Sono diventato papà: Emma è nata alle 2:42 di questa notte

Sono diventato papà: Emma è nata alle 2:42 di questa notte

Grazie per l’attesa
e la fiducia accordata.
Proprio a me
che non osservo o faccio studio
senza l’immane alta vanità
a dirmi che è il cambiamento
la materia e il senso della vita.
A me che non misuro i tempo in orologi
ma in azioni.
Tu con l’inazione invece agisci
fai di me diverso,
e alla fine io risorgo.
Con l’inazione crei:
nel definitivo splendore
e la purezza perfetta della nascita
vieni a insegnarmi chi sei,
e chi veramente io sia stato.
E se è vero
che vale ben di più
dove andiamo di dove siamo
sarai tu a dover a me
non sol una
ma ben più di una risposta,
ma se non sarà, non vorrò e quando e chi
o come, o di che cosa.
Forse, io lo so, certo è
ma, soprattutto,
comunque sia:
io stanotte t’ho sognata
due volte, due volte lo stesso sogno,
e ora richiudo poco gli occhi
perché conosco la mia strada
e so già dove cercarti

emma

Matilde 1 anno 10 giorni

Matilde 1 anno 10 giorni

Promossa da Brescia Eno Letteraria, questa compilation di racconti di Andrea Cabassi, a metà fra sogno e incantesimo, festeggia il primo anno e 10 giorni di pubblicazione regalando le spese di spedizione delle prime 10 copie acquistate sfruttando questa promozione.
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iPhone Picture Contest, da Facebook a Bookstop

iPhone Picture Contest, da Facebook a Bookstop

iPhone Picture Contest

Venerdi 14 ottobre c’è stata da Bookstop l’inaugurazione della mostra iPhone picture contest, che si concluderà venerdì 4 novembre. Io ho partecipato con una foto scattata durante le vacanze estive in quel di Senigallia, e alla richiesta di un titolo ho risposto La spiaggia tutta.

Il concorso nasce su Facebook e si conclude da Bookstop, ovvero si tratta di un Facebookstop, e il vincitore sarà decretato tramite decisione popolare.
La parte più difficile? Consegnare la foto in orario e trovare una cornice adatta. Non necessariamente in questo ordine e con questa priorità.

Nulla rima con fegato al Bloody Read-Contest 2007

Nulla rima con fegato al Bloody Read-Contest 2007

Correva l’anno duemilasettimo, era il 12 ottobre, e il mio racconto Nulla rima con fegato vinceva il Bloody Read-Contest davanti a un pubblico di qualche migl… centin… deci… credo che l’unità di misura più adatta per poter usare la parola qualche senza barare, sia mezza dozzina: il pubblico era composto da qualche mezza dozzina di persone.
Avrei potuto dire circa trenta, ma la precisione prima di tutto.
In ogni caso erano tutte molto attente e partecipative, quindi è come se fossero state almeno qualche migliaio.

La coincidenza che fra pochi giorni sia il quarto anniversario di quella serata è, per l’appunto, una coincidenza: siccome ho intenzione di partecipare a un concorso proprio con il racconto Nulla rima con fegato lo sto sistemando, e nel farlo m’è capitato per le mani il volantino con programma di quell’evento, ed ecco qua il promo scritto allora per il racconto:

Irina è morta, due volte. Per questo Irina vuole farcela. E per lei farcela vuol dire risorgere dalle proprie ceneri, prima di tutto.
Questo racconto parla di ribellione, risentimento, rabbia: tutte emozioni negative, ma forti. Necessarie per sopravvivere dove è abitudine usare i sentimenti positivi come arma d’offesa ed emarginazione, in un mondo dove la principessa spesso è sola a combattere il drago.

SouthRyo1

E questa invece è una mia foto scattata quella sera stessa.

Il colmo per un carabiniere

Il colmo per un carabiniere

Il colmo per un carabiniere

Nelle vacanze estive appena terminate, quelle in cui anche Efesto ha certamente sofferto la calura come un dio bollito, ho concluso un nuovo racconto breve: Le Furtolimpiadi.
Era da un bel pezzo che non chiudevo un racconto (ne ho infatti diversi in sospeso!), mi sono divertito con alcune invenzioni sportivo-linguistiche che mi hanno aiutato a non pensare ai trentasette gradi all’ombra dei giorni scorsi.
E ora che il caldissimo ha lasciato strada al caldo semplice, magari vedo di dare una sistemata alle brutture scritte qui e là sui miei quaderni.
In ogni caso: che rubi… ehm, che vinca il migliore!

Pelicula: i primi invii agli editori

Pelicula: i primi invii agli editori

PrimiInviiPelicula

A un mese e mezzo circa dalla e della parola fine mi sto già impegnando a spedire il manoscritto di Pelicula agli editori che più, come linea editoriale, ritengo vicini al mio libro.
Le esperienze del passato m’hanno insegnato che è un lavoro da eseguire con scrupolo, e che lanciarsi testa bassa a contattare quanti più uffici editoriali possibile è inutile esercizio e spreco di tempo, risorse e pazienze altrui.
Il secondo insegnamento è che tanto vale incominciare subito, anche se certe parti andrebbero riviste. Sarebbe sciocco attendere un’irrealizzabile perfezione, è sicuramente più curato di tanti libri già in libreria, e il tempo per le prime risposte non sarà certo breve.
Eccomi dunque ad aver già inviato il mio pacco speciale a un pugno di editori scelti, ad averne contattati un altro pugno per conoscere la loro disponibilità, e a girare per le librerie della città, lente d’ingrandimento alla mano, indagando i libri pubblicati da questo e da quell’altro editore.

Capitolo 52 terminato, prima stesura completa di Pelicula conclusa

Capitolo 52 terminato, prima stesura completa di Pelicula conclusa

Oppure, riassumendo: FINE

FinePelicula

Questo fine settimana è stato cruciale: un sabato e una domenica di intenso lavoro mi hanno portato, poco dopo le cinque di pomeriggio, alla ultra sospirata fine. Così da farmi dire in fondo non ci voleva tanto, ma non così da farmelo pensare davvero.
E adesso che si fa?
Facile: partono le correzioni e le riscritture, ma solo dell’ultimissimo lavoro: il resto l’ho sistemato da poco. Così, almeno, se dico che finisco… finisco davvero: non ho duecentotrenta cartelle da risistemare!

… e al fin della licenza io non perdono e tocco

Manuale per la scrittura del capitolo numero ultimo

Manuale per la scrittura del capitolo numero ultimo

Sono circa due anni che rispondo a domande sull'avanzamento di Pelicula dicendo che devo solo dedicarmi alla benedetta ultima parte per concluderlo.

Ebbene, da qualche giorno sto lavorando proprio all'ultimo capitolo: ultimo ultimissimo definitivo finale! Cinquantaduesimo almeno quanto il doppio del ventiseiseiesimo o la radice quadrata del suo quadrato.

Il capitolo 52 di Pelicula

Il piano di lavoro è un po' in subbuglio, ma il lavoro lo esige!

Statistiche di scrittura (failed!)

Statistiche di scrittura (failed!)

È tutta sera che smanetto tra fogli di calcolo, assi cartesiani e appunti di varia natura, nel tentativo di produrre un bel grafico con la rappresentazione dei miei lavori su Pelicula, per mostrare oggettivamente l’entità del mio impegno (e perché allora non parlare dei periodi in cui non ho fatto una mazza?).
E invece non sono capace.

Statistiche Misteriose

Io l’impegno ce l’ho messo, anche se il risultato proprio non c’è. Avrei voluto l’asse delle ascisse con i giorni dell’anno e le ordinate con il capitolo sul quale ho lavorato in quel periodo. Macché, non mi sono avvicinato nemmeno di un chilometro romulano.
Ho deciso però di mostrarvi ugualmente il risultato dei miei sforzi, cioé questo grafico, per due validissimi motivi:

  1. Ha un sacco di bei colori
  2. Il suo nome è Grafico a ciambella

A mo’ di legenda sappiate che ogni pezzetto rappresenta un capitolo di Pelicula; lascio alla vostra fantasia il compito di dedurre in quale modo.

La causa scatenante di questo delirio, mi tocca dirlo, è il termine della correzione di Pelicula, oggi stesso, e l’inizio della tanto sospirata parte finale.
Ne parlo da talmente tanto tempo che le idee sono diventate un’infinità, e mi sembra di non riuscire a pensare dove metterle… pagina 333 del mio quaderno dice mettile qua, no?; e chi sono io per rifiutare?
Un vecchio adagio dice sembra facile ma non è difficile, cercherò allora di procedere proprio così: senza buttarmi testa bassa, ma con la consapevolezza che la vittoria è alla mia portata.
Per un grafico sensato, invece, ci rinuncio.

Pelicula 11 dei nuovi nomi

Pelicula 11 dei nuovi nomi

Pelicula

Come stavo dicendo appena… ehm… due mesi fa, sono in piena fase di editing di Pelicula.
Probabilmente a ogni rilettura cambierei qualcosa, e forse è per questo che vorrei farlo il meno possibile, ma stavolta ho dato anche un’altra faccia a certi aspetti; anzi: un altro nome!
Sì, perché ho deciso di cambiare nome ad alcuni personaggi… e pensare che c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che non ascolto i consigli che mi si danno!
Magari aspetto due anni, eh, ma poi lo faccio (di prenderli in considerazione)!
In questo frangente alcuni personaggi, pur minori, avevano un nome troppo esotico: ad alcuni era stato stabilito il nome secondo una certa linea, ma quelli scelti prima della venuta di questo criterio erano nomi decisamente esotici.
Questa fase di revisione è circa a un terzo, il lavoro è poco saggiamente distribuito fra i rari momenti di relax del giorno, e la notte; e nel frattempo cresce grande la decisione e l’impegno nel portare finalmente a termine la stesura anche degli ultimi capitoli.
Ed è anche rileggendo che riesco a darmi una grande carica: il materiale è decisamente del livello che vorrei, e questa è la cosa più motivante di tutte.
In realtà non ho molto altro da dire, se non che i futuri lettori avranno a che fare con personaggi dai nomi meno ostici di quelli conosciuti dai lettori in anteprima (che però sono sempre gli stessi, non vanno sommati!)

Matilde… recensito da Gargaros

Matilde… recensito da Gargaros

leggitore

Alcuni giorni fa lessi una recensione scritta da Gargaros, già “mio” curatore per un’antologia al cui progetto presi parte, di Matilde danza sulla riva.
Vuoi per la sua completezza, vuoi per la sua analisi, vuoi perché non sono del tutto d’accordo con quello che sostiene, ho deciso di pubblicarla anche in questo spazio.
La recensione faceva più o meno così:

Le produzioni amatoriali spesso e volentieri offrono materiale poco interessante, se non addirittura ridicolo. Questo libretto ha per sottotitolo un improponibile “Racconti magici in the sky”; leggendolo, e sapendo che si tratta appunto di una autopubblicazione, non è possibile impedirsi di sospettare una qualità tutt’altro che degna della raccolta. Invece dopo aver letto i primi testi mi sono dovuto ricredere.

Il sottotitolo non può che far riferimento a uno sperimentalismo sì dilettantesco, ma non privo di una sua bellezza e, in ogni caso, di una sua intelligenza, ossia una capacità di capire dove è lecito spingersi e dove no per non risultare antiestetici. Perché il titolo si collega a questo sperimentalismo non meno degli stili presenti nei racconti.

Ogni racconto è un universo di possibilità a sé, ogni testo offre un tentativo di andare oltre la banalità espressiva e descrittiva; ma attenzione, l’estetica non è minata da questo tentativo perché, fortunatamente, ogni racconto offre una propria continuità stilistica interna. In altre parole, va bene sperimentare, ma è meglio farlo diluendo i tentativi su più testi, lasciando però gli stili invariati; perché fare altrimenti avrebbe rotto la bontà estetica dei singoli racconti. Non abbiamo il racconto che parte aulico e viene poi abbruttito da una prosa a tratti moderna, giovanilistica e niente affatto armoniosa, tanto per fare un esempio di ipotetico inestetismo stilistico. È in questo mantenersi entro parametri espressivi precisi, con lo scopo di esplorarne le possibilità, che va vista quella capacità (o intelligenza, come suggerivo) di giudizio e buon gusto.

Giudicare i racconti per la sostanza narrativa che offrono, per i fatti che raccontano cioè, passa quasi in secondo piano perché il fulcro del libro, oserei dire il motivo per cui ogni testo è nato (ma presumo che l’autore potrebbe smentirmi), è quello di vedere fino a dove è possibile usare la parola e in che modi fantasiosi è possibile costruire una frase, un paragrafo, un capitolo. Un plauso speciale all’autore quindi, se si considera che, facendo una statistica senza basi (ma plausibile lo stesso, temo), almeno il 99,5% dei dilettanti usa soluzioni espressive scolastiche e banali. Ovvio che qui non tutto è perfetto, in particolare qualche frase risulta poco chiara o non armoniosa, qualche passaggio di punto di vista confuso, ma sono minutaglie che non rovinano la bontà del lavoro, lo sforzo creativo che prepara la penna a opere future migliori e più notevoli.

I racconti proposti sono di generi fantastici, tranne il primo, Un [Il – NdR] ladro queste cose le sa, che si mantiene entro fatti e ambienti realistici; salvo l’ultima frase, [… il super spoiler l’ho eliminato! – NdR] scritta quasi come epitaffio, che ammanta la storia di una certa valenza fiabesca.

Si continua con Sonialuce che, con Matilda danza sulla riva (poco più avanti), è di difficile collocazione tematica, è sfuggente persino allo sforzo di dargli un senso (o forse l’incapacità è solo mia). Posso dire questi due testi poesie in prosa, racconti surreali e onirici, ma non so se farei centro.

Where did you sleep last night è invece un piccolo giallo, ritmato dai versi di una canzone e sapientemente portato alla conclusione, anche se il finale lascia quel retrogusto amaro che si avverte quando ci si trova di fronte un racconto non perfettamente compiuto. Infatti qui scopriamo tutto, chi ha ucciso e perché, ma la storia sembra rimanere in sospeso, sembra mancare di una conclusione vera e propria, risolutiva.

Il colpo perfetto è una storiella surreale e visionaria che ci parla della Perfezione. Testo di sapore vagamente “twilightiano” [spero nel senso di “Ai confini della realtà”! – NdR], è quello che maggiormente indica come l’autore sia alla ricerca di soluzioni nuove e inedite, mischiando fatti reali ad altri inventati, intervallando i paragrafi con diciture strambe come “Primo Pezzetto”, “Secondo Pezzetto” ecc., inserendo avvisi anacronistici che sconsigliano il lettore dal credere veri fatti e personaggi, o portando il lettore dalla viva voce di una segreteria telefonica nel vivo di una partita di pallone amatoriale senza interruzione. Il risultato estetico finale non può che spiazzare perché siamo di fronte a un testo decisamente sopra le righe, anzi fuori.

Si prosegue con Secondo piano Mafessoni, stupefacente perché narrato in prima persona da un accendino usa e getta! Il testo non manca di qualche riflessione sociale, certo formulata dal narratore stesso (il che è quanto dire!), diverte, ed è scritto bene. Peccato solo che la trama si conclude, come nel giallo di pocanzi, in un modo non perfetto, non incisivo. Un altro difettuccio del testo è che l’accendino si lasci fin troppo scopertamente andare agli apprezzamenti per una donna, il che lo umanizza eccessivamente e palesa un difetto nella capacità d’immaginare dell’autore.

Segue Un grande stupore, che ormai considero un piccolo capolavoro. È un racconto frizzante, solare, leggero, e curato, molto bello. Per queste qualità si lascia leggere in un lampo, pur essendo il testo più lungo della raccolta (conta cinquanta pagine precise). La particolarità della storia sono i molti finali, fra cui qualcuno divertente, qualcuno toccante (e per incisività e misura l’ho trovato molto sincero e sentito), qualcuno soprannaturale, o comico… Al lettore la scelta di decidere quale sia quello che più lo convince. Ogni finale è legatissimo ai fatti narrati.

Il suicidio della ragazza dai [bei – NdR] capelli castani, che chiude la raccolta, è invece una gustosa fiaba moderna, davvero impeccabile e bella.

In conclusione un libretto da gustare, ma che ci lascia anche pregustare quello che verrà in futuro. Azzeccate anche le illustrazioni interne, prese con gusto dalla gran varietà d’immagini che offre la Rete.

Pelicula? Sounds good!

Pelicula? Sounds good!

L’ultima volta che parlai di Pelicula erano passati 361 giorni dalla vergatura dell’ultima parola del capitolo 39; da quel giorno sono trascorsi altri 565 giorni, e il capitolo che sto sistemando è il numero 51.
Questo vuol dire un capitolo ogni 47,083p giorni nell’ultimo anno e mezzo, oppure un capitolo ogni tot per un periodo di tot, e poi il profondo niente-di-niente per un altro periodo tot e poi altri tot e altri capitoli in maniera tot casuale e tot inverosimile.
A rigor di logica, la seconda ipotesi è la più plausibile.
Insomma: giuro che ci sto lavorando, e anche se non ci lavoro, lavoro lo stesso!

Questi ultimi capitoli hanno posto solide basi per il finale; da ciò che avevo in mente all’inizio ho sviluppato almeno un altro paio di livelli, e adesso l’idea che ho mi sembra davvero buona, così ho intenzione di sviluppare la parte finale in questo senso.
Non mancheranno le revisioni sul già scritto, ne ho tante in mente e ci dovrò dare dentro: credo fortemente che siano i piccoli particolari a sostenere i grandi temi, e di piccoli particolari da sistemare ne ho un bel po’!
Torno immediatamente al lavoro, ma non prima di gettare nel mucchio questo incomprensibile schemino, che ammetto di aver usato in maniera a dir poco vergognosa in questi famosi tot giorni.
Senza note o giustificazione alcuna, eccolo qua:

Mappa Pelicula

Claudia Petrazzi e i suoi palloncini

Claudia Petrazzi e i suoi palloncini

I palloncini di Claudia PetrazziQuando Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani fu selezionato da Onirica Edizioni per essere inserito nell’antologia Il mercante di fiabe, la brava Claudia Petrazzi realizzò un’illustrazione da aggiungere a corredo del racconto. Questo accadeva sei mesi fa, ed è unicamente per motivi sconosciuti se la mostro soltanto ora.
Ecco, inoltre, la mia inadeguata mini autobiografia inserita come nota finale: Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani è il titolo della mia prima fiaba. Quando dovevo ancora decidere che cosa scrivere, pensavo che se fosse stato un racconto horror mi sarei spaventato troppo, e non mi andava. Una storia d’amore mielosa e sdolcinata mi avrebbe certo cariato i denti, e nemmeno questo mi andava; inoltre non avevo nessuna astronave per un racconto di fantascienza. Allora avrei potuto provare con il genere poliziesco, ma Libisce (il gatto a strisce) aveva nascosto il tubetto del giallo.
Così ho scritto una fiaba.
Se non l’hai mai letta, la trovi poco sopra, prima di questo paragrafetto; se invece l’hai già letta, spero ti sia piaciuta.
Io sono Andrea e il mio nome rima solo con parole buffe, come dismenorrea, mixorrea, oftalmoblenorrea, fricassea o alta e bassa marea.

Where did you sleep last night

Where did you sleep last night

La canzone Where Did You Sleep Last Night, conosciuta anche come Black Girl, Black Gal o In the Pines, è un brano della tradizione folk americana risalente alla fine del diciannovesimo secolo. L’autore è ignoto, ma negli anni ’40 è stata presentata da Leadbelly e successivamente da Bill Monroe, i quali contribuirono a diffondere il brano fra un pubblico sempre maggiore.

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La presentazione di Matilde da Bookstop

La presentazione di Matilde da Bookstop

Il 23 ottobre 10, con la preziosa collaborazione della presentatrice Rosamaria Micheli e la lettura attorale di Elena Fumagalli, si è svolta presso la libreria Bookstop Libri&Coffee di Brescia la prima presentazione del mio libro Matilde danza sulla riva.

Introduzione: il racconto Il suicidio della ragazza dai bei capelli castani

La prima parte dell’intervista

La seconda e ultima parte dell’intervista