Che cosa vi siete persi

Che cosa vi siete persi

Esiste una serie di post scritti in questo 2015 a cui tengo particolarmente, e che non vorrei fosse passata in sordina. Eccomi quindi a segnalare molto brevemente dieci articoli – suddivisi in tre categorie – sperando di poter interessare chi li avesse perduti:

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Cuore di tenebra – Joseph Conrad (citazioni)

Cuore di tenebra – Joseph Conrad (citazioni)

Cuore di tenebra non è stato il mio primo libro di Joseph Conrad, anni fa lessi Tifone… che non apprezzai per niente. Cuore di tenebra invece m’è piaciuto moltissimo sin da subito, soprattutto per l’eleganza e l’accuratezza del linguaggio. La storia mi ha quasi immediatamente ricordato quella di Apocalisse Now, allora ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che nei crediti del film Cuore di tenebra non è mai citato, quasi sicuramente perché era talmente ovvio che hanno pensato fosse inutile metterlo nero su bianco.

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I miei luoghi di lettura

I miei luoghi di lettura

Partendo dal presupposto che se siete arrivati su questa pagina fate parte del 98,5% degli italiani alfabetizzati (se siete stranieri leggete in silenzio, che mi rovinate le statistiche!), presumendo che se avete letto fin qua, l’argomento del blog (libri/scrittura/mondo editoriale) è di vostro interesse, posso affermare con assoluta quasi certezza che fate parte del qualcosa% di persone che ogni tanto hanno la sana abitudine di aprire un libro, e che magari pure se lo legge (fonti: Italia In cifre (Istat, 2011), più altri dati buttati giù un po’ a CDC).

Quindi, visto che i libri li leggete, la questione ora volge sulla modalità di fruizione, ovvero: dove leggete i vostri libri?

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Pelicula recensito su Argomenti Culturali

Pelicula recensito su Argomenti Culturali

La rivista Argomenti Culturali ha pubblicato una recensione di Pelicula nel numero di ottobre da poco uscito; segue il massiccio articolo su quattro colonne contenuto a pagina 30.

L'articolo integrale

Pelicula

Volume in brossura

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Jack London e la Letteratura Distopica: Il tallone di ferro

Jack London e la Letteratura Distopica: Il tallone di ferro

Jack London e la letteratura distopica sono uno strano connubio, infatti Il tallone di ferro è probabilmente uno dei suoi romanzi meno conosciuti.

Molti - me incluso, fino a pochi mesi fa - conoscono Jack London soprattutto per i suoi romanzi di avventura: Zanna Bianca e Il richiamo della foresta sono talmente celebri, e hanno generato così tante trasposizioni, da rappresentare l'icona di un intero genere letterario.

Il tallone di ferro, invece, è un precursore del genere distopico, che tanto successo ha riscosso nel corso del XX secolo e ha trovato una nuova primavera negli ultimissimi anni.

La quarta di copertina

Jack London e la Letteratura Distopica - Il tallone di ferro

Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London rappresenta un esempio insuperato di fantascienza verista: impeccabile e profetico nella sua analisi sociale e politica ma, al contempo, senza freni nell'invenzione di una realtà distopica eppure sinistramente familiare.

Testo di autentica chiaroveggenza sui destini della società capitalistica, Il tallone di ferro è uno dei più allucinati e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro.

Il profeta lucido e impavido dello scarto tra le speranze dell'umanità e le condizioni in cui gli uomini si trovano a vivere è Ernest Everhard, l'eroe, il combattente per la libertà (un personaggio memorabile cui Ernesto Che Guevara deve il nome di battesimo).

Il racconto della sua vita e del suo pensiero è affidato al diario dell'amata Avis, figlia viziata di una ricca famiglia borghese che apre gli occhi, attraverso l'amore per Ernest, sull'intollerabile oppressione attuata dalla classe sociale cui appartiene, fino alle estreme conseguenze. Un feroce, visionario capolavoro.

Citazioni dalla distopia di Jack London

Pagina 4 | Pos. 47-48

"Mi piacesti subito", mi rivelò molto tempo dopo. "Perché dunque non avrei dovuto riempirmi gli occhi di ciò che mi piaceva?".

Pagina 4 | Pos. 61-62

Tutti si mostrarono subito cortesemente interessati e sollecitarono Ernest a esporre le sue idee; ma il loro era un atteggiamento così chiaramente benevolo e tollerante da sembrar quasi condiscendenza.

Pagina 5 | Pos. 66-67

"Non temiamo la verità, da chiunque sia detta in buona fede". "Lei dunque distingue tra verità e sincerità?"

Pagina 5 | Pos. 75-78

"Cosa c'è di tanto falso e privo di valore nel nostro modo di ragionare, giovanotto?" chiese il dottor Hammerfield, con tono indispettito. "Siete dei metafisici, e con la metafisica potete dimostrare qualunque cosa. Ma naturalmente, qualunque altro metafisico potrà a sua volta dimostrare, con non poca soddisfazione, che avete torto.

Pagina 7 | Pos. 94-96

Dimostrate tutto e al tempo stesso niente, e neppure due tra voi riescono a mettersi d'accordo su un punto qualsiasi. Per spiegare l'universo e se stesso, ognuno di voi si tuffa nella propria coscienza, e pretendere di spiegare la coscienza con la coscienza è come pretendere di sollevarsi da terra tirandosi per i lacci delle scarpe".

Pagina 9 | Pos. 124-35

"C'è un altro modo per squalificare i metafisici", riprese Ernest quando la sconfitta del dottore fu ben chiara, "giudicarli dalle loro opere. Cosa hanno fatto per l'umanità oltre a tessere fantasie aeree e scambiare per divinità la propria ombra? Riconosco che hanno aggiunto nuovi motivi d'allegria per il genere umano, ma quale bene tangibile hanno mai apportato? Hanno filosofato, scusatemi la parola di cattivo gusto, sul cuore come sede delle emozioni, mentre intanto gli scienziati studiavano la circolazione del sangue. Hanno declamato sulla peste e sulla carestia, considerandole flagelli di Dio, mentre intanto gli scienziati costruivano silos e risanavano gli agglomerati urbani. Descrivevano la terra come centro dell'universo, mentre gli scienziati scoprivano l'America e scrutavano lo spazio per scoprirvi le stelle e le leggi degli astri. Insomma, i metafisici non hanno fatto assolutamente niente per l'umanità. Hanno dovuto arretrare passo dopo passo davanti alle conquiste della scienza; ma appena i fatti scientificamente accertati rovesciavano le loro spiegazioni soggettive, ne fabbricavano altre su scala più vasta per spiegare appunto i fatti accertati. E così, senza dubbio, continueranno a fare sino alla fine dei secoli. Signori, i metafisici sono degli impostori. Fra voi e l'esquimese che immaginava dio come un mangiatore di grasso vestito di pelliccia, c'è solo una differenza di qualche migliaio d'anni di fatti accertati. Tutto qui".

Pagina 11 | Pos. 161-63

La discussione si fece molto animata, e i reverendi avvampavano, quando Ernest li chiamava filosofi romantici, lanterne magiche e così via. Li interrompeva continuamente per richiamarli ai fatti.

Pagina 11 | Pos. 168-70

"Io sono come i texani", disse. E, sollecitato, spiegò: "Quelli del Missouri dicono sempre: 'Bisogna farmelo vedere'; quelli del Texas, invece, dicono: 'Bisogna mettermelo in mano'.

Pagina 15 | Pos. 223-27

Ogni tanto, non spesso, qualcuno di voi viene infatti congedato (13). Non è così?". Questa volta non ci fu nessuna protesta: tutti se ne stettero umilmente in silenzio, tranne il dottor Hammerfield, che disse: "Solo quando il loro modo di pensare è falso, vengono invitati a dimettersi". "Vale a dire quando il loro modo di pensare è inaccettabile", ribatté Ernest

Pagina 23 | Pos. 343-47

"Ma parla di 'lotta di classe'". "Non sono certo la stessa cosa. Mi creda, noi non fomentiamo l'odio. Sosteniamo soltanto che la lotta di classe è una legge dell'evoluzione sociale. Non ne siamo responsabili. Non è una nostra invenzione. Ci limitiamo a spiegarla, come Newton spiegava la gravitazione. Noi esaminiamo la natura del conflitto d'interessi che provoca la lotta di classe".

Pagina 27 | Pos. 401-7

Come disse l'altra sera il signor Everhard, il compito di voi gente di chiesa consiste nel mantenere l'ordine stabilito e la società è fondata su questo principio!". "Ma questo non è l'insegnamento di Cristo!" esclamò il vescovo. "Oggi la chiesa non insegna la dottrina di Cristo", rispose Ernest. "Per questo gli operai non vogliono niente a che farci. La chiesa approva la terribile brutalità, la ferocia con la quale il capitalista tratta la classe lavoratrice". "Non l'approva affatto", obiettò il vescovo. "Ma non protesta neppure", replicò Ernest "e perciò approva, perché non bisogna dimenticare che la chiesa è sostenuta dalla classe capitalistica".

Pagina 29 | Pos. 435-37

Bimbi di sei o sette anni lavorano tutte le notti, in turni di dodici ore: non vedono mai la santa luce del giorno, e muoiono come mosche. I dividendi sono pagati con il loro sangue e con quel denaro si costruiscono chiese magnifiche nel New England, nelle quali voi predicate piacevoli banalità ai lustri e panciuti beneficiari di quei dividendi".

Pagina 34 | Pos. 518-29

Everhard avrebbe potuto trovare un esempio ancor più probante di esplicita difesa della schiavitù da parte della chiesa del Sud prima della cosiddetta "Guerra di secessione". Diamo qui alcuni di questi esempi tratti da documenti del tempo. Nell'A.D. 1835, l'Assemblea Generale della Chiesa Presbiteriana decise che "la schiavitù è riconosciuta nel Vecchio come nel Nuovo Testamento e non è condannata dall'autorità divina". La Charleston Baptist Association, nello stesso anno, affermava in un suo indirizzo che "Il diritto dei padroni di disporre del tempo dei propri schiavi fu chiaramente riconosciuto dal Creatore di tutte le cose, il quale è certamente libero di investire del diritto di proprietà su qualunque oggetto chiunque a Lui piaccia". ll reverendo E. D. Sirnon, dottore in teologia e professore al Collegio Metodistico di Randolph-Macon, in Virginia, scrisse: "Ci sono dei passi nelle Sacre Scritture che ribadiscono inequivocabilmente il diritto di proprietà degli schiavi, con tutte le conseguenze derivanti da tale diritto. E' chiaramente stabilito il diritto di acquistarne e di venderne. Nell'insieme, dunque, sia che si consulti la politica ebraica istituita da Dio stesso, o l'uniforme opinione e la pratica del genere umano in tutti i tempi, o i comandamenti del Nuovo Testamento e la legge morale, siamo portati a concludere che la schiavitù non è immorale. Stabilito il fatto che i primi schiavi africani furono legalmente condotti in schiavitù, ne consegue necessariamente il diritto di mantenere anche i loro figli in servitù. Pertanto, la schiavitù esistente in America è fondata sul diritto".

Pagina 55 | Pos. 841

Sono così legati dalla loro natura umana, che non possono fare una cosa senza crederla buona.

Pagina 60 | Pos. 920-21

Io invece li minaccerò nella borsa, e ne rimarranno scossi sin nelle radici più profonde della loro vera natura. Se vieni, vedrai l'uomo delle caverne, in abito di società, difendere coi denti, ringhiando, il suo osso.

Pagina 61 | Pos. 924

Miss Brentwood crede che io sia mite come un gattino e buono e stupido come un bovino.

Pagina 69 | Pos. 1045-47

se le capacità produttive dell'uomo moderno sono mille volte superiori a quelle dell'uomo primitivo, perché mai ci sono attualmente negli Stati Uniti quindici milioni di persone che non sono nutrite e alloggiate convenientemente, e tre milioni di bambini che lavorano?

Pagina 71 | Pos. 1089-91

Finché avrete a che fare con me, non potrete assumere arie dogmatiche per smentire la verità. Conservatele per i rapporti coi vostri schiavi salariati che non osano rispondervi perché avete in mano il loro pane, la loro vita.

Pagina 72 | Pos. 1093

Il socialismo non ha nulla in comune con lo stato di natura, come il calcolo differenziale non ha rapporti col catechismo!

Pagina 72 | Pos. 1103-4

Vi ripeto, non credete alla mia parola! La prova della vostra mancanza d'intelligenza è là, nei libri, in quei libri che voi non leggete mai.

Pagina 75 | Pos. 1138-39

"Nessuno può essere insultato intellettualmente. L'insulto per se stesso è un fatto emotivo.

Pagina 76 | Pos. 1152-53

A volte lasciava la spada per la mazza, e sbaragliava i loro pensieri a destra e a manca. Pretendeva sempre fatti e rifiutava di discutere le teorie.

Pagina 78 | Pos. 1184

I vostri cuori sono duri come i talloni con i quali calpestate i poveri.

Pagina 79 | Pos. 1200-1201

Le stanze erano veri e propri musei la cui pulizia richiedeva un lavoro continuo. Il diavolo della polvere era il padrone di casa: c'erano mille modi per attirare la polvere e pochi per liberarsene.

Pagina 79 | Pos. 1203-8

La redazione e l'invalidazione dei testamenti erano specializzazioni complementari come quelle delle corazze e degli obici, e così si ricorreva a uomini di legge finissimi per redigere testamenti che non fossero invalidabili. Ma fatalmente questi finivano poi con l'essere invalidati dagli stessi legali che li avevano redatti. Ciò nonostante, i ricchi persistevano nell'idea che fosse possibile fare un testamento inattaccabile, e quest'illusione fu mantenuta per generazioni intere dagli uomini di legge, nei loro clienti. Insomma, una ricerca analoga a quella del dissolvimento universale fatta dagli alchimisti del Medio Evo.

Pagina 82 | Pos. 1246-47

mio padre ritornò tardi a casa e ci accorgemmo che era adirato o, perlomeno, filosoficamente arrabbiato. Raramente dava in escandescenze, ma si permetteva, ogni tanto, un certo sdegno misurato, che lui chiamava il suo "tonico".

Pagina 88 | Pos. 1335-36

Costa meno, molto meno assoldare un generale, che non affrontarlo

Pagina 91 | Pos. 1389-91

Non sapevo perché i palazzi fossero costruiti, ma oggi l'ho scoperto: le residenze ecclesiastiche dovrebbero essere convertite in ospedali e asili per chi è caduto lungo la via, e che sta per morirvi".

Pagina 92 | Pos. 1396-98

Dichiaro dunque ai ricchi fra voi che il loro dovere è di fare ciò che ho fatto e faccio io. Tutti quelli che vivono nell'agiatezza prendano in casa un ladro e lo trattino come un fratello; prendano un'infelice e la trattino come una sorella, e San Francisco non avrà più bisogno di polizia e magistrati.

Pagina 94 | Pos. 1439

il ragionamento di un uomo col quale non si è d'accordo sembra sempre falso

Pagina 104 | Pos. 1587-90

State giocando una partita e la perdete. Questo vi manda in bestia. Soltanto, lamentandovi, non siete sinceri; non confessate che vi piace sfruttare gli altri mungendoli, e che fate tutto questo chiasso perché altri tentano di fare lo stesso con voi.

Pagina 105 | Pos. 1601-2

Erano tutti un po' spaventati da quel giovanotto dal viso glabro, e dal suo modo di parlare, nonché dalla sua terribile maniera di chiamare le cose col loro nome.

Pagina 106 | Pos. 1622-23

Le fiere avevano il solo istinto della rivalità, mentre l'uomo era dotato di un istinto di cooperazione; perciò stabilì la sua supremazia su tutti gli altri animali.

Pagina 109 | Pos. 1657-61

Due volte abbiamo fatto approvare un'imposta nazionale sul reddito, e due volte la Corte Suprema l'ha rigettata come contraria alla costituzione. Le corti sono nelle mani dei trust, noi, il popolo, non paghiamo i nostri giudici abbastanza bene. Ma verrà un giorno…". "In cui il cartello dei trust controllerà la legislatura", interruppe Ernest, "in cui il cartello dei trust sarà al governo".

Pagina 111 | Pos. 1694-97

Ma come? Parla di mandare la milizia nelle Filippine? Sarebbe contro la costituzione. La costituzione dice chiaramente che la milizia non potrà mai essere mandata all'estero". "Cosa c'entra la costituzione?" ribatté Ernest. "La costituzione è interpretata dalle corti e queste, come ha detto il signor Asmunsen, sono strumento dei trust.

Pagina 114 | Pos. 1745-47

Ricordate che l'ondata del progresso non si ritrae mai. Senza riflusso, essa procede dalla concorrenza all'associazione, dalla piccola fusione alla grande, dalle grandi fusioni ai grandi e potenti cartelli, sino al socialismo, che è la più gigantesca di tutte le organizzazioni.

Pagina 114 | Pos. 1747-48

Voi mi dite che sogno. Benissimo. Vi esporrò i dati matematici del mio sogno.

Pagina 124 | Pos. 1890-92

C'è una forza superiore alla ricchezza, superiore nel senso che non può esserci strappata. La nostra forza, la forza del proletariato, sta nei nostri muscoli, nelle nostre mani che votano, nelle nostre dita che possono premere un grilletto. E' la forza primitiva, alleata della vita, superiore alla ricchezza, e che la ricchezza non può cancellare.

Pagina 124 | Pos. 1899

La vostra media borghesia è la pecorella tremante fra il leone e la tigre.

Pagina 125 | Pos. 1916-18

Ai piccoli industriali succede quel che succede agli agricoltori; tutto sommato, gli uni e gli altri sono oggi ridotti a un vassallaggio feudale. Lo stesso si può dire dei professionisti e degli artisti che oggi, salvo il nome, sono dei servi mentre gli uomini politici sono dei lacché.

Pagina 133 | Pos. 2027-28

Che fosse il mio amore per Ernest a far di me una rivoluzionaria, o la chiara visione da lui offertami della società in cui vivevo, non saprei dire.

Pagina 156 | Pos. 2382-85

Ero convinta che Ernest avesse ragione quando paragonava la beneficenza a un cauterio su una gamba di legno, e la miseria a un'ulcera che bisognava togliere, invece di mettervi su un impiastro. Il suo rimedio era semplice. Dare all'operaio il prodotto del suo lavoro, e una pensione a coloro che sono invecchiati lavorando; non ci sarebbe stato più bisogno di elemosine.

Pagina 159 | Pos. 2436

ho imparato una gran cosa: non si può curare l'anima finché lo stomaco non è pieno.

Pagina 161 | Pos. 2462-67

"Lei aveva ragione, ragazzo mio: il lavoro è pagato tremendamente poco. Non ho mai fatto il più piccolo lavoro in vita mia tranne quello di esortare i farisei. Credevo di predicar loro il messaggio divino… e valevo mezzo milione di dollari. Non sapevo cosa significasse quella somma prima d'aver visto quanta roba si può comprare. Allora ho capito qualcosa di più: ho capito che tutte quelle patate e quel pane e quel latte mi appartenevano e che non avevo fatto mai niente per produrli. Mi è sembrato chiaro, allora, che altri avevano lavorato per produrli e ne erano stati privati poi. E quando sono sceso in mezzo ai poveri, ho trovato quelli che erano stati derubati, quelli che erano affamati e miserabili perché derubati".

Pagina 165 | Pos. 2526-27

Se abbandonavano la terra, avevano una sola alternativa: fare i giramondo, ossia la libertà di morire di fame.

Pagina 167 | Pos. 2549

I conflitti economici degeneravano quasi sempre in conflitti armati e anche questa volta si la regola si verificò.

Pagina 172 | Pos. 2635-38

Fin dal 1906 Lord Areburg aveva detto alla Camera dei Lords: "L'inquietudine dell'Europa, il propagarsi del socialismo e la sinistra apparizione dell'anarchia, sono avvertimenti fatti ai governi e alle classi dirigenti e segno che la condizione delle classi operaie diventa intollerabile, e che se si vuole evitare una rivoluzione, bisogna fare in modo di aumentare i salari, ridurre le ore di lavoro e abbassare il prezzo dei beni indispensabili".

Pagina 173 | Pos. 2645-47

Fu al principio del secolo ventesimo che l'organizzazione socialista internazionale formulò definitivamente la condotta da seguire in caso di guerra, e che si può riassumere così: "Perché i lavoratori di un paese combatterebbero contro i lavoratori di un altro paese? Per il bene del loro padroni capitalisti?".

Pagina 178 | Pos. 2729-30

ogni sistema fondato sulle classi e sulle caste contiene in sé il germe della propria dissoluzione.

Pagina 180 | Pos. 2753-54

gli uomini di talento non saranno più obbligati, come finora, a seguire il cattivo gusto borghese

Pagina 187 | Pos. 2858-66

E, in verità, il movimento religioso andò assumendo uno sviluppo allarmante. Il popolo, a causa della miseria e della profonda delusione per tutte le cose terrene, era preparato, pronto e infiammato per un cielo dove i suoi tiranni industriali sarebbero entrati non più che un cammello attraverso la cruna di un ago. Predicatori dagli occhi torvi vagabondavano di paese in paese e, malgrado le proibizioni delle autorità civili e le persecuzioni, la fiamma di questo fanatismo religioso era mantenuta viva da innumerevoli riunioni segrete. Erano gli ultimi giorni, proclamavano, l'inizio della fine del mondo! I quattro venti erano scatenati: dio agitava i popoli spingendoli alla guerra. Erano tempi di visioni e miracoli, di veggenti e profeti, a legioni. La gente, a centinaia di migliaia, abbandonava il lavoro e fuggiva verso le montagne ad aspettare l'imminente venuta di dio e l'ascensione dei centoquarantaquattromila eletti. Ma dio non appariva e loro morivano in gran parte di fame.

Pagina 197 | Pos. 3018-20

Il Tallone di Ferro poteva offrire denaro e divertimenti e le gioie e i piaceri che le sue meravigliose città riposanti consentivano; noi non avevamo altro da offrire che la soddisfazione di essere fedeli a un nobile ideale, e questa lealtà non aspettava altra ricompensa che il continuo pericolo, la tortura e la morte.

Pagina 203 | Pos. 3098-3100

Non credo nel fuoco dell'inferno, ma a volte mi spiace e sono tentato di crederci; in questo momento, per esempio, perché lo zolfo e la pece non sarebbero una punizione eccessiva per i vostri delitti. Finché esisteranno i vostri simili, l'inferno sarà una necessità cosmica".

Pagina 205 | Pos. 3134-37

Come dichiarò Ernest al processo: "E' ragionevole pensare che se avessi avuto intenzione di lanciare una bomba, avrei mai scelto una così piccola bomba inoffensiva? Non conteneva neppure polvere sufficiente. Ha fatto molto fumo senza ferire nessuno all'infuori di me. E' scoppiata proprio ai miei piedi e non mi ha ucciso. Credetemi, quando mi metterò a lanciare bombe, farò danni sul serio. I miei petardi non faranno solo fumo".

Pagina 214 | Pos. 3279-80

Da ogni parte sorgevano alture boscose: ce n'erano molte, e sembravano gettate là dal gesto negligente di un Titano.

Pagina 216 | Pos. 3305-6

era stato messo in prigione per delitto di lesa maestà, cioè per aver detto il vero sull'Imperatore.

Pagina 228 | Pos. 3482

È meno terribile veder morire uomini forti, che sentire un vile implorare per aver salva la vita

Pagina 240 | Pos. 3678-79

L'amore del bene, il desiderio del bene, l'insoddisfazione nei confronti di tutto ciò che non è del tutto bene, in una parola, la buona condotta, ecco il primo fattore della religione.

Pagina 280 | Pos. 4289-93

Le "Valchirie" erano un'organizzazione femminile, e la più terribile di tutte. Non era ammessa nell'organizzazione se non colei che avesse avuto parenti prossimi assassinati dall'oligarchia. Avevano la crudeltà di torturare i loro prigionieri fino alla morte. Un'altra famosa organizzazione femminile era quella delle Vedove di Guerra. I "Berserkers" (guerrieri invulnerabili della mitologia scandinava) formavano un gruppo affine a quello delle Valchirie, composto da uomini che non davano valore alla vita.

Jack London e la letteratura distopica

L'inizio è folgorante: il personaggio di Ernest Everhard è ottimamente delineato e ha un carisma fuori dal comune. Le sue invettive contro borghesia, chiesa e filosofi sono brani densissimi e ricchi di spunti di riflessione (puoi leggerli nel paragrafo dedicato alle citazioni).

Per due terzi il libro è molto avvincente, il finale - al contrario - è decisamente spompato. Le ultime centocinquanta pagine sono una noiosissima sequela di descrizioni, ho fatto veramente fatica per arrivare alla fine.

Proprio per questo credo che Jack London e la letteratura distopica non siano un mix vincente; Il tallone di ferro si aggiudica cinque tallonate metalliche negli stinchi: forse nella mia classifica non è chiaro che valore abbiano, ma fanno un male cane!

Jack London e la Letteratura Distopica: Il tallone di ferro Il tallone di ferro - Jack London Jack London e la Letteratura Distopica Il tallone di ferro - Jack London Il tallone di ferro: la Letteratura Distopica di Jack London

30 librix x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x x90,00%
Libri di 10 autori mai lettix x x x x x x x x x x x x x x x x170,00%
5 titoli non italiani o anglofonix x x x x100,00%
3 libri di cui non so nullax x x x133,33%
5 titoli non SF consecutivix x x x x100,00%
Rileggere 2 librix50,00%
5 libri di autori italianix x x x x x x x160,00%
3 titoli di autori esordientix x x100,00%
Libro in sospeso da un annox100,00%
Libro in un giornox x200,00%
Il sergente nella neve – Mario Rigoni Stern (citazioni)

Il sergente nella neve – Mario Rigoni Stern (citazioni)

Il sergente nella neve è più di un romanzo, è più della cronaca di uno dei sopravvissuti alla guerra, è un monito: è quello di cui si parla quando si parla di memoria.
Al pari di Un anno sull’altipiano è una testimonianza che tutti dovrebbero conoscere per capire il lato umano della guerra. Non le grandi battaglie, le strategie belliche o le manovre più eclatanti, ma i soldati semplici con il fucile in braccio, uno zaino stracarico e gli stivali rotti a trascinarsi contro gli elementi verso casa, in una marcia impossibile che sembra non aver mai termine.

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Vaffanculo

Vaffanculo

[…] un finale in calando nega l’importanza di quello che è successo. Quante storie terminano con il protagonista che si sveglia ed esclama, sollevato, «Per fortuna era tutto un sogno!» Questo tipo di finale […], a causa della reazione del lettore, è comunemente detto un vaffanculo.
Sergio Badino

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Aprite, è la SIAE!

Aprite, è la SIAE!

La mia esperienza con la SIAE nel corso degli anni è stata un susseguirsi costante di vicende negative. In tutti i reading che ho organizzato i gestori degli spazi (locali, librerie, alberghi ecc.) hanno sempre avuto noie per via dell’accompagnamento musicale che proponevamo.
Nessuno di noi era iscritto alla SIAE, ciononostante eravamo costretti a una trafila burocratica che avrebbe scoraggiato un vampiro di fronte a una giugulare scoperta, e alla fine il nostro ospite aveva due scelte:

  • Pagare un fisso per la nostra musica (ma se nessuno di noi era tesserato SIAE, alla fine quei soldi chi li prendeva?).
  • Far finta di nulla rischiando una bella multa.

Bene, appurato che ho il dente avvelenato nei confronti di questo monopolio, qualche giorno fa mi è capitato di trovare nel mio stream Linkedin il post che vi condivido ora e cui non ho saputo resistere.

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La parola contraria – Erri De Luca (citazioni)

La parola contraria – Erri De Luca (citazioni)

Con La parola contraria, Erri De Luca espone in modo completo e impeccabile la propria posizione riguardo la querela nei suoi confronti da parte di LTF (Lyon Turin Ferroviaire, l’azienda costruttrice della TAV) per istigazione a delinquere a seguito delle sue dichiarazioni a Huffington Post e ANSA sul perché sia giusto sabotare la TAV.

Il web si è mobilitato indignato per quello che è sembrato a tutti una negazione del diritto di espressione e pensiero, purtroppo anche in una specie di sgradevole competizione per decidere chi fosse il più coinvolto. Molti gli hashtag di successo sui social, e anche La parola contraria riporta #iostoconerri sulla fascetta (finalmente hanno dato un senso a quello stupido pezzo di carta!).

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La riscrittura (la scrittura secondo Raymond Carver)

La riscrittura (la scrittura secondo Raymond Carver)

Nello scorso appuntamento sui consigli di scrittura di Raymond Carver ci siamo interrogati su quale fosse il rapporto fra lavoro duro e talento; in questo quarto episodio il tema è invece quasi interamente dedicato al manovale che vi è in ogni scrittore.
La riscrittura è quel processo ciclico che trasforma una prima scrittura in bozza, la bozza in lavoro presentabile, e il lavoro presentabile in un’opera pubblicabile.

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Il serpente dell’oblio – Vonda N. McIntyre (citazioni)

Il serpente dell’oblio – Vonda N. McIntyre (citazioni)

Ho letto Il serpente dell’oblio sull’onda della serie positiva di crocette spuntate sulla mia lista dei vincitori sia del premio Hugo che del Nebula: con questo romanzo Vonda N. McIntyre li vince entrambi nella stagione 1978/79, e in aggiunta si aggiudica anche il premio Locus.
Purtroppo, come ho sperimentato sulla mia pelle qui e qui, non sempre questo è sinonimo di qualità – o almeno di vicinanza ai miei gusti – quindi ero un po’ timoroso nell’intraprendere questa lettura.
È invece stato sufficiente un capitolo per assicurarmi che quello che impugnavo fosse qualcosa di straordinario.

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Presentazione Pelicula @ Cascina Bertelli Franzelli

Presentazione Pelicula @ Cascina Bertelli Franzelli

Lo scorso 25 settembre ho presentato Pelicula presso lo spazio teatrale della Cascina Bertelli Franzelli. Si è trattato dell’inaugurazione della rassegna Incontri d’Autore, organizzata dal Circolo Culturale Don Emilio Verzeletti in collaborazione con l’Associazione Pagus Farraticanus di San Paolo e con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di San Paolo (BS). Ha condotto la presentazione Davide Baresi.

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Autobiobibliografia parziale globale

Autobiobibliografia parziale globale

Raccolgo con grande interesse il meme proposto da Ivano Landi e, come qualcun altro prima di me, ho deciso di stilare la mia autobibliografia, ovvero la lista dei libri che maggiormente mi hanno influenzato.

[…] non si tratta di compilare la lista dei 100 libri che consideriamo i migliori o i più belli, bensì dei 100 libri che […] sono diventati inchiostro del nostro inchiostro e, perché no?, sangue del nostro sangue. In fin dei conti proprio questa è l’essenza dell’autobiobibliografia.
Ivano Landi

Io cento libri che mi abbiano tanto influenzato non sono riuscito a trovarli, dopo un bello scartabellare sono arrivato a trenta… ma fatto trenta si può far trentuno: tali infatti i libri del mio elenco.

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L’impegno (la scrittura secondo Raymond Carver)

L’impegno (la scrittura secondo Raymond Carver)

In questo terzo appuntamento analizziamo i pensieri di Raymond Carver sull’impegno nella scrittura, su quello che potremmo definire mestiere. Qual è la differenza fra la scrittura di un semplice uomo che scrive e quella di uno scrittore?
Cos’è che ci affascina e rende credibile una prosa, quanto di ciò può essere frutto di manovalanza e quanto invece è innato? Già in passato ho parlato del rapporto lavoro/talento, il mix vincente in quali proporzioni è secondo Carver?

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Le fontane del paradiso – Arthur C. Clarke (citazioni)

Le fontane del paradiso – Arthur C. Clarke (citazioni)

Ho letto Le fontane del paradiso di Clarke proseguendo nella mia rassegna dei romanzi fantascientifici vincitori dei principali premi del settore: il Nebula e l’Hugo: li ha infatti vinti entrambi nella stagione 1979/80.
Con questo romanzo, Clarke mostra al grande pubblico il concetto di ascensore spaziale: nel romanzo un team di ingegneri lo costruisce sulla cima di un picco montano sull’immaginaria isola equatoriale di Taprobane.

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Presentazione Pelicula @ Cascina Bertelli Franzelli (achtung!)

Presentazione Pelicula @ Cascina Bertelli Franzelli (achtung!)

Pelicula @ Cascina Bertelli Franzelli

Venerdì 25 settembre alle 20:45 presenterò il mio romanzo Pelicula allo Spazio Teatrale presso la Cascina Bertelli Franzelli (via XXV Aprile 15, Cremezzano di San Paolo (BS)).
La presentazione è il primo appuntamento della rassegna Incontri d’Autore, organizzata dal Circolo Culturale Don Emilio Verzeletti in collaborazione con l’Associazione Pagus Farraticanus di San Paolo e con il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di San Paolo.
Conduce la presentazione Davide Baresi, l’ingresso è libero e gratuito.

Melancholic Blues Sporting Club – free download

Melancholic Blues Sporting Club – free download

Melancholic Blues Sporting Club è il primo a esser reso pubblico fra i racconti concepiti al laboratorio di scrittura (ri)creativa che frequento da un po’ di tempo a questa parte.
Come dico spesso: amo il calcio giocato, mal sopporto quello guardato e odio quello parlato; non mi ero mai espresso su quello scritto, ecco dunque la risposta: un racconto sul mondo del calcio, lontano però dai riflettori delle massime serie, una storia vista con gli occhi di un ragazzino che – nel pieno della sua innocenza – si diverte con gli amici tirando calci a una palla. O comunque è quello che vorrebbe fare.

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Il processo creativo (la scrittura secondo Raymond Carver)

Il processo creativo (la scrittura secondo Raymond Carver)

Ho letto molti racconti di Raymond Carver; all’inizio mi piacevano ma non ne capivo bene la ragione, poi invece ho capito: i suoi racconti sono semplicemente perfetti. Non necessariamente i più belli in assoluto, o anche solamente belli, solo erano come avrebbero dovuto essere: mai una sbavatura, mai un pensiero di troppo, mai una frase fuori posto.
Oggi lo considero un grande maestro e studio avidamente i suoi consigli, provenienti soprattutto dai suoi seminari di scrittura creativa e dalle molte interviste rilasciate nel corso della sua carriera. Con questo post intendo inaugurare una serie di sette approfondimenti dei suoi pensieri sul mondo della scrittura, organizzati in questo modo:

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Il Riparatore – Elia Spinelli (citazioni)

Il Riparatore – Elia Spinelli (citazioni)

L’idea alla base de Il Riparatore di Elia Spinelli è l’ancestrale quesito sul libero arbitrio: la nostra vita è regolata dalle decisioni che prendiamo quando ci troviamo di fronte a una scelta, o invece segue alla lettera un copione già scritto su cui l’esito del nostro intervento è già previsto?
Oltre a invogliare i lettori più attenti in una serie di riflessioni su questo tema, Il Riparatore ci propone anche la propria versione, ed è qui che entrano in ballo le tre figure cardine dell’opera:

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