Ritratti: Mario Rigoni Stern è un documentario di Carlo Mazzacurati del 1999, in cui Mario Rigoni Stern racconta la sua vita a Marco Paolini. Fra i racconti dell’infanzia, della guerra e del dopoguerra, Rigoni Stern si lascia andare a riflessioni sulla vita e sulla natura. In particolare, in un passaggio parla della soddisfazione di un lavoro ben fatto:
Ero per l’ennesima volta in ozio da Feltrinelli, quando i miei occhietti indagatori hanno intercettato un espositore che m’ha lasciato decisamente perplesso. Si trattava dello scaffale dell’iniziativa Libri al buio, ovvero una particolare selezione di titoli messa in vendita a scatola chiusa, senza che sia possibile conoscere titolo, autore o copertina del libro. Unici indizi: un tris di aggettivi e una mini recensione scritta dai commessi del punto vendita.
Con L’anno del contagio di Connie Willis riprendo dopo un po’ di tempo la lettura dei romanzi vincitori sia del premio Hugo che del Nebula, e in questo caso anche del premio Locus. Si tratta sia di un romanzo fantascientifico che di un romanzo sul medioevo: in un futuro non troppo remoto i ricercatori universitari avranno a disposizione una macchina del tempo con cui recarsi in epoche passate per studiarle (altre implicazioni della macchina del tempo non sono mai trattate nel romanzo). La storia si svolge quindi su due piani paralleli: nel 2054 il Brasenose College di Oxford è vittima di un’epidemia e è posto in quarantena, mentre nel Medioevo Kivrin – una studentessa di storia partita proprio dal Brasenose – è accolta in un villaggio di Skendgate nell’Oxfordshire.
Ieri pomeriggio gironzolavo in libreria e – non so bene come – anciertopunto sono finito nel reparto fantascienza… cosa che non capita mai, devo dire. Ehm… Ma passiamo oltre; dopo l’ennesima conferma che nelle librerie italiane fantascienza è al 90% Asimov e Dick, sono capitato in uno scaffale con il recente successo L’uomo di Marte (la fantasiotica traduzione del titolo The Martian, di Andy Weir), pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. La cosa buffa è che oltre all’edizione con la copertina tradizionale ne hanno fatta uscire una seconda, con la facciona di Matt Damon tratta da una scena del film. Tutta qua la differenza? Beh, naturalmente no.
Ne Il signore delle mosche un gruppo di bambini, lasciati soli su un'isola deserta, in breve tempo dà forma a una realtà distopica degna del peggore regime totalitario.
Ho letto questo romanzo distopico di William Golding senza conoscere nulla della trama, e ignorando che il titolo non fosse per nulla descrittivo.
È un romanzo sull'indole dell'uomo, e come Golding stesso ha dichiarato, può essere riassunta con la massima gli uomini producono il male come le api producono il miele.
Il risvolto di copertina
Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.
Questa realtà distopica: Il Signore delle Mosche trama in breve
Un gruppo di bambini inglesi sopravvive su un'isola deserta dopo che l'aereo su cui viaggiavano precipita.
Ralph e Piggy fanno conoscenza e decidono di indire un un'assemblea con tutti i bambini per decidere come organizzarsi. In questa, il capo del coro Jack tenta di prendere il comando ma l'assemblea preferisce Ralph.
L'organizzazione è minacciata da una non meglio specificata bestia, che permette a Jack di acquisire più potere sul resto dei bambini, ignorando il volere dell'assemblea. Dopo un fallimentare tentativo di prendere il potere, Jack si allontana con i suoi accoliti.
Il gruppo di Jack, per il fascino dei piaceri senza responsabilità e per la paura della bestia, attira sempre più bambini, finché Ralph non si ritrova solo con Piggy e due gemelli fra i bambini più piccoli.
Durante un'imboscata, il gruppo di Jack riesce a rubare gli occhiali di Piggy, unico strumento per accendere il fuoco.
Nel tentativo di recuperarli, i quattro si recano alla fortezza di Jack dove le guardie imprigionano i gemelli, Ralph si scontra con Jack e Roger lancia un masso addosso a Piggy, uccidendolo.
Ralph, rimasto solo, si nasconde da Jack e dal suo gruppo di selvaggi. Questi per stanarlo incendiano la foresta, attirando però l'attenzione di un adulto, che con la sua entrata in scena pone fine alla realtà distopica che si era spontaneamente formata.
Citazioni da Il signore delle mosche
Giudizio sulla realtà distopica
Davvero un bel libro, Il signore delle mosche mi ha rapito dalla prima all'ultima pagina con le sue atmosfere, le dinamiche interne alla tribù dei sopravvissuti e alcuni aspetti della realtà distopica formatasi... non per nulla il Premio Nobel a Golding è stato motivato dalla sua capacità di descrivere efficacemente la condizione umana.
Alcuni aspetti della realtà distopica di Golding
I bambini utilizzano una conchiglia per regolare i turni degli interventi alle riunioni: solo chi ha la conchiglia può parlare: in questo modo riescono a mantenere l'ordine e permettere a tutti di parlare. Quando però Jack diventa più influente sugli altri, usa la conchiglia per prevalere sugli altri, aumentando di fatto il proprio potere.
Jack infligge pesanti punizioni, applica la tortura ed è crudele con chi non è d'accordo con lui, fino al culmine della brutale uccisione di Piggy.
Il potere di Jack è amministrato attraverso la paura, e l'idea che sull'isola possa vivere un mostro lo aiuta a mantenere il controllo: Jack promette di ucciderlo, fornendo protezione a tutti e guadagnando così sempre più consenso.
All'inzio era stato scelto Ralph come leader, ma era Jack che - attraverso l'uso dittatoriale della paura - finisce per ottenere il potere effettivo.
Mein Kampf è il libro scritto da Adolf Hitler durante i mesi di prigionia a seguito del tentato colpo di stato nel novembre 1923. Considerato uno dei libri più famosi al mondo, è anche uno dei più controversi e – manco a dirlo – uno dei meno letti.
Sherlock Time è una graphic novel argentina, scritta e disegnata da Hector Oesterheld (noto per L’Eternauta) e Alberto Breccia, prima di una serie di collaborazioni artistiche. La pubblicazione è iniziate il 5 dicembre del 1958 sulla rivista Hora Cero Extra! e è terminata nel settembre dell’anno successivo, passando anche sulla rivista Hora Cero Semanal. In totale undici episodi, per lo più molto brevi, alcuni in formato verticale (quelli usciti sulla prima rivista), altri in formato orizzontale (quelli sulla seconda).
La scorsa settimana ho ricevuto alcune menzioni per l’ultima edizione del Liebster Award. Si tratta di un’iniziativa per promuovere i propri blog preferiti tramite passaparola; essendo stato nominato da ben cinque blogger non posso far finta di nulla e eccomi dunque a far la mia parte, che consiste in questi passi:
Oggi ospito la rubrica itinerante Storia in sei parole del blog Scrivere per caso, che consiste nel proporre un tema su cui improvvisare uno o più racconti, racconti composti da solo sei parole (se dopo aver letto il titolo confidavate in un colpo di scena… beh, mi spiace per voi).
E.T. l’extra-terrestre è il celebre film di fantascienza di Steven Spielberg. Uscito nelle sale nel 1982, è stato un successo talmente vergognoso da aver letteralmente permeato la cultura popolare della mia generazione in tantissimi aspetti (telefono casa). Alzi la mano chi non conosce l’alieno gentile dal dito luminoso, il grinzoso spaziale dagli occhi grandi (e estremamente distanziati), il naufrago cosmico dal collo telescopico ecc. in compagnia del suo piccolo amico umano, a bordo di una bici volante sullo sfondo di una luna esageratamente grande. Giunti a questo punto, però, devo fare una confessione: io E.T. non l’ho mai visto.
Sul finire dello scorso anno mi sono trovato a terminare una parte fondamentale del mio nuovo romanzo, di cui forse non parlo quanto dovrei. In breve, la storia – che ancora non ha titolo – ruota attorno a un’indagine, ma credo compirei un sacrilegio classificandola come giallo, c’è una dose importante di ironia (in questo si discosta molto da Pelicula), alcuni personaggi di cui vado particolarmente fiero (è risaputo che la modestia non sia il mio forte, ma lasciatemi spendere qualche lode per un lavoro che so davvero ben fatto) e una storia nella storia.
Cattedrale era in attesa d’esser letto da anni, non so perché me ne fossi dimenticato, eppure la sua costa viola chiaro e viola scuro (o, come direbbero i maniaci della scala cromatico/alimentare, prugna e melanzana) era ben in evidenza dallo scaffale. Sicuramente la serie di articoli dedicati al modo di Carver di intendere la scrittura è stata decisiva, perché dopo tanta teoria vedere qualche risultato è un ulteriore stimolo a fare bene.
Visitando Self Publishing Vincente, lo scorso 15 febbraio mi sono iscritto alla loro newsletter. Self Publishing Vincente offre un servizio editoriale che promette di aiutare gli scrittori a trasformare la loro passione in una pubblicazione autorevole, sfruttando una strategia editoriale segreta, anche senza un editore e senza aspettare mesi per pubblicare. In questo post spiegherò perché questa strategia non vi aiuterà a vendere più libri.
[Nota del 29/4/2016: È intervenuto nella discussione Emanuele Properzi, titolare di Self Publishing Vincente, per esporre le proprie ragioni e per meglio delineare le caratteristiche della sua offerta. Vi chiedo quindi di sospendere ogni giudizio fino alla lettura sia della mia analisi che della sua replica, così da maturare un’idea di Self Publishing Vincente solo dopo aver soppesato due differenti punti di vista.]
Al sondaggio su come scegliere un libro sono emersi dati molto preziosi che, se adeguatamente interpretati, risultano interessanti nell’ottica di proporre il proprio libro a un numero sempre maggiore di lettori.
Ho letto Sherlock Holmes e il mistero dell’uomo meccanico perché da tempo seguo il blog dell’autrice Antonella Mecenero e apprezzo sia quel che dice, sia il modo in cui lo fa. Il suo è un apocrifo sherlockiano, e non nascondo che i romanzi di Sherlock Holmes siano stati una mia vecchia passione (la volete vedere la mia foto londinese al 221b di Baker Street con pipa e cappello da caccia deerstalk? Leggete l’intervista!)… insomma, la combinazione è stata eccezionalmente irresistibile!
1Q84 m'è stato regalato al compleanno nel 2011... con la mia consueta rapidità l'ho recentemente estratto dalla pila dei libri da leggere e - dopo la delusione di Kafka sulla spiaggia - finalmente posso dire d'aver ritrovato il mio Murakami.
Nonostante sia spesso classificato come romanzo distopico, secondo me 1Q84 non rientra nel genere. Possiamo trovare alcuni chiari riferimenti a 1984 di George Orwell - partiamo dal titolo, al fatto che etrambi i protagonisti devono rivedere i testi di un libro e altre cose così - ma sono più che altro omaggi, citazioni.
Quello di 1Q84 non mi è sembrato un mondo distopico, solo al confine con la magia quel tanto che basta per rientrare nello stile cui Murakami ci ha abituato negli anni.
1Q84 - Libro 1 e 2 (aprile-settembre)
la quarta di copertina
Tokyo, 1984. Aomame è bloccata in un taxi nel traffico. L'autista le suggerisce, come unica soluzione per non mancare all'appuntamento che l'aspetta, di uscire dalla tangenziale utilizzando una scala di emergenza, nascosta e poco frequentata.
Ma, sibillino, aggiunge di fare attenzione: "Non si faccia ingannare dalle apparenze, signorina. Di realtà ce n'è una e una sola".
Negli stessi giorni Tengo, un giovane aspirante scrittore dotato di buona tecnica ma povero d'ispirazione, riceve uno strano incarico: un editore senza scrupoli gli chiede di riscrivere il romanzo di una misteriosa diciassettenne così da candidarlo a un famoso premio letterario.
Ma "La crisalide d'aria" è un romanzo fantastico - o almeno così dovrebbe essere tanto ricco di immaginazione quanto sottilmente inquietante: le descrizioni delle realtà parallele alla nostra e di piccole creature che si nascondono nel corpo umano come parassiti per poi uscirne e generarne una copia, un simulacro, turbano profondamente Tengo.
L'incontro con l'autrice non farà che aumentare la sua vertigine: chi è Fukaeri? E quali sono le finalità della setta a cui sembra legata?
Intanto Aomame osserva perplessa il mondo che la circonda: sembra quello di sempre, eppure piccoli, sinistri particolari (piccoli almeno all'inizio...) divergono da quello a cui era abituata.
Finché un giorno non vede comparire in cielo una seconda Luna e capisce di essere la sola in grado di attraversare la barriera che divide il 1984 dal 1Q84.
Citazioni da 1Q84 - Libro 1
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 7
Libro 1 – Pag. 7
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 13
Libro 1 – Pag. 13
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pagg. 16-17
Libro 1 – Pagg. 16-17
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 25
Libro 1 – Pag. 25
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 26
Libro 1 – Pag. 26
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 29
Libro 1 – Pag. 29
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 53
Libro 1 – Pag. 53
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 63
Libro 1 – Pag. 63
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 71
Libro 1 – Pag. 71
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 82
Libro 1 – Pag. 82
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 94
Libro 1 – Pag. 94
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 111
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 119a
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 119b
Libro 1 – Pag. 119b
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 168
Libro 1 – Pag. 168
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 169
Libro 1 – Pag. 169
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 176a
Libro 1 – Pag. 176a
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 176b
Libro 1 – Pag. 176b
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 187
Libro 1 – Pag. 187
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 199
Libro 1 – Pag. 199
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 202
Libro 1 – Pag. 202
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 247
Libro 1 – Pag. 247
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 262
Libro 1 – Pag. 262
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 268
Libro 1 – Pag. 268
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 285
Libro 1 – Pag. 285
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 301
Libro 1 – Pag. 301
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 319
Libro 1 – Pag. 319
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 1 – Pag. 336
Libro 1 – Pag. 336
Citazioni da 1Q84 - Libro 2
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 403
Libro 2 – Pag. 403
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 430
Libro 2 – Pag. 430
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 437
Libro 2 – Pag. 437
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 442
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 445
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 461
Libro 2 – Pag. 461
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 467
Libro 2 – Pag. 467
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 511
Libro 2 – Pag. 511
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 524
Libro 2 – Pag. 524
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 527
Libro 3 – Pag. 527
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 538
Libro 2 – Pag. 538
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 540
Libro 2 – Pag. 540
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 555
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 569
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 571
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 576
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 577
Libro 2 – Pag. 577
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 578
Libro 2 – Pag. 578
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 579
Libro 2 – Pag. 579
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 583
Libro 2 – Pag. 583
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 610
Libro 2 – Pag. 610
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 617
Libro 2 – Pag. 617
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 622
Libro 2 – Pag. 622
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 632
Libro 2 – Pag. 632
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 686
Libro 2 – Pag. 686
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 2 – Pag. 697
Libro 2 – Pag. 697
1Q84 - Libro 3 (ottobre-dicembre)
la quarta di copertina
"Tengo, dove sei?" Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi.
Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due.
Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo "al di là dello specchio" su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino.
Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora più sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo "era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole") si accompagna ad un intuito strepitoso.
Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84.
Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno.
Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi.
Citazioni da 1Q84 - Libro 3
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 12
Libro 3 – Pag. 12
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pagg. 27-28
Libro 3 – Pagg. 27-28
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 33
Libro 3 – Pag. 33
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 37
Libro 3 – Pag. 37
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 41
Libro 3 – Pag. 41
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 49
Libro 3 – Pag. 49
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 54
Libro 3 – Pag. 54
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 64
Libro 3 – Pag. 64
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 67
Libro 3 – Pag. 67
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 74
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 85
Libro 3 – Pag. 85
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 101
Libro 3 – Pag. 101
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 111
Libro 3 – Pag. 111
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 115
Libro 3 – Pag. 115
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 117
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 135
Libro 3 – Pag. 135
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 165
Libro 3 – Pag. 165
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 166
Libro 3 – Pag. 166
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 167
Libro 3 – Pag. 167
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 191
Libro 3 – Pag. 191
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 215
Libro 3 – Pag. 215
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 220
Libro 3 – Pag. 220
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 245
Libro 3 – Pag. 245
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 275
Libro 3 – Pag. 275
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 286
Libro 3 – Pag. 286
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 287
Libro 3 – Pag. 287
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 330
Libro 3 – Pag. 330
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 336
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 340
Libro 3 – Pag. 340
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 351
Libro 3 – Pag. 351
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 352
Libro 3 – Pag. 352
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 353
Libro 3 – Pag. 353
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 357
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1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 359
Libro 3 – Pag. 359
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 360
Libro 3 – Pag. 360
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 364
Libro 3 – Pag. 364
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 365
Libro 3 – Pag. 365
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 378
Libro 3 – Pag. 378
Commento all'edizione
I due tomi di 1Q84 sono assolutamente fantastici: pagine spesse e resistenti, rilegatura cucita, copertina rigida e sovracoperta (il secondo volume ha anche la famigerata fascetta). Finalmente un libro come-dovrebbe-essere-fatto un libro! Unica nota negativa, alcuni erroracci, tutti nel libro 3.
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 121
Libro 3 – Pag. 121
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 129
Libro 3 – Pag. 129
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 133
Libro 3 – Pag. 133
1Q84 – Haruki Murakami – Libro 3 – Pag. 184
Libro 3 – Pag. 184
1Q84: giudizio finale
Di certo non è il suo capolavoro, ma con 1Q84Murakami ci serve oltre 1.100 pagine di piacevolissima lettura. Ecco perché gli perdono l'eccessiva ripetitività di certi passaggi, il colpo di spugna sul finale del libro 2 a favore dell'inizio del libro 3 e altri peccati minori (forse s'è scordato di spiegare qualche dettaglio, come i mal di testa di Tengo, ma non ne ricordo altri... e quindi vabbuò!). Ripeto: una lettura scorrevole e molto piacevole, e per questo relativamente veloce, una storia interessante e misteriosa a punto giusto, sulla quale si fa luce passo passo.
Le suonerie rock sono una delle piccole vere soddisfazioni che la tecnologia ci ha concesso negli ultimi anni. Personalizzare gli strumenti che portiamo sempre con noi li rende più nostri, gli conferisce qualcosa della nostra personalità. Non giudicate dunque gli altri dal colore della loro pelle, dalle smorfie che fanno mangiando o dal modo in cui muovono le mani mentre parlano. No… giudicateli dalla suoneria del loro telefono cellulare!
È di questi giorni la notizia di un nuovo sistema di memorizzazione digitale basato su un disco di vetro nanostrutturato capace di archiviare migliaia di gigabyte di dati, mantenendoli stabili per miliardi di anni.
Traggo ispirazione (eheheh) dal post What’s in my Bag – Book edition comparso su RonnyStories per stilare anch’io un resoconto del contenuto del mio borsone senza fondo. Come ho già anticipato nella risposta a Ronny, il sospetto che la mia borsa abbia una singolarità spaziotemporale… è effettivamente qualcosa di più di un semplice sospetto. La sua capienza è infatti pressoché illimitata, anche se principalmente contiene strumenti per leggere (libro/eReader/fumetto/giornale), per scrivere (astuccio/biro-sparse-in-giro), scorte alimentari di varia natura, spazzatura e – infine – lingotti del materiale di cui sono fatti i sogni. Più o meno.
In settimana è apparsa su Amazon la recensione di Pelicula scritta dall’apprezzatissima blogger e scrittrice Marina Guarneri, che ringrazio.
Per leggere integralmente il suo commento, e eventualmente lasciarle una risposta, andate alla pagina delle recensioni su Pelicula di Amazon.
4/5 – Stellette meritate, 9 febbraio 2016 Da un po’ di tempo a questa parte mi misuro con letture che non mi appartengono, ma che mettono alla prova la mia capacità di andare oltre il pregiudizio. È con questa idea che ho letto il libro di Andrea Cabassi, rilevando subito un fatto positivo, per me che non amo questo genere letterario: Pelicula è sì, un romanzo di fantascienza, ma è trattato con apprezzabili spunti narrativi. Le scene, nella loro trasposizione futuristica, sono sobrie: già il fatto di non trovarmi dentro navicelle spaziali a combattere contro alieni dell’ipergalassia mi ha ben disposto e i momenti di azione sono talmente descrittivi che si ha come l’impressione di guardare un film più che di leggere un libro. I personaggi hanno delle caratteristiche che l’autore ha ben tratteggiato, io ho trovato la loro particolarità nel fatto di lasciare al lettore un ampio margine di giudizio sul ruolo assunto all’interno della storia. Essa è incentrata su un sistema di bio nano tecnologia chiamato Pelicula, installazione che determina una sorta di condizionamento nella mente di ogni uomo che ne è obbligatoriamente vaccinato. Un ordine perfetto, un controllo totale che limita le azioni e le reazioni di tutti, procurando una felicità artificiale. Un gruppo di persone, tra cui i due protagonisti principali, contrastano questo sistema con ogni mezzo: in un mondo di “schiavi” felici, loro intervengono a sovvertire le regole per rivendicare la vera libertà, quella di pensiero. L’intreccio distopico ha il suo fascino ed è raccontato con piena padronanza di stile e linguaggio. Ho solo un appunto da sottolineare: l’astrusità di alcuni nomi ai limiti dell’impronunciabilità, ma è un peccato veniale su un’opera che merita sicuramente un buon voto. Positiva la mia impressione generale.
Il tema dell’ispirazione è stato di recente trattato su alcuni fra i miei blog preferiti. Dal canto mio, all’inizio ho provato a partecipare alle discussioni ma, mentre pensavo a quale contributo potesse dare la mia visione… ovvero, mentre cercavo le parole migliori per il mio pensiero, la faccenda ha assunto una dimensione tale da obbligarmi a scrivere un post tutto mio. Insomma, si direbbe che questo sia un post ispirato.
Dato l’insperato successo degli obiettivi di lettura dello scorso anno, non potevo non (trad: dovevo) fissarne di nuovi anche per il 2016! Calcoli alla mano, in 12 mesi ho letto circa 9.000 pagine, raggiungendo tutti e dieci i miei obiettivi; s’è trattato di un gioco divertente e, se qualcuno volesse trarre ispirazione dai miei obiettivi, le immagini-premio sono a disposizione. Per quest’anno, però, ho pensato a obiettivi completamente diversi.
A me le guardie! è il romanzo della saga del Mondo Disco che segue cronologicamente Maledette piramidi, quindi l’ottavo. Terry Pratchett si sposta a Ankh-Morpork, il maggiore centro urbano del Mondo Disco, per raccontarci le strampalate avventure delle guardie cittadine.
Questo dedicato ai personaggi è l’ultimo degli appuntamenti sulla scrittura secondo Raymond Carver. Vediamo rapidamente quali sono state le precedenti puntate:
Anche Stella Doppia 61 Cygni di Hal Clement fa parte del gruppetto di romanzi recuperati al punto book crossing vicino casa e, nonostante mi sia stato consigliato da molti, non mi ha pienamente convinto. La trama è interessante e molto originale, ma penso sia stato dato troppo rilievo alle sue unicità a discapito di una buona narrazione.