È La fine dell'eternità di Asimov il primo titolo che ho provato fra quelli suggeriti dall'AI, e per chi non ha resistito a dirmi quanto disprezzassero questa mia iniziativa, come se avessi sputato nel piatto che loro stavano mangiando, ecco il primo esito: non m'è piaciuto per nulla. 1 a 0 per voi, siete contenti?
La fine dell'eternità: la quarta di copertina

In un futuro ancora molto lontano l'uomo ha imparato a viaggiare nel tempo, spostandosi con disinvoltura da un secolo all'altro e organizzando traffici commerciali tra ere diverse. Il viaggio nel tempo permette anche di tenere l'umanità sotto rigido controllo, modificando tutto ciò che potrebbe provocare gravi turbamenti nella storia. A effettuare i cambiamenti sono delegati gli analisti e i tecnici della chiusa casta degli Eterni, gli unici in grado di manipolare passato e futuro. Un giorno però Andrew Harlan, un giovane Eterno, si trova di fronte a una scelta atroce: salvare l'eternità o il suo amore, e non avrà dubbi. Uno dei più brillanti romanzi di Isaac Asimov, una sconcertante epopea che si pone come alternativa possibile all'universo dei robot, dell'Impero Galattico e della Fondazione.
Perché non m'è piaciuto
Ho incontrato l’Asimov che apprezzo di meno: quello eccessivamente didascalico, pedante nello snocciolare concetti e meccanismi, più interessato alla coerenza logica che al respiro narrativo.
In diversi passaggi mi è parso di leggere un trattato travestito da romanzo, un’esposizione sistematica di teorie sul tempo piuttosto che una storia capace di coinvolgere emotivamente. L’intelaiatura concettuale è solida, certo, ma finisce per soffocare personaggi e tensione drammatica.
Verso il finale ho avuto l’impressione che qualcosa si riaccendesse: un’accelerazione, una promessa di svolta: almeno il finale sarà all’altezza, mi sono detto. Invece no, mi sono dovuto ricredere, è stata solo un'illusione.
So bene che Isaac Asimov ha una schiera nutrita di estimatori, e capisco perché. Ma non tutto di un autore, per quanto grande, deve necessariamente funzionare per chiunque. Se questo romanzo vi ha conquistati, buon per voi; con me, semplicemente, non ha fatto centro.
Citazioni da La fine dell'eternità
meditare sulla mistica del Viaggio nel Tempo, piuttosto che sul semplice fatto della sua esistenza, era il marchio del Cucciolo, del novizio dell’Eternità.Pagina 12 | posizione 141-143
Io non sono un Sociologo, signore, – dichiarò, brevemente. Voy sorrise: – Splendido. Quando si comincia col dichiarare una mancanza di competenza in un campo specifico, generalmente si sottintende che, quasi subito dopo, si esprimerà un’opinione completa in proposito.Pagina 57 | posizione 775-777
Nell’Eternità non esisteva il Tempo, o almeno il concetto normale del Tempo comune all’universo esterno, ma il corpo umano invecchiava e questo permetteva di misurare ugualmente il Tempo, anche in mancanza di altri fenomeni esteriori.Pagina 102 | posizione 1404-1406
La musica non poteva ripetersi, più di quanto non potessero ripetersi i disegni dei fiocchi di neve, e proprio come i fiocchi di neve non poteva mai mancare di bellezza.Pagina 120 | posizione 1661-1664
Cooper, venuto da un Secolo nel quale la pubblicità non aveva proliferato come negli ultimi Secoli del Primitivo, aveva faticato a comprendere l’importanza della cosa. Aveva detto: – Non è piuttosto disgustoso notare come questa gente si vantasse delle proprie cose? Chi può essere così sciocco da credere agli elogi fatti da una persona interessata e dedicati al prodotto dal quale intende trarre un guadagno?Pagina 144 | posizione 2005-2006
c’era stata una domanda ancora più basilare… era possibile raggiungere una definizione concorde sull’Arte? Era possibile ridurla a proporzioni matematiche, a chiare formule da inserire nelle macchine Calcolatrici?Pagina 148 | posizione 2062-2064
Gli era sembrato di avere trovato un’altra parte di sé, ma una parte sufficientemente separata da lui da rendere necessaria la parola per le comunicazioni e non il solo pensiero, una parte abbastanza distinta da fornire a volte risposte imprevedibili, dovute a ragionamenti indipendenti.Pagina 162 | posizione 2254-2256
Sai qual è il privilegio dei Tecnici, Finge? Non lo sei mai stato, quindi non puoi capire. Essere un Tecnico significa che nessuno bada a quello che fai, o a dove vai. Tutti guardano dall’altra parte, quando vedono un Tecnico, e si sforzano tanto per non vederti, che non ti vedono davvero.Pagina 174 | posizione 2424-2425
Cinque, oltre a Twissell! Tutti e cinque Calcolatori Anziani, nientemeno… Eterni da non meno di trentacinque anni.Pagina 290 | posizione 4055-4055
Questa è la Terra. Non la casa eterna e unica del genere umano, ma solo il punto di partenza di un’infinita avventura.


