Il supergruppo mutante 2004

Il supergruppo mutante 2004

A pagina sessanta del libro Cosplay Culture, di Luca Vanzella, compare una foto del gruppo cosplay degli X-Men al quale partecipai nel novembre 2004. Il giorno prima trionfammo come Ghostbusters, e ciò è documentato con davvero tante tante foto, sia sul palco, sia con la coppa. Il secondo giorno, quello degli X-Men, sono stato davvero distratto, ero in fase solitaria e non ho trascorso molto tempo con i ragazzi. Insomma, mi sono fatto abbondantemente i fatti miei, salvo mettermi in costume cinque minuti prima di salire sul palco e toglierlo appena allontanato dall’area della sfilata.

Cosplay Culture

Questa la foto in questione; io sono il più a destra, con il costume un po’ sgarrupato da Cyclope e l’aria di chi se ne vuole andare alla svelta.
In alto da sinistra: Lorenza, Eleonora, Emiliano, Eros, Mellon, Paolo Blade e me.
Sotto, sempre da sinistra: Sabrina, Luka e il buon Coltello.
Forse io stesso non ho foto di quella performance, mi ha davvero stupito vederla proprio pubblicata su un libro dedicato al cosplay. Non dico sia una rarità, ma forse un po’ lo penso, tuttavia è stato un piacere scovarla.

Visto che ho riportato a sbafo due pagine del libro, ci faccio un po’ di réclame:

Cosplay Culture
Fenomenologia dei costume players italiani
Autore: Luca Vanzella
Editore: Tunué
I edizione: ottobre 2005

Ebbravi tutti quanti.

Se ne vada!

Se ne vada!

Negozio di musica XYZ

Non è difficile far ridere le persone.

Con gran parte della gente, poi, è sufficiente una pernacchia o una parola oscena (culo!) per scatenarne le risa.
È per questo che non mi sono mai avvicinato al genere umoristico: se una cosa la possono fare tutti c’è di certo qualcuno che la sta già facendo, non aspettano certo me.
Spesso m’è capitato di inserire scene divertenti nei miei lavori, ma non comiche… per intenderci: da sorriso e non da risata; però qualche tempo fa m’era venuto il pallino di scrivere un racconto incentrato sul riso (non cerco doppi sensi). Avevo già qualche buon personaggio e alcune idee ma non mi ci sono mai messo nemmeno lontanamente d’impegno.
Avrei ambito a una comicità intelligente, non alla risata da emissione rumorosa di gas intestinali, invece il lavoro che ho appena terminato, un racconto brevedi sette cartelle, è basato su situazioni e dialoghi inverosimili, bizzarri cambi di registro fra reale e paradossale, battute surreali pronunciate con la faccia di bronzo.
Negozio di musica XYZ è un piccolo esempio di comicità audace, lo voglio sistemare ulteriormente, è ancora poco più di una bozza, ma prendendolo con le giuste proporzioni è un buon lavoro: fa ridere per quello che non dice, per quello che non dovrebbe essere fatto. Fa ridere per quello che uno s’aspetta di trovare ma invece non c’è.
Fa ridere per quello che non ho scritto.
Eppure avanzo la pretesa di qualche merito, avrò potuto?
Pelicula: giro di boa

Pelicula: giro di boa

Pelicula pt2

Si è appena concluso un mese di lavoro altalenante su Pelicula: il grande caldo notturno è stato un ostacolo imprevisto e non ancora risolto, ma soprattutto il lavoro in sé s'è rivelato difficile.

La storia era arrivata a un punto dove era necessario fermarsi a tirare le somme, e far quadrare tutti i conti è stata dura. O meglio: lo è stata non farlo risultare brutto, che è un discorso diverso.

Credo di avercela fatta in modo egregio, parlando del rapporto lavoro/talento devo essere onesto e dire che non mi son spezzato la schiena, per lo più ho aspettato, ho riletto, ho ipotizzato alcuni scenari di quello che avevo deciso (nella mia testolina la storia è già delineata a livello macroscopico) scartando anche cose molto buone, sono riuscito a piazzare ottimi contenuti e non solo begli elenchi di spiegazioni a questo e a quello.

Sono riuscito in ciò che volevo, ora posso finalmente dedicarmi a pieno ritmo alla seconda parte. Sì, perché quando mi chiedono che genere di storia sia Pelicula, non do mai risposte chiare, in realtà la storia vera, quella che mi premeva narrare fin da pagina uno, il vero cuore di tutta la vicenda, quella che anche s'avvicina maggiormente ai miei soliti canoni, inizia ora!

Tutto questo mi fa piacere e mi dà una grande carica, il segreto è anche saper cogliere il massimo dalle piccole cose. Vedete com'è felice l'angioletto nell'immagine? Ecco.

Val di Fassa: top 3 scatti

Domenica sono tornato per la prima volta in Val di Fassa, sulle Dolomiti. Un mordi e fuggi, fra quello che son riuscito a mordere ci sono molto strudel e molte foto.
Di per sé il soggetto valeva la foto, lo stesso ho cercato di metterci qualcosa di mio; riporto qui i migliori tre scatti selezionati da una giuria imparziale, composta dall’autore.

Terza posizione

20080702%20003
L’immenso

Seconda posizione

20080702%20002
La scintilla

Prima posizione

20080702%20001
Il sogno

— Fotografo montanaryo
Bonne soiree ciao auf wiedersehen sayonara!

Bonne soiree ciao auf wiedersehen sayonara!

20080620%20Sonialuce

A Brescia siamo in pieno festival del circo, questo vuol dire che ora riusciamo a distinguere i pagliacci dalla gente comune anche alla prima occhiata (non sono necessariamente solo quelli col naso rosso). Ho assistito ad alcune tappe di uno spettacolo itinerante, mischiato alle maschere mi sono intrufolato alle prove degli artisti e dei tecnici e ho vissuto l’atmosfera dell’organizzazione con i suoi retroscena, i suoi pettegolezzi e i suoi fattacci.
Quello che più conta è naturalmente lo spettacolo e a volte quello che più conta in uno spettacolo è il volere del Fato. A causa di un lieve infortunio e del maltempo ho assistito a due spettacoli che, fino a quel momento, non dovevano svolgersi. E invece è successo.
Il primo spettacolo è nato come rimpiazzo, la versione originale prevedeva la performance di due acrobati e l’infortunio di uno di essi ha creato la necessità di uno show alternativo.
Il secondo ha trovato devastata dalla pioggia la location prestabilita ed è stato spostato all’ultimo momento là dove ero io.
Ebbene, dopo aver assistito alle due esibizioni sono rimasto impressionato così positivamente dall’aver voluto scrivere un racconto su uno spettacolo circense ispirato dalla fusione dei due visti quella stessa sera.
Due notti insonni (ma ormai è la normalità) sono servite per la stesura di Sonialuce, racconto breve che si aggira sulle tre cartelle fitte di caratteri.

L’ho immediatamente classificato uno di quei racconti del cazzo dove non succede niente, non c’è la storia, non ci sono nemmeno i personaggi, non c’è niente di niente.

Per ora chi l’ha letto ha avuto reazioni discordanti.
È evocativo, poetico, d’atmosfera.
Di che parla? Di nulla.
Che cosa succede? Ma nulla!
È un protoracconto? No no, finisce proprio così, non continua mica.
Piace e non piace.
Amemipiace.
Piace alla gente che piace?
Lo spero.
E sennò, pace.

Codice da Vero Pirata ™

Codice da Vero Pirata ™

Per la serie Pirata a ognuno le sue psicosi, ecco un post inutile dove raccogliere le massime inventate sul Vero Pirata ™, personaggio inesistente la cui fama, ciò nonostante, si estende a partire dal primo, fino al settimo mare.
Il Vero Pirata ™ è caratterizzato dalla rudezza tipica della vita marinaresca, unita al sapore caldo dell’avventura clandestina. Egli è un uomo vero e fiero, ma soprattutto rispetta alla lettera il Codice da Vero Pirata ™. Alla lettera!

Bandiera Pirata, il Jolly Roger

Il Codice è trasmesso grazie la tradizione orale, non è quindi detto che il Vero Pirata ™ sappia per forza leggere. Cercherò, e siete tutti invitati ad aiutarmi, di raccogliere le massime del Codice nei commenti al topic iniziando dalla prima e più antica, direttamente trascritta dalla pergamena custodita in una lattina di grog bucherellata recuperata sulla costa di un’isola minore del mare numero cinque.

Il Vero Pirata ™ non corre mai

— Ahr ahr ahr!

Premio Gaetano Cingari: è più facile fare che scegliere

Premio Gaetano Cingari: è più facile fare che scegliere

In questi giorni sto girando ovunque con mille fogli sottobraccio, in tasca, nelle orecchie, nelle mutande… ho deciso di partecipare alla terza edizione del Premio Letterario Internazionale Gaetano Cingari indetto da Leonida edizioni e fra due settimane dovrò aver inviato una silloge di poesie, composta minimo da trenta fino a sessanta pezzi: così le ho stampate tre per foglio, ritagliando il tutto in strisce bianche con scritte nere.
È difficile scegliere che cosa escludere, molto.20080602 Premio Gaetano Cingari 01
Però non posso nemmeno pensare di avere possibilità di vittoria partecipando con qualcosa che non eccella e dopo due selezioni all’ultimo sangue ho estrapolato 19 foglietti con i pezzi secondo me irrinunciabili. Non sono per forza i migliori, ma un concetto un po’ più articolato: potrei dire che sono quelle che più mi rappresentano, ma anche messo così è un riassunto un po’ troppo stringato.
Questi sono accompagnati da altri 33 foglietti che costituiscono la massa da sfoltire. Ogni tanto ne levo uno, con fatica e perplessità, ma mi provoca dolore. Ho così deciso di farmi aiutare dal pubblico inconsapevole: farò leggere ad amici una o due poesie a testa e se noterò tracce di perplessità cronica vorrà dire che l’origine di ciò sarà da eliminare dalla silloge.

Naturalmente è possibile votare anche da casa via SMS!

Pelicula 222

Pelicula 222

Questa settimana non sono riuscito a lavorare su Pelicula come nelle precedenti, né comunque a dormire di notte.

Grande invenzione, la notte. Permette tutto quello che di giorno non si riesce o non si può: passeggiare per strade deserte, viaggiare, lavorare, scrivere... e quando non si sa che cosa fare c'è anche la possibilità di dormire.

Non che veda il sonno come uno spreco, ma se riesco a utilizzare quel tempo per altre attività, lo preferisco. Il corpo umano, se debitamente allenato, resiste bene.

Pelicula 222

Nonostante i pochi attimi rubati per la scrittura, sono riuscito a raggiungere il secondo step che mi sono fissato per gioco: pagina 222.

L'avevo fissato arrivato a pagina 220, credendo di raggiungerlo in un attimo e invece per un motivo o per l'altro sono restato in ballo per giorni.

Prossimo obiettivo: pagina unmigliardo!

15quindici #22 (maggio 2008)

15quindici #22 (maggio 2008)

Per la prima volta sono stato pubblicato per la seconda volta dalla stessa rivista: si tratta del periodico quindicinale 15quindici. La prima pubblicazione risale all’agosto scorso, questa volta è toccato alla mia poesia Questa poesia, pagina 12, all’interno della rubrica Cultura.

15quindici #22

In realtà al momento non sono riuscito a procurarmi una copia, ma sul loro sito è consultabile la versione sulla linea. Questa è tennologgia pulita, buona e intelligente. Approfittatene!

— Ryo_bis

Stuparich Movie Fan: La Bomba (dottor Stranamore)

Stuparich Movie Fan: La Bomba (dottor Stranamore)

Ieri sera lo Stuparich Movie Fan ha ospitato il sesto appuntamento della rassegna La Poetica Delle Immagini Di Kubrick organizzato da Iniziative LR.
Sulle bobine si è srotolato Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb, UK, Stanley Kubrick, 1964).

Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Il commento dell’organizzatore:

Ieri sera ci siamo sparati Dottor Stranamore.
Dario ha offerto le pizze (thenchiu tu iu), Ryo l’ospitalità, una schifosissima vodka al miele e tutto il resto (thenchiu tu iu).
Il film è stato molto divertente… Comunista ateo degeneratoDimitri, mi senti… la fluorizzazione dell’acqua da parte dei comunisti… ma si ricordi che sei lei ha torto la Cocacola le farà causa… le oche arrostiteCIVIL DEFENSE IS OUR BUSINESS… e sopratutto: PEACE IS OUR PROFESSION.
Mittico mittico mittico!

LR
V2-DAY

V2-DAY

Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato crede di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.
Beppe Grillo

V-Day 2

Non ho fiducia nei partiti, nei politici, nelle persone. L’unico strumento veramente democratico rimasto in Italia è il referendum… che infatti nessuno s’è degnato di pubblicizzare. Bravi giornalisti, bravoni!
Questa è una proposta di referendum, che la promuova Grillo o chiunque altro non ha importanza, possiamo ragionarci su con la nostra testa; anche se non lo facciamo più non è ancora illegale, se poi mettere o no la firma ognuno lo decida da sé.

Pelicula 100

Pelicula 100

Pelicula 100

Non ne avevo ancora parlato, ma visto l'evolversi della faccenda posso anche permettermi di farlo. Ho ufficialmente accantonato ogni lavoro a nuovi racconti brevi per dedicarmi completamente al mio nuovo romanzo: Pelicula.

Il titolo temporaneo ora è questo, ma non sono assolutamente certo che non vorrò cambiarlo; vedremo. Si tratta del mio secondo secondo romanzo, in quanto il mio primo secondo romanzo (La collina dei risvegli) è inchiodato al quinto capitolo da luglio dell'anno scorso e voglia di proseguirlo al momento non ve n'è.

Visto che oggi è stata una bella giornata primaverile, dopo una settimana schifosamente piovosa, mi sono imboscato con le zampe ciondoloni fra il loggiato e il porticato del chiostro di San Cristo (che detto così sembra una mezza bestemmia, ma esiste una teoria che non ricordo per cui invece non lo è), dai Savers.

Mi sono ben goduto un po' di tranquillità, prendendo il sole fra il passaggio di qualche turista curioso e, soprattutto, scrivendo il quattordicesimo capitolo del romanzo.

Lossò che non vuol dire nulla, ma oggi ho raggiunto quota cento pagine di quaderno, il che vuol dire ormai non mi ferma più nulla! Yeah!

E uno Yeah anche per le mie calze a righe con le dita!

Manifesti elettorali 2008 part 2: disgust-o-matic

Manifesti elettorali 2008 part 2: disgust-o-matic

Io credevo di aver visto il peggio, maperò mi sbagliavo. Qui c’è qualcuno che sta esagerando con l’ignoranza, con il puntare su essa.

Questi uomini bianchi che fanno propria una forza vecchia non sono altro che pecore, proprio come piace loro rappresentarsi. Non hanno il coraggio di dire le cose come stanno e allora basano la loro campagna su questi mezzucci, loro è la politica dell’odio, l’odio per il diverso, per lo sconosciuto, per il negro. Non hanno una proposta (stop immigrati città sicura, scusatemelo, è una cazzata), sanno solo roteare la clava grugnendo e sbavando strafatti di alcol.

20080411001

Uno studio del Servizio statistiche demografiche dell’Istat, condotto per La Repubblica, ha certificato come, sia rispetto al comune che alla provincia, Brescia sia la città-Babele, ovvero la città statisticamente più multietnica d’Italia: gli stranieri residenti in provincia sono oltre 110mila, suddivisi in 151 etnie.

L’88% della popolazione straniera in Italia risiede nel centro-nord, un quarto in Lombardia, il 7% sul totale dei residenti. Nella provincia di Brescia questa percentuale sale al 9,4% e supera il 13% nel comune.

A livello nazionale i nati di cittadinanza straniera sono il 9,4% del totale dei nati residenti nel 2005. In Lombardia superano il 15% e nel comune di Brescia la percentuale raddoppia arrivando al 31,3% (qui la fonte ufficiale e qui un mirror).

Io mi vanto di abitare in questa città, dove ogni persona ha una storia diversa e le vie sono ricche di colori, musiche, odori e sapori. Il popolo italiano è storicamente meticcio, è un pezzo che non siamo più etruschi. Cos’è questa cosa che adesso siamo diventati di razza?
La forza risiede nella molteplicità, nel far proprie le cose buone degli altri. Le radici devono essere una merce di scambio, non un freno!

OK, sono un po’ arrabbiato… ora mi domino e vado a spararmi una camo!

Pìs n’lòv

Non si mente con gli occhi

20080410001Recentissimamente sono più volte stato affascinato dai bianco e nero. Dalle luci e dai grigi, una realtà dal sapore antico, anche se perfino il mondo più vecchio è sempre stato a colori.
Un sortilegio che rende le immagini più attente e gli osservatori più acuti.
Ho giocato con l’autoscatto e la schiuma da barba, anche se alla fine ho scelto una foto con solo il primo: ci sono orecchio, naso e bocca; mancano gli occhi.
Gli occhi mancano perché non sono in grado di mentire, non è nella loro natura, il loro compito è solo riflettere: l’esterno verso l’interno e l’interno verso l’esterno.
Non comunicano, non rielaborano, non fanno nulla se non mostrare la realtà.

Gli occhi sono divini, non umani, non è possibile intrappolare la verità poiché questa ci è superiore… la bocca potrà anche dire ti amo, l’occhio ama e basta.

Nella foto c’è tutta la sacralità e la forza di questo sguardo, talmente vivo da rendere irrispettoso metterlo in mostra, quasi sacrilego verso ciò che riflette. Perché riflette, e negarlo è inutile, anche il tentativo di camuffarlo risulterebbe inefficace: non si mente con gli occhi, al massimo si possono lasciare fuori dall’inquadratura.

Manifesti elettorali 2008

Manifesti elettorali 2008

Le elezioni si avvicinano… chi votare, dunque? Booh!
Il metodo migliore è sicuramente quello di scegliere il manifesto elettorale più bello e votare il partito di appartenenza, ma questa volta no, non posso farlo!
Il miglior manifesto elettorale che ho visto in città è senza dubbio quello del PRI (Partito Razzista Italiano) e a loro il voto proprio non posso darlo, mi spiace. Mi gioco un bonus e ne cercherò un altro.

20080409001

Fantastico, tanto quanto è irreale l’ipotesi che se lo siano fatti da sé!
Il leghista capo, di norma, le decisioni le prende così: si reca al bar e chiede al barista Tè Bepi, come la facciamo la campagna quest’anno?, il barista risponde: Prendi giù un foglio e scrivi: Vota Lega per meno imigrati e più lavvoro. E ancora il capo: Brào, mi piace! La faccio stampare! e il giorno dopo i muri del paese sono pieni di affissioni leghiste, che saranno poi ricoperte da fogli di carta bianchi con la scritta affissione abusiva.

Qui c’è la mano di una persona dotata di cervello, quindi a loro esterna. Una mente maligna, sì… maligna ma geniale!

Siamo solo righe di energia

Siamo solo righe di energia

Era la sera del 31 gennaio 2007, sette minuti dopo le otto e percorrevo in macchina il cavalcavia John Kennedy (pronuncia: Il Chèna), allontanandomi da Brescia 2 in direzione Ring. Accadde che scattai una serie di fotografie e che una di queste finì nel mio archivio delle preferite. Lì, nel mucchio.
Quando poi mi iscrissi al concorso di poesia Castello di Duino e scoprii esserci anche la sezione fotografica, decisi di parteciparvi. Con quale foto? Non ricordo che cosa mi fece scegliere quella scattata dal e sul Chèna, comunque la scelsi.
Siamo solo righe di energia
Vederla stampata e appesa in quella graziosa seppur piccola galleria a Trieste, con sotto un adesivo col mio nome, in compagnia di tante altre fotografie, alcune bellissime, altre no, ma non importava… guardare la gente che la guardava, ascoltarne di nascosto i commenti fingendo interesse per un’altra foto. Mi ha reso fiero, cosciente di non essere un vero fotografo e felice di non esser mai stato avaro di scatti.
No, non è un fotomontaggio. E no, non mi hanno aiutato gli alieni.

 

— Fotogryafo

Trieste: top 3 scatti

Lo scorso fine settimana sono stato a Trieste per una premiazione. Ecco qui i miei tre scatti meglio riusciti selezionati in una bolgia di quasi trecento fotografie (uoah!).

Terza posizione

TriesteScattata da una riva del Canal Grande a un palazzo riflesso nell’acqua.

Seconda posizione

TriesteScattata in piazza dell’Unità d’Italia, con alle spalle il palazzo del Municipio in direzione del mare

Prima posizione

TriesteScattata a circa metà altezza del Molo Audace puntando verso l’Acquario

Fotografo tryoestino

Uno scontrino dalla tondissima cifra nell’importo

Uno scontrino dalla tondissima cifra nell’importo

raccontiFinito l’ultimo racconto mi sono preso una pausa per volgere lo sguardo al passato. Anche in ottica reading, ho stampato qualche racconto fra i più vecchi per dar loro qualche giro di vite.

Ebbene… altro che vite: a L’occasione fa l’uomo eroe ho praticamente rifatto l’assetto! Si tratta del mio secondo racconto più vecchio (dell’era moderna), datato novembre 2005.
Davvero, ero convinto fosse uno di quelli buoni, non pensavo di dover restaurare così in profondita. È un buon segno: sono riuscito a migliorare quello che due anni fa mi sembrava già OK.
Ora lo voglio far riposare sul davanzale, come la torta di mele di Nonna Papera, perché credo che non troppo tardi potrà essere servito a un reading… stay tuned!

D eci e lode

D eci e lode

Ringrazio Il Gobb per avermi assegnato quest’onorificenza, il premio D eci e lode, con la seguente motivazione: ha un insolito punto di vista sulle cose e, soprattutto, fa dei readings

Premio D eci e lode

Ora, come da regolamento, riporto il regolamento:

Che cos’è?
“D eci e lode” è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l’istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il “Premio D eci e lode” si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.
Quali sono le regole?

  1. Esporre il logo del “Premio D eci e lode”, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. È un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
  2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
  3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo;
  4. Inserire il regolamento;
  5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i “Premio D eci e lode” che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

Per finire con coerenza, ovvero di copincolla, assegno il D eci e lode agli stessi che, poco più di un mese fa, ho già premiato con il Thinking Blogger Award. È che nel frattempo non ho conosciuto nessun nuovo blog, per cui non faccio altro che riconfermare il vecchio voto.

— Ryo copincolla Ryo copincolla Ryo copincolla Ryo copincolla Ryo copincolla Ryo copincolla

Ushio e Tora

Ushio e Tora

Ushio e ToraNel mese di gennaio del 1997, trovai fra gli scaffali del mio negozio di fiducia il primo numero della serie a fumetti Ushio e Tora dello sconosciuto autore Kazuhiro Fujita. Letto sempre più svogliatamente, finito, lo adagiai mestamente nella mia libreria convinto d’aver speso inutilmente la bellezza di 3300 lire.Poi scoprii la verità.

Sapevo che la casa editrice che lo stava pubblicando, la Star Comics, ne aveva ottenuto i diritti dopo il fallimento di Granata Press. Per quest’ultima erano già usciti tredici numeri (+1), però la redazione della Star Comics, i cosiddetti Kappa Boys (che a forza di merdate, come quella che sto raccontando ora, sono stati ribattezzati dai vecchi del settore Kakka Boys), pensò bene di riprendere il fumetto dal punto in cui si era interrotto, cioè dal capitolo XVII: Nebbia assassina. Tredici volumi riassunti in quattro pagine striminzite dal titolo Tutto iniziò così… e via come niente fosse.
Per colpa dei Kakka Boys ho rischiato di perdere uno dei più grandi fumetti mai scritti.
Era autunno 1998, quasi due anni dopo, quando MR (che da lì a poco non avrei più rivisto, ma ancora lo ringrazio di tutto cuore) mi regalò un pacco di volumi Granata Press di Ushio e Tora (ah, la pronuncia esatta è Ushìo!). Stavo quasi per dirgli di no, perché conoscevo il fumetto e non mi piaceva, ma dato che se non li avessi accettati li avrebbe dati a SZ (che era uno stronzetto figliodipapà e mi stava antipatico), li presi lo stesso.

Fu allora che scoprii la verità.

Il fumetto era bellissimo: una storia originale, esotica, avvincente, ricca di riferimenti alla cultura giapponese, al suo folklore, alle sue leggende, coadiuvate da un tratto unico e straordinario, tanto da ricordare quel Devilman di Go Nagai che ha costretto tutti a cambiare il modo di concepire il fumetto. Un tratto sporco, ma mai confuso. Un eroe dal cuore puro, Ushio, con un compagno mostro, Tora, sottomesso questo al potere della potentissima lancia della bestia, che per cinque secoli lo ha sigillato in un tempio buddista, e che ora è nelle mani di questo umano che chiamano Ushio, che prima o poi intende mangiare per liberarsi.
Molti personaggi accompagneranno i due costretti compagni nella storia: monaci guerrieri, mostri, assassini, spiriti, semplici umani, del presente e del passato.
Il fumetto può essere diviso in due grandi saghe: il viaggio di U&T verso il nord del Giappone per scoprire la verità sulla madre di Ushio, e la battaglia contro il più potente mostro mai esistito: la Maschera Bianca.
Delle due la mia preferita è la prima, ci sono meno grandi intenti, e la dose di crudeltà è molto maggiore… poi sembra che i mostri si rammolliscano, quasi, per paura della Maschera Bianca, il mostro nato per godere della sofferenza degli umani e sterminare gli altri mostri, che ritiene siano inutili.

La serie è composta dai tredici volumi Granata Press (luglio 1994 – luglio 1995), più il quattordicesimo (agosto 1995), introvabile, ma i cui episodi sono stati riproposti da Star Comics. Sempre Star Comics, successivamente, ha pubblicato trentatré volumi con il resto della serie regolare (gennaio 1997 – settembre 1999), seguiti da un numero speciale con alcuni episodi autoconclusivi ambientati prima dell’ultimo episodio (ottobre 1999). Conscia dell’emerita sciocchezza fatta, Star Comics ha provveduto a ristampare i volumi iniziali in sette numeri a periodicità scriteriata (maggio, agosto, novembre 2000, marzo, luglio, novembre 2001, marzo 2002).

La storia è molto bella, e non commetterò l’errore già commesso dai quattro mentekatti di prima, provando a riassumervela. Né l’autore né l’opera sono molto famosi, ma se solo posso dirvi di fidarvi di me, cercate di leggere questo fumetto!

Io ti vieto!

M’illumino di meno 4th

20080214001

Quarta giornata dedicata al risparmio energetico, promossa dal programma di Radio 2 Caterpillar. Non risparmiamoci quando si tratta di usare la testa!
Castello di Duino ed. 4th: Segnalazione

Castello di Duino ed. 4th: Segnalazione

Concorso Internazionale di Poesia Castello di Duino
IV edizione 2008

Partecipanti: 1210 e 36 scuole con progetto collettivo

La giuria del concorso costituita da:

Prof. Cristina Benussi (Critico letterario, presidente), Prof. Ezzeddine Anaya (critico letterario), Dr. Julius Franzot (Scrittore), Prof. Ivan Bujukliev (Critico letterario), Dr. Marji Cuk (Poeta e Giornalista), Dr. Antonio Della Rocca (Scrittore), Prof. Pietro Dini (lituanista), Prof. Franco Gatti (Critico letterario), Dr. Claudio Grisanchich (Poeta), Prof. Elie Kallas (critico letterario), Prof. Tomaso Kemeny (Poeta), Prof. Laura Moniz (Poetessa), Prof. Marina Moretti (Poetessa), Prof. Marina Norbedo (Critico letterario), Dr. Isabella Panfido (Poetessa e giornalista), Dr. Sergio Penco (Poeta), Prof. Ana Cecilia Prenz (critica letteraria), Prof. Fabio Russo (Critico letterario), Prof. Dieter Schlesak (Poeta)

ha stabilito la seguente graduatoria di vincitori e selezionati

Segnalazioni per la pubblicazione in antologia: Andrea Cabassi, Sul vecchio sentiero di Campitello


Castello di Duino

Beh, non avrò vinto il primo premio (Radomir Mitrić, Bosnia), o il secondo (a parimerito: Monferrini Michela, Roma e Tan Yi-Ling, Singapore), e nemmeno il terzo (Jinping Chen, Cina), né la medaglia d’argento della presidenza della Repubblica (Guelord Bahati Mbaenda, Repubblica Democratica del Congo), la targa del Centro UNESCO di Trieste (Yang Fei, Cina) o alcuna targha speciale (Lamb Ryan, Sud Africa e Saganic Paola, Croazia), nemmeno so cosa sia un lituanista e il titolo della mia poesia è Sul vecchio sentiero per Campitello… ma oggi sono uscito dal lavoro un’ora prima e c’era ancora un bel sole.
Tutto il resto è già passato.

— Sunny Ryo