro: ecco dunque che l'acquisto della mia prima penna sferografica Pelikan Grand Prix (quella arancione e nera) riuscì a farmi dimenticare la sciagura della penna stilografica.

La sferografica era bella - nonostante quel colore non mi abbia mai fatto impazzire, e ho scoperto solo da poco che c'era anche di altri colori - scorreva bene, consentiva una scrittura ottimale, lo spessore del tratto era quello giusto, emanava una sensazione di sicurezza ed aveva la giusta dose di figaggine, avendo, come la penna stilografica, le cartucce intercambiabili.

Chissà che fine ha fatto! Per far capire quanto la adorassi, è l'unica penna che ricordo con piacere e che ho sempre cercato di ritrovare nelle cartolerie, purtroppo però per anni è stato un articolo introvabile!

Le penne sferografiche però oggi vivono un seconda giovinezza: esiste una nuova edizione della Grand Prix, in chiave moderna e - finalmente - con un vasto ventaglio di colori, e anche altri produttori hanno colto la palla al balzo producendo le loro penne sferografiche.

Pelikan Grand Prix Formula 1

In questo articolo ho raccolto lo stato dell'arte della produzione attuale per un rapido confronto, e la possibilità per tutti di acquistare la propria futura penna preferita (accessori inclusi)!

Le caratteristiche prese in considerazione per l'analisi

Il nome sferografica è un marchio registrato da Pelikan, quindi basterebbe considerare quelle che la marca indica come tali ma, data l'immancabile presenza di prodotti analoghi di qualità paragonabile, ho provato a rispondere in modo più ampio alla domanda che cos'è una penna sferografica? Siccome ne esistono di forme, materiali, colori e finalità diverse, ho dato la mia personale interpretazione: le sferografiche sono penne compatibili alle cartucce a inchiostro liquido con punta incorporata. Semplice e pragmatica.

Le penne sferografiche prese in considerazione sono quelle presenti sul mercato nel 2024, che appunto sono alimentate dalle sopraccitate cartucce, e con un prezzo appropriato... stiamo pur sempre parlando di strumenti per la scrittura, non di pezzi da collezione!

La lista generale delle sferografiche suggerite

Pelikan Grand Prix

La Grand Prix è l'erede per linea diretta della penna sferografica originale anni 80; anche la sua linea lo dice a gran voce. Devono essere stati in molti a rammaricarsi della scarsità di colori disponibili del primo modello (io conoscevo solo l'arancio-nero) infatti è disponibile in una grandissima varietà cromatica!

Clicca l'immagine per acquistare Pelikan Grand Prix!

Penna Sferografica Pelikan Grand Prix

Pelikan Griffix

La Griffix è l'evoluzione ergonomica della Grand Prix, studiata appositamente per la scuola primaria, per chi impara a scrivere anche se ha difficolta psicomotorie. La caratteristica faccina che sorride indica se si sta impugnando correttamente la penna sferografica che, anche in questo caso, è disponibile in tantissimi colori.

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Penna Sferografica Pelikan Griffix

Pelikan Twist

La Twist ha un taglio un po' più adulto rispetto alle altre sferografiche di Pelikan, ma non per questo i colori sono in secondo piano, anzi: ce ne sono talmente tanti che ogni tanto è possibile trovare sul mercato una nuova linea! La Twist è di gran lunga la mia preferita, ed è grazie a lei se ho riscoperto il mondo delle penne sferografiche!

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Penna Sferografica Pelikan Twist

Schneider 188303

La Schneider 188303 è un modello essenziale, quasi anonimo. Utile per chi teme che qualcuno possa rubargli la penna sferografica, intendeno quale gran strumento sia. Ne ho trovate anche di altri colori ma niente di eclatante, a differenza dei modelli Pelikan ha in tutto e per tutto l'aspetto di una comune penna a sfera.

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Penna Sferografica Schneider 188303

Schneider Breeze

La Breeze è più in linea con i modelli Pelikan rispetto agli altri modelli Schneider, dalla forma originale, stilosa, con un'impugnatura ergonomica e un design che, da ogni parte lo si prenda, si allontana dall'idea di una penna comune. Le varie versioni hanno tutte la grossa impugnatura nera e i dettagli di un colore diverso.

Clicca l'immagine per acquistare Schneider Breeze!

Penna Sferografica Schneider Breeze 18883

Schneider One Change

La One Change ha un carattere molto composto, serio. La linea è quella di altre penne Schneider, probabilmente per cercare consenso da pare di un pubblico consolidato. Questa penna sferografica ha un solo modello, non l'ho trovata di altri colori, a rimarcare ancora una volta la seriosità della penna.

Clicca l'immagine per acquistare Schneider One Change!

Penna Sferografica Schneider One Change

Stabilo Easy

Stabilo Easy controbilancia alla perfezione l'uniformità e il conformismo di Stabilo: oltre ai tantissimi colori, questa penna sferogrfica è talmente originale da non sembrare nemmeno uno strumento per la scrittura! Anche in questo caso il pubblico di riferimento sono gli alunni della scuola primaria.

Clicca l'immagine per acquistare Stabilo Easy!

Penna Sferografica Stabilo Easy

Gli accessori per un'esperienza di scrittura piena e soddisfacente

Come da premessa iniziale, la penna sferografica non è una comune penna con cui scrivere finché dura e che poi va buttata. Esistono alcuni accessori che dovresti avere per sfruttarla al meglio, eccoli elencati!

Vorresti usare la sferografica con il tuo inchiostro preferito? Ecco l'hacking delle cartucce!

Sensazionale, ecco che cosa i poteri occulti delle cartucce di inchiostro non vogliono che tu sappia!

Scherzi a parte, non c'è nulla di sensazionale. Immagino avrai idea di che cosa sia un convertitore per penna stilografica (o converter), se non ce l'hai eccola: si tratta di una speciale cartuccia dotata di uno stantuffo, con cui è possibile succhiare l'inchiostro direttamente dalla boccetta. Praticamente una cartuccia ricaricabile. Io ho adottato un principio simile per la penna sferografica.

Premetto che l'ho sperimentato solo sulle cartucce Pelikan che, a differenza delle cartucce classiche per la stilografica, non contengono inchostro liquido libero ma, come ad esempio per i pennarelli, è trattenuto da una spugnetta. Un'altra differenza è la presenza di un tappino che permette di accedere alla spugnetta. Beh, c'è altro da dire?

Con un convertitore (o una siringa) raccolgo l'inchiostro dalla boccetta, e poi ne rilascio una decina di gocce sulla spugnetta (per la quantità ideale vedi come va, e regolati di conseguenza in base al tuo gusto)!

Se poi vuoi cambiare colore, allora prima di quest'operazione devi pulire la spugnetta, ad esempio con l'alcol, ma attenzione: se non esegui bene la pulizia, per un po' la penna scriverà male, tipicamente con un tratto molto grosso.

Personalmente adoro l'inchiostro color nero seppia, e indovina se esistono le cartucce di questo colore? Certo, ma per ora solo a casa mia!

Autori di Fantascienza

Autori di Fantascienza

Autori di Fantascienza è il gruppo Facebook per discutere delle opere di fantascienza dei membri: vuoi un consiglio su come proseguire una storia? Hai bisogno di un beta reader? Un suggerimento su come completare un disegno? Cerchi l'ispirazione per la tua prossima opera? Stai raccogliendo informazioni sul tal editore? Parliamone!

Fantascienza

I vantaggi del gruppo

Non so chi disegna e gli altri, ma chi scrive è per definizione un lupo solitario; tuttavia partecipare a un gruppo di discussione con altri lupi offre alcuni vantaggi da non sottovalutare. Eccone alcuni:

  • Puoi condividere i tuoi lavori all'interno del gruppo (o a singoli selezionati) e ricevere feedback e critiche costruttive non da semplici fruitori, ma da autori come te.
  • Puoi venire a conoscenza di risorse specifiche utili, come guide, consigli di editing, informazioni su nuove tendenze ecc.
  • Connetterti con altri autori di fantascienza significa creare legami, scambi di idee e condivisione di esperienze.
  • Puoi promuovere gli eventi cui parteciperai in veste di autore e ricevere supporto e visibilità.
  • Essere parte di una comunità ti offre supporto emotivo e motivazione reciproca, specialmente nei momenti in cui la scrittura può risultare impegnativa.
  • Hai la possibilità di trovare autori con interessi simili e collaborare su progetti comuni, come antologie o progetti collettivi.
  • I membri possono condividere informazioni e esperienze relative al mondo dell'editoria, agenti letterari, concorsi, case editrici e riviste specializzate in fantascienza, e altri aspetti specifici del settore.

Sette è un buon numero per una lista, quindi direi che possiamo passare alla fase successiva.

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Gruppo Facebook

Reliquia ex ossibus

Reliquia ex ossibus

Ho già parlato di Reliquia ex Ossibus - soggetto e testi miei, ottimi disegni e inchiostri di Laura Pezzoli - sia qua che qua, quindi salto i convenevoli. Qualche giorno fa, in preda a un attacco di riordinite, mi sono reso conto che non avevo una copia delle tavole definitive, quindi ho sentito Laura che è riuscita a recuperarle. Mi sono detto: perché non ne approfitto per un bel post quasi a sforzo zero? Eccolo qua in tutto il suo splendore!

PS: chi non lascia un commento è un gaglioffo ildorro!

I quaderni del 2023

I quaderni del 2023

Il 2023 è stato un anno eccezionalmente speciale per la mia produzione letteraria: principalmente perché ho terminato la stesura di Jack Tano (titolo provvisorio) quando invece non mi sarei aspettato di riuscirci (mai?) in tempi così brevi.
Ho anche recuperato tre vecchi racconti e li ho conclusi - chiudendo parentesi rimaste aperte da troppo tempo. Infine ho dato inizio a un progetto per la scrittura di una serie di racconti brevi di fantascienza da proporre a riviste di settore; vedremo quel che succede.

I quaderni del 2023
I dorsi dei quaderni del 2023

Quest'accelerazione imprevista e imprevedibile ha portato con sé alcune novità, a partire da rito del cambio di quaderno, avvenuto ben due volte! Dal QDM13 (il giallo) sono passato al QDM15 (il rosso, mentre il QDM14 lo dedicai ad alcuni racconti brevi e si esaurì anni fa) e anche questo vide le proprie pagine riempirsi proprio gli ultimi giorni di dicembre, cosa che ovviamente mi portò al QDM16 (il nero, naturalmente).
Per il significato di QDM eccolo spiegato in un vecchio post.

Particolare QDM 13
Interno QDM 15
Particolare interno QDM 16

Al quaderno giallo ero particolarmente affezionato: lo usavo da maggio 2016 e mi era stato regalato l'anno precedente per il compleanno (notare la personalizzazione).

Con il rosso sono tornato a scrivere su pagine a righe e, nonostate i quadretti fossero più stimolanti per disegnini e scarabocchi, con le righe mi trovo molto bene per organizzare il testo, le note, le correzioni e altri piccoli vantaggi per la scrittura (il conteggio parole: 99,6 parole a pagina!) che poi sarebbe lo scopo principale!

Il nero è appene iniziato, anch'esso a righe. Fa parte della seconda serie su tre di quaderni che ho collezionato negli anni barattando favori con materiale promozionale (il rosso invece è più recente: terza serie). Per l'interno ho scelto questo adesivo Alfalfa che un po' mi ricorda Pelicula ma che ho avuto sott'occhio in cucina a lungo perché era sul contenitore della camomilla (da cui ha assimilato evidenti effetti psicomagici).
In copertina invece un furgoncino, a rappresentare il viaggio che spetta anche a questo quaderno: buon 2024 e buone scritture!

Cool cat

Brazil

Brazil

Scrivo ancora immerso nell'atmosfera disturbante di Brazil, capolavoro cinematografico di Terry Gilliam del 1985, che vidi la prima volta almeno vent'anni fa e di cui avevo mantenuto solo un ricordo sbiadito. Brazil è uno dei (pochi?) film distopici con una sceneggiatura originale, ovvero non è la versione cinematografica di un romanzo distopico ma nasce proprio per il grande schermo.

Il film è un caleidoscopio, e ogni dettaglio contribuisce alla costruzione di un mondo surreale. Gilliam usa senza tmore colori intensi e tendenti al buio, accompagnati da vertiginosi movimenti di macchina che simulano un'esperienza quasi nauseante. Con il suo tocco bizzarro, ci racconta una società distopica, una rappresentazione esasperata della nostra realtà tutta documenti, timbri, richieste e concessioni.

Le strade sono grigie e caotiche, inondando lo spettatore di un senso claustrofobico e disorientante. Gli edifici sono labirinti di strutture metalliche e cavi, simboli di un mondo ipertecnologico ma allo stesso tempo in disfacimento.

In un mondo dove la burocrazia e il controllo sono ossessivi, il potere reprime qualsiasi desiderio di libertà, spontaneità o amore, come manifesta il protagonista nei suoi viaggi onirici.

La trama di Brazil

Brazil inizio

Sam Lowry, un tecnocrate immerso in una società futuristica caotica e inefficiente, sogna una vita liberata dalla morsa della tecnologia e dalla burocrazia oppressiva. Il suo desiderio è volare via da quel mondo contorto e trascorrere l'eternità con la donna dei suoi sogni, Jill Layton.

Mentre cerca di correggere l'ingiusto arresto di Harry Buttle, Lowry si imbatte in Jill nella realtà, incarnando finalmente la figura che perseguita nei suoi sogni. Nel frattempo, la macchina burocratica lo ha erroneamente designato come colpevole di atti terroristici, mettendo in pericolo le vite di Sam e Jill.

La lotta per la libertà individuale e l'amore proibito si intrecciano, poiché Sam deve sfuggire sia alle grinfie di una società disfunzionale che all'accusa ingiusta di essere un criminale. La trama si snoda tra i sogni e la realtà, creando un ambiente surreale in cui l'individuo lotta contro un sistema distorto e oppressivo.

Burocrazia rima con distopia

La burocrazia è uno dei temi centrali della distopia di Brazil. I cittadini sono schiacciati da regole e procedure assurde, con la macchina amministrativa che diventa una forza oppressiva. La ricerca di efficienza sfocia paradossalmente in un sistema inefficace e inutile. Le richieste di documenti e firme si moltiplicano, creando un'atmosfera di frustrazione e impotenza. Questo tema è incarnato nella figura del protagonista, un impiegato insignificante intrappolato in una spirale di errori burocratici.

In una tale società minuziosamente programmata per essere efficiente, puntuale e ordinata, tutto è inefficiente e difettoso: la tecnologia, seppur onnipresente, è fallace e contribuisce all'assurdità generale. Apparecchiature automatiche si rompono o funzionano in modo errato, portando a situazioni comiche e grotteschedai registri governativi automatizzati all'impianto di condizionamento dell'aria casalingo che danno il la alla storia del protagonista, che si vedrà al contempo protagonista e vittima degli eventi da lui scatenati/subiti.

Galleria scrinsciottosa

Ecco il Magazzino dei Mondi: è uscito il #1 della fanzine fantascientifica italiana!

Ecco il Magazzino dei Mondi: è uscito il #1 della fanzine fantascientifica italiana!

Che cos'è Il Magazzino dei Mondi

Il Magazzino dei Mondi è un'entusiasmante iniziativa senza scopo di lucro, nata dalla passione e il piacere di condividere storie fantascientifiche. La sua missione principale consiste nell'accogliere e valorizzare i racconti degli scrittori e delle scrittrici italiani.

Sebbene il genere principale sia la fantascienza, con le sue molteplici sfumature e la possibilità di fusioni con altri generi, Il Magazzino dei Mondi intende battere anche territori inesplorati.

Saranno oggetto di pubblicazione racconti, romanzi - eventualmente a puntate - saggi, articoli e recensioni, nonché illustrazioni, senza obblighi contrattuali e con totale libertà creativa.

Gli autori riceveranno una copia timbrata e numerata de Il Magazzino dei Mondi in cui saranno pubblicati, e parte dei proventi.

Ho in mano il Magazzino dei Mondi

Indice de Il Magazzino dei Mondi 1

Il Magazzino dei Mondi #1 Indice

Ho letto con grande piacere (quasi) tutti i racconti brevi di questo primo numero de Il Magazzino dei Mondi, ma siccome non sono capace di scrivere una recensione degna di questo nome, mi sono limitato a un appunto preso a caldo a lettura terminata di ogni racconto, e qui lo riporto senza grosse rielaborazioni (spero nessuno abbia a risentirsi di questi miei pensieri, sono solo frutto del mio gusto personale e non intendono giudicare nessuno)!

Trashbuster

Mi è piaciuto parecchio, un lodevole esempio di fantascienza hard molto moderno, anche se è presente un linguaggio un po' troppo scurrile che avrei evitato.

La razionalizzazione di QFADZ

Un po' noioso e ricco di pezzi non funzionali alla trama. Qualche sforbiciata gli avrebbe fatto bene (es: l'approfondimento del background del protagonista).

Scarafaggi cibernetici

Divertente anche se il finale non mi è stato subito chiaro (ogni dubbio è svanito rileggendone la presentazione nell'editoriale).

Sono solo ombre

Particolari e personaggi dettagliati con cura; alcuni dialoghi eccessivamente aulici ma buon ritmo.

Esogeni

Molto ben narrato, avvincente e credibile.

In viaggio con SOFIA

Un curioso esperimento, anche se il finale m'ha un po' deluso.

The Counters

Questo racconto distopico non mi è piaciuto, risulta involontariamente assurdo sebbene l'idea potrebbe essere sfruttata bene (vedi Vox di Christina Dalcher),

Pianta grassa

Coinvolgente nonostante la brevità, descritti con dovizia le sensazioni e i pensieri del protagonista.

Questa è la verità

Credo di non averlo capito, ma non ho apprezzato particolarmente lo stile.

La storia ininiziata

Molto simpatica l'idea e la realizzazione del racconto ricorsivo. Peccato per la discutibile scelta del titolo.

Il Magazzino dei Mondi #1 Frontespizio

Il segnale

Qualcuno mi spiega che cos'ho appena letto?

Dante

Una lettura tutto sommato piacevole ma, date le premesse, un po' deludente nel finale.

La sostanza di cui sono fatti i sogni

Racconto al confine fra il mondo tecnologico e quello onirico, sicuramente pregevole ma poco vicino ai miei gusti.

La galleria

Ogni racconto era associato a un'illustrazione che ne faceva da intestazione e lo affiancava come dettagli di sfondo e simile; le ho raccolte in questa gallery!

Periodicità e modalità di partecipazione

Il Magazzino dei Mondi ha cadenza trimestrale, con ciascun numero che oscillerà tra le 100 e le 120 pagine (eccetto questo primo numero) ed è una comunità aperta a tutti. Per partecipare, basta inviare racconti, saggi, articoli e illustrazioni all'indirizzo indicato nella scheda Amazon della fanzine (il link nell'immagine di copertina qui a lato).

Il Magazzino dei Mondi #1

Conclusioni sulla prima uscita

Un primo numero davvero convincente, bravo alla redazione e a tutti i collaboratori che hanno contribuito con le proprie opere; unico appunto - e spunto per il futuro - riguarda gli articoli e le recensioni: se si chiama Pianeta Italia perché parla di film e romanzi stranieri? Davvero abbiamo bisogno dell'ennesima recensione del capolavoro di uno degli autori più celebri del panorama fantascientifico mondiale? Mi sembra intellettualmente più coerente dare spazio a romanzi o film italiani, magari di nicchia, che meritano di essere conosciuti dal grande pubblico.

E, visto che Il Magazzino dei Mondi ha un angolo della posta, scriverò alla redazione proprio questo: vediamo che dicono!

Tommy V

Tommy V

Ecco una chicca: non-so-quando in un non-so-dove, non-so-perché feci mio questo vecchio quaderno Splendor, evidentemente dedicato alla stesura della bella copia (non-si-sa-di-che-cosa).

Siccome non faccio mai quel che mi si dice, io il quaderno l'ho usato per le brutte, ovvero le prime stesure dei miei manoscritti. Il nono della serie, come si evince dal frontespizio:

QDMIX

Correva l'anno IX dopo il 2000 e - giusto per inquadrare il periodo - il quaderno contiene alcuni capitoli di Pelicula e la prima stesura del Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani.

Bella Copia

Oltre a questi, ci sono anche le prime (e uniche) otto pagine di un altro racconto breve che mi ero appuntato in bacheca di recuperare: Tommy V.

Di Tommy V ero davvero certo che fosse da concludere, anche perché rappresentava uno di quei pensieri che ogni tanto ritornano spinti dal bisogno atavico di non lasciare inconcluse cose valide.

Di quei pensieri ne ho in continuazione, ma uno in meno da questi giorni: ho infatti ripreso in mano il racconto e l'ho concluso!

17:7:9

Sentendo parlare di uno scritto iniziato a luglio 2009 e concluso a ottobre 2023 si potrebbe pensare a qualcosa di enorme, invece è un racconto breve di circa 2.800 parole, con il 99,9% del tempo trascorso in mezzo impiegato a fare tutt'altro!

Riprenderlo in mano poteva essere complicato, ma grazie ai diagrammi di flusso per progettare la storia, è stato semplice: la sua grande velocità di esecuzione porta ad avere una focalizzazione che non avevo mai sperimentato prima, e definire gli obiettivi e come raggiungerli è più semplice se devi pensare solo per sommi capi. È un lavoro di pura strategia, che permette di mettere da parte la tecnica per la successiva fase di scrittura.

Non mi resta che da provare a usare questa strategia anche per un racconto nuovo, quindi pur opera di creazione, e non solo per trovare un modo per chiuderne uno già iniziato, come ho sempre fatto. Ne sarò capace? Ci provo e te lo dico!

SPLASC

SPLASC

Da relativamente poco tempo - quest'estate a occhio e croce - ho adottato la tecnica di appuntare le idee per nuovi racconti in senso letterale: con una puntina a una bacheca di sughero. Insieme ai foglietti con queste idee, ho aggiunto anche i titoli di alcuni vecchi racconti brevi che iniziai un bel po' di tempo fa e che per un motivo o per l'altro ho abbandonato (non voglio fare il vago per darmi un tono, il fatto è che proprio non ricordo).

Caffè Camillo

Può sembrare un metodo arcaico, ma averli sempre a portata visiva è più stimolante di dover aprire un software o la tal pagina di un quaderno. Questa settimana, in cui la bozza di JTTP (Jack Tano - titolo provvisorio) è sottoposta al mio primo beta lettore, ne ho approfittato per recuperare pezzi mai trascritti al PC, per lo più poesie e racconti lasciati a metà, fra cui anche uno di questi col titolo in bacheca.

Da recitare a Camillo

Ammetto che ricordavo solo il titolo - ispirato al nome di un mio pesciolino rosso del passato - e che appunto narrasse la storia di un pesciolino. Così come non ricordavo perché l'avessi mollato, allo stesso modo non ricordavo di che parlasse, ma soprattutto... non ricordavo che in realtà l'avevo finito!

Per ma quella albero che

Ecco dunque svelato il motivo per cui l'avevo mollato: era finito! E io che man mano leggevo pensavo potrei far evolvere la storia in questo modo e effettivamente la storia continuava così; sarebbe bello che ora accadesse questo ed eccolo accadere! Diciamo che il tempo non mi ha fatto cambiare troppo il modo di pensare a una storia. Il tempo... eh già, ne è passato un bel po'! Quasi la bellezza di 13 anni!

SPLASC

Ecco quel che si dice ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo! Il titolo del racconto è Un pesce non sa cosa vuol dire la sete, nella forma della fiaba per l'apprezzabilissima lunghezza di oltre 1.100 parole, scarabocchi esclusi.

Tre parole inventatre

Tre parole inventatre

Poi non dite che non voglio bene ai miei beta reader: ieri in tempi da primato condominiale ho terminato la trascrittura delle 118 pagine di quaderno, per un totale di 11.892 parole, e visto che ho già parlato di medie, la definitiva è di 100,78 parole/pagine scritte a mano. Notevole, non c'è che dire!

Ma non è di valori medi che intendo parlare ora, ma di assoluti, anzi è uno solo: il 3! Come le tre parole inesistenti che ho trovato in quest'ultimo tour de force trascrittorio, e non parlo di errori di scrittura, ma parole che proprio ero convinto esistesseo... e invece no!

Figurismo

Simbolismo

Figurismo doveva essere simbolismo, ma lascia che spezzi due lance a mio favore:

  • Avevo lasciato una nota a matita in cui mi ripromettevo di controllare la bontà della mia scelta
  • In realtà la parola esiste, anche se non ha niente a che fare con quel che intendevo io!

Euforismo

Euforia

Per scoprire anche tutte le parole che finiscono con -ismo clicca qua, rimani invece per continuare con me: euforismo naturalmente doveva essere euforia, ma guarda il tratto incerto con cui è vergato: doveva aver capito anche lui che qualcosa non andava!

Riassumero

Riassumettero

Riassumero non ha a che fare con gli antichi sumeri, ma è la coniugazione del verbo riassumere nel tempo passato remoto, terza persona plurale: riassunsero... ma se la dici tante volte molto velocemente esce riassumero, te lo assicuro!

Inventa una parola anche tu

Fammi sentire meno solo: inventa anche tu una parola e scrivila nei commenti, ti darò un voto valutando originalità, suono, personalità, colore, e precedenti passati e futuri!

La nostra storia praticamente è finita (cronache di riscrittura)

La nostra storia praticamente è finita (cronache di riscrittura)

È stato a dir poco sbalorditivo il ritmo che ho mantenuto da quando agosto è diventato quasi vivibile fino al termine di settembre, che mi ha permesso di scrivere la parola fine al romanzo. Ripeto per l'ennesima volta che non pensavo ce l'avrei fatta in così poco tempo: un paio di mesi invece che un numero imprecisato di anni. Continuo a scriverlo in ogni post perché ne sono davvero colpito!

Ultimo blocco

Il megliopeggio del mestiere

Ora però c'è la parte peggiore e migliore insieme del lavoro: la riscrittura al PC! La peggiore perché è una cosa scomoda, noiosa e lunghissima (questa volta non sto adottando trucchetti tecnologici) mentre è la migliore perché una riscrittura a freddo forzata è l'unico modo per assicurarsi di eliminare le vaccate fotoniche della prima stesura... e è inutile, ci sono sempre e comunque!

Questa volta sono 118

Sì, 118 pagine scritte con una pessima grafia che non auguro a nessuno di dover decifrare. Incuriosito su quanto materiale fosse ho fatto alcune stime: inizialmente pensavo che una pagina avesse mediamente 90 parole di testo, ma era una valutazione davvero maccheronica. Ora che ne ho trascritte una buona quantità posso sbilanciarmi con una più affidabile media di 99,6 parole a pagina. Che è quasi 100, manco a farlo apposta! Oltre undicimila parole in due mese non le ho mai nemmeno sognate, figuriamoci scriverle!

E questo considerando anche tutti gli scarabocchi e disegnini e cornicette e labirinti e varie ed eventuali, niente male dunque!

Insomma, questo per dire che anche se ultimamente qua scrivo poco, i lavori procedono spediti. I prossimi passi? Li conosco già, ma non ci voglio pensare. Al momento l'unico pensiero è quello della carta e dell'inchiostro e del taglio sul pollice destro che mi fa veder le stelle ogni volta che prendo male un tasto!

Sentenza

Scrittura del capitolo numero ultimo Jack Tano Edition

Scrittura del capitolo numero ultimo Jack Tano Edition

Sono trascorsi dodici anni da quando annunciai l'imminente conclusione della prima stesura di Pelicula, era infatti tardo giugno 2011 e il mio mondo era completamente diverso da quello di oggi. Ma proprio completamente, eh! Si trattava di una fase della mia vita che si è conclusa, quasi come se oggi ci fosse un altro me e quello là fosse qualcun altro di cui io ho qualche ricordo. Insomma, eccomi qua dodici anni e tre mesi dopo ad annunciare l'imminente conclusione del romanzo di Jack Tano, che ancora non ha un titolo, avendo iniziato proprio questa mattina il diciannovesimo e ultimo capitolo. Come da programmazione, la terza parte è entrata nella fase conclusiva del racconto, la maggior parte dei nodi è stata sciolta e l'epilogo è alle porte.

Struttura della parte 3 di Jack Tano

Anche se graficamente le parti con la cornicetta rossa (da fare) sembrano più di quelle verdi (completate), in realtà gli ovali azzurri rimandano ad altro che qua non è visibile, quindi il rimanente dovrebbe davvero confluire tutto nell'ultimo capitolo, così da avere un'opera completa in 19 capitoli più un breve prologo.

Tutto qua, volevo solo celebrare questo momento che fino a poco tempo fa non pensavo potesse essere già così vicino. E un in bocca al lupo me lo merito proprio!

Do un po’ i numeri di agosto ’23

Do un po’ i numeri di agosto ’23

Agosto è finito, l'aria è diventata respirabile e non si ha più tanto la situazione di essere una pizza dimenticata in un forno a legna (destino crudele). Da qualche giorno ho ripreso a vivere con la convinzione che adattarsi a un letargo al contrario sarà l'unico modo per la nostra specie di salvarsi: stendersi in una capsula condizionata verso fine giugno, regolare il ritmo cardiaco fino a rggiungere uno stato di morte apparente e iniziare lentamente il risveglio verso l'inizio di settembre.

Comunque, visto che ancora questo mese me lo sono dovuto vivere, ecco una serie di fatti significativi legati a numeri fino al dieci... con un po' di buchi, perché la vita vera è diversa dalla fikshon!

Zero

Zero peperoncini

Anche quest'anno ho provato (è la terza volta) a piantare i semi di peperoncino ricavati dal frutto sconosciuto recuperato al Parco Giardino Sigurtà, e anche quest'anno continua a perdere i fiori senza fare nemmeno un frutto. Mentre le altre piante qualcosa hanno prodotto (vedi i frutti in essicazione su stecco) questa zero peperoncini in tutto il mese, mannaggia!

Uno

Un prodotto per la rilettura

Sai quando al super si esaurisce inaspettatamente qualcosa - e non puoi tornare a casa senza perché in pratica eri uscito solo per quello - e così devi fare tappa da un'altra parte per quell'unico prodotto? Mi armo di pazienza, entro, prendo la pistola scanner per fare prima alle casse automatiche, pistolo il mio unico prodotto, vado a pagare e... scatta la rilettura! Ma come rilettura? Ho un solo prodotto! Sì la devo fare lo stesso. La cassiera s'è messa a ridere, io invece non ridevo!

Due

Andare in due in bicicletta può essere rischioso, a meno che tu non sia il temibile pirata Long John Silver, che abituato alle turbolenze dei sette mari, con il suo fido pappagallo capitano Flint potrebbe andarci anche con l'occhio chiuso (nella foto non è visibile la benda che porta abitualmente ma puoi ammirare la gamba di legno malamente camuffata da arto umano).
Nello zainetto oro argento e monili, la borraccia piena di rum. Ahr ahr ahr!

Long John Silver in bici

Tre

Tre è il numero di giorni che mi è servito per pianificare la parte 3 di Jack Tano... ecco un doppio tre!

Questa è stata la prima volta che ho iniziato a progettare la struttura partendo veramente da un foglio bianco: le altre volte o l'ho fatto a posteriori per avere una traccia di quanto già fatto, o l'ho fatto a lavoro iniziati, quindi con l'obiettivo di concludere una parte già esistente. Mi sono trovato molto a mio agio, mi chiedo perché in passato non abbia mai pensato di sfruttare questo metodo!

Struttura parte 3

Quattro

Val di Lembrio

Quattro gradi centigradi (stimati spannometricamente) sono la temperatura dell'acqua in cui mi sono immerso durante una gita in val di Lembrio; si notino il sorriso fasullo e le mani in alto perché in acqua mi facevano male da quanto era fredda!

Cinque

Cinque giorni di rilettura

Cinque sono i giorni che mi sono serviti per la rilettura totale globale del manoscritto, più sistemazione, omogeneizzazione e modifiche più o meno sostanziali.
Degno di nota è il cambio di nome di un gruppo di personaggi: mi sono reso conto - ma era da un pezzo che ci rimuginavo - che qualcuno avrebbe potuto mal interpretare le mie intenzioni e accusarmi di razzismo, inoltre ne ho trovato uno che mi piaceva di più e così ho preso tre piccioni con una fava!

Sei

Non pervenuto ma, visto che c'è lo zero, alla fine i punti saranno comunque dieci!

Sette

Sette sono le volte che ho dovuto rivoluzionare la rosa iniziale del Dinamo Stuparich per il campionato di fantacalcio 2023/24.
Riuscirà a migliorare l'ambiguo campionato della scorsa stagione in cui ha lottato per la salvezza per tutto l'anno e alla fine e si è qualificato in Champions?
Mi raccomando rinnova l'abbonamento, abbiamo bisogno anche del tuo tifo!

Formazione iniziale Dinamo Stuparich 2023-24

Otto

Otto rappresenta il mese di agosto nel calendario gregoriano, e siccome non avevo altri otto significativi ho scelto questo nefasto. My game my rules!

Nove

Nove giorni di non scrittura

Nove sono i giorni consecutivi di non scrittura a causa del caldo. Non ho scritto una parola ma avevo la volontà di farlo... non come quando non si ha voglia o le idee sembrano finite: c'era tutto, tranne le condizioni climatiche per lavorare! La foto è di Ferragosto, quando mi sono alzato alle prime luci per correre a occupare un tavolo e un punto griglia in Val Bertone: ho approfittato dell'immersone nella natura per iniziare il capitolo 16, dopo di ché un lungo stop di sudore e sofferenza (più sudore in realtà).

Dieci

Augurazioni, augurazioni! Abbiamo festeggiato il compleanno della mia Tati! Auguri e augurazioni!

Tati 10 anni

Racconto fotografico della gita al Lago di Lova

Racconto fotografico della gita al Lago di Lova

Venerdì sera sono partito per Borno (BS) per una gita sull'Altopiano del Sole, così sabato mattina mi sono incamminato per il Lago di Lova, un affascinante specchio d'acqua alpino che occupa la parte inferiore di una conca d'origine glaciale. Si trova tra il maestoso gruppo montuoso del Pizzo Camino (con un'altitudine di 2491 m) e il monte Mignone (che raggiunge i 1742 m).

Le fonti d'approvvigionamento del lago provengono da due torrenti montani di modeste dimensioni, che discendono dalle elevazioni circostanti. Eventuali eccessi idrici vengono rilasciati a valle, contribuendo alla formazione del torrente San Fiorino, che rappresenta il naturale emissario del lago e confluisce come affluente sinistro nel Trobiolo.

Inserito in un tipico ambiente naturale delle Prealpi lombarde, il Lago di Lova è circondato da vaste distese di abeti rossi lungo la sponda meridionale del bacino. Sul lato nord, invece, si estende un ampio pendio erboso.

A differenza di altre volte non ho preso appunti della gita con impressioni e fatti curiosi, ma armato di vera macchina fotografica ho rubato qualche scatto che ora ripropongo con in calce il titolo di un possibile racconto ispirato dall'immagine, che però non ho intenzione di scrivere. Che, devo fare tutto io?