Come stavo dicendo appena… ehm… due mesi fa, sono in piena fase di editing di Pelicula. Probabilmente a ogni rilettura cambierei qualcosa, e forse è per questo che vorrei farlo il meno possibile, ma stavolta ho dato anche un’altra faccia a certi aspetti; anzi: un altro nome! Sì, perché ho deciso di cambiare nome ad alcuni personaggi… e pensare che c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che non ascolto i consigli che mi si danno! Magari aspetto due anni, eh, ma poi lo faccio (di prenderli in considerazione)! In questo frangente alcuni personaggi, pur minori, avevano un nome troppo esotico: ad alcuni era stato stabilito il nome secondo una certa linea, ma quelli scelti prima della venuta di questo criterio erano nomi decisamente esotici. Questa fase di revisione è circa a un terzo, il lavoro è poco saggiamente distribuito fra i rari momenti di relax del giorno, e la notte; e nel frattempo cresce grande la decisione e l’impegno nel portare finalmente a termine la stesura anche degli ultimi capitoli. Ed è anche rileggendo che riesco a darmi una grande carica: il materiale è decisamente del livello che vorrei, e questa è la cosa più motivante di tutte. In realtà non ho molto altro da dire, se non che i futuri lettori avranno a che fare con personaggi dai nomi meno ostici di quelli conosciuti dai lettori in anteprima (che però sono sempre gli stessi, non vanno sommati!)
Alcuni giorni fa lessi una recensione scritta da Gargaros, già “mio” curatore per un’antologia al cui progetto presi parte, di Matilde danza sulla riva. Vuoi per la sua completezza, vuoi per la sua analisi, vuoi perché non sono del tutto d’accordo con quello che sostiene, ho deciso di pubblicarla anche in questo spazio. La recensione faceva più o meno così:
Le produzioni amatoriali spesso e volentieri offrono materiale poco interessante, se non addirittura ridicolo. Questo libretto ha per sottotitolo un improponibile “Racconti magici in the sky”; leggendolo, e sapendo che si tratta appunto di una autopubblicazione, non è possibile impedirsi di sospettare una qualità tutt’altro che degna della raccolta. Invece dopo aver letto i primi testi mi sono dovuto ricredere.
Il sottotitolo non può che far riferimento a uno sperimentalismo sì dilettantesco, ma non privo di una sua bellezza e, in ogni caso, di una sua intelligenza, ossia una capacità di capire dove è lecito spingersi e dove no per non risultare antiestetici. Perché il titolo si collega a questo sperimentalismo non meno degli stili presenti nei racconti.
Ogni racconto è un universo di possibilità a sé, ogni testo offre un tentativo di andare oltre la banalità espressiva e descrittiva; ma attenzione, l’estetica non è minata da questo tentativo perché, fortunatamente, ogni racconto offre una propria continuità stilistica interna. In altre parole, va bene sperimentare, ma è meglio farlo diluendo i tentativi su più testi, lasciando però gli stili invariati; perché fare altrimenti avrebbe rotto la bontà estetica dei singoli racconti. Non abbiamo il racconto che parte aulico e viene poi abbruttito da una prosa a tratti moderna, giovanilistica e niente affatto armoniosa, tanto per fare un esempio di ipotetico inestetismo stilistico. È in questo mantenersi entro parametri espressivi precisi, con lo scopo di esplorarne le possibilità, che va vista quella capacità (o intelligenza, come suggerivo) di giudizio e buon gusto.
Giudicare i racconti per la sostanza narrativa che offrono, per i fatti che raccontano cioè, passa quasi in secondo piano perché il fulcro del libro, oserei dire il motivo per cui ogni testo è nato (ma presumo che l’autore potrebbe smentirmi), è quello di vedere fino a dove è possibile usare la parola e in che modi fantasiosi è possibile costruire una frase, un paragrafo, un capitolo. Un plauso speciale all’autore quindi, se si considera che, facendo una statistica senza basi (ma plausibile lo stesso, temo), almeno il 99,5% dei dilettanti usa soluzioni espressive scolastiche e banali. Ovvio che qui non tutto è perfetto, in particolare qualche frase risulta poco chiara o non armoniosa, qualche passaggio di punto di vista confuso, ma sono minutaglie che non rovinano la bontà del lavoro, lo sforzo creativo che prepara la penna a opere future migliori e più notevoli.
I racconti proposti sono di generi fantastici, tranne il primo, Un [Il – NdR] ladro queste cose le sa, che si mantiene entro fatti e ambienti realistici; salvo l’ultima frase, [… il super spoiler l’ho eliminato! – NdR] scritta quasi come epitaffio, che ammanta la storia di una certa valenza fiabesca.
Si continua con Sonialuce che, con Matilda danza sulla riva (poco più avanti), è di difficile collocazione tematica, è sfuggente persino allo sforzo di dargli un senso (o forse l’incapacità è solo mia). Posso dire questi due testi poesie in prosa, racconti surreali e onirici, ma non so se farei centro.
Where did you sleep last night è invece un piccolo giallo, ritmato dai versi di una canzone e sapientemente portato alla conclusione, anche se il finale lascia quel retrogusto amaro che si avverte quando ci si trova di fronte un racconto non perfettamente compiuto. Infatti qui scopriamo tutto, chi ha ucciso e perché, ma la storia sembra rimanere in sospeso, sembra mancare di una conclusione vera e propria, risolutiva.
Il colpo perfetto è una storiella surreale e visionaria che ci parla della Perfezione. Testo di sapore vagamente “twilightiano” [spero nel senso di “Ai confini della realtà”! – NdR], è quello che maggiormente indica come l’autore sia alla ricerca di soluzioni nuove e inedite, mischiando fatti reali ad altri inventati, intervallando i paragrafi con diciture strambe come “Primo Pezzetto”, “Secondo Pezzetto” ecc., inserendo avvisi anacronistici che sconsigliano il lettore dal credere veri fatti e personaggi, o portando il lettore dalla viva voce di una segreteria telefonica nel vivo di una partita di pallone amatoriale senza interruzione. Il risultato estetico finale non può che spiazzare perché siamo di fronte a un testo decisamente sopra le righe, anzi fuori.
Si prosegue con Secondo piano Mafessoni, stupefacente perché narrato in prima persona da un accendino usa e getta! Il testo non manca di qualche riflessione sociale, certo formulata dal narratore stesso (il che è quanto dire!), diverte, ed è scritto bene. Peccato solo che la trama si conclude, come nel giallo di pocanzi, in un modo non perfetto, non incisivo. Un altro difettuccio del testo è che l’accendino si lasci fin troppo scopertamente andare agli apprezzamenti per una donna, il che lo umanizza eccessivamente e palesa un difetto nella capacità d’immaginare dell’autore.
Segue Un grande stupore, che ormai considero un piccolo capolavoro. È un racconto frizzante, solare, leggero, e curato, molto bello. Per queste qualità si lascia leggere in un lampo, pur essendo il testo più lungo della raccolta (conta cinquanta pagine precise). La particolarità della storia sono i molti finali, fra cui qualcuno divertente, qualcuno toccante (e per incisività e misura l’ho trovato molto sincero e sentito), qualcuno soprannaturale, o comico… Al lettore la scelta di decidere quale sia quello che più lo convince. Ogni finale è legatissimo ai fatti narrati.
Il suicidio della ragazza dai [bei – NdR] capelli castani, che chiude la raccolta, è invece una gustosa fiaba moderna, davvero impeccabile e bella.
In conclusione un libretto da gustare, ma che ci lascia anche pregustare quello che verrà in futuro. Azzeccate anche le illustrazioni interne, prese con gusto dalla gran varietà d’immagini che offre la Rete.
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L’ultima volta che parlai di Pelicula erano passati 361 giorni dalla vergatura dell’ultima parola del capitolo 39; da quel giorno sono trascorsi altri 565 giorni, e il capitolo che sto sistemando è il numero 51. Questo vuol dire un capitolo ogni 47,083p giorni nell’ultimo anno e mezzo, oppure un capitolo ogni tot per un periodo di tot, e poi il profondo niente-di-niente per un altro periodo tot e poi altri tot e altri capitoli in maniera tot casuale e tot inverosimile. A rigor di logica, la seconda ipotesi è la più plausibile. Insomma: giuro che ci sto lavorando, e anche se non ci lavoro, lavoro lo stesso!
Questi ultimi capitoli hanno posto solide basi per il finale; da ciò che avevo in mente all’inizio ho sviluppato almeno un altro paio di livelli, e adesso l’idea che ho mi sembra davvero buona, così ho intenzione di sviluppare la parte finale in questo senso. Non mancheranno le revisioni sul già scritto, ne ho tante in mente e ci dovrò dare dentro: credo fortemente che siano i piccoli particolari a sostenere i grandi temi, e di piccoli particolari da sistemare ne ho un bel po’! Torno immediatamente al lavoro, ma non prima di gettare nel mucchio questo incomprensibile schemino, che ammetto di aver usato in maniera a dir poco vergognosa in questi famosi tot giorni. Senza note o giustificazione alcuna, eccolo qua:
Quando Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani fu selezionato da Onirica Edizioni per essere inserito nell’antologia Il mercante di fiabe, la brava Claudia Petrazzi realizzò un’illustrazione da aggiungere a corredo del racconto. Questo accadeva sei mesi fa, ed è unicamente per motivi sconosciuti se la mostro soltanto ora. Ecco, inoltre, la mia inadeguata mini autobiografia inserita come nota finale: Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani è il titolo della mia prima fiaba. Quando dovevo ancora decidere che cosa scrivere, pensavo che se fosse stato un racconto horror mi sarei spaventato troppo, e non mi andava. Una storia d’amore mielosa e sdolcinata mi avrebbe certo cariato i denti, e nemmeno questo mi andava; inoltre non avevo nessuna astronave per un racconto di fantascienza. Allora avrei potuto provare con il genere poliziesco, ma Libisce (il gatto a strisce) aveva nascosto il tubetto del giallo. Così ho scritto una fiaba. Se non l’hai mai letta, la trovi poco sopra, prima di questo paragrafetto; se invece l’hai già letta, spero ti sia piaciuta. Io sono Andrea e il mio nome rima solo con parole buffe, come dismenorrea, mixorrea, oftalmoblenorrea, fricassea o alta e bassa marea.
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La canzone Where Did You Sleep Last Night, conosciuta anche come Black Girl, Black Gal o In the Pines, è un brano della tradizione folk americana risalente alla fine del diciannovesimo secolo. L’autore è ignoto, ma negli anni ’40 è stata presentata da Leadbelly e successivamente da Bill Monroe, i quali contribuirono a diffondere il brano fra un pubblico sempre maggiore.
siete invitati alla presentazione di Matilde danza sulla riva. Elena Fumagalli presenterà e intervisterà l’autore; vi aspettiamo con un ricco buffet e l’intrattenimento e la recitazione dell’attore Alberto Guerra.
Aggiornamento lampo mentre mi trovo in Patagonia per motivi faceti: qualche giorno fa è comparsa sul blog Mushroom’sla mia intervista tenuta dallo scrittore Marco Mazzanti. Abbiamo chiacchierato a proposito di ispirazione, di centri commerciali e di come spennare gli aspiranti scrittori ingenui.
Nei giorni scorsi sono stato intervistato dalla scrittrice Argeta Brozi; oggi l’intervista è stata pubblicata sul suo blog Sussurri dal cuore. Questo il testo integrale dell’intervista, buona lettura.
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Il 23 ottobre 10, con la preziosa collaborazione della presentatrice Rosamaria Micheli e la lettura attorale di Elena Fumagalli, si è svolta presso la libreria Bookstop Libri&Coffee di Brescia la prima presentazione del mio libro Matilde danza sulla riva.
Introduzione: il racconto Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani
Sabato 23 ottobre alle ore 17:30 presso Bookstop Libri & Coffee (via Leonardo da Vinci, 10)
si terrà la prima presentazione del libro Matilde danza sulla riva. Rosamaria Micheli introdurrà l’autore e il suo nuovo libro fresco di stampa. Siete tutti attesi per l’aperitivo e le letture di Elena Fumagalli.
Qualche giorno fa ho aperto su Facebook una cosiddetta pagina, dedicata a Matilde. Questo è l’indirizzo: dato che nel network blu le informazioni sono accessibili in modo molto semplice, mi sembrava cosa sagace promuovere il libro anche in questa maniera. Pare non sia stata una cattiva idea: in poco più di dieci giorni la pagina ha raggiunto il suo novantanovesimo iscritto, e se ti sbrighi il centesimo potresti essere proprio tu!
Come avrete notato, da qualche giorno la veste del sito è cambiata radicalmente. Così tanto che in effetti non si tratta solo della veste, le modifiche arrivano anche più all’interno, fin nei polmoni, nelle ossa e nelle tasche del giaccone. Il sito ora è molto più efficente, l’area del blog è perfettamente integrata e da questo momento i contenuti saranno orientati quasi esclusivamente alle mie pubblicazioni e ai miei lavori inediti. Per il momento esistono due sezioni dedicate a Geloso permaloso lunatico e noioso e a Matilde danza sulla riva, che sono gli unici miei volumi eiditi, per gli inediti c’è e ci sarà spazio nel blog e, quando sarà il momento, si vedrà che cosa fare. Questo significa che il sito avrà un taglio più specializzato, e questo è una maturazione e non una perdita, e sezioni tutte con uno specifico obiettivo.
Ne faccio una velocissima descrizione:
La home page mostra l’ultimo articolo inserito nel blog (ho ancora un problema tecnico per quanto riguarda il titolo, ma tutto lo staff… ci sto lavorando su), le copertine dei miei libri collegate alle relative pagine, un badge di Facebook con alcune note e la mia libreria aNobii con gli ultimi libri letti. È, come potete vedere, una pagina riassuntiva e introduttiva.
I miei libri è la sezione dove parlo delle mie pubblicazioni, con link a siti di recensioni e commenti, e così via. È possibile usare questa sezione per acquistarli.
La pagina Blog è autodescrittiva!
Contatti è una semplice pagina con un modulo da compilare per inviarmi un messaggio privato. È esattamente come se mi scriveste un’eMail, prendetela come una piccola misura tutelativa allo spam.
Nella parte superiore di Link presento alcuni banner che è possibile usare per linkare questo sito, poco sotto inizia l’elenco dei siti con i quali è collegato Ryo.it.
Per ultimo parlerò della barra verticale presente in tutte le pagine (escluse quelle “figlie” di I miei libri). Al momento è composta da questi strati, dall’alto verso il basso: Il pensierino Cucuddrillo è il mio stato su Twitter; News dal mondo sono le notizie dei quotidiani che seguo che, per un motivo o per l’altro, decido di condividere; Bacheca è uno spazio dove i visitatori possono scrivere un loro pensiero estemporaneo; Commenti recenti riporta gli ultimi commenti ai miei articoli; Categorie e Di che cosa s’è discusso sono, rispettivamente, le categorie e i tag assegnati agli articoli; Archivio articoli raggruppa gli articoli per anno e per mese; Circuiti sono mini banner collegati a circuiti ai quali sono iscritto; infine, in Campagne ci sono collegamenti a siti di interesse sociale che, nel mio piccolo, intendo supportare.
Qua in fondo alla pagina a sinistra, inoltre, ci sono cinque bottoncini: se vi ci posizionate sopra con il cursore del mouse, dopo un piccolo momento comparirà la descrizione del loro utilizzo.
Direi che questo è tutto. Un ultimo dato statistico: chiudo la vecchia versione del sito (che era la seconda) con un totale di 49.135 pagine visitate. Sconsiglio chiunque di giocarselo al lotto.
domenica 26 settembre h 20 Hotel Araba Fenice Via Fenice, 4 Iseo (BS)
Nella magica atmosfera dell’Hotel Araba Fenice, nel salone Golfo dei Fiori, affacciato sulle calme acque del lago d’Iseo, vi attende una serata che sarà come un tuffo nei magici mondi di FIABE E LEGGENDE. (altro…)
Dieci casi di dieci diverse vie in cui l’amore nasce, finisce o non nasce affatto; in cui è forte e sprona l’anima, in cui è maledetto e l’anima la brucia. Dieci storie e dieci colori, dieci, cento vite infinite.
È da oggi ufficialmente in pubblica (pubblica ma piccola (ma pubblica!)) distribuzione la prima serie di segnalibri dedicati a Geloso permaloso lunatico e noioso. Sono otto rettangoli di cartoncino caratterizzati ognuno da una diversa poesia, o un suo frammento, e lo sfondo è una “fetta” verticale (ampia un quarto) dell’immagine di copertina, disegnata dalla brava Laura Pezzoli. Cliccando qua sono scaricabili i primi quattro segnalibri, qua invece gli altri quattro.
Sentitevi liberi di stampare, ritagliare e disperdere al vento.
Concorro per la prima volta quest’anno al Premio H. C. Andersen per fiabe inedite, nella categoria Adulti, premio giunto alla sua quarantatreesima edizione. Partecipo con il mio racconto breveIl suicidio della ragazza dai bei capelli castani, convinto e spronato dai molti giudizi positivi ricevuti e il copioso premio in vil denaro. Vile ma copioso. Copioso ma comodo. Comodo ma non necessario. Per cui, male che vada, potrò dire di non esser riuscito a partecipare solo alle prime quarantadue edizioni.
Il Caffè letterario Un Mondo di Carta (vicolo Beccaria, 10 – Brescia) è nato dall’esigenza di creare un ambiente dove per chiunque fosse possibile promuovere iniziative culturali, momenti d’incontro e discussione, e creare un laboratorio di produzione artistica che possa divenire punto di riferimento per la cittadinanza bresciana e non.