Il confine del forse: tra leggende urbane e ghiacci lontani

da | Ago 17, 2026 | Jack Tano

A New Chicago City i personaggi non sono mai completamente buoni o completamente cattivi, la verità non è mai bianca o nera, è un grigio sporco, come l'asfalto che scotta al termine di un lungo pomeriggio di sole e raggiri. In una realtà che si incrina capitolo dopo capitolo, le persone che incontri sono spesso fatte di fumo, inchiostro e ricordi che forse non sono mai esistiti.

Per Jack Tano, muoversi tra i vicoli di NCC significa imparare a distinguere tra chi ti mente per sopravvivere e chi ha dimenticato dove finisce la realtà. Ecco chi abita questa terra di mezzo dove la logica lineare si sgretola:

Smokey Jacksonfive: il traduttore del caos. Non farti ingannare dalla sua camicia multicolore o dalla coppola scozzese. Smokey non è il solito delinquente da ghetto; il suo slang incomprensibile è la mutazione di una balbuzie infantile che lo rende un enigma vivente. È l'informatore di fiducia di Jack, un uomo che ha imparato in carcere che chi parla perde e chi ascolta vince. Se cerchi una verità tra le pieghe della malavita, lui è l'unico che può digerirla per te.

Quanto allo stile di vita, le uniche cose che gli interessavano erano tenersi alla larga dai guai e frequentare i locali dove il vino costava meno. L’evidenza, però, ci insegna che i due intenti difficilmente sono conciliabili.

Jefferson Planair (Jeff): il sognatore patologico. Il gestore del Surreal Jeff è un ometto alto un metro e quaranta, con la pelle chiara quanto il culo di una mozzarella e un discutibile accento francese. Jeff vive in un castello di carte fatto di bugie, ma l'unica cosa vera che troverai nel suo locale è l'acquavite sintetica distillata da rifiuti organici. Il suo passato è un mistero sepolto sotto strati di invenzioni, dove l'unico legame con la realtà è Grosnez, l'orso di peluche della sua infanzia - un ricordo che nemmeno lui riesce più a richiamare alla mente.

Jeff capiva di musica quanto una giraffa di nuoto subacqueo, l’unica musica che lo emozionava era quella che faceva aumentare le ordinazioni nel suo locale e, se la band non pretendeva un compenso troppo alto, meglio ancora!

Eschimo: l'enigma del Nord. Lo zio di Jeff è il confine ultimo tra mito e realtà. Per Jack è solo l'ennesima balla DOC del Surreal: un relitto alcolizzato morto sotto un ponte col cuore pieno di acquavite. Eppure, tra i fumi dell'alcol, emerge la sagoma di un uomo venuto dal deserto del permagelo, un luogo dove il ghiaccio è sacro e le parole contano meno dei fatti. Eschimo è l'ombra di un mondo lontano che sta per bussare alla porta di Chicago.

Che vengo dal Nord lo sai bene, tutti lo sanno, e lo sanno talmente bene che nessuno qui da voi mi chiama mai col mio nome: nella mia nuova vita sono diventato semplicemente Eschimo, dal nome della mia gente. Non preoccuparti, mi piace questo nome, non l’ho mai trovato offensivo.

In questa città fuori fase, l’unica cosa reale è quel colpo di fortuna sfacciato che decide di salvarti proprio quando la logica si arrende. Sei pronto a perderti nei racconti di Jeff o preferisci decifrare il codice di Smokey?

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