Fantaronco 2023/24: la grande salvezza!

Fantaronco 2023/24: la grande salvezza!

Eccoci puntuali come un orologio - anzi, pure in anticipo - con il riepilogo della stagione fantacalcistica appena conclusa. Anche quest'anno la mia fantasquadra Dinamo Stuparich ha partecipato alla lega si Serie A del Fantaronco, ed è la terza stagione consecutiva nella massima serie!

Anche quest'anno la situazione è stata a lungo compromessa, con moltissime giornate sul filo del rasoio della retrocessione, che però un entusiasmante finale di stagione è riuscito a scongiurare, guadagnando la salvezza con due giornate di anticipo.

Fantaronco 2021/2022 Logo Dinamo Stuparich

L'obiettivo della stagione 2023/2024

Facendo tesoro del fallimentare tentativo della stagione precedente di vincere un trofeo, quest'anno l'obiettivo è stato un cauto migliorare il piazzamento precedente, sempre con un occhio di riguardo alla coppa, i cui passaggi di turno garantiscono un aumento dei proprio posti stadio e, di conseguenza, degli introiti da investire nel mercato.

Dinamo Stuparich (Andrea Cabassi) 2023/2024

Dinamo Stuparich 2023/2024

Com'è andata in campionato

Quest'anno sono arrivato settimo, peggiorando di una posizione il piazzamento dell'anno scorso. Comunque, visto il rischio costante per quasi tutto il campionato di finire nella zona più bassa della classifica, posso dimostrarmi mediamente soddisfatto, soprattutto perché arrivato prima di Mack United. Tiè!

Serie A 2023/2024

Com'è andata al Gran Premio

Il Gran Premio è una competizione cui partecipano le squadre di tutte le leghe (Serie A, B e C), misurandosi sulla somma dei punteggi delle singole giornate di campionato.

Quest'anno ho raggiunto il mio miglior piazzamento di sempre, una gloriosa settima posizione che mi garantisce l'accesso diretto alla prestigiosa Champions FR League per la terza volta consecutiva!

Gran Premio 2023/2024

Com'è andata la Coppa

In coppa ho superato il mio girone senza troppa fatica, ma anche quest'anno, come lo scorso, i sedicesimi di finale sono stati un ostacolo invalicabile.

Coppa 2023/2024

Com'è andata la Champions FR League

Un vero e proprio disastro! Ultimo del girone con un misero punto acquisito nell'ultima giornata, quando l'eliminazione dalla competizione era già matematicamente certa.

Champions FR League 2023/2024

Andrea Cabassi Ringrazia

Anche quest'anno ecco il dovuto ringraziamento a Gianluca e Paolo che si sono impegnati al massimo per portare avanti la baracca, cioè questa qua! Buona fanta-pausa-estiva a tutti!

Il Magazzino dei Mondi 3, con un mio racconto!

Il Magazzino dei Mondi 3, con un mio racconto!

La mia copia personale de Il Magazzino dei Mondi 3
Per Il Magazzino dei Mondi 3, in uscita lo scorso 10 maggio, sono stato selezionato come autore con il mio racconto Radio Trams, ecco infatti il mio nome in quasi prima fila sulla bella copertina realizzata da Dino Marsan, e il timbro in prima pagina nella mia copia per la collaborazione - ne ho ricevuta una sola, non 10... che evidentemente ha un altro significato.
Il Magazzino dei Mondi 3 Copia Collaboratore

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 3

Il Magazzino dei Mondi 3
Il Magazzino dei Mondi 3

I racconti

Questo numero per me è davvero speciale, non solo per la presenza del mio racconto: condividere le pagine di una rivista con tre amici non è cosa di tutti i giorni, e per questo ringrazio e saluto Francesco, Laura e Margherita. Horaaa!

Ho letto con grande interesse tutti i racconti - di cui uno a fumetti - e, come per i primi numeri, ho appuntato a caldo le mie sensazioni. Sono commenti del momento, non intendo giudicare, e spero che nessuno si senta trattato ingiustamente.

Un'altra novità per questo terzo numero è la presenza della rubrica delocalizzata Il momento è drabble, composta da brevi racconti da 100 parole, da cui però ho preferito esimermi dal commentare; forse si tratta di una forma troppo lontana dalla mia idea di narrativa, che comunque nel loro ruolo di riempi pagina rappresentano una buona soluzione.

L'illustrazione per Radio Trams di Emilio de Rosa

Radio Trams, di Andrea Cabassi

Ho recentemente parlato di Radio Trams in questo articolo, mica te lo sarai perso!

Illustrazione di Emilio de Rosa.

Ambra, di Mirco Goldoni

Claustrofobico e inquietante, ha un finale che è una ciliegina sulla torta! Scoprilo, leggendo questo bel racconto ambientato sul lontano pianeta Ambra (o Geliahk?)

Illustrazione di Gino Andrea Carosini.

Ambra
Ireni e rane

Ireni e rane, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Il racconto parte lento e con un tono pesante, prosegue virando al cervellotico, e si conclude in modo... non ho capito se davvero s'è concluso (ancora una volta leggendo CMDP ho l'impressione che mi manchi qualche pezzo, qualche passaggio).

Illustrazione di Laura Pezzoli.

Buio, di Margherita Tramontano

Questo ottimo racconto intriso di filosofia è davvero ben scritto, tiene letteralmente incollati al foglio e in conclusione regala un finale superbo. È la prima volta che leggo un racconto di Margherita, che conoscevo per le sue sillogi poetiche. Davvero una bella sorpresa!

Illustrazione di Nibiru.

Buio
La resa

La resa, di Luigi Valerio

Per un istante ho sospettato potesse svilupparsi in una maniera geniale, ma non è successo. Resta comunque un pezzo interessante, pur nelle sue due sole facciate di lunghezza.

Illustrazione di Diego Salucci.

Click, di Patrizio Frosini

Un altro racconto breve che si lascia leggere con partecipazione.

Illustrazione di Gino Andrea Carosini.

Click
Estrazioni del lutto

Estrazioni del lutto, di Gino Carosini e Marco Mastroianni

Si tratta del primo esperimento di un racconto a fumetti nella rivista. Sintetico nello svolgimento e molto statico nello sviluppo.

Del perché suonano gli antifurto, di Francesco Cotrona

Racconto divertentissimo in cui continua la tradizione dell'autore di far proferire improperi a personaggi maestosi. Un po' Douglas Adams, un po' Terry Pratchett (mica cotics)!

Illustrazione di Emilio De Rosa.

Del perché suonano gli antifurto
Quanto vale un secondo?

Quanto vale un secondo? di Massimo Ferri

Questo racconto ci mette tutti in guardia in maniera divertente da moderni alchimisti e affini!

Illustrazione di Nibiru.

Dottore, per favore, potrebbe uccidermi? di Emiliano Federico Caruso

Per tutto il suo svolgimento, questo scritto si porta appresso la promessa di un finale rivelatore, che alla fine non delude le aspettative!

Illustrazione di Nibiru.

Dottore, per favore, potrebbe uccidermi?
Posta Galattica

Gli articoli

Il reparto redazionale de Il Magazzino dei Mondi 3 ospita una lunghissima intervista a Dino Marsan, autore delle prime tre copertine della rivista, l'analisi del bel film Arrival e la terza parte di Ho i primi 100 Urania. Per chiudere in bellezza, è tornata la Posta Galattica!

Compra il Magazzino!

Clicca sulla copertina qui accanto per acquistare la tua copia de Il Magazzino dei Mondi 3. Nella scheda che si aprirà sono indicate anche le istruzioni per proporre al curatore della rivista un racconto, un articolo, un'illustrazione o altro.

Buona lettura!

Il Magazzino dei Mondi 3
Racconto: Radio Trams

Racconto: Radio Trams

Il racconto Radio Trams parla di un adolescente alle prese con una tecnologia... intelligente. Opportunità o minaccia?

Radio Trams è stato pubblicato sul terzo numero della rivista Il Magazzino dei Mondi, in uscita proprio ieri, che puoi acquistare cliccando l'immagine di copertina qua accanto.

Scritto fra ottobre e novembre 2023, l'ho pensato appositamente per proporlo alla rivista, ecco quindi un'ambientazione nostrana, espliciti riferimenti alla società e alla cultura di massa italiana e richiami all'immaginario collettivo dei giovini della Generazione X.

Questa la facciata; il tema di fondo è la critica alla nostra dipendenza da una tecnologia di cui quasi mai capiamo la vera sostanza.

Il Magazzino dei Mondi Numero 3
Radio Trams di Andrea Cabassi

Ecco l'estratto dell'editoriale che parla del mio racconto:

Estratto dell'editoriale de Il Magazzino dei Mondi # 3

Leggi Radio Trams

Che aspetti? Compra Il Magazzino dei Mondi #3 e leggi Radio Trams! Prima, se vuoi, puoi sbirciare la galleria che segue, con alcuni cimeli, la bellissima illustrazione di Emilio De Rosa, eccetera eccetera ancora. Buona lettura!

Radio Trams di Andrea Cabassi
Mi presento, il mio nome è G. Hand & 774

Mi presento, il mio nome è G. Hand & 774

Può anche capitare che un racconto nasca quasi 20 anni prima di essere ideato. Può essere per via di una nota, uno schizzo, un'idea che resta nascosta quasi fino alla fine e poi... zac! Ecco che esce e il racconto si sviluppa sotto forma di parole scritte.

È quello che è successo a Verit Olulus 5, racconto di fantascienza scritto a febbraio in cui il personaggio che dà il la alla storia proviene da un disegnino risalente al 2007 (ho stimato questa data perché sul retro del foglio era stampato un racconto di Matilde danza sulla riva). Eccone la presentazione e il disegno in questione:

Fu questione di un paio di secondi, e dalla capsula apparve quello che doveva essere l’ologramma di un volto umano. O quasi. La pelle di quel viso era rugosa, di un colore innaturale tendente all’arancione scuro, come la corteccia di ciliegio, su cui un ciuffo impomatato, da nero, assumeva i riflessi del blu. Il suo sorriso era ampio e bianchissimo, circondato da labbra sottili e sovrastato da un naso a dir poco sfuggente, come fosse stato appiccicato lì alla bell’e meglio. Lo sguardo era celato da due piccole lenti scure, rettangolari, mentre del vestito era visibile solo il collo della camicia, che doveva essere ben abbondante, ma l’ologramma era tagliato e fuoriusciva dallo spazio visivo.
Verit Oculus 5, estratto

(Ammazza se disegno male!)

Il Gands

Chissà a che cosa pensavo mentre disegnavo il prototipo di G. Hand & 774, chissà come ha fatto quel foglietto a tornare da me dopo tanti anni, chissà se ho fatto altri disegnini che vale la pena recuperare, e chissà dove sono. Si tratta di un mucchio di quesiti che probabilmente rimarranno irrisolti, mentre l'unica certezza al momento è che i Verit Oculus 5 sono il 25% più accurati dei Verit Oculus 4!

Avevo bisogno di un’idea esplosiva

Avevo bisogno di un’idea esplosiva

Stavo concludendo il racconto Businessmen dallo spazio e, trovandomi al culmine di una scena d'azione, avevo bisogno di un'idea esplosiva, per chiudere con un degno finale e lasciare tutti soddisfatti.

Non sono il tipo che aspetta l'ispirazione sospirando al tramonto (anche perché l'orario non era adatto) o che si strizza le meningi finché non ne esce spremuta di idea.
Il mio pragmatismo ha avuto la meglio, e quale metodo migliore per un'idea esplosiva se non una miccia?

Idea Esplosiva per BDS

Avrei potuto stupirvi con effetti speciali, ma tutto quel che avevo era un mini cicciolo.

Un racconto al mese leva il medico di… tornese!

Un racconto al mese leva il medico di… tornese!

Avrei potuto stupirvi con una rima prodigiosa, ma ho scelto di restare umile. Anche perché sarebbe stato di cattivo gusto latitare dalla blogosfera come ho fatto nell'ultimo periodo, e poi rifarmi vivo con un titolo sagace e galvanizzante.

Voliamo basso, e spieghiamo tosto il motivo di questa scarsezza nella produzione di articoli: sono piuttosto concentrato nella scrittura di nuovi racconti. Nuovi perché prima che li scrivessi non esistevano, ma anche perché è nuovo l'approccio alla scrittura che sto adottando.

Innanzitutto sto mantenendo un ritmo, cosa che non avevo mai sperimentato prima. Fino a poco tempo fa, un racconto nasceva da un pensiero che elaboravo prima nella mia mente, e che buttavo su carta quando avevo abbastanza buone idee per svilupparlo a dovere. Insomma, un modo un po' estemporaneo per lavorare!

Ora, quando elaboro uno di questi pensieri, non mi ci butto a capofitto, ma lo metto da parte, assieme ad altri che ho avuto prima, così ho una specie di serbatoio da cui attingere quando voglio iniziare un racconto nuovo.

Bacheca

In secondo luogo, nonostante abbia sempre detto che prediligo il racconto breve, questi racconti non sono così brevi... o meglio, non sono nemmeno lunghi, solo che non sono brevi come quelli che scrivevo prima. Ho fatto due calcoli, e ho appurato che i nuovi racconti sono mediamente lunghi il triplo dei vecchi! Come è stato possibile? Ecco che entra in gioco il terzo elemento cruciale di questa nuova fase di scrittura: la pianificazione!

Storyboard

Prima ancora di iniziare a scrivere la prima riga, disegno un diagramma di flusso con l'intera descrizione della trama. Questa operazione per me è utilissima: separare la fase di macro scrittura da quella di micro scrittura mi ha rivoluzionato completamente la fase creativa. Portarle avanti in parallelo non è mai stato semplice per me, per quelle che sono le mie caratteristiche, invece lavorarci a una per volta mi permette di focalizzarmi meglio su ognuna di esse.

Altra nota: sono tutti racconti di fantascienza (soft per lo più)! Ho pensato che fosse strano non avere una degna produzione di racconti del mio genere preferito, e visto che ho pure avuto la possibilità di pubblicarli in riviste del settore, ho puntato alle stelle (è una metafora fantascientifica).

Questo mese sono partito un po' in ritardo - ho dovuto mettere mano ad alcuni racconti bisognosi di revisione per presentarli a riviste e concorsi - e al posto del diagramma di flusso ho scritto due colonne di appunti fitti fitti, ma dovrei comunque farcela a mantenere il ritmo di un racconto al mese... più o meno. Scommettiamo?

Un racconto al mese: Businessmen
Il Magazzino dei Mondi 2, continua la fanzine fantascientifica italiana!

Il Magazzino dei Mondi 2, continua la fanzine fantascientifica italiana!

Il Magazzino dei Mondi 2

Che cos’è Il Magazzino dei Mondi 2 e come fare per partecipare l'ho già spiegato qua, quindi passiamo a bomba su questo fantastico secondo numero della rivista, la cui immagine di copertina vintage è più un omaggio agli anni d'oro della fantascienza che altro, perché in realtà i racconti inclusi hanno un sapore molto moderno.

Il Magazzino dei Mondi 2 e 1

La qualità globale si conferma ottima, segnalo solo un disallineamento degli elementi della costa (già corretto nei nuovi numeri 1, che renderà la mia copia di inestimabile valore!) e un pugnetto di veniali errori di battitura.

Il contenuto de Il Magazzino dei Mondi 2

Il Magazzino dei Mondi 2
Il Magazzino dei Mondi 2

I racconti

Anche questo numero è stato molto soddisfacente: racchiude per 7/9 racconti di alta qualità, che mi sembra una media del tutto ragguardevole! Come mio solito, riporto le annotazioni che ho preso a caldo alla fine della lettura di ogni brano, sperando di non urtare la sensibilità di nessuno: non è un giudizio agli autori o alla redazione de Il Magazzino dei Mondi 2, ma solo un commento istintivo preso in diretta.

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 1

La vita continua, di Massimo Ferri

Si parte con un bel racconto di Massimo Ferri: La vita continua. Narrazione pulita, un crescendo ben strutturato fino al colpo di scena finale, per nulla scontato. Mi ha ricordato l'episodio Torna da me della prima stagione di Black Mirror.

Il telespettatore, di Giorgio Sangiorgi

Il telespettatore di Giorgio Sangiorgi è un delizioso omaggio all'universo di Star Trek, che ho apprezzato paricolarmente. Teletrasporto!

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 2
Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 3

La casa abbandonata, di Alberto Cecon

Ne La casa abbandonata di Alberto Cecon troviamo un inizio e uno svolgimento generale molto interessante, ma a mio modo di vedere il finale è un po' deludente.

Sarà per la prossima volta, di Francesco Cotrona

Notevole Sarà per la prossima volta di Francesco Cotrona, un racconto lungo e ben strutturato in cui - fra le altre cose - ci spiega [SPOILER ALERT] com'è accaduta veramente l'estinzione dei dinosauri e l'ascesa dei mammiferi sulla Terra [FINE SPOILER].

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 4
Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 5

Piroghe, di Stefano Culotta

Leggendo Piroghe scopriamo come Stefano Culotta abbia realizzato un bell'esempio di racconto con POV diversi e paralleli, che alla fine... no spoiler! Bene la divisione in capitoli e l'indicazione di quando si passa da un POV all'altro (per nulla scontato).

Vincere il male, di Debora Donadel

Questo Vincere il male di Debora Donadel è un racconto che di fantascientifico ha decisamente poco, in ogni caso non m'è piaciuto, e il finale era telefonato fin dalle prime righe. Se posso essere infinitamente cattivo, direi che almeno dura poco!

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 6
Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 7

L'ascensione dei macroliti, di Sergio Mastrillo

Mi sono goduto L'ascensione dei macroliti di Sergio Mastrillo dalla prima all'ultima battuta! Un racconto divertente e ben scritto in cui trovano spazio creature dai nomi fecali, dinosauri e Aztechi.

Il misterioso caso del Qoort'ex bianco, di Stefano Machera

Con Il misterioso caso del Qoort'ex bianco di Stefano Machera troviamo un altro racconto breve molto divertente, per di più intriso di italianità, come d originali intenti del sommo Magazziniere, oserei dire. Si capisce subito dove intanda andare a parare, ma si lascia leggere comunque con gusto!

Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 8
Il Magazzino dei Mondi 2 racconto 9

Le manticore del lago Yoshimoto, di Carlo Menzinger di Preussenthal

Le manticore ecc. chiude male la sezione narrativa della rivista. Sostanzialmente si tratta di un racconto noioso, con approfondite descrizioni di dettagli irrilevanti, spiegoni, elenchi di termini inventati e un finale che forse avrebbe dovuto lasciare il lettore in uno stato di profonda riflessione.

Gli articoli

Anche ne Il Magazzino dei Mondi 2 ho trovato articoli molto curati (devo rileggere il primo sulla Luna, mi sa che mi sono distratto l prima volta!) incluso lo speciale, tutto interessante; peccato non sia stato riproposto l'angolo della posta galattica, ci contavo!

Varie & eventuali

Clicca sulla copertina qui accanto per acquistare una copia del secondo numero de Il Magazzino dei Mondi. Nella scheda di acquisto trovi anche le istruzioni per contribuire alla fanzine con un racconto, un articolo, un'illustrazione o altro.

La rivista ha una cadenza trimestrale, ma per il numero tre dovremo aspettare fino a maggio 2024. Leggilo lentamente!

Il Magazzino dei Mondi 2 copertina
Il Magazzino dei Mondi 2 il prossimo numero

Penna Sferografica: Ecco le Migliori!

Penna Sferografica: Ecco le Migliori!

Le penne sferografiche ci hanno fatto sentire veri scrittori, per noi che a cavallo degli anni 80 e 90 pensavamo che la zampa di gallina fosse un piatto regionale abruzzese!

La mia storia personale con la penna sferografica: un tuffo nel passato

La mia storia personale con la penna sferografica parte da lontano: alle elementari, dopo matita, penna cancellabile e penna a sfera, ero andato in fissa totale con le penne stilografiche. Uno strumento perfetto per una persona ordinata e precisa, un'arma di distruzione di massa in mano mia.

I miei ostacolarono in ogni modo questa mia fissazione: invece del tratto medio che ci si poteva aspettare dalla punta media del mio pennino, il risultato era invariabilmente un graffio lancinante alternato a macchie sulla pagina, anche perché ho sempre prediletto il nero all'inchiostro blu, di cui non esisteva il cancellino!

Ma come spesso capita, il modo migliore per abbandonare un vizio è sostituirlo con un altro: ecco dunque che l'acquisto della mia prima penna sferografica Pelikan Grand Prix (quella arancione e nera) riuscì a farmi dimenticare la sciagura della penna stilografica.

La sferografica era bella - nonostante quel colore non mi abbia mai fatto impazzire, e ho scoperto solo da poco che c'era anche di altri colori - scorreva bene, consentiva una scrittura ottimale, lo spessore del tratto era quello giusto, emanava una sensazione di sicurezza ed aveva la giusta dose di figaggine, avendo, come la penna stilografica, le cartucce intercambiabili.

Chissà che fine ha fatto! Per far capire quanto la adorassi, è l'unica penna che ricordo con piacere e che ho sempre cercato di ritrovare nelle cartolerie, purtroppo però per anni è stato un articolo introvabile!

Le penne sferografiche però oggi vivono un seconda giovinezza: esiste una nuova edizione della Grand Prix, in chiave moderna e - finalmente - con un vasto ventaglio di colori, e anche altri produttori hanno colto la palla al balzo producendo le loro penne sferografiche.

Pelikan Grand Prix Formula 1

In questo articolo ho raccolto lo stato dell'arte della produzione attuale per un rapido confronto, e la possibilità per tutti di acquistare la propria futura penna preferita (accessori inclusi)!

Le caratteristiche prese in considerazione per l'analisi

Il nome sferografica è un marchio registrato da Pelikan, quindi basterebbe considerare quelle che la marca indica come tali ma, data l'immancabile presenza di prodotti analoghi di qualità paragonabile, ho provato a rispondere in modo più ampio alla domanda che cos'è una penna sferografica? Siccome ne esistono di forme, materiali, colori e finalità diverse, ho dato la mia personale interpretazione: le sferografiche sono penne compatibili alle cartucce a inchiostro liquido con punta incorporata. Semplice e pragmatica.

Le penne sferografiche prese in considerazione sono quelle presenti sul mercato nel 2024, che appunto sono alimentate dalle sopraccitate cartucce, e con un prezzo appropriato... stiamo pur sempre parlando di strumenti per la scrittura, non di pezzi da collezione!

La lista generale delle sferografiche suggerite

Pelikan Grand Prix

La Grand Prix è l'erede per linea diretta della penna sferografica originale anni 80; anche la sua linea lo dice a gran voce. Devono essere stati in molti a rammaricarsi della scarsità di colori disponibili del primo modello (io conoscevo solo l'arancio-nero) infatti è disponibile in una grandissima varietà cromatica!

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Penna Sferografica Pelikan Grand Prix

Pelikan Griffix

La Griffix è l'evoluzione ergonomica della Grand Prix, studiata appositamente per la scuola primaria, per chi impara a scrivere anche se ha difficolta psicomotorie. La caratteristica faccina che sorride indica se si sta impugnando correttamente la penna sferografica che, anche in questo caso, è disponibile in tantissimi colori.

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Penna Sferografica Pelikan Griffix

Pelikan Twist

La Twist ha un taglio un po' più adulto rispetto alle altre sferografiche di Pelikan, ma non per questo i colori sono in secondo piano, anzi: ce ne sono talmente tanti che ogni tanto è possibile trovare sul mercato una nuova linea! La Twist è di gran lunga la mia preferita, ed è grazie a lei se ho riscoperto il mondo delle penne sferografiche!

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Penna Sferografica Pelikan Twist

Schneider 188303

La Schneider 188303 è un modello essenziale, quasi anonimo. Utile per chi teme che qualcuno possa rubargli la penna sferografica, intendeno quale gran strumento sia. Ne ho trovate anche di altri colori ma niente di eclatante, a differenza dei modelli Pelikan ha in tutto e per tutto l'aspetto di una comune penna a sfera.

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Penna Sferografica Schneider 188303

Schneider Breeze

La Breeze è più in linea con i modelli Pelikan rispetto agli altri modelli Schneider, dalla forma originale, stilosa, con un'impugnatura ergonomica e un design che, da ogni parte lo si prenda, si allontana dall'idea di una penna comune. Le varie versioni hanno tutte la grossa impugnatura nera e i dettagli di un colore diverso.

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Penna Sferografica Schneider Breeze 18883

Schneider One Change

La One Change ha un carattere molto composto, serio. La linea è quella di altre penne Schneider, probabilmente per cercare consenso da pare di un pubblico consolidato. Questa penna sferografica ha un solo modello, non l'ho trovata di altri colori, a rimarcare ancora una volta la seriosità della penna.

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Penna Sferografica Schneider One Change

Stabilo Easy

Stabilo Easy controbilancia alla perfezione l'uniformità e il conformismo di Stabilo: oltre ai tantissimi colori, questa penna sferogrfica è talmente originale da non sembrare nemmeno uno strumento per la scrittura! Anche in questo caso il pubblico di riferimento sono gli alunni della scuola primaria.

Clicca l'immagine per acquistare Stabilo Easy!

Penna Sferografica Stabilo Easy

Gli accessori per un'esperienza di scrittura piena e soddisfacente

Come da premessa iniziale, la penna sferografica non è una comune penna con cui scrivere finché dura e che poi va buttata. Esistono alcuni accessori che dovresti avere per sfruttarla al meglio, eccoli elencati!

Vorresti usare la sferografica con il tuo inchiostro preferito? Ecco l'hacking delle cartucce!

Sensazionale, ecco che cosa i poteri occulti delle cartucce di inchiostro non vogliono che tu sappia!

Scherzi a parte, non c'è nulla di sensazionale. Immagino avrai idea di che cosa sia un convertitore per penna stilografica (o converter), se non ce l'hai eccola: si tratta di una speciale cartuccia dotata di uno stantuffo, con cui è possibile succhiare l'inchiostro direttamente dalla boccetta. Praticamente una cartuccia ricaricabile. Io ho adottato un principio simile per la penna sferografica.

Premetto che l'ho sperimentato solo sulle cartucce Pelikan che, a differenza delle cartucce classiche per la stilografica, non contengono inchostro liquido libero ma, come ad esempio per i pennarelli, è trattenuto da una spugnetta. Un'altra differenza è la presenza di un tappino che permette di accedere alla spugnetta. Beh, c'è altro da dire?

Con un convertitore (o una siringa) raccolgo l'inchiostro dalla boccetta, e poi ne rilascio una decina di gocce sulla spugnetta (per la quantità ideale vedi come va, e regolati di conseguenza in base al tuo gusto)!

Se poi vuoi cambiare colore, allora prima di quest'operazione devi pulire la spugnetta, ad esempio con l'alcol, ma attenzione: se non esegui bene la pulizia, per un po' la penna scriverà male, tipicamente con un tratto molto grosso.

Personalmente adoro l'inchiostro color nero seppia, e indovina se esistono le cartucce di questo colore? Certo, ma per ora solo a casa mia!

Autori di Fantascienza

Autori di Fantascienza

Autori di Fantascienza è il gruppo Facebook per discutere delle opere di fantascienza dei membri: vuoi un consiglio su come proseguire una storia? Hai bisogno di un beta reader? Un suggerimento su come completare un disegno? Cerchi l'ispirazione per la tua prossima opera? Stai raccogliendo informazioni sul tal editore? Parliamone!

Fantascienza

I vantaggi del gruppo

Non so chi disegna e gli altri, ma chi scrive è per definizione un lupo solitario; tuttavia partecipare a un gruppo di discussione con altri lupi offre alcuni vantaggi da non sottovalutare. Eccone alcuni:

  • Puoi condividere i tuoi lavori all'interno del gruppo (o a singoli selezionati) e ricevere feedback e critiche costruttive non da semplici fruitori, ma da autori come te.
  • Puoi venire a conoscenza di risorse specifiche utili, come guide, consigli di editing, informazioni su nuove tendenze ecc.
  • Connetterti con altri autori di fantascienza significa creare legami, scambi di idee e condivisione di esperienze.
  • Puoi promuovere gli eventi cui parteciperai in veste di autore e ricevere supporto e visibilità.
  • Essere parte di una comunità ti offre supporto emotivo e motivazione reciproca, specialmente nei momenti in cui la scrittura può risultare impegnativa.
  • Hai la possibilità di trovare autori con interessi simili e collaborare su progetti comuni, come antologie o progetti collettivi.
  • I membri possono condividere informazioni e esperienze relative al mondo dell'editoria, agenti letterari, concorsi, case editrici e riviste specializzate in fantascienza, e altri aspetti specifici del settore.

Sette è un buon numero per una lista, quindi direi che possiamo passare alla fase successiva.

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Reliquia ex ossibus

Reliquia ex ossibus

Ho già parlato di Reliquia ex Ossibus - soggetto e testi miei, ottimi disegni e inchiostri di Laura Pezzoli - sia qua che qua, quindi salto i convenevoli. Qualche giorno fa, in preda a un attacco di riordinite, mi sono reso conto che non avevo una copia delle tavole definitive, quindi ho sentito Laura che è riuscita a recuperarle. Mi sono detto: perché non ne approfitto per un bel post quasi a sforzo zero? Eccolo qua in tutto il suo splendore!

PS: chi non lascia un commento è un gaglioffo ildorro!

I quaderni del 2023

I quaderni del 2023

Il 2023 è stato un anno eccezionalmente speciale per la mia produzione letteraria: principalmente perché ho terminato la stesura di Jack Tano (titolo provvisorio) quando invece non mi sarei aspettato di riuscirci (mai?) in tempi così brevi.
Ho anche recuperato tre vecchi racconti e li ho conclusi - chiudendo parentesi rimaste aperte da troppo tempo. Infine ho dato inizio a un progetto per la scrittura di una serie di racconti brevi di fantascienza da proporre a riviste di settore; vedremo quel che succede.

I quaderni del 2023
I dorsi dei quaderni del 2023

Quest'accelerazione imprevista e imprevedibile ha portato con sé alcune novità, a partire da rito del cambio di quaderno, avvenuto ben due volte! Dal QDM13 (il giallo) sono passato al QDM15 (il rosso, mentre il QDM14 lo dedicai ad alcuni racconti brevi e si esaurì anni fa) e anche questo vide le proprie pagine riempirsi proprio gli ultimi giorni di dicembre, cosa che ovviamente mi portò al QDM16 (il nero, naturalmente).
Per il significato di QDM eccolo spiegato in un vecchio post.

Particolare QDM 13
Interno QDM 15
Particolare interno QDM 16

Al quaderno giallo ero particolarmente affezionato: lo usavo da maggio 2016 e mi era stato regalato l'anno precedente per il compleanno (notare la personalizzazione).

Con il rosso sono tornato a scrivere su pagine a righe e, nonostate i quadretti fossero più stimolanti per disegnini e scarabocchi, con le righe mi trovo molto bene per organizzare il testo, le note, le correzioni e altri piccoli vantaggi per la scrittura (il conteggio parole: 99,6 parole a pagina!) che poi sarebbe lo scopo principale!

Il nero è appene iniziato, anch'esso a righe. Fa parte della seconda serie su tre di quaderni che ho collezionato negli anni barattando favori con materiale promozionale (il rosso invece è più recente: terza serie). Per l'interno ho scelto questo adesivo Alfalfa che un po' mi ricorda Pelicula ma che ho avuto sott'occhio in cucina a lungo perché era sul contenitore della camomilla (da cui ha assimilato evidenti effetti psicomagici).
In copertina invece un furgoncino, a rappresentare il viaggio che spetta anche a questo quaderno: buon 2024 e buone scritture!

Cool cat

Brazil

Brazil

Scrivo ancora immerso nell'atmosfera disturbante di Brazil, capolavoro cinematografico di Terry Gilliam del 1985, che vidi la prima volta almeno vent'anni fa e di cui avevo mantenuto solo un ricordo sbiadito. Brazil è uno dei (pochi?) film distopici con una sceneggiatura originale, ovvero non è la versione cinematografica di un romanzo distopico ma nasce proprio per il grande schermo.

Il film è un caleidoscopio, e ogni dettaglio contribuisce alla costruzione di un mondo surreale. Gilliam usa senza tmore colori intensi e tendenti al buio, accompagnati da vertiginosi movimenti di macchina che simulano un'esperienza quasi nauseante. Con il suo tocco bizzarro, ci racconta una società distopica, una rappresentazione esasperata della nostra realtà tutta documenti, timbri, richieste e concessioni.

Le strade sono grigie e caotiche, inondando lo spettatore di un senso claustrofobico e disorientante. Gli edifici sono labirinti di strutture metalliche e cavi, simboli di un mondo ipertecnologico ma allo stesso tempo in disfacimento.

In un mondo dove la burocrazia e il controllo sono ossessivi, il potere reprime qualsiasi desiderio di libertà, spontaneità o amore, come manifesta il protagonista nei suoi viaggi onirici.

La trama di Brazil

Brazil inizio

Sam Lowry, un tecnocrate immerso in una società futuristica caotica e inefficiente, sogna una vita liberata dalla morsa della tecnologia e dalla burocrazia oppressiva. Il suo desiderio è volare via da quel mondo contorto e trascorrere l'eternità con la donna dei suoi sogni, Jill Layton.

Mentre cerca di correggere l'ingiusto arresto di Harry Buttle, Lowry si imbatte in Jill nella realtà, incarnando finalmente la figura che perseguita nei suoi sogni. Nel frattempo, la macchina burocratica lo ha erroneamente designato come colpevole di atti terroristici, mettendo in pericolo le vite di Sam e Jill.

La lotta per la libertà individuale e l'amore proibito si intrecciano, poiché Sam deve sfuggire sia alle grinfie di una società disfunzionale che all'accusa ingiusta di essere un criminale. La trama si snoda tra i sogni e la realtà, creando un ambiente surreale in cui l'individuo lotta contro un sistema distorto e oppressivo.

Burocrazia rima con distopia

La burocrazia è uno dei temi centrali della distopia di Brazil. I cittadini sono schiacciati da regole e procedure assurde, con la macchina amministrativa che diventa una forza oppressiva. La ricerca di efficienza sfocia paradossalmente in un sistema inefficace e inutile. Le richieste di documenti e firme si moltiplicano, creando un'atmosfera di frustrazione e impotenza. Questo tema è incarnato nella figura del protagonista, un impiegato insignificante intrappolato in una spirale di errori burocratici.

In una tale società minuziosamente programmata per essere efficiente, puntuale e ordinata, tutto è inefficiente e difettoso: la tecnologia, seppur onnipresente, è fallace e contribuisce all'assurdità generale. Apparecchiature automatiche si rompono o funzionano in modo errato, portando a situazioni comiche e grotteschedai registri governativi automatizzati all'impianto di condizionamento dell'aria casalingo che danno il la alla storia del protagonista, che si vedrà al contempo protagonista e vittima degli eventi da lui scatenati/subiti.

Galleria scrinsciottosa

Ecco il Magazzino dei Mondi: è uscito il #1 della fanzine fantascientifica italiana!

Ecco il Magazzino dei Mondi: è uscito il #1 della fanzine fantascientifica italiana!

Che cos'è Il Magazzino dei Mondi

Il Magazzino dei Mondi è un'entusiasmante iniziativa senza scopo di lucro, nata dalla passione e il piacere di condividere storie fantascientifiche. La sua missione principale consiste nell'accogliere e valorizzare i racconti degli scrittori e delle scrittrici italiani.

Sebbene il genere principale sia la fantascienza, con le sue molteplici sfumature e la possibilità di fusioni con altri generi, Il Magazzino dei Mondi intende battere anche territori inesplorati.

Saranno oggetto di pubblicazione racconti, romanzi - eventualmente a puntate - saggi, articoli e recensioni, nonché illustrazioni, senza obblighi contrattuali e con totale libertà creativa.

Gli autori riceveranno una copia timbrata e numerata de Il Magazzino dei Mondi in cui saranno pubblicati, e parte dei proventi.

Ho in mano il Magazzino dei Mondi

Indice de Il Magazzino dei Mondi 1

Il Magazzino dei Mondi #1 Indice

Ho letto con grande piacere (quasi) tutti i racconti brevi di questo primo numero de Il Magazzino dei Mondi, ma siccome non sono capace di scrivere una recensione degna di questo nome, mi sono limitato a un appunto preso a caldo a lettura terminata di ogni racconto, e qui lo riporto senza grosse rielaborazioni (spero nessuno abbia a risentirsi di questi miei pensieri, sono solo frutto del mio gusto personale e non intendono giudicare nessuno)!

Trashbuster

Mi è piaciuto parecchio, un lodevole esempio di fantascienza hard molto moderno, anche se è presente un linguaggio un po' troppo scurrile che avrei evitato.

La razionalizzazione di QFADZ

Un po' noioso e ricco di pezzi non funzionali alla trama. Qualche sforbiciata gli avrebbe fatto bene (es: l'approfondimento del background del protagonista).

Scarafaggi cibernetici

Divertente anche se il finale non mi è stato subito chiaro (ogni dubbio è svanito rileggendone la presentazione nell'editoriale).

Sono solo ombre

Particolari e personaggi dettagliati con cura; alcuni dialoghi eccessivamente aulici ma buon ritmo.

Esogeni

Molto ben narrato, avvincente e credibile.

In viaggio con SOFIA

Un curioso esperimento, anche se il finale m'ha un po' deluso.

The Counters

Questo racconto distopico non mi è piaciuto, risulta involontariamente assurdo sebbene l'idea potrebbe essere sfruttata bene (vedi Vox di Christina Dalcher),

Pianta grassa

Coinvolgente nonostante la brevità, descritti con dovizia le sensazioni e i pensieri del protagonista.

Questa è la verità

Credo di non averlo capito, ma non ho apprezzato particolarmente lo stile.

La storia ininiziata

Molto simpatica l'idea e la realizzazione del racconto ricorsivo. Peccato per la discutibile scelta del titolo.

Il Magazzino dei Mondi #1 Frontespizio

Il segnale

Qualcuno mi spiega che cos'ho appena letto?

Dante

Una lettura tutto sommato piacevole ma, date le premesse, un po' deludente nel finale.

La sostanza di cui sono fatti i sogni

Racconto al confine fra il mondo tecnologico e quello onirico, sicuramente pregevole ma poco vicino ai miei gusti.

La galleria

Ogni racconto era associato a un'illustrazione che ne faceva da intestazione e lo affiancava come dettagli di sfondo e simile; le ho raccolte in questa gallery!

Periodicità e modalità di partecipazione

Il Magazzino dei Mondi ha cadenza trimestrale, con ciascun numero che oscillerà tra le 100 e le 120 pagine (eccetto questo primo numero) ed è una comunità aperta a tutti. Per partecipare, basta inviare racconti, saggi, articoli e illustrazioni all'indirizzo indicato nella scheda Amazon della fanzine (il link nell'immagine di copertina qui a lato).

Il Magazzino dei Mondi #1

Conclusioni sulla prima uscita

Un primo numero davvero convincente, bravo alla redazione e a tutti i collaboratori che hanno contribuito con le proprie opere; unico appunto - e spunto per il futuro - riguarda gli articoli e le recensioni: se si chiama Pianeta Italia perché parla di film e romanzi stranieri? Davvero abbiamo bisogno dell'ennesima recensione del capolavoro di uno degli autori più celebri del panorama fantascientifico mondiale? Mi sembra intellettualmente più coerente dare spazio a romanzi o film italiani, magari di nicchia, che meritano di essere conosciuti dal grande pubblico.

E, visto che Il Magazzino dei Mondi ha un angolo della posta, scriverò alla redazione proprio questo: vediamo che dicono!

Tommy V

Tommy V

Ecco una chicca: non-so-quando in un non-so-dove, non-so-perché feci mio questo vecchio quaderno Splendor, evidentemente dedicato alla stesura della bella copia (non-si-sa-di-che-cosa).

Siccome non faccio mai quel che mi si dice, io il quaderno l'ho usato per le brutte, ovvero le prime stesure dei miei manoscritti. Il nono della serie, come si evince dal frontespizio:

QDMIX

Correva l'anno IX dopo il 2000 e - giusto per inquadrare il periodo - il quaderno contiene alcuni capitoli di Pelicula e la prima stesura del Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani.

Bella Copia

Oltre a questi, ci sono anche le prime (e uniche) otto pagine di un altro racconto breve che mi ero appuntato in bacheca di recuperare: Tommy V.

Di Tommy V ero davvero certo che fosse da concludere, anche perché rappresentava uno di quei pensieri che ogni tanto ritornano spinti dal bisogno atavico di non lasciare inconcluse cose valide.

Di quei pensieri ne ho in continuazione, ma uno in meno da questi giorni: ho infatti ripreso in mano il racconto e l'ho concluso!

17:7:9

Sentendo parlare di uno scritto iniziato a luglio 2009 e concluso a ottobre 2023 si potrebbe pensare a qualcosa di enorme, invece è un racconto breve di circa 2.800 parole, con il 99,9% del tempo trascorso in mezzo impiegato a fare tutt'altro!

Riprenderlo in mano poteva essere complicato, ma grazie ai diagrammi di flusso per progettare la storia, è stato semplice: la sua grande velocità di esecuzione porta ad avere una focalizzazione che non avevo mai sperimentato prima, e definire gli obiettivi e come raggiungerli è più semplice se devi pensare solo per sommi capi. È un lavoro di pura strategia, che permette di mettere da parte la tecnica per la successiva fase di scrittura.

Non mi resta che da provare a usare questa strategia anche per un racconto nuovo, quindi pur opera di creazione, e non solo per trovare un modo per chiuderne uno già iniziato, come ho sempre fatto. Ne sarò capace? Ci provo e te lo dico!

SPLASC

SPLASC

Da relativamente poco tempo - quest'estate a occhio e croce - ho adottato la tecnica di appuntare le idee per nuovi racconti in senso letterale: con una puntina a una bacheca di sughero. Insieme ai foglietti con queste idee, ho aggiunto anche i titoli di alcuni vecchi racconti brevi che iniziai un bel po' di tempo fa e che per un motivo o per l'altro ho abbandonato (non voglio fare il vago per darmi un tono, il fatto è che proprio non ricordo).

Caffè Camillo

Può sembrare un metodo arcaico, ma averli sempre a portata visiva è più stimolante di dover aprire un software o la tal pagina di un quaderno. Questa settimana, in cui la bozza di JTTP (Jack Tano - titolo provvisorio) è sottoposta al mio primo beta lettore, ne ho approfittato per recuperare pezzi mai trascritti al PC, per lo più poesie e racconti lasciati a metà, fra cui anche uno di questi col titolo in bacheca.

Da recitare a Camillo

Ammetto che ricordavo solo il titolo - ispirato al nome di un mio pesciolino rosso del passato - e che appunto narrasse la storia di un pesciolino. Così come non ricordavo perché l'avessi mollato, allo stesso modo non ricordavo di che parlasse, ma soprattutto... non ricordavo che in realtà l'avevo finito!

Per ma quella albero che

Ecco dunque svelato il motivo per cui l'avevo mollato: era finito! E io che man mano leggevo pensavo potrei far evolvere la storia in questo modo e effettivamente la storia continuava così; sarebbe bello che ora accadesse questo ed eccolo accadere! Diciamo che il tempo non mi ha fatto cambiare troppo il modo di pensare a una storia. Il tempo... eh già, ne è passato un bel po'! Quasi la bellezza di 13 anni!

SPLASC

Ecco quel che si dice ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo! Il titolo del racconto è Un pesce non sa cosa vuol dire la sete, nella forma della fiaba per l'apprezzabilissima lunghezza di oltre 1.100 parole, scarabocchi esclusi.

Tre parole inventatre

Tre parole inventatre

Poi non dite che non voglio bene ai miei beta reader: ieri in tempi da primato condominiale ho terminato la trascrittura delle 118 pagine di quaderno, per un totale di 11.892 parole, e visto che ho già parlato di medie, la definitiva è di 100,78 parole/pagine scritte a mano. Notevole, non c'è che dire!

Ma non è di valori medi che intendo parlare ora, ma di assoluti, anzi è uno solo: il 3! Come le tre parole inesistenti che ho trovato in quest'ultimo tour de force trascrittorio, e non parlo di errori di scrittura, ma parole che proprio ero convinto esistesseo... e invece no!

Figurismo

Simbolismo

Figurismo doveva essere simbolismo, ma lascia che spezzi due lance a mio favore:

  • Avevo lasciato una nota a matita in cui mi ripromettevo di controllare la bontà della mia scelta
  • In realtà la parola esiste, anche se non ha niente a che fare con quel che intendevo io!

Euforismo

Euforia

Per scoprire anche tutte le parole che finiscono con -ismo clicca qua, rimani invece per continuare con me: euforismo naturalmente doveva essere euforia, ma guarda il tratto incerto con cui è vergato: doveva aver capito anche lui che qualcosa non andava!

Riassumero

Riassumettero

Riassumero non ha a che fare con gli antichi sumeri, ma è la coniugazione del verbo riassumere nel tempo passato remoto, terza persona plurale: riassunsero... ma se la dici tante volte molto velocemente esce riassumero, te lo assicuro!

Inventa una parola anche tu

Fammi sentire meno solo: inventa anche tu una parola e scrivila nei commenti, ti darò un voto valutando originalità, suono, personalità, colore, e precedenti passati e futuri!

La nostra storia praticamente è finita (cronache di riscrittura)

La nostra storia praticamente è finita (cronache di riscrittura)

È stato a dir poco sbalorditivo il ritmo che ho mantenuto da quando agosto è diventato quasi vivibile fino al termine di settembre, che mi ha permesso di scrivere la parola fine al romanzo. Ripeto per l'ennesima volta che non pensavo ce l'avrei fatta in così poco tempo: un paio di mesi invece che un numero imprecisato di anni. Continuo a scriverlo in ogni post perché ne sono davvero colpito!

Ultimo blocco

Il megliopeggio del mestiere

Ora però c'è la parte peggiore e migliore insieme del lavoro: la riscrittura al PC! La peggiore perché è una cosa scomoda, noiosa e lunghissima (questa volta non sto adottando trucchetti tecnologici) mentre è la migliore perché una riscrittura a freddo forzata è l'unico modo per assicurarsi di eliminare le vaccate fotoniche della prima stesura... e è inutile, ci sono sempre e comunque!

Questa volta sono 118

Sì, 118 pagine scritte con una pessima grafia che non auguro a nessuno di dover decifrare. Incuriosito su quanto materiale fosse ho fatto alcune stime: inizialmente pensavo che una pagina avesse mediamente 90 parole di testo, ma era una valutazione davvero maccheronica. Ora che ne ho trascritte una buona quantità posso sbilanciarmi con una più affidabile media di 99,6 parole a pagina. Che è quasi 100, manco a farlo apposta! Oltre undicimila parole in due mese non le ho mai nemmeno sognate, figuriamoci scriverle!

E questo considerando anche tutti gli scarabocchi e disegnini e cornicette e labirinti e varie ed eventuali, niente male dunque!

Insomma, questo per dire che anche se ultimamente qua scrivo poco, i lavori procedono spediti. I prossimi passi? Li conosco già, ma non ci voglio pensare. Al momento l'unico pensiero è quello della carta e dell'inchiostro e del taglio sul pollice destro che mi fa veder le stelle ogni volta che prendo male un tasto!

Sentenza

Scrittura del capitolo numero ultimo Jack Tano Edition

Scrittura del capitolo numero ultimo Jack Tano Edition

Sono trascorsi dodici anni da quando annunciai l'imminente conclusione della prima stesura di Pelicula, era infatti tardo giugno 2011 e il mio mondo era completamente diverso da quello di oggi. Ma proprio completamente, eh! Si trattava di una fase della mia vita che si è conclusa, quasi come se oggi ci fosse un altro me e quello là fosse qualcun altro di cui io ho qualche ricordo. Insomma, eccomi qua dodici anni e tre mesi dopo ad annunciare l'imminente conclusione del romanzo di Jack Tano, che ancora non ha un titolo, avendo iniziato proprio questa mattina il diciannovesimo e ultimo capitolo. Come da programmazione, la terza parte è entrata nella fase conclusiva del racconto, la maggior parte dei nodi è stata sciolta e l'epilogo è alle porte.

Struttura della parte 3 di Jack Tano

Anche se graficamente le parti con la cornicetta rossa (da fare) sembrano più di quelle verdi (completate), in realtà gli ovali azzurri rimandano ad altro che qua non è visibile, quindi il rimanente dovrebbe davvero confluire tutto nell'ultimo capitolo, così da avere un'opera completa in 19 capitoli più un breve prologo.

Tutto qua, volevo solo celebrare questo momento che fino a poco tempo fa non pensavo potesse essere già così vicino. E un in bocca al lupo me lo merito proprio!

Do un po’ i numeri di agosto ’23

Do un po’ i numeri di agosto ’23

Agosto è finito, l'aria è diventata respirabile e non si ha più tanto la situazione di essere una pizza dimenticata in un forno a legna (destino crudele). Da qualche giorno ho ripreso a vivere con la convinzione che adattarsi a un letargo al contrario sarà l'unico modo per la nostra specie di salvarsi: stendersi in una capsula condizionata verso fine giugno, regolare il ritmo cardiaco fino a rggiungere uno stato di morte apparente e iniziare lentamente il risveglio verso l'inizio di settembre.

Comunque, visto che ancora questo mese me lo sono dovuto vivere, ecco una serie di fatti significativi legati a numeri fino al dieci... con un po' di buchi, perché la vita vera è diversa dalla fikshon!

Zero

Zero peperoncini

Anche quest'anno ho provato (è la terza volta) a piantare i semi di peperoncino ricavati dal frutto sconosciuto recuperato al Parco Giardino Sigurtà, e anche quest'anno continua a perdere i fiori senza fare nemmeno un frutto. Mentre le altre piante qualcosa hanno prodotto (vedi i frutti in essicazione su stecco) questa zero peperoncini in tutto il mese, mannaggia!

Uno

Un prodotto per la rilettura

Sai quando al super si esaurisce inaspettatamente qualcosa - e non puoi tornare a casa senza perché in pratica eri uscito solo per quello - e così devi fare tappa da un'altra parte per quell'unico prodotto? Mi armo di pazienza, entro, prendo la pistola scanner per fare prima alle casse automatiche, pistolo il mio unico prodotto, vado a pagare e... scatta la rilettura! Ma come rilettura? Ho un solo prodotto! Sì la devo fare lo stesso. La cassiera s'è messa a ridere, io invece non ridevo!

Due

Andare in due in bicicletta può essere rischioso, a meno che tu non sia il temibile pirata Long John Silver, che abituato alle turbolenze dei sette mari, con il suo fido pappagallo capitano Flint potrebbe andarci anche con l'occhio chiuso (nella foto non è visibile la benda che porta abitualmente ma puoi ammirare la gamba di legno malamente camuffata da arto umano).
Nello zainetto oro argento e monili, la borraccia piena di rum. Ahr ahr ahr!

Long John Silver in bici

Tre

Tre è il numero di giorni che mi è servito per pianificare la parte 3 di Jack Tano... ecco un doppio tre!

Questa è stata la prima volta che ho iniziato a progettare la struttura partendo veramente da un foglio bianco: le altre volte o l'ho fatto a posteriori per avere una traccia di quanto già fatto, o l'ho fatto a lavoro iniziati, quindi con l'obiettivo di concludere una parte già esistente. Mi sono trovato molto a mio agio, mi chiedo perché in passato non abbia mai pensato di sfruttare questo metodo!

Struttura parte 3

Quattro

Val di Lembrio

Quattro gradi centigradi (stimati spannometricamente) sono la temperatura dell'acqua in cui mi sono immerso durante una gita in val di Lembrio; si notino il sorriso fasullo e le mani in alto perché in acqua mi facevano male da quanto era fredda!

Cinque

Cinque giorni di rilettura

Cinque sono i giorni che mi sono serviti per la rilettura totale globale del manoscritto, più sistemazione, omogeneizzazione e modifiche più o meno sostanziali.
Degno di nota è il cambio di nome di un gruppo di personaggi: mi sono reso conto - ma era da un pezzo che ci rimuginavo - che qualcuno avrebbe potuto mal interpretare le mie intenzioni e accusarmi di razzismo, inoltre ne ho trovato uno che mi piaceva di più e così ho preso tre piccioni con una fava!

Sei

Non pervenuto ma, visto che c'è lo zero, alla fine i punti saranno comunque dieci!

Sette

Sette sono le volte che ho dovuto rivoluzionare la rosa iniziale del Dinamo Stuparich per il campionato di fantacalcio 2023/24.
Riuscirà a migliorare l'ambiguo campionato della scorsa stagione in cui ha lottato per la salvezza per tutto l'anno e alla fine e si è qualificato in Champions?
Mi raccomando rinnova l'abbonamento, abbiamo bisogno anche del tuo tifo!

Formazione iniziale Dinamo Stuparich 2023-24

Otto

Otto rappresenta il mese di agosto nel calendario gregoriano, e siccome non avevo altri otto significativi ho scelto questo nefasto. My game my rules!

Nove

Nove giorni di non scrittura

Nove sono i giorni consecutivi di non scrittura a causa del caldo. Non ho scritto una parola ma avevo la volontà di farlo... non come quando non si ha voglia o le idee sembrano finite: c'era tutto, tranne le condizioni climatiche per lavorare! La foto è di Ferragosto, quando mi sono alzato alle prime luci per correre a occupare un tavolo e un punto griglia in Val Bertone: ho approfittato dell'immersone nella natura per iniziare il capitolo 16, dopo di ché un lungo stop di sudore e sofferenza (più sudore in realtà).

Dieci

Augurazioni, augurazioni! Abbiamo festeggiato il compleanno della mia Tati! Auguri e augurazioni!

Tati 10 anni

Racconto fotografico della gita al Lago di Lova

Racconto fotografico della gita al Lago di Lova

Venerdì sera sono partito per Borno (BS) per una gita sull'Altopiano del Sole, così sabato mattina mi sono incamminato per il Lago di Lova, un affascinante specchio d'acqua alpino che occupa la parte inferiore di una conca d'origine glaciale. Si trova tra il maestoso gruppo montuoso del Pizzo Camino (con un'altitudine di 2491 m) e il monte Mignone (che raggiunge i 1742 m).

Le fonti d'approvvigionamento del lago provengono da due torrenti montani di modeste dimensioni, che discendono dalle elevazioni circostanti. Eventuali eccessi idrici vengono rilasciati a valle, contribuendo alla formazione del torrente San Fiorino, che rappresenta il naturale emissario del lago e confluisce come affluente sinistro nel Trobiolo.

Inserito in un tipico ambiente naturale delle Prealpi lombarde, il Lago di Lova è circondato da vaste distese di abeti rossi lungo la sponda meridionale del bacino. Sul lato nord, invece, si estende un ampio pendio erboso.

A differenza di altre volte non ho preso appunti della gita con impressioni e fatti curiosi, ma armato di vera macchina fotografica ho rubato qualche scatto che ora ripropongo con in calce il titolo di un possibile racconto ispirato dall'immagine, che però non ho intenzione di scrivere. Che, devo fare tutto io?

Peperoncino rosso fiamma (viva)

Peperoncino rosso fiamma (viva)

Oltre ad aver inaugurato il mio nuovo quaderno, questo capitolo chiude il trittico della sezione di approfondimento che ho voluto inserire nel romanzo.

Non sempre è possibile inserire nella storia principale tutto quello che è funzionale, alcuni avvenimenti paralleli o certe dinamiche che necessitano di un ragionamento ulteriore, rischiano di finire intrappolati in uno spiegone che personalmente trovo sempre assai poco gradevole e sempre e comunque fuori luogo.

Se serve una spiegazione forse la questione era stata trattata male? In modo inadeguato? Non era poi così importante ma forse sì e allora eccola qua fra capo e collo? Boh, non mi ha mai convinto.

A volte è fatta bene, non dico di no, dico però che quel a volte ha una freqenza troppo bassa per i miei gusti.

E allora che ho fatto?

Che ho fatto? Mi sono inventato questa sezione del libro che è - diciamo - facoltativa: ho scritto tre capitoli prima di entrare nella conclusione della storia vera e propria per creare un po' di pathos (in realtà è solo un effetto collaterale positivo) e permettere al lettore di vedere le cose anche dal punto di vista di qualcuno che in quel momento era fuori dalla narrazione.

È davvero facoltativa?

Col cavolo! Visto che mi sono impegnato tanto a scriverla come minimo devi leggerla dieci volte! È come con il capitolo di storia facoltativo alle medie:

È facoltativo ma nell'interrogazione lo chiedo lo stesso!
Profe stronza di storia
Vox di Christina Dalcher (in più di 100 parole)

Vox di Christina Dalcher (in più di 100 parole)

Vox di Christina Dalcher è un romanzo distopico avvincente e provocatorio che ci trasporta in un futuro inquietante, in cui il governo teocratico USA ha privato ogni donna del potere dell'eloquenza. Nella società immaginata da Dalcher, le donne sono costrette a indossare dei bracciali conta parole che le limitano a sole 100 parole al giorno, superate le quali subiscono una dolorosa scarica elettrica.

Protagonista di Vox è Jean McClellan, ex brillante linguista, ridotta al parziale silenzio forzato, costretta a sottostare al sistema patriarcale che ha preso il sopravvento sulla società. Ma quando si rende conto delle ripercussioni di quello stile di vita inumano sulla sua giovane figlia, si rende conto che deve fare qualcosa per ribellarsi.

Quarta di copertina

Vox di Christina Dalcher
Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l'unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Limite di 100 parole raggiunto.

Citazioni da Vox

Posizione 171-173

Alla fine, che differenza c’è tra un manipolo di buzzurri sperduti nel nulla che consigliano di sposare ragazzine adolescenti e un gruppo di ubriaconi in maschera che lanciano perline a chiunque metta in mostra le tette su St. Charles Avenue?

Posizione 306-306

non puoi protestare contro qualcosa che non ti aspetti.

Posizione 526-527

il golf: un distillato di noia con mazze e palline.

Posizione 625-626

Io mi ritraggo d’istinto, come un cane randagio spaventato che sa cosa significa cadere in trappola.

Posizione 730-731

più di tutto, mi manca sperare.

Posizione 1280-1281

Quel semestre era stato l’inizio della fine per me e Jackie. Avevo cominciato a frequentare Patrick e preferivo le nostre chiacchierate notturne sui processi cognitivi agli sfoghi rabbiosi di Jackie contro qualunque cosa.

Posizione 1326-1327

Ultimamente, sembra che tutto sia una scelta fra diversi gradi di odio.

Posizione 1358-1361

Forse è questo che è capitato in Germania coi nazisti, in Bosnia coi serbi, in Ruanda con gli hutu. Mi sono chiesta spesso come facciano dei ragazzini a diventare dei mostri, come imparino che uccidere è giusto e l’oppressione legittima, come faccia il mondo a essere stravolto fino a diventare irriconoscibile nell’arco di una sola generazione. Non è poi così difficile.

Posizione 1369-1370

Morgan è un idiota che non sa di esserlo. La specie peggiore.

Posizione 1376-1376

Parole, passaporti, soldi: persino i criminali ne hanno due su tre.

Posizione 1512-1513

Per capire il vero carattere di un uomo, penso che sia necessario vedere come si comporta quando una donna gli vomita davanti

Posizione 1579-1586

Sapevo che c’erano due pesi e due misure, che esistevano club privati che erano sbucati in città sia piccole sia grandi, dove gli uomini single con le carte in regola potevano andare a scaricare stress e sperma su professioniste dell’intrattenimento. Patrick me ne aveva parlato dopo aver sentito una conversazione al lavoro. Erano l’unico posto in cui si poteva ancora trovare un pacchetto di preservativi. La prostituzione è la professione più vecchia del mondo, dicono. E non si può eliminare qualcosa di così antico. Inoltre gli omosessuali erano stati sistemati nei campi di prigionia e le adultere come Annie Wilson lavoravano in fattorie in North Dakota o nel Midwest rurale. I Puri dovevano occuparsi delle donne single che non avevano una famiglia che le potesse accogliere, perché non potevano certo vivere da sole, senza favella né entrate. Hanno dato loro una scelta: sposatevi o entrate in un bordello.

Posizione 1642-1643

Le labbra si muovono appena mentre parla; il torace robusto non sembra seguire il movimento abituale di chi respira.

Posizione 1678-1679

Ha la stazza di un congelatore industriale ed è silenzioso come una tomba. Ha l’aria di uno che ha ucciso per Dio o per la patria. O per soldi.

Posizione 1688-1690

«Porca puttana», dice Lin. Morgan sembra scandalizzato. Bene. Lorenzo pronuncia una parola sola in italiano, che però è un concentrato di significati. «Cazzo.»

Posizione 1709-1711

Lorenzo si sta ancora guardando attorno, in questa stanza che potrebbe contenere cinque laboratori scolastici di chimica. Siamo solo tre. Quattro, se contiamo Morgan, ma nessuno lo fa.

Posizione 1722-1723

La National Science Foundation si è trattenuta a malapena dal mettere l’emoticon che ride sulla nostra ultima richiesta di fondi

Posizione 1829-1831

Tra saluti, baci e promesse di risentirci domani, ci vogliono dieci minuti buoni per chiudere la chiamata. Se le donne italiane avessero un numero di parole limitato cui attingere come noi, le sprecherebbero tutte per salutare alla fine di una conversazione.

Posizione 1831-1833

Solo dopo aver chiuso FaceTime noto la busta di carta sulla scrivania di Patrick. Sopra, a lettere cubitali, c’è scritto TOP SECRET. Chiunque abbia avuto la brillante idea di segnalare documenti classificati con scritte rosse che ne suggeriscono il contenuto era un imbecille.

Posizione 1896-1899

Mi aspetto di sentire da un momento all’altro il campanello, un suono del tutto normale, che una volta sentivo con piacere. I campanelli significano amici in visita durante le vacanze, pacchi in arrivo, coppie di giovanotti amichevoli dallo Utah, sempre gradevoli e gentili a dispetto della mia resistenza alla conversione. I campanelli significano bambini mascherati da fantasmi e goblin e principesse e supereroi che urlano: «Dolcetto o scherzetto?»

Posizione 1982-1983

«Puoi sempre partire da una cosa piccola, Jeanie. Partecipa a una manifestazione, distribuisci volantini, parla alla gente di ciò che succede. Non devi mica cambiare il mondo da sola, sai.»

Posizione 2006-2008

«Piantala, tesoro.» Deve vedere quel filmato, anzi, dovrebbe essere legato alla sedia con le palpebre spalancate a forza, come quel figlio di puttana nel film tratto dal romanzo di Anthony Burgess.

Posizione 2134-2134

«Bellezza, c’è sempre una resistenza.

Posizione 2281-2284

Lorenzo. Devo trovare Lorenzo. Un tacco mi s’incastra nello spazio vuoto tra l’ascensore e il pavimento; che cosa stupida, i tacchi alti. Jackie diceva che erano macabri, come la pratica cinese di fasciare i piedi. «Un’invenzione del cazzo. Creati da qualche maschio stronzo per fare in modo che le donne barcollino, che gli camminino due passi indietro», diceva seduta sul divano, facendo ruotare il piede che calzava un sandalo.

Posizione 2317-2319

«Meglio che vada.» Il tragitto fino alla fattoria di Sharon Ray durerà un’ora, considerato il traffico, e vorrei passare da Olivia King prima di cena, chiamare l’ospedale dov’è ricoverata mia madre e (non dimenticartene, Jean) far ubriacare mio marito per poter rubare documenti governativi classificati dal suo ufficio. È un bel programmino, per un venerdì sera qualunque.

Posizione 2456-2470

«Insomma, compare la sua immagine sullo schermo e Mr Gustavson ci dice che quello è il tipo di ragazza che tutti dobbiamo evitare, perché ha il demonio dentro di sé e ci trascinerebbe tutti a fondo… sai, tipo all’inferno.» «Santo cielo.» Cerca di ricomporsi, inspirando a fondo e parlando con voce più ferma. «Lo sai cos’ha detto?» Non credo di volerlo sapere. «No. Cosa?» «Ha detto che non si dovrebbe mai insultare la gente con parole come ’puttana’ o ’vacca’ o ’sgualdrina’. Però ha detto pure che qualche donna meritava di essere chiamata in quel modo. Come Julia. Così ci ha chiesto di urlarle contro quelle cose, mentre il filmato andava avanti. Sembrava così piccola, mamma. Così indifesa. E le hanno tagliato i capelli. Tutti quanti. Proprio a spazzola, capito? Mr Gustavson ha detto che hanno fatto bene. È quello che si faceva con gli eretici durante l’Inquisizione spagnola, e alle streghe a Salem.» Inizia a ridere, in modo quasi isterico. È la risata di un pazzo. Ma non smette di parlare. «E non è finita qui! Mr Gustavson si è messo a girare per l’aula sorridendo, e ci ha mostrato un foglio di carta coi peggiori insulti immaginabili scritti sopra. Ti ricordi quella cosa delle sette parolacce? Ecco, lì ce n’erano altre cinquanta. Poi ci ha chiesto di prendere un quaderno e di scrivere una lettera – una lettera personale, da ciascuno di noi – a Julia King, usando quante più di quelle cazzo di parolacce possibili. Dovevamo dirle che si meritava ciò che le stava capitando, e augurarle buon divertimento a spaccarsi la schiena nei campi.» Non reagisco nemmeno quando Steven dice cazzo. A confronto di tutto ciò che mi sta raccontando, quella parolaccia sembra una ninnananna. «E tu l’hai fatto?» «Ho dovuto, mamma. Se mi fossi rifiutato, avrebbero pensato…» La bocca gli si tende in un sorrisino. «Il male trionfa quando la gente perbene rinuncia all’azione. È così che si dice, giusto?»

Posizione 2549-2553

Da due minuti a questa parte, non sono più solo Jean. Sono Jean la ladra. O la traditrice. Mi chiedo quale tipo di punizione il reverendo Carl e il suo branco di Uomini Puri abbiano ideato per i sovversivi. In un mondo in cui le donne vengono spedite in Siberia – in North Dakota, cioè – per crimini innocui come la fornicazione, e in cui Jackie è condannata a marcire per sempre in un campo di concentramento per omosessuali, di sicuro alle donne che trafugano segreti di Stato sarà riservato un orribile trattamento specifico.

Posizione 2563-2564

Non siamo certo messi male come Winston Smith, che deve accucciarsi nell’unico angolo cieco del suo monolocale perché il Grande Fratello non l’osservi attraverso uno schermo, ma abbiamo telecamere anche noi.

Posizione 2643-2644

Appena quattro giorni, e tutta la mia vita è passata da brutta a schifosa

Posizione 2661-2663

Faccio la doccia più rapida della mia vita, mi pettino i capelli ancora sporchi e metto un paio di jeans larghi e una camicia di lino che lascio fuori dai pantaloni. Chi se ne importa dell’eleganza: ho caldo, ho fretta e sono incinta.

Posizione 2665-2667

L’hanno rasata, ovviamente, me lo aspettavo. Non mi aspettavo però che avrebbero fatto un lavoro così raffazzonato, neanche l’avesse fatto un cieco malato di Parkinson con un tosapecore.

Posizione 2811-2813

La macchina di Lorenzo è parcheggiata nel vialetto, e le ondate di calore che ancora fuoriescono dal cofano infiammano l’aria, distorcendo le immagini. È arrivato per primo, è ovvio: un automobilista italiano può benissimo andare a vivere altrove ma la sua guida folle lo seguirà ovunque

Posizione 2858-2859

Sì, invece. E non solo da giovedì, quando ho firmato il contratto con Morgan. Ho iniziato a essere responsabile due decenni fa, la prima volta che non ho votato

Posizione 3180-3181

Il sonno ha il pregio di cancellare tutto, almeno finché dura.

Posizione 3585-3587

Nel laboratorio c’è un televisore, uno schermo piatto grande come un campo da football. Una dimensione ragionevole – rifletto –, visto che di solito un uomo compra una TV del genere per passare i weekend a guardare altri uomini che danno calci a un pezzo di cotenna di maiale su un prato artificiale.

Posizione 3918-3919

Uno scricchiolio indica il momento in cui un paio di occhiali diventa inutilizzabile.

Posizione 4151-4152

E poi mi piace guardare le donne italiane. Parlano con le mani, con tutto il corpo, con tutta l’anima. E cantano.

Tora "legge" Vox

L'unico arricciamento nasale

Devo dire che l'unica cosa che mi ha lasciato davvero interdetto è l'aspetto tecnologico dei bracciali fulminatori: possibile che questi apparecchi relativamente piccoli possano rilasciare scariche tanto forti, tanto numerose e non aver mai bisogno di essere ricaricati? OK, io sospendo l'incredulità, ma volevo puntualizzarlo lo stesso!

Giudizio finale

Vox è un'opera angosciante (nella migliore tradizione del romanzo distopico!) che prova a mettere in luce l'importanza della resistenza contro l'oppressione, ed esplora temi fondamentali come la libertà di parola, il potere del linguaggio e il ruolo delle donne nella società.

Con uno stile di scrittura coinvolgente, Dalcher ci immerge in un futuro distopico che mette in discussione le nostre percezioni sulla libertà e l'uguaglianza di genere. Attraverso le vicende di Jean e delle altre donne coraggiose che incontrerà lungo il suo cammino, il romanzo ci propone le conseguenze devastanti di una società controllata dal potere religioso, in cui le parole possono essere controllate e manipolate.

Non ho potuto fare a meno di avvicinarlo a Il racconto dell'ancella: entrambe le protagoniste - Difred e Jean - affrontano una teocrazia oppressiva che limita le loro libertà e che mira a sottometterle, entrambe lottano per mantenere la propria identità e cercano di resistere alle restrizioni imposte dal regime. Sono caratteri coraggiosi che si ribellano contro le ingiustizie e cercano di trovare modi per opporsi alle forze che cercano di sopprimerle. Noi ne saremo capaci?

Quant’è lungo un romanzo?

Quant’è lungo un romanzo?

Nell'ultimo periodo, l'attività di produzione letteraria ha assunto una concretezza insperata, tanto da lasciarmi quasi impreparato sul prosieguo della scrittura.

Non pensavo che avrei potuto pronunciare queste parole così presto, ma sto davvero intravedendo la fine! E con questa intravisione quasi mistica iniziano le prime paranoie! Paranoie prima di tutto perché su argomenti di cui è inutile preoccuparsi in questo momento, o è inutile preoccuparsi in assoluto, come quello di cui voglio parlare: il numero di pagine che deve avere un romanzo.

Lo so che il valore di un romanzo non è misurato in numero di pagine, di cartelle, parole o caratteri, che non esiste un minimo o un massimo, ma di questo ho già parlato: è un semplice delirio da intravisione del finale.

La classificazione

Però in realtà una classificazione esiste, anzi ce ne sono molte e nessuna di queste può dirsi ufficiale… e se sei capitato su questa pagina perché eri interessato proprio a questo cercherò di accontentarti. Durante le mie ricerche (presenti e passate) ho trovato svariate organizzazioni e catalogazioni, alcune addirittura riportavano il numero massimo di parole che un romanzo dovesse avere… chiaramente errate e inutili.

La descrizione che mi è sembrata più ragionevole è quella specificata dal The Science Fiction and Fantasy Writers of America per le categorie del celebre Premio Nebula, che ha solo 4 suddivisioni, sulla base di racconto e romanzo; eccola schematizzata:

CategoriaAnalogo italianoParole
Short storyRacconto brevefino a 7.500
NoveletteRaccontoda 7.500 a 17.499
NovellaRomanzo breveda 17.500 a 39.999
NovelRomanzoda 40.000
”Quanto

La differenza in editoria

OK, ora che abbiamo questa comoda tabellina che ce ne dobbiamo fare? Ovvero, oltre a poter dire che Io sono leggenda è un romanzo breve e invece Arancia Meccanica è un romanzo e basta, qual è la differenza editoriale sostanziale fra le due tipologie?

Onestamente non ne capisco lo scopo; ovvero: se compro un libro di racconti so che non leggerò un romanzo, ma se comprassi un romanzo breve dovrei pensare di avere in mano qualcosa che non sia un romanzo?

Trovo la risposta in alcune parole che ho scritto nel paragrafo precedente: nessuna di queste può dirsi ufficiale. Infatti non esistendo un'istituzione preposta a stabilire questi canoni, il tutto è completamente soggettivo e dunque fuffa.

Nota di fondo: credo sia comunque una cosa più in uso nel mondo anglosassone che in quello civilizzato (ricordo ancora che misurano i liquidi in tazze e cucchiaini da tè).

Scrittura a lume di candelotto

Scrittura a lume di candelotto

Commentando l'articolo La seduzione delle ombre sul blog Liberamente Giulia ho scritto: ci metterei la firma per riuscire a scrivere un libro ogni due anni (nel dubbio, ribadisco il concetto).

Beh, forse galvanizzato da un irripetibile mix di riciclone e sblocco dello scrittore, sono riuscito a completare la scrittura di un intero capitolo in meno di due mesi, e secondo i miei standard è spavenotosamente poco!

Ora ho concluso la parte 2, sapientemente descritta dal diagramma di flusso che si intravede in foto, e devo iniziare i capitoli che portano alla conclusione del libro. Mi tramano le mani mentre scrivo queste parole!

Ho parecchie cose in testa da razionalizzare, ma so che devo sistemarne altrettante se non di più di quelle già scritte, oltre naturalmente a trascrivere il capitolo appena terminato. Sento il pavimento trotterellare sotto ai piedi, ma forse è solo il candelotto che sta per esaurire la miccia!

Kimagure Orange Road + vota la copertina!

Kimagure Orange Road + vota la copertina!

Kimagure Orange Road (La capricciosa via degli aranci), conosciuto anche come solo Orange Road o con l'abbreviazione KOR è uno dei pezzi più vecchi della mia collezione. Pubblicato dal 1992 al 1994, è la prima pubblicazione dell'allora nascente sezione giapponese della casa editrice Star Comics.

È stato a lungo uno dei miei preferiti, grazie anche alla serie animata guardata da bambino e alla vicinanza anagrafica con i tre protagonisti, tanto che avevo il rito della rilettura annuale di Orange Road... cosa che poi a un certo punto è cessata, ma ora l'ho ripreso in mano quasi per scherzo e prima che me n'accorgessi l'avevo riletto tutto un'altra volta!

Trama e influenze

Creato da Izumi Matsumoto, pseudonimo di Kazuya Terashima, Orange Road è una storia romantica, di formazione basata al 99+1% su equivoci, incomprensioni e la più totale incapacità di prendere una decisione del giovane protagonista, Kyosuke Kasuga, che è pure dotato di ESP, fonte inesauribile di guai.

Il manga racconta le avventure di Kyosuke, i suoi amici e le sue vicissitudini amorose. La trama si concentra principalmente sul complicato triangolo amoroso tra l'indeciso Kyosuke, la solare Hikaru Hiyama e la misteriosa Madoka Ayukawa.

Il manga ha ottenuto un notevole successo sia in Giappone che all'estero ed è considerato un classico del suo genere. È stato adattato anche in una popolare serie anime, e ha lasciato un'impronta significativa nel panorama dei manga e degli anime, tanto da essere ancora apprezzata dai fan dopo tutti questi anni.

Orange Road tutto impilato

Che cosa possiamo imparare dalla sceneggiatura di Matsumoto

Izumi Matsumoto è un furbacchione, e da lui possiamo imparare alcune cose... non per essere furbacchioni come lui, ma per aumentare la nostra consapevolezza.

La sua fortuna - o bravura che non è più stato in grado di esprimere - è stata quella di aver dato vita a un team di personaggi molto ben caratterizzati e particolarmente efficaci quando fatti interagire.

I protagonisti di KOR si muovono in un'ambientazione che sembra fatta apposta per scaturire un forte senso di nostalgia, e la combinazione di guai, incomprensioni e problemi di vita quotidiana genera episodi molto piacevoli e divertenti. Non importa quanto ripetitivi e sempre simili essi siano, Matsumoto sa che modificando minimi dettagli, anche insignificanti, la formula funziona sempre, e alla grande!

Per fare un esempio, perché i capitoli in cui Kyosuke e Kazuya si cambiano corpo dovrebbero continuare a essere interessanti anche dopo la prima volta? Perché vale lo stesso quando Hikaru equivoca un comportamento di Kyosuke con Madoka (i tre nomi possono essere messi in qualunque combinazione e il discorso è comunque valido), con seguente chiarimento e fine dell'episodio con Kyosuke che subisce qualche forma di punizione?

La risposta probabilmente è che, identificandoci con un personaggio, i momenti di difficoltà che vice ci fanno empatizzare con lui, e vedere la situazione che bene o male si risolve riportando tutto ai livelli iniziali ci rassicura e ci fa stare bene.

Izumi, buon'anima di furbacchione!

I personaggi

OK lo ammetto, dovrei vergognarmi. Ma invece no! Ecco infatti una bella scheda dei personaggi già fatta, pubblicata nel decimo volume che quindi coppincollo senza ulteriori patimenti!

I personaggi di Kimagure Orange Road

Lossò, non si legge benissimo ma è stata davvero dura fotografare quelle pagine: i volumi scricciolano minacciosamente alla minima apertura oltre i 15° e sfasciarli è un attimo! Alcuni ormai non sono altro che raccoglitori di fogli sfusi (sigh! Me tapino!) quindi va bene così, yeee!

Ammiriamo l'evoluzione grafica di Orange Road

I disegni eccezionali della serie anime - il character design è di Akemi Takada - fanno letteralmente impallidire quelli dei primi volumi del manga... che erano davvero disegnati in modo approssimativo! Ho selezionato alcune vignette sparse qui e là per apprezzare l'evoluzione dei disegni, che per fortuna fanno presto a migliorare!

Kimagure Orange Road Vol 01 Pag 005
Kimagure Orange Road Vol 02 Pag 005
Kimagure Orange Road Vol 02 Pag 051
Kimagure Orange Road Vol 05 Pag 088
Kimagure Orange Road Vol 08 Pag 133
Kimagure Orange Road Vol 12 Pag 100
Kimagure Orange Road Vol 14 Pag 081
Kimagure Orange Road Vol 15 Pag 105
Kimagure Orange Road Vol 16 Pag 006
Kimagure Orange Road Vol 18 Pag 009
Kimagure Orange Road Vol 18 Pag 128
Kimagure Orange Road Vol 20 Pag 075
Kimagure Orange Road Vol 21 Pag 054
Kimagure Orange Road Vol 25 Pag 040

Grande concorso a premi (senza premi) vota la copertina!

Le copertine di Orange Road furono oggetto di molte discussioni, dalle pose osé di Madoka alla scritta Dalla serie TV È quasi magia Johnny, inoltre avendo i volumi italiani meno pagine degli originali, c'era necessità di copertine extra, e quindi alcune semplici illustrazioni sono state promosse al rango di copertina. Insomma, c'è da sbizzarrirsi!

Ma per te qual è la migliore? Sfogliale qui sotto, clicca la tua preferita e premi Invia per votare e scoprire la classifica generale!

Riciclone, che passione!

Riciclone, che passione!

Dal primo capitolo dei testi profetici della Sacra Scuola del Riciclone di Hokuto:

Non si butta via niente.

Specialmente quando si tratta di lavori che hanno richiesto lacrime e sudore, ma anche il semplice sforzo non è da sottovalutare. Ecco perché nel corso dei secoli abbiamo inventato le scatole. Le scatole sono oggetti che contengono altri oggetti: geniale! E nel mondo moderno abbiamo integrato le scaole con strumenti digitali che svolgono lo stesso compito: le cartelle, alias directory alias archivi alias riempio il desktop di roba che non userò mai ma almeno so sempre dov'è, perché... il perché ce lo spiega un passo dal secondo capitolo dei testi profetici della Sacra Scuola del Riciclone di Hokuto:

Non si sa mai.
Cartella Archivio

Il mio archivio

Devo dire che il mio archivio delle produzioni letterarie è piuttosto ben organizzato: è diviso per forma, classificato per genere e ordinato per stato, dalla bozza al pubblicato passando per stadi intermedi che ricordo solo quando ci devo mettere mano (più che ricordarli ne prendo atto, ma vabbè).

Poi ci sarebbero anche gli appunti, ma quelli preferisco considerarli opportunità da cogliere in modo casuale a seconda dei capricci del destino.

Il miracolo del riciclone

Ritaglini

Perché ne parlo? Credo che - sfumatura più, sfumatura meno - siamo tutti fedeli adepti della Sacra Scuola del Ricicolone di Hokuto, no? Ebbene, quante volte però è successo che un pezzo scritto e lasciato a decantare in archivio calzasse con perfezione quasi chirurgica con un bisogno specifico del presente? A me quasi mai... fino a ora!

Sì, perché ravanando fra i miei vecchi scritti alla ricerca di qualcosa che rispettasse i vincoli imposti da un concorso letterario cui intendevo partecipare, mi è capitato un pezzo di cui non ricordavo che il titolo e rileggerlo è stata un'epifania.

Oltre al piacere nella lettura (cosa non afftto scontata in lavori così vecchi e mai rimaneggiati) ho trovato il pezzo del puzzle che si incastrava perfettamente in quello che sto scrivendo ora: un brano al cui interno avevo lasciato un asterisco, con la nota di sviluppare il collegamento più avanti.

Qualcuno potrebbe pensare a una cosa simile come a una specie di scorciatoia, di trucco o di imbroglio, come se rubare a se stessi fosse una pratica da evitare, un peccato. Io invece ho visto la meravigliosa opportunità di perpetrare un crimine senza parte lesa! Anzi di più: recuperare dall'arido dimenticatoio una gemma e permetterle di fiorire in un terreno fertile, vedi pure come sono poetico!

Uniamoci sotto la croce del riciclone e ringraziamo

La Croce del Riciclone

Che poi non è una croce, ma visto che è un nome di successo, ricicliamo anche il nome di quest'iconografia!

Tu per che cosa devi ringraziare la Sacra Scuola del Riciclone di Hokuto? Se vuoi puoi anche rispondere ricicilando questo post, e quando non ti servirà più stampalo e conferiscilo nel bidone della carta.