Piegare il tempo e maledire il cielo

da | Ago 3, 2026 | Jack Tano

La polvere si è appena posata cancellando le tracce sull'asfalto, ma per Jack Tano il lavoro è appena iniziato. Per navigare in una metropoli fuori fase, dove la logica ha smesso di funzionare, avrà bisogno di compagni di viaggio all'altezza del caos che li circonda.

Nel post precedente abbiamo visto l'istante zero, l'incrinatura nella realtà che ha dato il via a tutto. Ma, anche se Jack Tano è il peggior detective del mondo, non può farcela da solo: attorno a lui si muovono due figure chiave che lo aiuteranno a decifrare l'indecifrabile. Ecco chi imparerai a conoscere (e a temere):

Galileonard: il monaco laico. Dimentica celle, preghiere e punizioni; Galileonard è uno studioso che crede nella conoscenza come unica via. È un fisico specializzato in quadricronia, una disciplina che smette di pensare al tempo come a una linea fatta di prima e dopo per trattarlo come una superficie dove tutto è interconnesso. Frequenta il mondo della lotta clandestina per allenare il corpo e la mente e, nonostante la corporatura minuta, è capace di atterrare giganti come Who Wants To Live Forever con la pura forza della disciplina.

«Stai facendo confusione, comunque se ti interessa l’opinione di un esperto, se fossi stato io il creatore non mi sarei disturbato a inventare atomi, cellule, aminoacidi eccetera, avrei usato un unico elemento per tutto: facile, lineare e soprattutto… magico!»

Diana Trane: acciaio e bourbon. La voce solista di Hornet possiede un carattere forgiato nell'acciaio. È una donna che ha deciso di non occuparsi d'altro che delle conseguenze delle proprie scelte. La sua giornata inizia con una colazione a base di fiocchi d'avena, caffè, bourbon e sciroppo d'acero, saltando la doccia per evitare di spegnere la sigaretta. Per Jack, Diana è il pezzo mancante del puzzle, l'unica persona che ha condiviso con Hornet le ultime, frenetiche ore di musica prima della fine.

Il paesaggio cittadino era caratterizzato da vaste aree abbandonate, terreni brulli, capannoni, edifici decadenti, persone colte in un attimo di distrazione sotto il sole cocente del primo pomeriggio, quello che blocca tutto ma non lascia nulla fermo: il divincolarsi immoto del grasso nel tegame, il fermo immagine tremolante di un fotogramma vivo e pulsante, cosciente della sua attesa, ma superato dalla velocità della guida di Diana, che con un piede da ballerina indicava al motore di quel carrozzone motorizzato l’unica cosa di cui era preoccupata: di lasciarsi alle spalle una vita dura, avara di soddisfazioni, un grigio autunno senza sfumature in fiore, verso il traguardo di riscatto e rivalsa, essere protagonista delle proprie scelte senza occuparsi di null’altro che delle conseguenze, sue e sue sole, mettersi alla guida della propria vita come se quell’ambiguo veicolo dagli spifferi imprevisti alludesse a qualcosa di più vasto, importante, come se guidare fosse vivere, e Diana non voleva più vivere secondo regole scritte da altri.

Questi sono i volti di un'indagine psichedelica che ti porterà dallo sgangherato tavolo di Jack da Carmine's fino alla cucina devastata di Villa Ardeen. Figure che, come Jack, cercano un senso profondo in un mondo dove la logica lineare è solo un ricordo.

Sei pronto a fidarti di un monaco laico e di una cantante che non teme nulla, nemmeno le proprie maledizioni?

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