Cercando di compilare un elenco degli store on line dove si può acquistare Pelicula mi sono reso conto che ne esistono davvero un sacco, molti dei quali nemmeno li conoscevo. Voi come vi regolate? Avete uno store di preferenza dove fate i vostri acquisti, magari sfruttando crediti prepagati con sconti vantaggiosi, oppure valutate di volta in volta in base a bonus o offerte in corso?
Avete un bookstore on line di preferenza?
Amazon
Libreria universitaria
Book Republic
Dea Store
IBS
I Love Books
laFeltrinelli
Libraccio
Libreria scolastica
Librerie Coop
Mondadori Store
Ultima Books
Unilibro
Altro
Nessuno in particolare
Io quel negozio li lo chiamo libreria, quando parlo ai miei compatrioti, gli italiani, e così tutti mi capiscono e di librerie ne trovo quante ne voglio. Perciò non ho bisogno di parole inglesi, lascio che siano altri ad esibirvisi, sculettandosi di sod
Oggi 15 ottobre è la data ufficiale dell’uscita in libreria di Pelicula e vi mostriamo il reportage del nostro inviato nel punto vendita Feltrinelli di Brescia in corso Zanardelli. Abbiamo assistito in diretta indiretta all’apertura dello scatolone contenente le copie di Pelicula di cui possiamo mostrarvi un estratto:
Un primo piano:
Mi raccomando: non lasciate i volumi a prender polvere in negozio!
Oggi, nella vetrina di Ute Libri, fra le novità in prevendita è apparso Pelicula.
Ammetto che averlo visto in 3D m’ha fatto un certo effetto e, al di là delle varie discussioni su libro cartaceo VS eBook, è proprio un bell’oggettino!
Quali sono gli strumenti di lettura che pensate adotterete nel 2014?
Il sondaggio non voleva essere una gara per premiare lo strumento migliore, ma aveva l’intento di capire se le nuove modalità di fruizione del libro stanno affermandosi, e in quale modo. Pur considerando il solo campione dei visitatori del sito la risposta non può essere che positiva: il 50% dei partecipanti dichiara di aver intenzione di leggere sia libri cartacei che eBook.
C’è invece diffidenza verso gli audiolibri: nessuno dichiara che questo sarà il suo solo accesso alla lettura (ascolto), contro un 21% di solo cartacei e un 11% di solo eBook; anche associati ad altri ottengono un misero 1% (con i cartacei) e 2% (con gli eBook).
Se per il 16% il formato è indifferente, il 2% intende leggere solo libri cartacei di buona qualità (fatemi sapere dove li trovate!)
Per quanto mi riguarda ho letto sia eBook che libri cartacei e ho ascoltato anche qualche audiolibro. Quest’ultimo è comodissimo per i viaggi in auto, altrimenti preferisco leggere da me (se letti bene però sono davvero una delizia) e – costa dirlo – l’eBook reader è infinitamente più comodo del libro. Vince il cartaceo per saggi e manualistica, dove la lettura non è lineare e si deve zompare spesso da una pagina all’altra, ci sono note, immagini, e magari si deve prendere qualche appunto.
E voi che tipo di lettore siete? Di carta, elettronico o ascoltatore?
In un articolo di Giuseppe Bottero apparso mercoledì su La Stampa, Maurizio Maggiani – giornalista e scrittore vincitore di importanti premi letterari nazionali – fa una serie di dichiarazioni nelle quali ho rivisto alcuni miei stessi pensieri sul mondo dell’editoria (grassetti miei):
I libri sono sempre più brutti: carta scadente, strafalcioni, i costi di distribuzione sono folli. Ci saranno sempre edizioni pregiate per i collezionisti, ma per la gente comune è un capitolo chiuso.
Il prezzo dei libri e la pirateria sono collegati. Ho craccato i programmi di scrittura per anni, finché Microsoft non ha abbassato i prezzi: allora ho iniziato a pagare.
Chi scarica 5.000 libri al giorno non è un appassionato, quei file non li legge. Io, invece, so che con i miei lettori posso ragionare, trovare un accordo: prezzi bassi, in cambio del sostegno.
Molto di ciò lo affermai quando presentai il mio eRader, quindi mi fa piacere trovare riscontro anche in voci autorevoli del mercato editoriale.
Voi che ne pensate? Davvero il fascino del cartaceo in quanto tale è sempre superiore a quello dell’eBook?
Ute Libri aderisce a un sistema di valutazione dei propri romanzi per fornire un’indicazione di massima sul target ideale a cui un’opera si rivolge.
Anche se cercare a tutti i costi un inquadramento può sembrare eccessivo, in realtà questo è un servizio molto utile per evitare spiacevoli sorprese e le solite infinite polemiche che caratterizzano il mondo dei fumetti, dei cartoni animati, della musica e – in generale – di qualsiasi cosa pensata per un pubblico adulto e consapevole che viene invece propinata ai bambini.
Azzurro: Per bambini.
Verde: Adatto a tutta la famiglia.
Verde-Giallo: Potrebbe trattare temi che alcuni genitori non ritengono adatti ai giovanissimi.
Giallo: Contiene espressioni o temi non adatti ai giovanissimi.
Giallo-Rosso: Adatto agli adulti.
Rosso: Contiene espressioni o temi che potrebbero urtare la sensibilità anche degli adulti.
Pelicula è stato inserito nella categoria Verde-Giallo con la seguente motivazione:
Romanzo futuristico che affronta temi anche molto forti, ma in modo intelligente e privo di volgarità.
NB: i giudizi espressi sono frutto di una valutazione arbitraria di Ute Libri e possono non coincidere con la sensibilità del singolo lettore.
Flipback, è la novità che Mondadori sta promuovendo nell’ultimo periodo. Inizialmente ero scettico ma poi ho fatto un’importante riflessione, grazie all’attenta lettura di questa presentazione:
Cinque minuti per sistemare le cose è un nuovo racconto frutto del laboratorio di scrittura. Questa volta abbiamo stabilito il tema racconti alcolici e in effetti ora farei fatica a parlare nel dettaglio della trama: ha vinto l’immedesimazione.
Ma è meglio così, non avete idea di quanto sia bello scoprire i propri testi, della serie ho scritto io questa roba? Beh, la grafia è la mia (quindi chissà che c’è scritto veramente) ed è tutto sul mio quaderno, per cui non mi resta che iniziare il lavoro di traduzione (qua l’editing parte da lontano!).
Leggendo Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta la prima cosa che mi sono domandato è stata che diavolo fosse uno chautauqua. L'autore, Robert M. Pirsig, usa spesso questa parola ma io forse mi sono perso l'introduzione del termine e il suo significato, o forse non c'era affatto, così ho fatto una ricerca lampo e questo il risultato ottenuto:
Chautauqua significato
Un chautauqua è una sorta di spettacolo ambulante rappresentato solitamente sotto un tendone, itinerando attraverso l'America, con il quale gli autori portavano al cospetto della saggezza diffusa una serie di conversazioni popolari con l'obiettivo di divertire e stimolare discussioni, elevando così il livello intellettuale degli ascoltatori. Una sorta di racconto in forma di viaggio, quindi.
121 rifiuti
Pubblicato nel 1974, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta fu rifiutato da ben 121 tra agenti, editor e case editrici. Nella postfazione alla decima edizione lo stesso Pirsig scrisse:
Un editore mi offrì un anticipo standard di 3.000 dollari, disse che il libro l'aveva costretto a ripensare al perché pubblicasse libri, e soggiunse che anche se quasi certamente quelli sarebbero stati gli ultimi soldi che avrei visto, non mi dovevo scoraggiare: con libri come quello non era questione di soldi.
Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta è diventato un libro di culto, e nei 35 anni successivi ha venduto oltre 5 milioni di copie.
Citazioni da Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta
Pos. 91-93
A undici anni un merlo non fa un grande effetto. Bisogna diventare più vecchi per cose del genere. Per me tutto questo si confonde con ricordi che lui non ha.
Pos. 98-100
Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV.
Pos. 117-18
Mi sono chiesto come mai abbiamo avuto per tanto tempo la verità sotto gli occhi senza vederla. Forse eravamo allenati a non vederla
Pos. 123-24
Le strade migliori non collegano mai niente con nient’altro e c’è sempre un’altra strada che ti ci porta più in fretta.
Pos. 133-36
Durante i fine settimana del Labor Day e del Memorial Day facciamo dei chilometri senza vedere nessun altro veicolo, poi, attraversando una strada federale, vediamo una fila di macchine a perdita d’occhio, l’una appiccicata all’altra. E dentro facce accigliate. Bambini che piangono sui sedili posteriori. Vorrei tanto trovare il modo di dir loro qualcosa, ma sono accigliati e sembra che abbiano fretta, non si può…
Pos. 142
Se non ti diverti a urlare, su una moto in corsa non fai grandi conversazioni.
Pos. 155-57
L’eterno «Che c’è di nuovo?» allarga gli orizzonti, ma se diventa l’unica domanda rischia di produrre solo i detriti che causeranno l’ostruzione di domani. Mi piacerebbe, invece, interessarmi alla domanda «Che c’è di meglio?», che scava in profondità invece che in ampiezza.
Pos. 177-78
Lei capisce un linguaggio speciale che non ha niente a che vedere con quello che le stai dicendo.
Pos. 199-200
Per me è un po’ come quando mi salta un’otturazione: non resisto alla tentazione di stuzzicare il dente. E più insisto, più John si irrita, e più io mi convinco che la sua irritazione è il sintomo di qualcosa di più profondo.
Pos. 201-4
Siamo come un cattolico e un protestante che si trovano a discutere del controllo delle nascite: loro parlano di numeri, ma quel che c’è sotto è un conflitto di fedi, la fede in una pianificazione sociale empirica da una parte, quella nell’autorità di Dio secondo i dettami della Chiesa cattolica dall’altra. Il protestante dimostrerà invano la praticità della maternità pianificata, perché il suo antagonista non parte dall’ipotesi che qualcosa di socialmente pratico sia di per sé buono. Lui parte da altri principi, che giudica altrettanto validi, se non di più.
Pos. 274-75
La tecnologia, in qualche modo, ha fatto di te uno straniero in casa tua.
Pos. 292-94
Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore.
Pos. 314-16
E poi, arrivare sulle Montagne Rocciose in aereo equivarrebbe a vederle solo come un bel panorama. Ma arrivarci dopo giorni di duro viaggio attraverso le praterie significa vederle come la meta, come la terra promessa.
Pos. 325-26
in moto i temporali fanno parte del gioco.
Pos. 332-33
Eravamo su una piccola sei cavalli e mezzo con una montagna di bagagli e neanche un briciolo di buon senso.
Pos. 418-20
Un’aria bonacciona, amichevole, accomodante — e non coinvolta. Sembravano degli spettatori. Era come se fossero capitati lì per caso e qualcuno gli avesse messo in mano una chiave inglese. Non si identificavano per niente con il loro mestiere. Si capiva subito che alle cinque del pomeriggio avrebbero tagliato la corda senza più neanche un pensiero per il lavoro. Facevano già di tutto per non pensarci mentre lavoravano.
Pos. 488-92
«No, non è vero. Diceva che se uno non viene sepolto bene, il suo fantasma perseguita i vivi. Ci crede davvero». «Ti stava solo prendendo in giro» ripeto. «Come si chiama?» chiede Sylvia. «Tom Orso Bianco». John e io ci scambiamo un’occhiata. «Oh, un indiano!» dice John. Rido. «Penso che dovrò ritirare quello che ho detto. Io stavo pensando ai fantasmi europei».
Pos. 577-78
bisognerebbe fare una lista di cose importanti da ricordare e tenerla al sicuro per i momenti di bisogno e per ispirazione.
Pos. 607-8
Un testo generale che contiene tutte le informazioni tecniche che non riesco a tenere a mente. Si tratta della Chilton’s Motorcycle Troubleshooting Guide scritta da Ocee Ritch e in vendita da Sears, Roebuck.
Pos. 651-52
Non è pratico, ma la praticità non è tutto in fatto di guanti, non è tutto mai.
Pos. 902-3
Scopro che questo piccolo rifugio sotto i pini serve da riparo dal vento anche per milioni di zanzare che arrivano dal bacino idrico. Il repellente non le repelle affatto. Mi raggomitolo dentro il sacco a pelo lasciando solo un buchino per respirare.
Pos. 1332-34
Ma smantellare una fabbrica, o ribellarsi contro un governo, o rifiutarsi di riparare una motocicletta solo perché essa è un sistema, è attaccare gli effetti invece delle cause. Il sistema vero è la nostra costruzione del pensiero sistematico, la razionalità stessa, e se si smantella una fabbrica lasciando in piedi il sistema di pensiero che l’ha prodotta, questo non farà che dare origine a un’altra fabbrica.
Pos. 1420-21
Il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai.
Pos. 1414-18
Per seguire il metodo scientifico si tiene un quaderno di lavoro. Bisogna scriverci tutto con precisione, in modo da avere sempre il quadro della situazione. A volte basta annotare i problemi per chiarirsi le idee. Gli enunciati logici da annotare sul quaderno sono da dividere in sei categorie: 1. Enunciato del problema. 2. Ipotesi sulle cause del problema. 3. Esperimenti destinati a verificare ciascuna ipotesi. 4. Risultati probabili degli esperimenti. 5. Risultati effettivi degli esperimenti. 6. Conclusioni sulla base dei risultati degli esperimenti.
Pos. 1431-32
Spesso le domande scientifiche sembrano a tutta prima poco furbe proprio per questa ragione, ma si formulano al fine di evitare errori poco furbi in seguito.
Pos. 1439-40
Un esperimento che non ottenga i risultati previsti non è un fiasco. Lo è solo quando non fornisce alcuna conclusione valida, in un senso o nell’altro, rispetto alle ipotesi di partenza.
Pos. 1592-94
Intuiva che istituzioni quali le scuole, le chiese, i governi e le organizzazioni politiche di ogni sorta tendevano a orientare il pensiero verso fini diversi dalla verità, a utilizzarlo per la perpetuazione delle proprie funzioni, e per il controllo degli individui al servizio di tali funzioni.
Pos. 1766-67
Quando un’informazione non è più utile la dimentico, perché ne arrivano di nuove a sostituirla.
Pos. 1804-7
Penso che se invece che un oratore di Chautauqua fossi un romanziere cercherei di «sviluppare i personaggi» di John e Sylvia e Chris mediante episodi che rivelerebbero anche «il significato profondo» dello Zen e forse dell’Arte e forse persino della Manutenzione della Motocicletta. Ne verrebbe fuori un bel romanzo, ma per una ragione o per l’altra non mi sento in grado di farlo. Loro sono amici, non personaggi, e come Sylvia stessa disse una volta: «Non mi piace essere un oggetto!».
Pos. 1813-15
La portata della conoscenza umana al giorno d’oggi è talmente ampia che siamo tutti degli specialisti, e la distanza tra le varie specializzazioni è talmente aumentata che chiunque cerchi di muoversi liberamente dall’una all’altra è quasi costretto a trascurare l’intimità con la gente che lo circonda.
Pos. 1881-83
Si accorse che le differenze dottrinali tra induismo, buddhismo e taoismo non hanno neanche lontanamente l’importanza attribuita a quelle che separano cristianesimo, islam e ebraismo. Per le prime non si combattono mai guerre sante, perché non si suppone mai che affermazioni verbali sulla realtà siano la realtà.
Pos. 2000
Non ci si consacra mai a una causa in cui si ha piena fiducia. Nessuno si mette a gridare fanaticamente che domani sorgerà il sole.
Pos. 2207
Quando si ha in testa un Chautauqua è estremamente difficile non infliggerlo agli amici innocenti.
Pos. 2244-47
«Cristoforo Colombo è diventato un tale stereotipo da libri di scuola che ormai è difficile vederlo come uomo. Ma se ci sforziamo di cancellare la nostra conoscenza attuale delle conseguenze del suo viaggio e ci mettiamo nei suoi panni, ci rendiamo conto che la nostra esplorazione della luna è una bazzecola in confronto alla sua impresa. L’esplorazione della luna non implica un radicale ampliamento del pensiero, perché non è che una ramificazione di quanto fece Colombo.
Pos. 2477-79
Alcune cose sono meglio di altre, cioè hanno più Qualità. Ma quando provi a dire in che cosa consiste la Qualità astraendo dalle cose che la posseggono, paff, le parole ti sfuggono. Ma se nessuno sa cos’è, ai fini pratici non esiste per niente. Invece esiste eccome.
Pos. 2502-3
Dubitare del significato letterale delle parole di Gesù o di Mosè suscita l’ostilità dei più, ma certo è che, se Gesù o Mosè dovessero apparire oggi, in incognito, portando lo stesso messaggio di molti anni fa, la loro salute mentale sarebbe messa in discussione.
Pos. 2551-52
Stranamente, non si rendeva conto che poteva guardare le cose coi propri occhi senza tener conto di quello che avevano detto gli altri.
Pos. 2657-58
dopo un certo numero di escursioni sulle montagne si comincia a rivalutare i benefici più concreti che derivano da una riduzione dei rischi. Basta slogarsi una caviglia per scoprire quanto si è lontani dalla civiltà.
Pos. 2714-15
Le montagne si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e sfinimento.
Pos. 2779-80
«Non fa nessuna differenza come lo fai! L’importante è che riesca bene!».
Pos. 2809-14
Il fatto di avere degli obiettivi che una volta raggiunti gratificassero il loro ego rendeva senza dubbio i ragazzi più volenterosi e attivi, ma alla lunga questo tipo di movente è distruttivo. Qualsiasi sforzo abbia come obiettivo finale l’autoglorificazione è destinato a concludersi in un disastro. Infatti ora ne scontiamo le conseguenze. Quando si prova a scalare una montagna per dimostrare la propria bravura, è raro che si arrivi alla vetta. E anche se ci si arriva è una vittoria ben meschina. Per consolidarla bisogna continuare a misurarsi, incessantemente, condannati ad aderire per sempre a una falsa immagine di sé, ossessionati dalla paura che l’immagine non sia vera e che qualcuno lo scopra.
Pos. 2822-24
All’occhio inesperto tra la scalata centrata sull’ego e quella che mette l’ego da parte non c’è nessuna differenza. Ma lo scalatore tutto proteso verso il proprio ego è come uno strumento fuori fase. I suoi passi sono troppo affrettati o troppo lenti. Con ogni probabilità uno scalatore così perde la bellezza della luce che filtra tra gli alberi.
Pos. 2824-27
Rifiuta il qui, ne è scontento, vorrebbe essere più avanti ma quando ci arriva è altrettanto scontento, perché anche là diventa «qui». Quello che sta cercando, quello che vuole, è tutto intorno a lui, ma lui non lo vuole, proprio perché ce l’ha tutto intorno. Ogni passo è uno sforzo sia fisico sia spirituale, perché egli immagina che la sua meta sia esterna e distante.
Pos. 2890-95
Notò immediatamente la somiglianza di questo mondo privo di Qualità con alcune situazioni sociali di cui aveva letto: l’antica Sparta, la Russia comunista e i suoi satelliti. La Cina comunista, il Mondo nuovo di Aldous Huxley e 1984 di George Orwell. Gli vennero in mente anche persone di sua conoscenza alle quali questo mondo privo di Qualità sarebbe andato benissimo. Erano gli stessi che cercavano di farlo smettere di fumare. Gli chiedevano delle giustificazioni razionali per il suo vizio, e dato che lui non riusciva a trovarne lo guardavano dall’alto in basso, come se avesse perso la faccia. Dovevano avere delle motivazioni, dei piani, delle soluzioni per tutto.
Pos. 2907-8
Se stai sempre lì a chiederti cos’è una cosa non avrai mai il tempo di conoscerla».
Pos. 2971-73
I recipienti che abbiamo messo fuori dalla tenda incominciano a riempirsi di acqua piovana. Più tardi, quando ce n’è abbastanza, la versiamo tutta in una padella, ci mettiamo dei dadi di pollo e scaldiamo la minestra sul fornelletto a Meta. È buonissima, come tutto dopo una faticaccia sulle montagne.
Pos. 3050
se uno vuole fare il mistico, il suo posto è in un monastero, non in un’Università.
Pos. 3057-58
Al giorno d’oggi, le idee incompatibili con la conoscenza scientifica non hanno una vita facile.
Pos. 3080-81
supponiamo che tu non faccia altro che quello che piace a te. Significa forse che andrai a bucarti, a rapinare una banca o a stuprare vecchie signore?
Pos. 3252-53
Il titolo di questo Chautauqua è Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, e non Lo Zen e l’arte di scalare le montagne.
Pos. 3268-69
Io sono convinto che la metafisica va bene se migliora la vita quotidiana; altrimenti è meglio lasciarla perdere.
Pos. 3319-20
Non è insolito, disse, che gli abitanti di piccoli villaggi indiani vedano fantasmi. Ma hanno terribili difficoltà a vedere la legge di gravita.
Pos. 3701-2
quello stile tecnico meravigliosamente conciso che non dice mai quel che si vuoi sapere.
Pos. 3781-83
È proprio per questa comprensione della Qualità così come la rivela un blocco che spesso i meccanici autodidatti sono tanto superiori ai tecnici formatisi nelle scuole, i quali hanno imparato ad affrontare tutto salvo le situazioni nuove.
Pos. 3820-21
Gli antichi greci non distinguevano concettualmente l’arte dalla manifattura, e quindi non crearono mai due parole diverse per definirle.
Pos. 3833-34
Era bello perché gli uomini che lo costruivano vedevano le cose in un modo che li induceva spontaneamente a costruirlo nel modo giusto. Non separavano se stessi dal lavoro in modo da farlo male.
Pos. 3843-44
c’è sempre un modo di far le cose bene e un modo di farle male, e per arrivare al modo migliore, quello di Qualità più elevata, bisogna saper vedere che cosa «va bene» e capire i metodi soggiacenti che permettono di giungere al «bene».
Pos. 3848-50
Il risultato è tipico della tecnologia moderna: una patina di squallore così deprimente che per renderla accettabile è necessario ricoprirla con una vernice di «stile».
Pos. 3873-75
Abbiamo artisti che non sanno nulla di scienza e scienziati che non sanno nulla di arte. Entrambi sono totalmente privi del senso spirituale della gravità; il risultato è non solo brutto, è orribile. L’ora di unire davvero arte e tecnologia è già suonata da un pezzo.
Pos. 3889-90
Talvolta ho pensato che questa pace interiore è simile se non identica alla calma che a volte si prova quando si va a pescare, il che spiega gran parte della popolarità di questo sport.
Pos. 3951-52
Bisogna trovarsi in uno stato d’animo particolare per accettare una poesia recitata male.
Pos. 4140-41
Quando siete voi a sbagliare, c’è per lo meno il vantaggio che imparate qualcosa.
Pos. 4157-59
Lo Zen ha da dire qualcosa sulla noia. La sua pratica principale dello «star semplicemente seduti» dev’essere l’attività più noiosa del mondo — tranne forse quella pratica indù di farsi seppellire vivi. Tuttavia, al centro di tutta questa noia c’è proprio ciò che il buddhismo Zen cerca di insegnare.
Pos. 4283-84
questo stile di vita alla vaffanculo
Pos. 4414-17
La Qualità non è una sostanza, e non è nemmeno un metodo. È esterna ad entrambi. Se si costruisce una casa usando il metodo del filo a piombo e della livella, è perché una parete diritta ha meno probabilità di crollare e pertanto ha una Qualità più elevata di una inclinata. La Qualità non è il metodo. È il fine verso cui il metodo volge.
Pos. 4432-33
‘tecnico’, parola con la quale Fedro indicava un autore così immerso nella propria materia da aver perso la capacità di comunicare con chi ne fosse al di fuori.
Pos. 4634-35
Qualsiasi lavoro tu faccia, se trasformi in arte ciò che stai facendo, con ogni probabilità scoprirai di essere divenuto per gli altri una persona interessante e non un oggetto.
Pos. 4662-69
La retorica può essere divisa da una parte in dimostrazioni e argomenti particolari, dall’altra in dimostrazioni generali. Le dimostrazioni particolari possono essere divise a loro volta in metodi dimostrativi e tipi di dimostrazione. I metodi dimostrativi sono le dimostrazioni artificiali e le dimostrazioni non artificiali. Delle dimostrazioni artificiali fanno parte le dimostrazioni etiche, quelle emotive e quelle logiche. Tra le dimostrazioni etiche vi sono la saggezza pratica, la virtù e la buona volontà. I metodi particolari che utilizzano le dimostrazioni artificiali di tipo etico implicanti la buona volontà richiedono la conoscenza delle emozioni; Aristotele, per coloro che le avessero dimenticate, ne fornisce l’elenco. Sono la collera, l’odio (a sua volta divisibile in disprezzo, rancore e insolenza), la tenerezza, l’amore ovvero l’amicizia, il timore, la fiducia, la vergogna, l’impudenza, l’indulgenza, la benevolenza, la pietà, la giusta indignazione, l’invidia e l’emulazione.
Pos. 4674-75
Aristotele pensava davvero che i suoi studenti sarebbero stati retori migliori dopo aver imparato quella sequela di nomi e di relazioni?
Pos. 4676-79
Secondo Fedro, Aristotele era spaventosamente soddisfatto della sua piccola mania di dare un nome e una classificazione a ogni cosa. Vedeva in lui il prototipo dell’insegnante tronfio e ignorante che per secoli, con questo ottuso rituale analitico, con questo cieco, vacuo ed eterno dare nomi alle cose, ha ucciso lo spirito creativo dei suoi allievi.
Pos. 4702-3
Il professore ha commesso un errore. Ha sprecato la sua autorità disciplinare con uno studente innocente, mentre Fedro, il colpevole, il nemico, è ancora fuori tiro.
Pos. 4713-16
Sembra che il professore sappia benissimo che cosa è successo. Il lampo malevolo si è trasformato in un lampo di paura; gli sembra di aver capito che a tempo debito, date le circostanze, potrà capitargli di subire il trattamento che ha inflitto, senza nessuna simpatia da parte di coloro che ha di fronte. Ha perduto ogni diritto alla cortesia.
Pos. 4743-44
Probabilmente, pensò Fedro, lo svilimento della dialettica da parte di Aristotele poteva far infuriare un moderno seguace di Platone proprio quanto doveva aver fatto infuriare Platone stesso.
Pos. 4784-85
Socrate non usa la dialettica per comprendere la retorica, ma per distruggerla, o per lo meno per screditarla. Le sue domande, quindi, non sono vere domande, sono solo tranelli verbali.
Pos. 4787-88
Socrate ha dimostrato a Gorgia che tanto la retorica quanto l’arte culinaria sono branche dell’arte della ruffianeria, in quanto ambedue fanno più appello alle emozioni che alla vera conoscenza.
Pos. 4863-64
La Qualità che crea il mondo emerge come rapporto tra l’uomo e la sua esperienza.
Pos. 4912-14
Fedro è affascinato anche dal concetto di «dovere nei confronti di se stessi», che è la traduzione pressoché esatta del termine sanscrito dharma, e che, a volte, è descritto come l’«uno» degli indù. È possibile che il dharma degli indù e la «virtù» degli antichi greci siano identici?
Pos. 4990
Guardava Fedro con una faccia femminilmente indispettita
Ora è muto. Non riesce a trovare nulla da dire. Il silenzio che all’inizio della lezione lo aveva fatto apparire come un dominatore ora lo sta distruggendo. Non capisce da che parte sia arrivato il colpo. Non si è mai trovato di fronte un sofista vivo. Solo quelli morti.
Pos. 5102
Non sarebbe contento se la sua tesi li avesse entusiasmati. L’ostilità è il suo vero elemento.
Pos. 5103-4
La Chiesa della Ragione, come tutte le istituzioni del sistema, non è basata sulla forza del singolo quanto sulla sua debolezza. Solo agli incapaci si può insegnare bene. Gli altri sono sempre una minaccia.
Pos. 5107-8
Per le pecore la Qualità è quello che dice il pastore, e se una notte, col vento che infuria, ne lasci una oltre il limite dei boschi lei si spaventerà a morte e belerà e belerà finché non arriverà il pastore, o il lupo.
Pos. 5134-38
Se la città fosse tutta mattoni e cemento, pure forme di sostanza, potrebbe sopravvivere: sono quei piccoli, patetici tentativi di Qualità che uccidono. Il falso caminetto di gesso che attende di ospitare fiamme che non possono esistere. Oppure la siepe davanti al palazzone, con dietro pochi metri quadrati d’erba. Pochi metri quadrati d’erba, dopo il Montana. Se non avessero messo né la siepe né l’erba, sarebbe andato benissimo. Così, invece, è un richiamare l’attenzione su ciò che si è perduto.
Pos. 5184-86
La stanza è un residuo dello squallore degli anni Trenta, sordida, abborracciata da qualcuno che di falegnameria non sapeva nulla, ma è asciutta, riscaldata e ha due letti; tanto basta. Ci sediamo davanti alla stufa e di lì a poco il freddo e l’umidità ci escono dalle ossa.
Pos. 5240-41
Ecco cosa sono, sono un eretico che ha ritrattato; agli occhi di tutti ho salvato la mia anima. Agli occhi di tutti, ma non ai miei; in cuor mio so bene di aver salvato solo la pelle.
Pos. 5255-56
Domande su domande, senza mai vedere, senza mai capire che le domande non avranno mai fine.
Pos. 5388-89
nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che è accaduto dal giorno in cui, dopo 121 risposte negative, un editore solitario mi offrì un anticipo di 3.000 dollari.
Pos. 5397
Mi era sembrato, semplicemente, che ci fosse più qualità nello scrivere questo libro che nel non scriverlo.
Pos. 5400-5401
I libri portatori di cultura portano la cultura come un mulo porta la sua soma.
Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta: giudizio finale
Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta è un ottimo libro capace di trattare un sacco di argomenti (per me) interessanti: le - come da titolo - motociclette, la montagna, il lavorare con passione a quello che si ama, il tutto condito dall'onnipresente tema del viaggio. Libro molto affascinante anche per la varietà dei livelli da cui narra l'autore: con il pretesto del viaggio attraverso gli USA in motocicletta dell'autore stesso in compagnia del figlio e (per la prima metà) di una coppia di amici, è capace di saltare dalla descrizione di un merlo spaventato dalla moto a una lunga disquisizione filosofica (che rappresenterà l'abbozzo del sistema filosofico che Pirsig svilupperà nella Metafisica della Qualità).
I Tre Moschettieri (1844) è probabilmente il lavoro più celebre di Alexandre Dumas (del quale ho già letto Robin Hood – Il principe dei ladri). Nato come romanzo d’appendice, è il primo capitolo dell’omonima trilogia, a cui sono seguiti Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). Siccome immagino che tutti conoscano la trama de I Tre Moschettieri – almeno a grandi linee -, prima di passare alle meravigliose citazioni di quest’opera mi soffermerò solo su alcune considerazioni. Tanto per cominciare a un certo punto in poi della storia i moschettieri sono quattro: i tre iniziali sono Athos, Portos e Aramis, ai quali successivamente si unisce D’Artagnan. Il celebre motto tutti per uno e uno per tutti compare una sola volta in tutto il romanzo. I Tre Moschettieri può essere diviso in tre parti principali:
Nella prima si fa la conoscenza dei personaggi e viene narrata la missione dei fermagli della regina.
Nella seconda parte i moschettieri si preparano alla guerra e D’Artagnan ha un intrallazzo con Milady.
L’ultima è la missione di Milady in Inghilterra, con in chiusura il gran finale.
La prima parte è un’ode alla bellezza: è scritta meravigliosamente e narra i fatti mainstream del romanzo (le numerose trasposizioni cinematografiche e televisive spesso ripropongono questi primi capitoli). La seconda, invece, è piuttosto noiosa e non nascondo di averla poco digerita. Per descrivere la terza dirò solo un nome: Milady. Che personaggio! Assolutamente il migliore della storia, il più completo e il più affascinante. Riesce a reggere da sola quasi un terzo della storia pur non essendo né uno dei protagonisti né l’antagonista principale. Intelligente, risoluta, astuta e piena di risorse, è l’esemplare perfetto di femme fatale. Una caratterizzazione assolutamente impeccabile, il mio personaggio preferito.
Ora, come dicevo all’inizio, ecco le citazioni da I Tre Moschettieri, tutte di primissima qualità!
Citazioni da I Tre Moschettieri
Pos. 9-10
quell’epoca nella quale gli autori amavano dire la verità senza soggiornare più o meno lungamente alla Bastiglia
Pos. 52-53
Un giovane… tracciamo con un tratto di penna il suo ritratto: figuratevi don Chisciotte a diciott’anni
Pos. 187-88
un colpo di spada è un colpo di spada, qualunque sia l’età di chi lo dà
Pos. 387-88
Sul pianerottolo non ci si batteva più: si raccontavano storie di donne, e nell’anticamera storie di corte. Sul pianerottolo d’Artagnan arrossì, in anticamera rabbrividì.
Pos. 481-82
chiamò a tre riprese, rafforzando di mano in mano la voce, e passando dal tono imperativo all’accento irritato: “Athos! Porthos! Aramis!”
Pos. 783-84
“Io sono di Guascogna, è vero, e poiché lo sapete non ho bisogno di dirvi che i Guasconi hanno poca pazienza di modo che quando si sono scusati una volta, fosse pure per una sciocchezza, son persuasi di aver già fatto più di quanto dovevano fare.”
Pos. 1212-14
Non vorrete negarmi che dopo di ciò abbiano assediato il palazzo del duca de La Trémouille e che siano stati lì lì per incendiarlo, il che, a dire il vero, non sarebbe stata una gran disgrazia in tempo di guerra, visto che è un nido di Ugonotti; ma in tempo di pace, è un cattivo esempio.
Pos. 1240
“Svegliarmi? Dormo io forse? Io non dormo più, signore, tutt’al più qualche volta sogno.
Pos. 1300-1301
“Oh, Sire!” esclamarono ad una voce i quattro compagni “ci faremo tagliare a pezzi per Vostra Maestà!” “Bene, bene; ma restate intieri; è meglio e mi servirete di più.
Pos. 1430-31
i domestici sono come le donne; occorre metterli subito nei limiti in cui si vuole che restino.
Pos. 1455
le quaranta pistole di re Luigi Tredicesimo, come tutte le cose del mondo, dopo aver avuto un inizio avevano avuto una fine
Pos. 1470
come diceva Planchet, anche quando si mangia molto, non si mangia che una volta.
Pos. 1570-71
“E poi avevo pensato che dovendomi tre mesi d’affitto dei quali non vi ho mai parlato…” “Sì, sì, questo me lo avete già detto, e io trovo questa ragione eccellente.”
Pos. 1725-26
“tutti per uno e uno per tutti
Pos. 1728
i quattro amici ripeterono ad una voce la formula dettata da d’Artagnan: “Tutti per uno, uno per tutti.”
Pos. 1923-26
La ricchezza consente alla bellezza una quantità di cure e di capricci aristocratici che le si addicono assai bene. Una calza bianca e fine, un abito di seta, un soggolo di merletto, una graziosa scarpetta al piede, non rendono certo bella una donna brutta, ma fanno bella una donna graziosa, senza parlare delle mani, che traggono vantaggio da tutto ciò; le mani, soprattutto quelle delle donne, hanno bisogno di rimanere oziose per restar belle.
Pos. 3072
È un bravo e onest’uomo che non ama e non odia nessuno.
Pos. 3203-4
un’invincibile decisione, la decisione degli sciocchi che hanno paura
Pos. 3251-53
“Ma questo segreto non è mio e non posso raccontarlo così.” “Stavate pure per confidarlo a Bonacieux” disse con dispetto d’Artagnan. “Come si confida una lettera al cavo di un albero, all’ala di un piccione, al collare di un cane.”
Pos. 3506-7
finché fu notte se ne stettero silenziosi, perché loro malgrado subivano l’influenza dell’oscurità e vedevano ovunque imboscate.
Pos. 3779
costui era un Irlandese abilissimo nella sua arte, il quale confessava di guadagnare centomila lire all’anno
Pos. 3964-67
Lungo tutta la strada e di mano in mano che i corridoi diventavano più deserti, d’Artagnan avrebbe voluto fermare la giovane, afferrarla, contemplarla, sia pure per un attimo; ma, vivace come un uccello, ella gli scivolava sempre di mano e se egli tentava di parlare, il suo dito alzato alle labbra, con un piccolo gesto imperioso pieno di grazia, gli rammentava che egli era sotto l’impero di una potenza alta alla quale doveva ciecamente obbedire e che gli vietava sia pure la più lieve lagnanza.
Pos. 4194-95
si pensa a ciò che si può e non a ciò che si vuole.”
Pos. 4221-25
Ma per d’Artagnan tutti gli aspetti rivestivano una forma di gioia, tutte le idee finivano in un sorriso, tutte le tenebre erano diafane. L’ora dell’appuntamento stava per suonare. Infatti, dopo qualche secondo, il campanile di Saint-Cloud lasciò cadere lentamente dieci colpi dalla sua bocca muggente. Vi era qualcosa di lugubre in quella voce di bronzo che si lamentava così nella notte. Ma ognuna di quelle ore che componevano l’ora aspettata vibrava armoniosamente nel cuore del giovanotto.
Pos. 4691-92
Nulla fa passare il tempo e abbrevia la strada come un pensiero in cui si assorbiscano tutte le facoltà intellettive.
Pos. 4708-9
“Perché? È forse con una donna?” “Dio mio! che dite mai? Povero figliuolo! No, signore, non è con una donna.”
Pos. 4796-97
Tutti si fecero il segno della croce e d’Artagnan credette di dover seguire questo esempio.
Pos. 4864
quanto a me, ho pressappoco dimenticato quel po’ di latino che non ho mai saputo
Pos. 4868-69
per voi aggiungerò delle uova ed è una grave infrazione alla regola, poiché le uova sono carne visto che generano il pulcino.”
Pos. 4925
Il silenzio è l’ultima gioia degli infelici
Pos. 4965-68
“Certamente, e nessuno più di me ammira il coraggio e l’abilità di Athos; ma preferisco sentire sulla lama della mia spada l’urto delle lance che quello dei bastoni; ho paura che Athos sia stato strigliato dal servidorame, e i servi sono gente che picchia forte e non la smette facilmente. Ecco perché, lo confesso, vorrei partire più presto che fosse possibile.”
Pos. 4998
“Ahimè” sospirò Bazin “lo so, signore, tutto va alla rovescia al giorno d’oggi.”
Pos. 5240-41
“Dico che l’amore è una lotteria in cui chi vince, guadagna la morte.
Pos. 5257
Uno dei miei amici, uno dei miei amici, capitemi bene! non io”
Pos. 5462
“Aggiungete al merito della difficoltà quello della brevità, sarete sicuro che il vostro poema avrà per lo meno due meriti.”
Pos. 5722-23
sarebbe veramente andato in capo al mondo per cercarla. Ma il mondo ha molti capi per il semplice fatto che è rotondo, ed egli non sapeva da che parte andare.
Pos. 5787-88
“Ehi, signore” gridò “voi mi sembrate più farfallino di me, poiché mi pare che dimentichiate che c’è fra noi qualcosa come una lite cominciata.”
Pos. 5885-86
“Amavo la signora Bonacieux col cuore, mentre amo Milady col cervello”
Pos. 5993-94
La signora Coquenard invece sorrise lievemente e arrossì molto perché sapeva che l’ingenuità non era merce da procuratori.
Pos. 6024-25
Io rispetto la vecchiaia ma non l’apprezzo né lessata né arrostita.”
Pos. 6031
alcune ossa di montone, che di primo acchito si sarebbero potute credere guarnite di carne
Pos. 6143-44
D’Artagnan impallidì; il suo amor proprio ferito gli faceva credere di soffrire per amore.
Pos. 6238
“Ecco la terza volta che vi scrivo per dirvi che vi amo. State attento che non vi scriva una quarta per dirvi che vi odio.
Pos. 6282-83
“Generalmente” diceva “non si chiedono consigli che per non seguirli, o, dopo averli seguiti, per avere qualcuno al quale si possa rimproverare di averli dati.”
Pos. 6303-4
“Sono contentissimo di aver ucciso quello sciocco, ragazzo mio, perché è una benedizione uccidere un Inglese; ma se avessi intascato il suo denaro, esso mi peserebbe come un rimorso.”
Pos. 6311-12
“Capisco, per ritrovare una donna voi fate la corte a un’altra; è la strada più lunga, ma la più divertente.”
Pos. 6452
non v’è nulla di più egoistico della felicità.
Pos. 6623
“Ah! è che la mia felicità mi sembra inverosimile, e che temendo sempre di vederla sfumare come un sogno, ho fretta di tradurla in realtà.”
Pos. 6807-8
In quel mentre Athos, in veste da camera, uscì dalla camera e disse: “Grimaud! Mi pare che voi vi permettiate di parlare?”
Pos. 6938-39
d’Artagnan capiva che se lui, povero gentiluomo guascone, poteva mercanteggiare, ciò era impossibile a un uomo come Athos, che pareva un principe.
Pos. 6998-99
È un pezzo che non attacchiamo briga con le guardie di monsignor Cardinale, e il signor di Tréville deve crederci morti.”
Pos. 7126-27
Lo so, perché nella posizione in cui sono, debbo saper tutto.
Pos. 7178-79
è già abbastanza faticoso difendere i propri amici e ricompensarli, perché ci si debba occupare anche dei nemici
Pos. 7452
Questa tranquillità dimostrava una cosa, cioè che d’Artagnan non conosceva ancora Milady.
Pos. 7632-33
non bisogna credere né a quello che dicono i ministri, né a quello che dicono i loro nemici.
Pos. 7689-91
allora persi la pazienza, sfoderai a mia volta la spada e, poiché egli tornava alla carica, credo aver sentito che, gettandomisi contro, se l’è passata attraverso il corpo
Pos. 7840-42
“Allora è la cosa più semplice del mondo. Datemi questa prova e lo mando senz’altro alla Bastiglia.” “Va, bene, Monsignore. Ma poi?” “Quando uno entra nella Bastiglia non c’è un poi”
Pos. 8003-4
“Pelzepù!” disse lo svizzero, il quale, a dispetto della splendida collezione di bestemmie che possiede la lingua tedesca, aveva preso l’abitudine di bestemmiare in francese.
Pos. 8051-52
“Non ci sono deserti in cui un uccello non possa passare sul campo, o un pesce non possa saltar fuori dall’acqua, o un coniglio sbucare dalla sua tana, e credo che tanto l’uccello quanto il pesce e il coniglio possano tramutarsi in spie del Cardinale.
Pos. 8058
“Eh, mio caro” disse Athos “voi sapete bene che non sono le palle del nemico quelle che si debbono maggiormente temere.”
Pos. 8197-99
torcere il collo a questa dannata Milady sarebbe minor peccato che torcerlo a poveri diavoli di Ugonotti che non hanno mai commesso altro delitto che di cantare in francese i salmi che noi cantiamo in latino!”
Pos. 8410
“bisogna speculare sui difetti delle persone e non sulle loro virtù
Pos. 8417-18
disse Athos che era ottimista quando si trattava di cose, e pessimista quando si trattava di uomini.
Pos. 8435-36
Non si ricordano certi favori a un galantuomo. Piacere ricordato, offesa fatta.”
Pos. 8513-14
di prim’acchito, gli aveva annunciata la gloria, poi il denaro, infine il pericolo.
Pos. 8579-80
son convinto che un chirurgo ci farebbe più soffrire tagliandoci una coscia che il boia tagliandoci la testa.
Pos. 8584-86
La vita è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. Siate filosofi come me, signori; mettetevi a tavola e beviamo; nulla aiuta a vedere la vita in rosa quanto guardarla attraverso un buon bicchiere di chambertin.”
Pos. 8642-43
Era una di quelle rare, splendide giornate d’inverno nelle quali anche l’Inghilterra si ricorda che c’è un sole.
Pos. 8729-30
Era una camera la cui mobilia era insieme assai decente per una prigione e assai severa per un’abitazione destinata a una persona libera; tuttavia le sbarre alle finestre e i catenacci esterni alla porta non lasciavano dubbi circa la sua vera destinazione.
Pos. 8893-94
Questa esecuzione calmò le teste più calde, che si rassegnarono a lasciarsi morire di fame; questa morte sembrava loro più lenta e meno sicura di quella per impiccagione.
Pos. 9054-55
esclamò Athos vuotando un bicchiere di eccellente vino di Bordeaux che, pur non avendo allora la riputazione di cui gode oggigiorno, la meritava ugualmente
Pos. 9057-58
“bisogna bruciarla e chi sa se il Cardinale non conosce il segreto per leggere anche nella cenere.”
Pos. 9065-66
Grimaud tracannò in silenzio il bicchiere di vino di Bordeaux, ma i suoi occhi levati al cielo durante tutto il tempo che durò questa dolce occupazione, parlarono un linguaggio che, per quanto muto, non era meno espressivo.
Pos. 9072-73
un abisso di cupe riflessioni, cupo inferno sulla soglia del quale ha quasi lasciato ogni speranza
Pos. 9078
Buckingham, ch’ella odia come odia tutto ciò che ha amato
Pos. 9080-81
quel segreto che, essa l’ha giurato, nessuno deve conoscere senza morire.
Pos. 9091-93
per vendicarsi bisogna essere liberi, e per essere liberi quando si è prigionieri, occorre forare un muro, segare inferriate, bucare un pavimento, operazioni tutte che può compiere un uomo forte e paziente, ma dinanzi alle quali sono destinate a fallire le irritazioni febbrili di una donna.
Pos. 9096
Perché dunque il cielo si è talmente ingannato mettendo un’anima virile in un corpo fragile e delicato?
Pos. 9101
la violenza è una prova di debolezza.
Pos. 9147-48
“L’ho pensato, milord” disse Felton “ma poiché, dopo tutto, la prigioniera è una donna, ho voluto usarle i riguardi che un uomo ben nato deve sempre a una donna, se non per lei, per rispetto verso se stesso.”
Pos. 9181-85
“Debole o forte che sia” diceva Milady “quell’uomo ha dunque nell’animo un barlume di pietà; di questo barlume io farò un incendio che lo divorerà. Quanto all’altro, egli mi conosce, mi teme e sa che cosa può aspettarsi da me se gli sfuggo, è dunque inutile ch’io faccia dei tentativi su di lui. Ma Felton è un’altra cosa; è un giovanotto ingenuo, puro e che sembra virtuoso; c’è dunque modo di perderlo.” E Milady si coricò e si addormentò col sorriso sulle labbra; chi l’avesse veduta addormentata, l’avrebbe creduta una giovanetta sognante la corona di fiori che deve mettere sulla sua fronte in una festa imminente.
Pos. 9226-28
Ebbe quindi una di quelle pronte ispirazioni che soltanto coloro che hanno genio ricevono nelle grandi crisi e nei momenti supremi che devono decidere della loro fortuna e della loro vita.
Pos. 9260-61
lord Winter se ne andò bestemmiando, come a quel tempo era abitudine dei gentiluomini.
Pos. 9346
Dio, che ama i martiri, permette qualche volta che gli innocenti siano condannati.”
Pos. 9369
“Chi chiamate un infame?” domandò Felton. “Ci sono forse due uomini in Inghilterra ai quali si possa dare tale appellativo?”
Pos. 9373-75
Felton non faceva che esprimere nei riguardi del duca il sentimento di esecrazione che tutti gli Inglesi avevano votato a colui che i cattolici stessi chiamavano l’esattore, il concussionario, il vizioso, e che i puritani chiamavan semplicemente Satana.
Pos. 9568-69
Un puritano non adora che le vergini e le adora giungendo le mani. Un moschettiere ama le donne e le ama stringendo le braccia.”
Pos. 9591-94
Quanto a lei, tornò al suo posto con un sorriso di selvaggio disprezzo sulle labbra e ripeté bestemmiando quel terribile nome di Dio sul quale aveva giurato senza mai aver imparato a conoscerlo. “Il mio Dio!” disse. “Fanatico insensato! Io sola sono il mio Dio, io e colui che mi aiuterà a vendicarmi.”
Pos. 9618
Per una creatura operante e ambiziosa come quella di Milady, i giorni che non s’impiegano a salire sono giorni nefasti
Pos. 9622-23
avrebbe fatto scoppiare i muri della prigione, se il suo corpo, per un solo istante, avesse potuto assumere le proporzioni del suo spirito.
Pos. 9757-58
“Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava: si dice che i disgraziati persi nei deserti dell’America sentano così l’avvicinarsi del serpente.
Pos. 9774-75
“Sì” rispose Milady “questa idea non era da cristiana, lo so; certamente l’eterno nemico della nostra anima, il leone che rugge incessantemente intorno a noi, la suggeriva al mio spirito.
Pos. 9805
“voi volete togliermi la vita, mia bella puritana! Ma questo non è più odio, è ingratitudine!
Pos. 9848-49
ero così debole che ad ogni istante svenivo e, ogni volta che svenivo, ringraziavo Dio perché credevo di morire.
Pos. 9880
Egli non l’amava più, l’adorava.
Pos. 9899
con certa gente non è la spada che si deve adoperare, ma il pugnale.”
Pos. 9959-60
La presenza di questa donna non impedì a Milady di pensare ai casi suoi.
Pos. 10375-77
I grandi criminali recano con sé una specie di predestinazione grazie alla quale sormontano tutti gli ostacoli e che li sottrae a ogni pericolo fino al momento in cui la Provvidenza, stanca di loro, non segna lo scoglio contro cui naufraga la loro empia fortuna.
Pos. 10380-81
Milady possedeva il più efficace dei passaporti: la sua bellezza, la sua apparenza signorile e la generosità con cui spendeva le pistole.
Pos. 10722
“Oh, mio Dio! la mia testa si confonde in questo caos di nequizie.
Pos. 10893
questo sospiro era quell’anima così casta e amorosa che risaliva al cielo.
Pos. 10888-89
“per il veleno ch’ella versa non ci sono contravveleni.”
Pos. 10918
le donne piangono i loro morti, ma gli uomini li vendicano.”
Pos. 11041-42
Era una notte buia e tempestosa, grosse nubi correvano in cielo velando la luce delle stelle; la luna non si sarebbe alzata che a mezzanotte.
Pos. 11094-95
“Cerchiamo” rispose Athos “Anna di Breuil che si chiamò dapprima contessa di La Fére, poi lady di Winter, baronessa di Sheffield.”
Pos. 11197-98
“Voi non siete una donna” disse freddamente Athos “non appartenete alla specie umana, siete un demonio fuggito dall’inferno nel quale ci disponiamo a farvi rientrare.”
Pos. 11200-11201
“Il carnefice può uccidere senza essere per ciò un assassino” disse l’uomo dal mantello rosso, battendo la mano sulla sua grande spada” esso non è che l’ultimo giudice: ‘Nachrichter’, come dicono i nostri vicini tedeschi.”
Pos. 11220-21
“Volentieri, Monsignore” rispose il carnefice “poiché è certo, come è certo che sono un buon cattolico, che io credo d’essere nel giusto compiendo le mie funzioni su questa donna.”
Pos. 11261-62
Luigi Tredicesimo, come tutti i cuori deboli, mancava di generosità.
Pos. 11350
“ebbene, in fede mia! vedrà come sa morire un gentiluomo.”
Pos. 11380-81
d’Artagnan si recò nella camera di Athos che stava vuotando una bottiglia di vino di Spagna, operazione che compiva religiosamente ogni sera.
I Tre Moschettieri: giudizio finale
Non fosse stato per quella fase centrale di stanca avrei elargito pieni voti, invece non posso far altro che assegnare quattro insensati moschettoni, un moschettone a moschettiere.
Riuscite a capire che spillette tengo in mano? No? È troppo difficile? Poco male, non avevo intenzione di parlare di spillette. Stavo sistemando alcune vecchie foto quando ho trovato questa e mi sono ricordato che è stato proprio nel giorno in cui è stata scattata che ho avuto l’idea per Pelicula. C’è di mezzo un viaggio in treno appena fatto e uno ancora da compiere. E per ora su questa faccenda non ho altro da dire.
Vendere libri ignorando le potenzialità fenomenali messe a disposizione da quell’oggetto misterioso chiamato eBook è come aspettarsi di vendere gli stessi volumi di CD quando la rete mette a disposizione musica gratis. A meno che… librerie immaginose, in collaborazione con editori estrosi, escogitino piani genialoidi per vendere libri cartacei ignorando questo fervente nemico, questo ostacolo, questa futuristica eccentricità nemica dei lettori.
Mi sono fatto un giro in una libreria Mondadori e ne ho viste di belle. Ragazzi, che geniacci!
Vendere libri con l’astuccetto
All’ingresso ho trovato una colonnina con questi libri contenuti in coloratissime pochette semitrasparenti. I colori dell’estate. Effettivamente possono essere utili per salvaguardare i libri da sabbia, spruzzi d’acqua, ladri muniti di buon gusto, oppure si può buttare il libro e usarle per tenerci le creme, il cellulare, gli occhiali da sole, le chiavi, la sabbia, gli spruzzi d’acqua… ma forse ho fatto un po’ di confusione. Comunque bella idea davvero, forse uno o due li hanno pure venduti.
Vendere libri risparmiando sulle copertine
Probabilmente risparmiando i soldi del grafico sono riusciti ad abbassare talmente tanto il prezzo di questi libri che uscire dal negozio a mani vuote è praticamente impossibile. Peccato manchi una bella copertina gialla.
Vendere libri con le magliette
Un grande romanzo LIBRO + MAGLIETTA IN REGALO OK OK, questa non è male. Ma qualcuno mi spieghi perché – facciamo un esempio – un fan di Blade Runner dovrebbe acquistare la maglietta di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Oppure perché un fan di Io sono leggenda dovrebbe volere la maglietta con Willy il principe di Bel-Air. O, in generale: se mi piace un libro davvero pensano che me lo ricomprerei solo per la maglietta?
Vendere libri confondendo i clienti
Ammetto che suggerire di visitare il mondo a chi è molto religioso sia un’ottima idea, ma sarà sufficiente? E poi non è che mi scelgono come destinazione Lourdes, Czestochowa, Medjugorje o Gerusalemme? Comunque confondere le idee ai clienti la vedo più una strategia da venditori d’auto usate che da librai.
Vendere libri colorando la carta igienica
Passatemela: questa era per chiudere con una bella risata!
Salvatore D’Angelo, per chi se lo fosse perso, è sia lui che lui. In realtà in fondo al cuore abbiamo tutti un piccolo Salvatore D’Angelo. Io invece sono un Llort, che poi è l’inverso di Troll, nel senso che è lui che viene da me (questa è la terza volta) per farsi importunare. Questa la cronaca fedele:
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, ti offro servizi pubblicitari sul mio sito “La piazza dei libri” tra cui presentazioni sul mio sito, banner pubblicitari (pubblicità che andranno sul sito e sulle pagine Facebook e Twitter), video, interviste e molto altro, Con banner sulla homepage per cinque mesi. E i tuoi lavori vecchi e futuri saranno inseriti gratis sul mio sito. La cosa ti interesserebbe? Contattami su questo account per saperne di più . A presto.
Andrea Cabassi Ma è a pagamento?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, per i servizi pubblicitari sul mio sito “La piazza dei libri” tra cui presentazioni sul mio sito, banner pubblicitari(pubblicità che andranno sul sito e sulle pagine Facebook e Twitter), video, interviste e molto altro, occorre una donazione di 15 euro. E i tuoi lavori vecchi e futuri saranno inseriti gratis sul mio sito. Con banner pubblicitari (pubblicità) sulla homepage e le pagine Facebook e Twitter per cinque mesi. Ok?? Va bene?
Andrea Cabassi Mi dici l’indirizzo del sito?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) www.[omiss].altervista.org
Andrea Cabassi OK per l’intervista? Solo quella quanto è? Quanti accessi fai al mese più o meno?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, dai guarda che anche per 10 euro possiamo inserire e pubblicizzare tutti i tuoi lavori sul mio sito. Con banner pubblicitari (pubblicità) sulla homepage e le pagine Facebook e Twitter per UN ANNO anzichè cinque mesi. Che ne dici? Nessuno ti offre tutto questo. A presto.
Andrea Cabassi Sì, è molto interessante. Ce l’hai una stima dei tuoi accessi mensili? Anche a spanne! Ciao
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, non ce l’ho, ma so che ho superato le 100 mila visite.
Bah, il contatore nella sua home parla di altri volumi, comunque chi sono io per contraddirlo?
Andrea Cabassi Beh non male. Hai aperto da molto?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Non piu di un anno e mezzo Allora? Va bene?
Andrea Cabassi 100MILA visite in un anno e mezzo sono una media di grossomodo 180 visite al giorno
Andrea Cabassi ma finito l’anno poi cancelli le mie recensioni dal sito?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) No,sposto solo i banner.
Andrea Cabassi OK come ti dicevo mi interessa soprattutto l’intervista. Dove possiamo incontrarci?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Non è dal vivo, la facciamo o via messaggio o via videoconferenza
Andrea Cabassi ah
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) E ovvio no? Tu dv abiti?
Andrea Cabassi dgt da trapani
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) E io sn di Napoli secondo te e fattibile?
Andrea Cabassi scusami, non ho esperienza nel settore; dimmi tu come fare
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Allora, appena fai la donazione io ti invio le domande via messaggio e tu rispondi e me le invii via messaggio. Ok?
Andrea Cabassi Perfetto. Spero potrai farmi uno sconto visto che mi interessa solo l’intervista e non tutto il resto
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) la donazione la puoi fare sulla mia post pay, sia in posta che nelle tabaccherie Sisal. Scrivo gli estremi?
Andrea Cabassi OK
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ecco gli estremi: [omiss] Va bene?? 10 € per l’intervista e la pagina e banner sul sito, ok? Poi mi avvisi appena fai tutto? Cosi ti invio le domande per l’intervista.
Andrea Cabassi Quanto solo per l’intervista?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Senti sempre 10 € perche sulla postpay non si puo caricare meno di questo.
Andrea Cabassi Non riesci a farmi uno sconto?? ci sei ancora?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, no anche perché te l’ho dtt meno di quello non si può caricare
Andrea Cabassi OK OK domani mattina passo in posta e ti faccio il bonifico
Ovviamente non ho pagato un bel niente, volevo solo vedere quanto reggeva il bluff.
Andrea Cabassi Hai ricevuto?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, mi dici data e ora, così controllo, poi ti invio le domande
Andrea Cabassi 25 verso mezzodì
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, sicuro?
Andrea Cabassi Certo, che domande! Quindi? Non mi invii le domande???
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, domani controllo e ti invio le domande,
Andrea Cabassi Ma che cosa c’è da controllare? Non è che mi hai chiesto solo 10 euro per poi continuare a chiedermene altri?????
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, scusa ma non devo controllare? Io ho chiesto solo 10 euro perché è la cifra che prendo visto che mi hai chiesto lo sconto. Domani ti invio le domande.
Andrea Cabassi Ciao hai controllato? Ehi? Ci sei? Su Internet ho letto che il tuo sito è una bufala! Ci sei? Rispondimi per favore!!! Non voglio comparire su un sito con una cattiva fama, rivoglio indietro i miei soldi!!!
Comunque è vero che in giro dicono che il sito di Salvatore D’Angelo è una bufala! Anche oltre a qua, intendo.
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ciao, è sono solo detrattori Il mio sito e visitatissimo e alcuni detrattori ci saranno sempre. Èsempre un’ottima pubblicita, pubblichiamo prima il tutto,
Andrea Cabassi Ma dicono che dai sempre il massimo dei voti ai libri che recensisci perché ti fai pagare!
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Poi se nn sei soddisfatto ti restituisco tutto. Ma quando mai! Senti su internet ci sono sempre detrattori, per qualunque cosa si faccia Io lo faccio da tempo e lo so quindi, stai tranquillo Ecco le domande
Andrea Cabassi Mi dai l’indirizzo di una tua recensione che non ha il massimo dei voti?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Senti cercale ce ne sono tante
Andrea Cabassi Scusa ma tu resti a guardare? Ti chiamano truffatore e te ne stai zitto?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Senti io ho gia agito
Andrea Cabassi E che cos’hai fatto?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ecco le domande
Andrea Cabassi No, solo perché non mi va che il mio nome venga associato a quello di una persona dalla dubbia moralità! Mi va bene la visibilità ma solo se è positiva!
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) 1- parlaci un po di te e del tuo libro 2- cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere
Andrea Cabassi Ma poi sono sempre le stesse domande per tutti o sono diverse? No, perché così almeno sembra meno finto!
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Senti io faccio cosi, se vuoi le cambio Dammi un po’ di tempo e te ne mando altre Entro oggi pomeriggio te ne invio altre
Andrea Cabassi Ma… guarda, non so. Preferisco se mi dai indietro i soldi, magari trovo un sito di recensioni meno compromesso! Ne conosci qualuno magari? Essendo tuoi “colleghi” magari mi puoi raccomandare a uno di loro, che ne dici?
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Pubblichiamo prima il tutto e poi ne parliamo, Se riscontri cattiva publicita ne riparliamo. Cmq riparliamone oggi pomeriggio ti invio altre domande e ci pensiamo.
Andrea Cabassi Non voglio rischiare, una volta che c’è cattiva pubblicità è un casino “ripulirsi”! Come facciamo per i soldi? Io non ho la postpay
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Ok senti io devo uscire, ne possiamo riparlare oggi pomeriggio, poiche non ho nemmeno controllato se mi hai davvero caricato i soldi Se accerto che me li hai davvero caricati saro ben felice di restituirteli
Andrea Cabassi Oggi non posso io, cerchiamo di risolvere ora!!!
Salvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri) Senti ti ho detto che devo controllare se mi hai caricato i soldi ne riparliamo piu tardi
Andrea Cabassi Ma quali soldi! Io sto parlando di tutelare la mia immagine da siti potenzialmente pericolosi!!!
Il momento che aspettavo è infine giunto: questo è stato l’ultimo messaggio che ci siamo scambiati, dopo di ché Salvatore D’Angelo mi ha bloccato senza spiegazioni. Oppure, come sostiene Facebook, potrei essere stato io a bloccare lui!
Facebook Il messaggio non può essere inviato a causa delle tue impostazioni sulla privacy o di quelle del destinatario.
Spero che tutti abbiate chiaro il messaggio insito in tutto ciò… nel caso scrivetemelo nei commenti perché io ancora non ci sono arrivato!
Io sono leggenda di Richard Matheson è solo una delle illustri vittime del teorema Bullock-Smith (se credi di non ricordarlo qui trovi il postulato).
Era il 2007 quando al cinema uscì il remake di 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, film del 1971 (che a sua volta era il secondo film tratto da Io sono leggenda di Matheson, dopo L’ultimo uomo della Terra del 1964).
Il film in questione è l’omonimo blockbuster Io sono leggenda diretto da Francis Lawrence e – ora arrivo al punto – quando uscì dal mercato improvvisamente scomparirono tutte le edizioni economiche del libro.
Scomparse! Non so per quale magia (ma insomma in realtà non era un mistero così grande) in tutte le librerie dove avevo l’avevo adocchiata, la dignitosissima edizione paperback di Io sono leggenda non fu più acquistabile/reperibile/ordinabile.
L’idea di pagare il doppio per avere in copertina Willy il principe di Bel-Air non mi andava per niente a genio.
Dopo Vincent Price (1964) e Charlton Heston (1971), onestamente Will Smith (2007) fa davvero una magra figura e tutto sommato anche il film è una cagata.
Prima che mi si accusi di non apprezzare un bel film solo perché non è identico al libro dal quale è tratto voglio chiarire che, per quanto mi riguarda, il discorso è un altro: la produzione del film si è ispirata a un libro perché non è stata capace di trovare un soggetto originale interessante, o perché ha individuato nel libro un valore particolare, o per altro ancora?
Bene. In segno di rispetto cerchi almeno di non far sfigurare il lavoro del primo autore, colui il quale si è di certo smazzato non poco a scrivere il libro, a far sì che avesse un senso, che avesse un messaggio… e di certo non l’ha fatto perché venisse qualcuno a saccheggiare dal suo lavoro (fine del delirio).
Io sono leggenda: spoiler
Molto banalmente: per un’evidente questione di tempo un film non potrà mai essere al livello del suo libro per quanto riguarda la trama, ma bravo regista dovrebbe essere in grado almeno di rispettarne lo spirito.
Alla fine mi sono dovuto rassegnare e ho letto il libro in edizione principe di Bel-Air e la sera stessa ho visto il film del 2007.
Io sono leggenda: giudizio flash
Bel libro, brutto film.
Io sono leggenda: giudizio esteso
Il libro è un capolavoro: è assolutamente perfetto. Ti fa sentire davvero Robert Neville, l’ultimo uomo sulla terra: le sue mille preoccupazioni, i suoi rituali, il lavoro che deve svolgere quotidianamente. E soprattutto: è solo. E sopratutto: il finale.
Il film è un’americanata buonista per famiglie.
Ridicolo il fatto che giri per la città armato di fucile e che ci siano leoni in circolazione, a sto punto poteva esserci pure Rambo.
Per chi ha visto il film e non ha letto il libro: a un certo punto, circa a un’ora dall’inizio del film, quando Sam muore e Neville si rende conto di essere rimasto da solo, per davvero, senza più il suo unico amico, si prova una profonda stretta al cuore, di dispiacere. Credo sia il punto più triste di tutto il film.
Nel libro quello è lo stadio di partenza e poi peggiora.
La moglie non muore in un incidente aereo (scontro fra due elicotteri), è contagiata dalla malattia e lui la seppellisce nascondendola agli inceneritori. Poi però lei torna, competamente vampirizzata, per bere il suo sangue. E lui la deve ammazzare.
Mi sembra un alleggerimento eccessivo.
A questo livello potevano inventarsi che alla fine era tutto un sogno e lui era l’uomo più ricco del mondo, per poi finire con una canzone intonata da buffi animaletti.
(Sì: nel libro i vampiri si evolvono e vincono fondando una nuova società e lui muore).
Alle ultime sessioni del laboratorio di scrittura ricreativa – quello dei quaderni, le birre ecc. – si è nuovamente scritto sotto la tortura dei vincoli. Questa volta però abbiamo optato per un semplice filo conduttore, quindi abbiamo avuto vita abbastanza facile. Il tema su cui ci siamo accordati era estate e sport ma, mentre vedevo le altre penne macinare righe su righe, io ero bloccato alle prime quattro parole: avevo un ottimo titolo e non sapevo come continuare.
Melancholic Blues Sporting Club: ecco il titolo scelto per il mio racconto. Visto che il mondiale di calcio è materia ancora calda, ho sfruttato l’abbrivio pescando dai ricordi di quando da bambino sembrava non esserci altro di importante che calciare la palla ma, per un motivo o per l’altro, c’era sempre qualcosa che a ostacolarci (i guardiani dei parchi, le vecchie, il grest, le locuste ecc.) provava sempre un grande piacere.
Davvero interessante cercare di capire come l’aver scelto quattro parole quasi a caso riesca a influenzare in modo decisivo la stesura di un testo. Raramente mi sono trovato a tirare croci su intere pagine; quando scrivo un racconto, da un certo punto in poi, grosso modo so già dove voglio arrivare, questa volta invece ho letteralmente vagabondato alla ricerca di un sentiero e quando non sapevo come muovermi le quattro parole di cui sopra mi hanno mostrato l’oriente. Ecco come:
Melancholic è il ricordo lontano di estati dell’infanzia.
Blues è la musica che nel racconto diventa arma degli oppressi.
Sporting è la cornice rappresentata dal giuoco del calcio.
Club è il tema dell’amicizia su cui ruotano gli eventi.
Il racconto è concluso – una volta trovata la via il problema è solo quello di non macchiare il foglio di birra – resta solo da rimboccarsi le maniche e darci dentro con l’editing, perché un conto è tirare in porta, altra cosa è segnare un gol.
Matteo Marchisio (Autore di ARCA – Il risveglio di Pito) Siamo gli autori del romanzo ARCA – Il risveglio di Pito. Siamo due scrittori in erba che hanno deciso di buttarsi e rendere pubblico il proprio lavoro. ARCA – Il risveglio di Pito è un romanzo di fantascienza ambientato in una galassia di nostra immaginazione in cui non mancano grandi battaglie spaziali e scene di azione concitata. Riteniamo che rappresenti una novità nel panorama letterario italiano, piuttosto scarso di opere di questo genere, in cui sta avendo un successo inaspettato. La contattiamo per aprire un canale di comunicazione tra noi e Lei, nella fattispecie per esprimerLe il nostro desiderio di sottoporLe il romanzo per una lettura critica e sperando magari in qualche riga di commento sul Suo Blog. [omiss] Sperando di non esserLe sembrati presuntuosi o sfacciati, Cordialmente M.M. e A.J.A.
Erano i primi anni duemila e ricordo chiaramente quest’ondata bucovschiana non richiesta di improvvisati ammiratori del sopraccitato. La cosa – come immaginerete – era disgustosa.
La mano sinistra delle tenebre è un romanzo fantascientifico del 1969 di Ursula K. Le Guin, vincitore – fra gli altri – del premio Hugo e del premio Nebula come miglior romanzo. Nonostante faccia parte del Ciclo dell’Ecumene, può essere considerato un libro a sé stante; avrei potuto infatti iniziare a leggere il ciclo dal primo libro, ma avendo sentito parlare molto bene di questo titolo ho deciso di iniziare proprio da qua: la scelta si è rivelata azzeccata.
La mano sinistra delle tenebre: trama
Molto brevemente: il protagonista è un umano inviato sul pianeta Gethen (Inverno nella lingua madre del protagonista) per convincere i principali stati di questo pianeta a unirsi all’Ecumene, che altro non è che una sorta di federazione planetaria. Particolarità dei gheteniani (comunque in questo universo tutte le popolazioni derivano dalla razza umana): essi sono generalmente asessuati tranne nel periodo di kemmer, che si presenta ciclicamente ogni 26 giorni e ne dura 4-5, nel quale possono assumere sia il sesso maschile che quello femminile. Questo comporta che lo stesso individuo possa essere a volte maschio e a volte femmina, in base al kemmer, e che possa essere padre di alcuni figli e madre di altri. La forza de La mano sinistra delle tenebre è anche derivata dal fascino di tutti i risvolti che comporta questa unicità, sia sulla psicologia dei personaggi gheteniani che sulla storia; leggete attentamente le citazioni che ho inserito, alcune sono davvero impressionanti. A proposito di citazioni, noterete che alcune potrebbero essere classificate come maschiliste o addirittura misogine: cercate di apprezzare l’ironia del fatto che l’autore de La mano sinistra delle tenebre sia una donna, una donna davvero carica di acume! Tornando alla storia, ricca di intrighi di potere e viaggi avventurosi, Genly Ai – questo il nome del protagonista – si trova faccia a faccia con una realtà che non conosceva, o che conosceva solo in parte, nonostante vivesse su Inverno da tempo e avesse studiato usi, costumi ed etichetta. Al centro, come nella migliore tradizione fantascientifica, il caro vecchio essere umano.
Citazioni da La mano sinistra delle tenebre
Pagina 1 | Pos. 6-7
mi è stato insegnato, sul mio mondo natale, quand’ero bambino, che la Verità è una questione d’immaginazione.
Pagina 1 | Pos. 14-15
Qui è sempre l’Anno Uno. Solo la datazione di ogni anno passato e futuro cambia, a ogni Giorno dell’Anno Nuovo, nel modo di contare indietro o avanti, rispetto all’unitario Ora.
Pagina 11 | Pos. 157-59
Dopo la cena, accanto al fuoco, bevemmo birra calda. Su di un mondo nel quale la più comune delle posate è un piccolo strumento con il quale si rompe il ghiaccio che si è formato sulle vostre bevande tra un sorso e l’altro, la birra calda è una cosa che si impara ad apprezzare.
Pagina 11 | Pos. 164-65
l’atteggiamento di Estraven a tavola era stato femminile, tutto fascino e tatto e mancanza di vera sostanza
Pagina 14 | Pos. 204-5
Perfino in una società bisessuale gli uomini politici erano spesso qualcosa di meno di un uomo integro.
Pagina 17 | Pos. 257-58
Ero solo, con uno straniero, entro le mura di un oscuro palazzo tenebroso, in una strana città cambiata dalla neve, nel cuore dell’Era Glaciale di un pianeta alieno.
Pagina 25 | Pos. 381
Una voce che pronuncia la verità è una forza più grande delle flotte e delle armate
Pagina 26 | Pos. 399-400
Io, comunque, che ero un uccello tropicale, avevo freddo; freddo in un modo all’aperto, e freddo in un altro modo al coperto, incessantemente e più o meno completamente, freddo.
Pagina 28 | Pos. 422-23
Soffocai anche questo impulso, poiché era ancor più stupido del primo. Fortunatamente, non ebbi tempo per altri impulsi.
Pagina 29 | Pos. 442
Fece una risata stridula, la risata di una donna in collera che finge di essere divertita.
Pagina 38 | Pos. 571-72
Ma io ho paura di voi, Inviato. Io ho paura di coloro che vi hanno mandato. Io ho paura dei bugiardi, e ho paura degli ingannatori e dei giocolieri, e più di tutto ho paura dell’amara verità.
Pagina 40 | Pos. 603-5
Come si dice nella Scuola Ecumenica, quando l’azione non è più vantaggiosa, raccogli delle informazioni; e quando le informazioni non sono più vantaggiose, dormi.
Pagina 42 | Pos. 633
di che cosa muore un uomo, se non della sua morte?
Pagina 45 | Pos. 677-81
Tibe, evidentemente, intendeva portare avanti le pretese accampate da Karhide su quella regione: precisamente il tipo di azione che, su qualsiasi altro mondo a quello stadio della civiltà, avrebbe condotto a una guerra. Ma su Gethen, niente conduceva alla guerra. Liti, controversie, omicidi, faide, assalti, vendette, assassinii, torture e infamie e abominii, tutte queste cose erano nel loro repertorio di conquiste umane; ma non arrivarono fino alla guerra. Mancavano, apparentemente della capacità di mobilitarsi. Si comportavano come animali, sotto questo aspetto; o come donne.
Pagina 46 | Pos. 703-5
I terrestri hanno una forte tendenza ad avvertire la necessità di andare avanti, di fare dei progressi. Il popolo di Inverno, che vive sempre nell’Anno Uno, sente che il progresso è meno importante della presenza.
Pagina 48 | Pos. 725-26
esistono delle cose più importanti della comodità, a meno che non si sia una vecchia o un gatto.
Pagina 52 | Pos. 796-98
La mia barba era stata depilata permanentemente prima della mia partenza da Ollul (allora ancora non sapevamo delle tribù «pelose» di Perunter, che sono non soltanto barbute, ma pelose in tutto il corpo, come i Terrestri Bianchi).
Pagina 53 | Pos. 801-4
— Allora forse vorrete parlare al Tessitore? Si trova giù nella radura, ora, a meno che non sia uscito con la slitta. O preferireste parlare prima a uno dei Celibi? — Non saprei, non sono sicuro. Sono straordinariamente ignorante… Il giovane rise e s’inchinò. — Io sono onorato! — disse. — Vivo qui da tre anni, ma ancora non ho acquistato una sufficiente ignoranza da renderla degna di menzione.
Pagina 56 | Pos. 856-59
Il giovane Goss, che amava comportarsi come la mia guida, mi spiegò che la mia domanda ai Profeti poteva riguardare qualsiasi cosa, ed essere formulata nella maniera che io preferivo. — Più la domanda è qualificata e limitata, più esatta è la risposta — mi disse. — Le cose vaghe alimentano altre cose vaghe. E a certe domande, naturalmente, non si può rispondere.
Pagina 59 | Pos. 903-4
chiesi se quei due psicopatici non potessero venire curati. — Curati? — domandò Goss. — Ma voi curereste un cantante della sua voce?
Pagina 64 | Pos. 967-69
Noi abbiamo le astronavi NAFAL e la trasmissione istantanea e il linguaggio mentale, ma non siamo ancora riusciti ad addomesticare il presagio, fino a imbrigliarlo e tenerlo al nostro servizio
Pagina 67 | Pos. 1026-32
L’imprevisto, l’indimostrato, è tutto questo la base della vita. L’ignoranza è la base del pensiero. La mancanza di prove è il terreno dell’azione. Se fosse provato che non esiste un Dio, non ci sarebbe religione. Non ci sarebbero Handdara, né Yomesh, né dèi del focolare, niente. Ma anche se fosse provato che esiste un Dio, non ci sarebbe religione… Ditemi, Genry, che cosa è conosciuto? Che cos’è sicuro, prevedibile, inevitabile… la sola cosa certa che voi sappiate sul vostro futuro e sul mio? — Che dobbiamo morire. — Sì. In realtà c’è una sola domanda alla quale si può rispondere, Genry, e noi sappiamo già la risposta… La sola cosa che rende la vita possibile è la permanente, intollerabile incertezza: non sapere che cosa verrà dopo.
Pagina 80 | Pos. 1221
Che diavolo, lo so per quale motivo siete stato esiliato, mio caro: perché Karhide vi piaceva più del suo re.
Pagina 84 | Pos. 1280-81
La nostra frontiera oggi non è più una linea tra due colline, ma la linea che il nostro pianeta descrive nel girare intorno al Sole.
Pagina 90 | Pos. 1377-79
Un uomo vuole che la sua virilità sia considerata, una donna vuole che la sua femminilità sia apprezzata, per quanto possano essere indirette e sottili le indicazioni di considerazione e di apprezzamento. Su Inverno queste indicazioni non potranno esistere. Si è rispettati e giudicati solo come esseri umani. È una esperienza spaventosa.
Pagina 92 | Pos. 1405-6
davvero non vedo come chiunque possa più riporre qualche soddisfazione nella vittoria o nella gloria, dopo aver trascorso un inverno su Inverno, e avere visto la faccia del Ghiaccio.
Pagina 93 | Pos. 1412-13
Un nemico, in Karhide, non è uno straniero, un invasore. Lo straniero che viene sconosciuto è un ospite. Il vostro nemico è sempre il vostro vicino.
Pagina 93 | Pos. 1418-19
Inverno non ha raggiunto in trenta secoli ciò che la Terra ha raggiunto in trenta decadi. Né Inverno ha mai pagato il prezzo che la Terra ha pagato.
Pagina 93 | Pos. 1420-21
Inverno è un mondo nemico; la sua punizione, per chi fa le cose sbagliate è pronta e certa: morte per il freddo, o morte per la fame. Non ci sono margini d’errore, non ci sono ammonimenti o rimproveri.
Pagina 93 | Pos. 1421
Un uomo può confidare nella sua fortuna, ma una società no
Pagina 97 | Pos. 1473-74
Una delle cose più erronee e più pericolose è l’implicazione secondo la quale la civiltà, essendo artificiale, debba essere innaturale
Pagina 97 | Pos. 1475-76
primitivismo e civiltà sono gradi della medesima cosa. Se la civiltà ha un opposto, questo è la guerra.
Pagina 97 | Pos. 1485-86
la maniera più sicura, rapida, e durevole per fare di un popolo una nazione: la guerra.
Pagina 97 | Pos. 1486-87
L’unico altro mezzo per mobilitare rapidamente e totalmente il popolo era una nuova religione; non ce n’era alcuna disponibile; così la guerra sarebbe dovuta bastare.
Pagina 112 | Pos. 1715-17
Era un politicante navigato, duro, astuto e gioviale, le cui gentilezze servivano i suoi interessi, e il cui massimo interesse era in se stesso. Il suo era un tipo panumano. Lo avevo incontrato sulla Terra, e su Hain, e su Ollul. Mi aspettavo di incontrarlo anche all’Inferno.
Pagina 117 | Pos. 1782-83
L’inaspettato è ciò che rende possibile la vita
Pagina 124 | Pos. 1901-2
La mia coscienza prudeva un poco, ma non volli grattarla.
Pagina 138 | Pos. 2103-5
Quello che Shusgis non aveva detto sull’argomento forse non avrebbe avuto alcun significato per un uomo venuto, per esempio, da Hain, o dal fortunato Chiffewar; ma io ero nato sulla Terra. Non è sempre una cosa brutta avere per antenati dei criminali. Un nonno incendiario può tramandare a una persona buon naso per fiutare l’odore del fumo.
Pagina 139 | Pos. 2129
Per i capezzoli di Meshe!
Pagina 145 | Pos. 2217
Opporsi a qualcosa significa mantenerlo.
Pagina 145 | Pos. 2217-18
Qui dicono «tutte le strade portano a Mishnory». Certo, se voltate le spalle a Mishnory e vi allontanate da essa, siete ancora sulla strada di Mishnory.
Pagina 146 | Pos. 2232-33
In Karhide il re e il kyorremy esercitano un buon controllo su quel che il popolo fa, ma ben poco su quello che il popolo ascolta, e nessuno su quello che il popolo dice.
Pagina 148 | Pos. 2259-60
Per diventare un alto funzionario nel Sarf bisogna possedere, a quanto pare, una certa forma complessa di stupidità.
Pagina 149 | Pos. 2278
Deve credermi molto inquieto; la qual cosa, naturalmente, mi rende molto inquieto.
Pagina 156 | Pos. 2381-83
Non c’è né sorgente né fine, perché tutte le cose sono al Centro del Tempo. Come tutte le stelle possono essere riflesse in una goccia di pioggia rotonda che cade nella notte: così pure tutte le stelle riflettono la goccia di pioggia. Non esistono né tenebre né morte, perché tutte le cose sono, nella luce del Momento, e la loro fine e il loro principio sono uno.
Pagina 157 | Pos. 2404-5
È reale, la cosa reale, la cosa dietro le parole.
Pagina 158 | Pos. 2421-23
Eravamo già in viaggio da qualche tempo, al momento del mio risveglio, poiché il posto di ogni persona era più o meno definito, e il fetore degli escrementi, del vomito, e del sudore aveva già raggiunto un livello stabile
Pagina 160 | Pos. 2440-45
Neve. Neve che cadeva sfarfallando; neve appena caduta, neve fresca; neve caduta da molto tempo; neve dopo che la pioggia era caduta sopra di essa; neve ghiacciata… l’Orgota e il Karhidi hanno una parola per ciascuna di queste definizioni. In lingua karhidi (che conosco meglio dell’Orgota) esistono, secondo i miei calcoli, sessantadue parole per definire i diversi generi, stati, età, e qualità della neve; della neve caduta cioè. C’è un’altra teoria di parole per le varietà della caduta di neve; un altro gruppo cospicuo per il ghiaccio; una ventina e più di parole per definire il tipo e le variazioni della temperatura, per indicare con quale forza soffia il vento, e quale tipo di precipitazione si sta verificando, tutto insieme.
Pagina 161 | Pos. 2465-67
È una cosa terribile, la bontà, questa bontà che gli esseri umani non perdono. Terribile, perché quando noi alla fine siamo nudi, nel buio e nel freddo, è tutto ciò che abbiamo. Noi che siamo così ricchi, così pieni di forza, finiamo con quella piccola moneta.
Pagina 167 | Pos. 2559-61
Le guardie erano raramente dure, e mai crudeli. Tendevano a essere stolide, pesanti, lente, e – almeno ai miei occhi – effemminate… non nel senso che si potrebbe credere, come gentilezza, delicatezza, e così via, ma nel senso esattamente opposto: una materialità grossolana e blanda a un tempo, una bovina paciosità senza spigoli e senza lame taglienti.
Pagina 168 | Pos. 2573-75
I prigionieri che si trovavano là da diversi anni erano, psicologicamente, e — credo — entro certi limiti anche fisicamente adattati a questa castrazione chimica. Erano asessuati come buoi. Erano senza vergogna e senza desiderio, come gli angeli. Ma non è umano essere senza vergogna e senza desiderio.
Pagina 171 | Pos. 2611-13
l’altro, un individuo di mezza età, aveva qualche disturbo, o malattia del fegato, e stava morendo. Poiché non poteva morire d’un colpo, gli fu concesso d’impiegare un po’ di tempo a farlo, sulla cuccetta.
Pagina 175 | Pos. 2671
era giunto il momento di rivolgermi ai miei nemici, perché nei miei amici non c’era più niente di buono.
Pagina 179 | Pos. 2730-31
Non c’è nulla di più facile che entrare in prigione. Mi sentii abbastanza rassicurato anche sulla maniera per uscirne.
Pagina 179 | Pos. 2735-36
Non uccidevano gente, nelle Fattorie; lasciavano che la fame e l’inverno e la disperazione uccidessero al loro posto.
Pagina 192 | Pos. 2939-40
Dove non c’è birra, su Inverno, c’è l’orsh; dove non esistono né birra, né orsh, non c’è gente.
Pagina 199 | Pos. 3046-47
— Il Primo Inviato su di un mondo viene sempre da solo. Un solo alieno è una curiosità, due sono un’invasione.
Pagina 199 | Pos. 3050-51
— Nel pericolo, onore — disse lui; evidentemente era un proverbio, perché aggiunse, in tono blando, — saremo pieni di onore, quando raggiungeremo Karhide…
Pagina 202 | Pos. 3091-97
Odiare Orgoreyn? No, e perché dovrei? Come si fa a odiare una nazione, o ad amarne una? È Tibe che parla di questo; io non conosco l’espediente per farlo. Io conosco la gente, conosco le città, le fattorie, le colline e i fiumi e le rocce, so come il sole al tramonto, d’autunno, discende sul fianco di un certo campo sulle colline; ma qual è il senso di dare un confine a tutto questo, di dare un nome a esso e cessare di amare là dove il nome finisce di essere applicato? Cos’è l’amore per il paese di una persona; è forse l’odio per quello che non è il paese di quella persona? Allora non è una cosa buona. È semplicemente amore di se stessi. Questa è una cosa buona, ma non bisogna farne una virtù, o una professione… Per come io amo la vita, io amo le colline del Dominio di Estre, ma questo tipo di amore non ha una linea di frontiera di odio. E oltre a quello, io sono ignorante, così spero.
Pagina 203 | Pos. 3100-3101
Un uomo che non detesta un cattivo governo è uno stupido. E se esistesse un buon governo, sulla terra, sarebbe una grande gioia servirlo.
Pagina 214 | Pos. 3281-82
considerando da quali distanze ci siamo riuniti, per dividere questa tenda per un poco, ci comportiamo abbastanza bene.
Pagina 217 | Pos. 3316-17
un brontolio sibilante riempie l’aria, così enorme e così lungo, questo suono, che non lo si può udire, quando si smette di ascoltarlo
Pagina 219 | Pos. 3352
«Fuoco e paura, buoni servi, cattivi padroni.»
Pagina 222 | Pos. 3403-4
Non c’è niente, dice il Ghiaccio, all’infuori del Ghiaccio… Ma il giovane vulcano là, a nord, ha un’altra parola che crede di dover dire.
Pagina 226 | Pos. 3454-70
— Ho visto le vostre fotografie, le immagini delle donne che mi avete mostrato. Le donne avevano l’aspetto di getheniani incinti, ma con dei seni più grandi. Differiscono molto dal vostro sesso, nel comportamento mentale? Sono come una specie differente? — No. Sì. No, naturalmente no, in realtà, non proprio. Ma la differenza è molto importante. Suppongo che la cosa più importante, il più pesante elemento singolo nella vita di una persona, sia data dal fatto che sia nato maschio oppure femmina. In quasi tutte le società questo fatto determina le aspettative, le attività, l’aspetto, l’ideologia, l’etica, la morale, le maniere di una persona… quasi tutto. Vocabolario. Abitudini personali. Modo di gestire. Perfino di mangiare. Le donne… le donne tendono a mangiare meno… È estremamente difficile separare le differenze innate da quelle derivate, da quelle imparate. Anche dove le donne partecipano alla società in uno stato di uguaglianza con gli uomini, dove c’è parità di diritti e di doveri, dopotutto esse devono sempre portare i bambini, darli alla luce, e occuparsi di quasi tutta la prima educazione del bambino… — L’uguaglianza, la parità, non è dunque la regola generale? Sono forse mentalmente inferiori? — Non lo so. Apparentemente, esse non diventano frequentemente grandi matematiche, o compositrici di musica, o inventrici, o pensatrici astratte. Ma non è perché sono stupide. Fisicamente, sono meno muscolose, ma un po’ più resistenti degli uomini, e più adattabili. Psicologicamente… Dopo queste parole, aveva fissato per molto tempo la stufa ardente, e aveva scosso il capo. — Harth — mi disse, — non posso dirvi come sono le donne. Non ho mai pensato molto a questo problema in astratto, sapete, e… Dio!… ormai, in pratica ho dimenticato. Sono qui da due anni… Non sapete. In un certo senso, per me le donne sono più aliene di quanto non lo siate voi. Con voi, almeno io condivido un sesso, in ogni caso… — Distolse lo sguardo e rise, a disagio e inquieto e impacciato. I miei sentimenti erano complessi, e lasciammo cadere l’argomento.
Pagina 230 | Pos. 3523-25
Estraven aveva preso in considerazione queste differenze, nel calcolare le razioni del cibo, nella sua maniera scrupolosa che si poteva considerare sia scientifica che da brava massaia
Pagina 230 | Pos. 3526
Comunque fosse diviso, il cibo era scarso.
Pagina 242 | Pos. 3700-3701
Per essere sinceri, il mio stesso popolo, i terrestri, ignorava l’uso dello zero, fino a circa tremila anni fa.
Pagina 243 | Pos. 3711-12
stava scivolando nel sonno, come un nuotatore affonda nell’acqua nera.
Pagina 247 | Pos. 3786-87
Con fortuna ce la faremo, e senza fortuna non ce la faremo.
Pagina 257 | Pos. 3934-35
La paura è molto utile. Come le tenebre; come le ombre.
Pagina 258 | Pos. 3945
la bianca assenza di ogni cosa
Pagina 262 | Pos. 4006
Per celebrare il nostro arrivo il nostro festino fu solo a base di acqua bollente.
Pagina 263 | Pos. 4033-38
Anime avvolte dall’oscurità, primitive, appassionate, ignoranti, contadini di una terra povera, la loro generosità diede una conclusione nobile a quel duro viaggio. Diedero con entrambe le mani, generosamente, senza fermarsi. Non misurarono, non contarono, non esitarono. E così Estraven ricevette quel che essi ci davano, come un Lord tra i lords suoi pari, o come un mendicante tra i mendicanti, un uomo tra la gente del suo popolo. Per gli abitanti di quel villaggio di contadini e pescatori, gente povera che vive sul bordo del bordo, all’estremo limite abitabile di un continente a malapena abitabile, l’onestà è essenziale come il cibo. Devono comportarsi con giustizia e onestà l’uno con l’altro; non c’è abbastanza per ingannare, giocare, nascondersi.
Pagina 271 | Pos. 4148-50
mi domandai, non per la prima volta, che cosa fosse il patriottismo, in che cosa consistesse realmente l’amore per il proprio paese, da dove e come sorgesse quella lealtà struggente che aveva fatto tremare la voce del mio amico: e come un amore così vero potesse diventare, troppo spesso, una cosa bigotta tanto stupida e meschina e volgare.
Pagina 277 | Pos. 4233-35
Dopo il suo arrivo, credo che la porta fosse lasciata aperta. La ricordo aperta, mentre io desideravo che fosse chiusa, per il soffio d’aria fredda che veniva dal corridoio. Ma io non avevo la forza, né il coraggio, di scendere dal letto per chiudere la porta della mia prigione.
Pagina 278 | Pos. 4248-51
Per loro il suicidio non è, come per noi, una scelta. È la rinuncia alla scelta, l’atto stesso del tradimento. Per un karhidiano che studiasse i nostri canoni, il delitto di Giuda non si troverebbe nel tradimento di Cristo, ma nell’atto che, sigillo ultimo della disperazione, nega ogni possibilità di perdono, di cambiamento, di redenzione, di vita: il suo suicidio.
Pagina 290 | Pos. 4442-44
Dopo circa un’ora il ragazzo (nell’aspetto e nei movimenti aveva la delicatezza e la guizzante grazia di una fanciulla, ma nessuna fanciulla avrebbe potuto mantenere un silenzio così cupo come il suo)
La mano sinistra delle tenebre: giudizio finale
Consiglio La mano sinistra delle tenebre anche ai non lettori abituali di fantascienza: quando una storia è così bella e profonda trascende ogni genere e classificazione. In particolare lo consiglio agli appassionati di romanzi di avventura: la descrizione dei viaggi di Genly Ai nel pianeta ghiacciato sono molto avvincenti e la lotta uomo-natura è particolarmente accurata. Siete lettori di romanzi d’alpinismo? Ecco il libro che a per voi.
Nella mia classifica siderale e siderurgica priva di accordi ma ricca di manomissioni, La mano sinistra delle tenebre merita un punteggio senza senso di quattro cartelli bisessuali per mettere in difficoltà gli avventori dei bagni pubblici:
Visto che da un pezzo nessuno viene più a insultarmi sul sito, ho pensato avreste gradito un pretesto. Quindi, se appartenete alla categoria dei lavoratori ultrastressati che aspettano le ferie con la stecca e che magari non vedono la luce del sole da diversi mesi, sappiate che io sono di ritorno da due fantastiche settimane di mare.
Se avete della rabbia repressa questo è il momento di usarla!
Per non restare proprio fuori tema ecco una bella foto dell’eBook di Pelicula sullo sfondo della colorata rotonda di San Teodoro (OT). Ne ho scattate anche sulla spiaggia, ma sul maledetto schermo dell’iPad il riflesso è troppo forte perché si possa vedere qualcosa (considerate che questa è stata scattata di sera, con il cielo un po’ coperto e all’ombra di alcune piante). Tuttavia credo che una foto sia più che sufficiente per farmi odiare quanto basta per qualche insulto di prima scelta.
Inoltre, in onore dell’insulto più originale realizzerò un meme personalizzato autoinfamante. Date fuoco alle polveri.
Ora prestatemi ascolto: ecco come scrivere un buon racconto breve.
Kurt Vonnegut introduce così questo elenco in otto punti su come – per l’appunto – scrivere un buon racconto breve:
Kurt Vonnegut su come scrivere un racconto breve
Adopera il tempo di un perfetto sconosciuto in un modo tale che lui o lei senta di non averlo sprecato.
Dai al lettore almeno un personaggio per cui tifare.
Ogni personaggio deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare qualcosa su un personaggio o portare avanti l’azione.
Inizia quanto più possibile vicino alla fine.
Sii sadico. Per quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi, fa’ che gli accadano cose terribili, affinché il lettore possa vedere di che pasta sono fatti.
Scrivi per dar piacere a una sola persona. Se apri una finestra e fai l’amore col mondo, la tua storia si prenderà una polmonite.
Dai ai tuoi lettori più informazioni possibile il prima possibile. Al diavolo la suspence, i lettori devono avere una comprensione tale di come le cose stanno andando, di dove e perché, che potrebbero finire la storia da soli, dovessero gli scarafaggi mangiarsi le ultimissime pagine.
Trovo siano tutti ottimi consigli e, pur non condividendone alcuni, sapendo che vengono da un grande maestro coma Kurt Vonnegut, assumono un valore ancora maggiore. I punti 4 e 5, in particolare, pur sembrando più innocenti rispetto agli altri, sono invece quelli più interessanti: un racconto breve, a differenza di un romanzo, deve essere perfetto. Non c’è spazio per divagare e per allungare il brodo, quindi niente frasi superflue (penso per esempio a tutti quei dialoghi inutili inseriti solo per infodump o per fare atmosfera. Per quanto mi riguarda, ora l’obiettivo è avvicinarsi all’eliminazione dei dialoghi diretti!) o ricostruzioni particolareggiate di spazio/tempo; non ha senso creare il proprio universo e volerlo mostrare al lettore nel dettaglio, si deve essere già lì da un pezzo e pronti a chiudere.
Per essere efficace il racconto breve deve essere l’ultima mano di una partita a carte scoperte.
Qualche giorno addietro ho partecipato senza saperlo alla promozione Acquista un Kindle e ricevi 7 eBook in omaggio. Non mi dilungherò troppo (comunque il Kindle nuovo, un Paperwhite, non era per me: io resto fedele al mio vecchio NT), il nocciolo della questione è che mi sono trovato in mano di colpo 60,93 € da spendere in eBook e, siccome i titoli da scegliere non erano da scegliere perché erano quei sette e basta, mi ritrovo ora con tutti questi eBook nuovi di pacca di cui non so nulla.
Dettaglio degli eBook in omaggio
Qualcuno li conosce, o per lo meno ne conosce gli autori, e ha voglia di spendere un minuto o due per parlarmene? Vi ringrazierò nell’eventuale recensione dedicandovi la votazione insensata a parametrizzazione aleatorio-etilica dei contenuti distorti. Oppure potrei regalarvi un eBook!
Sto partecipando da qualche tempo a un laboratorio settimanale di scrittura ricreativa, nel senso che è molto divertente. Detto così può sembrare poco serio, ma esiste forse qualcosa di più serio dell’unione di una penna, un quaderno, buona musica e un numero imprecisato di birre? Risposta: probabilmente no.
Ernest Hemingway diceva: scrivi da ubriaco, correggi da sobrio, ecco perché durante l’ultimo ritrovo – nel tentativo di contenere i danni – ci siamo autoimposti una serie di linee guida per venire incontro ai maggiori difetti della prosa di ognuno dei presenti, e più precisamente:
Lunghezza ≈ 3 cartelle
No storie tristi
Trama consistente
No ambientazione montana
No parolacce
Almeno un elemento fantastico
Vincoli affatto restrittivi, infatti non si può dire che da quella serata sia nata una corrente letteraria ben definita.
Per quanto mi riguarda ha visto la luce Bollente come l’inferno e forte come il diavolo ma dolce, come l’amore, un racconto dall’abito noir che però nasconde un cuore surreale. Mi è piaciuto molto lavorare a un’ambientazione noir, volutamente caratterizzata da alcuni suoi cliché, dove però la trama segue vie inaspettate e mostra ciò che accade forse attraverso occhi edulcoranti, forse attraverso allucinazioni.
Ho anche rispettato tutti e sei i vincoli: circa tre cartelle, tra il serio e il brillante: per nulla triste, la trama è solida, ambientato in città, nessuna parolaccia e – riguardo l’ultimo punto – pur non essendoci Draghi Viola, anche il fantastico ha avuto il suo piccolo spazio.
Chat Arte Poesia Amore è il nome di un gruppo Facebook cui mi sono iscritto qualche giorno fa per condividere il mio post su Il diavolo in corpo e questa accanto è la sua complicatissima descrizione. Qualcuno, da un gruppo chiamato Chat Arte Poesia Amore potrebbe aspettarsi qualcosa inerente alla poesia e all’amore. Beata innocenza! Analizziamo per bene la descrizione per carpirne i segreti reconditi (prendete anche voi la vostra lente d’ingrandimento).
L’Amore, la Poesia e soprattutto l’Arte sono alchimie selvagge e spietate, sono combinazioni di colori luminescenti che sfiorano le nostre Anime tra le soavità e le meraviglie di ninfee immaginarie…
Dunque: alchimie selvagge e spietate tra soavità e meraviglie. Giusto?
Troverete calore, emozioni e il modo più desideroso di chattare…
Troverò il modo più desideroso di chattare? E che sono quei puntini di sospensione, una specie di maledizione?
Potrete far conoscere i vostri lavori artistici, le vostre opere, le vostre poesie, le vostre liriche… affinché queste fatiche non vengano mai disperse nel dimenticatoio…
Il dimenticatoio non è posto dove disperdere certe cose!
Insomma mi ero ingannato, infatti i tag che descrivono il gruppo sono:
Poesia
Amore
Pittura ad olio
Probabilmente sottovalutare l’importanza della pittura a olio per l’economia del gruppo è stato l’elemento scatenante che mi ha posto alle attenzioni di uno degli amministratori (che per motivi di scherno rappresenteremo con le sembianze di Frau Blücher) la quale mi ha pizzicato in chat. IIIHIII!
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) Ciao Andrea, ho visto che hai pubblicato un post nel nostro gruppo: Chat Arte Poesia Amore. Mi ha fatto davvero piacere. Ti chiederei un favore, potresti aggiungere dei tuoi amici? Mi faresti cosa gradita, mi fai felice? Per qualsiasi necessità chiedi pure di me, Chanel. Per aggiungere un centinaio di amici è molto semplice, ci metti due minuti, grazie. Mi dai una mano? vedo che leggi ma non rispondi, non ti fa troppo onore 🙂
Andrea Cabassi un centinaio di amici? scusa se non rispondo subito ma sto fascendo più cose insieme
Sto cretino con la faccia da Igor ha scritto fascendo… ah, ma sono io!
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) anche cinquanta certo che se ne infili cento è meglio
Cento? Quali cento?
Andrea Cabassi credo di averne tre o 4 che possano esser einteressati
In realtà non ne ho nessuno, si trattava di un bluff per distogliere l’attenzione dai miei errori di battitura!
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) non confondiamoci è un gruppo molto variegato quindi tratta qualsiasi tematica non essere pasimonioso
Non essere pasimonioso! Però parliamoci chiaro: chi è che vorrebbe partecipare a un gruppo talmente dispersivo da trattare qualsiasi tematica? Più che un gruppo si direbbe un ndocojocojo!
Andrea Cabassi non è parsimonia, è rispetto verso i miei amici
Qua voglio l’applauso!
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) allora fai come vuoi che altro ti devo dire… ti dico che il gruppo tratta le tematiche più variegate
Ve lo devo confessare: a sentire variegato io penso subito al gelato!
Andrea Cabassi scusa ma lo scopo del gruppo è quello di avere più iscirtti possibile?
Ehi, sono riuscito a scrivere quasi due (cioè uno) post di fila senza errori di battitura!
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) No, Andrea ma se non avessimo fatto pubblicità tu non avresti pubblicato il tuo spazio nel nostro gruppo quindi in numero ha la sua importanza
Andrea Cabassi ma io vi ho trovato perché ho fatto una ricerca, non mi ha inserito qualcuno contro la mia volontà
Chanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore) fai come credi allora se ci aggiungi ci fai cosa gradita, altrimenti niente
Li ho aggiunti… sì, nel blog! Mi fa piacere di aver fatto cosa gradita, specialmente dopo il primo sgradevole impatto con questa realtà, questo malaffare dei gruppi Facebook gestiti da uomini d’onore che credono di concedere favori permettendo agli utenti di scrivere nel gruppo. Vi lascio con l’immagine di un gruppo pieno di gente che non vuole essere lì, a cui viene chiesto di aggiungere altra gente che nojenepofregà demeno, ma dove alla fine nessuno posta, nessuno commenta e probabilmente in pochi capiscono che cosa stia succedendo. Ma potrebbe andare peggio: potrebbe piovere!
[Edit] A circa due ore dalla pubblicazione di questo post sono stato inspiegabilmente bannato dal gruppo Chat Arte Poesia Amore. C’est la vie.
Ho raggiunto di recente il traguardo dei mille follower su Twitter così, come nella migliore tradizione, ho preparato un regalo per il millesimo cliente.
Che poi non è un cliente Che poi non è solo per lui ma è per tutti!
Si tratta del racconto Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani che passa dall’esorbitante prezzo di 0,79 € a Zero. Se vi va, con quei settantaenove centesimini bevetevi un caffè alla salute dei miei follower.
Un clìc qui per scaricare gratuitamente l’eBook, ma attenti al lupo!
Storie di cronopios e di famas è una raccolta di racconti e frammenti surreali dell’argentino Julio Cortázar, pubblicata originariamentre nel 1962. In questo libro Cortázar descrive le principali classi sociali del suo tempo: l’alta borghesia argentina è rappresentata dai famas, mentre la classe media dai cronopios.
Questo il commento di Italo Calvino all’edizione Einaudi di Storie di cronopios e di famas:
I cronopios e i famas, due genìe d’esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibitità dell’essere, sono la creazione più felice e assoluta di Cortázar. Dire che i cronopios sono l’intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l’ordine, la razionalità, l’efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l’autonomia morale del foro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall’insieme dei loro comportamenti. I famas sono quelli che imbalsamano ed etichettano i ricordi, che bevono la virtù a cucchiaiate col risultato di riconoscersi l’un l’altro carichi di vizi, che se hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di comprare le pasticche Valda. l cronopios sono coloro che, se si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il tubetto per veder volare al vento festoni di dentifricio rosa; se sono dirigenti della radio fanno tradurre tutte le trasmissioni in rumeno; se incontrano una tartaruga le disegnano una rondine sul guscio per darle l’illusione della velocità. Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell’essere cronopios, e che nell’agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca.
Questo invece il mio commento a caldo (in cui riesco perfino a citare Calvino!), datato fine luglio 2011:
Originalsurreale: Il risultato di un Marcovaldo sotto acidi. Lettura piacevolissima, inclassificabile e inclassificabile.
Stringato, non v’è da obiettare, ma a volte le parole sono superflue e l’unica cosa sensata è convincervi a toccare con mano la genialità di Cortázar. Leggetelo.
Sull’editing è sorta tempo fa un’accesa discussione. Si voleva definire quali fossero le operazioni necessarie per considerare editing il lavoro compiuto su un testo, ovvero definire quali siano gli aspetti di cui una casa editrice deve farsi carico nell’ambito della revisione di un’opera letteraria.
Io un’idea nel tempo me la sono fatta e ce l’ho ben chiara: ecco nella foto qui sopra, direttamente tratta dal mio immaginario, alcuni redattori impegnati nell’editing di romanzi e racconti di autori esordienti. Tuttavia, per confrontarmi con altri pareri, ed eventualmente correggere il tiro, ho aperto un sondaggio sull’argomento.