New entry fra i racconti brevi: Storia dell’elefante che alla fine scoppia

New entry fra i racconti brevi: Storia dell’elefante che alla fine scoppia

Sto iniziando a stufarmi di questi titoli lunghi che raccontano già tutto quello che voglio dire nell’articolo, ovvero che ho terminato il racconto breve Storia dell’elefante che alla fine scoppia… vabbè, si è capito, no?

Una fiaba esplosiva!

Il racconto ha le caratteristiche della fiaba, dove concreto e surreale si incontrano per caso nell’arena di un circo, per volere di una piccola spettatrice oltre la quarta parete.

«Papà, mi racconti una storia?»
«Quale storia vuoi ascoltare?»
«Quella di un elefante che mangia troppo e scoppia!»
«D’accordo: c’era una volta un circo.»

 

Protagonista è il domatore di elefanti, la combriccola dei suoi compagni artisti circensi e la golosaggine del più saggio degli animali (che ora sappiamo essere anche il più ingordo).

Mi auguro che Storia dell’elefante che alla fine scoppia possa piacerti, ma soprattutto mi auguro non ti venga la malsana idea di mangiare noccioline mentre leggi!

A proposito di noccioline, ecco una chicca che dal titolo davvero non si può dedurre!

Gli X-Files scartati

Questa è una vecchia bozza per la copertina del racconto che non mi ha mai convinto, e che infatti alla fine ho cestinato senza troppi pensieri. Anche il titolo è diverso, ma non ricordo se è per un errore o perché successivamente è stato cambiato.

Ho fatto bene a scartarla? Scoprilo leggendo il racconto (eh eh eh)!

Storia dell'elefante che alla fine esplode
Racconti a 16 bit: The Legend of Zelda: A Link to the Past

Racconti a 16 bit: The Legend of Zelda: A Link to the Past

Quando parlo di racconti a 16 bit intendo una sola cosa: videogiochi!

Da ex-bambino degli anni ottanta i videogiochi sono stati una componente molto presente di tante giornate di divertimento, elemento di punta della triade pallone-lego-videogiochi.

Di recente ho recuperato qualche vecchio titolo per rigiocare ai miei giochi preferiti di quel periodo, o per finirli – era ora! – o semplicemente perché mi incuriosivano e non li avevo mai provati.

Ebbene, ho selezionato alcuni di questi videogiochi la cui componente narrativa era preponderante, perché è davvero stato come leggere un racconto, un racconto interattivo in cui erano le mie scelte a far proseguire la storia.

O la mia incapacità a affossarla, ma anche questo fa parte del gioco.

Probabilmente il periodo più fertile per questo tipo di videogame è stato quello dei 16 bit, una generazione di grande sperimentazione, in cui le idee degli sviluppatori erano finalmente supportate da una tecnologia adeguata.

Piccolo ripasso per chi non ci capisce niente di bit di bot e di bat

Se non ne sei appassionato, quando qualcuno ti parla di videogiochi probabilmente appartieni a una di queste categorie:

  • Quelli che pensano a PacMan, Space Invaders o Asteroids
  • Quelli che pensano a Super Mario Bros
  • Quelli che pensano ai giochi moderni (però non sai citarmi due titoli usciti negli ultimi dieci anni)

Ebbene, non tratterò nulla di tutto ciò. Partiamo con un estratto dal Libro Secondo della Videogenesi

Ci fu un’era in cui la Terra era una massa infuocata, senza forma e vuota. Con il trascorrere del tempo si raffreddò, vide la nascita delle prime forme di vita, che crebbero e si riprodussero, fino a quando sul finire degli anni ’80 uscirono sul mercato il Super Nintendo e il Sega Mega Drive.
Libro Secondo, pagina trentatredici, inventato su due piedi da Andrea Cabassi

Queste, chiamate anche console di quarta generazione, sostituivano le console a 8 bit (terza generazione) e precedevano quelle a 32 (quinta generazione).

Magari se faccio qualche nome ti ricordi pure e dici ah certo, lo sapevo!

  • 8 bit: NES, Sega Master System
  • 16 bit: Neo Geo, Game Boy, più quelle già dette
  • 32 bit: Sony Playstation, Sega Saturn

Ma torniamo alla quarta, a 16 bit, che è quella che secondo me aveva il miglior equilibrio fra inventiva e tecnologia: ovvero grafiche enormemente migliori delle precedenti (a mio gusto) e storie eccezionali.

Ed è qua la parte interessante.

Alcune storie che hanno segnato quest’epoca di videogiochi

Alcune storie che hanno segnato quest'epoca di videogiochi

Durante questo periodo nascono o si sviluppano saghe videoludiche del calibro di Dragon Quest (rinominato Dragon Warrior per il mercato USA), The Legend of Zelda, Final Fantasy, Chrono Trigger, Ultima e così via.

A meno di essere uscito per la prima volta dal buco stamattina, Zelda e Final Fantasy li hai sentiti nominare, ci scommetto.

Ed è proprio uno di questi due titoli di cui voglio trattare, ovvero – come avrai superbamente intuito dal titolo – The Legend of Zelda: A Link to the Past!

Si tratta del terzo gioco della serie di Zelda, ma cronologicamente è un casino perché è un prequel del sequel laterale di terzo grado dell’episodio successivo all’ultimo. Ma a noi questo non importa.

The Legend of Zelda: A Link to the Past, riassuntone sciué sciué

Il gioco inizia con Link – che è il protagonista, ma tu puoi dargli il nome che preferisci – svegliato nel cuore della notte da un appello telepatico da Zelda, principessa di Hyrule, che gli dice di essere tenuta prigioniera nelle segrete del castello.

Dopo alcune peripezie Link riesce a salvare la principessa (Super Mario, guarda e impara!) ma, per sconfiggere il mago cattivo Agahnim, dovrà seguire i suggerimenti dell’anziano Sahasrahla.

Costui gli spiega come recuperare la leggendaria Spada Suprema, ottenendo i tre Ciondoli delle Virtù: il Ciondolo del Coraggio nel Palazzo dell’Est, quello del Potere nel deserto e quello della Saggezza nella Torre di Era.

In due righe ho riassunto – non so – cento ore di gioco, giusto per dire che, insomma, ne accadono di cose!

Ah, mentre è alla ricerca dei ciondoli, Link attraversa un portale per versione oltre lo specchio

The Legend of Zelda: A Link to the Past, riassuntone sciué sciué

Dopo aver recuperato i Ciondoli e la Spadona Supremona, colpo di scena! Zelda è di nuovo rapita da Agahnim (il mago cattivo di prima) e Link viene catapultato nel Mondo Oscuro.

Lì, Link è di nuovo contattato telepaticamente da Sahasrahla che gli affida una nuova missione: salvare le fanciulle imprigionate nel Mondo Oscuro, e grazie al loro potere può nuovamente sfidare il mago Agahnim (altre 100 ore di gioco bruciate in due paragrafi).

Nello scontro finale Link riesce a sconfiggere il nemico, a recuperare la Triforza e esprimere il desiderio di eliminare gli effetti malvagi da Hyrule e riportare la terra al suo antico splendore.

È stato un vero ritorno al passato

Diciamocelo chiaro: i giochi moderni sono… facili! Tutto è intuitivo, hai mille aiuti – sia dal gioco stesso che online – e non devi nemmeno soffiare sulla cartuccia se la console non la legge, perché è tutto immateriale.

Trovarsi a vagare per ore nel mondo di The Legend of Zelda senza sapere che cosa fare per procedere con la storia, decidendo mille volte di mollare tutto ma ogni volta trovare la forza per proseguire, è qualcosa di cui non riesco a spiegare l’importanza.

Probabilmente oggi proponendo un gioco di quel genere riceveresti mazzate sulla schiena: non ottieni niente subito, ogni piccolo successo richiede un grande sforzo, e non è detto che questo avvenga in tempi tollerabili.

Però la ricompensa vale ogni fatica!

Nelle settimane passate a giocare a Zelda sono stato davvero sul pezzo, tanto che ho trasmesso questa dedizione anche a chi mi stava intorno… ecco per esempio il biglietto a tema per il mio compleanno!

Racconti a 16 bit: The Legend of Zelda: A Link to the Past

A Cesare quel che è di Cesare, e a Nintendo quel di Nintendo

Dico Nintendo perché la saga di The Legend of Zelda è prodotta da Nintendo, non volevo esprimere una mia preferenza fra produttori.

Comunque, siamo sicuri che i videogiochi siano un mero intrattenimento al pari di un flipper o dell’osservare l’erba crescere nei prati?

Sono convinto che alcuni titoli videoludici abbiano la stessa dignità di cinema e narrativa, e credo di essere partito presentando un titolo che ha tutte le carte in regola per soddisfare molti appassionati di buoni racconti brevi e lunghi.

Tant’è vero che spesso nascono vome videogame ma poi si sviluppa un media franchise con tanto di cartoni animati, romanzi, serie TV, film… OK, i film facciamo finta che non li ho citati che è meglio!

Per questo articolo è tutto. Nell’attesa del prossimo titolo, Game Over & Insert Coin!

Come trovare l’ideale durata dei racconti brevi

Come trovare l’ideale durata dei racconti brevi

L’ultima volta che ho parlato di scrittura ho lasciato in sospeso il racconto di come ho calibrato la durata dei racconti brevi negli anni.

Raccontare storie sui racconti ha un fascino ricorsivo unico!

Come ha inizio questo racconto

Ebbe tutto origine osservando le facce annoiate – a tratti sconsolate – del pubblico dei reading letterari che organizzavo un paio di lustri fa.

Osservare le espressioni e la postura di chi ascolta un mio racconto è stato un vero privilegio: mi ha permesso di capire molte cose sul funzionamento di chi è dall’altra parte dei miei racconti.

Tante volte sono stato convinto di aver fatto centro con una descrizione o un dialogo particolarmente sottili, arguti, con più chiavi di lettura capaci di intrattenere, stimolare e addirittura elevare l’ascoltatore.

Tante di queste tante volte non era affatto così, e glielo si leggeva in faccia.

Quanto conta la durata dei racconti brevi?

Prima di tutto dovremmo chiarire bene come si misura la durata dei racconti brevi.

Chiariamo come si misura la durata dei racconti brevi

La volta scorsa me ne sono uscito con qualcosa come non importa quanto breve sia un racconto, un racconto breve è un racconto breve e basta.

Ho tanti pregi, la coerenza non è fra questi… o meglio: fuori dal contesto originario, ogni frase va valutata con lo spirito nel quale è stata ideata.

Ascoltare qualcuno che racconta una storia non è affatto come leggersela per i fatti propri. Ecco come scoprire se un racconto è buono: leggilo a qualcuno.

Scoprirai che la sua durata può cambiare di tanto le sorti di un testo raccontato, ma se riesci a dargli qualcosa fin da subito (anche il titolo è molto rilevante) per lo meno sei partito bene.

Se spesso la durata dei racconti brevi scritti è misurata in pagine o parole, quella degli ascoltati è per forza di cose il tempo.

Chiariamo come si misura la durata dei racconti brevi

Intrattenere

Sembra quasi brutto da dire ma, senza tralasciare gli scopi educativi e morali che vorresti inserire nella tua storia, se non ti preoccupi di intrattenere il tuo pubblico, per definizione, non lo trattieni!

E quello se ne va!

E tu potresti non cogliere il lato positivo della cosa.

Io per esempio non l’ho ancora colto, quindi è una cosa che tendo a ricordare e applicare al meglio delle mie possibilità.

Prima regola dell’intrattenimento di Andrea Cabassi

Un racconto è un mondo che nasce, si sviluppa e muore nel giro di un battito di ciglia. Questa cosa è fondamentale, anzi, è proprio alla base della scrittura di un racconto.

Serve per ricordare che non è che devo raccontare la rava e la fava, ma solo le cose davvero importanti, perché raccontare della rava e della fava ignorando la durata dei racconti brevi infrange la prima regola dell’intrattenimento:

Quando il pubblico se n’è andato, allora è troppo tardi.
Prima regola dell’intrattenimento

Cinque minuti solo cinque vedrai

Dopo aver sperimentato, e osservato, e corretto e risperimentato, e riosservato e ripetuto tutto da capo più e più volte, sono giunto a una conclusione.

Ovvero che l’ideale durata dei racconti brevi – indipendentemente dal genere, dall’interpretazione, dal pubblico, dall’orario e dalle condizioni ambientali – è cinque minuti.

Insomma, più o meno… non è che ho fatto una media al millisecondo… però i racconti di quella durata erano quelli che riuscivano a mantenere alta l’attenzione del pubblico e che riscuotevano l’apprezzamento maggiore.

Ovviamente non paragono racconti da 20 minuti belli con racconti da 5 schifosi, non è che al cadere del finale all’istante 05:00 dall’inizio scatta il miracolo!

E poi il racconto bello è una figura mitologica, come l’unicorno, che nella realtà nessuno ha mai visto: quando ho scritto indipendentemente dal pubblico intendevo proprio questo.

Sappiamo benissimo che tutti hanno gusti unici e imprevedibili, quindi anche a livello statistico breve è meglio (se dev’essere una sofferenza, che almeno duri poco!)… ma non troppo breve, ecco la ragione dei cinque minuti.

Durata ideale racconto = √parole lette / sbadigli del pubblico

La formula per trovare la durata ideale racconto

OK, mi hai beccato. Anche questa formula me la sono appena inventata, però iniziando a pensare racconti da cinque minuti, facendolo diventare un mio standard e proponendo sempre più racconti brevi di questa durata, le facce annoiate – a tratti sconsolate – del pubblico dei reading è davvero diminuito!

La domanda ora è: quanti sbadigli sei pronto a accettare per i tuoi racconti?

Parole Belle: Inguainare (ep. 1×02)

Parole Belle: Inguainare (ep. 1×02)

Magnifico, perché sbaraglia la concorrenza di altre due parole decisamente belle, ma il proposito di premiare l’originalità alla fine ha prevalso.

Inguainare è la parola bella protagonista di questo secondo episodio, e non nascondo che appena l’ho letta mi sono esibito in un salto sulla sedia da podio olimpico!

Ma ecco com’è andata!

Quando ho letto la parola inguainare stavo…

Stavo leggendo un vecchissimo numero de L’Uomo Ragno, il 53 del 27 aprile 1972: Uccidete l’Uomo Ragno!

In questo episodio il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere incontra Ka-Zar, un personaggio tarzanide, e Zabu, il suo felino preistorico dai denti a sciabola.

Nella scena in questione Zabu intrattiene alcuni agenti, permettendo così a Ka-Zar di soccorrere l’Uomo Ragno.

L’agente sulla destra si accorge delle intenzioni non bellicose del gattone, proprio dal fatto che ha inguainato i suoi artigli.

Salto sulla sedia!

Inguainare
Inguainare

Il significato di “inguainare”

inguainare v. tr. [der. di guaìna] (io inguaìno, meno corretto inguàino, ecc.). – 1. Mettere nella guaina. In partic.: a. Riporre la spada nel fodero; più com. ringuainareb. non com. Infilare un nastro, un elastico e sim. in una guaina. 2. In senso fig., avvolgere e fasciare strettamente il corpo, o parti di esso, riferito a oggetti di vestiario: lunghi guanti le inguainavano le braccia; usato soprattutto nella forma passiva: era inguainata in un aderente abito nero. ◆ Part. pres. inguainante, come agg., in botanica, lo stesso che guainante.

Dizionario della Lingua Italiana Treccani

Inguainare secondo il Dizionario Treccani

Una parola di pace

Troppe volte assistiamo allo sguainare di spade, sciabole, scimitarre, spiedi e forchettoni, per una volta che invece è compiuta l’azione contraria vale la pena evidenziarlo.

Bravo Zabu che non hai pasteggiato con le tre forze dell’ordine, inguainando gli artigli, facendogli invece un pernacchione da dieci RRRRRRRRRR. Ti proporrò per un encomio!

Pace a tutti belli e brutti.

Lunghezza dei racconti brevi: ma brevi quanto?

Lunghezza dei racconti brevi: ma brevi quanto?

Ho avuto modo di riflettere sul tema della lunghezza dei racconti brevi: non so se hai visitato di recente la pagina dei miei racconti brevi, o se l’hai mai visitata in assoluto. Io sì. È cambiata!

Nel lavoro di revisione mi sono chiesto se avesse senso inserire fra le informazioni il numero di pagine o di parole dell’opera, insomma sulla lunghezza del racconto.

Come si misura la lunghezza dei racconti brevi

L’unità di misura adottata dagli addetti ai lavori per la lunghezza dei testi di narrativa (quindi dal racconto breve al romanzo) è la cartella editoriale, ovvero un foglio immaginario composto da 1.800 battute suddivise in 30 righe da 60 caratteri.

Che è un po’ come misurare mattoni con un secchio: con gli spazi vuoti ci potresti conservare le provviste per l’inverno!

Ecco perché tante volte per i racconti si usa il numero di parole ma, pur essendo una misura più precisa, il fatto che alla resa dei conti una e equivalga a un pentadodecaedro mi fa capire quanto sia comunque una scelta iniqua.

Come si misura la lunghezza dei racconti brevi

E non solo per lunghezza, pensa allo sforzo di architettare un brano che contenga pentadodecaedro: è secondo solo a quello di costruirlo in 3D con la carta pieghettata in educazione tecnica alle medie (è un incubo ricorrente).

Come non si misura un racconto

Ecco una cosa di cui sono certo: la lunghezza dei racconti, brevi o lunghi che siano, non influisce sul loro valore.

Hemingway ce lo ricorda con la sua provocazione del racconto in sei parole (quante cartelle sono? 0,03?) ma anche il buon senso e la pratica.

  • Il buon senso perché se è vero che la qualità ha più valore della quantità, che cosa impedirebbe a questo principio di essere applicato anche in questo caso?
  • La pratica perché una volta terminata la bozza di un racconto, il primo lavoro da fare è quello di tagliare, limare, spuntare, e non aggiungere, approfondire e ricamare.

Infatti ho scelto che la lunghezza…

Ho scelto di non mostrare la lunghezza dei racconti brevi, punto e stop. Che sia composto da due pagine o da venti non fa differenza.

La classificazione dei testi di narrativa

Certo, esistono alcuni limiti accettati per la maggiore che ha senso tenere in considerazione, per esempio questa è una classificazione dei testi di narrativa utilizzata nel mondo anglosassone:

  • I racconti brevi sono composti da meno di 7.500 parole.
  • Poi ci sono i racconti lunghi, che arrivano fino a 17.500 parole.
  • Dopo ci sono le novelle, fino a 40.000 parole.
  • Per finire ci sono i romanzi, fino all’infinito.

Fanno sorridere quei settemila o diciassettemila e cinquecento, ma soprassediamo e prendiamoli come punti di riferimento spannometrici (ricordiamoci che questa gente misura i volumi in cucchiai da tè).

Ripeto spannometricamente, in Italia addirittura con novella si intende una breve narrazione senza ulteriori specifiche, ovvero dal punto di vista della lunghezza è del tutto sovrapponibile al racconto.

Quindi potremmo parlare di novella breve e novella lunga? Facciamo finta di non aver detto nulla.

La lunghezza dei racconti brevi di Andrea Cabassi

I miei racconti sono brevi, davvero.

Li devi poter leggere d’un fiato: per quanto si possa essere lenti, dieci minuti sono un tempo in cui è possibile mantenere l’attenzione a alti livelli, chiedere di più non ha nessun vantaggio.

Non mi piacciono i racconti lunghi: non mi piace leggerli e non mi piace scriverli.

Sono la cosa peggiore che possa leggere: una struttura complessa che si risolve troppo brevemente, ma che è troppo lunga per rimanere fresca e vivace.

Ovviamente ci sono tantissime eccezioni, ma perché complicarsi la vita cercando di snellire una struttura complessa quando esiste già qualcosa che per sua natura è dinamico, rapido e fresco?

I racconti brevi sono come l’aperitivo: qualche patatina, due olive e un pezzo di formaggio sono perfetti, il timballo di faraona no; quello ce lo teniamo per il pranzo della festa!

La lunghezza dei racconti brevi di Andrea Cabassi

E ora m’è venuta fame! Fame di conoscenza? Ahm… sssssì!

Più che altro fame di volevo scrivere di come ho calibrato la lunghezza dei racconti brevi negli anni ma ora è il post a risultare troppo lungo, quindi… te lo racconto (in breve) la prossima volta!

Racconto di un’ordinaria domenica di Andrea Cabassi featuring vaccino  anti Covid-19

Racconto di un’ordinaria domenica di Andrea Cabassi featuring vaccino anti Covid-19

Il risveglio

7:40 - mi sveglio con la pancia che brontola dalla fame, ma è il bisogno di gare pipì che mi fa prendere la risoluzione di alzarmi. Una volta rientrata l’emergenza però non ho più sonno e mi dirigo verso la cucina.

Lì preparo il mio beverone salino casalingo sperimentale ma ecco subito una delusione: la variante con succo d’arancia non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella con il succo di limone della prima versione.

Per rifarmi dello smacco subito, preparo l’impasto per i pancake.

La mia ricetta segreta del beverone salino!
Gli Incredibili X-Bugs

8:55 - Si sveglia anche la Tati per controllare la scatola-parco-naturalistico dei nostri bachetti da seta.
La notte è stata fruttuosa: con nuove quattro mutazioni, ora la popolazione delle falene X-Bugs raggiunge quota cinque (rimangono soli altri due bozzoli che ancora devono schiudersi).

Il mattino

Dopo un po’ di questo spettacolo entomologo ci spostiamo in cucina e ci rimbocchiamo le maniche per preparare i pancake.

10:00 - La truppa al completo è sveglia, vigile e affamata.

Che la colazione abbia cominciazione!

La celebre Pancake Tower

11:00 - Esco per una spesina sciué sciué, e finalmente trovo le tazzine da caffè come piacciono a me! Le cercavo da un bel po’ e alla fine erano dove vado sempre a fare la spesa… comèpiccoloilmondo!

11:30 - Commenti da amici via chat che hanno appena fatto la vaccinazione: Mai visto cosa tanto organizzata in Italia.

La vaccinazione

12:40 - Sistemata la spesa, parto per il centro fiera, dove alle 13 ho l’appuntamento per ricevere la prima dose del vaccino anti Covid-19.

13:24 - Fatto, e seconda dose già prenotata.

Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19: Chat

Mi fanno sedere su una sedia con un bell’adesivone che riporta il numero 60, pari all’attesa in minuti che dovrò sopportare prima di potermene andare.

In modo banalmente previdente mi ero portato da leggere, ma anche se non avessi provveduto erano ben visibili sul pavimento – a macchia di leopardo – altri grossi adesivi che promettevano intrattenimento d’uncierto livello.

Per nulla reclamizzata invece era la minaccia del coro alpino!

Sono vaccinato

Il pomeriggio

14:30 - rientro a casa, mangio gli avanzi del pasto (cuty letah) e bevo un fantastico caffè nella mia nuova fantasmagorica tazzina!

Studi clinici confermano che bevuto dentro la tazzina che cercavi da un sacco di tempo e che ora puoi finalmente usare, il caffè ha un aroma migliore.

Ah, che bell'o cafè
Il mio cerotto

15:00 - Comincio a scrivere su un blocco note questo breve racconto della giornata di oggi.

16:15 - Trovo per terra il mio cerotto! Speriamo che il vaccino adesso non esca dal braccio!

Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19 Asciugo il pavimento

16:19 - Pioggia e tempesta!

Fulmini e saette!

Però la finestra della camera è rimasta aperta, e in quei 15 secondi il pavimento s’è allagato!

Potere dello straccio!

Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19 Maltempo
Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19 La cronaca di oggi

16:54 - Sto scrivendo in
diretta il
resoconto della
giornata!

17:26 - Merenda e torneo mega di Scala 40 (ho vinto io).

Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19 Scala 40

Il gran finale

Racconto domenica Andrea Cabassi anti Covid-19 I Vendicatori

18:45 - Inizio degli Avengers + cena + ancora Avengers.

22:03 - Riprendo la lettura da dove l’ho interrotta il mattino e mi preparo al temporaneo oblio della posizione orizzontale.

Conclusione - È stata una bella giornata, m’ha fatto piacere condividerla.

Fantaronco: promozione in A dello Stupa!

Fantaronco: promozione in A dello Stupa!

Dopo anni trascorsi nell’idea che il fantacalcio non avesse nulla a che fare con la fantascienza, due stagioni fa mi sono fatto convincere a partecipare a un fantatorneo, per capire poi che avevo ragione ancora io e che la fantascienza non c’entra una mazza (e nemmeno la mazza c’entra, quella è nel fantabaseball)!

Allora ho riesumato il nome della mitica squadra che tante soddisfazioni m’ha dato giocando campionati notturni a PES, oltre una decade addietro.

Ecco siori & siore lo stemma della Dinamo Stuparich, nei suoi sfavillanti colori sfavillanti.

In verità inizialmente i colori societari erano molto diversi, vediamo qua sotto un contributo video risalente all’epoca degli esordi di questa gloriosa squadra videogiocalcistica!

Fantaronco 2020/2021 Logo Dinamo Stuparich
L’anno scorso ho dunque esordito nella lega di Serie C del torneo FFC Fantaronco 1996, ottenendo la promozione in Serie B all’ultima giornata. C’è chi dice bravura, c’è chi dice coolo, io dico: promozione al primo tentativo!
Fantaronco 2019/2020 Serie C Classifica Finale

Questi i dati societari, la rosa e le azioni di mercato del club, mentre la bacheca dei trofei è ancora vuota; io però mi tengo stretta la promozione come fosse una coppa del mondo!

In fondo non è troppo diverso da un videogame di calcio manageriale, e io che sono cresciuto a pane e Player Manager so bene che per vendere più limonata bisogna abbassare il prezzo delle patatine!

Fantaronco 2020/2021 Dinamo Stuparich
Fantaronco 2020/2021 Serie B Giornata 26

Ecco la classifica alla giornata 26, quando la promozione era solo un miraggio, e a seguire quella definitiva, che mi vede superare al fotofinish Leoni di Gussago dopo un girone di ritorno scoppiettante, un interminabile filotto di scontri diretti e un finale al cardiopalma (basta vedere i punteggi delle prime 8: fino all’ultimo ancora in corsa per un biglietto per la Serie A): ero infatti quinto fino agli ultimi minuti dell’ultimo posticipo, ma la tripletta di Rebic ha decretato:

  • La mia vittoria esterna contro Fedeazzurra (0 – 3)
  • Il pareggio casalingo di Leoni di Gussago contro F.C. Lelapo (3 – 3, ma prima della tripletta LdG stava vincendo!)

Caro Artalo (presidente LdG – NdA), è stato un onore misurami con te. Per chi volesse conoscere le misure: 1 – 1, sia all’andata che al ritorno. Punto.

Fantaronco 2020/2021 Serie B Classifica Finale

Prima di chiudere, un ringraziamento speciale a Paolo e Gianluca che si sbattono anche più del dovuto per portare avanti la baracca, e chiunque volesse iscriversi, trova qua le istruzioni, le distrazioni, i cavilli e i bis sottoparagrafi.

Fantaronco 2020/2021 Maglia Dinamo Stuparich

O ora chiudo questo post autocelebrativo, inutile e di cattivo gusto mostrando la maglia indossata dai miei giocatori nel corso di questa esaltante stagione (che invece denota uno stile raffinatissimo).

Per festeggiare la promozione in Serie B i migliori stilisti tifosi dello Stupa hanno confezionato questa divisa in due pezzi, che tutti i giocatori hanno orgogliosamente indossato in ogni incontro.

Come celebrare degnamente la promozione in Serie A?

DLL Diritti Libertà Lombardia: CensuVax

DLL Diritti Libertà Lombardia: CensuVax

DLL Diritti Libertà Lombardia è un Comitato Spontaneo Non Riconosciuto di liberi cittadini volontari che operano sul territorio per affrontare le criticità legate alla tutela dei Diritti Civili e alle Libertà Costituzionali.

Fantastico, DLL Diritti Libertà Lombardia è una specie di Justice League della Lombardia votata alla lotta contro chi minaccia i diritti civili e le sacrosante libertà sancite dalla Costituzione della Repubblica!

Nascendo nel 2016 con il nome di “Genitori del NO OBBLIGO Lombardia”, era impegnato per affrontare i problemi del D.L. 73/17, convertito in L. 119/17, attraverso azioni, progetti, ecc. finalizzati a supportare e informare i genitori, e più in generale per sostenere e tutelare la libertà di scelta terapeutica.

Acc, mi sono sbagliato, altro che JL!
Si tratta di un gruppo di libertadisceltaterapeuticisti e adesso che mi sono iscritto al loro gruppo Facebook che cosa faccio?

Ho deciso: è solo una la cosa che rispetti il mio rigido principio di non impelagarmi in sterili discussioni sul web con persone che rifiutino il dialogo basato sulla logica e i fatti.

E quella cosa è osservare.

Breve recap per un’introduzione a scrocco

Prima di procedere con la cronaca della mia esperienza nel gruppo DLL Diritti Libertà Lombardia ritengo utile fare un richiamino a un articolo di qualche tempo fa, giusto per non ripetere un’altra volta temi noiosi come le bigfarmah, la medicina alternativah, svegliatevih e compagnia bella: Omeoutopia: del perché l’omeopatia è una minchiata.

Ho osservato che!

La prima cosa che ho osservato è che nonostante il loro regolamento sia molto chiaro sulle modalità di presentazione della domanda di iscrizione, all’atto pratico non sono davvero così attenti. Altrimenti non si spiega che nonostante esso dica chiaramente che:

Per accedere a DLL Diritti Libertà Lombardia è necessario rispondere alle domande poste all’atto della richiesta di iscrizione. Preghiamo di farlo in modo non evasivo e/o frettoloso.

… abbiano accettato la mia iscrizione, dove l’evasività delle mie risposte avrebbe reso orgoglioso Lupin The 3rd.

Un’altra cosa che mi ha colpito è che gran parte del traffico fosse generata dai molti moderatori, nonostante il cospicuo numero degli iscritti (9 moderatori per circa 5000 iscritti).

Questo sia per quanto riguardava i nuovi post (spesso il rilancio di notizie dal sapore tutt’altro che imparziale) che le risposte alle domande degli utenti.

La terza cosa che ho notato non riguarda la quantità ma la qualità delle discussioni: ogni fatto è come filtrato da una magica lente che rende perfettamente normale l’inconcepibile e completamente assurdo il fatto più banale.

Voglio fare un esempio cercando di evitare sia tecnicismi sia polemiche (in realtà posso garantire solo uno dei due): un’affermazione che a tutta prima mi è sembrata del tutto ragionevole ha scatenato un megacasino.

Una persona vaccinata può contagiare un individuo sano.

La reazione di fronte a siffatta affermazione dovrebbe essere pressapoco questa: lo so, è normale. Voglio dire, pure io che no so distinguere un’aspirina da un antinfiammatorio so che il vaccino protegge dalla malattia ma non necessariamente dall’infezione!

La reazione in DLL Diritti Libertà Lombardia invece è stata qualcosa di enorme, ricordo una fitta gamma di commenti compresa fra il vaccino è inutile e big pharma ci sta turlupinando.

Basso profilo su DLL Diritti Libertà Lombardia

Io però mantenevo un basso profilo, non volevo palesare la mia identità segreta dando del citrullo a chiunque mi capitasse a tiro su DLL Diritti Libertà Lombardia, come invece la mia coscienza mi imponeva.

Poi il regolamento vieta esplicitamente Attacchi personali, insulti, linguaggio non consono o commenti denigratori nei confronti di chiunque, e io – a onor del vero – il regolamento non l’ho mai violato.

Insomma, ogni cosa è analizzata come se qualcuno stesse tessendo le fila di un piano malvagio progettato per arricchire i produttori di vaccini sulla pelle dei poveri cittadini, relegati al ruolo di cavia da laboratorio.

Se non fosse spaventoso vedere l’intelletto umano sprecato in modo così sfacciato, sarebbe quasi divertente.

DLL Diritti Libertà Lombardia: il caso

Un giorno, però, su DLL Diritti Libertà Lombardia accadde l’inaccettabile, e te lo racconto usando i personaggi del Muppet Show per impersonare i veri interpreti del misfatto.

Un genitore disinformato – interpretato da Gonzo – chiede lumi nel gruppo sulla condotta della scuola dell’obbligo nei confronti di un bambino non vaccinato. Tema questo molto delicato da non prendere sotto gamba.

Una richiesta su DLL Diritti Libertà Lombardia

Soprassediamo sulla qualità dell’immagine (e dell’italiano), il punto è che serve dare una risposta molto chiara sulla questione: molto probabilmente vi è di mezzo un minore che non ha colpa della scelleratezza dei propri genitori.

Decido allora di fare una ricerca e dopo otto secondi sono travolto da una marea di siti che danno tutti la stessa risposta. Ci sono solo due cose da fare allora:

  • Chiedersi come mai per gli utenti di DLL Diritti Libertà Lombardia sia così difficile fare una ricerca nei motori di ricerca. Forse pensano che il di ricerca contenuto nel nome sia una specie di tranello? Non me ne stupirei.
  • Cercare fra i tanti il sito più attendibile e rispondere a Gonzo con un link diretto (il mio intento era quello di fornire la fonte senza esporre la mia interpretazione, ma ho capito solo dopo di aver sbagliato approccio: non era certo quello che cercava Gonzo).
Il mio intervento su DLL Diritti Libertà Lombardia
Certo di aver fatto il mio dovere di cittadino pensante, ho un sussulto quando noto che il mio intervento è stato rimosso:
La mia censura su DLL Diritti Libertà Lombardia
Naturalmente il link che ho pubblicato non era fuorviante, il titolo era pure Niente asilo o scuola per i bimbi non vaccinati, più chiaro di così si muore!

Semmai è stato fuorviante rispondere Assolutamente no, Gonzo. L’obbligo scolastico prevale sull’obbligo vaccinale e dopo nove minuti pubblicare un link alla gazzetta ufficiale dove si può leggere la stessa cosa che ho linkato io, ma in modo più confuso e senza la spiegazione professionale dei redattori di La legge per tutti.

Il ban tattico (aka censura)

Ho subito preso le difese del mio post: era chiaro come Beaker volesse far passare il suo messaggio ai danni della verità! DLL Diritti Libertà Lombardia… libertà di che cosa? Non si scherza con me! E infatti…

Il feedback di DLL Diritti Libertà Lombardia

Questa schermata è stata l’ultima di DLL Diritti Libertà Lombardia che sono riuscito a vedere prima del ban.

In pratica mi ha bannato perché non sono stato Gentile e cortese (falso). Non potendo competere sul piano della dialettica mi ha censurato. Sì. Tipico di chi sa che non può battersi ad armi pari con la logica. Un comunissimo p’tak insomma.

Pensandoci ora, la cosa più divertente

La cosa più divertente – e vi assicuro che tutto il post non è un pretesto per piazzare un link allo shop – è che uno dei pilastri del mio romanzo Pelicula è proprio un vaccino tramite il quale le forze governative esercitano un controllo asfissiante sulla popolazione.

SVEGLIATEVI!!1!1!UNO!

Ora, è vero che il post non è un pretesto per piazzare un link, ma eccone comunque uno bellissimo: clicca qui o sulla copertina per comprare Pelicula, il miglior romanzo distopico di tutta Anonima Andrea Cabassi!

In offerta!

La legge, ma anche la morale comune, impone che tutti siano vaccinati entro i primi tre mesi di vita: non esistono le condizioni perché un qualsiasi essere umano possa sopravvivere oltre i tre mesi senza Pelicula; lo impongono le condizioni ambientali che si sono andate creando.
La cosa vale per tutti, nemici di Pelicula compresi; senza la protezione garantita da questo antivirus, un bambino andrebbe incontro a morte certa a causa dei batteri dell’aria, dell’acqua, del cibo… gli uomini sono stati troppo occupati a pensare al loro benessere per accorgersi che la terra che calpestavano era la stessa su cui avrebbero dovuto vivere: quindi senza Pelicula la vita si forma, ma non attecchisce.
Ciò rende Pelicula necessaria, ma le nanomacchine che iniziano a prosperare negli organismi viventi hanno un altro importantissimo ruolo: tracciano.
Sono in grado di tracciare e trasmettere tutta la vita di chi le ospita. Tutta l’intera vita di un individuo.
Tutta l’intera, completa vita.
Pelicula, pagg. 56, 57

Non me la sono presa

Comunque non me la sono presa troppo. Diciamo il giusto.

Diciamo che ora a ragion veduta penso che DLL Diritti Libertà Lombardia sia un gruppo poco interessato alla verità, che promuove un tipo di pensiero pericoloso perché non supportato dai fatti, e che non si preoccupa troppo di avvalersi della censura verso chi non è disposto a dargli ragione incondizionata.

Chissà se io censurerei i loro commenti a questo post?

Riga Salata è il nuovo racconto disponibile allo scaricamento smodato

Riga Salata è il nuovo racconto disponibile allo scaricamento smodato

Riga Salata è uno fra i racconti più vecchi fra quelli presenti sul sito (son appena andato a controllare: solo Nulla rima con fegato è più vecchio di lui!), uno di quelli che proponevo ai tempi dei reading.

Si tratta di un testo in prima persona in cui il protagonista si trova sotto la doccia avviluppato in un flusso di pensieri negativi.

La sequenza, da un confuso onirismo, passa in maniera improvvisa a una lucidità spietata, in cui l’uomo trova la soluzione ai suoi fantasmi personali, ma questo non gli basta.

Allora combatte, combatte con se stesso per convincersi che una soluzione troppo semplice non è quello che ci vuole per problemi complessi.

Questi hanno bisogno di tempo e di dedizione, e addirittura è possibile che una soluzione non sia la cosa più importante.

Si tratta di un thriller in cui mi sono trovato molto a mio agio, nonostante il genere sia davvero lontano da quasi tutto il resto della mia produzione.

Riga Salata: l’ebook

Naturalmente non è un thriller convenzionale, il tocco à la Andrea Cabassi si riconosce nonostante tutto, ma le opinioni positive degli amanti del genere mi hanno sempre fatto molto piacere (quindi lo ritengo un buon lavoro – NdR).

Ecco perché l’ho selezionato per la pubblicazione, nei tre formati epub, mobi e pdf con la fantastica copertina di Francesca Navoni, che già in passato aveva magnificamente illustrato altri miei lavori.

Clicca qua o sulla copertina per scaricare il racconto!

No, non ci sono orsi polari

Eh, purtroppo non esiste il racconto perfetto, infatti Riga Salata non ha orsi polari; quello della copertina è un orso figurato!

E non parlo della specie Ursus Figuratur – che non esiste – quello che voglio dire è che l’orso rappresenta le inquietudini, le ansie e le angosce provate nel racconto.

La protagonista femminile della copertina? Non è che posso spoilerare tutto, leggi il racconto!

La bozza della copertina

Nel lavoro di recupero del materiale per confezionare l’ebook ho ritrovato anche la prima bozza per la copertina, che chiamare bozza mi sembra quasi un insulto vista la qualità del disegno. E allora perché no!
Riga Salata, bozza della copertina
Se vuoi tornare al paragrafo dove puoi scaricare l’ebook ma hai un attacco improvviso di fannullaggine acuta, puoi usare questo incitamento: scapicollati all’ebook!

Volevo solo comprare Il Ritratto di Dorian Gray

Volevo solo comprare Il Ritratto di Dorian Gray

In edicola sta uscendo in questo periodo una collana di romanzi fantastici chiamata I primi maestri del fantastico. Si tratta infatti di classici di autori molto noti, cito fra i molti Mary Shelley, H.G. Wells, Conan Doyle e Bram Stoker giusto per avere un’idea. Sono edizioni piuttosto carine, con copertina rigide e illustrazioni ispirate alle edizioni dell’epoca. Si tratta di volumi brossurati ma il prezzo mi è sembrato molto vantaggioso (oltre le prime uscite a prezzi stracciati, le altre viaggiano fra i 7 e i 12 euro)
I primi maestri del fantastico
Questa noiosissima introduzione per dire che a catalogo hanno messo alcuni libri che mi interessavano, per esempio:
  • Frankenstein, di Mary Shelley
  • La guerra dei mondi, di H. G. Wells
  • Il mondo perduto, di A. C. Doyle
  • Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde
Non voglio dire che gli altri fossero meno interessanti… ma alcuni in effetti sì, e altri li possedevo già, quindi per quanto riguarda Andrea Cabassi la lista della spesa era composta da quei quattro titoli lì.

Uscita bimestrane

Bimestrane perché i primi tre volumi sono usciti effettivamente ogni 15 giorni, ma con Il ritratto di Dorian Gray si dev’essere inceppato qualche meccanismo, perché non riuscivo a trovarlo in nessuna delle edicole vicino casa (non mi andava di provare in quelle non-vicine, ormai era una questione fra me e la mia cocciutaggine).

Poi, a dire la verità, il romanzo l’avevo già letto quindi non è che smaniassi per averlo a tutti i costi. Giusto perché l’edicola è a due passi da casa facevo una capatina per vedere se fosse arrivato, ma la risposta era sempre negativa.

Ma anciertopunto…

Anciertopunto, dopo una decina abbondante di no, ecco che invece sì! L’edicolante più bravo al mondo è riuscito a recuperare l’uscita che probabilmente era stata mangiata dal cane del corriere, e me l’ha tenuta da parte – ci mancava pure che non me la tenesse via!
Ed è qua che scatta la scena che volevo raccontare fin dall’inizio, mica ti voglio solo ammorbare con la storia di me che non trova il libro, ti pare?

E poi succede che…

Succede che all’edicola siamo io e un figuro che ravana fra le bustine dei Pokémon, i gadget, i giochini ecc. che a tutta prima mi sembra il classico bonaccione che in edicola ci va solo per comprare il costume di poliziotto o il kit da pesca (hai presente quelle confezioni ultraschiacciate con due giocattolini che anche il gatto si accorgerebbe che è solo paccotiglia ma che devi comprare sennò il bambino piccolo non smette di piangere? Ecco).
Ma quando chiedo all’edicolante se fosse arrivato Il ritratto di Dorian Gray e lui mi dice ma io capisco no ma poi rielaboro e mi rendo conto che invece ha detto – ecco – il figuro di prima che sta impugnando un portachiavi di Hello Kitty assume un’espressione compiaciuta, e io lo noto.
Dentro di me penso ma di che ti compiaci, torna nella tua caverna a scheggiare la selce!
Mamma quanta cattiveria gratuita, ma è stato un riflesso nel sentirmi giudicato, giuro che non lo volevo offendere (e poi scheggiare la selce come si deve non è un lavoro per tutti).

Ma poi…

Ma poi non gli è bastato fare la faccia, ha anche voluto esprimere un pensiero:

«Il Ritratto di Dorian Gray, eh? Bello, mi è piaciuto davvero molto.»

OK, qua volevo sprofondare. Dopo aver pensato male di lui eccolo che mi rende pan per focaccia, e fa fare a me la figura del lettore da spiaggia che compra il libro in edicola, quando invece – se hai letto con attenzione – è chiaro che sto acquistando volumi scelti della collana; non è che compro Il ritratto di Dorian Gray perché è finita la Settimana Enigmistica!
Insomma basta, ero pronto a cospargermi di cenere il capo quando ancora una volta il postulato della parola detta di troppo accorre in mio soccorso.

Ecco il postulato della parola detta di troppo, che invento in questo stesso istante:

Una volta espresso un concetto in maniera soddisfacente, ogni ulteriore parola è di troppo.
Andrea Cabassi

Infatti, mentre sono alla ricerca di un posacenere per cospargermi, eccolo chiudere il discorso con qualcosa di irripetibile:

«Proprio un bel film!»

Mavaccagare te e il film! Fine del post.

Il Ritratto di Dorian Gray e l’edicola

Il ritratto di Dorian Grey
Parole Belle: Encomio (ep. 1×01)

Parole Belle: Encomio (ep. 1×01)

Esiste un fastidioso insieme di parole che, per quanto corrette esse siano, sono davvero brutte: che non mi piace pronunciare, che non mi piace scrivere, che spesso trovo usate fuori dal contesto eccetera.

Progettavo da qualche tempo una sorta di raccolta di queste parole, per esporle al pubblico ludibrio in modo che nessuno le utilizzasse mai più, sostituendole con parole che potessi per lo meno tollerare, ma dopo lunghe meditazioni, e memore della fine fatta dal pur eccezionale Codice Da Vero Pirata ™ ho capito che il mondo non è ancora pronto a tutto questo.

Stupido mondo!

Però ormai ero in canna con il proposito della raccolta di parole, così ho invertito la polarità dell’idea ed eccomi qua con la raccolta di… parole belle!

Scrivo un titolo lungo così hai un po’ di tempo per riprenderti dallo sforzo dell’applauso

L’idea è quella di premiare alcune parole per la loro bellezza, per l’eleganza del suono o per qualsiasi altro motivo mi passasse per la testa quando l’ho sentita pronunciare e mi ha colpito. Quindi, a proposito di premi, la prima parola bella di questa nuova rubrica di Anonima Andrea Cabassi è… encomio! Senti com’è ben bilanciata, e che suono deciso ma allo stesso aereo, delicato. Questa parola merita un encomio!

Il significato di “encomio”

encomio en|cò|mio s.m. av. 1566; dal lat. tardo encōmĭu(m), dal gr. egkṒmion, da egkṒmios “che si canta in una festa”, comp. di en- “dentro” e kômos “festa, processione”. 1. TS lett. nell’antica Grecia: canto celebrativo 2. CO lode, spec. pubblica e solenne: tributare, fare un encomio a qcn.; lettera, parole di encomio 3. TS milit. riconoscimento ufficiale del valore di un militare Dizionario della Lingua Italiana De Mauro
Dizionario De Mauro

L’ultima volta che ho sentito pronunciare la parola encomio stavo…

L’ultima volta che ho sentito pronunciare la parola encomio stavo guardando Guerra temporale, l’undicesima puntata della prima stagione di Star Trek: Enterprise, quando il capitano Archer propone un encomio a un membro dell’equipaggio che con una sua azione ha salvato la nave (poi invece si scopre che è stato un cattivone con un secondo fine; mazzate sulle antenne, altro che encomio!).

Per il momento è tutto!

Per questo primo episodio è tutto, ora puoi continuare a fare quello che stavi facendo prima, e se trovi qualche parola interessante scrivimela nei commenti, potrebbe essere la prossima protagonista di Parole Belle!
Ciao Ciao grafica 2019 di Anonima Andrea Cabassi

Ciao Ciao grafica 2019 di Anonima Andrea Cabassi

Era davvero da tanto che non aggiungevo nuovi contenuti su Anonima Andrea Cabassi, così un bel giorno ho deciso di continuare a non aggiungere niente, ma di dare una mano di bianco alle pareti! Non esattamente bianco-bianco, più che altro una rinfrescata alla veste grafica, un’evoluzione di quello che già avevo iniziato nel 2019. Se hai navigato qualche pagina lo vedi tu stesso come sono cambiate le cose, qualche altra modifichina la farò quasi certamente, però un’idea ce la si può fare già.
Ciao Ciao grafica 2019 di Anonima Andrea Cabassi

Più semplice!

Inoltre ho semplificato ulteriormente la struttura, sono spariti certi fossili retaggio del blogging anni ’90 (dovrebbero stare in un museo! – cit.) ed è tornato lo shop che per un certo periodo era sparito misteriosamente. Ma vediamo come si presentava l’homepage di Anonima Andrea Cabassi fino a qualche giorno fa!

Anonima Andrea Cabassi 2019 HP version

Homepage Anonima Andrea Cabassi 2019

Non è cambiato un tubasso!

Beh, insomma, non è che non sia cambiato proprio nulla… o forse sì? Almeno però adesso l’homepage è più bellina, non trovi? No? Sì? Forse? In ogni caso i cantieri sono ancora aperti, per cui se hai qualche suggerimento è ben accetto: commentamelo!
Streghe all’estero, di Terry Pratchett

Streghe all’estero, di Terry Pratchett

Era un bel pezzo che non pasavo a salutare Terry Pratchett, più precisamente da Eric, letto più o meno tre anni fa. Tornare comunque è sempre un piacere!

Quarta di copertina

C’era una volta una fata madrina di nome Desiderata che aveva un cuore d’oro, una mente saggia e una scarsissima capacità di fare piani a lungo termine. Così, quando Morte venne per lei, si trovò a dover lasciare la sua figlioccia nelle mani di un’altra – molto ma molto meno buona e saggia – fata madrina sostituta…
Così adesso spetta alle tre streghe Magrat Garlick, Nonna Weatherwax e Tata Ogg il compito di saltare sulle loro scope (almeno quelle su cui non bisogna prendere la rincorsa per farle decollare) e dirigersi verso la lontana Genua, per fare in modo che una povera servetta strapazzata dalle sorellastre non sposi il principe dopo il gran ballo di corte. Il compito, pur sembrando abbastanza semplice (in fin dei conti milioni di ragazze non sposano principi) si rivelerà decisamente più complesso del dovuto.
Già, perché viaggio, nani, vampiri e lupi mannan a parte, pare proprio che le servette debbano sposare i principi. Tutto ruota intorno a questo. E non si può combattere contro un lieto fine.
Almeno fino ad oggi…

Copertina di Streghe all'estero
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Letture pericolose #TerryPratchett #StregheAllEstero

Un post condiviso da Andrea Cabassi (@andreacabassi) in data:

Citazioni da Streghe all’estero

Playlist fantascientifica

Playlist fantascientifica

Correva l’anno 2014 quando iniziai a pensare a una playlist fantascientifica: aggiungevo un nuovo brano di tanto in tanto e tenevo la lista aperta nell’attesa di trovare i pezzi migliori. Finché non l’ho abbandonata.

(altro…)
Nessuno accendeva le lampade

Nessuno accendeva le lampade

Ho letto Nessuno accendeva le lampade - raccolta di racconti di Felisberto Hernández - grazie a un suggerimento d'eccezione: Paolo Villaggio.

Una delle voci del sondaggio su come scegliere un libro era Seguo i consigli degli amici, e nonostante Villaggio non fosse un amico canonico, ho sempre sentito che in qualche modo un po' lo fosse. Così, ascoltando un'ormai vecchia intervista alla televisione Svizzera in cui elogiava Felisberto Hernández, decisi di leggere Nessuno accendeva le lampade. Ho fatto bene.

Quarta di copertina

Di Felisberto Hernández, Italo Calvino scrisse: "Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un "irregolare" che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile." E in effetti Hernández sorprende il lettore con immagini sconcertanti e surreali, in cui non di rado gli oggetti o le singole parti dell'essere umano acquistano vita propria. Coniugando in maniera magistrale il ricordo e l'invenzione, il senso dell'humour e l'inquietudine, Hernández guida il lettore in un geniale gioco di analogie e associazioni di idee e seduce chi ha la fortuna di leggerlo.
Nessuno accendeva le lampade

Citazioni da Nessuno accendeva le lampade

Nessuno accendeva le lampade è una raccolta di racconti: alla voce omonima di Nessuno accendeva le lampade ci sono una serie di racconti slegati fra loro, questi gli estratti che maggiormente mi hanno colpito:

Posizione 78-79

Da qualche buco entravano raggi di sole impolverato e contro il soffitto l’aria gonfiava delle ragnatele.

Posizione 82-83

Reagii mettendomi subito a studiare; ma siccome mancavano ancora diversi giorni cominciai a fare i conti di quel che potevo fare col tempo che mi restava e sbagliai i miei calcoli come al solito.

Posizione 95-97

Avrei dovuto entrare con la lentezza di colui che sta per dare il ventiquattresimo concerto della sua diciannovesima stagione; quasi con noia; e non dovevo precipitarmi come se la mia vanità fosse presa da spavento

Posizione 136-136

ero circondato da pensieri come uccellacci che volavano ostacolandomi il cammino

Posizione 196-198

Non potrei neppure raggiungere una certa velocità con la stenografia, né riesco a immaginare chi ne potrebbe aver bisogno in questa città lenta, da cui devo scappare a qualunque costo ma in cui mi piacerebbe tanto restare.

Posizione 286-288

Lei parlava dei suoi successi come dicitrice, con espressioni pretenziose di falsa emozione. A me conveniva che parlasse in continuazione per dissimulare il fatto che non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso. Tentavo di separarla dalle sue parole come chi separa una leccornia da tutte le scatole, la carta, gli spaghi, le frange e altri infiniti impicci.

Posizione 293-294

Io dicevo al mio amico poeta che quando faceva cosí con gli occhi, la sua espressione era tra l’infinito e lo starnuto.

Posizione 306-307

All’inizio entrava un po’ di sole da una delle persiane. Poi si era lentamente disteso su alcune persone fino a raggiungere un tavolo con sopra ritratti di cari estinti.

Posizione 367-370

Lei si appoggiò al tavolo premendo il bordo contro di sé e mettendosi le mani nei capelli, e chiese: – Mi dica la verità: perché si è suicidata la donna del racconto? – Eh, bisognerebbe domandarlo a lei! – E l’autore non potrebbe domandarglielo? – Impossibile: sarebbe come chiedere qualcosa all’immagine d’un sogno.

Posizione 391-392

Io me ne stavo andando tra gli ultimi, inciampando nei mobili, quando la nipote mi trattenne: – Devo chiederle qualcosa. Ma non disse niente: appoggiò la testa al muro dell’androne e mi prese per la manica della giacca.

Posizione 397-398

Ero andato a pagare una rata di un soprabito comprato in inverno. Ero un po’ deluso della vita ma stavo attento a non farmi schiacciare dalle auto;

Posizione 504-506

Al silenzio piaceva sentire la musica; ascoltava fino all’ultima risonanza e poi si soffermava a pensare a quello che aveva sentito. I suoi giudizi erano lenti. Ma una volta che il silenzio era entrato in confidenza, interveniva nella musica: passava tra i suoni come un gatto con la sua gran coda nera e li lasciava pieni di intenzioni.

Posizione 571-574

Allora lei aveva detto che gli oggetti acquistavano un’anima man mano che entravano in relazione con le persone. Alcuni di essi prima erano stati diversi e avevano avuto un’altra anima (alcuni che adesso avevano le gambe prima avevano avuto dei rami, i tasti erano stati zanne), ma il suo balcone aveva avuto un’anima per la prima volta quando lei aveva incominciato a viverci.

Posizione 620-622

Mentre il vecchio faceva ancora scricchiolare le scale di legno con i suoi passi pesanti, io mi sentivo già solo con il mio corpo. Lui – il mio corpo – aveva attratto a sé tutto quel cibo e tutto quell’alcol come un animale ingoia altri animali; e adesso avrebbe dovuto lottare con loro tutta la notte.

Posizione 733-737

stavo galleggiando nella mia vanità, pensavo che la vedova doveva aver sentito il mio concerto, o il mio nome, o doveva aver visto mie fotografie o articoli sui giornali. Allora gli domandai: – E’ proprio di me che ha chiesto? – No, ha chiesto di un pianista. – Per suonare della buona musica? – Non lo so. Ti arrangerai con lei.

Posizione 739-741

Mi sentivo guardato dai cristalli molati delle porte che davano sul patio, erano porte con la parte di legno molto ridotta e sembravano dame scollate o con la vita molto bassa; le tende erano leggerissime e si aveva l’impressione di aver sorpreso le porte in biancheria intima.

Posizione 849-850

Mi sembrava che fosse lei a voler entrare nella storia; di forza, come su un autobus strapieno.

Posizione 904-907

Ma un pomeriggio in cui la sala era molto buia e mi mancava poco a finire la mia ora di musica, Muñeca mi parlò. In quel momento i miei pensieri erano lontanissimi da lei. Quando le parole di Muñeca mi caddero addosso e il silenzio si infranse, feci un movimento brusco con i piedi e diedi un colpo al piano; la cassa armonica risuonò e Muñeca scoppiò in una risata volgare.

Posizione 913-916

Un pomeriggio in cui pensavo ai drammi altrui sentii nel buio della sala un forte odore di porchetta. Dissi a Dolly: – Che odore di porchetta! Perché non la toglie di lí? E’ un peccato… in una sala cosí bella…! Lei si arrabbiò: – E la porchetta non è un odore da sala da pranzo? Vuoi che la metta in salotto?

Posizione 953-954

Entrai in un caffè che era vicino a una chiesa, mi sedetti a un tavolino in fondo e pensai alla mia vita. Sapevo isolare le ore di felicità e rinchiudermici;

Posizione 973-974

in quanto a piazzare calze, tutte le mattine mi facevo animo e tutte le sere lo perdevo: era come vestirsi e svestirsi.

Posizione 1030-1033

di colpo, quando stavo già per andarmene, ebbi un’idea: «Che cosa succederebbe se io mi mettessi a piangere qui, davanti a tutta questa gente?» Mi sembrò un atto di violenza; ma, da qualche tempo avevo il desiderio di mettere alla prova il mondo con qualche fatto insolito; inoltre volevo dimostrare a me stesso che ero capace di un’azione violenta. E prima di potermi pentire mi sedetti su una seggiolina accanto al bancone e, lí in mezzo alla gente, mi misi le mani sulla faccia e cominciai a far rumore di singhiozzi.

Posizione 1169-1170

Nel fermarmi tendevo la mano e facevo un saluto a passo di minuetto. Speravo sempre in una mancia sorprendente, e sapevo piegare la testa con rispetto e con disprezzo.

Posizione 1343-1344

Ero sicuro che in tutta questa storia c’era una confusione di destini;

Posizione 1419-1420

La sua mano si era posata sul bordo di un vaso; alzò l’indice e sembrava che quel dito stesse per cantare. Ed egli mi disse: – Io amo la mia… malattia piú della vita. A volte penso che potrei guarire e mi viene una disperazione mortale.

Posizione 1541-1542

ho vissuto vicino ad altre persone e ho conservato nella memoria ricordi che non appartengono a me.

Posizione 1680-1680

alzava le sopracciglia come se le dovessero volar via,

Posizione 1836-1838

D’improvviso, come incontrasse una faccia che la stava spiando, vide una fontana. La sua prima reazione fu di domandarsi se l’acqua non fosse uno sguardo falso nella faccia scura della fontana di pietra; ma poi l’acqua le sembrò innocente; e nel tornare a letto la portava negli occhi e camminava con cautela per non agitarla.

Posizione 1892-1893

mi ritrovai con gli occhi fissi sul tulle della zanzariera e mi vennero di nuovo in mente le parole che si erano staccate dal corpo della signora Margarita.

Posizione 1949-1951

Avevano messo delle piante nuove; e io m’ingelosii a pensare che lí c’era qualcosa di diverso da prima: la signora Margarita ed io non avremmo trovato le parole e i pensieri come li avevamo lasciati, sotto i rami.

Posizione 2019-2020

Ero destinato a incontrarmi con una parte sola delle persone, e per poco tempo, come un viaggiatore distratto che non sa neppure dove va.

Posizione 2031-2033

quello che piú desiderava, era capire l’acqua. – E’ possibile, – mi diceva, – che l’acqua non desideri altro che scorrere e lasciare suggerimenti al suo passaggio; ma io morirò con l’idea che l’acqua porta in sé qualcosa che ha raccolto da un’altra parte e, non so come, mi consegnerà dei pensieri che non sono i miei ma che sono per me.

Citazioni da Le Ortensie

La seconda parte di Nessuno accendeva le lampade è Le Ortensie, un lungo racconto sullo strano rapporto a tre fra moglie, marito e… una bambola.

Posizione 2050-2051

All’imbrunire si sentivano venire dalla strada i suoi passi lenti e quando entrava in giardino, nonostante il rumore delle macchine, sembrava che i suoi passi masticassero la ghiaia.

Posizione 2384-2386

Il giorno in cui Facundo la venne a prendere, era accompagnato da Luisa, la sua amante. Lei e María andarono in sala da pranzo e si misero a chiacchierare come se aprissero le porte di due gabbie, una contro l’altra e mescolassero due stormi d’uccelli; erano abituate a parlarsi e ascoltarsi allo stesso tempo.

Posizione 2403-2404

Dapprincipio, quando aveva creduto che sua moglie avesse scoperto le sue intenzioni con Hortensia, pensava che l’avrebbe perdonato; ma nel guardare il suo sorriso aveva capito quale immenso sproposito era supporre che fosse al corrente di un simile peccato e che lo perdonasse.

Posizione 2411-2412

Horacio era rimasto a guardare una macchia di sole sulla manica della giacca; nel tirare indietro il braccio la macchia era passata sul vestito di Maria come se si fosse contagiata;

Posizione 2434-2435

Il mattino dopo si svegliò tutto raggomitolato e si ricordò chi era, adesso. Il suo nome e cognome gli sembrarono differenti e li immaginò scritti su un assegno scoperto.

Posizione 2475-2477

Dov’è la signora? Quella che aveva detto «che svergognato» lo guardò in faccia e rispose: – Ci ha detto che avrebbe fatto un lungo viaggio e ci ha regalato questi vestiti. Lui fece loro cenno d’andarsene e gli vennero in mente queste parole: «Il peggio è passato».

Posizione 2561-2564

Una notte sentí delle grida e vide delle fiamme nel suo specchio. Dapprima le guardò come sullo schermo d’un cinema; ma subito dopo pensò che se c’erano fiamme nello specchio dovevano essercene anche nella realtà. Allora, con la rapidità di una molla, si girò nel letto e si trovò di fronte alle fiamme che ballavano nel vuoto di una finestra dirimpetto, come diavoletti in un teatro di burattini.

Posizione 2610-2613

«Sono una donna che è stata abbandonata per una bambola; ma se adesso lui mi vedesse, tornerebbe da me». Si richiudeva in camera, prendeva un libro di poesie foderato di tela cerata blu e cominciava a leggere distrattamente, ad alta voce, aspettando Horacio; ma vedendo che lui non arrivava, tentava di penetrare la poesia del libro; e se non riusciva a capirla si abbandonava a pensare che era una martire e che la sofferenza l’avrebbe colmata di fascino.

Posizione 2613-2615

Un pomeriggio riuscí a capire una poesia; era come se qualcuno avesse lasciato involontariamente una porta aperta e in quell’istante lei ne avesse approfittato per vedere l’interno.

Posizione 2809-2810

Lui continuava a guardarla come una persona sconosciuta e aveva l’atteggiamento di uno che da molto tempo soffra di una tale stanchezza da restarne incretinito.

Citazioni da Terre della memoria

L’ultima opera inclusa in Nessuno accendeva le lampade è Terre della memoria, forse la migliore delle tre parti di cui la raccolta è composta.

Posizione 2844-2845

Propendo a credere che cominciai a conoscere la vita alle nove del mattino in un vagone ferroviario. Avevo già ventitré anni.

Posizione 2864-2866

Un piede della Fisarmonica aveva spaccato il laccio di una povera scarpa gialla che stava con la linguetta fuori. Il piede riposava sopra alla cassa della fisarmonica (strumento). A un certo momento il piede si ritirò dalla cassa, e la Fisarmonica (uomo) tolse dalla cassa la fisarmonica (strumento) e si mise a suonare.

Posizione 2982-2988

Una sera, dopo aver fatto i compiti, lessi un libro in cui un brigante camminava per una strada di betulle. Io non sapevo che cos’erano le betulle ma supponevo che fossero piante. Avevo smesso di leggere perché avevo molto sonno, ma andavo a letto con la parola betulle sulle labbra. Una volta coricato pensavo a come avranno fatto a dare i nomi alle cose. Non sapevo se avevano cercato i nomi per poi potersi ricordare le cose quando non erano là, o se avevano dovuto indovinare i nomi che le cose avevano già prima d’essere conosciute. Poteva anche darsi che la gente di prima avesse già pensato dei nomi e li avesse poi distribuiti tra le cose. Se fosse stato cosí, io avrei messo il nome di betulle alle carezze su un braccio bianco: be sarebbe stata la parte grossa del braccio bianco e tulle sarebbero state le dita che lo accarezzavano.

Posizione 3000-3000

Mentre io mi svegliavo dai ricordi, la Fisarmonica dormiva.

Posizione 3106-3108

Poi suonai il mio notturno: all’inizio c’erano dei grandi accordi, dal suono grave, che io facevo con le mani aperte e con la lentezza di uno spiritista che le mette sul tavolo e aspetta che arrivino gli spiriti, e quegli accordi provocavano un silenzio pieno di aspettativa, l’ambiente si copriva di grossi nuvoloni sonori e io provavo l’emozione del disegnatore che preme la matita e mette molto nero.

Posizione 3130-3136

I miei compagni per quanto potessero aver detto: «Figurati se non è scemo quello!» dovevano pur provare l’orgoglio di chi può vantarsi d’appartenere a un organismo dalle risorse inaspettate; ai membri della nostra istituzione era stato assegnato un pianista; potevano magari dire che «da loro» di pianisti che sapevano improvvisare a questo modo ce n’erano tanti. Che ero tonto non l’avrebbero certo detto: anzi avrebbero dissimulato la cosa e avrebbero cercato di spiegare che avevo le mie stranezze, come le hanno i mistici. Ma nel loro intimo avrebbero continuato a pensare che essere tonto era una disgrazia senza riscatto e che essere furbo era la cosa piú importante per un uomo, valeva di piú della salute, era la sicurezza di non mancare mai di niente, dava perfino piú orgoglio del coraggio.

Posizione 3189-3190

Io credo che in tutto il corpo abitino dei pensieri, anche se non tutti arrivano alla testa e si rivestono di parole.

Posizione 3216-3218

Si era verificato l’incontro di due cose molto intime: la mia nudità e la sottoveste di lei. Per quanto poca anima avessero gli oggetti in sé – o avessero ricevuto da chi li usava – pure la loro violazione non era un fatto indifferente.

Posizione 3345-3346

Il corpo guardava le sue dieci dita dall’alto, come un direttore d’orchestra che avesse ai suoi piedi la fossa sotto il palcoscenico, nella quale dieci suonatori miserabili si dibattessero per servirlo.

Posizione 3380-3381

a volte ero anche interrotto dalla Fisarmonica e queste interruzioni per insignificanti che fossero, mi obbligavano a pensarci un momento e a dedicargli un po’ di fastidio.

Posizione 3429-3438

Oltre a essere il nostro capo, era anche dentista: pochi giorni prima di intraprendere quel gran viaggio, mi aveva tolto un dente. Dapprima, quando m’ero appena seduto sulla poltrona, parlava del piú e del meno; anzi, si faceva le domande e si dava le risposte: – Come va questo qui? Un po’ difficile. Il dente è tutto rotto. Vediamo -. Andava verso una vetrina. Rovistava tra oggetti a me ignoti, in gran parte nichelati. Erano oggetti che avevano sarcasticamente previsto molteplici forme di aggressività, e il cui luccichio e inquietudine erano come un sorriso impaziente un momento prima di entrare in azione. Mentre lui andava prendendoli e posandoli – come se tastasse il pane per sapere se era fresco – essi andavano allarmandomi e tranquillizzandomi. A un tratto prendeva per la seconda volta lo stesso strumento: non avevo piú scampo; no, veniva posato per la seconda volta. Cadendo sul vetro o nella bacinella da cui l’aveva preso, ogni strumento faceva un rumore diverso; ma tutti questi rumori erano bruschi e facevano pensare a scoppi di rabbia di bestie selvatiche nel veder frustrato il loro desiderio di partecipazione.

Posizione 3542-3544

A quei tempi non pretendevo che gli adulti prendessero in considerazione tutti i miei desideri. Essi mi avevano già dato un’idea delle loro abitudini e quando vedevo che un mio capriccio sarebbe andato al di là di ciò che era permesso, lo tacevo, e tentavo di realizzarlo di nascosto; o, in ultima istanza, mi accontentavo di immaginarmelo;

Posizione 3686-3687

Tirar fuori una mano dal letto al buio m’era sempre costato una certa difficoltà perché pensavo che se la mia mano si fosse incontrata con una mano sconosciuta, sarei diventato pazzo.

Posizione 3700-3701

Tempo addietro mi avevano raccontato che in Europa in una salumeria i cui prodotti erano stati famosi, il segreto del fabbricante era che mescolava al maiale carne e sangue umani.

Posizione 3713-3715

Dopo aver lanciato il grido che aveva fatto crollare le pareti del sogno e mi aveva lasciato a occhi aperti in piena notte, continuai a frugare fra le macerie per vedere da dove era uscito il grido.

Posizione 3722-3726

Finché ero rimasto sotto l’influenza del sogno sentivo verso di lei un’antipatia impaurita: ma ora la pensavo come una persona strana e nient’altro. A quel che potevo sapere, mi pareva capace di un sacrificio sincero; avrebbe potuto sacrificare un gatto a un dio che amasse con tutta l’anima; ma sarebbe anche stata capace di alzarsi a metà della notte, dicendo: «Il sacrificio del gatto a Dio è stato sincero ma simbolico; in realtà Dio non ha nessun interesse a mangiarsi il gatto». E allora se lo sarebbe mangiato lei.

Nessuno accendeva le lampade: giudizio finale

I racconti del pianista di Montevideo sono qualcosa di imperdibile: Nessuno accendeva le lampade è un ottimo mix di malinconia, speranza, realismo magico, ricordi e poesia. Per di più - se non sbaglio - è tutto quello che si può trovare in italiano di Hernández, quindi sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire. E proprio perché nessuno accendeva le lampade, io ti suggerisco di farlo!

Straniero in terra straniera, parola di Robert A. Heinlein (e di Mosè)

Straniero in terra straniera, parola di Robert A. Heinlein (e di Mosè)

Straniero in terra straniera è un romanzo di Robert A. Heinlein e anche una citazione biblica. Mosè mi è sempre stato antipatico, quindi in questo post parlerò del romanzo.

Mosè accettò di abitare da quell’uomo. Egli diede a Mosè sua figlia Sefora. Ella partorì un figlio che Mosè chiamò Ghersom; perché disse: «Abito in terra straniera».

Esodo 2:21-22

Gherson (in ebraico גֵּרְשֹׁם בן-מֹשֶׁה) è un personaggio della Bibbia, figlio di Mosè e Sefora. Nato in terra di Madian, Gherson significa proprio straniero.

Wikipedia

Ora parlo del romanzo, lo prometto!

(altro…)
Il ladro queste cose le sa, racconto on line!

Il ladro queste cose le sa, racconto on line!

Un giovanotto è eroe spavaldo d’una favola metropolitana in autobus. Riuscirà a giocare bene le sue carte e salvare se stesso dalla principessa? Finale artificialmente edulcorato.

Il ladro queste cose le sa è il secondo dei racconti brevi tornati disponibili al download, dopo Melancholic Blues Sporting Club e – curiosità statistica – è il racconto in assoluto più proposto alle serate di reading fra quelli di tutti gli autori partecipanti a tutte le edizioni.

L'equilibrio non basta
Il racconto appartiene al genere del realismo magico, con qualche strizzata d’occhio alle fiabe, agli avventori dell’autobus, all’eroismo e alle vetrofanie.

Romanzo distopico: un monito su chi potremmo diventare + i romanzi distopici da leggere assolutamente

Romanzo distopico: un monito su chi potremmo diventare + i romanzi distopici da leggere assolutamente

Il romanzo distopico in Italia probabilmente non ha riscosso tutto il successo che meritava in confronto ad altri generi letterari, e non lo dico perché creda che i libri distopici al lettore italiano piacciano poco ma - e la mia esperienza personale lo conferma - perché c'è una gran confusione sulle caratteristiche di questo genere.

Specifico meglio: di questo sottogenere della fantascienza (se con quest'affermazione ho fatto il botto… beh, i miei timori erano più che fondati).

Romanzo distopico: il genere letterario

Assenza distopica di libertà di parola
Romanzo distopico governato da totalitarismi, censure e paura
Romanzo distopico che impedisce ai suoi membri di raggiungere la felicità

Partiamo dalle basi. Un libro distopico è un libro di fantascienza (come - allo stesso modo - un film distopico, un racconto distopico, un fumetto distopico e così via sono un film/racconto/fumetto/così via di fantascienza).

Capisco che possa sembrare assurdo che allo stesso genere appartengano due opere distanti anni luce come Incontro con Rama di Arthur C. Clarke e Il tallone di ferro di Jack London, autore famoso per la verosimiglianza scientifica delle sue opere il primo, e per l'avventura, la virilità, la lotta uomo/natura il secondo.

Ma non è così, perché abbiamo diviso la fantascienza in due sottogeneri, e le distopie appartengono alla fantascienza soft ovvero il sottoinsieme basato sulle scienze sociali (antropologia, sociologia, psicologia ecc.), in contrapposizione alla fantascienza hard (basata su ingegneria, fisica, astronomia, chimica eccetera) e tutte includono tanti bellissimi libri da leggere.

Ora se ti dico che la letteratura distopica appartiene al genere fantascientifico soft suona un po' meglio, vero?

Che cos’è il romanzo distopico

Romanzo Distopico: la definizione
Un romanzo distopico o - più in generale - una distopia è la narrazione di una società immaginaria organizzata in modo tale da impedire ai suoi membri di raggiungere la felicità.

Molti romanzi distopici nascono come utopici, ovvero in una condizione in cui tutto è come dovrebbe essere, ma una o più tendenze avvertite nel presente viene approfondita, estremizzata e nel tempo quella realtà si trasforma. Diventa un incubo, il contrario di utopia, un'utopia negativa ovvero un'antiutopia, detta anche cacotopia, contro-utopia o - per l'appunto - distopia).

Un libro distopico - nei casi dei migliori libri distopici per lo meno - è usato dal suo autore come stratagemma per evidenziare le conseguenze dannose di un'ideologia o di una pratica del suo presente, in questo caso la distopia è un monito su ciò che la società attuale potrebbe diventare.

Le storie distopiche sono sicuramente scomode, ci spingono a uscire dalla nostra comfort zone… che sia anche questo un motivo per cui è così difficile trovare romanzi distopici ai primi posti delle classifiche?

Gli albori del genere distopico

Gli albori del genere distopico
Le prime distopie
I romanzi protodistopici

Sebbene la storia della letteratura ci indichi che i primissimi romanzi distopici siano stati scritti in epoca lontana, spesso presentano tematiche e problemi ancora rilevanti e attuali anche nei romanzi distopici contemporanei. La critica sociale, la lotta per la libertà e il controllo sociale sono temi trattati da moltissime di queste opere distopiche

Inoltre molte delle idee e delle concezioni che hanno introdotto hanno avuto un impatto significativo sull'affermazione del genere distopico, e sono state riprese e sviluppate nelle opere successive.

Possiamo tracciare una linea di confine in corrispondenza di Noi di Evgenij Zamjatin, pubblicato nel 1924, che generalmente è considerato il primo romanzo distopico moderno. Quest'opera ha introdotto molte tematiche e caratteristiche che sarebbero diventate centrali per i grandi classici del genere distopico nel XX secolo, tra cui il controllo governativo, la privazione della libertà individuale e la critica alla società di massa.

Oltre ad avere avuto un impatto significativo sulla letteratura del tempo, ha influenzato gli autori di romanzi distopici da leggere assolutamente, tra cui George Orwell, Aldous Huxley e Ray Bradbury.

Le 7 caratteristiche fondamentali della narrativa distopica

Come spesso accade, le definizioni d'impatto danno un'idea piuttosto vaga di come sia la realtà delle cose, e quella del termine distopia non fa eccezione. Non è semplice classificare un romanzo come distopico; non che ciò sia necessario per godersi una buona lettura ma, a favore di chi lo desiderasse, ho identificato alcune caratteristiche fondamentali comuni a questo genere, che ho chiamato Indice Tnarisc:

  • Società tecnologica (T): storia è ambientata in un futuro più o meno lontano in cui la società è diventata un luogo irreparabilmente corrotto, oppressivo e in cui la tecnologia gioca solitamente un ruolo importante, poiché viene utilizzata dall'autorità per controllare e sorvegliare i cittadini.
  • Distacco dalla natura (N): in questa società tecnologica il genere umano ha subito un forte allontanamento dalla visione naturalistica del mondo. La natura è guardata con ostilità, come qualcosa da cui difendersi o una stravaganza da ricchi eccentrici. Gli animali sono rari, se non negli zoo e il banale collegamento fra cibo e natura è completamente assente.
  • Controllo autoritario (A): la società distopica è governata da un'autorità totalitaria e oppressiva, che controlla ogni aspetto della vita dei suoi cittadini.
  • Sovrappopolazione e carenza di risorse (R): nei mondi distopici la società spesso è un ambiente pericoloso e ostile, la popolazione degli esseri umani ha raggiunto cifre da capogiro e di conseguenza le risorse sono scarse e la sopravvivenza difficile.
  • Perdita di individualismo (I): la distopia tratta della messa al bando di individualismo e libero arbitrio a favore della collettività, la rigida suddivisione della popolazione in classi sociali - ognuna con i propri privilegi - e l'omologazione della cultura (verso il basso, solitamente).
  • Critica sociale (S): un romanzo distopico molte volte riflette le preoccupazioni e le paure della società in cui è stato scritto, criticando aspetti della società contemporanea. Probabilmente questa è la caratteristica più rilevante!
  • Ricerca del cambiamento (C): i protagonisti dei romanzi distopici sovente cercano di sfidare l'autorità e di creare un cambiamento positivo nella società.

Con questa lista non intendo suggerire un indice di distopia, ovvero: una produzione che include un numero maggiore di questi punti rispetto a un'altra non è per forza migliore o più distopica (qualsiasi cosa possa significare); si tratta solo di uno strumento per aiutare chi fosse interessato a identificare come distopica un'opera.

I romanzi distopici da leggere assolutamente sono i migliori romanzi distopici… per te!

Leggere un romanzo distopico

Lungi da me l'ambizione di stilare la lista dei libri distopici da leggere assolutamente, o la rivelazione su quale sia il miglior romanzo distopico di sempre; ecco solo la lista dei titoli che conosco personalmente e che posso proporre come consigli di lettura: ce ne sono di romanzi distopici da leggere, tanto vale lasciarsi guidare da qualcuno che li ha già provati, no? Comunque molti sono bei libri!

I romanzi distopici incontrati su Anonima Andrea Cabassi

TitoloAutoreAnnoPaeseCopertinaNoteTNARISC
Abrakadabra. Storia dell’avvenireAntonio Ghislanzoni1884ItaliaAbrakadabra Front

Abrakadabra (1884) è un romanzo di fantascienza surreale che proietta il lettore in una Milano futuristica del 1982, popolata da gondole volanti e altre stravaganti invenzioni. Questo volume, pubblicato nel 1884, è considerato uno dei primi esempi di proto-fantascienza italiana, distinguendosi per la sua visione immaginifica e fuori dagli schemi. L'autore, Antonio Ghislanzoni, nato a Lecco nel 1824 e morto a Caprino Bergamasco nel 1893, è noto principalmente come librettista, ma si distinse anche come letterato. Tra i suoi contributi più rilevanti vi è la collaborazione con Giuseppe Verdi per il libretto dell'opera Aida, che lo consacrò nella storia della musica e della cultura italiana. Abrakadabra rappresenta un esempio affascinante della sua capacità di spaziare tra generi diversi, unendo l'esperienza musicale a un'immaginazione vivace e visionaria.

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Le meraviglie del DuemilaEmilio Salgari1907ItaliaLe meraviglie del Duemila di Emilio Salgari Copertina

Nel 1893, lo scienziato Toby Holker e il suo amico James Brandok decidono di viaggiare nel tempo utilizzando un estratto di una pianta esotica capace di sospendere le funzioni vitali. Si risvegliano nel 2003, accolti da un discendente di Holker, che li guida alla scoperta delle meraviglie tecnologiche del ventunesimo secolo: macchine volanti, treni sotterranei, città sottomarine e straordinarie invenzioni scientifiche. Inizialmente affascinati dalle innovazioni, i due protagonisti scoprono presto l'ombra nascosta dietro il progresso. L'uso massiccio delle onde elettromagnetiche e il ritmo frenetico della vita moderna mettono in crisi l'equilibrio naturale, conducendo a un finale inquietante e profetico. Ciò che sembrava essere un viaggio verso il futuro si trasforma in una riflessione sui rischi del progresso incontrollato.

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Il tallone di ferroJack London1908USAJack London e il genere distopico il tallone di ferro

Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London è un capolavoro di fantascienza verista, capace di combinare un'analisi sociale e politica profetica con l'invenzione di una realtà distopica, tanto immaginaria quanto inquietantemente vicina. Il libro offre una visione lucida e spietata della società capitalistica, rappresentata come un sistema dominato dal profitto, caratterizzato da oppressione diffusa e violenza inevitabile. Il protagonista, Ernest Everhard, è un combattente per la libertà e simbolo del divario tra le aspirazioni umane e le condizioni oppressive della vita reale. Il suo racconto viene narrato attraverso il diario di Avis, una giovane donna di famiglia borghese che, grazie all'amore per Ernest, prende coscienza dell'ingiustizia del sistema cui appartiene. Il romanzo si presenta come una visione feroce e visionaria del futuro, capace di ispirare anche figure storiche come Ernesto Che Guevara.

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NoiEvgenij Ivanovič Zamjatin1924RussiaNoi Evgenij Ivanovic Zamjatin

Ogni mattina, allo stesso identico minuto, noi, milioni di persone si alzano come un unico corpo. In sincronia perfetta, iniziamo il lavoro, lo terminiamo, e svolgiamo ogni attività come se fossimo una sola entità. Seguendo fedelmente la Tavola delle Ore, tutti nello stesso istante portiamo il cucchiaio alla bocca, usciamo per passeggiare, ci rechiamo all’auditorio o nella Sala degli esercizi di Taylor. Tutto avviene in un’armoniosa fusione di gesti collettivi, dall’inizio della giornata fino al momento di andare a dormire. Non c'è spazio per la differenza, per la spontaneità: siamo parte di un unico meccanismo che scandisce ogni nostro movimento, ogni istante della nostra esistenza.

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Il mondo nuovoAldous Huxley1932InghilterraIl mondo nuovo Aldous

In uno Stato totalitario dominato dal culto di Ford, ogni aspetto della vita è pianificato secondo il razionalismo produttivistico, sacrificando tutto al mito del progresso. I cittadini, concepiti e prodotti in provetta, sono liberi da fame, guerra e malattie, con accesso illimitato ai piaceri materiali. Tuttavia, in cambio di questa stabilità e benessere, devono rinunciare a emozioni, sentimenti e qualsiasi forma di individualità. La loro esistenza si riduce a produrre e consumare, con una regola fondamentale: non amare. Questo romanzo visionario esplora, con straordinaria forza profetica, il destino dell'umanità e la possibilità di cambiarlo, offrendo una riflessione potente sul costo del progresso e sulla soppressione della libertà personale.

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AntifonaAyn Rand1938Russia/USAAyn Rand Antifona

In una società in cui l'uguaglianza è imposta a costo della libertà, l'individuo viene spogliato di ogni autonomia. Non solo i beni privati, ma anche la stessa identità personale – il nome, i pensieri e i sentimenti – appartengono alla collettività e ai "fratelli". In questo contesto oppressivo, i protagonisti si rendono conto del valore dell'individualità e dell'egoismo, riuscendo così a sfidare e distruggere questa società uniforme e spersonalizzante. Antifona di Ayn Rand, pubblicato a Londra nel 1938, si inserisce nel panorama della letteratura distopica come un'opera di grande valore filosofico e politico. Al di là dei suoi contenuti ideologici, il romanzo è anche un piccolo gioiello di scrittura, caratterizzato da un lirismo sobrio e denso che ne amplifica la potenza narrativa.

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L’uomo è forteCorrado Alvaro1938ItaliaPaura Sul Mondo Distopico fascista LUomo È Forte di Corrado Alvaro

Pubblicato nel 1938, questo romanzo distopico fu censurato per la sua rappresentazione di un regime totalitario oscuro e inquietante. Dopo una guerra civile tra fazioni rivali, l’ingegnere Dale assiste impotente all’ascesa di una dittatura brutale che, con la promessa di una società giusta e forte, controlla ogni aspetto della vita pubblica e privata, alimentando paura e sensi di colpa. L’amore è visto come pericoloso, poiché favorisce l'individualismo a scapito del bene collettivo. Quando Dale si innamora di Barbara, figlia di "nemici del popolo", diventa sospetto agli occhi del regime, subendo persecuzioni psicologiche e fisiche fino a una condanna a morte. Tuttavia, il destino riserva un epilogo diverso per Dale, un uomo che si rifiuta di arrendersi di fronte alla tirannia, continuando a resistere contro ogni previsione.

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La fattoria degli animaliGeorge Orwell1945InghilterraLa fattoria degli animali

"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri." Con questa frase emblematica si riassume la parabola di La fattoria degli animali, dove gli animali, stanchi delle ingiustizie, si ribellano agli umani e instaurano un nuovo ordine basato sull'uguaglianza. Tuttavia, ben presto, una nuova classe dirigente emerge: i maiali, che con astuzia e prepotenza si impongono sugli altri animali, riproducendo le stesse oppressioni contro cui si erano ribellati. Con una satira pungente, George Orwell denuncia le derive del totalitarismo, unendo a questo apologo una vivace inventiva e una potenza stilistica che fanno del romanzo una delle opere più celebri e influenti del Novecento.

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1984George Orwell1949InghilterraGeorge Orwell 1984

Ambientato in un futuro prossimo (l'anno 1984), il mondo è dominato da tre superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, il potere assoluto è detenuto dal Grande Fratello, una figura onnisciente e infallibile, visibile solo su manifesti e schermi. Winston Smith, il protagonista, lavora al Ministero della Verità, dove il suo compito è censurare libri e giornali, manipolare la storia e limitare le possibilità espressive della lingua. Nonostante sia costantemente sorvegliato dalle telecamere, Winston inizia a condurre una vita sovversiva, mettendo in dubbio il regime e cercando di sfuggire al controllo oppressivo. Scritto nel 1949, 1984 è considerato uno dei più brillanti e spietati ritratti del totalitarismo, esplorando i meccanismi della repressione e della manipolazione mentale in una società priva di libertà.

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Fahrenheit 451Ray Bradbury1953USAFahrenheit 451 Ray Bradbury

In Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, Guy Montag è un pompiere in un mondo distopico dove i vigili del fuoco non spengono incendi, ma li appiccano. Il loro compito è distruggere i libri, considerati illegali, e bruciare le case di chi li possiede. Montag conduce una vita alienata, circondato da schermi televisivi enormi, una moglie apatica e un lavoro meccanico che lo lascia insoddisfatto. Tuttavia, l'incontro con una giovane ragazza lo spinge a mettere in discussione la sua esistenza e il sistema che lo circonda. Questo incontro accende in lui la curiosità e il desiderio di una vita diversa, fatta di conoscenza e libertà, in contrasto con l'oscurità della società tecnologica oppressiva che lo circonda.

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Abissi d’acciaioIsaac Asimov1954Russia/USAIl mondo distopico di Abissi dacciaio Copertina

New York è irriconoscibile: al posto di torri e grattacieli sorge una metropoli coperta, mai esposta all'aria aperta, dove milioni di persone si muovono come formiche su strade mobili. In questa megalopoli, i robot sostituiscono sempre più rapidamente i lavoratori umani, aggravando la tensione sociale. Poco lontano, sorge Spacetown, la città degli Spaziali, caratterizzata da lusso, ariosità e ostentazione. Quando uno Spaziale viene assassinato, il delitto rischia di scatenare un conflitto interplanetario. Per risolvere il caso, viene chiamato il miglior poliziotto terrestre, Lije Baley, affiancato dal suo collega di Spacetown, R. Daneel Olivaw. Il problema? Quella "R" sta per robot. Ha inizio così una sfida implacabile tra l'intelligenza umana e quella artificiale, con l'obiettivo di risolvere l'omicidio più esplosivo che la Terra abbia mai conosciuto.

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Il signore delle moscheWilliam Golding1954InghilterraIl signore delle mosche William Golding

Durante un conflitto planetario, un gruppo di ragazzi sopravvive a un incidente aereo e si ritrova su un’isola deserta. Senza la guida degli adulti, cercano inizialmente di organizzare una società ordinata. Tuttavia, le tensioni latenti presto emergono, dando spazio a paure irrazionali e comportamenti violenti. Ciò che all'inizio sembrava un paradiso tropicale si trasforma in un vero e proprio incubo. Il Signore delle Mosche, il cui titolo (scelto da T.S. Eliot) allude a Satana, è un romanzo in cui William Golding utilizza la distopia per esplorare il lato oscuro e selvaggio della natura umana. Attraverso la discesa dei ragazzi nel caos e nella violenza, l’autore riflette sulla fragilità della civiltà e sul conflitto tra istinto e ordine sociale, rivelando una visione cupa dell’essere umano.

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Il nuovo corsoMario Pomilio1959ItaliaMario Pomilio Il nuovo corso Copertina

Pubblicato dopo il disgelo e i tragici eventi d'Ungheria, questo romanzo è una profonda riflessione sulla libertà, che Pomilio sviluppa attraverso trovate fantasiose, paradossali e sottilmente allusive. L'opera mantiene una straordinaria attualità, come se la Storia avesse concretizzato l’intuizione letteraria. Il turbamento di Basilio, un giornalaio che inizialmente accoglie con euforia il "nuovo corso" proclamato dall'onnipotente Partito, riflette lo smarrimento di milioni di persone che, nel 1989, hanno assistito increduli al crollo dei regimi comunisti e alla caduta di muri che sembravano insormontabili. Il romanzo si colloca perfettamente all'interno delle tematiche tipiche della narrativa di Pomilio, in cui la passione civile è sempre intrecciata con una profonda riflessione etica. La vicenda, pur essendo una metafora del passato, resta un discorso universale sulla libertà e le dinamiche del potere.

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Arancia MeccanicaAnthony Burgess1962InghilterraArancia Meccanica Anthony Burgess

Alex è l’antieroe del nostro tempo: un giovane teppista, leader di una banda che si dedica a violenza gratuita ogni notte nei sobborghi, commettendo rapine, stupri e atti vandalici, e scontrandosi con bande rivali. Appassionato solo di Beethoven, Alex vive per il caos, finché viene tradito dai suoi stessi compagni durante una delle loro scorribande. Arrestato, viene sottoposto a una brutale terapia di rieducazione che, anziché redimerlo, lo trasforma in una "macchina" priva di volontà, impotente di fronte alla vendetta delle sue vittime. Arancia Meccanica dipinge un mondo in cui la violenza genera solo altra violenza, e la riabilitazione diventa un’arma altrettanto perversa, intrappolando Alex in un ciclo di situazioni grottesche e paradossali.

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Il pianeta delle scimmiePierre Boulle1963FranciaIl pianeta delle scimmie Pierre Boulle

In questo romanzo visionario di Pierre Boulle, il mondo è capovolto: la Terra è dominata non dagli esseri umani, ma dai primati. Le scimmie intelligenti hanno costruito una società che riflette quella umana in ogni dettaglio, come un crudele contrappasso. La loro civiltà avanzata mette in discussione il ruolo dell'uomo, sovvertendo completamente l'ordine naturale. Ma cosa accadrebbe se un gruppo di esseri umani contemporanei arrivasse su questo "pianeta delle scimmie"? E come verrebbero accolti da una società in cui l'uomo è considerato inferiore? Il pianeta delle scimmie esplora queste domande, dipingendo un mondo inquietante e distopico in cui l'evoluzione ha preso una piega completamente diversa, mettendo in discussione il futuro del genere umano e la sua posizione nell'universo.

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Dissipatio H.G.Guido Morselli1977ItaliaLa copertina di Dissipatio HG

Il protagonista di Dissipatio H.G. è un uomo lucido, ironico, ipocondriaco e fobantropo, attratto da un feroce solipsismo. Decide di suicidarsi annegandosi in un misterioso laghetto situato in una caverna di montagna. All'ultimo momento, però, cambia idea e torna indietro, solo per scoprire che, durante la sua breve assenza, l'intero genere umano è scomparso, volatilizzato nel nulla. Tutto il resto del mondo è rimasto intatto, ma ora l'umanità è ridotta a un solo individuo: colui che era sul punto di abbandonarla. Paradossalmente, quest'uomo non si sente in grado di rappresentare l'umanità, né tantomeno di rappresentare se stesso, perdendosi in riflessioni esistenziali e nel vuoto lasciato dalla scomparsa della società.

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Il racconto dell'ancellaMargaret Atwood1985CanadaIl racconto dellancella di Margaret Atwood

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono diventati uno Stato totalitario basato sul controllo del corpo femminile. Difred, il cui nome riflette la sua appartenenza a un uomo chiamato Fred, ha un solo scopo nella Repubblica di Galaad: garantire una discendenza all'élite dominante. In questa società monoteocratica, le ancelle sono le poche donne ancora fertili dopo la guerra nucleare e vengono sfruttate per procreare. Tuttavia, neppure il regime più repressivo può spegnere i desideri umani, e proprio da questi nascerà la possibilità di una ribellione. Questo romanzo unisce mito, metafora e storia per lanciare una feroce satira contro i regimi totalitari, ma colpisce anche, con pungente ironia, una società puritana che intreccia sessualità e politica dietro il paravento dei tabù istituzionali. Ciò che Difred racconta appartiene a un futuro distopico, ma parla fortemente al presente.

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CecitàJosé Saramago1995PortogalloCopertina Cecità

In una città qualunque, un uomo fermo al semaforo si accorge improvvisamente di essere diventato cieco. All'inizio crede sia un problema temporaneo, ma presto gli viene diagnosticata una misteriosa malattia: una cecità bianca che avvolge le vittime in un bagliore lattiginoso. Questo non è un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che si diffonde rapidamente, colpendo tutta la città e poi l'intero paese. I contagiati vengono confinati in un ex manicomio, costretti a vivere in condizioni degradanti sotto il controllo di chi non è ancora stato colpito. In questo luogo di disperazione, la malvagità e l'indifferenza umane emergono in tutta la loro brutalità. Tuttavia, in mezzo al caos e alla violenza, una donna, immune alla malattia, porterà con un gesto d'amore una speranza di redenzione e salvezza per l'umanità.

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EliantoStefano Benni1996ItaliaStefano Benni Elianto

Fuggire di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, insieme a tre equipaggi in movimento, offre l'opportunità di esplorare gli otto mondi alternativi della mappa nootica. Durante questo viaggio, si possono scoprire la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; e i cinquanta casinò e locali notturni di Bludus. Si incontrano anche Mnemonia, con i suoi fuochi fatui e i pericoli dell'embambolia, e Medium, caratterizzata da giornate di Beneficenza Ben-evidente. Riusciranno i protagonisti a districarsi tra le mille prove e a navigare attraverso i mondi straordinari e fantasiosi creati da Stefano Benni? L'avventura si prospetta ricca di sorprese e sfide, rendendo ogni momento un'opportunità per esplorare l'immaginazione e la creatività.

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La neve se ne fregaLuciano Ligabue2004ItaliaLuciano Ligabue La neve se ne frega Romanzo Distopico

In un futuro non troppo lontano, la società ha creato il migliore dei mondi possibili, sebbene a costo di un controllo totale. Qui, le persone nascono già anziane e ringiovaniscono nel corso degli anni. Il mondo è pulito, le risorse sono rispettate e un soffice rigore regola l'esistenza. Tutto segue il Piano Vidor, che assicura a ogni individuo soddisfazione dei bisogni e felicità, con il diritto di godere dei propri diritti considerato un dovere. In questo ambiente controllato vivono Difo e Natura, una coppia che segue il programma della felicità: lavorano, si amano, socializzano e si divertono con l'intrattenimento. Tuttavia, Difo e Natura sono diversi dagli altri. Si troveranno ad affrontare il mistero della nascita e a svelare una contraddizione fatale nel paradiso del Piano Vidor, che appare perfetto ma cela insidie nascoste.

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Non lasciarmiKazuo Ishiguro2005InghilterraNon lasciarmi

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio chiamato Hailsham, situato nella campagna inglese. Pur non avendo genitori, non sono orfani e crescono insieme ai compagni, seguiti da un gruppo di tutori che si occupano della loro educazione. Sin da piccoli, tra i tre bambini nasce un legame profondo. Tuttavia, la loro vita è orchestrata da un'autorità superiore e nascosta, che ne programma il destino. La loro esistenza è segnata da un mix di calore e distacco emotivo. Una delle tutrici, conosciuta come Madame, mostra un comportamento strano nei loro confronti, e anche gli altri educatori reagiscono in modo eccessivo a domande apparentemente innocue. Qual è il loro futuro? Cosa significano i termini "donatore" e "assistente"? E perché i disegni e le poesie, custoditi da Madame in un luogo misterioso, rivestono un'importanza così cruciale per loro?

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PeliculaAndrea Cabassi2014ItaliaPeliculaCover LQ

In un futuro in cui la tecnologia non ha fatto progressi significativi, l'umanità vive in uno stato di stagnazione. Non ci sono più crisi, guerre o problemi: da questa apparente utopia scaturisce una società in cui le persone si sentono libere e felici, ma sotto il controllo di un'arma invincibile, operativa ventiquattr'ore su ventiquattro, conosciuta come Pelicula. Ai margini di questa civiltà, un gruppo di terroristi lotta per rivelare la verità. La loro provocatoria domanda è rivolta a tutti: «Rinunceresti alla tua felicità sapendo di non meritarla?» La situazione solleva interrogativi profondi sulla libertà, il controllo e il significato della vera felicità in un mondo dove la serenità è garantita a spese della libertà individuale.

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Le cose sempliciLuca Doninelli2015ItaliaLuca Doninelli Le cose semplici

A Parigi, un giovane incontra una ragazzina enfant prodige della matematica e tra i due scocca l'amore: si fidanzano e si sposano. Lei, poco più che ventenne, parte per l’America. Tuttavia, il mondo subisce un'improvvisa crisi: il petrolio e l'energia elettrica scarseggiano, il commercio e la moneta svaniscono, e le regole sociali crollano, portando a guerre e devastazioni. La civiltà si degrada e i due innamorati si trovano separati da un oceano, incapaci di comunicare. Per vent'anni vivono lontani: lei affronta una vita difficile, mentre lui scrive per mantenere viva la loro memoria. Col passare del tempo, la nostalgia e il desiderio di verità si fanno sempre più forti. Alla fine, i due si ritroveranno, animati da una rinnovata passione e dalla determinazione di affrontare insieme le sfide di un mondo in tumulto.

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Rainbow Republic. Romanzo distopico gayFabio Canino2016ItaliaRainbow Republic Romanzo distopico gay Copertina

Che accadrebbe se un giorno la Grecia, in crisi economica e sull'orlo del default, venisse progressivamente acquistata e occupata dalla comunità omosessuale globale? In questo romanzo, Fabio Canino offre una risposta: quella che una volta era la culla della civiltà occidentale si trasformerebbe in una terra promessa per gay, lesbiche e trans di ogni parte del mondo. Si creerebbe uno Stato a loro immagine, con istituzioni e leggi che riflettono i loro desideri e le loro passioni, dando vita a una vera e propria repubblica gay. La narrazione è una satira brillante e irriverente del mondo omosessuale, ma è anche un inno all'amore e alla sua varietà. In queste pagine, ricche di personaggi e situazioni spesso surreali, ogni colore dell'amore - dal rosa Barbie al rosso Prada - trova il suo modo di brillare, senza esclusioni.

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VoxChristina Dalcher2018USAVox di Christina Dalcher

Jean McClellan è costretta a vivere in silenzio, potendo pronunciare solo cento parole al giorno, una restrizione che non ha scelto. Anche sua figlia di sei anni indossa un braccialetto conta parole e non le è permesso di leggere o scrivere. Con l'avvento del nuovo governo, l'America è cambiata radicalmente. Jean è solo una delle milioni di donne che hanno perso non solo la voce, ma anche il passaporto, il lavoro e l'accesso ai propri conti bancari. Tuttavia, ora Jean ha l'opportunità di ribellarsi, non solo per se stessa, ma anche per sua figlia e per tutte le donne.

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Quando scenderà la notteAngelo Frascella2019ItaliaQuando scendera la note copertina

Quando scenderà la notte di Angelo Frascella dipinge un futuro distopico dopo un collasso energetico. L'umanità si rifugia nel Baluardo, un grattacielo dove la Direttrice Diana Falci manipola le memorie di calcolatori umani come Beatrice, per fini scientifici e militari. Il romanzo segue la riscoperta della verità di Beatrice e il viaggio di Ivan, fratello di Diana, verso il padre, il Sindaco di Taranto, che governa un regime severo ma stabile. Ettore, ex di Diana, cerca di liberare i calcolatori. Intriso di ambiguità morali, il romanzo esplora la fragilità umana e i limiti della libertà.

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La sorte dei libri distopici in Italia

Romanzo distopico governato da totalitarismi, paura e censure
Distopia organizzata in modo da impedire il raggiungimento della felicità
Romanzo distopico e negazione delle libertà
Credo sia abbastanza semplice affermare che il romanzo distopico non appartenga alla tradizione letteraria italiana, sebbene certe opere abbiano contribuito a definire - pure se in forma grezza e primordiale - alcune caratteristiche del genere, ancor prima che si potesse parlare di genere distopico, anzi: addirittura prima che si parlasse di fantascienza! Parliamo di un genere che, prima di contaminarsi a livello globale, si è sviluppato indpendentemente in diverse parti del mondo, attingendo così a ricchezze e diversità di ciascuna tradizione che ha contribuito alla sua formazione. Basandomi sulla mia esperienza personale e i libri distopici letti, posso dedurre che i tre poli principali siano il mondo anglosassone (USA/UK), la Russia/Unione Sovietica e l'Italia. Già, l'Italia! Nonostante oggi qui non sia un genere di moda, è sotto gli occhi di tutti il servizio fornito dagli autori italiani! Ma lo sappiamo benissimo che in Italia nessuno è profeta in patria, figuriamoci un genere letterario! Infatti in Italia oggi il genere distopico è seguito da una nicchia di appassionati che apprezzano le sue tematiche speculative, la critica sociale e le rappresentazioni di futuri distopici... magari con una punta di esterofilia! Io per rendere onore ai nostri autori sto raccogliendo ogni libro distopico italiano che mi capita di leggere, inserendolo nella mia lista e fornendo un articolo di approfondimento. Forse è vero che la letteratura distopica non appartiene alla tradizione italiana, le cui radici hanno scavato per molti secoli, tuttavia l'apporto dato al genere è innegabile, e negli ultimi anni diversi autori sembrano aver dato nuova energia al mondo della distopia, con opere interessanti e nuovi modi di guardare le possibilità di questa o altre realtà, fra cui mi ci metto anch'io con Pelicula.

La distopia in Pelicula

La distopia nel mio romanzo Pelicula

Permettimi di parlarne solo un poco, in fondo sono anch'io un vero appassionato, uno di quelli che ha dato il proprio contributo alla causa!

Essendo infatti Pelicula un romanzo distopico italiano, ha elementi sia tipici del genere distopico, sia della tradizione letteraria italiana.

La narrazione è ambientata in un futuro tecnologicamente non evoluto, in cui l'umanità ha dimenticato il significato di crisi, guerra, problemi ecc. In questa società la gente si crede libera ed è felice, ma in realtà è manovrata da un'arma invincibile operativa 24 ore su 24, un'arma di controllo invisibile chiamata Pelicula.

Questa distopia presenta una critica acuta della società contemporanea, affrontando temi come la libertà, la resistenza e la speranza, mostrando come anche in un mondo tanto controllato e oppressivo, le persone possano ancora lottare per un futuro migliore.

La potenza espressiva di quest'ambientazione è tutta nel contrasto che si crea confrontando quella realtà con il presente: il lettore è stimolato a vedere sotto nuova luce ciò che oggi appare normale, innocuo, o il problema di qualcun altro.

Consigli sui migliori libri fantascientifico-distopici varie & eventuali da prendere in considerazione e approfondire

Chiudo il post con una raccolta di approfondimenti sul genere distopico e la fantascienza:

La vera storia del pirata Long John Silver, nonché l’ultima avventura

La vera storia del pirata Long John Silver, nonché l’ultima avventura

Come ho già detto e ripeto, mi sono sempre piaciute le storie piratesche, ecco perché decisi di leggere L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, e La vera storia del pirata Long John Silver di Björn Larsson, suo ideale e apocrifo seguito.

Il personaggio di Long John Silver

Il personaggio di Long John Silver è stato creato dall'autore scozzese Robert Louis Stevenson per il suo romanzo del 1883 L'isola del tesoro. Nel romanzo, Long John Silver è il cuoco di bordo della Hispaniola, che si imbarca in una missione per l'Isola del - appunto - Tesoro. Long John Silver è descritto come un uomo imponente, con una gamba di legno e una lunga barba nera.

Long John Silver è l'antitesi del protagonista del romanzo Jim Hawkins: mentre il giovane Jim è onesto e ingenuo, Long John Silver è esperto, astuto, manipolatore e privo di scrupoli, ma anche molto affascinante e simpatico. Questo fascino deriva dal suo essere un personaggio affascinante e carismatico, con una personalità magnetica.

Stevenson ha preso ispirazione per il personaggio di Long John Silver da una serie di fonti, tra cui i racconti di pirateria del XVIII secolo, i resoconti di viaggio di esploratori come Francis Drake e William Dampier, e le storie di pirati reali come il capitano Kidd e il capitano Blackbeard. Il nome Long John potrebbe essere stato ispirato dal pirata John Silver, che ha combattuto contro i francesi durante la Guerra della Regina Anna nel XVIII secolo.

In ogni caso, Long John Silver è diventato uno dei personaggi più iconici della letteratura di pirati e uno dei personaggi più famosi di Stevenson. La sua personalità sfaccettata e la sua ambiguità morale hanno continuato ad affascinare i lettori che si trovano spesso costretti a scegliere se parteggiare per l'insipido buono o per l'affascinante cattivo, e a ispirare adattamenti e interpretazioni in film, televisione, teatro e altri media.

Long John Silver: curiosità & amenità

Ecco alcune curiosità sul personaggio:

  • L'aspetto fisico di Long John Silver è diventato iconico, con la sua gamba di legno e il suo papagallo sulla spalla.
  • Il vero nome di Long John Silver nel romanzo è John Silver, ma viene spesso chiamato Long John probabilmente a causa della sua statura.
  • Long John Silver è stato interpretato da numerosi attori in film e serie TV, tra cui Charlton Heston, Orson Welles, Tim Curry, Anthony Quinn e Eddie Izzard.
  • Il personaggio di Long John Silver ha ispirato molti altri personaggi nella cultura popolare, tra cui il Capitano Uncino di Peter Pan e il Capitano Barbossa della serie cinematografica dei Pirati dei Caraibi.
  • Nella serie televisiva Black Sails, viene approfondita la vita di Long John Silver prima degli avvenimenti raccontati nell'Isola del Tesoro.
  • Il papagallo di Long John Silver si chiama Capitano Flint, in onore dall'ex capitano di Long John, morto prima degli eventi del romanzo.
  • In alcuni adattamenti cinematografici, Long John Silver è ritratto con una gamba di legno e una mano di ferro.
  • Quindici uomini sulla cassa del morto è una canzone nata nel romanzo di Robert Louis Stevenson, ed è un motivo ricorrente del libro.
  • Nel romanzo di Björn Larsson La vera storia del pirata Long John Silver lo stesso John Silver scrive le memorie di una vita vissuta fra la saggezza del mare e i pirati dell'isola.

La vera storia del pirata Long John Silver: quarta di copertina

La vera storia del pirata Long John Silver
Ci sono libri che danno pura gioia, facendo vibrare dentro di noi tutte le corde del nostro amore per la lettura: il racconto trascinante unito a temi che ci toccano nel profondo, la suspense e l'avventura e un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità, una documentata ricostruzione storica e il fascino di personaggi più grandi del reale, nati già immortali. È quel che capita con il romanzo di Bjorn Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell'infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. In più con la sorpresa di vederci restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, uno dei personaggi che davano a quell'infanzia l'emozione della paura: chi racconta in prima persona è Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell'"e poi?" che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro: com'era il mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, la tratta degli schiavi, il contrabbando, le atroci condizioni dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano, le motivazioni e le ingenuità dei grandi "gentiluomini di ventura". Ma è a un personaggio letterario che è affidato il compito di rivelare la "verità", un personaggio cosciente di esistere solo nelle parole, che dialoga in un pub di Londra con Defoe fornendogli notizie per la sua storia della pirateria, che risponde a Jim Hawkins dopo aver letto L'Isola del Tesoro, e che, in quel continuo gioco di rimandi, indaga sul rapporto tra realtà e invenzione, sete di vivere e bisogno di immortalità, solitudine e libertà, con la consapevolezza che non esiste altra vera vita di quella che raccontiamo a noi stessi.

Citazioni da La vera storia del pirata Long John Silver

Posizione 419-421

Sì, se c’è una cosa che non dimenticherò mai finché campo è come ho perso quella gamba e guadagnato quel nome. D’altra parte, come potrei? Ogni volta che mi alzo in piedi sono costretto a ricordarmelo.

Posizione 476-479

“Vi fa male, signor Silver?” mi chiese perfino. Grazie per avermelo chiesto, pensai. Ma non sapevo cosa rispondere. Certo non potevo spiegargli che mi faceva male il piede che non avevo più, e che probabilmente stava galleggiando da qualche parte non lontano dal vecchio Walrus.

Posizione 499-500

C’ero anch’io quando avevamo messo per iscritto nel regolamento che nessuno doveva toccare una donna. A meno che non potessero farlo tutti.

Posizione 505-510

“E la battaglia, ragazzo?” continuai poi per sviare i suoi pensieri. “Non dovevi raccontarmi com’è andata?” “Da dove volete che cominci?” “Dall’inizio. Un racconto comincia sempre dall’inizio.” Volevo che imparasse. Tutti i ragazzi devono saper

Posizione 505-511

“E la battaglia, ragazzo?” continuai poi per sviare i suoi pensieri. “Non dovevi raccontarmi com’è andata?” “Da dove volete che cominci?” “Dall’inizio. Un racconto comincia sempre dall’inizio.” Volevo che imparasse. Tutti i ragazzi devono saper raccontare una storia, se vogliono cavarsela nella vita.

Posizione 512-522

All’alba la vedetta ha avvistato una nave”, cominciò John. “Il tempo era bello e si vedeva lontano. Abbiamo spiegato tutte le vele, ma non l’abbiamo raggiunta prima di mezzogiorno. Poi il secondo ha issato la bandiera rossa.” “E questo cosa vuol dire?” domandai. “Lotta senza quartiere”, rispose pronto John. “E cioè?” John parve disorientato. “Di preciso non lo so”, finì per ammettere, confuso. “Te lo dico io cosa vuol dire. Vuol dire che si combatterà all’ultimo sangue. Che spetta a chi vince decidere se gli altri dovranno vivere o morire. Hai capito?”

Posizione 575-576

Restar muto e non avere risposte è la cosa peggiore che possa capitare a un uomo. Sempre che tu voglia diventare un uomo, si capisce.

Posizione 662-663

Una volta a bordo di un’imbarcazione dotata di equipaggio, Flint non aveva che un unico tono di voce.

Posizione 670-671

A parte me, il medico del Walrus era l’unico che avesse mai letto un vero libro. Che non fosse la Bibbia, voglio dire.

Posizione 692-694

Alcuni avevano cominciato a sbraitare vantandosi delle loro bravate, come se il fatto di ululare come lupi potesse renderle migliori.

Posizione 935-939

Ma già prima di andare a scuola sapevo che non sarei diventato medico. Il sangue non è mai stato pane per i miei denti, nonostante tutto. Dunque non mi rimaneva che una scelta: prete o avvocato. Entrambi mi si addicevano. Erano infatti due professioni che offrivano ricche opportunità di mentire e di prendere la gente per il naso; anzi, si potrebbe dire che quello fosse il loro vero scopo.

Posizione 1139-1141

“Dio mica si può eleggerlo!” Che il capitano a bordo fosse dio, lo sapevano tutti, o meglio dio e satana insieme, sempre che ci sia qualche differenza.

Posizione 1139-1141

Che il capitano a bordo fosse dio, lo sapevano tutti, o meglio dio e satana insieme, sempre che ci sia qualche differenza.

Posizione 1344-1346

Lasciai il capitano Barlow a quello che si dice il suo destino: qualche birra in una taverna, i suoi vecchi ricordi, per lo più felici, e le sue grandi mani piene di cicatrici che, lentamente ma inesorabilmente, avrebbero perso la loro forza.

Posizione 1349-1349

non c’è maggior peccato che mentire spudoratamente a se stessi.

Posizione 1351-1355

Girovagai per ore tra le vie e i vicoli di Greenock. Come tutte le città di porto, puzzava di catrame, escrementi e immondizia. Tutta la mia vita, fino ancora a oggi, è stata impregnata di fetore: pece, cadaveri, sangue, acqua imputridita e carne avariata, lana bagnata e tela ammuffita, escrementi di ogni forma e colore, sudore, grasso rancido, rum e chissà che altro. La cosa peggiore è la pece, perché s’incrosta nella memoria ed evoca immancabilmente tutti gli altri.

Posizione 1519-1520

in breve sono diventato un maestro nelle sette scienze marinare: bestemmiare, bere, rubare, andare a puttane, fare a botte, mentire e calunniare.

Posizione 1599-1609

Il capitano Wilkinson lanciò un ultimo sguardo indietro e poi si girò verso l’equipaggio. “Uomini”, disse con la sua solita voce simile a una frustata, “tra pochi minuti la peggiore tempesta che abbiate mai affrontato si abbatterà su di noi. Se fate come vi dico, forse potremo salvare la nave. Se non obbedite agli ordini, sarete fucilati sul campo per ammutinamento. Sono stato chiaro?” Nessuno rispose, tranne io che, per la prima volta, levai quella voce destinata poi a diventare così famosa per gridare quel che nessun altro era sufficientemente pronto o calcolatore da proclamare. “Un urrà per il capitano Wilkinson!” gridai a squarciagola. E l’equipaggio, prima senza grande entusiasmo, poi, sotto la mia direzione, a voce sempre più alta, con più energia e più ritmo, si mise ad acclamare il capitano Wilkinson, forse l’ultima persona sulla terra a meritarselo.

Posizione 1629-1630

Bowles, il più vecchio marinaio a bordo, la cui memoria era l’unità di misura con cui valutavamo onde e tempeste.

Posizione 1631-1632

Lui, che ci aveva insegnato che il modo migliore per far affondare una nave era sprecare tempo a implorare l’aiuto del padre celeste! E ora si metteva a pregare!

Posizione 1937-1942

“Questa è Eastern Point, l’ingresso a Kinsale. Là fuori c’è Bulman Rock, una brutta secca. Qui di fronte puoi vedere Sandy Cove Island, e, dietro, Sandy Cove stessa, la più bella delle baie riparate, facile da raggiungere, anche la notte.” “La notte?” domandai. “C’è della merce che teme la luce del sole”, disse l’uomo, ridendo insieme agli altri.

Posizione 2320-2322

Devi ringraziare le potenze celesti per essere sopravvissuto.” “E chi bisogna ringraziare per quelli che non si sono salvati?

Posizione 2522-2524

con noi c’erano due uomini che lavoravano spesso con Dunn, Edward England, irlandese purosangue, nonostante il suo nome poco appropriato, e un mezzo francese, un incrocio, venni a sapere in seguito, tra una puttana francese – niente da dire sulle puttane, per altro – e un donnaiolo di dubbia origine.

Posizione 2585-2585

Forse aveva soltanto paura che potessi decidere di seguire la mia strada, invece di quella di qualcun altro,

Posizione 3018-3022

“Quindi non ci lanciamo come pirati?” England scoppiò in una sonora risata. “Con questa barca? In tre a bordo? Posso abbassarmi a molte cose, ma a farmi più stupido di quel che sono non ci arrivo.

Posizione 3227-3228

nascosi tanto bene la mia inclinazione e voglia di servirmi della mia parlantina, che nessuno ebbe il minimo sospetto della mia vera situazione, ossia che ero gravido di migliaia di parole che mi travagliavano il corpo per vedere la luce del sole.

Posizione 3292-3300

Quando arrivai, tre impiccati dondolavano ognuno dalla propria corda e dalla propria forca. Mi mostravano la lingua, o meglio quel che ne restava, dopo che corvi, cornacchie e gabbiani ne avevano abbondantemente banchettato, e mi fissavano con le loro orbite vuote. Sciami di mosche giravano attorno in un incessante ronzio, e perfino delle formiche non mancai di vedere. La loro carne era gonfia e ridotta a brandelli da quei becchi affilati e voraci. Questa è la morte, non c’è alcun dubbio, pensai. Quelli che morivano in battaglia sul Walrus, sia tra i nostri che nelle file avversarie, erano ancora caldi e avevano un aspetto umano, quando li gettavamo fuori bordo o li seppellivamo nella sabbia. C’erano cadaveri, quelli che avevano ricevuto una coltellata alla schiena, che potevano passare per vivi quanto per morti. Ma qui, per tutti i diavoli, nessun bisogno di chiedersi se era arrivato il momento dell’estrema unzione, sempre che qualcuno l’avesse voluta.

Posizione 3409-3411

A Londra ci sono trecentosette chiese, di cui cinquanta ancora in costruzione, e dire che non ho incluso i templi dei dissidenti, perché ufficialmente non esistono. Vi starete chiedendo, naturalmente, se dio ha davvero bisogno di così tante chiese, tre volte più numerose delle scuole, e quindici volte più degli ospedali. A questa domanda, caro signore, non c’è risposta, a mio parere.

Posizione 3446-3451

“Forse preferite pensare”, proseguì inarrestabile il vecchio, “di non somigliare a nessuno, di essere unico. Ho scoperto che sono in molti a farlo, purtroppo, soprattutto tra gli aristocratici, ma, secondo la mia sincera opinione ed esperienza, non è che orgoglio e vanità. Nel bel mondo, essere come gli altri è un peccato peggiore di tutti quelli su cui potrei fornirvi indicazioni. Si è completamente frainteso il primo comandamento. Come sapete, dio non ha, e non vuole avere, un suo simile. Ma questo primo comandamento non è forse l’origine stessa della vanità e dell’orgoglio? Dio stesso non ha dato il buon esempio.

Posizione 3664-3664

A quei tempi, d’altra parte, la verità non rientrava tra le mie preoccupazioni.

Posizione 4139-4141

Avevo nostalgia, dopo tutto. Di un’esistenza senza restrizioni, come l’avevo vissuta, di un’esistenza che aveva un domani, che sembrava non avere una fine, né un punto fermo, al massimo una virgola qua e là, un attimo di respiro, e, per il resto, solo vita e movimento.

Posizione 4149-4154

Ma era sempre così. Le navi che praticavano la tratta degli schiavi avevano i nomi più belli e i patroni più nobili, a partire da conti e cardinali, fino ad arrivare a Maria Vergine in persona. Ed è vero che ricevevano la benedizione di dio e del papa. Ho visto i giornali di bordo delle navi negriere che abbiamo catturato, e ho notato che non si faceva altro che ringraziare dio per questo e per quello: per il vento a favore, per la traversata tranquilla, per aver domato un ammutinamento, per aver spuntato un buon prezzo all’asta, e così via. In uno lessi addirittura che, sebbene fosse morto uno schiavo al giorno, la misericordia divina era stata così grande da compensare quella perdita assicurando dei prezzi più alti all’asta.

Posizione 4193-4194

Senza dubbio non andava pazzo per i preti, e non era certo l’unico, tra i capitani, visto che dio era il loro unico rivale, in fatto di autorità.

Posizione 5109-5110

un suicidio non è una faccenda così semplice, perché la maggior parte dei metodi a cui si fa ricorso sembra peggiore della morte stessa.

Posizione 5313-5315

Era per pura avarizia che il prete aveva avuto pietà di me? Ad ogni modo, non poteva essere per convertirmi. Come bianco, ero già della fede giusta, qualsiasi fosse la mia opinione in proposito.

Posizione 5412-5419

Promisi loro, come si deve fare in simili circostanze, oro e verdi praterie, e, dopo un paio di settimane, mi restava solo da dar fuoco alle polveri, cosa che feci alla lettera, perché incendiai l’abitazione dei preti. Mentre i sottanenere, dimentichi delle loro preghiere, correvano avanti e indietro come galline impazzite, mi impadronii delle loro armi custodite nella cappella. Tenni tre pistole per uso personale e il resto lo distribuii tra i negri. Non dovevano servire a molto, dato che la maggior parte di loro non sapeva come si caricavano. Per animare un po’ la festa, abbattei uno dei preti con un colpo ben diretto. Non so chi fosse, e del resto non ha nessuna importanza davanti all’eternità. Ma posso assicurarvi che fece effetto, perché gli altri preti abbandonarono i loro tentativi di spegnere l’incendio per correre alla cappella come se avessero il fuoco addosso.

Posizione 5773-5775

trattato appena meglio di un qualsiasi schiavo, o forse anche peggio, perché da te vogliono succhiar fuori quanto più si può in tre anni, invece di farlo su un’intera vita. Uno schiavo almeno è loro interesse mantenerlo in buono stato il più a lungo possibile.”

Posizione 5784-5788

Deval spalancò gli occhi come due tinozze. “Sei venuto nelle Indie Occidentali per aiutarci?” “Sì, risposi, lo giuro su tutto ciò che hai di sacro.”

Posizione 5826-5827

Più sono i dobloni, più si è importanti. E’ banalmente così! Chi si preoccupa di un poveraccio come te, per esempio? Tu

Posizione 5825-5832

No, ghinee, pezzi-da-otto, piastre e napoleoni sono l’unica cosa che permette di vivere decentemente, finché dura. Sono l’unica cosa per farsi rispettare, Deval, a questo mondo. Più sono i dobloni, più si è importanti. E’ banalmente così! Chi si preoccupa di un poveraccio come te, per esempio? Tu non conti niente.” “Nemmeno per te?” “No.” “John”, disse Deval lentamente, “non è sempre facile essere tuo amico.” “No”, risposi allegramente. “Perché dovrebbe?”

Posizione 6049-6049

Ero sempre dalla parte dell’equipaggio, quale che fosse, e sostenevo la loro causa. Non perché fossi uno di loro, ma per essere me stesso.

Posizione 6128-6134

“Vedete”, proseguiste senza aspettare la mia risposta, “ho notato che voi pirati avete molte buone qualità, già, non vi aspettavate di sentirlo dire da uno come me, ma è così. Non vi piegate di fronte alle autorità, bevete la coppa della libertà fino all’ultima goccia, vi rivoltate contro tutte le ingiustizie verso i più deboli – per voi la giustizia viene prima della pietà – mettete ai voti tutte le vostre decisioni e lasciate che ciascuno dica la sua. A bordo non fate distinzioni tra la gente, né di razza né di religione. Sì, potrebbero trarne un bel po’ di lezioni i nostri governanti, se ne avessero il coraggio, perché è proprio il potere quel che più che tutto fa ribollire i vostri sentimenti, cosa che, naturalmente, i nostri grand’uomini non amano sentirsi dire.”

Posizione 6186-6187

mi sono reso conto che, per alcuni, come voi, e anch’io, a mio modo, le parole sono una specie di malattia o di veleno, come dio per i preti, e il rum per i pirati.

Posizione 6287-6287

non era poi così malmesso da rischiare di finire i suoi giorni in paradiso,

Posizione 6407-6410

devono trovare qualcuno da incolpare, se le cose vanno storte. E chi, se non il capitano?” “Ma non ho votato! E mi hanno eletto loro!” “Certo, ma solo per avere qualcuno che sappia condurre una nave e che si possa impiccare se le cose vanno storte.

Posizione 6408-6410

“Ma non ho votato! E mi hanno eletto loro!” “Certo, ma solo per avere qualcuno che sappia condurre una nave e che si possa impiccare se le cose vanno storte.

Posizione 6587-6588

Questo Skinner aveva davvero poca fortuna nella vita. Benché capitano per grazia di dio, di aiuto da lassù ne ricevette ben poco.

Posizione 6664-6664

Era con le persone che England aveva delle difficoltà, tranne forse quand’erano morte.

Posizione 6676-6677

solo Low e Flint si rivelarono peggio di Taylor, alla fine. Ma era così con la maggior parte degli equipaggi: non c’era nessuno che ammirassero tanto quanto quelli che erano peggiori di loro. Era l’unica forma di remissione dei peccati che cercassero.

Posizione 6722-6724

A bordo cadde un silenzio assoluto, ma durò solo un istante, perché England lanciò un ruggito che fece indietreggiare perfino Taylor, estrasse la sciabola e, con un colpo magistrale di cui solo lui era capace, tagliò il nostromo in due parti uguali, delle quali l’una non era più viva dell’altra.

Posizione 6796-6798

“Caro capitano Mackra”, spiegò England, “purtroppo credo che non abbiate capito con chi avete a che fare. Questa gente odia i capitani, tutti quanti, perfino i loro,

Posizione 7299-7301

Con un po’ di astuzia e di ingegno, avrei dovuto essere in grado di scoprire cosa valeva al giorno d’oggi un vecchio come me, che taglia pendeva sulla mia testa, quanto fossi temuto, odiato e disprezzato, a meno che non fossi stato semplicemente dimenticato, nel qual caso, sarei vissuto invano.

Posizione 7616-7620

“Non lontano da qui”, ho esordito, “sempre tenendo conto delle dimensioni dell’oceano, intendo, cui voi, gente di mare, siete abituati, si trova l’isola di Sainte Marie, o Nosy Boraha, come la chiamano gli indigeni nella loro incomprensibile lingua. Già, anche loro hanno una lingua, se per caso ne dubitavate, e vi posso assicurare che permette di imprecare e bestemmiare altrettanto bene di qualsiasi altra, nonostante sia così dannatamente difficile da pronunciare.

Posizione 7616-7622

“Non lontano da qui”, ho esordito, “sempre tenendo conto delle dimensioni dell’oceano, intendo, cui voi, gente di mare, siete abituati, si trova l’isola di Sainte Marie, o Nosy Boraha, come la chiamano gli indigeni nella loro incomprensibile lingua. Già, anche loro hanno una lingua, se per caso ne dubitavate, e vi posso assicurare che permette di imprecare e bestemmiare altrettanto bene di qualsiasi altra, nonostante sia così dannatamente difficile da pronunciare. Jack, per esempio, il mio braccio destro, si chiama Andrianamboaniarivo, e vi garantisco che se la mia lingua avesse avuto le ossa, sarebbero ormai ridotte a pezzettini, tanto è il tempo che vivo su quest’isola.”

Posizione 7626-7628

Mi piacerebbe vedere la faccia di san Pietro, se, aprendo lo spioncino della sua porta, si fosse trovato davanti Barbanera, Roberts, Davis e Flint che chiedevano di entrare nel regno dei cieli. E’ una fortuna per dio che sia onnipotente, perché avrebbe fatto una vita d’inferno, se conosco bene quei quattro signori.

Posizione 7733-7735

Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!

Posizione 7730-7735

Ma poi ho aperto il regalo di Snelgrave, quello che, secondo lui, avrebbe potuto interessarmi. Interessarmi! Farmi perdere la testa, i sensi e il controllo, piuttosto! Cos’hanno visto, infatti, i miei occhi miopi e annebbiati? Un’opera di Jim Hawkins, stampata, rilegata e senza dubbio in vendita, che chiunque poteva aprire, e farne ciò che voleva. E c’era scritto, nero su bianco, nell’intestazione, il nome di Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!

Posizione 7730-7735

Ma poi ho aperto il regalo di Snelgrave, quello che, secondo lui, avrebbe potuto interessarmi. Interessarmi! Farmi perdere la testa, i sensi e il controllo, piuttosto! Cos’hanno visto, infatti, i miei occhi miopi e annebbiati? Un’opera di Jim Hawkins, stampata, rilegata e senza dubbio in vendita, che chiunque poteva aprire, e farne ciò che voleva. E c’era scritto, nero su bianco, nell’intestazione, il nome di Jim Hawkins, quello che mi aveva impedito di avere la parte che mi spettava del tesoro di Flint, che poi non era più di Flint che di chiunque altro. E aveva intitolato la sua opera L’Isola del Tesoro, come se fosse mai esistita un’isola con un nome simile!

Posizione 7796-7798

sono diventato talmente presuntuoso nei miei vecchi giorni anche se la modestia in realtà non è mai stata il mio forte – da credere in tutta serietà che sarebbe una considerevole perdita per il mondo se io venissi impiccato

Posizione 7890-7892

Ci sono solo due vie, per chi vuole vivere da essere umano con qualche senso finché non muore. Una è mantenere la rotta. L’altra è farsi impiccare.

Posizione 7929-7930

Tienilo bene a mente, Jim, non c’è peggior nemico di quello che chiamano scarsa redditività o profitto insufficiente.

Posizione 8261-8262

Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo

Posizione 8261-8262

Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo

Posizione 8261-8263

Infine, vi prometto sul mio onore e sulla mia coscienza, per quanto poco sia fornito di entrambi, di sbarcarvi in Madagascar non appena arriveremo da quelle parti, cosa che prima o poi senz’altro faremo.”

Posizione 8443-8445

Ero naturalmente molto impaziente di vedere il misterioso pirata senza nome che si era già reso così famoso senza quasi esistere.

Posizione 8509-8510

I gentiluomini di ventura vivevano come se potessero tranquillamente morire il giorno dopo, ma raramente riuscivano a pensare che poteva anche accadere il giorno stesso.

Posizione 9065-9066

Sono Flint, il temibile pirata, e non posso neppure dirlo ad alta voce, se voglio continuare a vivere.

Posizione 9096-9099

Un mese dopo Flint era morto. Non è stato per niente dimenticato, e il più gran risultato della sua vita, è stato guadagnarsi la posterità. Come me. Perché in questo aveva ragione, dopo tutto: una vita che non sopravviva alla propria morte, in un modo o nell’altro, sulle pagine di un libro o sulla bocca della gente, non è che una cacatura di mosca. O rugiada che evapora al sole.

Posizione 9111-9113

Mi sono reso conto che non ho più niente di importante da aggiungere. La vita di John Silver è finita, è così. Il bisogno di scrivere si è volatilizzato. Sparita la follia di voler tenere un giornale di bordo a viaggio concluso.

Posizione 9305-9306

“Non posso accettare”, obiettò l’ufficiale, testardo come un mulo, stupido come una gallina e cieco come una talpa.

La vera storia del pirata Long John Silver: giudizio finale del romanzo di Larsson

Se L'isola del tesoro mi era sembrato un po' meh, La vera storia del pirata Long John Silver è promosso a pieni voti! Una storia strutturata, appassionante, adulta, per nulla scontata, ben documentata e che ha il merito di dare una conclusione alle avventure di Silver e compari: ecco in breve che cosa penso di questo romanzo!

E non solo: una volta terminato m'è sembrato di conoscerlo da sempre, come se il passato di Silver raccontato da Larsson fosse veramente precedente a L'isola del tesoro, e non solo cronologicamente, ma come se facesse parte di un canone, come se fosse un ricordo atavico.

Si è trattato di una lettura speciale.

Appendice: L'ultima avventura del pirata Long John Silver

L'ultima avventura del pirata Long John Silver è un romanzo breve, ancora di Björn Larsson, che narra... beh, narra l'ultima avventura del pirata Long John Silver! Si tratta di un libercolo di nemmeno 100 pagine, senza infamia né lode; pur potendo scegliere di non leggerlo ho deciso di farlo, giusto perché faceva parte del tomo... ecco perché ho deciso di metterlo qui in appendice. A seguire, le citazioni!

Citazioni da L'ultima avventura del pirata Long John Silver

Posizione 112-115

Annotare i propri ricordi, comincio sempre più a credere e sperare, è forse un modo per sopprimerli. Perché quel che si ricorda in seguito, sempre che ci si prenda la briga di ripensarci, non è la vita che si è vissuta ma quella che si è scritta, e quella vita, per quanto ci si illuda di raccontare la verità, è qualcosa di diverso da ciò che si è vissuto.

Posizione 124-124

Iniziò con Jack che si precipitò nella mia stanza come se avesse visto all’orizzonte le prime nubi del diluvio universale.

Posizione 237-238

si vedeva chiaramente che continuava a ritenermi un improvvido idiota, giudizio a cui si mescolava una certa dose di rispetto, che era sincero.

Posizione 479-479

Dyssel rimase a fissarmi, ma non trovò niente di abbastanza esecrabile da rispondere.

Posizione 494-495

Avrei anche potuto lasciarti a marcire dov’eri per tutta l’eternità. Non sarebbe stata una gran perdita per questo mondo, e nemmeno un guadagno per quello dell’aldilà, se mai esistesse.

Posizione 509-510

ad ogni modo sei vivo, nonostante tutto. È già qualcosa di cui rallegrarsi, almeno per te.”

Posizione 595-597

Già il giorno dopo arrivò l’uomo dai molti sudditi in persona, circondato da guardie del corpo e cortigiani in pompa magna, tutto quanto serviva a rendere evidente il suo potere, ma di cui, a suo dire – ed ero quasi tentato di credergli – lui si infischiava bellamente, a parte le mogli.

Collegamenti esterni e voci correlate

Ecco alcuni collegamenti esterni e voci correlate al mondo dei pirati: pirati dotati della saggezza del mare, la saggezza di John Long, quindici uomini sulla cassa del morto, nodi scorsoi e pirati dell'isola!

Melancholic Blues Sporting Club: scaricalo gratis!

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Se sei stato attento probabilmente hai già notato l’aggiornamento grafico del sito, a proposito: che te ne pare?

Ci sto ancora lavorando: al passaggio al nuovo tema sono seguite piccole modifiche nella struttura – adesso è ancora più mobile friendly – e alcune vecchie sezioni hanno lasciato il posto a nuove. Altre cose più corpose le sto modificando poco per volta, per esempio la sezione dei racconti brevi.

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