L’isola del tesoro

L’isola del tesoro

Mi sono sempre piaciute le storia piratesche, ecco perché ho deciso di leggere L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, romanzo che ha avuto il merito - fra altri - di stabilire numerosi standard del nostro immaginario di questo genere: le mappe del tesoro, la X dove scavare, i pirati con la gamba di legno e il pappagallo ecc.

L'isola del tesoro: quarta di copertina

L'isola del tesoro
La mappa di un'isola sperduta nell'oceano, il miraggio di un tesoro nascosto, indimenticabili figure di crudeli pirati e soprattutto il ragazzo protagonista, il coraggioso Jim Hawkins. E poi ancora ammutinamenti, i pericoli dell'oceano in tempesta, spargimenti di sangue... Se esiste un racconto dell'avventura questo è "L'isola del tesoro": ecco perché sin dalla sua pubblicazione ha catturato e continua a catturare l'immaginazione dei ragazzi di ogni continente e di tante generazioni. Stevenson scrisse l'avvincente romanzo per il figlio, non suo, della donna che aveva sposato. Era un modo per essergli vicino, per dimostrargli un affetto che voleva essere forte quanto quello paterno. Forse anche per questo Jim Hawkins, che s'imbarca come mozzo sulla goletta Hispaniola alla ricerca del tesoro, riunisce in sé simpatia, audacia, sincerità e intraprendenza. E forse per questo ogni adolescente ama riconoscersi in Jim e sogna di vivere avventure altrettanto emozionanti.

Citazioni da L'isola del tesoro

Posizione 134-137

Mentre il dottore gli rimboccava la manica, vedemmo dei tatuaggi sul braccio muscoloso: «Buon vento, capitano Billy Bones» c’era scritto tra l’altro. – Ed ora, signor Billy Bones, – disse il dottore, – se questo è il vostro nome, vedrete il colore del vostro sangue – e presa la sua lancetta, aperse una vena.

Posizione 17-20

Quindici uomini nella cassa del morto Ioh, oh, oh, e una bottiglia di rhum!

Posizione 459-461

Quando vidi quel ragazzo per la prima volta mi resi conto della situazione. Fino a quel momento avevo pensato alle avventure che mi aspettavano e non alla casa che stavo per lasciare; ma ora alla vista di quell’estraneo che doveva sostituirmi presso mia madre, ruppi in pianto.

Posizione 649-653

il pappagallo si metteva a gridare con gran rapidità: «Pezzi da otto! pezzi da otto! pezzi da otto!» finché John gettava il proprio fazzoletto sulla gabbia. – Quest’uccello, Hawkins, può avere duecento anni. Credo che i pappagalli non muoiano mai; e se qualcuno ha visto fattacci più di quelli che abbia visto lui, non può essere che il diavolo in persona. Ha navigato coi pirati e ha sentito l’odore della polvere; non è vero, capitano?

Posizione 707-707

Ah, vi assicuro che si mangia rabbia a navigare con degli sciocchi quali siete!

Posizione 1424-1426

Vi era una confusione indescrivibile. Il pavimento era coperto di fango, le pareti portavano qua e là l’impronta di mani sudice. Dozzine di bottiglie vuote cozzavano insieme. Discesi nella dispensa. Tutti i barili erano scomparsi ed un numero inverosimile di bottiglie erano state vuotate e gettate via. Certo nessuno dei ribelli dopo la rivolta aveva tralasciato di ubriacarsi.

Posizione 1622-1624

Qualcuno di voi signori vuole misurarsi con me? – ruggì Silver, spingendosi innanzi con la pipa ancora accesa nella destra. – Ditelo dunque: non siete muti, credo. Io son pronto. Prenda un coltellaccio, chi ardisce, ed io voglio vedere il colore delle sue viscere, prima che questa pipa sia vuota.

Posizione 1695-1699

E allora questo marchio non serve più a niente. Guardalo Jim è una curiosità per te, – disse Silver, e mi porse il pezzo di carta. Era un disco del diametro di una corona. Da una parte era bianco, essendo tagliato dall’ultima pagina del libro e recava la scritta «Deposto» fatta con il carbone: il rovescio conteneva parte di due versetti dell’Apocalisse, e si leggevano, tra le altre, queste parole che mi rimasero indelebili nella mente: «Fuori sono i cani e gli assassini». Questa parte era stata annerita con carbone

Posizione 1720-1721

Da che sono medico di ribelli, – disse il dottore nella sua maniera scherzosa, – ce la metto tutta per non perdere neppure un uomo per… la forca!

Posizione 1736-1737

Silver era accusato di fare il doppio giuoco, di sacrificare gli interessi dei suoi complici, in una parola di fare ciò che precisamente egli stava per fare.

Posizione 1829-1831

Compagni, se Flint fosse in vita, farebbe caldo per noi in questo posto! – Io l’ho visto morto con questi miei occhi, – disse Morgan. – Morto lo è di certo, morto e sepolto, – disse l’uomo dalla testa fasciata; – ma se un’anima deve tornare sulla terra per scontare i suoi peccati è quella di Flint.

Posizione 1863-1864

Ma vi è qualcosa che non è chiaro. Si udiva l’eco. Ora se uno spirito non ha ombra, non dovrebbe avere neppure un’eco. Non mi pare naturale.

L'isola del tesoro: giudizio finale

Bello, ma sinceramente mi aspettavo un intreccio più complesso. Forse la colpa è dell'occhio del lettore moderno, ma è quasi incredibile che L'isola del tesoro abbia addirittura generato un sottogenere letterario, o comunque cristallizzato alcuni particolari (ne parlavo all'inizio).
Non vorrei però che passasse il messaggio che L'isola del tesoro non mi sia piaciuto, anzi! Ho adorato il personaggio di Long John Silver e sono certo inaugurerà una serie di letture piratesche! Ahr ahr ahr!

Romanzo distopico La Ragazza Meccanica – elettrauto astengansi

Romanzo distopico La Ragazza Meccanica – elettrauto astengansi

Il romanzo distopico La Ragazza Meccanica di Paolo Bacigalupi (titolo originale: The Windup Girl) è ambientato in uno scenario postapocalittico spaventosamente plausibile... e forse è proprio questo che rende questa storia così affascinante!

Anche in questo caso, per la scelta della lettura ho attinto alla lista dei romanzi vincitori dei premi Hugo Nebula; per l'esattezza questo romanzo distopico occupa il gradino più alto della stagione 2009/2010.

La ragazza meccanica: quarta di copertina

Bangkok: Anno Zero del crack energetico.

Anderson Lake è l'uomo di punta della compagnia AgriGen Calorie in Thailandia.

In incognito come amministratore di un impianto, Anderson setaccia i mercati di Bangkok alla ricerca di cibi considerati estinti, con la speranza di razziare il bottino delle calorie perdute della storia.

Ed è qui che si imbatte in Emiko... Emiko è la Ragazza Meccanica, una creatura strana e meravigliosa.

È una Neo Persona, non è umana: è un essere costruito in laboratorio e programmato per servire e appagare gli appetiti di un uomo d'affari di Kyoto, ora abbandonata nelle strade di Bangkok.

Per alcuni creature senz'anima, per altri addirittura demoni, le Neo Persone sono schiavi, soldati e giocattoli per i ricchi, in un agghiacciante futuro prossimo in cui le aziende caloriche dominano un pianeta minacciato dagli oceani, l'età del petrolio è finita e gli effetti collaterali delle malattie portate dall'ingegneria genetica si diffondono ormai in tutto il mondo.

Copertina del romanzo distopico La Ragazza Meccanica

Citazioni da La ragazza meccanica

Posizione 498-501
Hock Seng non reagisce al sarcasmo. Anderson si domanda addirittura se esista una traduzione del concetto stesso di sarcasmo. Il vecchio parla inglese con naturalezza straordinaria, eppure molto spesso arrivano a un punto di incomprensione della lingua che sembra più radicata nella cultura che nel vocabolario.
Posizione 589-590
Il megodonte gira su se stesso e concentra l’attenzione su Anderson, gli occhi inquieti animati da rabbia preistorica.
Posizione 660-660
Le ossa protrudono dalla carcassa come banchi di corallo da un abisso di carne rossa.
Posizione 790-797
“Ecco gli stregatti”, commenta Mr. Lake. Hock Seng guarda nel punto indicato dallo yang guizi. Alla periferia del massacro sono comparse sagome feline luccicanti; turbini di ombra e luce richiamati dall’odore della carogna. Lo yang guizi li osserva con disgusto, ma Hock Seng nutre una forma di rispetto per quei gatti diabolici. Sono astuti, prosperano dove sono odiati. Quasi soprannaturali nella loro tenacia. A volte sembra che annusino il sangue prima che venga versato. Come se potessero sbirciare nel futuro e sapere dove apparirà il loro prossimo pasto.
Posizione 834-835
Mi vergogno di non poter fare di più”. “È più di quanto faccia chiunque altro”.
Posizione 872-879
Hock Seng cerca di capire se il farang scherza. Accenna un sorriso. “È un mandato reale. A questo punto si potrebbe chiedere di sostituire il Ministero dell’Ambiente”. “Non ci avevo pensato”, ride Mr. Lake. “Potrei mettermi d’accordo con la Carlyle & Sons e cominciare a lamentarmi ogni giorno delle tasse e delle leggi sul credito carbonifero. Portare le nostre ragioni al ministro del Commercio Akkarat”. Posa lo sguardo su Hock Seng. “Ma non è così che ti piace lavorare, giusto?”. Gli occhi si fanno di colpo gelidi. “Ti piacciono ombre e contrattazioni. Concludere affari a bassa voce”. Hock Seng deglutisce. La pelle pallida del diavolo straniero e i suoi occhi azzurri sono davvero spaventosi. Alieni come un gatto diabolico, a loro agio in una terra ostile.
Posizione 1029-1029
Non si può badare a spese con gli dei
Posizione 1058-1068
Ma quella era Kyoto, dove le Neo Persone erano di casa, dove quelli come lei svolgevano attività utili e a volte erano addirittura tenuti in considerazione. Non umani, certo, ma nemmeno una minaccia come erano visti dalla gente di questa cultura primitiva e basilare. Di sicuro non erano diavoli, come mettevano in guardia i grahamiti dai loro pulpiti, e nemmeno le creature senz’anima che qualche monaco buddhista immaginava sputate dall’inferno; per costoro erano creature incapaci di avere un’anima o un posto nel ciclo della rinascita proteso al Nirvana. Non erano neanche un affronto al Corano, come sostenevano le Fasce Verdi. I giapponesi erano pragmatici. A una popolazione di vecchi serviva la maggiore varietà possibile di giovane manodopera, non era peccato avere raggiunto lo scopo creandoli in laboratorio e per farli crescere in vivai-scuola. I giapponesi erano pragmatici.
Posizione 1409-1414
Stringe le banconote tra le dita. La sua formazione prevede di essere educata, invece quell’abbondanza tronfia la irrita. “Cosa credi che farò con questi baht extra, signore?”, chiede. “Comprerò gioielli? Uscirò a cena? Sono proprietà di Raleigh”. Getta il denaro ai suoi piedi. “Non fa differenza se sono ricca o povera. Sono proprietà di qualcun altro”.
Posizione 1573-1576
I funzionari della dogana lo aspettano. Jaidee pungola una cassa distrutta con la punta del machete mentre i due ispettori si avvicinano. Sono come cani. Impossibile sbarazzarsene finché non li hai nutriti.
Posizione 1668-1668
“Le leggi sono documenti ambigui. Intralciano la strada alla giustizia”.
Posizione 1852-1853
Solo che è facile avere dubbi quando le uniche prove sono ritagli di codice genetico estratti dal presunto cadavere del più abile generipper del mondo.
Posizione 1960-1961
una banca può possedere più della metà di un uomo. Beh, almeno un terzo, persino se si tratta di un thai scansafatiche. E un uomo senza un terzo della propria vita, a dire il vero, non può dirsi vivo.
Posizione 2035-2036
È tutto calcolato. Un vistoso lucchetto attirerebbe troppa attenzione, un misero laccio di cuoio non alletta nessuno.
Posizione 2050-2051
La privacy non esiste in una baraccopoli, solo le pareti forniscono una garbata illusione.
Posizione 2438-2440
“Neanche tu ti reincarnerai, probabilmente”, ribatte Kanya. “Sei troppo buono per finire di nuovo in questo inferno”.
Posizione 2449-2449
La gente non ricorda mai i tempi peggiori.
Posizione 2816-2817
“Puzzate”. Carlyle fa una smorfia. “Tutti puzzano.
Posizione 2793-2793
quando ti stringono per le palle, non faranno altro che stringere più forte.
Posizione 3060-3065
Sente un prurito alla nuca mentre scivola tra la folla in piena luce. Gran parte di questa gente non baderà a lei. Il beneficio del giorno è che sono tutti troppo impegnati con le proprie vite per fare caso a una creatura come lei, persino se scorgono i suoi movimenti bizzarri. Nel cuore della notte, nel bagliore prodotto dal metano verde, ci sono meno occhi in giro, ma sono quelli degli indolenti, strafatti di yaba o laolao, occhi con il tempo e l’occasione di inseguirti.
Posizione 3195-3199
Correre è stranamente facile. La gente si muove come avvolta nel miele. Solo lei è veloce.
Posizione 3350-3363
“Ti piacciono gli stregatti?”, chiede Anderson. Emiko lo guarda sorpresa. “A te no?” “A casa mia non eravamo abbastanza svelti a ucciderli”, risponde. “Persino i grahamiti offrono una taglia per la loro pelliccia. Probabilmente l’unico punto su cui concordo con loro”. “Mmm, sì”. Emiko aggrotta la fronte mentre riflette. “Sono troppo potenziati per questo mondo, temo. Un comune uccello ora non ha speranze”. Accenna un sorriso. “Pensa se avessero inventato le Neo Persone prima di loro”. C’è del rancore nel suo sguardo? O malinconia? “Cosa credi che sarebbe successo?”, domanda Anderson. Emiko evita di guardarlo, si concentra sui gatti che si aggirano tra i tavoli. “I generipper hanno imparato troppo dagli stregatti”. Non aggiunge altro, ma Anderson può indovinare cosa stia pensando. Se la sua razza fosse arrivata prima che i generipper imparassero la lezione, non l’avrebbero resa sterile. Non si muoverebbe a scatti come marchio di fabbrica, per rendere così evidente la sua natura. Forse l’avrebbero progettata come i modelli militari dei meccanici che combattono in Vietnam: micidiali e senza paura. Senza la lezione degli stregatti, Emiko avrebbe potuto cogliere l’occasione di soppiantare del tutto la specie umana con la sua versione migliorata. Invece è un vicolo cieco genetico. Costretta a un solo ciclo di vita, come la SoiaPRO e il grano TotalNutrient.
Posizione 3480-3495
Quell’heeya era un osso duro, non sono più il combattente di una volta. Nella stagione secca non suderei così tanto”. “Ha vinto molte battaglie”. “Qualcuna”. Jaidee sogghigna. “E mi sono addestrato in climi più caldi di così”. “Il suo tenente può svolgere certi incarichi per lei”, dice il ragazzo. “Non è necessario che lavori così duramente”. Jaidee si asciuga la fronte e scuote la testa. “E poi cosa penserebbero i miei uomini? Che sono uno scansafatiche”. Il ragazzo trasalisce. “Nessuno penserebbe una cosa del genere. Mai!” “Quando sarai capitano, capirai meglio”. Jaidee sorride indulgente. “Gli uomini restano leali quando ti seguono al fronte. Non permetterò mai a uno dei miei uomini di girare le pale del ventilatore per me, o agitare una foglia di palma solo per viziarmi come fanno quegli heeya del Ministero del Commercio. Sono il loro condottiero, ma siamo tutti fratelli. Quando diventerai capitano, promettimi che farai lo stesso”. Lo sguardo del giovane si illumina. Un nuovo wai. “Sì, Khun. Non lo dimenticherò. Grazie!”
Posizione 3549-3550
Ogni forma di vita produce rifiuti. Il fatto stesso di vivere comporta costi, incidenti e pone domande sullo smaltimento,
Posizione 4143-4144
Jaidee fu folgorato da un senso di appartenenza... come se si fossero conosciuti in una vita precedente, e finalmente si incontravano di nuovo, destinati ad amarsi.
Posizione 4791-4792
Uno è il numero ideale per mantenere un segreto.
Posizione 6060-6062
È così che va questo mondo, riflette. Occhio per occhio finché non saremo morti tutti e gli stregatti leccheranno il nostro sangue.
Posizione 6147-6150
A un machete non importa quale mano lo impugna, o chi l’ha costruito. Usa il coltello e taglierai. Usa i farang se diventeranno un tuo strumento. E se ti tradisce, fondilo. Almeno ti ritroverai con i materiali grezzi.
Posizione 6561-6562
Prima di essere nominato protettore della Regina Infanta era un generale, le sue campagne sul fronte orientale sono ammantate della materia brutale delle leggende.
Posizione 6778-6778
Ha avuto due padroni per così a lungo che non ricorda a quale obbedire.
Posizione 6787-6791
Più avanti, uomini con maschere a filtro saltano sull’attenti mentre lei li supera aprendo con una spinta le porte per il crematorio. Dovrebbe indossare la sua mascherina d’ordinanza, ma resta appesa al collo. Non è bene che un ufficiale mostri paura, e sa che la maschera non la salverà in ogni caso. Ripone più fede in un amuleto di Phra Seub.
Posizione 6915-6917
Gibbons ringhia. “L’ecosistema si è sgretolato la prima volta che l’uomo è andato a pesca. Quando abbiamo acceso i primi falò nelle sterminate savane dell’Africa.
Posizione 6925-6927
“Tutti muoiono”. Il dottore minimizza con un gesto. “Ma voi morite adesso perché siete bloccati nel passato. Al giorno d’oggi dovremmo essere tutti meccanici. È più semplice costruire una persona immune alla micoruggine che proteggere una versione precedente dell’essere umano.
Posizione 6943-6945
“Quando morirà, ridurremo in cenere il suo cadavere e lo seppelliremo nella soda caustica e nel cloro, e nessuno si ricorderà di lei”. Il dottore alza le spalle con indifferenza. “Tutti gli dèi devono soffrire”.
Posizione 7320-7321
L’inserviente con la scopa si avvicina. Emiko si domanda se cercherà di spazzarla via col resto dello sporco.
Posizione 7772-7775
“Una nuova Tigre”, mormora Jaidee al suo fianco. “Mica male”. “È colpa tua. Li hai addestrati a dipendere da un capo drastico”. “Così hanno scelto te?” Kanya sospira. “A quanto pare è sufficiente impugnare una torcia accesa”.
Posizione 7917-7918
Non dubitare di cosa possa fare un piccolo uomo per ottenere un grande potere.
Posizione 8871-8875
Guarda i cadaveri che lo circondano. A quanto pare, la maggior parte sono studenti. Sciocchi ragazzini. Tentare di combattere contro i megodonti. Stupidi. Scaccia ricordi della sua stessa infanzia, morti e sepolti. I massacri in Malesia, scritti su un marciapiede thai. Strappa una pistola a molla di mano a una camicia bianca morta e controlla se è carica. Solo pochi dischi, ma è sempre qualcosa. Carica la molla per aggiungere energia. La infila in tasca. Bambini che giocano alla guerra. Bambini che non meritano di morire, ma sono troppo sciocchi per vivere.
Posizione 8877-8881
In fondo alla strada, un uomo è adagiato floscio contro un muro, la sua bici a terra accanto a lui. Il grembo è chiazzato di sangue. Hock Seng raccoglie la bici. “È mia”, protesta l’uomo. Hock Seng si ferma e lo esamina. Quello riesce a malapena a tenere gli occhi aperti, eppure è ancora attaccato alla normalità, all’idea di essere ancora proprietario della sua bicicletta.
Posizione 9113-9116
Sono troppo vecchio per certe cose. Eppure Hock Seng sente il cuore aumentare i giri. “Ho un’idea”, dice. “Una possibilità”. Un nuovo assurdo guizzo di speranza. Non può farci niente. Persino quando non ha niente, deve sopravvivere.
Posizione 9287-9288
“Non puoi godere del momento e basta?”. Carlyle ride. “Non capita spesso di restare in vita quando ti infilano un cappuccio nero sulla testa, Anderson.
Posizione 9307-9308
Inglese, francese, cinese mandarino, ragioneria, protocollo politico, catering e ospitalità... Quante erano le sue specialità che non usava più?
Posizione 9594-9596
“Tutto cambia”, sospira Jaidee. “Sarebbe meglio che tu lo tenga a mente. Aggrapparsi al passato, preoccuparsi del futuro...”. Alza le spalle. “Si soffre e basta”.

Commento finale sul romanzo distopico La Ragazza Meccanica di Paolo Bacigalupi

Il romanzo distopico La Ragazza Meccanica in braccio alla Pupazza Meccanica

Ho apprezzato davvero molto il romanzo distopico La ragazza meccanica: incluso questo, su Anobii, ho valutato cinque stelle ben cinque romanzi di fila (gli altri quattro sono: 2001: Odissea nello spazio, Il problema dei tre corpi, Un altro mondo e Il sindacato dei poliziotti yiddish). Che sia un record?

Tornando alla storia, La ragazza meccanica m'ha richiamato le atmosfere di Battle Angel Alita, con qualche cliché tipico della fantascienza apocalittica e un intreccio che si sviluppa in direzione d'un finale comune.

Ne sono rimasto molto soddisfatto, e il consiglio alla lettura è pieno!

Il sindacato dei poliziotti yiddish, ovvero: panna acida e marmellata nel tè

Il sindacato dei poliziotti yiddish, ovvero: panna acida e marmellata nel tè

Il sindacato dei poliziotti yiddish di Michael Chabon è il secondo romanzo di fila scelto dalla lista dei vincitori dei premi Hugo e Nebula (vittoria nel 2007/2008).
È una bella ucronia in cui, dopo il 1945, la patria degli ebrei è diventata l’Alaska, e non Israele. Nel romanzo i protagonisti devono risolvere un mistero, sullo sfondo della restituzione, ovvero della restituzione della terra occupata all’Alaska e ai suoi nativi.

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Un altro mondo di Jo Walton: un fantasy… normale!

Un altro mondo di Jo Walton: un fantasy… normale!

Un altro mondo di Jo Walton è uno dei romanzi che ogni tanto estraggo dal cilindro dei premi Hugo e Nebula: li ha vinti entrambi nel 2011/12.
Innanzi tutto è bene specificare che si tratta del seguito… di un libro che non esiste. Non è un gioco di parole, semplicemente l’apogeo della storia è ambientato prima della narrazione; in Un altro mondo leggiamo sotto forma di diario le conseguenze di quanto accaduto (attenzione, per questo non è meno entusiasmante, l’autrice è molto abile nel fare salti avanti e indietro nella storia!) ovvero la storia della vita di una ragazza quasi normale, in saldo equilibrio fra il reale e il fantastico. Questo equilibrio è reso davvero egregiamente, tanto che ci sono stati momenti in m’è venuto da chiedermi se la sua magia esistesse veramente o se invece non fosse tutta nella sua testa!

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Il problema dei tre corpi

Il problema dei tre corpi

Ho letto Il problema dei tre corpi di Cixin Liu perché affascinato dall’idea di un romanzo fantascientifico cinese; non avendo mai letto nulla del genere non avevo idea di che cosa aspettarmi e – riprendendo il titolo del romanzo – la prima cosa che ho trovato è stata il problema dei… nomi!

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Follia per sette clan (è l’autore il pholle!)

Follia per sette clan (è l’autore il pholle!)

Follia Per Sette Clan è spesso considerato un romanzo minore di Philip K. Dick, in realtà mi è sembrato validissimo e assolutamente originale, a partire dall’idea della luna abitata da sette clan, ognuno caratterizzato da una malattia mentale (verosimilità 0%, fuoriditestaggine 120%).

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Anonima Martin Eden

Anonima Martin Eden

Martin Eden è il titolo del romanzo pseudoautobiografico (si scrive così?) di Jack London, parla di un marinaio grezzo e incolto che diventa scrittore, e un sacco di altre cose che lo fanno crescere e diventare sempre più antipatico.

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Racconto: La storia di Cappuccetto Rosa

Racconto: La storia di Cappuccetto Rosa

Qualche tempo fa ho giocato allo scrittore anni ’30 con la mia vecchia macchina da scrivere (che, più modestamente, è degli anni 80/90) e le mie due piccole aiutanti (in realtà l’aiutante ero io ma non sottilizziamo). Oggi voglio mostarvi quello che ne è scaturito: La storia di Cappuccetto Rosa.

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Omeoutopia

Omeoutopia

Immagino saremo in molti a sapere che l’omeopatia è una minchiata. Eppure ci sono molti altri che non hanno una chiara opinione a riguardo, e altri che addirittura sostengono che l’omeopatia sia efficace.
È a questi ultimi che mi rivolgo: smettetela subito!

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Strappo notturno

Strappo notturno

Era la notte tra il 2 e il 3 ottobre, mi trovavo a letto con le ginocchia di una figlia nel costato e le mani dell’altra sulla faccia.
A volte è nelle situazioni più strane che le idee curiose nascono e prendono forma, situazioni come quella.

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Buon compleanno Robinson Crusoe

Buon compleanno Robinson Crusoe

Buon compleanno perché Robinson Crusoe nasce proprio oggi 30 settembre nel lontano 1632. Avrà anche 385 anni il giovanotto, tuttavia siamo ancora qui a discutere della sua vita e delle sue strane e sorprendenti avventure (proprio quelle del titolo originale del romanzo di Daniel Defoe: The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe).

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10 capitoli non sono paglia

10 capitoli non sono paglia

Sollevo la testa dalla scrivania giusto perché ho appena finito di trascrivere tutto il materiale che avevo, quello del famoso (?) romanzo a cui sto lavorando da ormai quasi cinque anni (qualche pausa nel frattempo l’ho fatta, eh).

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Un americano alla corte di re Artù – Mark Twain (citazioni)

Un americano alla corte di re Artù – Mark Twain (citazioni)

Un americano alla corte di re Artù o, a seconda delle traduzioni, un Yankee (o uno Yankee), è la storia di Hank Morgan (lo yankee, per l’appunto) che, dopo aver preso una brutta botta in testa XIX secolo, si risveglia all’ombra d’un albero del regno di Camelot, secolo VI, governato dal mitico re Artù con il consiglio di Mago Merlino e l’aiuto (?) dei prodi (?) cavalieri della tavola rotonda.

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Marketing editoriale post 2.0

Marketing editoriale post 2.0

In questo post voglio mostrarti perché una delle tecniche di marketing editoriale più sfruttate al mondo sia destinata a diventare inefficace, quale nuova direzione sta prendendo il mercato, e quale sia la strada che i dati stanno indicando come la migliore per anticipare il cambiamento.

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Distopico Dinamico Esplosivo

Distopico Dinamico Esplosivo

Abbiamo ricevuto rapporto questa sera dal nostro agente presso il punto vendita Feltrinelli di Brescia; il piccione viaggiatore aveva in allegato una foto che dovrebbe esserci familiare:

Distopico Dinamico Esplosivo

Ricordi il post sull'iniziativa Libri al buio Feltrinelli? I libri al buio sono una selezione di volumi ricoperti da carta marrone per nasconderne il contenuto, descritti solo da tre aggettivi e una mini recensione stilata dai commessi del negozio.

Beh, a quanto pare qualcuno ha avuto il buon gusto di selezionare Pelicula, l'indizio «rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?» lascia ben pochi dubbi.

Quindi fa' presto: se puoi corri alla Feltrinelli di Brescia, altrimenti acquistalo con un super sconto da qui!

300

300

300 è una graphic novel del 1998, scritta e disegnata da di Frank Miller, mentre i colori sono stati realizzati da Lynn Varley (spazio spetegulès: i due sono sposati <3 ).

La storia di 300 si basa sulla battaglia delle Termopili, avvenuta nel 480 AC, durante la seconda guerra persiana. Narra l'eroica resistenza di re Leonida (figlio del leone) e dei suoi 300 spartani contro l'immenso esercito persiano guidato dal re Serse (sovrano sugli uomini).

Noto per il suo stile visivamente distintivo, con disegni forti, stilizzati e influenze artistiche che richiamano l'antica Grecia, il fumetto sfrutta il colore per creare un'atmosfera cupa e violenta.

La copertina

La copertina di 300 di Frank Miller e Lynn Varley
La costina di 300 di Frank Miller e Lynn Varley
La quarta di copertina di 300 di Frank Miller e Lynn Varley

I capitoli

L'opera è composta da cinque capitoli:

  • L'onore: si introduce il personaggio principale, re Leonida I di Sparta, e il suo desiderio di resistere all'invasione persiana. Mostra anche il suo addestramento da giovane e la sua forza di volontà.
  • Il dovere: viene mostrato come l'esercito persiano guidato dal re Serse I si prepara per l'invasione della Grecia e viene presentato il personaggio del rinnegato e traditore Efialte.
  • La gloria: si descrive la difesa degli spartani e degli altri greci alle Termopili, lo stretto passaggio montuoso che livella la potenza dei due eserciti. Mostra gli scontri tra gli spartani e le forze persiane e l'abilità di combattimento dei guerrieri spartani.
  • Il combattimento: è raccontata la storia della battaglia delle Termopili, viene approfondito il coraggio e la determinazione degli spartani, nonostante le loro forze numericamente inferiori.
  • La vittoria: l'epilogo della storia mostran l'eredità dei 300 spartani e l'ispirazione che hanno suscitato negli altri greci. Mostra anche le conseguenze della battaglia delle Termopili e il suo impatto sulla guerra in corso.
300 di Frank Miller e Lynn Varley Capitolo 1 L'onore
300 di Frank Miller e Lynn Varley Capitolo 2 Il dovere
300 di Frank Miller e Lynn Varley Capitolo 3 La gloria
300 di Frank Miller e Lynn Varley Capitolo 4 Il combattimento
300 di Frank Miller e Lynn Varley Capitolo 5 La vittoria

E vediamolo sto stile visivamente distintivo!

Come mia abitudine, ho selezionato alcune illustrazioni (mi sembra riduttivo chiamare vignette, ma insomma sono quella roba lì) per la gioia degli occhi che ci si poseranno sopra!

300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley
300 di Frank Miller e Lynn Varley

In chiusura: faccina sorridente

Faccina sorridente
La porta che si apre

La porta che si apre

In questo periodo sto leggendo poco, gli aggiornamenti al blog sono rari e la frequentazione della blogosfera a livello miraggio. In compenso sto scrivendo, il mese di gennaio ho tenuto un ritmo serratissimo, le ultime due sono state probabilmente le settimane più produttive da cinque anni a questa parte, in due mesi ho scritto più di tutto il 2016.

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Come attivare la musa

Come attivare la musa

Joe Vitale è un esperto in comunicazione e autore di best seller sulla crescita personale; di recente ho letto un suo lavoro in cui suggerisce come attivare la musa, ovvero come evitare il blocco dello scrittore nell’estenuante attesa di un’ispirazione che non arriverà mai.
Joe Vitale ha uno stile di comunicazione molto coinvolgente, è chiamato il Buddha di Internet per la sua capacità di combinare spiritualità e marketing.

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Classifica libri 2016

Classifica libri 2016

Anche se a febbraio inoltrato, quello della classifica dei libri letti durante l’anno è un appuntamento cui tengo molto.
Ma prima di tutto diamo un’occhiata ai vincitori degli anni passati:

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Il giro del mondo in ottanta giorni, di Jules Verne (citazioni)

Il giro del mondo in ottanta giorni, di Jules Verne (citazioni)

Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne è un altro tassello al puzzle dei libri di cui so vita-morte-&-miracoli pur non avendoli mai letti, che però adesso ho letto. E mi è piaciuto.

Il giro del mondo in ottanta giorni: quarta di copertina

Phileas Fogg, gentiluomo inglese assai flemmatico, scommette con i soci del suo club che riuscirà a compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Parte seguito dal suo fedelissimo servo Jean detto Passepartout. Gli è però alle calcagna un poliziotto che si affanna a seguirlo nelle tappe dell'eccezionale itinerario perché Fogg è sospettato di un grosso furto perpetrato in una banca inglese. Questo è l'avvio del romanzo che Verne pubblicò nel 1873 e che costituisce da più di un secolo uno dei più duraturi successi in tutte le lingue. È una storia sospesa di continuo tra avventura e ironia, dove i colpi di scena si susseguono a un ritmo irresistibile.

Citazioni da Il giro del mondo in ottanta giorni

Pos. 308

Non si attribuivano a Phileas Fogg né donne, né bambini – cosa che può capitare anche a persone oneste – né parenti, né amici, il che è più raro, in verità.

Pos. 330

«Voi siete francese e vi chiamate John?», gli domandò Phileas Fogg. «Jean, se non dispiace al signore», rispose il nuovo venuto, «Jean Passepartout, un soprannome che mi è rimasto e che giustifica la mia naturale attitudine a cavarmi d’impaccio.

Pos. 372

Se gli scultori dell’antichità conoscevano diciotto maniere di accomodare la capigliatura di Minerva, Passepartout non ne conosceva che una per sistemare la sua: tre colpi di pettine fitto ed era pettinato. Dire se il carattere espansivo di questo giovane si sarebbe accordato con quello di Phileas Fogg, era ciò che la prudenza più elementare non permetteva.

Pos. 385

Questa casa pulita, ben messa, severa, puritana, perfettamente organizzata per il servizio, gli piacque. Gli fece l’effetto di un bel guscio di lumaca, ma di un guscio ben rischiarato e riscaldato a gas, perché l’idrogeno carburato bastava a tutti i bisogni di luce e di calore. Passepartout trovò senza difficoltà, al secondo piano, la camera che gli era destinata. Gli piacque: campanelli elettrici e tubi acustici la mettevano in comunicazione con l’appartamento al pianterreno: sul caminetto, una pendola elettrica corrispondeva con la pendola della camera di Phileas Fogg, e i due apparecchi battevano nello stesso istante il medesimo secondo. «Questo mi va, questo mi va», si disse Passepartout.

Pos. 407

Phileas Fogg aveva lasciato la casa di Saville Row alle undici e mezza e, dopo aver messo cinquecentosettantacinque volte il piede destro davanti al sinistro e cinquecentosettantasei volte il piede sinistro davanti al destro, arrivò al Reform Club

Pos. 435

Bisogna notare qui – il che rende il fatto più spiegabile – che il meraviglioso istituto della Banca d’Inghilterra sembrava preoccuparsi immensamente della dignità del suo pubblico. Niente guardie, niente grate! L’oro, l’argento, i biglietti erano liberamente esposti, per così dire, alla mercé del primo venuto. Era disdicevole sospettare dell’onorabilità anche di un semplice passante. Uno dei meravigliosi osservatori delle usanze inglesi racconta persino questo: in una delle sale della Banca in cui si trovava un giorno, ebbe la curiosità di vedere da vicino un lingotto d’oro dal peso di sette o otto libbre, che era esposto sul banco del cassiere; prese questo lingotto, lo esaminò, lo passò a un suo vicino, questi a un altro, così che il lingotto finì in fondo a un corridoio buio e ritornò al suo posto soltanto dopo mezz’ora, senza che il cassiere avesse nemmeno alzato la testa.

Pos. 456

«Io sostengo», disse Andrew Stuart, «che le probabilità sono in favore del ladro, il quale, senza dubbio, è un uomo abile». «Andiamo, dunque!», rispose Ralph, «Non vi è più un solo paese nel quale possa rifugiarsi». «Per esempio?!» «Dove volete che vada?» «Non ne so nulla», replicò Andrew Stuart, «ma, dopo tutto, la terra è abbastanza vasta». «Lo era una volta…», disse a mezza voce Phileas Fogg. Poi aggiunse presentando le carte a Thomas Flanadicendo: «Come, una volta! La terra è forse rimpicciolita?» «Senza dubbio», rispose Gauthier gan: «A voi, tagliare, signore». La discussione fu sospesa durante la partita ma presto Andrew Stuart la riprese, Ralph. «Io sono dell’avviso di Mr. Fogg. La terra è rimpicciolita, perché ora la si percorre dieci volte più in fretta di cento anni fa. Nel caso di cui ci occupiamo, questo renderà le ricerche molto più rapide». «E renderà più facile anche la fuga del ladro!». «A voi giocare, Mr. Stuart!», disse Phileas Fogg. Ma l’incredulo Stuart non era convinto e, terminata la partita: «Bisogna confessare, Mr. Ralph», riprese, «che voi avete trovato un modo simpatico di dire che la terra è rimpicciolita, poiché, siccome ora se ne fa il giro in tre mesi…». «In ottanta giorni solo», disse Phileas Fogg. «Infatti, signori», aggiunse John Sullivan, «ottanta giorni da quando il tratto tra Rothal e Allahabad è stato aperto sul “Great-Indian-Peninsular-Railway”. Ecco il calcolo fatto dal «Morning Chronicle»: Da Londra a Suez per il Moncenisio e Brindisi, ferrovia e piroscafo …… 7 giorni Da Suez a Bombay –piroscafo …… 13 giorni Da Bombay a Calcutta –ferrovia …… 3 giorni Da Calcutta a Hong Kong (Cina) –piroscafo …… 13 giorni Da Hong Kong a Yokohama (Giappone) –piroscafo …… 6 giorni Da Yokohama a San Francisco –piroscafo …… 2 giorni Da San Francisco a New York –ferrovia …… 7 giorni Da New York a Londra –piroscafo e ferrovia ……. 9 giorni Totale 80 giorni «Sì, ottanta giorni!», gridò Andrew Stuart, tagliando per distrazione con una carta importante, «ma non compreso il cattivo tempo, i venti contrari, i naufragi, i deragliamenti e via di seguito». «Tutto compreso», replicò Phileas Fogg, continuando a giocare, perché questa volta la discussione non rispettava più il whist.

Pos. 495

«Quando io dico: scommetto», rispose Andrew Stuart, «è sempre una cosa seria».

Pos. 498

«Ventimila sterline!», gridò John Sullivan. «Ventimila sterline che un ritardo imprevisto vi può far perdere!». «L’imprevisto non esiste», rispose semplicemente Phileas Fogg.

Pos. 500

«Un minimo ben impiegato basta a tutto».

Pos. 502

«Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa tanto seria come una scommessa», rispose Phileas Fogg.

Pos. 514

Suonarono le sette. Venne offerto a Mr. Fogg di sospendere il whist, affinché egli potesse prepararsi alla partenza. «Io sono sempre pronto!», rispose questo impassibile gentleman e, dando le carte, «Scopre quadri», disse. «Sta a voi giocare, Mr. Stuart».

Pos. 557

«Signori», disse, «io parto, e i diversi timbri apposti nel passaporto vi permetteranno, al mio ritorno, di controllare il mio itinerario». «Oh, Mr. Fogg», rispose Gauthier Ralph, «è inutile; noi ci rimetteremo al vostro onore di gentiluomo».

Pos. 565

un vero grido di disperazione. «Che avete?», domandò Mr. Fogg. «È… che… nella fretta… nella confusione… ho dimenticato…». «Che cosa?» «Di spegnere il lume a gas in camera mia!». «Ebbene, giovanotto», rispose freddamente Mr. Fogg, «brucerà a vostre spese!».

Pos. 649

«Signor console», rispose dogmaticamente l’ispettore di polizia, «i grandi ladri sembrano sempre gente onesta. Comprendete bene che coloro i quali hanno un aspetto da bricconi, non hanno che una cosa da fare: quella di vivere onestamente, altrimenti si farebbero arrestare subito. Sono soprattutto le fisionomie oneste che bisogna squadrare; lavoro difficile, ne convengo, e che non è più un mestiere, ma un’arte».

Pos. 723

Quel giorno, mercoledì 9 ottobre, segnò il suo arrivo a Suez che, concordando con l’arrivo regolamentare, lo metteva in perfetto orario. Poi si fece servire la colazione nella sua cabina. Quanto a visitare la città, non ci pensava nemmeno, appartenendo a quella razza di inglesi che fanno visitare dal loro domestico i paesi che attraversano.

Pos. 887

«Signore», gli domandò, guardandolo fissamente, «questo è coniglio?» «Sì, eccellenza», rispose sfrontatamente l’originale; «coniglio della giungla». «E questo coniglio, non ha miagolato, quando lo avete ucciso?» «Miagolato!… Oh, eccellenza! Un coniglio! Io vi giuro…». «Signore», riprese freddamente Fogg; «non giurate e ricordate questo: una volta, nell’India, i gatti venivano considerati animali sacri. Erano tempi buoni quelli!». «Per i gatti, eccellenza!?» «Forse anche per i viaggiatori!».

Pos. 1005

«Come! Non è ancora terminata?» «No, c’è ancora da costruire il tronco, di una cinquantina di miglia, che va da qui ad Allahabad, dove la strada ferrata riprende». «I giornali hanno annunciato l’apertura completa della linea!». «Che volete, generale! I giornali si sono sbagliati».

Pos. 1154

«Se noi salvassimo quella donna?», disse. «Salvare quella donna, Mr. Fogg!…». «Sono ancora in vantaggio di dodici ore; posso dedicarle a questo». «Ma guarda!… Siete dunque un uomo di cuore!?», disse sir Francis Cromarty. «Qualche volta», rispose semplicemente Phileas Fogg; «quando ne ho il tempo».

Pos. 1260

Fogg gli aveva detto: «Bene!», il che, nella bocca di questo signore, equivaleva a un’alta approvazione.

Pos. 1323

Le leggende braminiche affermano che questa città sorge sull’area dell’antica Casi, la quale era prima sospesa nello spazio, tra lo zenith e il nadir, come la tomba di Maometto. Ma in quest’epoca più realistica, Benares, l’Atene dell’India, al dire degli orientali, riposava molto prosaicamente sul suolo

Pos. 1382

«Caro Mr. Oysterpuf, come volete che un giudice possa emanare una giusta sentenza, con la parrucca di un cancelliere?».

Pos. 1553

Bande di scimmie all’erta, capaci di ogni sorta di smorfie, non mancavano nei boschi; e forse non mancavano nemmeno le tigri nelle giungle. A chi si meravigliasse come in un’isola così relativamente piccola, questi carnivori non siano ancora stati distrutti fino all’ultimo, si potrebbe rispondere che essi vengono dalla Malacca, traversando lo stretto a nuoto.

Pos. 1605

Con grande stupore di Passepartout, la grazia di Mrs. Aouda non agiva affatto, e le perturbazioni, se pure esistevano, sarebbero state più difficili da calcolare di quelle di Urano, che hanno portato alla scoperta di Nettuno.

Pos. 1637

Passepartout voleva assolutamente sapere quanto tempo sarebbe durata la tempesta. Lo mandavano, allora, al barometro, che non si decideva a salire. Passepartout lo scuoteva, ma né le sue scosse, né le ingiurie che rivolgeva all’irresponsabile strumento servivano a nulla.

Pos. 1714

Una trentina di consumatori occupavano nella grande sala piccoli tavoli di giunco intrecciato. Alcuni vuotavano grandi bicchieri di birra inglese, altri coppe di liquori molto forti: gin, o brandy; inoltre, la maggior parte di essi fumava lunghe pipe di terra rossa, riempite con palline di oppio mescolate a essenza di rose. Poi, di tanto in tanto, qualche fumatore snervato scivolava sotto il tavolo e i ragazzi della taverna, prendendolo per i piedi e per la testa, lo portavano sul letto da campo. Una ventina di questi ubriachi giacevano così, uno accanto all’altro, ridotti all’ultimo grado di abbrutimento.

Pos. 1951

Per tutta la giornata, l’imbarcazione filò verso nord, trasportata da mostruose ondate. Venti volte corse il rischio di essere investita da una di quelle enormi montagne d’acqua che le si drizzavano dietro, ma un colpo maestro di barra, dato dal pilota, sempre impedì la catastrofe. I passeggeri venivano spesso ricoperti dagli spruzzi del mare, che ricevevano filosoficamente. Fix, senza dubbio, imprecava, ma l’intrepida Aouda, gli occhi fissi sul suo compagno, di cui non poteva che ammirare il sangue freddo, si mostrava degna di lui e, a lui vicino, sfidava la tempesta. Quanto a Phileas Fogg, sembrava che questo tifone facesse parte del suo programma.

Pos. 1985

alle sette era ancora a tre miglia!… Una formidabile bestemmia sfuggì dalle labbra del pilota… Il premio di duecento sterline, evidentemente, gli sfumava.

Pos. 2039

Durante la traversata mangiò, e bevve in modo indescrivibile. Mangiò per il suo padrone, per Mrs. Aouda e per se stesso. Mangiò come se il Giappone, dove doveva approdare, fosse stato un paese privo di qualunque commestibile.

Pos. 2062

nel Giappone, la professione del soldato è altrettanto stimata, quanto è disprezzata in Cina.

Pos. 2106

L’abito che porto indosso, non potrò più certo rivenderlo per un altro ancor più giapponese;

Pos. 2135

«Giusto! Ebbene, se io non vi assumo come domestico, posso assumervi come pagliaccio. Voi capite bene, mio caro; in Francia si esibiscono buffoni stranieri e all’estero buffoni francesi». «Ah!».«Siete forte, inoltre?» «Soprattutto quando mi alzo da tavola».

Pos. 2224

«Ah! quel briccone che mi raccontava tante storie sui meridiani, sul sole, sulla luna! Se si desse ascolto a lui e ai suoi simili, si fabbricherebbero davvero dei buoni orologi!… Ero ben sicuro che un giorno o l’altro, il sole si sarebbe deciso a regolarsi sull’orologio mio!…». Passepartout non sapeva questo: che se il quadrante del suo orologio fosse stato diviso in ventiquattro ore, come quello degli orologi italiani, non avrebbe avuto nessun motivo di rallegrarsi, perché avrebbe capito che le sfere del suo orologio segnavano le nove del mattino, mentre quelle del cronometro di bordo segnavano le nove della sera,

Pos. 2243

Passepartout gli saltò alla gola senza nessuna spiegazione e, con gran piacere di alcuni americani che parteggiarono subito per lui, somministrò al disgraziato ispettore una superba scarica di pugni, che dimostrò la forte superiorità della boxe francese su quella inglese.

Pos. 2362

Per tutta la lunghezza del treno, i vagoni comunicavano tra loro mediante passerelle e i viaggiatori potevano così circolare da un’estremità all’altra del convoglio, che metteva a loro disPos. carrozzesalone, carrozzeterrazza, carrozzeristorante e carrozzebar. Non mancava che la carrozzateatro, ma di certo un giorno ci sarà anche quella.

Pos. 2394

Questi ruminanti, questi buffalo come impropriamente li chiamano gli americani, incedevano con il loro passo tranquillo, mandando, qualche volta, formidabili muggiti. Avevano il corpo più grande di quello dei tori di Europa, le gambe e la coda corte, il dorso sporgente, che formava una gobba muscolare, le corna divaricate alla base, la testa, il collo e le spalle ricoperti da una criniera a lunghi peli. Inutile pensare di poterli fermare, perché quando i bisonti hanno preso una direzione, niente può modificare il loro cammino. È un torrente di carne viva, che nessuna diga saprebbe contenere.

Pos. 2412

Il disco del sole, ingrandito dalle nebbie, sembrava un’enorme moneta d’oro e Passepartout era intento a calcolarne il valore in sterline, quando venne distratto dall’apparizione di un personaggio abbastanza strano.

Pos. 2473

Passepartout guardava, non senza un certo spavento, queste mormoni incaricate di fare, in tante, la felicità di un solo uomo. Nel suo buonsenso, compiangeva più di tutti il marito.

Pos. 2485

Allorché il mormone riprese fiato, Passepartout osò domandargli, educatamente, quante mogli aveva per sé solo. Dal modo in cui stava fuggendo supponeva ne avesse una ventina. «Una, signore…», rispose il mormone, alzando le braccia al cielo. «Una; ed è abbastanza!…».

Pos. 2593

La locomotiva fischiò rumorosamente, il macchinista retrocesse il treno per quasi un miglio, indietreggiando come fa un saltatore quando vuol prendere lo slancio. Poi, dopo un secondo fischio, la marcia in avanti ricominciò e accelerò sempre più, finché, ben presto, la velocità diventò spaventosa; i pistoni battevano venti colpi al secondo e gli assi delle ruote fumavano nelle loro scatole di grasso. Si sentiva, per così dire, che il treno tutto intero, filando con una rapidità di cento miglia all’ora, non pesava più sulle rotaie; la velocità divorava la pesantezza.

Pos. 2654

I due avversari e i loro testimoni, passando da un vagone all’altro, preceduti dal capotreno, si recarono nella parte posteriore del convoglio. L’ultimo vagone era occupato soltanto da una decina di viaggiatori. Il capotreno li pregò di lasciar libero, per qualche minuto, il loro posto ai due signori, che avevano una questione d’onore da regolare. I viaggiatori, lieti di poter usare una gentilezza a due gentlemen, si ritirarono sulla passerella.

Pos. 2976

Passepartout provò una strana inquietudine: avrebbe dato uno dei suoi orecchi, per udire con l’altro ciò che si dicevano il suo padrone e il meccanico.

Il giro del mondo in ottanta giorni: giudizio finale

Una grande avventura in giro per il mondo (in senso letterale!) fra peripezie, grandi personaggi e un'estrema cura nella narrazione. Il giro del mondo in ottanta giorni è stata una lettura piacevolissima, e l'ho apprezzato maggiormente del forse più celebre Ventimila leghe sotto i mari dello stesso Verne.

Per concludere, Il giro del mondo in ottanta giorni è un altro romanzo per ragazzi di oltre un secolo fa che ha retto lo scorrere del tempo in maniera più che egregia.

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Il giro del mondo in ottanta giorni Audiolibro

Indicatore obiettivi di lettura 2016

99,99%

L'obiettivo del 2016 era quello di leggere 10.000 pagine, e con Il giro del mondo in ottanta giorni arrivo a esattamente 9.999 pagine lette. Ce l'avrà fatta il nostro eroe a leggere l'ultima pagina entro la fine dell'anno?

Il paese del tramonto, di Bram Stoker (citazioni)

Il paese del tramonto, di Bram Stoker (citazioni)

Il paese del tramonto è entrato nella mia libreria solo perché scritto da Brak Stoker, autore di Dracula. Il volume in sé è abbastanza deludente, come ci si può aspettare da un libro di fiabe di fine Ottocento. Pur innovative per la sua epoca, oggi risultano piuttosto insapori e, in tutta onestà, non mi sento di aver altro da aggiungere in proposito. Se non la mia raccolta di citazioni.

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