Pelicula: gli ultimi invii agli editori

Pelicula: gli ultimi invii agli editori

Dopo un inizio in sordina e una lunga pausa, nell’anno appena trascorso ho dedicato particolare attenzione alla spedizione dei manoscritti del mio romanzo Pelicula.
Nell’universo dell’invio dei manoscritti il tempo trascorre diversamente: lì l’unità di misura è il semestre; non stupitevi quindi nel leggere da quanto tempo sto proponendo questo manoscritto.
Lungo tutto questo periodo il romanzo ha subito diverse revisioni, sia con la mazza che col pennello, ed è molto maturato: è proprio vero che la parola fine quasi mai è davvero l’ultima (e soprattutto non pensate che abbia battuto la fiacca!).

Il postino

Mi rendo conto di aver dato molto da fare ai postini di tutto il mondo, sia umani che elettronici, e come già provai con le statistiche di scrittura, all’alba di questo 2014 voglio giocare a dare un po’ di numeri:

  • Degli editori che ho preso in considerazione solo il 67% dichiara le modalità di invio dei manoscritti, direttamente sul loro sito o via mail a seguito di una richiesta.
  • Ho inviato il manoscritto al 97% di questi editori.
  • Sempre di questi, il 23% pretende ancora l’invio del manoscritto cartaceo. Proseguendo con gli invii, però, ho evitato editori che richiedessero il cartaceo.
  • Se avessi spedito il manoscritto anche a questi che ho evitato, la lista degli editori presi in considerazione sarebbe aumentata del 16% (mica pizzeffichi).
  • In un caso, il pacco spedito via posta è ritornato con la scritta Trasferito. Sì, ma trasferito dove?!
  • Solo il 24% delle case editrici contattate ha dato seguito al mio invio, vuoi per confermarmi l’avvenuta ricezione del manoscritto, vuoi per dirmi che erano o non erano interessate.
  • Di queste, solo una era una casa editrice a pagamento: ho eseguito un buon filtro.
  • Altre due trattative sono state chiuse per mia volontà. Il motivo principale ha sempre riguardato il progetto di editing che ho in mente io, ma hanno contribuito anche clausole contrattuali troppo sfavorevoli. Ne ho parlato qui e qua.
  • Fra quelle arrivate, la risposta più lenta ci ha impiegato 11 mesi e 24 giorni.
  • La più veloce, invece, ci ha messo solo due giorni; qualcosa mi dice che il manoscritto non l’hanno letto proprio tutto!
  • La casa editrice più vicina è a due chilometri e mezzo da casa.
  • Quella più lontana a 930 chilometri.
  • La regione più colpita dai miei invii è stata la Lombardia, con un mastodontico 30% (però giocavo in casa).

Far di contoDopo aver dato i numeri però voglio rassicurare il postino: al momento non ho in programma altre spedizioni.
Vorrei rassicurare anche i lettori più attenti e più bravi a far di conto che di certo si saranno accorti che questi numeri dicono (e i numeri non mentono mai) che ho dimenticato di scrivere una cosa necessaria per far quadrare i calcoli.
Beh, non è che l’ho dimenticato, in realtà lo tenevo per il finale!

Infatti tutte queste chiacchiere servono solo a distogliere l’attenzione dall’unica cosa importante, ovvero l’occasione che aspettavo: finalmente ho ricevuto una proposta di pubblicazione degna di questo nome da una casa editrice seria, che sembra lavorare bene e con una buona distribuzione (naturalmente vi terrò aggiornati per confermarvelo dopo averlo provato sulla mia pelle).
Ora all’unisono stappate una bottiglia del vostro grog preferito e brindate alla mia salute!

La porta dell’infinito (Gateway) di F. Pohl

La porta dell’infinito (Gateway) di F. Pohl

Lo scorso 2 settembre è scomparso il celebre scrittore di fantascienza (e non solo) Frederik Pohl, di cui lessi in passato I mercanti dello spazio: un’intelligente satira sul consumismo e sul mondo della pubblicità. Mi piacque così tanto che da molto mi ripromettevo di leggere altro di Pohl così, come ultimo saluto al geniale scrittore scomparso, mi sono procurato La porta dell’infinito (conosciuto anche con il suo titolo originale Gateway, ovvero il nome dell’asteroide dov’è ambientata gran parte della storia).

Gateway - La porta dell'infinito - Frederik Pohl

La porta dell’infinito è un romanzo di fantascienza classica del 1977, molto apprezzato dal pubblico e vincitore di tutti i principali premi riservati a questo genere letterario, tra cui spiccano il Premio Hugo, il Premio Nebula, il Premio Locus e il Premio Campbell.
Pur non lasciando alcunché in sospeso, La porta dell’infinito è il primo romanzo del cosiddetto ciclo degli Heechee.

La storia di Gateway – La porta dell’infinito

Gateway è il nome di un asteroide cavo, scoperto per caso da un esploratore, all’interno del quale sono contenute centinaia di navi abbandonate millenni addietro dal misterioso popolo Heechee.
Nessuno sa come governare queste navi aliene ma, a seguito di molti tentativi, si è capito come farle partire per la destinazione pre inserita nel sistema, e come farle tornare indietro. Quale sia questa destinazione è un mistero, e altrettanto lo è la durata del viaggio. Partire con una di queste navi è di fatto una scommessa: trovare qualche prezioso artefatto Heechee, fare un viaggio inutile o morire di fame, per un incidente, varie ed eventuali.
Trovare un artefatto Heechee (o scoprire qualcosa di rilevante come un pianeta abitabile, nuove conoscenze scientifiche ecc.) può rendere una persona estremamente ricca, ecco quindi la nuova professione del cercatore, di solito avventurieri ambiziosi o poveri disgraziati, disposti a partire pur non sapendo se la nave potrà mai tornare.
Su Gateway le navi disponibili sono classificate in base al numero di passeggeri che possono ospitare (Uno, Tre o Cinque), e alcune di queste possono essere corazzate, probabilmente indirizzate a mete più pericolose del normale, ma questa è solo una congettura.
Robinette (detto Bob, o Rob) Broadhead è il protagonista di La porta dell’infinito: è uno di questi avventurieri che, dopo aver vinto a una lotteria, decide di abbandonare la sua misera vita sulla Terra per trasferirsi su Gateway in cerca di fortuna. Dopo tre viaggi sulle navi Heechee, Bob riesce a diventare straordinariamente ricco; tuttavia, con l’aiuto psichiatrico di un’intelligenza artificiale, deve venire a patti con ciò che è accaduto in quell’ultimo viaggio.

Gateway – La porta dell’infinito: citazioni

Vi lascio alle mie sottolineature de La porta dell’infinito, raccomandandovi il pezzo in posizione 4062-63 dove apprendiamo che anche nel futuro continuano a esistere case editrici a pagamento. Vergogna!

Pos. 30

Lo odio, quando mi fa le stesse domande che io rivolgo a me stesso.

Pos. 72-73

la stella fantasma che usciva dal nulla, sotto di noi, come il sorriso dello Stregatto?

Pos. 132-33

E bevevamo parecchio, il liquore fortissimo e scadente che veniva prodotto a meno di quindici chilometri di distanza. Qualche volta l’etichetta lo chiamava scotch e qualche volta vodka o bourbon, ma usciva tutto dalla stessa distilleria di fanghiglia.

Pos. 219-20

Dico in tono leggero, quasi ridacchiando: — Sigfrid, c’è un’intensità di sofferenza e di colpa e d’infelicità che proprio non posso sopportare.

Pos. 225-26

Sigfrid è estremamente abile, tenendo conto di quanto è stupido.

Pos. 244-45

I russi sospettavano i cinesi, i cinesi sospettavano i russi, i brasiliani sospettavano i venusiani. E tutti sospettavano gli americani.

Pos. 293-94

quando la sceglievi non sapevi dove ti avrebbe portato, come non puoi sapere cosa c’è nella tua scatola di Cracker-Joy fintanto che non l’apri.

Pos. 308-9

un tipo di sogno adatto a far contento il maestro, pieno di simboli fallici e di feticismo e di complessi di colpa

Pos. 331

È estremamente in gamba, considerando quant’è stupido.

Pos. 350-51

Odio l’idea di morire, anzi: non essere più vivo, sapere che tutto si ferma, sapere che tutti gli altri continuano a vivere e a far l’amore e a divertirsi senza che io sia più lì a fare lo stesso.

Pos. 354-55

Non avevo mai fatto l’esperienza della bassa gravità, prima: nell’Wyoming non capita spesso.

Pos. 373-75

Non so se riuscirò a farvi capire come mi sembrava l’universo, visto da Gateway: è come essere giovani con l’assistenza medica totale. Come un menù nel miglior ristorante del mondo, quando è qualcun altro a pagare il conto. Come una ragazza che hai appena conosciuto e che ti trova simpatico. Come un pacco-dono non ancora aperto.

Pos. 386-88

Duemila persone avevano già respirato l’aria che io stavo respirando, avevano evacuato l’acqua che io bevevo e avevano essudato i loro odori nell’atmosfera. In generale, la gente non restava lì a lungo, ma gli odori restavano.

Pos. 432-33

Il viaggio di ritorno è gratuito… ma a cosa ti riporta?

Pos. 592-94

Se riuscivi a sopravvivere al viaggio in astronave fino a Gateway, potevi sopportare anche un viaggio a bordo di una nave heechee. A meno che qualcosa andasse storto. In questo caso non potevi sopravvivere comunque, anche se eri sanissimo.

Pos. 630-32

Questa, e tutte le altre che vedete qui, sono state progettate per portare a bordo cinque heechee. A quanto abbiamo potuto capire. Ma noi le lanciamo con tre esseri umani. Sembra che gli heechee sopportassero meglio degli umani la compagnia reciproca, nello spazio limitato.

Pos. 679-80

se si ha fortuna bisogna dividere in tre parti. Se il colpo è grosso, allora ce n’è abbastanza per tutti. E se non si trova niente, un terzo di niente non è meno di un niente intero.

Pos. 992-93

non è necessario credere alla legge di gravità per finire sfracellati cadendo da un palazzo di duecento piani.

Pos. 1033-34

qualche volta, naturalmente, non potevano dare una festa perché è proibito tenere feste nelle stanze del reparto cure intensive, all’Ospedale Terminale.

Pos. 1035-36

Alla fine del corso dovevamo essere esperti nella guida della nave, nelle tecniche di sopravvivenza e nella valutazione degli oggetti trovati. Be’, io non lo ero.

Pos. 1065-66

È una parola che ho inventato io in questo momento per descrivere esseri viventi di cui non abbiamo mai sentito parlare e che non producono metano nell’intestino ma mangiano la gente.

Pos. 1133-39

Immagino che risalga tutto a Sylvia, che era un’ex cattolica. Le invidiavo la sua Chiesa, davvero, e le dicevo che secondo me era stata stupida ad abbandonarla, perché le invidiavo la confessione. Avevo la testa piena di dubbi e paure, e non riuscivo a liberarmene. Mi sarebbe piaciuto poterli scaricare sul parroco. Mi pareva che si potesse creare un bel flusso gerarchico: tutto lo schifo che avevo dentro la testa finiva nel confessionale, dove il parroco lo convogliava verso il monsignore della diocesi (o quello che era: non sapevo molto, della Chiesa), e tutto finiva dal papa, che è la vasca di sedimentazione di tutto il liquame della sofferenza e dell’infelicità e della colpa del mondo, finché lo passa oltre trasmettendolo direttamente a Dio. (Voglio dire, ammettendo l’esistenza di un Dio, o almeno ammettendo che c’è un indirizzo «Dio» al quale puoi spedire tutto quello schifo).

Pos. 1240-42

Sheri era partita con una Cinque. Non la vidi, per chiederle come mai aveva cambiato idea, e non ero certo di volerlo sapere: gli altri quattro membri dell’equipaggio erano maschi. Erano di lingua tedesca, ma immagino che Sheri pensasse di potersela cavare benissimo senza parlar molto.

Pos. 1588-93

Quando superi c, la velocità della luce, te ne accorgi perché sono tutte ammassate al centro dello schermo, cioè davanti alla prua della nave in volo. In realtà, le stelle non si sono mosse. Ma tu raggiungi la luce emessa dalle sorgenti che ti stanno dietro o a lato. I fotoni che colpiscono il visore centrale sono stati emessi un giorno o una settimana o cent’anni fa. Dopo un giorno o due, non sembrano più neppure stelle. C’è solo una specie di superficie grigia, screziata. Somiglia un po’ a un olofilm tenuto controluce: ma con un olofilm puoi ottenere un’immagine virtuale con una lampada tascabile, mentre nessuno è mai riuscito a ricavare altro che quel grigio marmorizzato da ciò che si vede sugli schermi heechee.

Pos. 1635-37

Erano benevolmente tolleranti con me e Klara, oppressa minoranza eterosessuale nella cultura omosessuale predominante sulla nostra nave, e ci lasciavano il modulo d’atterraggio per l’esatto cinquanta per cento del tempo, sebbene rappresentassimo solo il quaranta per cento della popolazione.

Pos. 1688-90

A quel punto è chiaro che almeno una persona non tornerà viva dal viaggio, e molti equipaggi cominciano a tirare a sorte con le carte. Chi perde, si taglia educatamente la gola. Se non è tanto educato, gli altri quattro gli danno una lezione di galateo.

Pos. 1761-67

Sam indicò un punto fra l’immenso disco gassoso e l’accecante sole, e io mi schermai gli occhi con i guanti fino a quando vidi cosa indicava: l’M-31 di Andromeda. Naturalmente, vista dal punto in cui eravamo non era nella costellazione di Andromeda. Non c’era niente che somigliasse ad Andromeda, o a nessun’altra costellazione che avessi mai visto. Ma l’M-31 è così grande e così fulgida che puoi scorgerla perfino dalla superficie della Terra, quando lo smog non è troppo fitto: è una nebbia di stelle a forma di vortice. È la più luminosa delle galassie esterne, e la si può riconoscere piuttosto bene in tutti i punti dove può finire una nave degli heechee. Con un leggero ingrandimento puoi scorgere la forma a spirale, e puoi accertartene confrontandola con le galassie più piccole che si trovano approssimativamente nella stessa direzione.

Pos. 1883-84

L’ammetto, ho la tendenza ad addossarmi le responsabilità. Dopotutto è uno schema classico, no? Puoi trovare il mio caso a pagina 277 di qualunque testo.

Pos. 2035-36

Una galleria è identica alle altre. — Dovresti proprio deciderti a nascere — dissi, completando a voce il mio pensiero. — Non puoi restare in eterno nell’utero.

Pos. 2473-75

— Perché? Per farmi soffrire? — Per fare in modo che la sofferenza interiore venga fuori e che tu possa affrontarla. — Forse sarebbe tutto più semplice se decidessi di continuare a soffrire un po’, dentro di me.

Pos. 2606-7

Il tempo passava, o forse ero io che lo distruggevo; e il modo in cui cominciai a distruggerlo, un giorno, fu di andare al museo.

Pos. 2632-35

La droga stava facendo effetto, lo vedevo. Sapevo che stava facendo effetto anche a me. Non era la solita roba coltivata su Gateway nelle cassette, nascosta fra l’edera. Klara si era procurata Naples Red purissime da uno dei ragazzi dell’incrociatore: roba coltivata sulle pendici del Vesuvio, tra i filari di viti che davano il Lachrima Christi.

Pos. 2727-29

Andai in giro e vendetti tutto. Prosciugai il mio conto e misi insieme tutto il denaro: un totale di 1400 dollari e rotti. Portai il denaro al casinò e puntai tutto alla roulette, sul numero 31. La grossa pallina si fermò lentamente in una casella. Verde. Zero.

Pos. 2773-76

Sigfrid attende per un po’. Poi dice: — Credo che tu abbia veramente voglia di piangere, Bob. Ha ragione, ma io non dico niente. — Ti piacerebbe piangere? — insiste. — Mi piacerebbe — dico. — E allora perché non piangi, Bob? — Vorrei poterlo fare — rispondo. — Purtroppo non ne sono capace.

Pos. 2988-90

— Adesso capisci com’è, Sigfrid? È strano. Per tutta la mia vita, oramai… quanti anni sono passati, magari quaranta?… E ho ancora quest’idea pazzesca che essere amato abbia un certo legame con qualcosa infilato nel mio didietro.

Pos. 3025-26

Poteva essere una somma anche più alta, ma non faceva nessuna differenza: quando ti portano via tutto quello che hai, non resta niente.

Pos. 3049-51

Lui ridacchiò, e balzò giù dal cassettone per battermi la mano sulla spalla. — Non occorre molto coraggio — disse, svolazzando di nuovo verso il cassettone. — Basta averlo un giorno soltanto, per salire su una nave e partire. Dopo non occorre più averlo, perché non hai più scelta.

Pos. 3091-93

nonostante i suoi doppi sensi osceni c’era bellezza e poesia in ciò che diceva. Indugiava sulle care stelle che ci avevano generati tutti sputando nello spazio silicati e carbonato di magnesio per formare i nostri pianeti e idrocarburi per formare noi.

Pos. 3220-21

Avrei pensato che l’ultima cosa di cui avevano bisogno gli esseri umani fosse qualche mezzo nuovo per ammazzarsi a vicenda,

Pos. 3231-32

Mi ero preparato alla festa con un buon numero di bevute allo spaccio: ero ubriaco per il novanta per cento e drogato per il dieci per cento: ma mi passò tutto quando la guardai.

Pos. 3539-41

A poco a poco Sigfrid ha ricostruito tutto lo studio, reintroducendo le decorazioni. Come le piñatas appese sopra la mia testa, e un olopico del lago di Garda con la veduta di Sirmione, e hoverfloat, e barche a vela, e bagnanti che si divertono.

Pos. 3578-80

GOTO **7Z4
13.345

,S, Merda, Sigfrid, lo ripeti di
13.350

continuo.
13.355

Pos. 3637-38

Se, poniamo, avessimo dato a Euclide un libro, avrebbe potuto comprendere cos’era anche se non avrebbe capito cosa diceva. Ma se gli avessimo dato una registrazione su nastro? Non avrebbe saputo cosa farne.

Pos. 3676-77

Per sopperire alle spese necessarie per mantenere Gateway, tutti sono tenuti a pagare una cifra giornaliera procapite per l’aria, il controllo della temperatura, l’amministrazione e gli altri servizi.

Pos. 4013-15

I VOSTRI DEBITI saranno rimessi quando realizzerete Unità. Lui/lei è heechee e lui/lei perdona. Chiesa della Motocicletta con Manutenzione Meravigliosa. 88-344.

SOLO MONOSESSUALI solo per reciproca simpatia. Nessun contatto fisico. 87-913.

Pos. 4035-37

D – So qual è il compenso per il ritrovamento di vita aliena intelligente, ma qual è il compenso per il ritrovamento di un heechee?
Professor Hegramet – Ne trovi uno e potrà chiedere il prezzo che vuole.

Pos. 4062-63

PUBBLICHIAMO RACCONTI, poesie. Modo ideale per conservare ricordi per vostri figli. Costo sorprendentemente modesto. Elenco editori, 87-349.

Pos. 4121

In gran parte, il metano nell’aria della Terra è formato dalle scorregge delle mucche.

Gateway – La porta dell’infinito: giudizio finale

La porta dell’infinito non può meritarsi meno di ventisei astronavine del videogioco Asteroids di cui – modestamente – ero un campione senza rivali:

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Se non si fosse capito, è un punteggio altissimo, quindi cercate di recuperare La porta dell’infinito, salite senza timore su una Uno (facciamo che va bene anche una FIAT… tanto si parla di fantascienza!) e partite per un viaggio dall’esito sicuramente più che positivo!

BellezzeGossip: interviste a pagamento… ma senza scontrino!

BellezzeGossip: interviste a pagamento… ma senza scontrino!

C’è chi mi accusa di essere a volte troppo polemico e di risultare infine antipatico. Ho deciso di smentire questa assurdità dimostrandovi quanto io sia accogliente, affabile, disponibile e soprattutto simpatico. E per nulla paraculo.

BellezzeGossip

La sezione cultura di BellezzeGossip

BellezzeGossipCiao Andrea, se ti fa piacere di pubblicizzare il tuo libro su un portale attraverso un’intervista fammi sapere… costa solo [omiss]
il sito è questo [omiss] (sezione cultura)

BellezzeGossipCiao, come funziona?

Qualche settimana fa sono stato adescato da tale Genny Gennys (che vedete raffigurata come donnina su sfondo verde, mentre io sono l’omino su sfondo rosso), del sito di maldicenze BellezzeGossip Qualcosa Virgola Net. Devo ammettere che se c’è una cosa che odio… no, in realtà sono innumerevoli le cose che odio, comunque questo genere di spazzatura è fra quelle che odio di più (ribadisco spazzatura).
Come avrei potuto quindi lasciarmi sfuggire un’occasione del genere? No, dico, la sezione cultura di un sito di gossip! Non avrei potuto.
Vediamo come funziona:

BellezzeGossipciao è semplicissimo, io ti mando le domande. Tu rispondi, io preparo l’articolo e tu – solo dopo che è online – mi versi i [omiss] euro su PayPal o PostePay.
se sei d’accordo fammi sapere che ti invio le domande

BellezzeGossipMa possiamo, per esempio, organizzare una recensione?

BellezzeGossipCon piacere! solo che dovresti mandarmi il libro cartaceo in questo caso

BellezzeGossipMa non possiamo fare che la recensione ve la passo io già fatta? Ne ho di già pronte e per velocizzare la cosa…

Ammetto di essere stato un po’ stringato e faccia di bronzo… sì, stringato e bronzo… praticamente: molto piacevole.
Però la sezione cultura di BellezzeGossip merita questo e altro (in un sito del genere anche un cane che segna il territorio potrebbe passare per cultura)!

BellezzeGossipcerto per me va benissimo!

BellezzeGossipnovità?

BellezzeGossipCiao, sto leggendo un po’ di interviste sul sito. Mi fa piacere che un sito di frivolezze sia così attento ai libri!

BellezzeGossipSì, e devo dire che è molto apprezzata la cultura, l’altro giorno l’intervista di [omiss] è stata il 3° articolo più letto! 🙂

Brava donnina su sfondo verde che non hai ceduto alla mia provocazione, con quel frivolezze malcelato eufemismo!

BellezzeGossipTu quindi sei il webmaster del sito?

BellezzeGossipesatto! 🙂

BellezzeGossipquando sei pronto dimmi che organizziamo

BellezzeGossipHo visto che hai in vendita anche spazi pubblicitari, potrei essere interessato. Quelli che costo hanno? Accetti qualsiasi tipo di inserzionisti?

BellezzeGossipsì, a meno che non siano cose pornografiche accetto tutto 🙂 i costi dipendono dal posizionamento e dal tempo di presenza sulla homepage, cmq ci teniamo molto bassi.
Vorresti sponsorizzare il libro o altro?

Ricapitoliamo: il listino di BellezzeGossip prevede interviste, recensioni e spazi pubblicitari. A soldi sto sito non se la deve passare per niente male!

BellezzeGossipMi interesserebbe per il lavoro. Avete la possibilità di rilasciare fattura?

BellezzeGossipdammi qualche info in più

BellezzeGossipLa mia azienda [omiss] per il 2014 ha messo a budget una voce per campagne di marketing sui social network e su Internet in generale. Ci occupiamo di [omiss] e i tuoi utenti potrebbero rientrare nel nostro target. Non parlo di grandi cifre, [omiss] euro per tutto quanto, però mi serve una risposta [omiss]

BellezzeGossipper me va benissimo
l’articolo lo fate voi o lo fa la redazione nostra?

BellezzeGossipChe differenza di prezzo ci sarebbe?

BellezzeGossipdipende dalle parole. Entro le 200 chiedo [omiss] euro in più, mentre da 200 in su ne chiedo [omiss].

BellezzeGossipOttimo, il prezzo base per un banner in homepage per le ultime 2 settimane di dicembre invece quanto è?

BellezzeGossipbanner non li facciamo però possiamo mettere l’articolo in evidenza (dove ora c’è [omiss]) in homepage. Per 2 settimane a fine dicembre chiediamo [omiss] euro.

BellezzeGossipIVA compresa?

BellezzeGossiptutto compreso perché non fatturiamo

Tutto compreso perché non fatturiamo? Tutto compreso perché non fatturiamo? No, fatemi capire: tutto compreso perché non fatturiamo? Un’altra volta, per evitare fraintendimenti: tutto compreso perché non fatturiamo? Meglio bello grosso:

BellezzeGossip non fa pagare l’IVA perché non fattura

La mia piccola mente accogliente si sta chiedendo se tutto ciò sia legale, per non parlare del pessimo gusto di chi chiede soldi ad autori in cerca di visibilità, offrendo in cambio la pubblicazione di false dichiarazioni su un sito di spazzatura (ma che gliene fotte di letteratura a chi è in cerca di gossip (che, se non fosse chiaro, è la morte dell’intelligenza)?

Qual è il rapporto fra BellezzeGossip e la Guardia Di Finanza?

Anche questa auto, come quella della prima foto, ha una scritta sul fianco… ma non riuscirete a farmi risultare polemico. Anzi, chiudo con una barzelletta divertentissima:

Una donnina su sfondo verde va al supermercato, dove acquista due macchinine (le due delle foto: BellezzeGossip e GdF), appena pagato e superata la cassa una guardia la ferma e le chiede: «Scusi, potrei vedere lo scontrino?»
La donnina risponde prendendo le due macchinine: «Certo: *SBAM*!»

Andrew Wylie sul futuro dell’editoria

Andrew Wylie sul futuro dell’editoria

Chi è Andrew Wylie

Andrew Wylie

Andrew Wylie è un agente letterario statunitense old school con il pallino della scrittura di alto livello. Soprannominato Lo Sciacallo per il bracconaggio d’autori che pratica nelle riserve di altre agenzie, è famoso per la sua avversione nei confronti della narrativa commerciale (dover leggere bestseller tutto l’anno è la mia definizione d’inferno).

L’intervista ad Andrew Wylie

Su New Republic, una rivista USA di politica e arti, Andrew Wylie ha recentemente rilasciato un’intervista con alcuni interessanti spunti inerenti il mondo editoriale.
Vi ripropongo quindi due passaggi: il primo è un’analisi a tutto tondo del mercato editoriale, il secondo è una riflessione sulle condizioni imposte oggi dai colossi dell’editoria digitale.

L’industria editoriale secondo Andrew Wylie

Il vero problema è che a partire dagli anni ’80 l’industria editoriale s’è fatta guidare dal reparto vendite. E oggi ogni strategia viene impostata come se si dovessero vendere detersivi. Ma non è così. I libri sono un prodotto particolare. Un po’ come la moda. Sono rivolti a persone che hanno un certo livello di educazione e che leggono. Non ci sono molte persone che leggono. La maggior parte della gente se ne va in giro e litiga e cerca di fare dei soldi. Noi vendiamo libri. È un settore che ha dei limiti naturali. L’editoria non deve essere necessariamente supermarkettizzata.

Andrew Wylie sul futuro dell’editoria

Tutto passa. Amazon passerà. E Apple¹ passerà. E tutto passerà. Io penso che le cose continuerebbero ad andare bene anche se le case editrici ritirassero i loro prodotti da Amazon. Se le condizioni che vengono loro imposte non sono soddisfacenti, perché continuano ad accettarle? Pensi che facendo così perderai il 30% del tuo fatturato? Non c’è problema. Vuol dire che avrai il 30% di margine in più sul restante 70%. Avrai meno sciocchi che leggono i tuoi libri e verrai pagato di più da quelli continuano a farlo. Non vedo dove stia il problema.

¹ Apple è stata giudicata colpevole, insieme ad altri cinque colossi editoriali, di aver perseguito politiche anticoncorrenziali stringendo accordi per fissare i prezzi

Conclusioni

Voi che ne dite? Trovate condivisibile la posizione di Andrew Wylie sul futuro dell’editoria, e in particolare sul ruolo di nomi nuovi come Amazon e Apple? Oppure pensate che, essendo Andrew Wylie dichiaratamente di parte (con l’aggravante di non essere esattamente un agnellino… lo Sciacallo, ricordate?), le sue parole potrebbero essere guidate da opportunismo e interessi personali?
Prima di chiudere, però, vi lascio con un’ultima sua citazione:

Quando ho iniziato, mi sono chiesto: bene, che cosa vuoi fare per vivere? Voglio vivere leggendo bei libri.

Bookshoponline.it

Bookshoponline.it

In questi giorni sono stato contattato da un’agente per conto di Gremese Editore, cui nei mesi scorsi inviai in visione un manoscritto.
Mi è stata sottoposta un’offerta per pubblicare il mio manoscritto in eBook con la casa editrice New Books (di cui Gremese Editore fa parte) tramite il portale Bookshoponline.it; visto che provando a informarmi in rete non ho trovato assolutamente nulla, in questo post cercherò di riassumere i punti salienti dell’offerta, commentandola con quanto è emerso dalla discussione con l’agente che – ci tengo a sottolinearlo – è stata molto gentile e disponibile.

Bookshoponline.it

Cos’è Bookshoponline.it

Hai un libro nel cassetto e non trovi l’editore giusto? Stanco di sottoporre la tua creazione editoriale a editori che non rispondono mai? Abbiamo la soluzione per te: farti diventare editore in prima persona del tuo innovativo eBook!

Bookshoponline.it - Editori di se stessiNon si parte nel migliore dei modi. Voglio dire: essere editore di me stesso non è quello che desideravo quando inviai il manoscritto alla casa editrice. Ci sarà pur stato un motivo se mi sono preso la briga di cercare quali editori potessero essere interessati al mio lavoro, preparare una lettera di presentazione mia e della storia, la sinossi, i punti di forza e tutte quelle cose che ci si aspetta servano a una casa editrice!

Grazie all’innovativo servizio di distribuzione di Bookshoponline.it il tuo eBook verrà venduto anche in tutte quelle librerie italiane che hanno aderito al servizio di vendita dei libri in formato elettronico.

Le librerie fisiche che offrono il servizio di vendita eBook esistono ma sono pochissime, e non è stato possibile recuperarne l’elenco, anzi, mi è stato ribadito che il vero valore offerto da Bookshoponline.it è quello di distribuire gli eBook nelle maggiori librerie virtuali, così da raggiungere contemporaneamente milioni di utenti.

Una volta realizzato l’eBook e da te stabilito il prezzo di vendita, ti verrà riconosciuto il 100% dei ricavi netti! Bookshoponline.it non tratterrà alcuna royalty sul diritto d’autore. Quello che guadagnerai al netto dei costi rimarrà a te.

I costi citati si riferiscono all’IVA, che per gli eBook è il 22%, e alla percentuale variabile che trattengono gli store.

Se il tuo eBook diventerà campione d’incassi ti garantiamo la pubblicazione del libro cartaceo ad opera di un editore di livello nazionale! Inoltre, se proprio non riesci a fare a meno di avere il tuo libro subito anche in formato cartaceo, te lo stampiamo in digitale nel numero di copie e per farne l’uso che vorrai. Nessun rifiuto editoriale! Nessuna attesa!

Affinché un eBook creato tramite Bookshoponline.it sia pubblicato in cartaceo senza contributo da Gremese Editore, Edizioni Airone, New Books e altre case editrici partner deve superare la soglia minima di 3.000 copie vendute sul territorio nazionale.

Come funziona Bookshoponline.it

Inviaci il tuo file definitivo, pronto per la pubblicazione, assieme ai testi di presentazione dell’opera e alla copertina. Se non ne hai una, niente panico, te la procuriamo noi.

Dunque è chiaro che in partenza non è incluso alcun servizio di editing. Questo per molti è sufficiente per farsi un’idea di che tipo di servizio sia quello offerto da Bookshoponline.it.

Bookshoponline.it - self publishingComunicaci infine il prezzo del libro da te stabilito. A quel punto, la palla passa a noi: lo convertiremo in formato elettronico e lo metteremo in vendita per conto tuo su tutte le piattaforme del web più importanti del mondo. Ti aggiorneremo sulle vendite mese per mese, così che potrai valutare in tempi brevi il giudizio del pubblico e l’andamento delle vendite. Ogni sei mesi riceverai da Bookshoponline.it il 100% dei ricavi dalle vendite al netto delle spese di distribuzione.

Grossomodo è quello che offrono le principali piattaforme di self publishing.

E se il tuo eBook dovesse andare davvero forte, otterrai la garanzia di veder pubblicato il tuo libro cartaceo da un vero editore e entrare in libreria dalla porta principale! Più semplice di così?

Che poi è la stessa cosa già detta prima (le 3.000 copie da vendere…)

Quanto costano i servizi di Bookshoponline.it?

Bookshoponline.it - Costi
Al costo di un nuovo paio di scarpe o di un vestito, Bookshoponline.it pubblica e distribuisce il tuo libro su tutto il web, con una distribuzione capillare e qualificata, e su tutti maggiori retailer della rete internazionale.

Voi quanto le pagate le scarpe?

Il programma di servizi editoriali di Bookshoponline.it relativo agli eBook prevede due diversi pacchetti: uno basilare e uno completo. A seconda delle esigenze del cliente, Bookshoponline.it è in grado di intervenire offrendo un ventaglio di ulteriori servizi personalizzati.

Alzi la mano chi pensava che il servizio fosse gratuito!

Opzione LIGHT

Costa € 350 una tantum, più € 99 all’anno (a partire dal secondo anno) per l’iscrizione a Bookshoponline.it. I punti salienti: Generazione dell’eBook con un’impaginazione standard, copertina grafica non inclusa, distribuzione on line entro 15 giorni.

Opzione Premium

Costa € 490 una tantum (sommare € 100 nel caso di opera contenente illustrazioni), più € 59 all’anno (a partire dal secondo anno) per l’iscrizione a Bookshoponline.it. L’opzione include tutto quello previsto dalla precedente e in più: conversione del libro in formato per la lettura in streaming, correzione refusi, copertina grafica standard, sconto di € 50 per la realizzazione di una copertina professionale (del costo di € 199), sconto del 20% per la stampa del libro (ordine minimo: 50 copie) e garanzia di pubblicazione del libro cartaceo superate le 3.000 copie vendute.

Il costo dei servizi aggiuntivi di Bookshoponline.it

Bookshoponline.it - I servizi

  • Correzione ortografica, grammaticale e tipografica: € 3 a cartella (1.500 battute)
  • Correzione e revisione stilistica (editing) completa del testo: € 6 a cartella
  • Copertina professionale completa: € 199
  • Applicazione DRM: € 0,30 a copia
  • Servizi di promozione, pubblicità e ufficio stampa: da concordare con l’autore
  • Servizio di stampa del volume in formato cartaceo: variabile, in base al formato del libro e al numero di copie richieste
  • Stampa e distribuzione dell’edizione cartacea: a partire da € 4.000, eventuale pubblicazione gratuita dopo il successo comprovato delle vendite online
  • Booktrailer: da concordare con l’autore

Le mie conclusioni su Bookshoponline.it

Bookshoponline.it incrocia l’innovativo concetto del self publishing all’editoria a pagamento tradizionale, creando un ibrido che non riesco a giudicare pienamente soddisfacente. Proverò a spiegare perché:

  • Esistono piattaforme di self publishing gratuite che offrono più o meno gli stessi servizi dell’opzione Premium di Bookshoponline.it, che invece è a pagamento
  • Presentarsi con un eBook che ha venduto 3.000 copie è un ottimo biglietto da visita presso qualunque editore medio-piccolo, non solo per Bookshoponline.it
  • Bookshoponline.it non è ancora nemmeno on line; io posso anche fidarmi ma come dice il proverbio…

Purtroppo, però, tutto il resto va proprio in direzione dell’editoria a pagamento e quindi l’unica scelta sensata, a mio modo di vedere, è quella di declinare l’offerta con fermezza e cortesia. E già che ci siamo mostriamo il logo anti EAP, che male non fa.

Bookshoponline.it - EAP

Qualcun altro ha ricevuto una proposta da Bookshoponline.it? Come vi è sembrata? Questo post vi è stato utile? Avete qualche puntualizzazione? Fateci sapere!

Sotto la trama… nulla!

Sotto la trama… nulla!

Il taccuino ritrovato

Di recente m’è capitato fra le mani un vecchio taccuino (che, se non avessi mai visto, direi risalente alla prima guerra d’indipendenza!) dove avevo annotato questa mia riflessione, datata 1 gennaio 2007, alle ore 18:55.

Riflessione sulla trama

La trama è solo un pretesto

La trama è solo un pretesto per scrivere. Storia, intreccio, come vi pare. Ne ho avuto un’altra volta la conferma.
Ho da poco terminato la prima stesura di Ignara delle imputazioni e la parte migliore è risultata essere quella cui non avevo per nulla pensato. È nata così, nell’atto di scrivere. La fame vien mangiando!
Perché sforzarsi per scrivere storie avvincenti? Per quelle esiste il cinema! [omiss] Quindi che ci pensino loro ad accontentare la gente con belle storie (me compreso).
Perché dovrebbe essere giusto esser giudicati per la trama, quando è solo un veicolo, al pari del foglio di carta o della penna con cui scrivo? Nessuno m’ha mai criticato perché scrivo su fogli di riciclo. [omiss]

Sotto la trama… oggi?

Oggi non sento di condividere appieno quanto pensavo allora riguardo questo tema. Tuttavia, come nelle migliori leggende, anche qui mischiato al mito è possibile intravedere un velo di verità

Editing: sondaggio

Editing: sondaggio

Editing

È da tempo che pensavo a una serie di interviste a tema da proporre a personaggi del settore editoriale, ma visto che l’organizzazione delle cose andava un po’ per le lunghe, le cose sono andate per le lunghe – appunto – e non se n’è fatto nulla.
Converto allora quest’idea proponendo a voi che leggete un sondaggio a proposito del ruolo della casa editrice nello spinoso campo dell’editing.

Credo di aver già espresso bene quello che penso su come una casa editrice degna di definirsi tale debba affrontare l’editing dei libri che pubblica (nella mia risposta al sondaggio io ho selezionato tutte le prime otto opzioni), ora mi piacerebbe piacere qual è la vostra idea: editing sì, editing no, editing come.

Editing: la domanda

Posto che un editor non dovrebbe mai intaccare il principio di autorità artistica dello scritto su cui lavora – che rimane esclusivo diritto e dovere dell’autore – quali sono gli aspetti di cui una casa editrice deve farsi carico nell’ambito della revisione di un’opera letteraria al fine della sua pubblicazione?

  • Correzione bozza
  • Analisi della forma del testo (editing formale)
  • Uniformazione del testo
  • Strutturazione degli argomenti
  • Verifica delle citazioni e della bibliografia
  • Revisione linguistica
  • Analisi dei contenuti e affinamento dell’espressione
  • Preparazione dei materiali per l’impaginazione (editing grafico)
  • Altro
  • Nessuna fra queste: l’autore deve fornire un testo già pronto per la pubblicazione

[sondaggio chiuso]

Questo è il secondo sondaggio che propongo sul blog, dopo quello per decidere quale racconto sarebbe dovuto diventare un eBook, ma mi piacerebbe iniziare a proporne periodicamente, mensilmente o bimestralmente ancora non saprei, sul tema dell’editoria in Italia per poter poi discutere i risultati ottenuti. Quindi se questo primo esperimento dovesse avere successo aspettatevi questo appuntamento fisso sul blog.

Via con le telefonate!

Film di fantascienza: i migliori 10

Film di fantascienza: i migliori 10

Sul Guardian di mercoledì scorso è stata pubblicata, per la rubrica Critics’ top 10s, una classifica dei 10 migliori film di fantascienza, che vado ora a elencare:

  1. 2001: odissea nello spazio (1968)
  2. Metropolis (1927)
  3. Blade runner (1982)
  4. Alien (1979)
  5. Solaris (1968)
  6. E.T. l’extra-terrestre (1982)
  7. Guerre Stellari (1977)
  8. Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)
  9. Terminator (1984) e Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991)
  10. Matrix (1999)

Da appassionato di fantascienza non potevo rimanere impassibile di fronte a un’enormità del genere che, nonostante si sforzi di includere un titolo del ’27, elenca film per il 60% usciti nel giro di 6 anni (1979-1984). Mi sento dunque in dovere di spendere alcune energie in due distinte azioni.

Prima azione a tutela dei film di fantascienza

La prima azione in difesa dei film di fantascienza che mi sento di compiere, ma che in realtà è applicabile a ogni altro campo, è dichiarare l’indiscutibile e completa inutilità di queste classifiche basate su criteri irrazionali, spesso mortificanti e, per forza di cose, incomplete.

Seconda azione a tutela film di fantascienza

La seconda azione che porterò a favore dei film di fantascienza è stilare una mia personale classifica, in modo da ristabilire l’onore dei film meritevoli ingiustamente esclusi dai critici del Guardian.
Fatico a citare solo dieci titoli fra i molti di caratura pari (se non superiore) ai sopracitati, ma mi sforzo ed ecco il risultato:

  1. Fahrenheit 451 (1966)
  2. Il pianeta delle Scimmie (1968)
  3. Brazil (1985)
  4. L’esercito delle 12 scimmie (1995)
  5. Gattaca – La porta dell’universo (1997)
  6. Dark City (1998)
  7. The Truman Show (1998)
  8. Donnie Darko (2001)
  9. Minority Report (2002)
  10. A Scanner Darkly (2006)

Come si può notare sono ordinati per data d’uscita, non ho intenzione di farmi esplodere il cervello nel tentativo di metterli in ordine di bellezza. E siccome non è vero che mi sono sforzato di sceglierne solo dieci, eccone immediatamente altri dieci ingiustamente esclusi:

  1. Arancia Meccanica (1971)
  2. Rollerball (1975)
  3. Interceptor – Il guerriero della strada (1981)
  4. Wargames – Giochi di guerra (1983)
  5. RoboCop – Il futuro della legge (1987)
  6. Akira (1988)
  7. Stargate (1994)
  8. Ghost In The Shell (1995)
  9. Il quinto elemento (1997)
  10. District 9 (2009)

Che cosa sì e che cosa no

Il Guardian ha incluso fra i film di fantascienza anche Guerre Stellari, io sono invece stato più integralista conservatore e non ho citato Ritorno al futuro (1985) o The Rocky Horror Picture Show (1975), che adoro, ma che pur rispondendo ai canoni formali della fantascienza non ne hanno (secondo me) la sostanza. Avventura il primo, musical il secondo: ecco come li definirei, e Guerre Stellari lo collocherei nel fantasy. Certo, non ho nulla contro queste contaminazioni, ma se devo scegliere i migliori film di un dato genere, cerco fra quelli che più lo rispettano.
Alcuni titoli, poi, non sono che pallide riduzioni dei romanzi da cui sono tratti (come le trasposizioni cinematografiche di capolavori definitivi come Solaris, Io sono Leggenda o 1984); ottimi invece i film tratti da racconti brevi, in cui il regista dispone sì di idee e intuizioni geniali, ma ha anche ampi spazi per sviluppi e reinterpretazioni (si pensi solo ai numerosi film tratti dai racconti di Philip K. Dick. Io per non fare lo spaccone ho citato solo Minority Report e A Scanner Darkly, ma avrei potuto sceglierli tutti e nessuno si permettebbe di fiatare (in realtà anche le idee di The Truman Show e della saga dei Terminator sono liberamente tratte (rubate) da opere di Dick).
Ma queste, ripeto, sono solo le mie opinabili idee: i pur validissimi film di fantascienza che non mi sono piaciuti non ce li ho messi!

E voi?

E voi siete d’accordo? Qual è la vostra classifica?

0111 Edizioni

0111 Edizioni

Negli ultimi mesi 0111 Edizioni, nella persona della sua titolare – prima – e rappresentata da uno studio legale – dopo – ha insistentemente richiesto la rimozione del post dove descrivevo la mia esperienza con 0111 Edizioni.
Non per timore di ripercussioni legali, ma per chiudere definitivamente ogni ulteriore contatto, ho deciso di cancellare quel contenuto e di farlo in modo pacifico, sostituendola con questo avviso.

0111 Edizioni

Colgo l’occasione per ringraziare tutti
e vi invito a fare attenzione quando scegliete un libro.

eBook in crescita, i libri iniziano a scavare

eBook in crescita, i libri iniziano a scavare

Libreria eBook

Il rapporto AIE 2013 sullo stato dell’editoria

Alla recente 65ª fiera del Libro di Francoforte ha suscitato particolare interesse il rapporto 2013 sullo stato dell’editoria a cura dell’ufficio studi AIE (Associazione Italiana Editori) per il rilancio dell’editoria, settore questo alle prese con una crisi che pare ormai senza vie di uscita.
Marco Polillo, presidente AIE, ha così commentato (miei i grassetti):

In due anni il fatturato è diminuito del 14% e ogni giorno abbiamo notizie di librerie che chiudono, la crisi di liquidità si aggrava, si vanno rideterminando gli equilibri competitivi nei canali commerciali del libro, anche l’export cala. Chiediamo una politica per il futuro che passi per una vera promozione del libro e della lettura, un’IVA parificata tra eBook e libri di carta, il riconoscimento della centralità dei contenuti all’interno dell’Agenda Digitale, un aggiornamento serio delle normative sul diritto d’autore. Il settore si aspetta molto da una buona politica: non sussidi, ma un supporto basato su regolamentazione, misure in favore dell’innovazione e promozione culturale.

Come non bastasse, anche il 2013 non promette niente di buono: secondo i dati Nielsen, i primi otto mesi del 2013 registrano un ulteriore peggioramento del 5,4% nei canali rivolti al pubblico (librerie, store online, grande distribuzione organizzata) rispetto allo stesso periodo del 2012, ed è il –13,6% rispetto al 2011.

La crescita del mercato degli eBook

Ma il vero dato interessante fornito dall’AIE riguarda la crescita del mercato degli eBook e delle vendite online di libri cartacei. Gli eBook pare stiano riavvicinando, pur timidamente, gli italiani alla lettura che, nonostante tutto, sta crescendo (poco, eh!), anche se il fenomeno interessa solo il 46% della popolazione (stiamo grosso modo parlando di 26 milioni di italiani).
Basti pensare che un lettore è considerato medio/forte se legge almeno sette libri all’anno (solo sette!), e questi lettori generano tra il 39% e il 43% dei volumi di vendita di libri o eBook italiani. Io mi considero un lettore medio, perché anche se in certi periodi leggo molto, nell’arco di un intero anno non ho la costanza di mantenere il ritmo, ma sette libri all’anno è morire di noia!

In ogni caso, sembra che le uniche timide speranze vengano dagli eBook: nel 2012 la lettura di eBook ha riguardato infatti il 3% della popolazione, cioè 1,6 milioni di italiani, che rispetto agli anni precedenti significa un raddoppio del mercato degli eBook.

La biblioteca di soli eBook

Biblioteca eBookE, se da noi regge giusto la vendita online di eBook (ma anche di libri in carne e ossa), in Texas (terra di petrolieri e steak house) hanno aperto la prima biblioteca completamente digitale: la BiblioTech di San Antonio è la prima biblioteca senza libri ma con un catalogo di oltre 10.000 eBook.

Viene da dire che in Italia siamo indietro di un decennio – e probabilmente è vero – ma se in BiblioTech hanno trovato la formula vincente forse dovremmo seguire le loro orme anche in Italia. Amazon ha sì un catalogo inavvicinabile da nessuna libreria, ma non potrà mai contare sulla presenza di personale qualificato al servizio della clientela, ed è proprio questa una delle chiavi del successo di BiblioTech: fornire ai clienti un’occasione per socializzare.

La ripartenza

Per partire con tutto questo, tuttavia, è indispensabile una politica ragionata per la promozione del libro e della lettura, come dice Polillo, che non deve ignorare le opportunità tecnologiche disponibili, come purtroppo spesso accade.

Scrittura a mano VS tastiera

Scrittura a mano VS tastiera

Secondo una ricerca condotta da neurofisiologi norvegesi e francesi pubblicata su Advances in Haptics, la scrittura a mano attiverebbe molte più aree cerebrali rispetto alla digitazione su tastiera.
In breve, nella scrittura a mano gli occhi e la mano partecipano durante il processo di creazione della lettera, cosa che invece non accade quando si preme semplicemente un tasto. Nel primo caso, dunque, sono attivate molte più aree sensoriali.

(altro…)

Amazon + Jonathan Franzen =

Amazon + Jonathan Franzen = <3

Jonathan Franzen, uno degli scrittori americani più premiati degli ultimi anni, lo scorso 13 settembre ha dichiarato sul Guardian quanto segue:

Amazon vuole lettori legati alle sue recensioni e autori responsabili della loro stessa promozione, ma questo sistema penalizza autori, case editrici e recensori responsabili. Le cose in futuro potrebbero migliorare solo tornando a recensori affidabili e librai-editori che fanno prezzi più alti ma pagano meglio gli scrittori.

Amazon VS Jonathan FranzenSi tratta di parole pesanti, che descrivono uno scenario tendente all’apocalisse editoriale: il monopolio! Mi viene subito da pensare a quanto è accaduto e ancora sta accadendo al mercato discografico, anche se mi rendo conto che un paragone non sarebbe equo, i target di riferimento dei due mercati sono davvero troppo differenti: praticamente verticale quello editoriale, del tutto orizzontale quello discografico. Però una rivoluzione è in atto, ed è sotto gli occhi di tutti, e l’esperienza del recente passato dice solo una cosa: adattarsi oppure soccombere.
Questa, in breve ed estremizzata, l’evoluzione del rapporto mercato/industria nel settore discografico degli ultimi cinquant’anni:

  • 1960: Si acquistano i singoli nei negozi di musica
  • 1970: Si acquistano gli album interi, sempre nei negozi di musica
  • 1990: Si prendono in prestito gli album dagli amici per duplicarli
  • 1998: Si scaricano discografie complete da Internet
  • 2000: I Metallica rompono le balle
  • 2001: Le case discografiche si incazzano
  • 2003: Le case discografiche collassano
  • 2010: Si acquistano legalmente singoli da iTunes Store

Io non me la sento di incolpare Apple anche per la musica di merda che circola oggi, così come non accuserei Amazon di manipolare il mercato editoriale a proprio piacimento.
Non dimentichiamo che per l’editoria si è passati dal medioevo all’Impero Galattico nel giro di un lustro: dall’acquistare libri in libreria stiamo andando verso l’acquistare eBook sugli store online, cui Amazon è il primo per notorietà, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, anche direttamente dall’eReader.
Questo non lo possiamo chiamare semplicemente novità, è una vera rivoluzione! E come tale potrà sembrare (o essere?) incomprensibile e a tratti ingiusta, ma di sicuro non avremo la scusa per farci cogliere impreparati!

Le recensioni di Amazon manipolano i miei acquisti?

Recensioni curate e passaparola non sono stati sostituiti da manipolazioni della piattaforma, almeno per quanto riguarda il segmento nostrano: su Amazon i libri non hanno nemmeno uno straccio di scheda… non che li abbia controllati tutti, ma quando sfoglio i libri in offerta su Amazon devo sempre consultare altre risorse per avere una descrizione decente di quello che sto comprando! Quindi non ho la percezione che qualcuno stia pilotando i miei acquisti e, per inciso, in offerta non ho mai trovato nessun libro che mi interessasse.

Amazon scaricherà il lavoro dell’editore sugli scrittori?

Per quanto riguarda il coinvolgimento degli autori nella promozione dei loro lavori, capisco che sia una pratica sgradevole e spesso richiesta dagli editori più piccoli, ma mi sembra davvero il male minore. Questo in effetti non significa essere responsabile della propria promozione (cioè andare in giro a elemosinare spazi per le presentazioni) ma semplicemente partecipare. Poi, capire come (e dove!) Amazon potrebbe organizzare eventi promozionali per i suoi eBook è un altro paio di maniche (le vie sono tante, il mio dubbio riguarda la loro efficacia).
Comunque un autore dovrebbe limitarsi alla scrittura e, se davvero è interessato a far leggere quanto scrive, alla promozione di se stesso e del proprio lavoro.

Amazon è davvero il demonio incarnato?

Amazon è il male?In Amazon di certo non fanno beneficenza né sono mossi da filantropia, ma non sono peggiori di altri book store on line o di molti grossi editori tradizionali.
Per come la vedo io già adesso questo settore è un terreno minato; Jonathan Franzen probabilmente era solamente alla ricerca di visibilità per promuovere se stesso (non lo dico con accezione negativa) e un po’ l’ha sparata grossa. Come ho già affermato, l’idea che uno scrittore debba limitarsi a fare il suo lavoro, oggi, è inefficace. Se non si è in grado di essere promotori di se stessi, anche attraverso le nuove tecnologie, si ha un asso in meno nella manica.

Perché la parte difficile non è scrivere, ma far leggere.

Sandra Bullock VS Ray Bradbury

Sandra Bullock VS Ray Bradbury

Come già fatto nello scorso post, è il turno della unrecensione di un altro racconto.
Caleidoscopio, di Ray Bradbury, è un racconto breve scritto nel 1949, ed è definitivamente grandioso: in poche pagine sa riunire vette altissime di poesia, descrizioni di scenari angoscianti e riflessioni sul senso della vita.

(altro…)
Leggere “Il Giornale” non solo è inutile, ma fa anche male

Leggere “Il Giornale” non solo è inutile, ma fa anche male

Leggere Il Giornale fa maleHo recentemente scoperto l’esistenza di una rubrica culturale nelle pagine de Il Giornale.
Per i maliziosi che hanno subito pensato all’ossimoro servito su un piatto d’argento: beh, è proprio così.
Il primo (nonché unico) articolo che ho letto era titolato Leggere non solo è inutile, ma fa anche male; io ingenuamente ho pensato a un titolo ricco di ironia per introdurre un articolo a favore della lettura, un pezzo impegnato per la lotta all’abbandono della lettura, grande problema del nostro Paese. Poi mi sono ricordato che dopotutto si trattava sempre de Il Giornale, quello con la G nera in campo giallo. Questo l’incipit dell’articolo:

La verità, contrariamente a quello che pensa la maggior parte della gente, è che i libri sono pericolosi. Non soltanto spesso sono inutili, ma addirittura possono fare danni, persino peggiori di quelli prodotti dall’ignoranza. Leggere fa male, molto male.

Luigi Mascheroni de Il GiornaleQuest’affermazione è addirittura ripetuta due volte, come ad avvertire il lettore che non è uno scherzo: Luigi Mascheroni, autore dell’articolo (che non si merita una foto più grande di così), ci sta dicendo sul serio questa… cosa!

A questo punto voi potrete dire che mi sono inventato tutto (magari!), anche perché non inserirò certo un link verso quel portale ma, a suffragio di quanto sostengo, ecco una stampa dell’articolo con trafiletti vari e facce spaventose incluse:

L’articolo originale da Il Giornale

Come se non bastasse, per argomentare il tema descritto dal fantasioso titolo, nell’articolo si citano fuori dal contesto queste due affermazioni di Arthur Schopenhauer:

Quando leggiamo, qualcun altro pensa per noi: noi ripetiamo solamente il suo processo mentale… quando si legge ci è sottratta la maggior parte dell’attività di pensare… quindi accade che chi legge molto e per quasi tutto il giorno, piano piano perde la facoltà di pensare. Questo è il caso di molti dotti: hanno letto fino a diventare sciocchi.

Tanto più si legge, tanto meno ciò che si è letto lascia tracce nello spirito: diventa come una lavagna su cui si è scritto troppo e in modo confuso.

Tralasciando la mia personale interpretazione delle due citazioni, che grida ai quattro venti teutonico sarcasmo, ritengo davvero subdolo questo uso… ah no, un momento! Dimenticavo ancora che sto parlando de Il Giornale… allora è tutto a posto, in perfetta armonia con l’usuale linea editoriale.
Lasciate solo che chiuda anch’io con una citazione e, tanto per evitare d’essere originale, disturberò un’ultima volta il caro vecchio Schopenhauer:

Che i vermi roderanno il mio corpo è un pensiero che posso sopportare; ma che i professori di filosofia rodano la mia filosofia, è un’idea che mi fa venire i brividi.

La replica di Luigi Mascheroni

Nota del 23/9/13: ho appena ricevuto questa eMail da Luigi Mascheroni, l’autore dell’articolo in oggetto, che pubblico molto volentieri.
Le sue rassicurazioni sono gradite anche se – devo dirlo – senza queste parole difficilmente avrei pensato che la mia interpretazione fosse sbagliata:

Buongiorno,
leggo solo ora le discussioni nate attorno a un mio vecchio articolo sul Giornale. Temo che ci sia un grossissimo equivoco: il pezzo era la segnalazione della riedizione di uno scritto di Arthur Schopenhauer, “Sulla lettura e sui libri”. Il mio pezzo era assolutamente, e platealmente, provocatorio, e sottolineava come il filosofo mettesse in guardia dai “cattivi libri” (di cui il mondo è pieno, oggi come allora). Il mio intento era del tutto contrario alle vostre interpretazioni (e basta leggere l’articolo per intero per capirlo): e cioè che occorre leggere bene, dove per “bene” – secondo Schopenhauer – si devono intendere i classici. Meglio leggere e rileggere i classici che tanti altri libri inutili… Cosa, credo, condivisibile da chiunque.
Per inciso: lavoro alle pagine culturali dei quotidiani da 15 anni, per lavoro e per piacere leggo 3-4 libri alla settimana, insegno in Università, ho scritto libri… Sarebbe folle se sostenessi che leggere fa male!!! Capisco l’odio politico verso Il Giornale, ma interpretazioni come quello che leggo sul vostro blog mi sembrano davvero eccessive. Spero che possiate segnalare in qualche modo sul blog questa mia (tardiva) nota. Sarà utile a tutti, credo
Grazie per quanto potrete fare.
l.m.

Sui dettagli che tralasciamo

Sui dettagli che tralasciamo

Dettagli: shadow corsettaQualche mattina fa ero in piena fase aerobica (corsetta al parco) e, come sempre quando ho tutto questo ossigeno che mi aera le sinapsi, ho iniziato a smarrirmi in ragionamenti destinati inevitabilmente all’abbandono non appena sopraggiunta l’ennesima nuova deviazione del pensiero.
All’improvviso, però, il pensiero in corso è andato a sbattere, mettendo fine al groviglio alessandrino. Si è scontrato con la visione di alcuni cocci a terra, un flash durato pochi istanti (dovete sapere che a volte raggiungo velocità transoniche) che però mi ha fatto riflettere profondamente.
Che cos’avevo visto realmente? Dei semplici cocci. Verdi e di plastica, o almeno ne avevano l’aspetto.
Ho subito immaginato potessero essere i cocci di una penna, e da qui mi sono nuovamente domandato: che cosa ho visto realmente?
Una penna, ma che tipo di penna? Non aveva l’aspetto aristocratico della stilografica, né la giocosità del pennarello, quindi ipotizzai che si trattasse di una penna a sfera.
Stavo tralasciando qualcos’altro? Di quale colore avrà avuto l’inchiostro quella penna a sfera di plastica verde? Ed era funzionante o era esaurita? Era a scatto o una di quelle col tappino? Macchiava? Si trattava di un articolo pubblicitario?

Quali sono i dettagli che non facciamo mai emergere perché crediamo siano marginali o addirittura banali?
Che cos’è che ci fa decidere che cosa è importante descrivere e che cosa è invece superfluo?
Lo stile di scrittura, il genere dello scritto, un’ambientazione, un personaggio… un misto di questi o nessuno fra loro?
Se, per esempio, presentiamo un personaggio descrivendo a puntino il suo aspetto, abbigliamento e accessori inclusi, si dovrà fare lo stesso anche per tutti gli altri? O solo se è funzionale alla storia? In questo modo però non ci si rende prevedibili? Non si strizza l’occhio al lettore dicendogli ehi, occhio a questa cosa: sarà importante? Gli effetti indesiderati si nascondono dietro l’angolo!
Su che cosa non siamo disposti a lasciare campo d’azione all’immaginazione di chi legge?
Sono alcune domande alle quali non ho una risposta, ma probabilmente rientrano nell’insieme dei quesiti che possono essere risolti con la carta del buon senso.

Voi siete riusciti a sintetizzare una regola o una linea guida per non smarrirvi in questo bicchiere d’acqua?

Il Post censura le mie critiche

Il Post censura le mie critiche

Il Post è un quotidiano on line che seguo da qualche tempo. Mi piace per il suo mix di news politiche/sociali/tecnologiche/estero combinato a una grafica accattivante e un’ottima integrazione con molti degli strumenti che anch’io uso per i fatti miei, e anche alcuni dei suoi blog interni sono interessanti. Non mi piace, invece, per i post della categoria post-it, semplici pagine con titolo + link a notizie pescate in giro per il mondo (in qualsiasi lingua), per il canale twitter che ricicla (a caso?) i post dal 1956 a oggi, e per un piccolo (ma sempre presente) numero di articoli che spiccano per faciloneria.
Qualche giorno fa sono capitato in proprio uno di questi (anzi, era pure in duplice versione: post-it e post normale) e non ce l’ho fatta.

Il Post su Twitter

Secondo l’articolo, l’asserzione Usare gli avverbi è peccato mortale sarebbe una delle dieci regole su come scrivere bene dello scomparso Elmore Leonard, e a suffragio di questo è fornito un link verso l’articolo originale dove chiunque può leggere che Leonard in realtà disse Never use an adverb to modify the verb “said”, ovvero Mai usare un avverbio per modificare il verbo “disse”.
Io, forse esagerando, ho espresso il mio fastidio con un commento che riporto anche qua:

E questo lo chiamate giornalismo? La “regola” dice: «Never use an adverb to modify the verb “said”» ma immagino che non vi siate nemmeno sprecati a leggerlo l’articolo 🙁

La censura de Il PostMorale della favola: la discussione è evoluta ma io, per quell’unico commento negativo, sono stato bannato e non m’è stata data la possibilità di ribattere. Bravi, davvero. Bell’esempio di serietà.

Final Fantasy – Mom in love, daddy in space (Kashmir)

Final Fantasy – Mom in love, daddy in space (Kashmir)

Con questo appuntamento del Riciclone concludiamo la rassegna dei miei anime music video, e lo facciamo in bellezza.
Dopo gli AMV su Jojo, One Piece e X è il turno di Final Fantasy, più esattamente del film d’animazione Final Fantasy: The Spirits Within del 2001.
La data riportata nei miei archivi relativa a questo lavoro è quella del 29 novembre 2002.
Dopo la solita evitabile introduzione, il mio preferito fra gli AMV made in Andrea Cabassi:

Correzione bozze, editing e Cadillac

Correzione bozze, editing e Cadillac

Come forse solo pochi avranno notato, questa qua sopra è una Buick Roadmaster Riviera convertibile. Se avessi scritto questa è una Cadillac (e se nella foto ci fosse stata una Cadillac) allora avrei davvero potuto aprire con come certo tutti avrete notato.

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Cristalli Sognanti, Theodore Sturgeon

Cristalli Sognanti, Theodore Sturgeon

Cristalli Sognanti - Theodore Sturgeon - Horty e JunkyHo deciso di leggere qualcosa di questo autore dal cognome la cui pronuncia è un mistero irrisolto (l’ho sentito chiamare Sturghìon, Stùrgion, Stggg, Μουρουνα ecc.) perché nello stesso periodo tre miei amici stavano leggendo tre suoi diversi romanzi (senza essersi messi d’accordo) parlandone molto bene.
Solitamente, quando questo accade, la mia reazione è bollare l’autore/libro come commercialata immeritevole, e di passare il tempo ignorandolo totalmente (vedi codici vari, vampiretti mosci èn còmpani). Ora, siccome con i tre di poco sopra godo di una certa affinità in gusti di letture, dopo aver molto ironizzato sulla pronuncia del cognome di questo autore (Strònzon, Stùracess, Sturgeoff e altre bestialità di cui farei meglio a vergognarmi) pescai a caso in libreria estraendo dal sacco il suo romanzo Cristalli Sognanti.
Inizialmente pensavo mi sarei trovato per le mani un romanzo fantascientifico, durante la lettura ebbi il dubbio che non fosse così, nel finale non avrei saputo che dire, e ora che l’ho letto posso certamente affermare che forse si trattava di fantascienza. Chiariamoci: si tratta assolutamente di un romanzo di fantascienza… fantascienza intesa nella sua accezione più ampia, come per la maggior parte dei più grandi autori di questo genere (Dick, Orwell, Bradbury, Matheson ecc.).
Non ho trovato astronavi, viaggi nel tempo, civiltà del futuro e nemmeno carburanti ecologici o pillole per dimagrire, ma tante buone idee; il romanzo è del 1950: avere oltre Cristalli Sognanti - Theodore Sturgeon sessant’anni e non sentirli affatto! Se ignorassimo un paio di particolari (l’assenza di telefoni cellulari e di automobili volanti) potrebbe passare per una storia scritta l’altro ieri (ah no, le auto volanti non le hanno ancora inventate!).
Il romanzo è molto bello, anche se la parte finale mi è parsa più frutto di un cambio di rotta avanzato, che della naturale evoluzione di un’idea conduttrice. Comunque non lascia punti in sospeso e non delude certamente.

Nel finale, lo specchietto delle mie sottolineature:

Cristalli Sognanti: citazioni

Pagina 9 | Pos. 134-35

ostentava la consapevolezza della sua condizione sociale come può farlo solo una bambina di sette anni.

Pagina 11 | Pos. 159-61

Un lampo di capelli color caramello, un breve fluttuare di stoffa gialla e un bordo di merletto svolazzante furono sostituiti sotto i suoi occhi da un cancello chiuso, fissato allo steccato di recinzione, e dal suono di passi rapidi e leggeri in direzione della casa.

Pagina 21 | Pos. 313-14

«Un geek è un uomo che mangia ogni genere di cosa disgustosa, e che stacca a morsi la testa di conigli e polli vivi.»

Pagina 26 | Pos. 397

«Non aver paura. Il suo odio non ti farà male.»

Pagina 37 | Pos. 565-66

Ci sono due modi di affrontare l’alcolismo. Si può curare il disturbo che ne è la causa. Oppure, si può sostituire l’alcolismo con un altro sintomo. Pierre Monetre scelse la seconda strada.

Pagina 40 | Pos. 604-6

Quello che aveva sotto gli occhi era impossibile. La legge della probabilità ammette l’esistenza di due alberi perfettamente identici, ma le possibilità effettive che una cosa del genere non si verifichi mai raggiungono una cifra astronomica. In una statistica del genere, la parola chiave era: impossibile.

Pagina 43 | Pos. 654-56

Era come un selvaggio che ascolta un segnale radio e ne cerca la sorgente. Era come un cane che ascolta il suo padrone piangere perché la sua ragazza gli ha scritto per dirgli che non lo ama più. Monetre vedeva il risultato e con strumenti inadeguati, privo della capacità di comprendere la verità, perfino se qualcuno gliel’avesse messa sotto il naso, tentava di determinarne la causa.

Pagina 47 | Pos. 711

il potere consiste nella capacità di infliggere sofferenza.

Pagina 48 | Pos. 731-32

Nella carovana, la vita procedeva tranquilla, e ogni stagione si agganciava alla fine della stagione precedente.

Pagina 54 | Pos. 817-20

Le immagini e gli odori erano tesori preziosi; anche i libri che leggevano insieme erano un tesoro, per Horty: libri fantastici come Il verme Ouroboros, La spada nella roccia e Il vento tra i salici; libri strani, misteriosi e profondamente umani come Verdi dimore e le Cronache Marziane di Bradbury e La guerra delle Salamandre di Capek, e Il viaggio innocente.

Pagina 61 | Pos. 932-35

«Chi può arrivare a comprendere la realizzazione di un sogno?» urlò. Poi, con estrema calma, come se non covasse dentro nessun furore, continuò con voce tranquilla. «è come parlare con un uccello e chiedergli di capire che una torre di mille piedi è un sogno realizzato dell’uomo, e che il disegno di un artista è parte di un sogno. è come spiegare a un bruco la struttura di una sinfonia e il sogno su cui essa è basata.

Pagina 63 | Pos. 956-57

Dimostravo la possibilità di altre forme di vita aliene sulla terra, e descrivevo anche come avrebbero potuto vivere e crescere intorno a noi senza che ce ne rendessimo conto… purché non entrassero in competizione con noi.

Pagina 63 | Pos. 961-64

«Uno dei dissenzienti» continuò Monetre, con spaventosa dolcezza, «replicò con una piatta affermazione secondo la quale nella cintura di asteroidi tra Marte e Giove ci sarebbe un corpo della grandezza di una palla da pallacanestro, completamente fatto di cioccolato. Questo tizio sosteneva che l’affermazione doveva essere considerata vera perché non era possibile dimostrare scientificamente il contrario.

Pagina 64 | Pos. 967-68

l’atteggiamento insensato che ha indotto gli uomini ad accumulare masse di prove per dimostrare che gli aereoplani non potevano volare…

Pagina 65 | Pos. 983-85

La maledizione del genere umano, in tutta la sua storia, è sempre consistita nella convinzione che ciò che si conosce già deve essere giusto, e che ogni ipotesi diversa da ciò che si conosce già deve essere sbagliata.

Pagina 66 | Pos. 999-1001

i pensieri sono informi, come un linguaggio cifrato… impulsi senza forma né sostanza né direzione… finché non li si dirige verso qualcun altro. Allora precipitano, e diventano idee che si possono sistemare su un tavolo ed osservare. Non si può sapere cosa si pensa finché non lo si racconta a qualcun altro.

Pagina 74 | Pos. 1131

Si portava sulle spalle un pesante fardello, e le teneva diritte.

Pagina 82 | Pos. 1248-49

Kay ebbe la folle sensazione che, se i suoi occhi avessero continuato a sporgere ancora un po’, un uomo avrebbe potuto sedersi su uno di essi e far schizzare fuori l’altro.

Pagina 84 | Pos. 1287-89

Se lei non fa quello che le ho appena consigliato, quel vecchio porco le farà…» E con una mezza dozzina di parole semplici, chiare, le disse esattamente che cosa le avrebbe fatto il vecchio porco.

Pagina 102 | Pos. 1553-54

Tutto ciò che era umano poteva essere ricondotto a una spiegazione elementare chiedendo semplicemente: «Che cosa ci si guadagna?».

Pagina 148 | Pos. 2263-64

la musica è una delle più umane tra le cose umane…

Pagina 148 | Pos. 2264

si fidava completamente di me perché io non ho mai lasciato che pensasse per conto suo.»

Pagina 149 | Pos. 2281

L’umanità è un concetto molto vicino agli esseri anormali

Pagina 161 | Pos. 2460

aveva fiducia nel suo rifiuto di credere che qualunque risposta fosse l’unica risposta possibile.

Pagina 162 | Pos. 2478-80

era solita chiedersi quali pensieri si agitavano nella mente del gigante, dietro quella faccia orribile: una mente chiusa in un universo silenzioso e muto, con tutto il mondo che gli si rovesciava dentro attraverso occhi che osservavano tutto

Pagina 165 | Pos. 2525

Horty imparava in fretta, ma pensava lentamente; la memoria eidetica è nemica del pensiero metodico.

Pagina 167 | Pos. 2559

una vita così lunga che la morte non era un fattore rilevante

Pagina 189 | Pos. 2885-89

Implicita in tutto questo c’era la sua umanità. Con essa, emergeva la base della sopravvivenza, un’etica magnifica: il primo imperativo è nei termini della specie, il secondo è la sopravvivenza del gruppo. Il più basso dei tre gradini è la sopravvivenza dell’individuo. Tutto il bene e tutto il male, tutte le morali, tutto il progresso, dipendono dall’ordine di questi imperativi basilari. La sopravvivenza dell’individuo a prezzo del gruppo mette in pericolo la specie. Per un gruppo sopravvivere a prezzo della specie è un evidente suicidio. In questo c’è l’essenza dell’avidità e della generosità, e la sorgente della giustizia per tutti gli esseri umani.

Secondo la mia speciale Classificazione Senza Senso brevettata, Cristalli Sognanti di Theodore Sturgeon si merita la bellezza di 15 cristalli rotanti (è un record!):

15 cristalli rotanti

Consiglialibro: recensori a pagamento

Consiglialibro: recensori a pagamento

Recentemente ho ricevuto davvero un sacco di lamentele (spassosissime, non lo nego) per aver criticato quello o questo editore, quindi vi prometto che stavolta non parlerò male di nessuna casa editrice. Parlerò male di un blog.

consiglialibro.altervista.org | Recensioni a pagamentoCiao,
piacere sono Salvatore, direttore del sito
“www. consiglialibro. altervista. org”
Ho visto che hai scritto un libro e vorrei recensirlo e pubblicizzarlo sul mio sito.
Contattami per info.

Nell’arco di 19 giorni, ho ricevuto questo messaggio per ben 20 volte (che, poi, allora anche io posso presentarmi come direttore del mio sito… anzi no, meglio! Il capitano! E voi chiudete i boccaporti!).
Squadrone Avvoltoi | Recensioni a pagamentoSolitamente non rispondo a questi messaggi (intendiamoci: mi fa piacere quando mi recensiscono, mi fa molto picere; il problema è quando dopo venti messaggi (venti sono tanti, dai!) uno non capisce che lo sto ignorando e che la risposta è sottintesa) ma, sembrandomi costui bisognoso di chiarificazioni, mi sono armato di delicatezza e gli ho dato una risposta che, ingenuamente, credevo chiara e definitiva:

Ciao Salvatore, grazie ma non siamo interessati.

E quando dico ingenuamente, intendo dire che poco dopo il direttorissimo di consiglialibro ecc. mi invia un’offerta commerciale dove specifica che la recensione è a pagamento (è gradita una piccolissima donazione), specifica varie opzioni e chiude con un fantastico OK? VA BENE??
No che non va bene!

consiglialibro.altervista.org | Recensioni a pagamentoPER LA RECENSIONE E PUBBLICIZZAZIONE DEL TUO LIBRO SUL MIO SITO E’ GRADITA UNA PICCOLISSIMA DONAZIONE DI 10 EURO PER AIUTARMI CON LE SPESE DEL SITO, MA IN CAMBIO AVRESTI UN OTTIMA PUBBLICITA’ VISTO CHE IN UN MESE DI VITA IL MIO SITO HA OTTENUTO PIU’ DI 28MILA VISITE E 50MILA PAGINE VISITATE

OPPURE

PER 20 EURO TI ORGANIZZO RECENSIONE + INTERVISTA
E TI ASSICURO CHE VIENE UNA COSA MOLTO CARINA.
LO SO CHE CHIEDO UNA PICCOLA DONAZIONE MA IO OFFRO UNA COSA CHE ALTRI NON POSSONO OFFRIRTI UNA GRANDE VISIBILITA’,VISTO CHE IL MIO SITO HA RAGGIUNTO LE 28MILA VISITE IN POCO PIU’ DI UN MESE. E SE EFFETTUI LA DONAZIONE DI 20 EURO PER RECENSIONE PIU’ INTERVISTA RECENSIRO’ TUTTI I TUOI ALTRI LIBRI COMPLETAMENTE GRATIS!!

OK? VA BENE??

Che poi, chi scrive tutto in maiuscolo usando gli apostrofi al posto degli accenti, ignorando il corretto uso della punteggiatura e riuscendo anche a ficcarci dentro un UN OTTIMA, mi sa tanto di pro-life non-smoker hicksiano. In ogni caso, poco dopo questo messaggio, ne segue un altro. Che voglia porgermi le sue scuse perché ha improvvisamente dedotto il significato del mio non siamo interessati? Risposta: no.

consiglialibro.altervista.org | Recensioni a pagamentoE cmq guarda che possiamo fare tutto per 10 euro anche l’intervista.
Ok??

Ehi! Ho già ottenuto uno sconto del 50%, qui scatta l’affarone! Ah no, ormai avevo detto che non ero interessato, mica cambio idea per il vil danaro:

Grazie, non siamo interessati.
Buona settimana.

Premetto che anche io commento i libri che leggo… ma prima di tutto li leggo, e colgo l’occasione per assicurarvi che non ho preso un centesimo né da Manzoni, né da Hugo, o da Melville e Asimov, né tantomeno da Dio e da tutti gli altri autori dei libri di cui vi ho parlato.

Spendiamo invece due parole su Salvatore D’Angelo, alias Salvatore, direttore del sito “www. consiglialibro. altervista. org”: è possibile, dico io, ridursi a speculare in questa maniera sui poveri autori esordienti in cerca di un po’ di visibilità?
Il tuo sito ha una valanga di accessi? Mi fa piacere, ma puoi dimostrarlo? Poi, sono accessi di qualità o hai una frequenza di rimbalzo del 99,9%? E qual è la durata media delle visite? Voglio dire: se offri un servizio, dimmi almeno di che cosa si tratta. Poi se ho un minimo di decenza rifiuto lo stesso, intendiamoci, ma almeno ti risparmi la figura del pro-life non-smoker!
Comunque sia, indagando un po’ è possibile vedere come il servizio sia di bassissima qualità: il sito si presenta con uno stile anni 90 (no bueno), banner pubblicitari ovunque (no bueno) e sia le recensioni che le interviste hanno un’impaginazione… potrei quasi dire che non hanno nessunissima impaginazione (no bueno).
E faccio notare che il sito (e la relativa pagina facebook) ha già cambiato veste grafica due volte in pochi mesi… le voci corrono?

Consigliamoci un libro | Recensioni a pagamentoLa piazza dei libri | Recensioni a pagamento

A proposito di grafica, ci sono diversi problemi: oltre ai già citati fastidiosissimi banner (anche sei in una sola pagina) a volte le immagini coprono altre immagini o, peggio ancora, il testo; animazioni rendono affannosa la fruizione e pulsantiere varie coprono addirittura porzioni di interviste/recensioni (e se fossi nei panni di chi ha pagato per averle, mi girerebbero non poco).

Intervista a pagamento?

Adesso vorrei che qualcuno spiegasse quali benefici un autore emergente potrebbe trarre dall’apparire in un articolo mal presentato, palesemente di parte (complimenti all’autrice dell’immagine di prima che sì è meritata 5 stellette su 5! O è compreso nel prezzo?), su un sito sconosciuto (chi bazzica nell’ambiente lo sa quali sono i siti dove conviene essere presenti) o, come spero, noto solo nell’elenco dei siti da cui stare alla larga.
Al momento vedo solo due punti negativi:

  • 20 euro sputtanati (ehi, magari riesco a rivendere il mio sconto del 50%!)
  • Reputazione compromessa

Chiunque abbia una risposta è pregato di farcela pervenire, allegando alla busta una banconota da 20 euro.
Ehi, sto scherzando! Guardate che per 10 euro possiamo fare tutto!

Jack su eBook writer

Jack su eBook writer

Come già scrissi qualche tempo fa, nella prima metà dell’anno scorso iniziai a lavorare a un racconto, ma poi non ne parlai più. Nel mese di luglio dello stesso anno ripresi quelle pagine (di cui, in realtà, è sopravvissuto davvero poco) per continuare quanto già iniziato.

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Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu

Carmilla, di Joseph Sheridan Le Fanu

Joseph Sheridan Le FanuQuesta è la mia non-recensione del racconto Carmilla del celebre Joseph Sheridan Le Fanu (1814-1873), che per la cronaca non era l’ultimo arrivato nemmeno lui… sennò mica era il celebre Le Fanu, era Le Fanu e basta. Vi pare?
Ma iniziamo dal principio. Quando, un giorno di tanti anni fa, vidi Dracula di Bram Stoker allegato a un quotidiano, lo acquistai subito senza esitazione… e anche senza il quotidiano.
Prima di intraprendere la lettura, però, feci una breve ricerca per documentarmi un po’ sui romanzi gotici in generale, da Mary Shelley a Polidori a Stoker e a Le Fanu, e mi procurai un’antologia di racconti gotici che, scoprii, mi sarebbe servita come introduzione al capolavoro di Stoker.
Così riposi il Dracula appena comprato e pochi giorni dopo iniziai la lettura di questa raccolta di storie brevi gotiche: Occulta: l’omnibus del soprannaturale, a cura di Montague Summers.
Ora, prima di continuare, vorrei spendere due parole su questo singolare individuo: stava male!
Occulta: l'omnibus del soprannaturale, a cura di Montague SummersAltro retroscena è dato dalla copertina della raccolta: se infatti questi racconti di fine ottocento oggi denotano fin troppe ingenuità, la copertina riporta illustrazioni degne del Manuale del piccolo adoratore di Satana e, come se non bastasse, le sue cinquecentosettantaquattro pagine rendono complicata l’occultazione del volume! Per cui la gente in autobus, al ristorante, al bar ecc. non può che guardarmi di sbieco come fossi un aglieno (essere extraterrestre dal fiato pesante)… ma va bene, in fondo tutti prima o dopo siamo stati scambiati per satanisti profanatori di tombe. È infatti interessante la catalogazione dei racconti:

Parte prima: L’aldilà

  1. Infestazioni malefiche: esempi assortiti
  2. Infestazione e malattia
  3. Misteri del male
  4. Dall’oltretomba
  5. I Non-Morti
  6. I Morti ritornano:
    1. Per vendetta
    2. Per amore
    3. Per mantenere la parola
  7. Un’anima del purgatorio
  8. Il destino indecifrabile

Parte seconda: Satanismo, stregoneria e culti proibiti

  1. Magia nera
  2. Satanismo
  3. Stregoneria
  4. Patti col diavolo
  5. Vampirismo
  6. Licantropia
  7. Possessione
  8. Ossessione
  9. Vudù

Carmilla, di Joseph Sheridan Le FanuCarmilla, l’unico racconto di vampirismo che abbia influenzato Stoker nella stesura del suo Dracula, fa appunto parte del quinto gruppo della seconda parte: Vampirismo, e a mio giudizio è uno dei migliori racconti del libro. Gli amanti del genere non potranno evitare di leggerlo, perché sarebbe come non conoscere le tabelline del tre e del sette per un matematico che sta preparando un viaggio in india: un bel problema… anche perché in India è pieno di tigri (e non mi riferisco al fiume)!
Carmilla è stato pubblicato per la prima volta nel 1872 nella raccolta In a glass darkly e narra la storia di Laura e suo padre, ex militare austriaco ritiratosi in Stiria. Si inizia quando Laura a sei anni ricevette la visita (in sogno?) di una donna misteriosa, e si passa a quando, Laura diciannovenne, lei e suo padre si trovano nelle condizioni di dover ospitare al loro castello Carmilla, incontrata con la madre durante una notte di pioggia per via di un incidente delle due. La madre, in condizioni di dover ripartire subito si vede costretta ad affidare la cagionevoie figlia alle cure dei due castellani. Chi è Carmilla se non la donna che Laura aveva incontrato (ancora, in sogno?)
tredici anni prima? E se anche Carmilia avesse fatto lo stesso sogno, a ruoli invertiti? Beh, mi fermo qui… del resto mica sto facendo una recensione, no?

X (Clamp) – Charlie Big Potato (Skunk Anansie)

X (Clamp) – Charlie Big Potato (Skunk Anansie)

La saga del Riciclone, nel suo terzo appuntamento, ci presenta finalmente un anime music video quasi decente.
Dopo gli AMV su Jojo e One Piece tocca all’anime di X, il film tratto dal celebre manga delle CLAMP.
La colonna sonora è affidata agli Skunk Anansie con Charlie Big Potato. Anche qui, la data (probabilmente falsa, ma così riportata nei miei archivi) è quella del 22 ottobre 2002. A seguire la solita imbarazzante intro, il video:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=2k9bFCTra9Q&w=500&h=409]

Il prossimo appuntamento del Riciclone sarà l’ultimo… e chi esulta è un tubero vietnamita!

Emma, di Laura Pezzoli

Emma, di Laura Pezzoli

Emma, di Laura PezzoliLa superbravissima Laura Pezzoli (qui potete ammirare altri suoi lavori) mi ha fatto una megagradita sorpresa: mettendo a frutto i suoi particolari poteri sovrannaturali ha realizzato un magnifico ritratto di Emma in posa plastica (come spesso accade in questi casi, la scansione non rende giustizia all’originale).
Potete qui di fianco ammirare la tap-model dallo sguardo accigliato, con sciarpa a boa e fetta di pane addentata.
Segue pubblicità spudorata: per commissionare un lavoro a Laura (certo, voi non ce l’avete una modella come la mia…) scrivetele una posta elettrica a questo indirizzo.
Tecnica: acquerelli, e matite acquerellabili, su carta.