V-Day: appuntamento
Parto dal presupposto che non ne ha parlato nessuno (boicottaggio mediatico?), e che certo vale la pena saperne.
Poi uno è libero di pensare e fare quello che crede più opportuno.
Ah, dimenticavo, siamo in Italia… mi correggo: ognuno è semilibero di pensare e fare quello che vuole.
L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi culturali. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.
Beppe Grillo
V-Day: una serie di link utili
- Homepage del V-Day
La manifestazione a Brescia- Il V-Day nelle piazze d’Italia
- Antonio Di Pietro parla del V-Day
- La notizia su Punto Informatico
- La notizia su Corriere della Sera on line
Il volantino- La musichètta
- Un’altra musichètta
- Chi vi cercherà se non ci andate
- Perché dico che siamo semiliberi
Ci si vede sabato in piazza, e sennò V…
— Ryo
Ken il guerriero: il colpo dell’orsa maggiore
Kenshiro Kasumi all’anagrafe, solo Ken per molti ex ragazzini: il guerriero di Hokuto eroe dell’infanzia di molti.Tutto sommato la storia non è gran ché: è ripetitivo fino alla nausea, incoerente (un sacco di cose sono in contraddizione fra loro), stereotipato ed esagerato.
Premio Strega 2007
Ma… ma… l’ha vinto Come Dio comanda di Ammaniti!
Ammaniti è uno dei miei scrittori contemporanei italiani preferiti, ma quest’ultimo libro m’ha fatto straschifo! Leggendolo, ho sinceramente pensato che l’avesse scritto solo per far un (bel) po’ di quattrini, perché, indipendentemente dalla qualità del lavoro, lui vende sempre un sacco. Ma che vincesse un premio importante come quello (è il maggior riconoscimento italiano… ma ormai il premio lo assegnano all’uomo della casa editrice più influente (cioè che paga di più per la promozione del libro)) è un vero insulto!Ho avuto l’impressione che Ammaniti volesse ricopiare una formula risultata buona nei libri precedenti, ma esasperandola, in un’opera completamente sorretta da un unico personaggio davvero buono, insieme ad altri personaggi inverosimili e una storia assolutamente banale.

Quindi: nulla di nuovo, ma il riuso di una formula già collaudata, esagerata, che fa perciò cadere la maschera allo scrittore.
Puah!
Lo sai che io e Luca troviamo i pesci?

È dal risveglio, stamattina, che sto copiando in bella copia il mio ultimo racconto dal Quaderno della Macchinetta™. Mi sto divertendo… però che oo!
Voglio uno scanner capace di riconoscere la mia calligrafia (che, quindi, deve essere più bravo di me!)
Per fotografare il sole
Stuparich Spectacula Reading
È andata: ieri abbiamo proposto il primo reading in pubblico. Scelta la formula delle porte chiuse, una dozzina di invitati sono stati testimoni della prima performance della nostra esibizione. La location designata è stata Casa Stuparich e, nonostante le prime incertezze formali, il pubblico ha dimostrato l’apprezzamento che speravamo.
(altro…)
Il muro di Terry
Attraversando via Privata De Vitalis, qui a Brescia, si passa per forza accanto questo muro.
Ormai è diventato un’istituzione, come i Pitoti delle incisioni rupestri camune, come i crop circle nei campi di grano. E Terry non è più il nome di un writer, ma un simbolo: è Sandokan, è Ernesto Che Guevara, è William Wallace.
Stavo cercando questa foto, l’unica che ho voluto mai scattare al Muro di Terry per adoperarla come illustrazione di un mio racconto; non riuscivo a trovarla.
Ho temuto davvero d’averla smarrita: cambi di disco, formattazioni, travasi di dati, calamità informatiche. L’ho recuperata solo nell’ultimo posto della lista, con ciclopico sospiro di sollievo.
Mi sarebbe dispiaciuto non averla più: non era solo un’immagine, posso scattarne una nuova e migliore quando voglio, in fondo. Una nuova avrebbe avuto un sapore diverso, artificioso, l’arte non ha bisogno d’essere rifatta per renderla più bella, queste furbizie non sono contemplate.
Per fortuna l’ho ritrovata, e per sicurezza la metto anche qui!
Dopo 218 anni: perché i politici che sbagliano non pagano mai?
Il 14 luglio 1789 i parigini presero la Bastiglia, era la Rivoluzione.
Oggi, dopo 218 anni, c’è chi pensa che quegli sforzi siano stati vani, che la nobiltà sia solo apparentemente caduta, ma in realtà sostituita da una classe politica corrotta e comandata da forze oscure.
Perché i politici che sbagliano non pagano mai? Male che gli possa andare non verranno rieletti (anche se la gente è stupida e dimentica alla svelta), ma saranno sempre lì a scaldarsi il culo alla faccia di noi poveracci.
La cura?

— Ryobespierre
Ecumenical World Patriarchate Antology n° 1
Carissimi, in questa giornata tanto luminosa, sono colmo di gioiezza nel comunicarvi che l’Ecumenical World Patriarchate ha deciso di pubblicare, nella raccolta del loro primo premio letterario, una poesia che gli inviai mesi or sono.
Posso modestamente dichiarare che si tratta di, forse, una delle peggiori che abbia mai scritto, ma contenti loro…
Il libro è liberamente scaricabile dall’internet a questo indirizzo, indirizzo cui fare riferimento anche per acquistare la copia cartacea del medesimo. Io lo sconsiglio, tanto non ne (€) prendo gneanche uno, anche se personalmente credo la comprerò, giusto per averne la prova tangibile da esibire alle serata di gala.
Sperando di aver fatto cosa gradita auguro a tutti ogni bene.
Syd Barrett

Non voglio riportare facili citazioni o scrivere frasi tristi, solo il ricordo che è passato un anno da quando il giornale mi diede la notizia della sua morte: di colui che credevo smarrito, ma immortale.
Idolatria
Secondo la dottrina cattolica, l’adorazione delle rappresentazioni di entità sacre (figurative, scultoree, eccetera) è un culto pagano.
Idolatria: attribuire a opere dell’uomo una valenza divina.
Parto da questo spunto per presentare un sito che ho conosciuto i primi giorni di quest’anno: ImmaginiSacre.org, con il cui webmaster ho avuto un colorito scambio di messaggi.
Io, colpito dallo squallore del sito, mi sono aggrappato all’errore ortografico che imperava (e che è ancora lì!) in prima pagina, per vedere che acque tiravano. Di seguito i cinque messaggi che ne sono scaturiti
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From: Andrea Cabassi
Date: 07 Jan 2007, 11:14:45 AM
Subject: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE
Buon giorno e buona domenica,
sono per caso capitato sul sito in oggetto e vorrei solo far notare quanto la frase “Immagini sacre da stampare e farLE benedire”, che appare nel logo , sia grammaticalmente scorretta.
Ciao
Andrea
—
La sottile frontiera
fra arte e vandalismo
è la capacità
di affascinare le proprie vittime
:::::::::::::::::::::::::::::::::
www.ryo.it
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From: Stefano G.
Date: 07 Jan 2007, 05:13:18 PM
Subject: Re: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE
Non è per sbaglio, ma voluto, tutte le persone che come te lo notano o
mentalmente o verbalmente per ricostruire la giusta frase lo ripeteranno 2
volte questo implica che dopo scaricate e stampate ci saranno maggiori
possibilità che verranno benedette, perchè “l’errore” li porta a ripetere la
parola “benedire” 2 volte oltre la normale lettura, quindi così gli rimane
impresso o si spera e non lo dimenticano.
La sottile frontiera
fra stronzaggine e amor altrui
è la capacità
di trasmettere qualcosa di buono.
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From: Andrea Cabassi
Date: 07 Jan 2007, 05:44:39 PM
Subject: IMMAGINI SACRE DA STAMPARE E FARLE BENEDIRE
Stefano G. Scrive:
> “l’errore” li porta a ripetere la
> parola “benedire” 2 volte oltre la
> normale lettura, quindi così gli rimane
> impresso o si spera e non lo dimenticano.
Beh, mi verrebbe solo da dire “ma vai a farti benedire!” ma vorrei che fosse chiaro l’intento ironico!
chao
> La sottile frontiera
> fra stronzaggine e amor altrui
> è la capacità
> di trasmettere qualcosa di buono.
La sottile frontiera
fra stronzaggine e umiltà
è la capacità
di riconoscere i propri errori e non inventarsi cazzate
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From: Stefano G.
Date: 07 Jan 2007, 05:52:28 PM
Subject: Andrè
Come te fanno a piacè i manga lo sai solo te.
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From: Andrea Cabassi
Date: 08 Jan 2007, 01:08:19 AM
Subject: Re: Andrè
Stefano G. Scrive:
> Come te fanno a piacè i manga lo sai solo te.
Non si vive solo di immaginette sacre 😉
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La sottile frontiera
fra arte e vandalismo
è la capacità
di affascinare le proprie vittime
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www.ryo.it
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Amen.
Brrr…
Se qualcuno dal gentile pubblico volesse salire sul nostro carrozzone, per un esperimento dimostrativo, sappia che potrà trarne soltanto benefici! Il nostro tonico tonificante lubrificante ammorbidente e ammaliante, nonché cura di tutti i mali del mondo, lo renderà una persona nuova e migliore! Prego signore e signori, venite! Venite!
Ieri il dio degli amari alle erbe (compagno di merende di Bacco) ha voluto premiare i miei sforzi! Ecco, calamitata al ryorifero, la ricevuta del premio divino!

Chi mi conosce di persona starà già sghignazzando, per tutti gli altri… che aspettate a salire sul carrozzone?
Sanctus

Durante la funzione ho notato che il simpatico coro proponeva pezzi sacri con arrangiamenti dal sapore moderno. Qualche volta sull’onda della versione originale, spesso però ricordavano pezzi pop & easy listening, di quelli che tutti conoscono, ma mai nessuno ricorda il titolo.
Il top, secondo me, è stato raggiunto da Il Sanctus
Non vorrei risultare poco rispettoso, sarò solamente sincero e disinteressato come al solito, non lo faccio con intenti maliziosi, e nel dubbio siete invitati a fermarvi nella lettura. Se invece ve la prenderete a male, nonostante tutto, potete anche ervifott.
Ecco i versi fondamentali del Sanctus:
Dio dell’universo.
I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria,
Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna nell’alto dei cieli.
L’arrangiamento! L’arrangiamento era il tipico da sigla dei cartoni con i robot giapponesi! Mazinga Z, Daltanious, ecc… VAI, DIO DELL’UNIVERSO! SWOSHHH!!! Saaanto saaaaanto saaaaaaantooo! Yèèè!!! Tu proteggi i cieli e la Terra da Vega! Taratattatà!!! Vola nell’alto nei cieli e spacca il culo ai Meganoidi!!!
Eccezionale.
OK, il momento blasfem-oriented è terminato. Il matrimonio è andato alla grande e tutti vissero felici e contenti.
(E qua parte la sigla di chiusura: scene della cerimonia e del ricevimento, e termina con tutti gli inviati che corrono verso il tramonto sul lago d’Iseo)
Refresh
Vi hanno mai detto, smanettando al PC, di fare un refresh? In italico idioma è rinfrescare: suona male, aggiornare: già meglio.
Il mio PC venerdì ha fatto domanda formale perché gli facessi refresh, ma forse non ci siamo capiti tanto bene.
In realtà, stando lì, lo sentivo bene il vento che dal condizionatore andava dritto sparato al case del mio PC… ma la fotografia rende solo un quinto delle sensazioni. Per cui immaginate le linee cinetiche del vento, e ridete pure.

Candele
Fuori sento i rumori e vedo le luci di un temporale lontano, ho appena finito di scrivere A ovest, che parla proprio di questo ma in realtà di tutt’altro, e l’unica illuminazione seria della mia stanza è la fiamma di tre candele. Meno serie, computer portatile e telefono cellulare.

Candele, sicuro, quelle cose di cera con uno stoppino dentro, che accendendolo scioglie la parte superiore della cera, questa per il principio della capillarità risale lungo lo stoppino e, vaporizzata, alimenta la fiamma.
Sì, quelle che si usavano nel diecimilavanticristo, prima ancora dell’invenzione della lampada a petrolio e dell’America. Fa un certo effetto rimanere nella propria grotta a lume di candela quando fuori si scatenano gli elementi. Occorre anche un po’ di immaginazione, certo, infatti per fortuna ho evitato di appartenere a quest’ultima generazione.
Ora mi ritiro, domani sveglia presto: a caccia di cucuddrillosauri!
È nascosto
Non lo vedo, è nascosto, si sta nascondendo, è nel suo nascondiglio, mi teme. Si cela adeso alla parete invisibile della tazzina, ma io so che è lì.

Non potrebbe essere altrove, non avrebbe senso: lo sappiamo tutti e due. Aspetta, aspetta solo che mi distragga per fuggire via. Gli sarebbe sufficiente un solo attimo, sappiamo tutti e due anche questo.
Ma il mio primo occhio e il mio secondo occhio lo controllano attentamente, non hanno a fuoco nient’altro che il dentro della tazzina, arginato dal cucchiaino e dalla strisciata di fondo del caffè.
La prima mossa di uno di noi due sarà la decisiva.
Antiquotidianità
L’importante è sapere di star facendo la cosa giusta. Il resto è solo una questione animale: devo mangiare sennò muoio, devo dormire sennò impazzisco, devo sopportare sennò non potrò andare avanti. Ma alla fine avrò l’ultima parola.
Chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
Scattai questa foto lo scorso gennaio, per poi abbandonarla nel mucchio delle uscite male.
Prima, ravanando in quel mucchio, l’ho vista e m’è venuto da chiedere Chissà come mi vedono dalla Terra. Raramente mi sono posto questa domanda, e ancor più raramente m’è interessata la risposta.

1800 borelle
Cassetta della posta rovente in quelsti ultimi giorni!
Dopo due mesi brandisco di nuovo la penna rossa (pennarello, la penna l’ho smarrita da qualche parte nell’oltepò pavese) per le correzioni alla seconda bozza della mia raccolta di poesie, cosa che ho già accennnato qui.
Poi altri due editori si sono fatti vivi con delle proposte editoriali, a sentir loro, vantaggiosissime.
Probabilmente per loro milleottocento bor€ll€ sono briciole, a me fanno ancora un po’ impressione, anche perché uno dei due spacciava la propria proposta per grande opportunità, quando invece mi chiedeva tanto quanto l’altro. E non mi è venuto nemmeno per un attimo il pensiero che fosse l’altro quello onesto. No, questa parola la vedo decisamente male sulla maglietta di qualcuno di loro.
Non avranno i miei soldi, maledette sanguisughe! Cioè: non li ho nemmeno io, perché loro dovrebbero volerli più di me?
Li ignoro, e continuo nel mio lavoro di correzione. Incredibile quante piccole cose saltino fuori.
Anno Domini va in maiuscolo, per esempio, e altre cose che noto solo perché sto cercando proprio loro.
Soltanto chi non vuole vedere non vede veramente
Non credo nei cambiamenti graduali
Vita è quest’avventura pag. 89
Sei mie poesie sono state incluse nell’antologia Vita è quest’avventura, curata da Chiara Bruni pubblicata da Casa Editrice Pagine di Roma. Il volume è uscito da pochissimo (marzo 2007, però a me è arrivato in questi giorni) ma essendo abbastanza underground credo sia pressoché impossibile trovarlo in libreria.
Non che pensi possa interessare a qualcuno ma per dovere di cronaca ecco alcune informazioni riguardanti l’antologia:
ISBN: 978-88-7557-201-3
# pagine: 600
Prezzo: € 18,59
I miei pezzi inclusi sono tutti risalenti alla mia prima produzione, ecco i titoli:
- Vandalismo
- Fiammella
- Come neve
- Lascia vincere me
- Fa caldo
- Se il mio grido arrivasse ad altra gente
Che cosa significa questa antologia, mi chiedo. Il primo vero passo di un cammino? Leggendo molti degli altri autori che vi compaiono sembra per loro, piuttosto, l’ultimo passo: il veder pubblicati i loro lavori in un libro vero, la soddisfazione di potersi dire pubblicati.
Per me non è certo così. Lontano dall’essere il coronamento di un piccolo sogno, è più simile allo sfizio personale di vedere il proprio nome stampato per la prima volta. Non andrò certo a spasso col volume sottobraccio per farlo vedere, mi basta sapere che esiste e che è qualcosa che ora devo cercare di superare.
Alzare di una tacca la sbarra e ritentare il balzo, sarà interessante vedere domani quanto sarò riuscito a saltare più in alto di Vita è quest’avventura, che con il porno-titolo che si ritrova è bene non lasciare mi stia avanti per troppo tempo!
L’uomo nell’alto castello
Giusto poco prima di terminarlo, mi sono reso conto che il libro che avevo in mano era il mio unico acquisto da sei mesi a questa parte che non fosse qualcosa di commestibile o un articolo per la casa.
Spesso libertà è confusa con la possibilità di fare quello che si vuole, ma quello si chiama ricchezza… alle volte è solo ignoranza, nella maggioranza dei casi non se ne coglie la differenza.
M’accontento della mia indiscussa superiorità nel godere il tutto del poco, tenendomi lontano da fonti decerebrative catodiche: purifico lo spirito e guadagno punti karma, arrivato a cento più 25 euros posso ritirare il costume di Spiderman e la macchinetta per sparare le ragnatele in faccia a maligni e ribaldi.
Il libro è La svastica sul sole di Philip K. Dick. La K ho scoperto essere per Kindred, che secondo me è un nome che non esiste, inoltre ho notato la curiosità che essendo lui del ’28 e morto nell’82 ha uno strano palindromo nei suoi anni limite. Che l’abbia fatto apposta? Non credo, ma se invece sì è stato molto bravo, specie per la data di nascita.
La svastica sul sole narra di un presente alternativo dell’Italia se Berlusconi fosse salito al potere: il paese diviso in due con i fascisti a nord e i forzisti a sud, mentre la lega l’avrebbe preso in quel posto. Campi di sterminio per intellettuali e pacifisti disseminati per tutta la pianura padana, borghesotti ignoranti che scorrazzano per la penisola a bordo di SUV al fianco di lipidiche mogli impellicciate mentre i rampolli passano le serate chiusi in antichi palazzi a folleggiare a cocaina intrattenendo raggianti travestiti sudamericani.
La moda del momento? Collezionare oggetti comprati tramite televendite prima delle elezioni.
In questo contesto si sviluppano parallelamente una serie di sottotrame: dal fabbricatore di padelle inox 18/10 con fondo alto un centimetro contraffatte, alla storia del libro degli oracoli sui programmi televisivi, fino al leghista integralista cattolico che intende uccidere l’ultimo baluardo di un paese libero: l’autore di un romanzo nel romanzo che narra della sinistra che vince le elezioni, non vara nessuna legge sull’indulto e risolve il problema del conflitto d’interesse.
Più o meno.
Molto bello, lo consiglio a tutti quelli che per colpa mia stanno pensando di non leggerlo nemmeno per tutto l’oro del mar Egeo, in modo da riparare in qualche modo a queste mie parole…
— Philip Kaba Ryo
Libera lì dov’è
Mi piace scattare fotografie strane, angolazioni particolari a oggetti comuni. Non sono un tipo da panorami, credo che solo un vero fotografo figo possa fare una foto decente di un paesaggio. Me ne sono reso assolutamente conto in montagna due estati fa: vedere un panorama vero piuttosto che in fotografia ha un divario nemmeno inimmaginabile, fare una foto deve per forza cercare di catturare qualcos’altro, perché la bellezza di quello che stai vedendo lì con i tuoi occhi non è inscatolabile, deve rimanere libera lì dov’è.

Questa invece l’ho scattata a botto mentre guidavo in ritorno dal concerto finale_concorso_musicale degli SM58 a Carpi. Quindi in realtà questo panorama io non l’ho visto (proprio perché scattavo a caso), però c’ero dentro, e quindi lo faccio mio, nella foto, nonostante tutta la premessa.
Lanciano per Reliquia ex Ossibus
Mi è stato proposto un mese e mezzo fa, forse qualcosina di meno, di scrivere la sceneggiatura per un fumetto. Il fine ultimo era quello di partecipare al concorso Lanciano nel fumetto: la storia era a tema libero ma con il limite delle cinque pagine.
E cinque pagine sono davvero poche per un qualsiasi abbozzo di storia. Specialmente quando non è la parte scritta a occupare più spazio nella pagina, quanto invece solo piccole nuvolette rade nel foglio disegnato.
Così mi sono armato di carta e matita e non ho smesso di scarabocchiare finché alla fine, preso da disperazione, ho rinunciato all’idea di una storia scritta in maniera tradizionale.
Così è nato Reliquia ex Ossibus, dove la storia vera è sostituita dal prologo alla stessa, e nel linguaggio la forma prevale in modo assoluto sui contenuti.

Ecco una delle pagine che componevano il mio lavoro preliminare (notare l’assoluta tecnica grafica che padroneggio):

Una volta decisa la storia mi sono trovato con i Trish Studios per studiare personaggi e struttura delle vignette (tutte misteriose alchimie da fumettista…) ed ecco che ripropongo qui tutte le fasi dello studio dei due personaggi principali Elenna e Lindone:





Alla fine non abbiamo vinto un tubàsso, ma resta l’esperienza interessante, la sperimentazione di un modo particolare di novellare e, perché no, l’orgoglio di essere stato scelto quando altri erano ben più vicini di me alla disegnatrice.
Altri lavori sono attualmente in progettazione, nonostante l’orrorificenza dei miei storyboard…
Stuparich Movie Fan: Bigger Longer & Uncut
Continua il mito dello Stuparich Movie Fan con South Park: il film – Più grosso, più lungo & tutto intero (South Park: Bigger Longer & Uncut, USA, Trey Parker, 1999).
Ecco il testo di una hit della colonna sonora: Blame Canada!
Sheila: Times have changed
our kids are getting worse
they won’t obey their parents
they just want to fart and curse!
Sharon: Should we blame the government?
Liane: Or blame society?
Dads: Or should we blame the images on TV?
Sheila: No, blame Canada!
Everyone: Blame Canada!
Sheila: With all their beady little eyes
and flapping heads so full of lies!
Everyone: Blame Canada!
Blame Canada!
Sheila: We need to form a full assault!
Everyone: It’s Canada’s fault!
Sharon: Don’t blame me
for my son Stan
he saw the damn cartoon
and now he’s off to join the Klan!
Liane: And my boy Eric once
had my picture on his shelf
but now when I see him he tells me to fuck myself!
Sheila: Well, blame Canada!
Everyone: Blame Canada!
Sheila: It seems that everything’s gone wrong
since Canada came along!
Everyone: Blame Canada!
Blame Canada!
Copy Guy: They’re not even a real country anyway.
Ms. McCormick: My son could’ve been a doctor or a lawyer rich and true,
instead he burned up like a piggy on the barbecue
Everyone: Should we blame the matches?
Should we blame the fire?
Or the doctors who allowed him to expire?
Sheila: Heck no!
Everyone: Blame Canada!
Blame Canada!
Sheila: With all their hockey hullabaloo!
Liane: And that bitch Anne Murray too!
Everyone: Blame Canada!
Shame on Canada
for…
the smut we must stop
the trash we must bash
the laughter and fun
must all be undone
we must blame them and cause a fuss
before somebody thinks of blaming uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuus!!!
Fatevi un clistere, io me ne vado-a-casa.
Stuparich Movie Fan: Paura e delirio a Las Vegas
Eravamo dalle parti di Barstow, ai confini del deserto, quando le droghe cominciarono a fare effetto
Il titolo per il secondo appuntamento dello Stuparich Movie Fan è stato faticosamente scelto fra centinaia e migliaia di disponibili: Paura e delirio a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas, USA, Terry Gilliam, 1998)



