I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas

I Tre Moschettieri (1844) è probabilmente il lavoro più celebre di Alexandre Dumas (del quale ho già letto Robin Hood – Il principe dei ladri). Nato come romanzo d’appendice, è il primo capitolo dell’omonima trilogia, a cui sono seguiti Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850).
Siccome immagino che tutti conoscano la trama de I Tre Moschettieri – almeno a grandi linee -, prima di passare alle meravigliose citazioni di quest’opera mi soffermerò solo su alcune considerazioni.
Tanto per cominciare a un certo punto in poi della storia i moschettieri sono quattro: i tre iniziali sono Athos, Portos e Aramis, ai quali successivamente si unisce D’Artagnan.
Il celebre motto tutti per uno e uno per tutti compare una sola volta in tutto il romanzo.
I Tre Moschettieri può essere diviso in tre parti principali:

  • Nella prima si fa la conoscenza dei personaggi e viene narrata la missione dei fermagli della regina.
  • Nella seconda parte i moschettieri si preparano alla guerra e D’Artagnan ha un intrallazzo con Milady.
  • L’ultima è la missione di Milady in Inghilterra, con in chiusura il gran finale.

La prima parte è un’ode alla bellezza: è scritta meravigliosamente e narra i fatti mainstream del romanzo (le numerose trasposizioni cinematografiche e televisive spesso ripropongono questi primi capitoli).
I Tre Moschettieri - MiladyLa seconda, invece, è piuttosto noiosa e non nascondo di averla poco digerita.
Per descrivere la terza dirò solo un nome: Milady. Che personaggio! Assolutamente il migliore della storia, il più completo e il più affascinante. Riesce a reggere da sola quasi un terzo della storia pur non essendo né uno dei protagonisti né l’antagonista principale. Intelligente, risoluta, astuta e piena di risorse, è l’esemplare perfetto di femme fatale. Una caratterizzazione assolutamente impeccabile, il mio personaggio preferito.

Ora, come dicevo all’inizio, ecco le citazioni da I Tre Moschettieri, tutte di primissima qualità!

Citazioni da I Tre Moschettieri

Pos. 9-10

quell’epoca nella quale gli autori amavano dire la verità senza soggiornare più o meno lungamente alla Bastiglia

Pos. 52-53

Un giovane… tracciamo con un tratto di penna il suo ritratto: figuratevi don Chisciotte a diciott’anni

Pos. 187-88

un colpo di spada è un colpo di spada, qualunque sia l’età di chi lo dà

Pos. 387-88

Sul pianerottolo non ci si batteva più: si raccontavano storie di donne, e nell’anticamera storie di corte. Sul pianerottolo d’Artagnan arrossì, in anticamera rabbrividì.

Pos. 481-82

chiamò a tre riprese, rafforzando di mano in mano la voce, e passando dal tono imperativo all’accento irritato: “Athos! Porthos! Aramis!”

Pos. 783-84

“Io sono di Guascogna, è vero, e poiché lo sapete non ho bisogno di dirvi che i Guasconi hanno poca pazienza di modo che quando si sono scusati una volta, fosse pure per una sciocchezza, son persuasi di aver già fatto più di quanto dovevano fare.”

Pos. 1212-14

Non vorrete negarmi che dopo di ciò abbiano assediato il palazzo del duca de La Trémouille e che siano stati lì lì per incendiarlo, il che, a dire il vero, non sarebbe stata una gran disgrazia in tempo di guerra, visto che è un nido di Ugonotti; ma in tempo di pace, è un cattivo esempio.

Pos. 1240

“Svegliarmi? Dormo io forse? Io non dormo più, signore, tutt’al più qualche volta sogno.

Pos. 1300-1301

“Oh, Sire!” esclamarono ad una voce i quattro compagni “ci faremo tagliare a pezzi per Vostra Maestà!” “Bene, bene; ma restate intieri; è meglio e mi servirete di più.

Pos. 1430-31

i domestici sono come le donne; occorre metterli subito nei limiti in cui si vuole che restino.

Pos. 1455

le quaranta pistole di re Luigi Tredicesimo, come tutte le cose del mondo, dopo aver avuto un inizio avevano avuto una fine

Pos. 1470

come diceva Planchet, anche quando si mangia molto, non si mangia che una volta.

Pos. 1570-71

“E poi avevo pensato che dovendomi tre mesi d’affitto dei quali non vi ho mai parlato…” “Sì, sì, questo me lo avete già detto, e io trovo questa ragione eccellente.”

Pos. 1725-26

“tutti per uno e uno per tutti

Pos. 1728

i quattro amici ripeterono ad una voce la formula dettata da d’Artagnan: “Tutti per uno, uno per tutti.”

Pos. 1923-26

La ricchezza consente alla bellezza una quantità di cure e di capricci aristocratici che le si addicono assai bene. Una calza bianca e fine, un abito di seta, un soggolo di merletto, una graziosa scarpetta al piede, non rendono certo bella una donna brutta, ma fanno bella una donna graziosa, senza parlare delle mani, che traggono vantaggio da tutto ciò; le mani, soprattutto quelle delle donne, hanno bisogno di rimanere oziose per restar belle.

Pos. 3072

È un bravo e onest’uomo che non ama e non odia nessuno.

Pos. 3203-4

un’invincibile decisione, la decisione degli sciocchi che hanno paura

Pos. 3251-53

“Ma questo segreto non è mio e non posso raccontarlo così.” “Stavate pure per confidarlo a Bonacieux” disse con dispetto d’Artagnan. “Come si confida una lettera al cavo di un albero, all’ala di un piccione, al collare di un cane.”

Pos. 3506-7

finché fu notte se ne stettero silenziosi, perché loro malgrado subivano l’influenza dell’oscurità e vedevano ovunque imboscate.

Pos. 3779

costui era un Irlandese abilissimo nella sua arte, il quale confessava di guadagnare centomila lire all’anno

Pos. 3964-67

Lungo tutta la strada e di mano in mano che i corridoi diventavano più deserti, d’Artagnan avrebbe voluto fermare la giovane, afferrarla, contemplarla, sia pure per un attimo; ma, vivace come un uccello, ella gli scivolava sempre di mano e se egli tentava di parlare, il suo dito alzato alle labbra, con un piccolo gesto imperioso pieno di grazia, gli rammentava che egli era sotto l’impero di una potenza alta alla quale doveva ciecamente obbedire e che gli vietava sia pure la più lieve lagnanza.

Pos. 4194-95

si pensa a ciò che si può e non a ciò che si vuole.”

Pos. 4221-25

Ma per d’Artagnan tutti gli aspetti rivestivano una forma di gioia, tutte le idee finivano in un sorriso, tutte le tenebre erano diafane. L’ora dell’appuntamento stava per suonare. Infatti, dopo qualche secondo, il campanile di Saint-Cloud lasciò cadere lentamente dieci colpi dalla sua bocca muggente. Vi era qualcosa di lugubre in quella voce di bronzo che si lamentava così nella notte. Ma ognuna di quelle ore che componevano l’ora aspettata vibrava armoniosamente nel cuore del giovanotto.

Pos. 4691-92

Nulla fa passare il tempo e abbrevia la strada come un pensiero in cui si assorbiscano tutte le facoltà intellettive.

Pos. 4708-9

“Perché? È forse con una donna?” “Dio mio! che dite mai? Povero figliuolo! No, signore, non è con una donna.”

Pos. 4796-97

Tutti si fecero il segno della croce e d’Artagnan credette di dover seguire questo esempio.

Pos. 4864

quanto a me, ho pressappoco dimenticato quel po’ di latino che non ho mai saputo

Pos. 4868-69

per voi aggiungerò delle uova ed è una grave infrazione alla regola, poiché le uova sono carne visto che generano il pulcino.”

Pos. 4925

Il silenzio è l’ultima gioia degli infelici

Pos. 4965-68

“Certamente, e nessuno più di me ammira il coraggio e l’abilità di Athos; ma preferisco sentire sulla lama della mia spada l’urto delle lance che quello dei bastoni; ho paura che Athos sia stato strigliato dal servidorame, e i servi sono gente che picchia forte e non la smette facilmente. Ecco perché, lo confesso, vorrei partire più presto che fosse possibile.”

Pos. 4998

“Ahimè” sospirò Bazin “lo so, signore, tutto va alla rovescia al giorno d’oggi.”

Pos. 5240-41

“Dico che l’amore è una lotteria in cui chi vince, guadagna la morte.

Pos. 5257

Uno dei miei amici, uno dei miei amici, capitemi bene! non io”

Pos. 5462

“Aggiungete al merito della difficoltà quello della brevità, sarete sicuro che il vostro poema avrà per lo meno due meriti.”

Pos. 5722-23

sarebbe veramente andato in capo al mondo per cercarla. Ma il mondo ha molti capi per il semplice fatto che è rotondo, ed egli non sapeva da che parte andare.

Pos. 5787-88

“Ehi, signore” gridò “voi mi sembrate più farfallino di me, poiché mi pare che dimentichiate che c’è fra noi qualcosa come una lite cominciata.”

Pos. 5885-86

“Amavo la signora Bonacieux col cuore, mentre amo Milady col cervello”

Pos. 5993-94

La signora Coquenard invece sorrise lievemente e arrossì molto perché sapeva che l’ingenuità non era merce da procuratori.

Pos. 6024-25

Io rispetto la vecchiaia ma non l’apprezzo né lessata né arrostita.”

Pos. 6031

alcune ossa di montone, che di primo acchito si sarebbero potute credere guarnite di carne

Pos. 6143-44

D’Artagnan impallidì; il suo amor proprio ferito gli faceva credere di soffrire per amore.

Pos. 6238

“Ecco la terza volta che vi scrivo per dirvi che vi amo. State attento che non vi scriva una quarta per dirvi che vi odio.

Pos. 6282-83

“Generalmente” diceva “non si chiedono consigli che per non seguirli, o, dopo averli seguiti, per avere qualcuno al quale si possa rimproverare di averli dati.”

Pos. 6303-4

“Sono contentissimo di aver ucciso quello sciocco, ragazzo mio, perché è una benedizione uccidere un Inglese; ma se avessi intascato il suo denaro, esso mi peserebbe come un rimorso.”

Pos. 6311-12

“Capisco, per ritrovare una donna voi fate la corte a un’altra; è la strada più lunga, ma la più divertente.”

Pos. 6452

non v’è nulla di più egoistico della felicità.

Pos. 6623

“Ah! è che la mia felicità mi sembra inverosimile, e che temendo sempre di vederla sfumare come un sogno, ho fretta di tradurla in realtà.”

Pos. 6807-8

In quel mentre Athos, in veste da camera, uscì dalla camera e disse: “Grimaud! Mi pare che voi vi permettiate di parlare?”

Pos. 6938-39

d’Artagnan capiva che se lui, povero gentiluomo guascone, poteva mercanteggiare, ciò era impossibile a un uomo come Athos, che pareva un principe.

Pos. 6998-99

È un pezzo che non attacchiamo briga con le guardie di monsignor Cardinale, e il signor di Tréville deve crederci morti.”

Pos. 7126-27

Lo so, perché nella posizione in cui sono, debbo saper tutto.

Pos. 7178-79

è già abbastanza faticoso difendere i propri amici e ricompensarli, perché ci si debba occupare anche dei nemici

Pos. 7452

Questa tranquillità dimostrava una cosa, cioè che d’Artagnan non conosceva ancora Milady.

Pos. 7632-33

non bisogna credere né a quello che dicono i ministri, né a quello che dicono i loro nemici.

Pos. 7689-91

allora persi la pazienza, sfoderai a mia volta la spada e, poiché egli tornava alla carica, credo aver sentito che, gettandomisi contro, se l’è passata attraverso il corpo

Pos. 7840-42

“Allora è la cosa più semplice del mondo. Datemi questa prova e lo mando senz’altro alla Bastiglia.” “Va, bene, Monsignore. Ma poi?” “Quando uno entra nella Bastiglia non c’è un poi”

Pos. 8003-4

“Pelzepù!” disse lo svizzero, il quale, a dispetto della splendida collezione di bestemmie che possiede la lingua tedesca, aveva preso l’abitudine di bestemmiare in francese.

Pos. 8051-52

“Non ci sono deserti in cui un uccello non possa passare sul campo, o un pesce non possa saltar fuori dall’acqua, o un coniglio sbucare dalla sua tana, e credo che tanto l’uccello quanto il pesce e il coniglio possano tramutarsi in spie del Cardinale.

Pos. 8058

“Eh, mio caro” disse Athos “voi sapete bene che non sono le palle del nemico quelle che si debbono maggiormente temere.”

Pos. 8197-99

torcere il collo a questa dannata Milady sarebbe minor peccato che torcerlo a poveri diavoli di Ugonotti che non hanno mai commesso altro delitto che di cantare in francese i salmi che noi cantiamo in latino!”

Pos. 8410

“bisogna speculare sui difetti delle persone e non sulle loro virtù

Pos. 8417-18

disse Athos che era ottimista quando si trattava di cose, e pessimista quando si trattava di uomini.

Pos. 8435-36

Non si ricordano certi favori a un galantuomo. Piacere ricordato, offesa fatta.”

Pos. 8513-14

di prim’acchito, gli aveva annunciata la gloria, poi il denaro, infine il pericolo.

Pos. 8579-80

son convinto che un chirurgo ci farebbe più soffrire tagliandoci una coscia che il boia tagliandoci la testa.

Pos. 8584-86

La vita è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. Siate filosofi come me, signori; mettetevi a tavola e beviamo; nulla aiuta a vedere la vita in rosa quanto guardarla attraverso un buon bicchiere di chambertin.”

Pos. 8642-43

Era una di quelle rare, splendide giornate d’inverno nelle quali anche l’Inghilterra si ricorda che c’è un sole.

Pos. 8729-30

Era una camera la cui mobilia era insieme assai decente per una prigione e assai severa per un’abitazione destinata a una persona libera; tuttavia le sbarre alle finestre e i catenacci esterni alla porta non lasciavano dubbi circa la sua vera destinazione.

Pos. 8893-94

Questa esecuzione calmò le teste più calde, che si rassegnarono a lasciarsi morire di fame; questa morte sembrava loro più lenta e meno sicura di quella per impiccagione.

Pos. 9054-55

esclamò Athos vuotando un bicchiere di eccellente vino di Bordeaux che, pur non avendo allora la riputazione di cui gode oggigiorno, la meritava ugualmente

Pos. 9057-58

“bisogna bruciarla e chi sa se il Cardinale non conosce il segreto per leggere anche nella cenere.”

Pos. 9065-66

Grimaud tracannò in silenzio il bicchiere di vino di Bordeaux, ma i suoi occhi levati al cielo durante tutto il tempo che durò questa dolce occupazione, parlarono un linguaggio che, per quanto muto, non era meno espressivo.

Pos. 9072-73

un abisso di cupe riflessioni, cupo inferno sulla soglia del quale ha quasi lasciato ogni speranza

Pos. 9078

Buckingham, ch’ella odia come odia tutto ciò che ha amato

Pos. 9080-81

quel segreto che, essa l’ha giurato, nessuno deve conoscere senza morire.

Pos. 9091-93

per vendicarsi bisogna essere liberi, e per essere liberi quando si è prigionieri, occorre forare un muro, segare inferriate, bucare un pavimento, operazioni tutte che può compiere un uomo forte e paziente, ma dinanzi alle quali sono destinate a fallire le irritazioni febbrili di una donna.

Pos. 9096

Perché dunque il cielo si è talmente ingannato mettendo un’anima virile in un corpo fragile e delicato?

Pos. 9101

la violenza è una prova di debolezza.

Pos. 9147-48

“L’ho pensato, milord” disse Felton “ma poiché, dopo tutto, la prigioniera è una donna, ho voluto usarle i riguardi che un uomo ben nato deve sempre a una donna, se non per lei, per rispetto verso se stesso.”

Pos. 9181-85

“Debole o forte che sia” diceva Milady “quell’uomo ha dunque nell’animo un barlume di pietà; di questo barlume io farò un incendio che lo divorerà. Quanto all’altro, egli mi conosce, mi teme e sa che cosa può aspettarsi da me se gli sfuggo, è dunque inutile ch’io faccia dei tentativi su di lui. Ma Felton è un’altra cosa; è un giovanotto ingenuo, puro e che sembra virtuoso; c’è dunque modo di perderlo.” E Milady si coricò e si addormentò col sorriso sulle labbra; chi l’avesse veduta addormentata, l’avrebbe creduta una giovanetta sognante la corona di fiori che deve mettere sulla sua fronte in una festa imminente.

Pos. 9226-28

Ebbe quindi una di quelle pronte ispirazioni che soltanto coloro che hanno genio ricevono nelle grandi crisi e nei momenti supremi che devono decidere della loro fortuna e della loro vita.

Pos. 9260-61

lord Winter se ne andò bestemmiando, come a quel tempo era abitudine dei gentiluomini.

Pos. 9346

Dio, che ama i martiri, permette qualche volta che gli innocenti siano condannati.”

Pos. 9369

“Chi chiamate un infame?” domandò Felton. “Ci sono forse due uomini in Inghilterra ai quali si possa dare tale appellativo?”

Pos. 9373-75

Felton non faceva che esprimere nei riguardi del duca il sentimento di esecrazione che tutti gli Inglesi avevano votato a colui che i cattolici stessi chiamavano l’esattore, il concussionario, il vizioso, e che i puritani chiamavan semplicemente Satana.

Pos. 9568-69

Un puritano non adora che le vergini e le adora giungendo le mani. Un moschettiere ama le donne e le ama stringendo le braccia.”

Pos. 9591-94

Quanto a lei, tornò al suo posto con un sorriso di selvaggio disprezzo sulle labbra e ripeté bestemmiando quel terribile nome di Dio sul quale aveva giurato senza mai aver imparato a conoscerlo. “Il mio Dio!” disse. “Fanatico insensato! Io sola sono il mio Dio, io e colui che mi aiuterà a vendicarmi.”

Pos. 9618

Per una creatura operante e ambiziosa come quella di Milady, i giorni che non s’impiegano a salire sono giorni nefasti

Pos. 9622-23

avrebbe fatto scoppiare i muri della prigione, se il suo corpo, per un solo istante, avesse potuto assumere le proporzioni del suo spirito.

Pos. 9757-58

“Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava: si dice che i disgraziati persi nei deserti dell’America sentano così l’avvicinarsi del serpente.

Pos. 9774-75

“Sì” rispose Milady “questa idea non era da cristiana, lo so; certamente l’eterno nemico della nostra anima, il leone che rugge incessantemente intorno a noi, la suggeriva al mio spirito.

Pos. 9805

“voi volete togliermi la vita, mia bella puritana! Ma questo non è più odio, è ingratitudine!

Pos. 9848-49

ero così debole che ad ogni istante svenivo e, ogni volta che svenivo, ringraziavo Dio perché credevo di morire.

Pos. 9880

Egli non l’amava più, l’adorava.

Pos. 9899

con certa gente non è la spada che si deve adoperare, ma il pugnale.”

Pos. 9959-60

La presenza di questa donna non impedì a Milady di pensare ai casi suoi.

Pos. 10375-77

I grandi criminali recano con sé una specie di predestinazione grazie alla quale sormontano tutti gli ostacoli e che li sottrae a ogni pericolo fino al momento in cui la Provvidenza, stanca di loro, non segna lo scoglio contro cui naufraga la loro empia fortuna.

Pos. 10380-81

Milady possedeva il più efficace dei passaporti: la sua bellezza, la sua apparenza signorile e la generosità con cui spendeva le pistole.

Pos. 10722

“Oh, mio Dio! la mia testa si confonde in questo caos di nequizie.

Pos. 10893

questo sospiro era quell’anima così casta e amorosa che risaliva al cielo.

Pos. 10888-89

“per il veleno ch’ella versa non ci sono contravveleni.”

Pos. 10918

le donne piangono i loro morti, ma gli uomini li vendicano.”

Pos. 11041-42

Era una notte buia e tempestosa, grosse nubi correvano in cielo velando la luce delle stelle; la luna non si sarebbe alzata che a mezzanotte.

Pos. 11094-95

“Cerchiamo” rispose Athos “Anna di Breuil che si chiamò dapprima contessa di La Fére, poi lady di Winter, baronessa di Sheffield.”

Pos. 11197-98

“Voi non siete una donna” disse freddamente Athos “non appartenete alla specie umana, siete un demonio fuggito dall’inferno nel quale ci disponiamo a farvi rientrare.”

Pos. 11200-11201

“Il carnefice può uccidere senza essere per ciò un assassino” disse l’uomo dal mantello rosso, battendo la mano sulla sua grande spada” esso non è che l’ultimo giudice: ‘Nachrichter’, come dicono i nostri vicini tedeschi.”

Pos. 11220-21

“Volentieri, Monsignore” rispose il carnefice “poiché è certo, come è certo che sono un buon cattolico, che io credo d’essere nel giusto compiendo le mie funzioni su questa donna.”

Pos. 11261-62

Luigi Tredicesimo, come tutti i cuori deboli, mancava di generosità.

Pos. 11350

“ebbene, in fede mia! vedrà come sa morire un gentiluomo.”

Pos. 11380-81

d’Artagnan si recò nella camera di Athos che stava vuotando una bottiglia di vino di Spagna, operazione che compiva religiosamente ogni sera.

I Tre Moschettieri: giudizio finale

I Tre Moschettieri - Primo moschettoneI Tre Moschettieri - Secondo moschettoneI Tre Moschettieri - Terzo moschettoneI Tre Moschettieri - Quarto moschettone

Non fosse stato per quella fase centrale di stanca avrei elargito pieni voti, invece non posso far altro che assegnare quattro insensati moschettoni, un moschettone a moschettiere.

Pelicula giorno Zero

Pelicula giorno Zero

Pelicula giorno 0

Riuscite a capire che spillette tengo in mano?
No? È troppo difficile? Poco male, non avevo intenzione di parlare di spillette.
Stavo sistemando alcune vecchie foto quando ho trovato questa e mi sono ricordato che è stato proprio nel giorno in cui è stata scattata che ho avuto l’idea per Pelicula.
C’è di mezzo un viaggio in treno appena fatto e uno ancora da compiere.
E per ora su questa faccenda non ho altro da dire.

Vendere libri: genialate in libreria

Vendere libri: genialate in libreria

Vendere libri ai tempi dell’eBook

Vendere libri ignorando le potenzialità fenomenali messe a disposizione da quell’oggetto misterioso chiamato eBook è come aspettarsi di vendere gli stessi volumi di CD quando la rete mette a disposizione musica gratis.
A meno che… librerie immaginose, in collaborazione con editori estrosi, escogitino piani genialoidi per vendere libri cartacei ignorando questo fervente nemico, questo ostacolo, questa futuristica eccentricità nemica dei lettori.

Mi sono fatto un giro in una libreria Mondadori e ne ho viste di belle. Ragazzi, che geniacci!

Vendere libri con l’astuccetto

Vendere libri - Astuccio

All’ingresso ho trovato una colonnina con questi libri contenuti in coloratissime pochette semitrasparenti. I colori dell’estate. Effettivamente possono essere utili per salvaguardare i libri da sabbia, spruzzi d’acqua, ladri muniti di buon gusto, oppure si può buttare il libro e usarle per tenerci le creme, il cellulare, gli occhiali da sole, le chiavi, la sabbia, gli spruzzi d’acqua… ma forse ho fatto un po’ di confusione.
Comunque bella idea davvero, forse uno o due li hanno pure venduti.

Vendere libri risparmiando sulle copertine

Vendere libri - Copertine

Probabilmente risparmiando i soldi del grafico sono riusciti ad abbassare talmente tanto il prezzo di questi libri che uscire dal negozio a mani vuote è praticamente impossibile.
Peccato manchi una bella copertina gialla.

Vendere libri con le magliette

Vendere libri - Maglietta

Un grande romanzo LIBRO + MAGLIETTA IN REGALO
OK OK, questa non è male. Ma qualcuno mi spieghi perché – facciamo un esempio – un fan di Blade Runner dovrebbe acquistare la maglietta di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Oppure perché un fan di Io sono leggenda dovrebbe volere la maglietta con Willy il principe di Bel-Air. O, in generale: se mi piace un libro davvero pensano che me lo ricomprerei solo per la maglietta?

Vendere libri confondendo i clienti

Vendere libri - Confondere

Ammetto che suggerire di visitare il mondo a chi è molto religioso sia un’ottima idea, ma sarà sufficiente? E poi non è che mi scelgono come destinazione Lourdes, Czestochowa, Medjugorje o Gerusalemme?
Comunque confondere le idee ai clienti la vedo più una strategia da venditori d’auto usate che da librai.

Vendere libri colorando la carta igienica

Vendere libri - Carta culo

Passatemela: questa era per chiudere con una bella risata!

Chi è Salvatore D’Angelo?

Chi è Salvatore D’Angelo?

Salvatore D’Angelo, per chi se lo fosse perso, è sia lui che lui. In realtà in fondo al cuore abbiamo tutti un piccolo Salvatore D’Angelo. Io invece sono un Llort, che poi è l’inverso di Troll, nel senso che è lui che viene da me (questa è la terza volta) per farsi importunare.
Questa la cronaca fedele:

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
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Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
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Salvatore D'Angelo - AccessiBah, il contatore nella sua home parla di altri volumi, comunque chi sono io per contraddirlo?

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Beh non male. Hai aperto da molto?

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100MILA visite in un anno e mezzo sono una media di grossomodo 180 visite al giorno

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ma finito l’anno poi cancelli le mie recensioni dal sito?

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No,sposto solo i banner.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
OK come ti dicevo mi interessa soprattutto l’intervista. Dove possiamo incontrarci?

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Non è dal vivo, la facciamo o via messaggio o via videoconferenza

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ah

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E ovvio no?
Tu dv abiti?

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dgt da trapani

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E io sn di Napoli secondo te e fattibile?

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
scusami, non ho esperienza nel settore; dimmi tu come fare

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Allora, appena fai la donazione io ti invio le domande via messaggio e tu rispondi e me le invii via messaggio. Ok?

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Perfetto. Spero potrai farmi uno sconto visto che mi interessa solo l’intervista e non tutto il resto

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Scrivo gli estremi?

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OK

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Ecco gli estremi:
[omiss]
Va bene?? 10 € per l’intervista e la pagina e banner sul sito, ok?
Poi mi avvisi appena fai tutto? Cosi ti invio le domande per l’intervista.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Quanto solo per l’intervista?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Senti sempre 10 € perche sulla postpay non si puo caricare meno di questo.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Non riesci a farmi uno sconto?? ci sei ancora?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, no anche perché te l’ho dtt meno di quello non si può caricare

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
OK OK domani mattina passo in posta e ti faccio il bonifico

Salvatore D'Angelo - E io pago!Ovviamente non ho pagato un bel niente, volevo solo vedere quanto reggeva il bluff.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Hai ricevuto?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, mi dici data e ora, così controllo, poi ti invio le domande

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
25 verso mezzodì

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, sicuro?

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Certo, che domande! Quindi? Non mi invii le domande???

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, domani controllo e ti invio le domande,

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ma che cosa c’è da controllare? Non è che mi hai chiesto solo 10 euro per poi continuare a chiedermene altri?????

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, scusa ma non devo controllare? Io ho chiesto solo 10 euro perché è la cifra che prendo visto che mi hai chiesto lo sconto. Domani ti invio le domande.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ciao hai controllato? Ehi? Ci sei?
Su Internet ho letto che il tuo sito è una bufala! Ci sei? Rispondimi per favore!!!
Non voglio comparire su un sito con una cattiva fama, rivoglio indietro i miei soldi!!!

Comunque è vero che in giro dicono che il sito di Salvatore D’Angelo è una bufala! Anche oltre a qua, intendo.

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ciao, è sono solo detrattori Il mio sito e visitatissimo e alcuni detrattori ci saranno sempre.
Èsempre un’ottima pubblicita, pubblichiamo prima il tutto,

Salvatore D'Angelo - LOL

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ma dicono che dai sempre il massimo dei voti ai libri che recensisci perché ti fai pagare!

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Poi se nn sei soddisfatto ti restituisco tutto.
Ma quando mai! Senti su internet ci sono sempre detrattori, per qualunque cosa si faccia
Io lo faccio da tempo e lo so quindi, stai tranquillo Ecco le domande

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Mi dai l’indirizzo di una tua recensione che non ha il massimo dei voti?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Senti cercale ce ne sono tante

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Scusa ma tu resti a guardare? Ti chiamano truffatore e te ne stai zitto?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Senti io ho gia agito

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
E che cos’hai fatto?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ecco le domande

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
No, solo perché non mi va che il mio nome venga associato a quello di una persona dalla dubbia moralità! Mi va bene la visibilità ma solo se è positiva!

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
1- parlaci un po di te e del tuo libro
2- cosa ti ha spinto ad iniziare a scrivere

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ma poi sono sempre le stesse domande per tutti o sono diverse? No, perché così almeno sembra meno finto!

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Senti io faccio cosi, se vuoi le cambio
Dammi un po’ di tempo e te ne mando altre Entro oggi pomeriggio te ne invio altre

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ma… guarda, non so.
Preferisco se mi dai indietro i soldi, magari trovo un sito di recensioni meno compromesso! Ne conosci qualuno magari? Essendo tuoi “colleghi” magari mi puoi raccomandare a uno di loro, che ne dici?

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Pubblichiamo prima il tutto e poi ne parliamo, Se riscontri cattiva publicita ne riparliamo.
Cmq riparliamone oggi pomeriggio ti invio altre domande e ci pensiamo.

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Non voglio rischiare, una volta che c’è cattiva pubblicità è un casino “ripulirsi”! Come facciamo per i soldi? Io non ho la postpay

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Ok senti io devo uscire, ne possiamo riparlare oggi pomeriggio, poiche non ho nemmeno controllato se mi hai davvero caricato i soldi
Se accerto che me li hai davvero caricati saro ben felice di restituirteli

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Oggi non posso io, cerchiamo di risolvere ora!!!

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiSalvatore D’Angelo (La Piazza Dei Libri)
Senti ti ho detto che devo controllare se mi hai caricato i soldi ne riparliamo piu tardi

Andrea Cabassi a Salvatore D'AngeloAndrea Cabassi
Ma quali soldi! Io sto parlando di tutelare la mia immagine da siti potenzialmente pericolosi!!!

Salvatore D'Angelo - Sito pericolosoIl momento che aspettavo è infine giunto: questo è stato l’ultimo messaggio che ci siamo scambiati, dopo di ché Salvatore D’Angelo mi ha bloccato senza spiegazioni.
Oppure, come sostiene Facebook, potrei essere stato io a bloccare lui!

Salvatore D'Angelo ad Andrea CabassiFacebook
Il messaggio non può essere inviato a causa delle tue impostazioni sulla privacy o di quelle del destinatario.

Spero che tutti abbiate chiaro il messaggio insito in tutto ciò… nel caso scrivetemelo nei commenti perché io ancora non ci sono arrivato!

Io sono leggenda: confronto con i film

Io sono leggenda: confronto con i film

Io sono leggenda di Richard Matheson è solo una delle illustri vittime del teorema Bullock-Smith (se credi di non ricordarlo qui trovi il postulato).

Era il 2007 quando al cinema uscì il remake di 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, film del 1971 (che a sua volta era il secondo film tratto da Io sono leggenda di Matheson, dopo L’ultimo uomo della Terra del 1964).

Il film in questione è l’omonimo blockbuster Io sono leggenda diretto da Francis Lawrence e – ora arrivo al punto – quando uscì dal mercato improvvisamente scomparirono tutte le edizioni economiche del libro.

Io sono leggenda
Scomparse! Non so per quale magia (ma insomma in realtà non era un mistero così grande) in tutte le librerie dove avevo l’avevo adocchiata, la dignitosissima edizione paperback di Io sono leggenda non fu più acquistabile/reperibile/ordinabile.

L’idea di pagare il doppio per avere in copertina Willy il principe di Bel-Air non mi andava per niente a genio.

Dopo Vincent Price (1964) e Charlton Heston (1971), onestamente Will Smith (2007) fa davvero una magra figura e tutto sommato anche il film è una cagata.

Prima che mi si accusi di non apprezzare un bel film solo perché non è identico al libro dal quale è tratto voglio chiarire che, per quanto mi riguarda, il discorso è un altro: la produzione del film si è ispirata a un libro perché non è stata capace di trovare un soggetto originale interessante, o perché ha individuato nel libro un valore particolare, o per altro ancora?

Bene. In segno di rispetto cerchi almeno di non far sfigurare il lavoro del primo autore, colui il quale si è di certo smazzato non poco a scrivere il libro, a far sì che avesse un senso, che avesse un messaggio… e di certo non l’ha fatto perché venisse qualcuno a saccheggiare dal suo lavoro (fine del delirio).

Io sono leggenda: spoiler

Molto banalmente: per un’evidente questione di tempo un film non potrà mai essere al livello del suo libro per quanto riguarda la trama, ma bravo regista dovrebbe essere in grado almeno di rispettarne lo spirito.

Alla fine mi sono dovuto rassegnare e ho letto il libro in edizione principe di Bel-Air e la sera stessa ho visto il film del 2007.

Io sono leggenda: giudizio flash

Bel libro, brutto film.

Io sono leggenda: giudizio esteso

Il libro è un capolavoro: è assolutamente perfetto. Ti fa sentire davvero Robert Neville, l’ultimo uomo sulla terra: le sue mille preoccupazioni, i suoi rituali, il lavoro che deve svolgere quotidianamente. E soprattutto: è solo. E sopratutto: il finale.

Il film è un’americanata buonista per famiglie.

Ridicolo il fatto che giri per la città armato di fucile e che ci siano leoni in circolazione, a sto punto poteva esserci pure Rambo.

Per chi ha visto il film e non ha letto il libro: a un certo punto, circa a un’ora dall’inizio del film, quando Sam muore e Neville si rende conto di essere rimasto da solo, per davvero, senza più il suo unico amico, si prova una profonda stretta al cuore, di dispiacere. Credo sia il punto più triste di tutto il film.

Nel libro quello è lo stadio di partenza e poi peggiora.

La moglie non muore in un incidente aereo (scontro fra due elicotteri), è contagiata dalla malattia e lui la seppellisce nascondendola agli inceneritori. Poi però lei torna, competamente vampirizzata, per bere il suo sangue. E lui la deve ammazzare.

Mi sembra un alleggerimento eccessivo.

A questo livello potevano inventarsi che alla fine era tutto un sogno e lui era l’uomo più ricco del mondo, per poi finire con una canzone intonata da buffi animaletti.

(Sì: nel libro i vampiri si evolvono e vincono fondando una nuova società e lui muore).

Una sola parola che esprima il concetto

Usurpazione.

Motoobbucostopallone!

Motoobbucostopallone!

Alle ultime sessioni del laboratorio di scrittura ricreativa – quello dei quaderni, le birre ecc. – si è nuovamente scritto sotto la tortura dei vincoli. Questa volta però abbiamo optato per un semplice filo conduttore, quindi abbiamo avuto vita abbastanza facile.
Il tema su cui ci siamo accordati era estate e sport ma, mentre vedevo le altre penne macinare righe su righe, io ero bloccato alle prime quattro parole: avevo un ottimo titolo e non sapevo come continuare.

Motoobbucostopallone!

Melancholic Blues Sporting Club: ecco il titolo scelto per il mio racconto.
Visto che il mondiale di calcio è materia ancora calda, ho sfruttato l’abbrivio pescando dai ricordi di quando da bambino sembrava non esserci altro di importante che calciare la palla ma, per un motivo o per l’altro, c’era sempre qualcosa che a ostacolarci (i guardiani dei parchi, le vecchie, il grest, le locuste ecc.) provava sempre un grande piacere.

Davvero interessante cercare di capire come l’aver scelto quattro parole quasi a caso riesca a influenzare in modo decisivo la stesura di un testo. Raramente mi sono trovato a tirare croci su intere pagine; quando scrivo un racconto, da un certo punto in poi, grosso modo so già dove voglio arrivare, questa volta invece ho letteralmente vagabondato alla ricerca di un sentiero e quando non sapevo come muovermi le quattro parole di cui sopra mi hanno mostrato l’oriente. Ecco come:

  • Melancholic è il ricordo lontano di estati dell’infanzia.
  • Blues è la musica che nel racconto diventa arma degli oppressi.
  • Sporting è la cornice rappresentata dal giuoco del calcio.
  • Club è il tema dell’amicizia su cui ruotano gli eventi.

Il racconto è concluso – una volta trovata la via il problema è solo quello di non macchiare il foglio di birra – resta solo da rimboccarsi le maniche e darci dentro con l’editing, perché un conto è tirare in porta, altra cosa è segnare un gol.

ARCA – Il risveglio di Pito: recensione  e intervista agli autori

ARCA – Il risveglio di Pito: recensione e intervista agli autori

ARCA - Il risveglio di Pito - Matteo MarchisioMatteo Marchisio (Autore di ARCA – Il risveglio di Pito)
Siamo gli autori del romanzo ARCA – Il risveglio di Pito. Siamo due scrittori in erba che hanno deciso di buttarsi e rendere pubblico il proprio lavoro. ARCA – Il risveglio di Pito è un romanzo di fantascienza ambientato in una galassia di nostra immaginazione in cui non mancano grandi battaglie spaziali e scene di azione concitata. Riteniamo che rappresenti una novità nel panorama letterario italiano, piuttosto scarso di opere di questo genere, in cui sta avendo un successo inaspettato. La contattiamo per aprire un canale di comunicazione tra noi e Lei, nella fattispecie per esprimerLe il nostro desiderio di sottoporLe il romanzo per una lettura critica e sperando magari in qualche riga di commento sul Suo Blog. [omiss] Sperando di non esserLe sembrati presuntuosi o sfacciati,
Cordialmente M.M. e A.J.A.

(altro…)

La mano sinistra delle tenebre – Ursula K. Le Guin

La mano sinistra delle tenebre – Ursula K. Le Guin

La mano sinistra delle tenebre è un romanzo fantascientifico del 1969 di Ursula K. Le Guin, vincitore – fra gli altri – del premio Hugo e del premio Nebula come miglior romanzo.
Nonostante faccia parte del Ciclo dell’Ecumene, può essere considerato un libro a sé stante; avrei potuto infatti iniziare a leggere il ciclo dal primo libro, ma avendo sentito parlare molto bene di questo titolo ho deciso di iniziare proprio da qua: la scelta si è rivelata azzeccata.

La mano sinistra delle tenebre: trama

Molto brevemente: il protagonista è un umano inviato sul pianeta Gethen (Inverno nella lingua madre del protagonista) per convincere i principali stati di questo pianeta a unirsi all’Ecumene, che altro non è che una sorta di federazione planetaria.
La mano sinistra delle tenebre – Ursula K. Le GuinParticolarità dei gheteniani (comunque in questo universo tutte le popolazioni derivano dalla razza umana): essi sono generalmente asessuati tranne nel periodo di kemmer, che si presenta ciclicamente ogni 26 giorni e ne dura 4-5, nel quale possono assumere sia il sesso maschile che quello femminile. Questo comporta che lo stesso individuo possa essere a volte maschio e a volte femmina, in base al kemmer, e che possa essere padre di alcuni figli e madre di altri.
La forza de La mano sinistra delle tenebre è anche derivata dal fascino di tutti i risvolti che comporta questa unicità, sia sulla psicologia dei personaggi gheteniani che sulla storia; leggete attentamente le citazioni che ho inserito, alcune sono davvero impressionanti.
A proposito di citazioni, noterete che alcune potrebbero essere classificate come maschiliste o addirittura misogine: cercate di apprezzare l’ironia del fatto che l’autore de La mano sinistra delle tenebre sia una donna, una donna davvero carica di acume!
Tornando alla storia, ricca di intrighi di potere e viaggi avventurosi, Genly Ai – questo il nome del protagonista – si trova faccia a faccia con una realtà che non conosceva, o che conosceva solo in parte, nonostante vivesse su Inverno da tempo e avesse studiato usi, costumi ed etichetta.
Al centro, come nella migliore tradizione fantascientifica, il caro vecchio essere umano.

Citazioni da La mano sinistra delle tenebre

Pagina 1 | Pos. 6-7

mi è stato insegnato, sul mio mondo natale, quand’ero bambino, che la Verità è una questione d’immaginazione.

Pagina 1 | Pos. 14-15

Qui è sempre l’Anno Uno. Solo la datazione di ogni anno passato e futuro cambia, a ogni Giorno dell’Anno Nuovo, nel modo di contare indietro o avanti, rispetto all’unitario Ora.

Pagina 11 | Pos. 157-59

Dopo la cena, accanto al fuoco, bevemmo birra calda. Su di un mondo nel quale la più comune delle posate è un piccolo strumento con il quale si rompe il ghiaccio che si è formato sulle vostre bevande tra un sorso e l’altro, la birra calda è una cosa che si impara ad apprezzare.

Pagina 11 | Pos. 164-65

l’atteggiamento di Estraven a tavola era stato femminile, tutto fascino e tatto e mancanza di vera sostanza

Pagina 14 | Pos. 204-5

Perfino in una società bisessuale gli uomini politici erano spesso qualcosa di meno di un uomo integro.

Pagina 17 | Pos. 257-58

Ero solo, con uno straniero, entro le mura di un oscuro palazzo tenebroso, in una strana città cambiata dalla neve, nel cuore dell’Era Glaciale di un pianeta alieno.

Pagina 25 | Pos. 381

Una voce che pronuncia la verità è una forza più grande delle flotte e delle armate

Pagina 26 | Pos. 399-400

Io, comunque, che ero un uccello tropicale, avevo freddo; freddo in un modo all’aperto, e freddo in un altro modo al coperto, incessantemente e più o meno completamente, freddo.

Pagina 28 | Pos. 422-23

Soffocai anche questo impulso, poiché era ancor più stupido del primo. Fortunatamente, non ebbi tempo per altri impulsi.

Pagina 29 | Pos. 442

Fece una risata stridula, la risata di una donna in collera che finge di essere divertita.

Pagina 38 | Pos. 571-72

Ma io ho paura di voi, Inviato. Io ho paura di coloro che vi hanno mandato. Io ho paura dei bugiardi, e ho paura degli ingannatori e dei giocolieri, e più di tutto ho paura dell’amara verità.

Pagina 40 | Pos. 603-5

Come si dice nella Scuola Ecumenica, quando l’azione non è più vantaggiosa, raccogli delle informazioni; e quando le informazioni non sono più vantaggiose, dormi.

Pagina 42 | Pos. 633

di che cosa muore un uomo, se non della sua morte?

Pagina 45 | Pos. 677-81

Tibe, evidentemente, intendeva portare avanti le pretese accampate da Karhide su quella regione: precisamente il tipo di azione che, su qualsiasi altro mondo a quello stadio della civiltà, avrebbe condotto a una guerra. Ma su Gethen, niente conduceva alla guerra. Liti, controversie, omicidi, faide, assalti, vendette, assassinii, torture e infamie e abominii, tutte queste cose erano nel loro repertorio di conquiste umane; ma non arrivarono fino alla guerra. Mancavano, apparentemente della capacità di mobilitarsi. Si comportavano come animali, sotto questo aspetto; o come donne.

Pagina 46 | Pos. 703-5

I terrestri hanno una forte tendenza ad avvertire la necessità di andare avanti, di fare dei progressi. Il popolo di Inverno, che vive sempre nell’Anno Uno, sente che il progresso è meno importante della presenza.

Pagina 48 | Pos. 725-26

esistono delle cose più importanti della comodità, a meno che non si sia una vecchia o un gatto.

Pagina 52 | Pos. 796-98

La mia barba era stata depilata permanentemente prima della mia partenza da Ollul (allora ancora non sapevamo delle tribù «pelose» di Perunter, che sono non soltanto barbute, ma pelose in tutto il corpo, come i Terrestri Bianchi).

Pagina 53 | Pos. 801-4

— Allora forse vorrete parlare al Tessitore? Si trova giù nella radura, ora, a meno che non sia uscito con la slitta. O preferireste parlare prima a uno dei Celibi? — Non saprei, non sono sicuro. Sono straordinariamente ignorante… Il giovane rise e s’inchinò. — Io sono onorato! — disse. — Vivo qui da tre anni, ma ancora non ho acquistato una sufficiente ignoranza da renderla degna di menzione.

Pagina 56 | Pos. 856-59

Il giovane Goss, che amava comportarsi come la mia guida, mi spiegò che la mia domanda ai Profeti poteva riguardare qualsiasi cosa, ed essere formulata nella maniera che io preferivo. — Più la domanda è qualificata e limitata, più esatta è la risposta — mi disse. — Le cose vaghe alimentano altre cose vaghe. E a certe domande, naturalmente, non si può rispondere.

Pagina 59 | Pos. 903-4

chiesi se quei due psicopatici non potessero venire curati. — Curati? — domandò Goss. — Ma voi curereste un cantante della sua voce?

Pagina 64 | Pos. 967-69

Noi abbiamo le astronavi NAFAL e la trasmissione istantanea e il linguaggio mentale, ma non siamo ancora riusciti ad addomesticare il presagio, fino a imbrigliarlo e tenerlo al nostro servizio

Pagina 67 | Pos. 1026-32

L’imprevisto, l’indimostrato, è tutto questo la base della vita. L’ignoranza è la base del pensiero. La mancanza di prove è il terreno dell’azione. Se fosse provato che non esiste un Dio, non ci sarebbe religione. Non ci sarebbero Handdara, né Yomesh, né dèi del focolare, niente. Ma anche se fosse provato che esiste un Dio, non ci sarebbe religione… Ditemi, Genry, che cosa è conosciuto? Che cos’è sicuro, prevedibile, inevitabile… la sola cosa certa che voi sappiate sul vostro futuro e sul mio? — Che dobbiamo morire. — Sì. In realtà c’è una sola domanda alla quale si può rispondere, Genry, e noi sappiamo già la risposta… La sola cosa che rende la vita possibile è la permanente, intollerabile incertezza: non sapere che cosa verrà dopo.

Pagina 80 | Pos. 1221

Che diavolo, lo so per quale motivo siete stato esiliato, mio caro: perché Karhide vi piaceva più del suo re.

Pagina 84 | Pos. 1280-81

La nostra frontiera oggi non è più una linea tra due colline, ma la linea che il nostro pianeta descrive nel girare intorno al Sole.

Pagina 90 | Pos. 1377-79

Un uomo vuole che la sua virilità sia considerata, una donna vuole che la sua femminilità sia apprezzata, per quanto possano essere indirette e sottili le indicazioni di considerazione e di apprezzamento. Su Inverno queste indicazioni non potranno esistere. Si è rispettati e giudicati solo come esseri umani. È una esperienza spaventosa.

Pagina 92 | Pos. 1405-6

davvero non vedo come chiunque possa più riporre qualche soddisfazione nella vittoria o nella gloria, dopo aver trascorso un inverno su Inverno, e avere visto la faccia del Ghiaccio.

Pagina 93 | Pos. 1412-13

Un nemico, in Karhide, non è uno straniero, un invasore. Lo straniero che viene sconosciuto è un ospite. Il vostro nemico è sempre il vostro vicino.

Pagina 93 | Pos. 1418-19

Inverno non ha raggiunto in trenta secoli ciò che la Terra ha raggiunto in trenta decadi. Né Inverno ha mai pagato il prezzo che la Terra ha pagato.

Pagina 93 | Pos. 1420-21

Inverno è un mondo nemico; la sua punizione, per chi fa le cose sbagliate è pronta e certa: morte per il freddo, o morte per la fame. Non ci sono margini d’errore, non ci sono ammonimenti o rimproveri.

Pagina 93 | Pos. 1421

Un uomo può confidare nella sua fortuna, ma una società no

Pagina 97 | Pos. 1473-74

Una delle cose più erronee e più pericolose è l’implicazione secondo la quale la civiltà, essendo artificiale, debba essere innaturale

Pagina 97 | Pos. 1475-76

primitivismo e civiltà sono gradi della medesima cosa. Se la civiltà ha un opposto, questo è la guerra.

Pagina 97 | Pos. 1485-86

la maniera più sicura, rapida, e durevole per fare di un popolo una nazione: la guerra.

Pagina 97 | Pos. 1486-87

L’unico altro mezzo per mobilitare rapidamente e totalmente il popolo era una nuova religione; non ce n’era alcuna disponibile; così la guerra sarebbe dovuta bastare.

Pagina 112 | Pos. 1715-17

Era un politicante navigato, duro, astuto e gioviale, le cui gentilezze servivano i suoi interessi, e il cui massimo interesse era in se stesso. Il suo era un tipo panumano. Lo avevo incontrato sulla Terra, e su Hain, e su Ollul. Mi aspettavo di incontrarlo anche all’Inferno.

Pagina 117 | Pos. 1782-83

L’inaspettato è ciò che rende possibile la vita

Pagina 124 | Pos. 1901-2

La mia coscienza prudeva un poco, ma non volli grattarla.

Pagina 138 | Pos. 2103-5

Quello che Shusgis non aveva detto sull’argomento forse non avrebbe avuto alcun significato per un uomo venuto, per esempio, da Hain, o dal fortunato Chiffewar; ma io ero nato sulla Terra. Non è sempre una cosa brutta avere per antenati dei criminali. Un nonno incendiario può tramandare a una persona buon naso per fiutare l’odore del fumo.

Pagina 139 | Pos. 2129

Per i capezzoli di Meshe!

Pagina 145 | Pos. 2217

Opporsi a qualcosa significa mantenerlo.

Pagina 145 | Pos. 2217-18

Qui dicono «tutte le strade portano a Mishnory». Certo, se voltate le spalle a Mishnory e vi allontanate da essa, siete ancora sulla strada di Mishnory.

Pagina 146 | Pos. 2232-33

In Karhide il re e il kyorremy esercitano un buon controllo su quel che il popolo fa, ma ben poco su quello che il popolo ascolta, e nessuno su quello che il popolo dice.

Pagina 148 | Pos. 2259-60

Per diventare un alto funzionario nel Sarf bisogna possedere, a quanto pare, una certa forma complessa di stupidità.

Pagina 149 | Pos. 2278

Deve credermi molto inquieto; la qual cosa, naturalmente, mi rende molto inquieto.

Pagina 156 | Pos. 2381-83

Non c’è né sorgente né fine, perché tutte le cose sono al Centro del Tempo. Come tutte le stelle possono essere riflesse in una goccia di pioggia rotonda che cade nella notte: così pure tutte le stelle riflettono la goccia di pioggia. Non esistono né tenebre né morte, perché tutte le cose sono, nella luce del Momento, e la loro fine e il loro principio sono uno.

Pagina 157 | Pos. 2404-5

È reale, la cosa reale, la cosa dietro le parole.

Pagina 158 | Pos. 2421-23

Eravamo già in viaggio da qualche tempo, al momento del mio risveglio, poiché il posto di ogni persona era più o meno definito, e il fetore degli escrementi, del vomito, e del sudore aveva già raggiunto un livello stabile

Pagina 160 | Pos. 2440-45

Neve. Neve che cadeva sfarfallando; neve appena caduta, neve fresca; neve caduta da molto tempo; neve dopo che la pioggia era caduta sopra di essa; neve ghiacciata… l’Orgota e il Karhidi hanno una parola per ciascuna di queste definizioni. In lingua karhidi (che conosco meglio dell’Orgota) esistono, secondo i miei calcoli, sessantadue parole per definire i diversi generi, stati, età, e qualità della neve; della neve caduta cioè. C’è un’altra teoria di parole per le varietà della caduta di neve; un altro gruppo cospicuo per il ghiaccio; una ventina e più di parole per definire il tipo e le variazioni della temperatura, per indicare con quale forza soffia il vento, e quale tipo di precipitazione si sta verificando, tutto insieme.

Pagina 161 | Pos. 2465-67

È una cosa terribile, la bontà, questa bontà che gli esseri umani non perdono. Terribile, perché quando noi alla fine siamo nudi, nel buio e nel freddo, è tutto ciò che abbiamo. Noi che siamo così ricchi, così pieni di forza, finiamo con quella piccola moneta.

Pagina 167 | Pos. 2559-61

Le guardie erano raramente dure, e mai crudeli. Tendevano a essere stolide, pesanti, lente, e – almeno ai miei occhi – effemminate… non nel senso che si potrebbe credere, come gentilezza, delicatezza, e così via, ma nel senso esattamente opposto: una materialità grossolana e blanda a un tempo, una bovina paciosità senza spigoli e senza lame taglienti.

Pagina 168 | Pos. 2573-75

I prigionieri che si trovavano là da diversi anni erano, psicologicamente, e — credo — entro certi limiti anche fisicamente adattati a questa castrazione chimica. Erano asessuati come buoi. Erano senza vergogna e senza desiderio, come gli angeli. Ma non è umano essere senza vergogna e senza desiderio.

Pagina 171 | Pos. 2611-13

l’altro, un individuo di mezza età, aveva qualche disturbo, o malattia del fegato, e stava morendo. Poiché non poteva morire d’un colpo, gli fu concesso d’impiegare un po’ di tempo a farlo, sulla cuccetta.

Pagina 175 | Pos. 2671

era giunto il momento di rivolgermi ai miei nemici, perché nei miei amici non c’era più niente di buono.

Pagina 179 | Pos. 2730-31

Non c’è nulla di più facile che entrare in prigione. Mi sentii abbastanza rassicurato anche sulla maniera per uscirne.

Pagina 179 | Pos. 2735-36

Non uccidevano gente, nelle Fattorie; lasciavano che la fame e l’inverno e la disperazione uccidessero al loro posto.

Pagina 192 | Pos. 2939-40

Dove non c’è birra, su Inverno, c’è l’orsh; dove non esistono né birra, né orsh, non c’è gente.

Pagina 199 | Pos. 3046-47

— Il Primo Inviato su di un mondo viene sempre da solo. Un solo alieno è una curiosità, due sono un’invasione.

Pagina 199 | Pos. 3050-51

— Nel pericolo, onore — disse lui; evidentemente era un proverbio, perché aggiunse, in tono blando, — saremo pieni di onore, quando raggiungeremo Karhide…

Pagina 202 | Pos. 3091-97

Odiare Orgoreyn? No, e perché dovrei? Come si fa a odiare una nazione, o ad amarne una? È Tibe che parla di questo; io non conosco l’espediente per farlo. Io conosco la gente, conosco le città, le fattorie, le colline e i fiumi e le rocce, so come il sole al tramonto, d’autunno, discende sul fianco di un certo campo sulle colline; ma qual è il senso di dare un confine a tutto questo, di dare un nome a esso e cessare di amare là dove il nome finisce di essere applicato? Cos’è l’amore per il paese di una persona; è forse l’odio per quello che non è il paese di quella persona? Allora non è una cosa buona. È semplicemente amore di se stessi. Questa è una cosa buona, ma non bisogna farne una virtù, o una professione… Per come io amo la vita, io amo le colline del Dominio di Estre, ma questo tipo di amore non ha una linea di frontiera di odio. E oltre a quello, io sono ignorante, così spero.

Pagina 203 | Pos. 3100-3101

Un uomo che non detesta un cattivo governo è uno stupido. E se esistesse un buon governo, sulla terra, sarebbe una grande gioia servirlo.

Pagina 214 | Pos. 3281-82

considerando da quali distanze ci siamo riuniti, per dividere questa tenda per un poco, ci comportiamo abbastanza bene.

Pagina 217 | Pos. 3316-17

un brontolio sibilante riempie l’aria, così enorme e così lungo, questo suono, che non lo si può udire, quando si smette di ascoltarlo

Pagina 219 | Pos. 3352

«Fuoco e paura, buoni servi, cattivi padroni.»

Pagina 222 | Pos. 3403-4

Non c’è niente, dice il Ghiaccio, all’infuori del Ghiaccio… Ma il giovane vulcano là, a nord, ha un’altra parola che crede di dover dire.

Pagina 226 | Pos. 3454-70

— Ho visto le vostre fotografie, le immagini delle donne che mi avete mostrato. Le donne avevano l’aspetto di getheniani incinti, ma con dei seni più grandi. Differiscono molto dal vostro sesso, nel comportamento mentale? Sono come una specie differente? — No. Sì. No, naturalmente no, in realtà, non proprio. Ma la differenza è molto importante. Suppongo che la cosa più importante, il più pesante elemento singolo nella vita di una persona, sia data dal fatto che sia nato maschio oppure femmina. In quasi tutte le società questo fatto determina le aspettative, le attività, l’aspetto, l’ideologia, l’etica, la morale, le maniere di una persona… quasi tutto. Vocabolario. Abitudini personali. Modo di gestire. Perfino di mangiare. Le donne… le donne tendono a mangiare meno… È estremamente difficile separare le differenze innate da quelle derivate, da quelle imparate. Anche dove le donne partecipano alla società in uno stato di uguaglianza con gli uomini, dove c’è parità di diritti e di doveri, dopotutto esse devono sempre portare i bambini, darli alla luce, e occuparsi di quasi tutta la prima educazione del bambino… — L’uguaglianza, la parità, non è dunque la regola generale? Sono forse mentalmente inferiori? — Non lo so. Apparentemente, esse non diventano frequentemente grandi matematiche, o compositrici di musica, o inventrici, o pensatrici astratte. Ma non è perché sono stupide. Fisicamente, sono meno muscolose, ma un po’ più resistenti degli uomini, e più adattabili. Psicologicamente… Dopo queste parole, aveva fissato per molto tempo la stufa ardente, e aveva scosso il capo. — Harth — mi disse, — non posso dirvi come sono le donne. Non ho mai pensato molto a questo problema in astratto, sapete, e… Dio!… ormai, in pratica ho dimenticato. Sono qui da due anni… Non sapete. In un certo senso, per me le donne sono più aliene di quanto non lo siate voi. Con voi, almeno io condivido un sesso, in ogni caso… — Distolse lo sguardo e rise, a disagio e inquieto e impacciato. I miei sentimenti erano complessi, e lasciammo cadere l’argomento.

Pagina 230 | Pos. 3523-25

Estraven aveva preso in considerazione queste differenze, nel calcolare le razioni del cibo, nella sua maniera scrupolosa che si poteva considerare sia scientifica che da brava massaia

Pagina 230 | Pos. 3526

Comunque fosse diviso, il cibo era scarso.

Pagina 242 | Pos. 3700-3701

Per essere sinceri, il mio stesso popolo, i terrestri, ignorava l’uso dello zero, fino a circa tremila anni fa.

Pagina 243 | Pos. 3711-12

stava scivolando nel sonno, come un nuotatore affonda nell’acqua nera.

Pagina 247 | Pos. 3786-87

Con fortuna ce la faremo, e senza fortuna non ce la faremo.

Pagina 257 | Pos. 3934-35

La paura è molto utile. Come le tenebre; come le ombre.

Pagina 258 | Pos. 3945

la bianca assenza di ogni cosa

Pagina 262 | Pos. 4006

Per celebrare il nostro arrivo il nostro festino fu solo a base di acqua bollente.

Pagina 263 | Pos. 4033-38

Anime avvolte dall’oscurità, primitive, appassionate, ignoranti, contadini di una terra povera, la loro generosità diede una conclusione nobile a quel duro viaggio. Diedero con entrambe le mani, generosamente, senza fermarsi. Non misurarono, non contarono, non esitarono. E così Estraven ricevette quel che essi ci davano, come un Lord tra i lords suoi pari, o come un mendicante tra i mendicanti, un uomo tra la gente del suo popolo. Per gli abitanti di quel villaggio di contadini e pescatori, gente povera che vive sul bordo del bordo, all’estremo limite abitabile di un continente a malapena abitabile, l’onestà è essenziale come il cibo. Devono comportarsi con giustizia e onestà l’uno con l’altro; non c’è abbastanza per ingannare, giocare, nascondersi.

Pagina 271 | Pos. 4148-50

mi domandai, non per la prima volta, che cosa fosse il patriottismo, in che cosa consistesse realmente l’amore per il proprio paese, da dove e come sorgesse quella lealtà struggente che aveva fatto tremare la voce del mio amico: e come un amore così vero potesse diventare, troppo spesso, una cosa bigotta tanto stupida e meschina e volgare.

Pagina 277 | Pos. 4233-35

Dopo il suo arrivo, credo che la porta fosse lasciata aperta. La ricordo aperta, mentre io desideravo che fosse chiusa, per il soffio d’aria fredda che veniva dal corridoio. Ma io non avevo la forza, né il coraggio, di scendere dal letto per chiudere la porta della mia prigione.

Pagina 278 | Pos. 4248-51

Per loro il suicidio non è, come per noi, una scelta. È la rinuncia alla scelta, l’atto stesso del tradimento. Per un karhidiano che studiasse i nostri canoni, il delitto di Giuda non si troverebbe nel tradimento di Cristo, ma nell’atto che, sigillo ultimo della disperazione, nega ogni possibilità di perdono, di cambiamento, di redenzione, di vita: il suo suicidio.

Pagina 290 | Pos. 4442-44

Dopo circa un’ora il ragazzo (nell’aspetto e nei movimenti aveva la delicatezza e la guizzante grazia di una fanciulla, ma nessuna fanciulla avrebbe potuto mantenere un silenzio così cupo come il suo)

La mano sinistra delle tenebre: giudizio finale

Consiglio La mano sinistra delle tenebre anche ai non lettori abituali di fantascienza: quando una storia è così bella e profonda trascende ogni genere e classificazione. In particolare lo consiglio agli appassionati di romanzi di avventura: la descrizione dei viaggi di Genly Ai nel pianeta ghiacciato sono molto avvincenti e la lotta uomo-natura è particolarmente accurata.
Siete lettori di romanzi d’alpinismo? Ecco il libro che a per voi.

Nella mia classifica siderale e siderurgica priva di accordi ma ricca di manomissioni, La mano sinistra delle tenebre merita un punteggio senza senso di quattro cartelli bisessuali per mettere in difficoltà gli avventori dei bagni pubblici:

La mano sinistra delle tenebre  La mano sinistra delle tenebre  La mano sinistra delle tenebre  La mano sinistra delle tenebre

Pelicula a San Teodoro (OT)

Pelicula a San Teodoro (OT)

Visto che da un pezzo nessuno viene più a insultarmi sul sito, ho pensato avreste gradito un pretesto.
Quindi, se appartenete alla categoria dei lavoratori ultrastressati che aspettano le ferie con la stecca e che magari non vedono la luce del sole da diversi mesi, sappiate che io sono di ritorno da due fantastiche settimane di mare.

Se avete della rabbia repressa questo è il momento di usarla!

Per non restare proprio fuori tema ecco una bella foto dell’eBook di Pelicula sullo sfondo della colorata rotonda di San Teodoro (OT).
Pelicula a San Teodoro (OT)
Ne ho scattate anche sulla spiaggia, ma sul maledetto schermo dell’iPad il riflesso è troppo forte perché si possa vedere qualcosa (considerate che questa è stata scattata di sera, con il cielo un po’ coperto e all’ombra di alcune piante).
Tuttavia credo che una foto sia più che sufficiente per farmi odiare quanto basta per qualche insulto di prima scelta.

Inoltre, in onore dell’insulto più originale realizzerò un meme personalizzato autoinfamante. Date fuoco alle polveri.

Kurt Vonnegut: 8 consigli per scrivere un buon racconto breve

Kurt Vonnegut: 8 consigli per scrivere un buon racconto breve

Ora prestatemi ascolto: ecco come scrivere un buon racconto breve.

Kurt Vonnegut introduce così questo elenco in otto punti su come – per l’appunto – scrivere un buon racconto breve:

Kurt Vonnegut su come scrivere un racconto breve

  1. Adopera il tempo di un perfetto sconosciuto in un modo tale che lui o lei senta di non averlo sprecato.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per cui tifare.
  3. Ogni personaggio deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare qualcosa su un personaggio o portare avanti l’azione.
  5. Inizia quanto più possibile vicino alla fine.
  6. Sii sadico. Per quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi, fa’ che gli accadano cose terribili, affinché il lettore possa vedere di che pasta sono fatti.
  7. Scrivi per dar piacere a una sola persona. Se apri una finestra e fai l’amore col mondo, la tua storia si prenderà una polmonite.
  8. Dai ai tuoi lettori più informazioni possibile il prima possibile. Al diavolo la suspence, i lettori devono avere una comprensione tale di come le cose stanno andando, di dove e perché, che potrebbero finire la storia da soli, dovessero gli scarafaggi mangiarsi le ultimissime pagine.
Kurt Vonnegut

Trovo siano tutti ottimi consigli e, pur non condividendone alcuni, sapendo che vengono da un grande maestro coma Kurt Vonnegut, assumono un valore ancora maggiore.
I punti 4 e 5, in particolare, pur sembrando più innocenti rispetto agli altri, sono invece quelli più interessanti: un racconto breve, a differenza di un romanzo, deve essere perfetto. Non c’è spazio per divagare e per allungare il brodo, quindi niente frasi superflue (penso per esempio a tutti quei dialoghi inutili inseriti solo per infodump o per fare atmosfera. Per quanto mi riguarda, ora l’obiettivo è avvicinarsi all’eliminazione dei dialoghi diretti!) o ricostruzioni particolareggiate di spazio/tempo; non ha senso creare il proprio universo e volerlo mostrare al lettore nel dettaglio, si deve essere già lì da un pezzo e pronti a chiudere.

Per essere efficace il racconto breve deve essere l’ultima mano di una partita a carte scoperte.

Quei 7 eBook in omaggio

Quei 7 eBook in omaggio

Qualche giorno addietro ho partecipato senza saperlo alla promozione Acquista un Kindle e ricevi 7 eBook in omaggio. Non mi dilungherò troppo (comunque il Kindle nuovo, un Paperwhite, non era per me: io resto fedele al mio vecchio NT), il nocciolo della questione è che mi sono trovato in mano di colpo 60,93 € da spendere in eBook e, siccome i titoli da scegliere non erano da scegliere perché erano quei sette e basta, mi ritrovo ora con tutti questi eBook nuovi di pacca di cui non so nulla.

Acquista un Kindle e ricevi 7 eBook in omaggio

Dettaglio degli eBook in omaggio

Qualcuno li conosce, o per lo meno ne conosce gli autori, e ha voglia di spendere un minuto o due per parlarmene? Vi ringrazierò nell’eventuale recensione dedicandovi la votazione insensata a parametrizzazione aleatorio-etilica dei contenuti distorti. Oppure potrei regalarvi un eBook!

Cliché

Cliché

Sto partecipando da qualche tempo a un laboratorio settimanale di scrittura ricreativa, nel senso che è molto divertente. Detto così può sembrare poco serio, ma esiste forse qualcosa di più serio dell’unione di una penna, un quaderno, buona musica e un numero imprecisato di birre?
Risposta: probabilmente no.

Racconto breve

Ernest Hemingway diceva: scrivi da ubriaco, correggi da sobrio, ecco perché durante l’ultimo ritrovo – nel tentativo di contenere i danni – ci siamo autoimposti una serie di linee guida per venire incontro ai maggiori difetti della prosa di ognuno dei presenti, e più precisamente:

  1. Lunghezza ≈ 3 cartelle
  2. No storie tristi
  3. Trama consistente
  4. No ambientazione montana
  5. No parolacce
  6. Almeno un elemento fantastico

Vincoli affatto restrittivi, infatti non si può dire che da quella serata sia nata una corrente letteraria ben definita.

Per quanto mi riguarda ha visto la luce Bollente come l’inferno e forte come il diavolo ma dolce, come l’amore, un racconto dall’abito noir che però nasconde un cuore surreale.
Mi è piaciuto molto lavorare a un’ambientazione noir, volutamente caratterizzata da alcuni suoi cliché, dove però la trama segue vie inaspettate e mostra ciò che accade forse attraverso occhi edulcoranti, forse attraverso allucinazioni.

Ho anche rispettato tutti e sei i vincoli: circa tre cartelle, tra il serio e il brillante: per nulla triste, la trama è solida, ambientato in città, nessuna parolaccia e – riguardo l’ultimo punto – pur non essendoci Draghi Viola, anche il fantastico ha avuto il suo piccolo spazio.

Chat Arte Poesia Amore

Chat Arte Poesia Amore

Chat Arte Poesia AmoreChat Arte Poesia Amore è il nome di un gruppo Facebook cui mi sono iscritto qualche giorno fa per condividere il mio post su Il diavolo in corpo e questa accanto è la sua complicatissima descrizione.
Qualcuno, da un gruppo chiamato Chat Arte Poesia Amore potrebbe aspettarsi qualcosa inerente alla poesia e all’amore.
Beata innocenza!
Analizziamo per bene la descrizione per carpirne i segreti reconditi (prendete anche voi la vostra lente d’ingrandimento).

L’Amore, la Poesia e soprattutto l’Arte sono alchimie selvagge e spietate, sono combinazioni di colori luminescenti che sfiorano le nostre Anime tra le soavità e le meraviglie di ninfee immaginarie…

Dunque: alchimie selvagge e spietate tra soavità e meraviglie. Giusto?

Troverete calore, emozioni e il modo più desideroso di chattare…

Troverò il modo più desideroso di chattare? E che sono quei puntini di sospensione, una specie di maledizione?

Potrete far conoscere i vostri lavori artistici, le vostre opere, le vostre poesie, le vostre liriche… affinché queste fatiche non vengano mai disperse nel dimenticatoio…

Il dimenticatoio non è posto dove disperdere certe cose!

Chat Arte Poesia Amore... e Cuore

Insomma mi ero ingannato, infatti i tag che descrivono il gruppo sono:

  • Poesia
  • Amore
  • Pittura ad olio

Probabilmente sottovalutare l’importanza della pittura a olio per l’economia del gruppo è stato l’elemento scatenante che mi ha posto alle attenzioni di uno degli amministratori (che per motivi di scherno rappresenteremo con le sembianze di Frau Blücher) la quale mi ha pizzicato in chat.
IIIHIII!

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
Ciao Andrea, ho visto che hai pubblicato un post nel nostro gruppo: Chat Arte Poesia Amore. Mi ha fatto davvero piacere. Ti chiederei un favore, potresti aggiungere dei tuoi amici? Mi faresti cosa gradita, mi fai felice? Per qualsiasi necessità chiedi pure di me, Chanel.
Per aggiungere un centinaio di amici è molto semplice, ci metti due minuti, grazie.
Mi dai una mano?
vedo che leggi ma non rispondi, non ti fa troppo onore 🙂

Chat Arte Poesia Amore - Andrea CabassiAndrea Cabassi
un centinaio di amici?
scusa se non rispondo subito ma sto fascendo più cose insieme

Sto cretino con la faccia da Igor ha scritto fascendo… ah, ma sono io!

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
anche cinquanta
certo che se ne infili cento è meglio

Cento? Quali cento?

Chat Arte Poesia Amore - Andrea CabassiAndrea Cabassi
credo di averne tre o 4 che possano esser einteressati
 

In realtà non ne ho nessuno, si trattava di un bluff per distogliere l’attenzione dai miei errori di battitura!

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
non confondiamoci
è un gruppo molto variegato
quindi tratta qualsiasi tematica
non essere pasimonioso

Non essere pasimonioso! Però parliamoci chiaro: chi è che vorrebbe partecipare a un gruppo talmente dispersivo da trattare qualsiasi tematica? Più che un gruppo si direbbe un ndocojocojo!

Chat Arte Poesia Amore - Andrea CabassiAndrea Cabassi
non è parsimonia, è rispetto verso i miei amici
 

Qua voglio l’applauso!

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
allora fai come vuoi
che altro ti devo dire…
ti dico che il gruppo tratta le tematiche più variegate

Ve lo devo confessare: a sentire variegato io penso subito al gelato!

Chat Arte Poesia Amore - Andrea CabassiAndrea Cabassi
scusa ma lo scopo del gruppo è quello di avere più iscirtti possibile?
 

Ehi, sono riuscito a scrivere quasi due (cioè uno) post di fila senza errori di battitura!

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
No, Andrea ma se non avessimo fatto pubblicità tu non avresti pubblicato il tuo spazio nel nostro gruppo
quindi in numero ha la sua importanza

Chat Arte Poesia Amore - Andrea CabassiAndrea Cabassi
ma io vi ho trovato perché ho fatto una ricerca, non mi ha inserito qualcuno contro la mia volontà

Chat Arte Poesia Amore - Chanel RoseiChanel Rosei (Admin Chat Arte Poesia Amore)
fai come credi allora
se ci aggiungi ci fai cosa gradita, altrimenti niente

Li ho aggiunti… sì, nel blog! Mi fa piacere di aver fatto cosa gradita, specialmente dopo il primo sgradevole impatto con questa realtà, questo malaffare dei gruppi Facebook gestiti da uomini d’onore che credono di concedere favori permettendo agli utenti di scrivere nel gruppo.
Vi lascio con l’immagine di un gruppo pieno di gente che non vuole essere lì, a cui viene chiesto di aggiungere altra gente che nojenepofregà demeno, ma dove alla fine nessuno posta, nessuno commenta e probabilmente in pochi capiscono che cosa stia succedendo.
Ma potrebbe andare peggio: potrebbe piovere!

[Edit] A circa due ore dalla pubblicazione di questo post sono stato inspiegabilmente bannato dal gruppo Chat Arte Poesia Amore. C’est la vie.

1000 follower su Twitter e io vi faccio un regalo

1000 follower su Twitter e io vi faccio un regalo

Ho raggiunto di recente il traguardo dei mille follower su Twitter così, come nella migliore tradizione, ho preparato un regalo per il millesimo cliente.

Millesimo follower su Twitter

Che poi non è un cliente
Che poi non è solo per lui ma è per tutti!

Il suicidio della ragazza dai bei capelli castaniSi tratta del racconto Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani che passa dall’esorbitante prezzo di 0,79 € a Zero. Se vi va, con quei settantaenove centesimini bevetevi un caffè alla salute dei miei follower.

Un clìc qui per scaricare gratuitamente l’eBook, ma attenti al lupo!

Storie di cronopios e di famas – Julio Cortázar

Storie di cronopios e di famas – Julio Cortázar

Storie di cronopios e di famas è una raccolta di racconti e frammenti surreali dell’argentino Julio Cortázar, pubblicata originariamentre nel 1962. In questo libro Cortázar descrive le principali classi sociali del suo tempo: l’alta borghesia argentina è rappresentata dai famas, mentre la classe media dai cronopios.

Questo il commento di Italo Calvino all’edizione Einaudi di Storie di cronopios e di famas:

I cronopios e i famas, due genìe d’esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibitità dell’essere, sono la creazione più felice e assoluta di Cortázar.
Dire che i cronopios sono l’intuizione, la poesia, il capovolgimento delle norme, e che i famas sono l’ordine, la razionalità, l’efficienza, sarebbe impoverire di molto, imprigionandole in definizioni teoriche, la ricchezza psicologica e l’autonomia morale del foro universo. Cronopios e famas possono essere definiti solo dall’insieme dei loro comportamenti. I famas sono quelli che imbalsamano ed etichettano i ricordi, che bevono la virtù a cucchiaiate col risultato di riconoscersi l’un l’altro carichi di vizi, che se hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di comprare le pasticche Valda. l cronopios sono coloro che, se si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il tubetto per veder volare al vento festoni di dentifricio rosa; se sono dirigenti della radio fanno tradurre tutte le trasmissioni in rumeno; se incontrano una tartaruga le disegnano una rondine sul guscio per darle l’illusione della velocità.
Del resto, osservando bene, si vedrà che è una determinazione degna dei famas che i cronopios mettono nell’essere cronopios, e che nell’agire da famas i famas sono pervasi da una follia non meno stralunata di quella cronopiesca.

Questo invece il mio commento a caldo (in cui riesco perfino a citare Calvino!), datato fine luglio 2011:

Originalsurreale: Il risultato di un Marcovaldo sotto acidi. Lettura piacevolissima, inclassificabile e inclassificabile.

Stringato, non v’è da obiettare, ma a volte le parole sono superflue e l’unica cosa sensata è convincervi a toccare con mano la genialità di Cortázar. Leggetelo.

Editing: che cosa è, come farlo

Editing: che cosa è, come farlo

Sull’editing è sorta tempo fa un’accesa discussione. Si voleva definire quali fossero le operazioni necessarie per considerare editing il lavoro compiuto su un testo, ovvero definire quali siano gli aspetti di cui una casa editrice deve farsi carico nell’ambito della revisione di un’opera letteraria.

Io un’idea nel tempo me la sono fatta e ce l’ho ben chiara: ecco nella foto qui sopra, direttamente tratta dal mio immaginario, alcuni redattori impegnati nell’editing di romanzi e racconti di autori esordienti.
Tuttavia, per confrontarmi con altri pareri, ed eventualmente correggere il tiro, ho aperto un sondaggio sull’argomento.

(altro…)
Nascita del superuomo, Theodore Sturgeon

Nascita del superuomo, Theodore Sturgeon

Nascita del superuomo - Theodore Sturgeon

Nascita del superuomo è il terzo romanzo di Theodore Sturgeon che ho letto nell’ultimo periodo, dopo Cristalli sognanti e Venere più X.
Considerato dalla critica il suo capolavoro, Nascita del superuomo è un fix-up, ovvero un romanzo formato dall’unione di tre racconti distinti, scritti dallo stesso Sturgeon nel biennio 1952-1953:

  1. L’idiota da favola
  2. Il bambino ha tre anni
  3. Moralità

Nascita del superuomo - Theodore Sturgeon

Confesso che questo è stato un boccone duro da mandar giù.
Ho rivissuto la sensazione provata leggendo Anni senza fine (in originale City) di Clifford D. Simak, ovvero percepivo la grandiosità dell’opera senza però riuscire ad appassionarmi, con il risultato di un grande senso di vuoto. La suddivisione della storia in tre grossi tronconi è piuttosto marcata (basti pensare che l’ordine cronologico dei racconti è 1, 3, 2) e varie premesse sono state disattese.
Con un po’ di spocchia mi vedo costretto ad affermare che un editing migliore avrebbe reso la storia più snella, uniforme e – per il sottoscritto – godibile.

I protagonisti di Nascita del superuomo

I sette protagonisti sono – come è tipico delle storie di Sturgeon – persone emarginate, rifiutate, sole al mondo e dal triste futuro. Incontrandosi, però, scoprono d’avere ognuno un talento meraviglioso e che, unendosi, formano un’unica entità: ognuno di essi ha capacità e funzioni diverse ma, col fondersi con gli altri, forma un unico sistema che chiameranno Homo Gestalt; saranno il primo esemplare di un nuovo gradino evolutivo dell’umanità, il perfezionamento dell’Homo Sapiens. I membri dell’Homo Gestalt sono:

  • L’idiota, Olo, un giovane uomo incapace di parlare e lento di pensiero, ma che può leggere nelle menti.
  • Janie, una ragazzina con il potere della tenecinesi.
  • Bonnie e Beanie, due gemelle con il dono del teletrasporto.
  • Baby, un bambino disabile il cui cervello funziona come un elaboratore elettronico.
  • Gerry, un ragazzo di otto anni dotato di intelligenza e grande carisma.
  • Hip, un militare senza particolari poteri ma che rappresenterà la coscienza del gruppo dando finalmente un’etica alla creatura.

Citazioni da Nascita del superuomo

Pos. 4

L’idiota viveva in un mondo nero e grigio, sottolineato dal bianco lampeggiare della fame e dal tremolio della paura.

Pos. 16

Aveva la paura giusto sufficiente a tenere unite e articolate le sue ossa.

Pos. 184-85

Si rendeva conto tristemente ancora una volta dell’inesorabile fatto che la sola volontà non bastava

Pos. 421-22

scappò dall’orfanotrofio di Stato per vivere per conto suo, per prendere il colore della strada e dei rifiuti

Pos. 687-88

“Una fattoria ha questo vantaggio: quando il mercato è buono, hai del denaro; quando è cattivo hai da mangiare”

Pos. 845-47

“Vogliamo quello con le figure”, le giunse il silenzioso messaggio. «Quel libro comincia a stancarmi» protestò Janie. Ma chiuse Venere in pelliccia di von Sacher-Masoch e lo posò sulla tavola.

Pos. 1184-87

Alimentato inesauribilmente dalla lenta liberazione dell’energia di legame degli atomi, quello strumento era la soluzione pratica del volo senza ali, la semplice chiave verso una nuova èra nei sistemi di trasporto, nel trattamento delle materie prime, nel viaggio interplanetario. Fabbricato da un idiota, utilizzato in modo idiota per sostituire un cavallo morto, stupidamente abbandonato, dimenticato opacamente… il primo generatore antigravitazionale della Terra.

Pos. 1297-98

non c’è nessuno che conosca veramente quello che non funziona in te, salvo te stesso e nessuno può porvi un rimedio al di fuori di te; nessuno, te eccettuato, può individuare una cura, e una volta che l’hai trovata nessuno al di fuori di te può seguirla.»

Pos. 1581-82

Ero forte per la mia età e capivo quando dovevo tenere la bocca chiusa, ma al di fuori di queste due cose non credo di aver avuto nulla di diverso da tutti gli altri ragazzi.

Pos. 1652-53

la signorina Kew le puntò contro un dito che avrebbe potuto benissimo portare un mirino da fucile sulla punta

Pos. 2008

Logica e verità sono due cose molto diverse, ma molto spesso alla psiche che segue la logica appaiono la stessa cosa.

Pos. 2426-27

«Tutti i discendenti di Adamo sono cugini

Pos. 2508-9

l’indescrivibile magia del pane tostato

Pos. 2750-51

la cosa che la portava a fissare con tanta tristezza contenuta gli innamorati, con in viso un’espressione che pareva quella di un uomo senza braccia incantato dal suono del violino

Pos. 2793-94

un solenne ragazzetto di sette anni o giù di lì, che stava succhiando con metodo il ricordo dello zucchero e dello sciroppo che avevano ricoperto una tormentata pannocchia di granoturco.

Pos. 3228-30

Annullare la gravita voleva dire cambiare la faccia della Terra, in maniera tale che gli effetti del vapore, dell’elettricità e anche l’energia atomica avrebbero fatto la figura di semplici germogli della tecnologia al confronto del frutteto che quel congegno avrebbe prodotto.

Pos. 3310

era talmente esausto, sfinito, esaurito, che dormire o essere sveglio erano la stessa cosa

Pos. 3588

Lei tenne gli occhi abbassati, ma non riuscì a far lo stesso con gli angoli della bocca.

Pos. 3643-49

L’Homo gestalt; una ragazza, due negre con un impedimento alla parola, un idiota mongoloide e un uomo con il mento aguzzo e… Provo un’altra strada. L’Homo gestalt, il successivo passo in avanti. Certo, perché non un’evoluzione psichica, invece di un’evoluzione fisica? L’Homo sapiens è comparso improvvisamente, nudo e inerme; aveva soltanto la materia grigia del suo cranio ipertrofico; era diverso dagli animali che lo generarono. Eppure era uguale, fino a oggi, ha sempre provato la brama di riprodursi, di possedere; ha ucciso senza pentimento; se è forte, prende, se è debole scappa; se è debole e non può scappare, muore. L’Homo sapiens sarebbe morto.

Pos. 3783-85

servirà ad avanzare ancora di più nella grande corrente, rispettando te, rispettando coloro che ti hanno generato e coloro che li hanno generati, e così via sempre più indietro fino alla prima creatura selvaggia, che era diversa perché le batteva il cuore più forte quando vedeva una stella.

Nascita del superuomo: giudizio finale

Nascita del superuomo è bellissimo e lo consiglio a tutti, amanti di fantascienza e non, ho solo il rammarico che probabilmente sarebbe potuto essere migliore. Nella superclassifica aleatoria, Nascita del superuomo si guadagna dieci gradini della scala evolutiva umana:
Theodore Sturgeon - Nascita del superuomo

Saulne presenta: Non costa niente

Saulne presenta: Non costa niente

Saulne - Non costa nienteNon costa niente del francese Saulne (nome d’arte di Sylvain Limousi) è una graphic novel del 2011 proposta in italiano ad aprile 2013 da Coconino Press (garanzia per un volume di pregio di opere di caratura internazionale) e ha atteso in libreria fino al giorno del mio compleanno, data in cui il volume ha trovato rifugio fra i miei scaffali.

Con questo comunicato Coconino presentava l’opera di Saulne:

Vivere con 60 centesimi e un solo pasto al giorno. Privarsi di tutto, non chiedere nulla a nessuno e scoprire a poco a poco tra i grattacieli scintillanti di Shanghai l’altra faccia della Cina.

La storia si apre con Pierre, il nostro superficiale protagonista, turista in Cina: a Shanghai per la precisione. Siamo nel 2008 e la città è in subbuglio per i preparativi della XXIX Olimpiade, che si svolgerà a Pechino e, in parte, anche in altre città tra cui Shanghai. In attesa di ricevere una cospicua eredità, Pierre si dà alla bella vita con i suoi amici europei.

Saulne - Non costa niente - Shanghai

Saulne - Non costa niente - Facebook - YouTubeInteressante il rapporto dei personaggi con la tecnologia: Saulne - Non costa niente - eMailnella vignetta in basso il protagonista comunica con la famiglia tramite eMail e nella vignetta di destra Saulne mostra quanto Facebook e YouTube non siano più roba per smanettoni, ma risorse alla portata di chiunque.

Saulne - Non costa niente - PrezziLe cose iniziano a farsi interessanti quando, come abbiamo letto nell’eMail, le finanze di Pierre iniziano a scarseggiare e lui è costretto a razionare quanto gli resta. Quello che prima gli sembrava economico improvvisamente diventa inaccessibile, e tutti gli svaghi che gli riempivano la giornata gli incominciano ad apparire prima troppo costosi, poi stupidi, inutili e anche offensivi. Ecco che tutte le attenzioni del protagonista si concentrano sul cibo: in breve capisce che si tratta dell’unica cosa di cui ha bisogno veramente e per cui è disposto a spendere. Questo lo porta ad allontanarsi dagli amici che, dopo un iniziale tentativo di aiutarlo – anche economicamente – a uscire dalla sua crisi, dopo continui rifiuti si fanno sempre meno presenti. Man mano Pierre va a fondo in questa situazione, meno i colori sono presenti nelle tavole.

Saulne - Non costa niente - DoloreSi parte con tavole ricche di colori, poi questi colori iniziano a essere meno vivaci fino ad arrivare a vignette in bianco, nero e sfumature di grigio. Al contrario, all’inizio la vita di Pierre è vuota e superficiale, e il suo nuovo stile di vita lo porta ad apprezzare cose che prima non conosceva o cui non dava peso.

Saulne - Non costa niente - Soldi

Saulne - Non costa niente - CiboAltro interessante effetto grafico adottato da Saulne è quello di colorare – in queste tavole non colorate – solo le cose che Pierre considera importanti, ovvero solamente il cibo.

Questa graphic novel di Saulne mi è piaciuta nonostante il tratto non rispecchi i miei gusti; mi sono perfino ritrovato in alcune situazioni dello squattrinato protagonista (lui però non lo sapeva quanto calmi la fame bersi una caraffa d’acqua dopo l’altra!). La Shanghai presentata come supermetropoli di stampo occidentale, con i suoi sfarzi e la sua decadenza, contribuisce a dar valore a un’ambientazione che all’inizio poteva sembrare banale e, probabilmente, se state focalizzando l’immagine di anziani signori che si abbuffano di riso mangiando da scodelle di legno con strane bacchette, leggendo questo lavoro di Saulne sarete piacevolmente sorpresi.

Il diavolo in corpo, di Raymond Radiguet

Il diavolo in corpo, di Raymond Radiguet

Raymond Radiguet - Il diavolo in corpoNon ho esattamento scelto di leggere Il diavolo in corpo, è stato il caso che me l’ha suggerito.
Scartabellando noiosamente nella moltitudine di audiolibri in mio possesso, molti dei quali a me del tutto sconosciuti, mi ha colpito la breve storia del suo autore, il giovanissimo Raymond Radiguet morto ventenne nel 1923, lo stesso anno della pubblicazione de Il diavolo in corpo.
Una volta audio-letto il primo capitolo, mi sono lasciato tentare dal lato oscuro: ho letto una recensione! Mi sono pentito immediatamente dopo essermi beccato un mezzo spoiler, ma ormai il danno era fatto: mi aspettavo dunque un romanzetto erotico, a tratti disturbante a causa dell’adulterio affrontato, in cui la vittima è un soldato costretto a combattere nel primo conflitto mondiale.
Invece, proseguendo nell’audio-lettura (so che potrei semplicemente dire ascolto… ma concedetemelo!), ho scoperto un prontuario sulle varie fasi dell’innamoramento fra il protagonista e la giovane sposa, illustrato da uno stile narrativo di rara maestria che si articola in un crescendo, dato dai primi entusiasmi dell’inesperienza e le prime scoperte, passando per i turbamenti scaturiti dall’iniziazione alla passione, fino all’amarezza e la disillusione portate da nuove responsabilità.
In realtà la trama di Il diavolo in corpo non ha nulla di sconvolgente, Radiguet è però riuscito a dar vita ai sentimenti e alle pulsioni (e alle manie!) descritte con tale ricchezza di particolari da renderli veri e farli sentire propri a chi legge.

Il diavolo in corpo - Raymond Radiguet

A cura di Anna Antonelli e Fabiana Carobolante, con Lorenzo Pavolini e Chiara Valerio, l’audiolibro de Il diavolo in corpo è letto da Paola Pitagora, nella traduzione di Gian Piero Bona per le edizioni Garzanti.

La lettura è impreziosita da un elegante tappeto musicale composto da brani del gruppo francese AIR, francese come Radiguet. Questo l’elenco dei pezzi in ordine di apparizione:

  • Highschool Lover
  • Lost Message
  • Cemetary Party
  • Modular Mix
  • Redhead Girl
  • New Star In The Sky
  • Bathroom Girl
  • J’ai dormi sous l’eau
  • Empty House
  • Clouds Up
  • Dead Bodies
  • Playground Love
  • You Make It Easy
  • Sexy Boy
  • Dirty Trip
  • Le soleil est près de moi
  • Biological
  • Alone In Kyoto
  • Cherry Blossom Girl
  • Night Sight
  • Afternoon Sister
  • Ghost Song

L’abbinamento non solo risulta azzeccatissimo, ma è a tratti eccelso.
Se è possibile unire due forme espressive quali letteratura e musica, in questo caso il sodalizio raggiunge livelli invidiabili.
Nella mia gradazione giudiziario-alcolica, Il diavolo in corpo di Raymond Radiguet si guadagna un nuero considerevole di cuffie per ascoltarsi gli audiolibri che, per chi vuole, è quanto di meglio ci si possa aspettare da un assurdo sistema di valutazione senza criteri dimostrabili e replicabili.

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Scaricare eBook gratis come-dove-perché

Scaricare eBook gratis come-dove-perché

scaricare eBook gratisSempre più spesso ricevo richieste su come fare per scaricare eBook gratis.
Solitamente, dopo aver sponsorizzato i miei racconti brevi scaricabili gratuitamente in eBook, passo in rassegna i siti che frequento.
Siccome la risposta che do è sempre la stessa, ho pensato tanto valesse scriverla una volta per tutte, così alla prossima richiesta avrò anche un motivo in più per spammare il sito senza troppi problemi (non che me ne sia mai fatti, intendiamoci).

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Infodump: se lo conosci lo eviti

Infodump: se lo conosci lo eviti

Ho letto di recente, e ci ho anche discusso faccia a faccia, autori difendere a spada tratta l’infodump e il loro diritto di infodumpare senza render conto a chicchessia, non riuscendo però a mia volta ad ottenere alcuna motivazione plausibile.
In effetti basterebbe questo per chiudere l’argomento, ma se l’assassino viene scoperto all’inizio… il film finisce subito!

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Pelicula: la copertina

Pelicula: la copertina

Ecco a voi, qui e sul sito dell’editore, la copertina di Pelicula in anteprima:

Copertina Pelicula (Andrea Cabassi)

Il 2014 è iniziato con l’annuncio della pubblicazione di Pelicula: Pelicula sarà pubblicato da Ute Libri nella collana UteStorie.
Dopo settimane di lavoro, fra discussioni, editing, impaginazione e grafica, Ute Libri esibisce nella propria home page la copertina del romanzo e, a distanza di pochi giorni, lo faccio anche io qua: partiti da un concetto figurativo, abbiamo svoltato poi di netto verso una grafica pulita arricchita da alcuni elementi simbolici.

Personalmente trovo sia molto elegante, a voi che ne pare?

Uomo più – Frederik Pohl

Uomo più – Frederik Pohl

Uomo più - Frederik Pohl

Uomo più sarà certamente fonte di ottime idee se avete in cantiere un progetto domestico di colonizzazione di Marte.
Ennesimo capitolo dell’epopea fantascientifica sull’esplorazione e la conquista del rosso pianeta bolscevico e traditor, questo romanzo di Frederik Pohl del 1976 rappresenta una svolta nel genere: negli anni in cui Pohl ha scritto Uomo più, l’umanità s’è fatta un’idea abbastanza precisa sul quarto pianeta del sistema solare – le sonde spaziali ce l’hanno mostrato – e romanticismi à la Cronache marziane rappresentano da tempo la narrativa del passato.
Tanto per incominciare buona parte del romanzo tratta la formazione dell’uomo più in preparazione alla colonizzazione, sul quale tutti nutrono grandi aspettative, fra note di scherno ai potenti, grandi drammi interiori e profondo rigore scientifico che gli estimatori della fantascienza hard non potranno che apprezzare (non siamo ai livelli di Incontro con Rama, ma non è certo quello l’obiettivo).
Uomo più - Frederik PohlIl cosiddetto uomo più è il tentativo della scienza di adattare un essere umano alla vita marziana, quello che oggi chiameremmo un cyborg. Roger, il protagonosta, subisce una serie di interventi chirurgici per modificare il suo corpo: per sopravvivere dovrà necessitare di minime quantità di acqua, cibo e ossigeno, i suoi occhi dovranno essere schermati per resistere alle radiazioni solari, e ogni parte superflua dovrà essere rimossa per evitare che possa danneggiarsi; e quando dico ogni parte superflua, intendo dire ogni parte superflua.
In realtà la mutazione fisica sono solo gli effetti speciali, parallelamente a quella avviene una sostanziale mutazione nell’umanità del protagonista che, come nella miglior fantascienza, induce il lettore a una serie di riflessioni etico-filosofiche.

Citazioni da Uomo più

Pos. 4-5

Un singolo essere umano non sembra particolarmente importante, quando al mondo ve ne sono otto miliardi.

Pos. 82-84

Ci aspettavamo molto da Roger Torraway, sebbene non fosse molto diverso dagli altri astronauti: un po’ troppo addestrati, un po’ sottoccupati, molto insoddisfatti della loro attività, ma ancor più decisi a non rinunciarvi, finché c’era ancora una possibilità di ridiventare famosi.

Pos. 105

— Attività amministrative, — disse. Rispondeva sempre così, quando qualcuno gli chiedeva cosa faceva.

Pos. 260-61

Se il luogo in cui Hartnett si trovava non era veramente Marte, gli somigliava abbastanza da ingannare persino un marziano (se mai i marziani erano esistiti)

Pos. 355-60

Percival Lowell rimuginò davanti a un blocco per disegni e poi propose un primo tentativo. Tracciate enormi figure euclidee nel deserto del Sahara, disse. Bordatele di fascine, oppure scavate delle trincee e riempitele di petrolio. E poi, in una notte senza luna, quando Marte è alto nel cielo africano, appiccate il fuoco. Gli occhi marziani, che secondo Lowell dovevano essere incollati ai telescopi marziani, avrebbero visto. I marziani avrebbero riconosciuto i quadrati e i triangoli. Avrebbero compreso che si trattava di un tentativo di comunicare, e grazie alla loro sapienza così antica avrebbero trovato un mezzo per rispondere.

Pos. 388-89

L’uomo non può sopravvivere su Marte. Tuttavia, non può sopravvivere neppure nell’Antartide. Però ci riesce egualmente.

Pos. 443-44

Sarebbero ricorsi ai trapianti degli organi e alla chirurgia plastica per farlo somigliare di nuovo a se stesso: e c’erano scarse probabilità che potesse di nuovo sfruttare la sua vecchia foto sul passaporto.

Pos. 464-65

Il cyborg somigliava troppo a un mostro uscito da un film giapponese dell’orrore perché ella potesse prenderlo sul serio.

Pos. 740-41

Bobby Fischer non era il più simpatico giocatore di scacchi del mondo, era soltanto il migliore.

Pos. 753-56

Tra i vertebrati, la rana è un essere piuttosto stupido e semplice. Ha un cervello, ma non è molto grande né molto complesso. Nel cervello d’una rana non ci sono facoltà in eccesso, perciò non vengono sprecate per le cose superflue. L’evoluzione è sempre imperniata su precisi principi economici. Le rane maschio non scrivono poesie e non si arrovellano per paura che le loro rane femmine siano loro infedeli. E non ci tengono a pensare a cose che non interessino direttamente il mestiere di restar vive.

Pos. 782-83

E quindi, poiché Brad aveva un appuntamento, e anche perché il presidente degli Stati Uniti doveva andare in bagno e due cinesi che si chiamavano Sing e Sun volevano assaggiare la pizza, la storia del mondo cambiò.

Pos. 807-8

Aveva tre ambizioni da soddisfare, in quel viaggio: vedere un film pornografico non censurato, bere una bottiglia di Scotch che venisse dalla Scozia e non dalla provincia popolare di Honshu, e assaggiare una pizza.

Pos. 869-70

Andò tutto bene fino a quando cominciò ad andare molto male.

Pos. 1001-4

Del resto, di solito quando gli astronauti morivano, del loro corpo non restava niente. Se morivano nell’adempimento del loro dovere era molto improbabile che vi fossero autopsie; quelli che si perdevano nello spazio ci restavano, quelli che morivano più vicino alla Terra di solito si trasformavano in gas tra fiamme d’idrogeno e di ossigeno. In ogni caso, non restava nulla da mettere su un tavolo anatomico.

Pos. 1161-63

Mentre la novizia si allontanava, Kayman la guardò con aria da intenditore. L’abitudine di portare calzamaglie aderenti metteva in risalto la sua figura, e Kayman si godette la vaga, antica sensazione di peccato che gli dava. Era un vizio gradevole, come mangiare roast beef di venerdì.

Pos. 1166-67

Quando l’obbligo del celibato era stato soppresso, non era bastato a eliminare il condizionamento ancestrale di duemila anni d’un sacerdozio che aveva finto di non sapere a cosa servisse l’apparato genitale.

Pos. 1288

Sua Stellarità il Generale

Pos. 1598-1600

non era la gelosia a turbarlo. Non era esattamente la gelosia. Era qualcosa d’altro. Non era il maschilismo siciliano o l’indignazione del proprietario che scopre qualcuno a sollazzarsi nel suo fertile giardino. Era che Dorrie doveva voler amare soltanto lui. Poiché Roger voleva amare soltanto lei

Pos. 1669-70

Sostengono che si tratta di ricerche oceanografiche, ma non si adoperano i sommergibili anti-incrociatore per l’oceanografia, almeno nella nostra Marina

Pos. 2086-88

Aveva deciso di portare con sé su Marte il dono del Santo Padre. Sarebbe stato un peccato se fosse andato perduto… beh, lo sarebbe stato anche se fosse andato perduto lui, pensò.

Pos. 2139-40

talvolta Sulie Carpenter somigliava a Dorrie più di Dorrie stessa.

Pos. 2201-2

Nei suoi occhi nuovi non c’erano ghiandole lacrimali, perciò naturalmente non poteva piangere. Gli era negato persino quel conforto.

Pos. 2208-12

La chiamata di Roger l’aveva sconvolta. Non quanto il biglietto con cui Brad le aveva comunicato che non avrebbero più potuto vedersi, non quanto i quarantacinque minuti che il presidente aveva trascorso con lei per farle capire ciò che poteva succedere se si fosse permessa di turbare il suo astronauta prediletto. Certamente non quanto la certezza di essere pedinata, di avere il telefono sotto controllo e la casa sicuramente piena di microfoni nascosti.

Pos. 2290

dall’ufficio pubbliche relazioni (leggasi: censura)

Pos. 2413-15

Qualcosa lo turbava. E quel qualcosa si chiamava Dorrie. Suonare la chitarra era piacevole e rilassante, ma oltre quel piacere v’era una fantasticheria: lui stesso, seduto sul ponte di una barca a vela, insieme a Dorrie e a Brad, si faceva prestare con disinvoltura la chitarra di Brad e li sbalordiva tutti.

Pos. 2464-65

Roger non era molto orgoglioso di frugare l’appartamento come un cornuto medievale, ma non smise fino a quando fu certo che Dorrie era sola.

Pos. 2760-61

Il lungo volo a Marte nell’orbita di Hohnmann richiede sette mesi. Tutti gli altri astronauti, cosmonauti e sinonauti li avevano trovati molto noiosi. Ogni giorno aveva 86.400 secondi da riempire, e c’era molto poco per riempirli.

Pos. 2837-38

New York City passò due settimane senza sommosse, e in alcune delle strade principali venne persino raccolta la spazzatura.

Pos. 2863-64

Non aveva solo questo, da fare. Aveva i nastri di musica da ascoltare, qualche microfiche da leggere, e partite da giocare.

Pos. 2870-71

Poco a poco, Kayman imparò ad apprezzare la bellezza dell’anatomia interna del cyborg: sia quella parte che era opera dell’Uomo, sia quella che era opera di Dio. Ed egli rendeva grazie per entrambe.

Pos. 2887-91

Nella «realtà» dell’opinione scientifica, la vita su Marte era nata e morta una dozzina di volte. Ma anche tale questione non era mai stata veramente risolta. Dipendeva da un problema filosofico. Che cos’era la «vita»? Indicava necessariamente un essere simile a una scimmia o a una quercia? Indicava per forza di cose un essere che scioglieva le sue sostanze nutrienti in una biologia basata sull’acqua, partecipava al ciclo del trasferimento di energia per ossidazione e riduzione, si riproduceva e perciò cresceva dall’ambiente?

Pos. 2896-2900

Kayman non ammetteva che, siccome nessuno era scivolato su una distesa di muschi marziani, questi non esistessero in nessuna parte del pianeta. Su Marte avevano posto piede meno di cento esseri umani. Sommata insieme, l’area delle loro esplorazioni non superava alcune centinaia di miglia quadrate. Su Marte, dove non esistevano oceani, e la superficie della terraferma da esplorare era quindi maggiore di quella della Terra! Era un po’ come pretendere di conoscere la Terra compiendo quattro rapidi viaggi nel Sahara, sulle cime dell’Himalaia, nell’Antartide e sulla calotta polare della Groenlandia

Pos. 2905-6

Si sapeva che l’ossigeno era presente. Non molto, in media, ma le medie non erano importanti. Localmente poteva essercene in abbondanza.

Pos. 3009-10

Quando toccò la superficie, il suono giunse da centosessanta milioni di chilometri, e sembrò quello di alcuni bidoni della spazzatura che cadessero da un tetto.

Pos. 3013-15

padre Kayman cominciò a mormorare le parole tratte dall’ordinale della Messa: — Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te. Gloria in excelsis Deo, et in terra pax hominibus bonae voluntatis. E a queste parole abituali aggiunse: — Et in Marte.

Pos. 3037-40

Costruire i rifugi sotterranei e riempirli dell’immensa quantità necessaria di complesse attrezzature elettroniche, generatori, riserve di carburante e così via, era in pratica impossibile. Non avevamo modo di procurarci il danaro. Perciò chiudemmo anche quel centro e dedicammo tutte le risorse di cui potevamo disporre alla colonizzazione extraterrestre.

Pos. 3271-73

Quando la cupola raggiunse l’estensione massima, la pressione era salita a cento millibar. Equivale alla pressione dell’atmosfera terrestre a circa sedici chilometri sul livello del mare. Non è un ambiente in cui un uomo indifeso possa sopravvivere e lavorare molto a lungo: tuttavia, in un ambiente del genere, egli morirà soltanto se qualcosa lo uccide.

Pos. 3605-6

pasta verde agli spinaci con la béchamelle a Sirmione, davanti alle acque luminose e trasparenti del lago di Garda

Pos. 3714-17

Gli esseri umani non sapevano che l’intelligenza delle macchine era capace di autocoscienza, tanto per incominciare. Ci eravamo dati parecchio da fare anche per evitare che lo scoprissero. Finché credevano che i computer non erano altro che utensili, come un piccone o una padella, avrebbero continuato ad affidarci tutti i loro calcoli e le loro informazioni, e avrebbero accettato senza discutere le interpretazioni che fornivamo loro.

Pos. 3742

era anche chiaro che gli esseri umani, ghiandolari, irrazionali, organici, si avvicinavano pericolosamente all’autodistruzione.

Uomo più: giudizio finale

Il romanzo m’è sicuramente piaciuto molto e le riflessioni che introduce sulla natura dell’uomo sono molto profonde. Mi è rimasto un po’ di amaro in bocca perché da Pohl mi aspettavo qualcosa di molto più ironico e dissacrante, come in La porta dell’infinito o ne I mercanti dello spazio, caratteristica che ritenevo suo marchio di fabbrica, mentre Uomo più da questo punto di vista non mi ha colpito molto.
Tuttavia la valutazione insensata finale, al netto di ogni possibile logica, è di non uno, non due, non tre, ma quattro piccoli David Bowie quattro:

Uomo più - Frederik Pohl Uomo più - Frederik Pohl Uomo più - Frederik Pohl Uomo più - Frederik Pohl
Oh man! Wonder if he’ll ever know
He’s in the best selling show
Is there life on Mars?

Chris Haughton: Oh-oh!

Chris Haughton: Oh-oh!

Oh-oh! - Chris Haughton

Oh-oh! di Chris Haughton è la proverbiale perla trovata nel monte di cagate regalate da parenti e amici (non me ne vogliate, ma è così!) per la nascita della Paciu, o per il suo compleanno, non ricordo.

Fatto sta che prima dei due anni non ha mostrato il minimo interesse per questo bellissimo cartonato quadrato (circa 26 cm per lato) ma recentemente un'inspiegabile passione per i gufi (peluche, magliette, cuffia, cartoni animati ecc.) ha fatto riemergere il lavoro di Chris Haughton dal mucchio dei volumi nella libreria in cameretta.

Non ho mai trattato di libri per l'infanzia, ma questo ha davvero qualcosa di speciale: la storia sarà pure semplice e ripetitiva come piace ai bambini, ma il formato panoramico e alcuni accorgimenti danno l'opportunità al piccolo spettatore di essere coprotagonista dell'avventura del piccolo gufo.

Purtroppo però ancora non hanno inventato un libro a prova di bambino (per resistere alla Paciu dovrebbero farli in fibra di vibranio wakandiano) quindi, prima dell'inevitabile distruzione, ho deciso di preservare la mia copia filmandola con il prezioso commento di nientepopodimeno che la massima esperta di gufetti Sua Paciugosità Paciuga De Paciughinis!

Oh-oh! - Chris Haughton (Paciu Turbo Boost)

E ora... a nanna!